martedì 10 novembre 2020

Musica: le Classifiche - pt. 3 - EIGHTIES (brrr...)

 

Ovvero:

per ogni decennio,

i dieci album (+ 1) che mi si sono conficcati nell'anima
per sempre

parte terza: Anni Ottanta (brrr...)
 
 
 
Eviterò battutine sulla "capitale culturale italiana da bere".
Dietro agli Anni Ottanta edonisti e di quella famosa città da bere, si agitava freneticamente un sottobosco, o talvolta un soprabosco, musicale che poco o nulla aveva a che fare con l'edonismo e il disimpegno, ma più con la rabbia, la violenza sonora o semplicemente il rivoluzionare i generi come dei calzini.

Proprio per questo la classifica che segue sarà tosta perché, primo album dell'elenco a parte, si parla di roba abbastanza anzi parecchio duretta che potrebbe essere inascoltabile per parecchie persone. La maggioranza delle persone, probabilmente.
...e probabilmente la prossima classifica degli Anni 90 sarà peggio!
 
 
 
I Grandi Eslcusi

Tutte le punk-hardcore band italiane che ho amato. Perché? Perché allora ci si esprimeva principalmente attraverso cassette (che allora scrivevamo K7) e singoli (45 giri, o 7 pollici o 7"). E questa classifica si basa sugli album.

Ci sono poi molte punk-hardcore band che ho molto amato - in primis quelle in cui ho suonato io - magari per alcuni brani particolari o per dei pazzeschi concerti che ho visto o cui ho partecipato in prima persona, ma che facevano più fatica ad esprimersi nella "lunga distanza" di un intero album. Complice anche i costi proibitivi che allora aveva registrare dei brani e no, non si poteva fare musica col computer in casa.
 
Da quelle K7 e da quei 7" e da quei concerti sono comunque nati, o almeno sono stati molto pesantemente influenzati, generi/sonorità che avrebbero conquistato una (sinistra) fama e che avrebbero fatto breccia (musicalmente, solo musicalmente!) nella parte peggiore della mia anima.

Altri grandi assenti sono tutta una serie di band di metal più o meno estremo che amavo moltissimo, e alcune di esse ancora amo, che erano "a pari merito con..." e a quel punto ho scelto gli album che più mi erano entrati nel cuore e che ancora oggi ascolto con (perverso) piacere. Nomi esclusi? Parecchi. Judas Priest per cominciare, ma anche Amebix, Exodus, Kreator, Voivod... beh, inutile continuare: li ho esclusi, amen. (...Faith No More!...)

Interessante invece il fatto che abbia inserito un paio di album di band che mi sono quasi del tutto indifferenti, ma quei loro particolari album ce li ho davvero conficcati nell'anima! Più sotto scoprirete di chi sto parlando. Probabilmente non li conoscete nemmeno.
 
Quindi, come avrete capito, stavolta si va su tematiche musicali, e non solo, particolarmente dure. D'altronde conoscete già il mio passato punk, no? 

Forse non ci crederete, ma io sono anche un Duraniano accanito fin dal 1981, quando Tax dei Negazione mi duplicò su cassetta il primo album dei Duran Duran prima ancora che fosse stampato in Italia! Li amo moltissimo e nonostante qualche caduta di stile (rara) sono stati e ancora sono una grande e vera rock band, al di là di tutte le scemenze dette e scritte da chi non si è mai preoccupato di ascoltarne un solo album per intero. Eppure non me la sono sentita di inserirli in questa classifica, ci sono altri album che amo più dei loro e li trovate qui sotto. Ma se avessi fatto i VENTI album, sicuramente i Duran ci sarebbero stati, con il loro splendio Rio!

Mo' intento beccatevi un loro magnifico brano del 2016, tiè!

                                   Pressure Off - DURAN DURAN - 2016

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Premessa

Questa volta gli album appaiono in ordine di pubblicazione, non sarebbe stato possibile fare diversamente.


1. REMAIN IN LIGHT, Talking Heads - 1980

Su Wikipedia ad un certo punto c'è questa frase: «Allora si sono riuniti in uno studio di Nassau con Brian Eno e hanno creato un album senza precedenti...".

Ecco: un album senza precedenti. Infatti la grandissima band non riuscì più a creare capolavori simili. Tutti i loro album successivi sono belli, ma Remain in Light resta un capolavoro assoluto della musica.

C'è la mano di Brian Eno [lo sapete tutt* il suo nome completo, vero? Brian Peter George St. John Le Baptiste de La Salle Eno. Facile da ricordare, no?] che in quegli anni e per molto tempo ancora, sia prima che dopo, faceva diventare d'oro tutto ciò che toccava. Per dire: a me non piacciono per nulla i Tal de' Tali eppure i due album prodotti da lui, da Brian Eno, riesco ad ascoltarli e anzi, mi piacciono pure!

Tornando ai Talking Heads e a Remain in Light, ovviamente il merito va prima di tutto alla band che è stata in grado di triturare i generi e farli diventare qualcosa di sublime: dall'afro-funk della title-track Born Under Punches all'electro dance-wave (me li sto inventando questi termini eh, sono ciò che mi ispirano i meravigliosi brani di quesgto album) di Crosseye and Painless, al vudù di The Great Curve e via così per ogni splendido brano dell'album!

Conobbi i Talking Heads (ahimé, mai visti dal vivo...) già dal 1977 per un brano presente nella compilation della RCA Italiana Punk Collection, che per inciso non mi piaceva per niente. Poi arrivò il successo planetario con Psycho Killer che sì, bellina, ma insomma... (e invece è UN GIOIELLO, solo che io ero troppo scemo per capirlo all'epoca) e i loro primi due album, insomma, non mi colpirono granché.

Poi arrivò Remain in Light e fu un cazzotto in faccia alla mia ignoranza, non facevo che ballarlo tutto il giorno e la cosa sconvolgente è che ascoltato oggi a quarant'anni dalla sua uscita non ha perso un grammo della sua potenza!

Conoscètelo! (non potete sapere quanto ci ho messo per scegliere il brano da metter qui sotto... Ma per favore ascoltatevi TUTTO l'album!)

                                       The Great Curve - TALKING HEADS (1980)
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2. PENIS ENVY, Crass - 1981

Ecco: tutt'altro, proprio tutt'altro. Da belle canzoni da ballare a belle canzoni da soffrire, leggendo i testi e rabbrividire. I Crass sono stati i miei Eroi/ne degli Anni 80 (e lo sono ancora) e una delle mie più grandi sofferenze è non averli mai potuti vedere dal vivo né conoscere personalmente. 

I Crass hanno influenzato per sempre il mio modo di pensare. Per un breve tratto della mia vita anche il mio modo di agire. Ma io ancora oggi, che sono un signore anziano per bene, la penso come i Crass

So benissimo, ed è normale che sia così, che alla maggior parte delle persone che hanno la pazienza di venire in questo diario/blog a leggere le scemenze che scrivo una band come i Crass può fare poco meno che orrore. Lo so e per me è dura saperlo. Certo, io vorrei che a tutto il mondo piacessero i Crass, ma se così fosse probabilmente vivremmo in un mondo migliore, dato che la comune (erano questo, più che una band in senso tradizionale... anzi non avevano proprio niente di tradizionale!) praticava, diffondeva, viveva in prima persona l'amore, l'autogestione, la solidarietà. Si definivano - e molt* di loro ancora si definiscono - Anarchici/che e non hanno mai predicato la violenza.
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EVE LIBERTINE nel 2006 - fonte/attribuzione immagine

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Avrei potuto scegliere uno qualsiasi dei loro ultra-ruvidi album, ho scelto Penis Envy perché è completamente cantato da Eve Libertine e perché le liriche sono tra le più partecipative, per me.
So che è difficile entrare nelle loro canzoni: sono musicalmente violente, i Crass tutto erano tranne che ottim* musicist* (ma le loro pazzzzesche copertine create da Gee Vaucher erano e sono una violenta delizia per gli occhi e la mente), bisogna conoscerne i testi e storicizzare la band: "era Tatcher" vi suona qualcosa?... 

Non credo che qualcun* che non li ha mai sentiti possa, oggi, innamorarsene. Ma qui parliamo dei miei Eroi e delle mie Eroine e loro lo sono stati. No: lo sono ancora.

                                                Bata Motel - CRASS  (1981)

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3. COMPUTER WORLD, Kraftwerk - 1981

Sarete più contenti, torniamo su territori più normali, meno violentemente disturbanti... o no? Perché cosa sono i Kraftwerk [1] se non la rappresentazione di uno dei maggiori terrori umani, ossia Le Macchine?

Però a differenza dei Crass, Computer World potete ballarlo.

Ho sempre amato i Kraftwerk, almeno fino a Tour De France (escluso: non mi piace) ma Computer World è decisamente il mio album preferito, lo ascolto ininterrottamente dal 1981 e non mi ha ancora stancato. La musica dei Kraftwerk, lo sapete è robotica e fredda, certo spesso la si può danzare, ma fredda rimane.

Eppure in questo album io ci sento un po' di calore e di tristezza che sono sentimenti che le macchine non dovrebbero avere. Magari ce li sento solo io, chissà. Eppure non li sento negli altri loro album, se non in rarissimi momenti.

Certo anche in Computer World ci sono pezzi glaciali, come Numbers o Home Computer (brrr) pezzi glaciali, eppure bellissimi nella loro struttura matematica e futurista.

I Kraftwerk sono stati un gruppo che ha avuto molta più influenza - e non solo musicale - di quanto si possa pensare e magari lo vedremo anche negli Anni 90 o 2000.

Il mio brano preferito dell'album:
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                                         Computer Love - KRAFWERK (1981)

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4. DANCE WITH ME, T.S.O.L. - 1981

Dei T.S.O.L. - acronimo che sta per True Sound Of Liberty band californiana formatasi nel 1978 - dopo questo album non mi sono più interessato; cioè ho ascoltato altri loro lavori e mi sono scivolati senza fermarsi da nessuna parte.

Invece il loro primo album Dance With Me mi si è conficcato nell'anima, nella parte più nera, e non se n'è più andato! La prima volta che lo ascoltai ebbi l'impressione di essere preso a schiaffi, ma forti. Una rivoluzione musicale, una punk-quasi hardcore band che univa tematiche, sia liriche che musicali, gotiche e orrorifiche alla violenza sonora e alla velocità torrenziale dell'hardcore, una band veramente nera, un disco veramente maligno!

Come potevo non adorare questo album? A cominciare dalla spettrale copertina che mostra semplicemente la Cosa che ci fa più paura al mondo: la Morte (Dance With Me si riferisce proprio a Lei...) per passare ai testi macabri e ai loro strepitosi riff - non c'è un solo brano debole o meno splendido o meno potente in questo breve album. Le esecuzioni sono magari un po' grezze ma sono perfette, tutti gli strumenti, voce compresa, danno il massimo, non saprei proprio chi preferire: un basso poderoso e melodico, chitarre taglienti come rasoi, una batteria mitragliata e una voce maligna e un po' nasale, melodica anche nei brani più veloci, con un bel vibrato nell'unico brano dell'album un po' più lento: Silent Scream.

Ma la cosa che non si può proprio dimenticare è quell'attacco al cardiopalma con cui iniziano l'album, la title-track Sounds Of Laughter, un titolo che è tutto un programma. Io ancora oggi quando lo ascolto saltello come un grillo. Per me è semplicemente un album-capolavoro. 'Nuff Said.

(Se ascoltandolo vi viene da agitare fortemente la testa, siete dei nostri!)
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                               SOUNDS OF LAUGHTER - T.S.O.L. (1981)
 

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5. BLACK METAL, Venom - 1982

Ah beh, qui ormai avrete già smesso di leggere, quindi posso dire tutto quello che voglio :)

Dunque, io all'epoca ero un Punk politicizzato, che però amava anche l'heavy metal (oltre a mille altri generi, ma non divaghiamo), ma tra Punk e Metallari non correva buon sangue. Per motivi molto sciocchi, ma così era.

Io, stupidamente, sognavo che punk e metallari si unissero e la smettessero di disprezzarsi a vicenda perché vedevo molte cose in comune tra di noi.
Un bel giorno nacque il punk-hardcore: un punk rock suonato in modo velocissimo e poco dopo qualche metallaro cominciò timidamente ad apprezzarlo.

Un altro bel giorno parecchi metallari cominciarono ad apprezzare la velocità dell'hardcore punk e la applicarono all'Heavy Metal: tra quei Metallari c'erano i Venom, inglesi di Newcastle, che con il loro primo album del 1981 Welcome to Hell aumentarono a dismisura la velocità di esecuzione, avvicinandosi all'hardcore punk. Il risultato fu duplice: una (grossa) parte di metallari schifò senz'appello quella merda, una (per ora piccola, ma crescerà) non solo apprezzò, ma si avvicinò conseguentemente al punk-hardcore! 

Per la prima volta si videro metallari ai concerti punk e punk ai concerti metal... e senza picchiarsi neanche troppo! :)

VENOM (1981) - fonte immagine
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La produzione di questi due album dei Venom è scarna (sembrano registrati in cantina), il suono è sporchissimo e la qualità delle esecuzioni beh, ecco, diciamo che non sono musicisti diplomati al conservatorio. Ma a me della tecnica non è mai fregato nulla, ma proprio nulla. Per carità, apprezzo eccome un bravo musicista, ma apprezzo ancora di più uno o più musicist* che - indipendentemente dalla tecnica - riescano ad emozionarmi. Le due cose, tecnica e capacità di emozionare, sono assolutamente indipendenti l'una dall'altra. Tra quei cani dei Velvet Underground e il virtuosissimo, chessò, Yngwye Malmsteen sapete già chi preferisco.

Eh sì, dei caciaroni metallari - che dal vivo ho adorato! - che giocano con simboli satanici (non lo sono per nulla!) e riescono a infilare anche un paio di riff blues e cori da stadio, posso non amarli? Inutile dire che l'uscita di Black Metal mi ha un po' cambiato la vita (non solo la mia, come vedremo più avanti...) ed è quindi un album che adoro e che ascolto con divertimento ancora oggi.

Eccovi la title-track in tutta la sua incredibile grezzezza:

                                                Black Metal - VENOM (1982)
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6. DON'T BREAK THE OATH, Mercyful Fate - 1984

Allora... Dei Mercyful Fate - band danese ancor oggi in attività - non me ne può fregare di meno; la voce del loro cantante dell'epoca, King Diamond, la trovo gradevole quanto una grattuggiata alle ginocchia, eppure... 

Questo album è un album capitale e colossale, non solo per me ma per molta della storia del rock estremo degli anni successivi. E' un album che innova e detta uno dei possibili stili futuri del rock pesante (mooolto pesante!).
Ogni band di metal estremo degli Anni 80 e 90 citerà questo album (e anche il loro primo, Melissa, che io però amo meno) come una delle principali influenze musicali e non solo. Ma l'influenza di questo album e del precedente non è svanita neppure tra i metalheads di oggi.
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HANK SHERMANN (1980) - fonte immagine
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Ogni brano dell'album è composto da riff di una perfezione formale da pelle d'oca (per chi ama il genere, of course), glaciali e bellissimi, originali. Tutto l'album è ovviamente sui toni in minore, non c'è neppure una pausa in cui ci si può rilassare. D'altronde perché vorrei rilassarmi ascoltando un album di Heavy Metal?!?

Don't Break The Oath è un album dove non ci sono riempitivi né pause per tirare il fiato: a partire dal feroce attacco, con uno dei miei riff preferiti di sempre, opera del grande chitarrista Hank Shermann, della title-track A Dangerous Meeting fino all'ultimo brano dell'album (Come to the Sabbath) la tensione non si scioglie mai e la qualità dei brani resta altissima. Così come alta è la performance dei musicisti, eccetto il cantante che personalmente trovo atroce, nonostante debba ammettere che ha uno stile suo particolare unico (o quasi).

Ecco la title track, maligna, durissima, glaciale, perfetta!
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                                  A Dangerous Meeting - MERCYFUL FATE (1984)
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7. REIGN IN BLOOD, Slayer - 1986

Mi spiace, non ne usciamo. Solo violenza sonora e musica inascoltabile per ogni dolce anima sensibile... Ma sarà così fino all'undicesimo album della classifica? Ho davvero un'anima musicale così nera?... 

Anzi, scusate, parlavamo di malignità? Beh, fino ad ora avevamo solo scherzato.
I californiani Slayer sono come l'epitome della malignità in musica. Oh certo, dopo di loro ci sono state altre band apparentemente più cattive (ehi: sto parlando di MUSICA ok? Non di atti criminosi!... almeno per ora...), ma loro sono stati i primi a vomitare una tale quantità di violenza sonora da preoccupare chiunque: dalla signora Tipper Gore, moglie del senatore americano ed ex vicepresidente Al Gore, che propose il famoso adesivo "Parental Advisory" sui dischi (aumentandone così l'appetibilità verso il pubblico adolescente che, si sa, quando qualcosa è proibito...) ai molti telepredicatori evangelici, quelli che - si sa - hanno vite morali ineccepibili (AH AH AH AH AH!!!!...).

Ma anche molti metallari tradizionalisti si scandalizzarono quando Slayer, Metallica e altri inventarono il cosiddetto Thrash Metal, un Heavy Metal suonato alla velocità della luce secondo i dettami dell'hardcore punk, da cui si differenziava per le liriche e per i riff molto più cupi e con qualche debito verso l'Hard Rock degli Anni 70.

So che a questo punto non sta leggendo più nessuno, ma provo lo stesso a spiegare come mai una tutto sommato brava persona (io) sia così intensamente attratta verso tipi di musica così violenti.

Beh, in realtà non ci sarebbe bisogno di nessuno spiegone: a tante persone paciose piacciono i film horror e non ci si vede nulla di male. Mio marito legge e guarda un sacco di materiale sui serial killer e vi assicuro che io la notte dormo tranquillo :)
Perché, invece, quando dico che mi piacciono certe musiche estreme le persone (la maggior parte) mi guardano male e fanno un balzo indietro?!? 

Credo che ognun* di noi, anche la persona più buona e, appunto, paciosa, abbia una parte di sé che buona e paciosa non è e bisogna trovare uno sfogo a questa parte, sennò sì che si rischia il classico "era così tranquillo... quello gli ha solo chiesto l'ora e lui l'ha riempito di mazzate!"

Con questo voglio dire che tutte le persone appassionate di musica estrema sono agnellini tenerosi che per hobby fanno i bigodini ai barboncini?
No, come in tutte le cose - proprio in tutte - ci sono le persone stronze e bastarde e quelle che lo sono molto meno o quasi nulla, ma una cosa è certa: per un idiota che fa una sciocchezza "spinto dai dischi di Marylin Manson" (!!!) ci sono milioni di ascoltatori/trici dello stesso [che per me ha smesso di fare dischi buoni nel 1988, ne riparliamo] che sono persone normalissime persone. 

E quindi sì, io adoro la musica estrema violenta scioccante maligna cattiva.
MA, come avete visto, adoro anche mille altri generi e tipi di musica. Quindi? Sono ciò che ascolto?

Mo' ascoltatevi gli Slayer che un po' di sana violenza sonora vi fa solo bene!

                                     Raining Blood - SLAYER -1986 (Live 2010)

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8. MUSIC FOR THE MASSES, Depeche Mode - 1987

Adoro i Depeche Mode fin dal loro primo album, quando - grazie a Vincent Clarke (che grazie al cielo li ha mollati!) - parevano una band di canzoncine-ine-ine...

E invece! Una band cresciuta sempre di più e - posso dirlo senza tema di smentita - una delle poche band al mondo capaci di fare dischi belli da quarant'anni!!!

E infatti è stato difficilissimo scegliere un loro album e allora ho scelto quello che, comprato appena uscito, mi ha appassionato, commosso, fatto ballare e disperare di più (ma non è detto che nelle classifiche dei prossimi decenni altri album dei DM non facciano qualche comparsata...). Comincia col mio brano dei DM preferito: Never Let Me Down Again, un riff che mi taglia il cuore in due e poi continua a segarlo per tutto il brano. Una potenza pazzesca: non a caso i DM sono una delle poche band rispettate anche dai metallari più intransigenti! Un brano letteralmetne tellurico (dovreste vedere quando lo propongono dal vivo... viene giù il cielo!).

E poi prosegue con altri gioielli dalla ritmica potente e dalla melodia irresistibile: Strangelove, Sacred, Behind the Wheel, la magnifica Nothing (mo' finisce che li cito tutti) e non meno belli sono i brani più lenti, come The Thing You Said o Agent Orange. Un album dalla qualità elevatissima, nessun riempitivo, nessuna canzone tirata via e una produzione, come sempre, ai massimi standard.

Ancora oggi che sono quasi dei vecchietti, oltre ad album molto belli - l'ultimo Spirit del 2017 è magnifico! - fanno dei concerti (pre-covid, ovvio) pazzeschi, infinitamente lunghi e in cui si danno completamente, non risparmiandosi in nulla e sono ampiamente ripagati da milioni di fans che li adorano. E se lo meritano!

Non metto Never Let Me Down Again, sarebbe troppo ovvio: ascoltatevi Strangelove!

                                   Strangelove - DEPECHE MODE - 1987
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9. SPIRIT OF EDEN, Talk Talk - 1988

Uno degli album che più mi fa soffrire quando lo ascolto, anche a causa della morte di Mark Hollis che adoravo; uno degli album più belli e più sottovalutati di sempre. Qui siamo all'opposto di concetti come ritmo o potenza. Tutt'altri lidi percorsero i Talk Talk dopo l'enorme successo commerciale dei loro primi due album: chi non conosce Such a Shame o It's My Life

Bene, qui potete anzi dovete scordarveli. Questi sono altri Talk Talk, praticamente un'altra band. A Mark Hollis, semplicemente un grande genio musicale, il successo e il "già sentito", così come l'inquadramento in un genere, stavano non solo stretti, gli erano insopportabili. Come insopportabile gli era il concetto di front-man.

Ci sono moltissime bands che cominciano con album strepitosi e poi cascano nella banalità più trita (un nome su tutti? Genesis) solo per far più soldi, dimostrando quanto poco siano in realtà interessati alla sublime arte della Musica. (Avete letto l'autobiografia di Phil Collins? Parla solo di soldi, vendite e successi. Ok, la smetto).

Ma ci sono pochissime band che partono con dei bei dischi, di successo, e crescono al punto tale da produrre dei capolavori immensi e di nessun successo e non gliene frega niente.
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MARK HOLLIS (1955 - 2019) - fonte immagine

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Una di queste band, forse la migliore, senz'altro tra le più coraggiose, sono stati i Talk Talk e dire "sono stati" mi riempie di tristezza, sul serio.

Io prego ogni persona che sta leggendo queste righe di andare ad ascoltare, possibilmente in cuffia e senza altre distrazioni, questo Spirit of Eden, il loro penultimo album prima dello scioglimento. So bene che non potrà piacere a tutt*, ma per l'amor del dio della musica, fate almeno un tentativo. Ignorate tutti gli altri album fin qui citati: ascoltate questo. Per favore.

Non posso dire granché di questo disco. Non c'è ritmo, c'è solo musica, grande, celestiale e intrisa di tristezza, ci sono lunghi momenti di assenza di musica, il silenzio in questo disco è dosato per far parte integrante dell'album. Non potrete ballarlo né ascoltarlo facendo altro. Non c'è un brano migliore e uno meno migliore, è un'opera complessa e complessiva, non di facilissimo ascolto. Ma se sentirete anche solo un brivido io ne sarò felice.

L'ho detto e l'ho ridetto che sono un piagnone, oramai lo sanno anche i sassi, ma ascoltare questo disco senza commuovermi e riempirmi di emozione e tristezza mi è praticamente impossibile...

                         SPIRIT OF EDEN (full album), TALK TALK - 1988

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10. FISIOGNOMICA, Franco Battiato - 1988

Ho conosciuto i disci di Battiato, i primi, quelli che la maggior parte dei fan post-Patriots ignorano, che facevo le medie. Chissà perché questo strano tipo mi ha incantato subito, fin dal primo album con una brutta copertina e un titolo non propriamente commerciale: Fetus. Già grande, ma è col disco siuccessivo (copertina ancora più brutta) Pollution che mi ha definitivamente conquistato: ne so ogni nota e ogni parola a memoria, da quarantotto anni. (Certo devo ringraziare gli amici di fratello che gli prestavano i dischi). Qualche brano del suo terzo album, Sulle Corde di Aries, cominciò addirittura ad essere trasmesso dalla Radio nazionale e un brano del suo quarto album - Clic brano tut'altro che radiofonico o commerciale - divenne la sigla di una popolare trasmissione televisiva degli Anni 70.
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FRANCO BATTIATO in una pubblicità degli Anni 70 - fonte immagine Pinterest

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Poi c'è stato un periodo più oscuro e ancora più sperimentale, ma l'ho seguito anche lì, continuava a piacermi e a interessarmi e la sua proposta musicale non somigliava a niente di quello che c'era in giro.

Poi un bel giorno uscì L'Era del Cinghiale Bianco... un Battiato diversissimo da come lo conoscevo, e amavo, io: un Battiato... pop?!?... Poi le cose peggiorarono ulteriormente... no, scherzo: L'Era del Cinghiale Bianco, Patriots, La Voce del Padrone e gli altri album pop del maestro piacciono anche a me (NON come i primi album però, ci tengo a sottolinearlo).

Poi un giorno del 1988 esce Fisiognomica, lo compro senza averne mai ascoltato un solo brano, lo ascolto e crollo sul divano, sopraffatto dall'emozione, quasi in estasi mistica. Finalmente Battiato mi piaceva come nei suoi primi album, pur essendo Fisiognomica un album completamente diverso dai suoi primi lavori; ma è anche un album che prende un po' le distanze dal pop degli album immediatamente precedenti. 

Certo, c'è quella ballata piaciona intitolata E ti vengo a cercare, che non è certo la mia canzone preferita dell'album (anzi, a dirla tutta trovo il testo piuttosto presuntuoso e non così sincero... ma in realtà il maestro parla d'altro in quella canzone). No, i brani che mi feriscono così nel profondo e mi emozionano, sia musicalmente che per le liriche, sono gli altri: dalla title-track Fisiognomica alle melodie orientali di Zai Saman, da Secondo Imbrunire a L'Oceano di Silenzio

Finalmente un album denso e musicalmente assai significativo, decisamente più di quelli immediatamente precedenti che tanto piacquero alle folle che riempirono gli stadi per cantare in coro, come fosse un Vasco Rossi qualsiasi (con tutto il rispetto).

Vi propongo la title track, ma se non conoscete l'album ascoltatelo tutto!


 

                               Fisiognomica - FRANCO BATTIATO - 1988

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10+1. THE SENSUAL WORLD, Kate Bush - 1989 

Visto che non sono poi del tutto malvagio? Amo Kate Bush fin dall'uscita del suo primo singolo in Italia e non ho mai smesso di seguirla, neppure nel suo periodo meno creativo (Red Shoes... bruttino... specie perché uscito dopo un capolavoro: The Sensual World, appunto).

In questo capolavoro ci sono molte cose meravigliose, la prima delle quali è Kate Bush e la sua voce, poi il Trio Bulgarka, poi Mick Karn al basso in un paio di brani, poi David Gilmour alla chitarra in due brani, Nigel Kennedy, Alan Stivell ... e finalmente dieci gioielli, dieci splendide canzoni.

Tutto l'album è impregnato di un'atmosfera sensuale, appunto, e ogni brano è cantato e suonato con una passione speciale che esce dai solchi, la produzione è perfetta e sontuosa e la sequenza dei brani semplicemente assassina, capace di ammaliare e affascinare già dal primo ascolto.  

Musicalmente è un album vario e ricchissimo ed è uno dei dischi da me più ascoltati di notte, con le cuffie ad alto volume.
La presenza di strumenti esotici - e del già citato Trio Bulgarka in tre brani - fa dell'album un oggetto musicale tutt'altro che banale, nonostante non sia di difficile ascolto. E questa è un'ulteriore ricchezza.

Tutti i brani sono su tonalità in minore e questo rende l'album malinconico, non triste. C'è un'alternanza equilibrata di brani più intimi e brani più ritmati: nonostante non sia un album banalmente commerciale, è però un disco che può davvero piacere a tutt*, o almeno a chiunque abbia un minimo di sensibilità musicale.

Non è l'ultimo bel lavoro di Kate Bush, anzi, chissà, può darsi che la si rivedrà nella classifica degli Anni 2010... ancora non ci ho pensato...

Intanto, quale finale migliore per questo mio luuungo pezzo della strepitosa Rocket's Tail, con il Trio Bulgarka e le strepitose chitarre di Gilmour?

Godetevela, vi prego.
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                                     Rocket's Tail - KATE BUSH - 1989

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 Note:

[1] Sono TEDESCHI! Si pronuncia CRAFTVERK, non "craftuork", cribbio!!!

 

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35 commenti:

  1. Tanta roba! Tra l'altro alcuni di questi album è da un sacco di tempo che non li ascolto, e ora mi hai fatto venir voglia di riscoprirli. Grande la presenza del mitico Battiato...
    Tra i grandi esclusi, sì, tra tutti cito anch'io i Judas Priest, che tra l'altro avrei tanto voluto vedere dal vivo insieme al caro, vecchio Ozzy... ma 'sto concerto, a quanto pare, non sa da fare!

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    1. Poca roba! :) Ho capito come mai le riviste fanno le classifiche dei, tipo, CENTO migliori album del decennio! E già così lasci fuori un sacco, ma un sacco di roba, specialmente se uno ascolta molti e diversi generi musicali. Mi sono reso conto di aver scluso davvero troppe cose, troppi album per me importantissimi sia musicalmente che personalmente (perché a uno può anche piacere molto un album brutto, per dire... sapendo che è brutto ^___^ Io ne ho di guilty pleasures, eccome se ne ho!).
      Per quanto riguarda i Judas, mai visti neanch'io; per i Sabbath ci ho sperato un po' nel 2012 quando hanno fatto il tour di 13, ma poi non è andata, peccato.
      Comunque la cosa che mi fa più piacere è sapere di aver fatto venire voglia di riascoltare certi album e ti ringrazio moltissimo di avermi dato questa soddisfazione!
      A presto

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  2. Dice bene Guido.. tanta roba... sai che anche io amo i secondi Duran Duran? Quelli maturi, lontani dalle ragazzette tutte gridolini, dai pezzi anche arcani ma di gran presa musicale.. poi che dire.. tra i tuoi dieci, roba imponente, dai Kraftwerk (scoperti nella ormai notte dei tempi con Autobahn) ai Depeche Mode, passando dai Talk Talk... che tempi ragazzi!!

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    1. Ah guarda sui Duran non hai idea le battaglie che ho dovuto fare nella mia vita... :)) Chi è appassionato di musica normalmente è anche abbastanza chiuso/a bei propri gusti e generi e difficilmente concepisce che a uno piacciano i Mayhem e i Duran Duran. OVVIAMENTE nessuno vuol paragonare niente (ma ci mancherebbe!) né imporre i propri gusti. Ma se prendiamo il genere del pop-rock romantico, i Duran sono i migliori e hanno avuto, IN QUEL GENERE, idee innovative e che hanno funzionato. Niente, vallo a far capire... Come quei jazzisti puri per cui tutto il rock non è nient'altro che cacca. Io, per chiarire, credo nel valore assoluto e obiettivo di certe cose, Frank Zappa (altro Grande Escluso dalla mia classifica, sigh...) è oggettivamente migliore degli Sweet, musicalmente parlando. Ma gli Sweet, nel loro genere, sono stati grandi e hanno influenzato una marea di band successive.
      Tornando ai Duran, io li amo tutti (tranne Pop Trash, disco veramente bruttino) anche i primi album.
      Sono felice che apprezzi anche Krafwerk e Talk Talk, gruppi da riscoprire secondo me, specialmente i secondi che sono praticamente sconosciuti a chi ha meno di cinquant'anni.
      Grazie per il tuo commento Franco e a presto

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  3. Duran Duran, Battiato e la musica Punk mi incuriosiva molto.
    Ottimo lavoro Orlando.

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  4. Non commento la classifica perché è troppo soggettiva (siddai avrei trovato uno spazio per i metallica ;p) però mi diverte troppo la visione di cronos e kate bush nella stessa lista e lui, cronos, tutto felice onorato da fan innamorato quale è stato. Sono una romanticona!

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    1. Cronos e Kate Bush= la Strana Coppia! :)))
      Mi spiace, ma i Metallica non sono tra le mie band preferite, per quanto abbia molto rispetto per loro. Ho visto recenti loro concerti e danno l'anima, ma veramente l'anima! Sono vecchiotti e abbastanza sfatti (a parte Kirk Hammett che, ovviamente , ha firmato un patto col diavolo per non invecchiare!) e sono già stanchi alla fine del primo brano, eppure danno il massimo, fino alla fine e cin manca che li portino via in barella. Massimo rispetto!
      Ciao!

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  5. Un mio commento sugli anni Ottanta diventerebbe un romano e, visto che in quel decennio ci sono entrato a 13 anni e uscito a 23, si può tranquillamente dire che ha rappresentato la mia formazione musicale. Anni fa provai a scriverci un post (questo) ma per forza di cose non poté che essere un riassuntone. A 13 anni ero sbarbatissimo e mi facevo travolgere da un sacco di cose, passavo dallo ska (Madness, Bad Manners) al primo rock (AC/DC, Van Halen), ma non disdegnavo certa new wave americana (B-52s, DE-VO). Alla fine del decennio la mia attenzione era rivolta ormai altrove: i classicissimi di sempre come il Bowie di Let’s Dance e Tonight, l’ovvio Springsteen di Born in the USA, gli U2 di Joshua Tree, i REM di Document #5, i Cure di “Concert”, i Cult di “Love”… tutta roba forse abbastanza scontata. E i Pink Floyd, ovviamente. Mi ricordo però che spendevo tanti bei soldini comprando anche perfetti sconosciuti (lo erano per me allora) solo perché li vedevo ben recensiti sul Buscadero e sul Mucchio Selvaggio (che compravo spesso all’epoca). Conobbi così artisti che ancora oggi mi fa piacere ascoltare anche se probabilmente li conosciamo in tre (mi vengono in mente Warren Zevon, Hoodoo Gurus, Mellencamp, i Death in June). Anche i REM li scoprì sul Mucchio, in tempi ancora non sospetti. Fu quello anche il decennio dei concerti (documentati da questa mia foto), anni spesi guardando ripetutamente Ozzy, Iggy, Cure, Billy Idol ogni volta che passavano dalle mie parti. Gli italiani? I più ovvi come Litfiba e Vasco (si, sputami pure) e, nel periodo degli innamoramenti, mi ammazzavo di Baglioni e Cocciante.
    Avrei sperato di poter condividere di più con la tua lista, ma a parte Music for the masses (che non escluso sarebbe potuto finire anche in una mia ipotetica) e i Duran Duran (chi dice che non sono una vera e grande rock band?) rimane poco. I Talking heads non riesco ad ascoltarli, mi viene proprio subito un gran mal di testa, ma è anche vero che, a parte “Burning down the house” e pochi altri titoli, non li conosco affatto. I Faith No More però si! Che bello quel disco! E gli Heroes del Silencio? Altro mito! Venom e Slayer ho anche provato ad ascoltarli ma probabilmente sono arrivato fuori tempo massimo e il loro sound appariva già un po’ troppo datato… Battiato? Gli album pop non erano male, ma in fondo per me non erano diversi da quelli di Bennato o di Tozzi. Beh, dai, la taglio qui per oggi… se no finisce che viene sera.

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    1. arissimo, non aggiungo nulla, perché il tuo commento è bello così com'è, assolutamente tuo, personalissimo e dà un senso a ciò che ho scritto.
      Grazie!

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  6. Mamma mia, mi tocca andare per ordine anche a me. Partendo da Rio, l'unico album dei Duran che ho consumato. Non sono mai stata una duraniana ma essendo stata "molto giovane" nel loro periodo d'oro(avranno anche fatto altri begli album si ,certo, ma il periodo d'oro è stato quello) con il mio walkman sempre nelle orecchie, la loro musica correva con me. Li rividi qualche anno fa a Milano, all'Idroscalo e si difendevano ancora lì tra le zanzare :-)
    Ma passando al primo album che elenchi e superando anche il fatto che non sono nemmeno una fan del Talking Heads, nomini il divino Brian ENO. Da fan sfegatata di Bowie e degli U2, posso solo chinare il capo al deus ex machina della maggior parte dei miei album preferiti.
    Dopo mi tocca passare direttamente al numero 8 e qui ci fermiamo un momento. Perché mi è scesa una lacrimuccia di malinconia pensando a quanta roba dei DM ho ballato ai tempi e a quanto mi sono divertita. A quanto ho urlato, cantato, urlato, cantato. E quanto erano fighi (vabbè lo sono ancora adesso) Dave, Martin e Andy. Questa lasciamela va, che mi tira su il morale. E visto che nomini "Spirit" ti saluto così.
    "We are not there yet
    Where we need to be
    We are still in debt
    To our insanities"
    Ciao!

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    1. Grazie anche a te per le tue belle parole!
      Io adoro Brian Eno non solo come produttore, ma sin dai tempi dei Roxy Music e i suoi primi album solisti, quelli prima della svolta "ambient", li amo tantissimo. Anzi, lasciar fuori dalla classifica dei 70 Before and After Science probabilmente è stata una svista...
      Ma a dire la verità amo anche quelli della svolta "ambient" :)
      Per quanto riguarda il "periodo d'oro" dei Duran, beh ovviamente ognun* ha il proprio periodo preferito, ma secondo me hanno fatto grandi cose anche dopo, più mature e, sempre secondo me, più intense.
      Ciao Mariella, grazie ancora e a presto!

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  7. I Venom incarnano proprio il cliché del metal un po' sataniel XD
    Comunque, molti album ovviamente li conosco, di altri solo qualche canzone...
    I Duran Duran sono mitici, altroché: convengo con te.
    Ma non conoscevo i Talk Talk post-successo enorme.

    Moz-

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    1. No Moz, era assolutamente solo un gioco, sono bravi ragazzi (ora signori) e lo dicevano apertamente "Guardate che giochiamo, non siamo satanisti, non ci frega niente di quella roba!" e io gli credo. Tra l'altro, volenti o nolenti, hanno inventato il nome di un genere che sarebbe nato di lì a pochissimo. Oggi come oggi sono praticamente un gruppo punk! :))
      Se riesci, in un momento di calma e tranquillità, a dare un ascolto ai Talk Talk post-successo, mi dici poi cosa ne pensi. Ascolto complesso, ma secondo me ne verrai ampiamente ripagato!

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  8. Allora, devo dire che molto di quel che hai inserito devo ascoltarlo perché all'epoca me lo persi (c'era talmente tanta varietà negli anni 80 che qualcosa dovevi perderlo per forza). Ma ho sempre amato alla follia i Judas Priest e ritengo che Love Bites sia la più bella canzone sui vampiri che mai sia stata scritta (ne saranno state scritte altre? Boh!). Di Kate Bush ero pazzamente innamorato fin dai tempi di Wuthering Heights e i Talk Talk sono certamente una band "underrated".
    Diverso il discorso sui Duran Duran. All'epoca non li sopportavo, oggi li rivaluto così come molte altre pop band del periodo, in primis Spandau Ballet e Wham... perché sì.
    Devo dissentire su Vince Clark che mi piaceva con i Depeche, mi piaceva con gli Yazoo ( e spendiamo una parola per la voce DIVINA di Alison) e mi piaceva con gli Erasure. Vince lo ritengo un dio del synthpop.
    Sarebbero davvero troppe le cose che vorrei citare ma una menzione di merito (visto che giustamente hai citato i Kraftwerk) per Gary Numan, almeno fino a Telekon. Poi i Joy Division, gli Smiths... e l'artista italiano che mi ha fatto "scavalcare" gli anni 70 ovvero Faust'O.

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    1. Oh, a proposito dei Talking Heads... PRIMA di Psicho Killer io ascoltai questo pezzo qua... adesso non ricordo su quale canale televisivo, ma giuro, lo vidi in TV:

      https://www.youtube.com/watch?v=UnBlst3T7bY

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    2. I vostri commenti sono altrettanti, bellissimi scritti, quindi io non mi sento in diritto di commentarli (per cosa dire poi, che a me gli Yazoo facevano cagare?!?) [- storia vera - )))].
      Quindi sì, questi miei scritti servono anche a conoscere i vostri gusti musicali, alcuni dei quali mi fanno orrore, così come a voi fanno orrore alcuni dei miei :-)))
      JD conosco benissimo la versione Psycho Chicken... e beh, quando non puoi permetterti di fare un brano epocale, lo sfotti, no? ^__-
      Ciao caro!

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  9. Ciao Orlando.
    Dopo aver letto quelli che già ti hanno commentato mi vergogno molto di raccontarti quella che è stata la mia musica negli anni 80.
    Ahhha!! Ho letto che gli Yazoo ti facevano cagare e mi tocca adesso confessarti che uno dei mie primi 45 giri è stato Love resurection di Alison Moyet.
    Voglio sottolineare una cosa nel 1980 avevo 11 anni.. fine anni 80 , poco più di venti e ho cominciato ad ascoltare e amare la musica in maniera diversa proprio dagli anni novanta.
    Quindi il decennio degli 80 per me è stato soprattutto di musica easy listening.
    Esclusivamente pop perché io sono molto pop e poco rock.
    Non avevo le basi per apprezzare ed ascoltare la musica in maniera diversa da quello che mi propinava la Tv ( erano gli anni di Deejay Television , Videomusic, la prima MTV) e le radio commerciali che assiduamente ascoltavo.
    Ricordo che il primo 45 giri che costrinsi i miei genitori a comprare fu Nell’aria di Marcella Bella.
    Sul fronte degli italiani.
    La prima volta che vidi lei ed ascoltai la canzone ne fui letteralmente rapito.
    Ricordo che assieme a Nell’aria mia madre prese Moonlight Shadow di Mike Oldfield pensando fosse Foreign affair , risultato dopo una settimana avevo LP Crises che girava per casa.
    E di cui ancora se me lo chiedi ricordo solo le due canzoni interpretate dalla voce di Maggie Reilly
    L’anno successivo mentre mio fratello di un anno più giovane si faceva comprare Shout dei Tears for fears e We are the world io chiedevo Karma Chamaleon e The War song dei Culture Club.
    E sto chiedendomi ancora cosa avesse di così speciale Love resurrection di Alyson Moyet per convincere mio padre a prendermi il 45 giri.
    Si 45 giri , perché quegli anni la ragionavo in questa maniera: perché prendermi un 33 giri se mi piacciono solo due canzoni di questo o quel artista?
    A casa mia mentre mio fratello si prendeva il trentatré giri di quell’orribile gruppo che metteva le mucche in copertina o l’uomo pieno di lampadine io viaggiavo a compilation , Deejay time su tutte , Super Sanremo..ma come al solito a me piacevano tre quattro canzoni , non di più.
    Ricordo che nell’ 1984 forse acquistai personalmente il mio primo 45 giri , Nel mio cielo puro di Marcella naturalmente.
    Che due anni dopo il suo è stato il mio primo concerto .
    Eran riusciti non so come a farla venire nel mio paese quelli della proloco e io e i ragazzi della compagnia potevamo assistere al concerto gratis perché la mattina aveva un po’ piovuto e a noi ci chiamarono a pulire le sedie ( il concerto era nella villa storica del paese) e sistemare il parco.
    Ricordo che son riuscito pure a farmi fare l’autografo da Marcella .
    Ma già da allora la sua musica ( 1986) cominciava a piacermi un po’ meno .
    Dal 1985 son diventato più autonomo nel acquistare la mia musica.
    Gli ultimi 45 giri che ho acquistato sono quelli di quegli artisti che poi mi han fatto veramente battere il cuore fino alla fine degli 80 e anche dopo.

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  10. Madonna con Intoo the groove e Dead or Alive con you spin me round, son stati i miei ultimi 7”.
    Di Madonna mi innamorai da True blue in poi ( massima emozione per il concerto che ha fatto nel 1985 a Torino e trasmesso in Tv).
    Di Madonna tra album e poi Cd credo di avere quasi tutto , è chiaro che pure lei con gli anni ha avuto risultati altalenanti nel mio cuore.
    Le emozioni da ragazzino che mi faceva provare non le sento più...neanche riascoltando True blue , ma penso sia normale , crescendo.
    Dei Dead or Alive stessa cosa , primo vero trentatré il loro youthquake .
    Un trentatré che ho usurato a forza di ascoltarlo e prestarlo in giro.
    Come per Madonna anche di loro ho tutta la produzione discografica .
    Forse il mio rammarico più grande è di non averli vissuti a pieno.
    Perché ignorante come una capra , tranne comprami la loro musica e ascoltare quello che passava la televisione e i vari programmi musicali dell’epoca non riuscivo ad avere niente di più.
    Per dirti i Dead or Alive dal 1987 non hanno più pubblicato per il mercato europeo.
    Per me erano spariti ...senza manco un saluto per capirci...e non è bello non avere più notizie di un gruppo che comunque ha rappresentato tanto nell’adolescenza -post adolescenza - pre boh..?
    Sul fronte degli Italiani invece la mia passione si chiamava Anna Oxa.
    Apprezzata anche lei sul finire degli ottanta.
    Anche qua non ha senso elencarti gli album , c’è li ho tutti .
    Ah...son passato dal vinile alla cassetta e poi al CD.
    Tanti vinili di quegli anni li ho ricomprati in versione digitale dagli anni novanta in poi.
    Sul finire degli anni ottanta in cassetta è arrivato pure Pump degli Aerosmith, forse la mia prima vera incursione nel Rock.
    Se tralasci un po’ i Cult di Love ...ma non ho mai acquistato nulla di loro se non un CD negli anni 90.
    Insomma i miei anni 80 son stati all’insegna del POP , Hi-energy , Sinth...tutte cose che forse a te non piacciono.
    Però per me questo son stati.
    Perdonami ahahaha!!!
    Ah vabbè del tuo elenco conosco solo Duran e Depeche, spetta pure i Talk talk di It’s my Life ( pure quello c’aveva mio fratello).
    Ma negli anni 80 non mi dicevano granché son tutti artisti che ho rivalutato dopo.
    Ciao

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    1. Caro Max, la mia risposta ti stupirà...
      Innanzitutto chiedo scusa se non ti ho risposto subito: in questi giorno devo stare lontano dal pc per problemi alla spalla destra. Ma ho letto adesso i tuoi due commenti che mi hanno scaldato il cuore, perché mi hai raccontato un pezzo della tua vita e io te ne sono molto grato, al di là di qualsiasi retorica.
      Allora, io, con le mie classifiche, Grande Esperto di Musica, che ascolto Prog, Jazz, Kraurock e Black Metal... io ADORO Marcella (Bella)!
      Tu non hai idea di cosa ho provato quando nel 1972 (avevo 12 anni) ho sentito per la prima volta "Montagne Verdi" a Sanremo, in tv. Ho talmente strepitato che il giorno dopo mia sorella, che lavorava nel negozio di dischi più importanter della città, arrivò a casa col 45 giri, che io letteralmente consumai. Ma non solo: da lì in poi mi piacquero TUTTE (o quasi) le canzoni di Marcella e anche se non compravo i suoi album (in realtà ho comprato anni fa una compilation cd doppio di tutti i suoi successi) ADORAVO le sue canzoni che passavano per radio: Nell'Aria, Mi.. ti..amo ecc. Non condivido affatto le sue idee (è una fascistona di quelle toste), ma mi è simpatica e ha una voce stupenda, adoro poi quel suo leggero accento siciliano che traspare anche quando canta :)
      Seconda confessione: ADORO i Culture Club!!! Ho tutti i loro cd e ancora oggi trovo che le loro canzoni degli Anni 80 sono dei piccoli gioielli pop, anzi neanche tanto piccoli: Do You Really Want To Hurt Me è una grandissima canzone! All'inizio pensavo fossero una band "finta" (tipo gli spandau ballet, per intenderci), invece erano una vera band, gente che suonava davvero e faceva centinaia di concerti e tour. Li ascolto molto volentieri ancora oggi: recentemente ho visto tutto il loro concerto reunion del 2019: molto, molto bello!
      (segue)

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    2. Poi, Dead Or Alive: You Spin Me Round ce lo ascoltiamo ancora adesso in casa molto spesso e a tutto volume! Grandissimo pezzo dance! Non solo: all'epoca comprai Youthquake, il loro secondo album. Pete Byrns aveva una grande voce, un bellissimo vibrato, un timbro profondo e ancoe loro suonavano in giro e facevano tour (questo per chi diceva fossero un gruppo "finto", tipo gli spandau ballet, per dire... come? Ce l'ho con gli spandau? Io? Noooooo, è solo un'impressione ^____^)
      Altra "confessione": ADORO Madonna, adoro True Blue, anche se il mio album preferito è un altro e lo vedrai nella Classifica degli Anni dal 2000 al 2010. L'ho vista dal vivo e non mi frega niente se non ha voce: i suoi concerti sono spettacolari, ha ballerini/e strepitosi e una band da urlo, sono spettacoli nel vero senso della parola! Certo, tutti i rockettari la odiano - è difficile ammettere che una donna abbia tutto quel successo, eh? - ma io la amo, e non certo perché sono gay... Cioè, certo che sono gay, ma la amo non per quel motivo: che sia un icona gay o meno m'interessa poco (anche se mi fa piacere quando personaggi famosi fanno dichiarazioni a favore dei diritti civili di TUTT*, gay compresi).
      Madonna ha fatto delle canzoni molto belle e degli interi album album perfettamente riusciti, del pop di classe prodotto splendidamente, con una classe molto più elevata di tante cagate pop che uscivano e che escono ancora adesso.
      Concludo confessandoti che proprio oggi mentra pranzavamo hanno trasmesso per radio Love Resurrection e io ho detto a mio marito "Minchia, vogliono rovinarmi il pranzo! Ma come fa a piacerti una canzone così brutta?!?" perché, ebbene sì, mio marito apprezza moltissimo gli Yazoo :-))))
      Detto questo ti ringrazio davvero, davvero di cuore per il tuo racconto, che ho letto tanto volentieri e che ha fatto sì che ci conoscessimo un pochino di più. Grazie!

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  11. Allora aspettiamo il 2000 per sapere qua l’è il tuo album preferito di Madonna.
    Vediamo se è lo stesso mio di quella decade.
    Su gruppi finti...non ti seguo molto.
    Pensavi non avessero voce?
    Comunque su sta cosa che purtroppo nel mio caso si è rivelata davvero ( nel senso che negli anni 90 mi ero innamorato di un gruppo e dieci anni dopo ho scoperto che cantavano per finta) ci ritornerò...delle voci finte.
    Marcella fascista?’addirittura di estrema dx la vedi ...ahahaha!
    Ho sempre pensato votasse DC😂
    L’accento siculo è forte hai ragione.
    Non pensavo che pure te fossi così pop.
    No dai un po’ ci speravo..però sai che è: uno così culturalmente preparato come te nella storia della musica , il fatto stesso che hai suonato , suoni , hai vissuto dal dentro la musica pensavo un po’ che si atteggiasse ( snobbasse la musica così detta commerciale).
    Per dirti anni fa sul blog di Luciene La teiera volante lui parlava di musica anni 80 che ascoltava.
    Io sono intervenuto commentando quel poco che sapevo dei gruppi di cui parlava e come con te gli ho scritto che ascoltavo altra musica .
    Allora mi chiese che musica ascoltassi.
    Quando gli ho risposto ....il mio commento sta ancora la ad aspettare la sua di risposta ahhhah!!!
    Alla prossima e in bocca al lupo per la spalla

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  12. Tuo marito ha gusto ahaha!!!
    Alison Moyet ...dai non anticipo niente perché ho promesso di parlare solo dei dischi che avevo negli anni 80...e quindi per dirti quello che volevo dirti aspetterò il tuo post dedicato ai 90.
    Comunque Don’t let go degli Yazoo e una delle prime dei DM di cui adesso non ricordo il titolo sono uguali e sputacchiate mazza...!!!
    Merito di Vince Clark😂
    Per me la musica non ha sesso.
    Pure etichettare artisti come icone gay mi sembra “ghettizzare “...non so te come la pensi.
    Ciao

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    1. Io direi "colpa" di Vince Clarke :-D
      Sì sì, Marcella, la nostra adorata, è proprio di destra-destra. Eh vabbè, non tutti/e sono perfetti/e :-)))
      Sul fatto di ghettizzare... è davvero un discorso troppo ampio per affrontarlo qui. Per me la musica ha eccome sesso, ha politica, ha genere, veicola messaggi. Per me caro Max niente è "neutro", tutto è una scelta, anche politica. Il fatto stesso di dire, per esempio "non mi interessa la politica" è un atto fortemente politico. Per restare nella musica: un gruppo che fa il rivoluzionario e poi firma un contratto con la EMI, beh: ha più valore quel contratto che non le belle parole delle loro canzoni. Credo tu abbia capito come la penso in merito ;)
      A presto!

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  13. Si penso di sì 👌
    Ma probabilmente mi son spiegato male io.
    Certo che tutto è politica anche il solo fatto che respiriamo.
    Sul sesso della musica ...non so spiegarmi bene.
    Prendi i Queen sono icone gay?
    Forse ho sparato una cazzata..ma perché Madonna faccio l’esempio è considerata un icona gay e i Queen con Freddy Mercury no?
    O meglio perché ci son ste etichette?
    Ti chiedo scusa se ho fatto una domanda stupida.
    Ma veramente non riesco a capire.
    Ciao

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    1. Non hai fatto una domanda stupida Max, anzi.
      I Queen non sono delle icone gay, anzi probabilmente il contrario: Freddie mercury, il grandissimo cantante, non fece mai coming out. Ogni persona/personaggio LGBTQ ha il pieno diritto di fare o no coming out. Evidentemente se vivi in una nazione islamica o in uno di quei terrificanti stati in cui per i/le gay c'è la pena di morte o la galera, capisco benissimo se non esci allo scoperto: lì è questione di vita o di morte. Ma se sei Boy George o George Michael o Freddie Mercury o Tiziano Ferro, se fai coming out fai del bene alle persone, ai/alle giovani soprattutto, perché mostri che non c'è nulla di male ad essere LGBTQ. Se lo sei e lo neghi fin quasi in punto di morte (tra l'altro, mentre tutto il mondo sa benissimo che lo sei), come fece Mercury, evidentemente darai ragione a chi pensa che essere LGBTQ sia una cosa brutta, vergognosa, giustamente da nascondere.
      Il discorso è molto più articolato e complesso, ma è solo per far capire a grandi linee di cosa stiamo parlando.
      Le cosiddette "icone gay" lo sono perché in quanto personaggi pubblici, che siao o siano state/i o meno LGBTQ hanno sempre difeso i diritti di queste persone (e quindi i diritti DI TUTTI!). I diritti civili non sono solo "a favore" delle persone coinvolte, ma sono diritti DI TUTTI.
      Queste etichette, che non piacciono a nessuno, ci sono e ci saranno fino a che viveremo in un mondo che discrimina, in cui esistono appunto stati in cui essere come si è si rischia la vita o la galera o semplicemente l'emarginazione.
      Se per caso hai Amazon Prime Video ti consiglio di vedere il docufiction su/di Tiziano Ferro: parla proprio di queste cose in maniera mille volte più chiara di quanto potrei fare io.
      Un abbraccione Max!

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    2. Boh, sarà anche come dici tu, Orlando, ma secondo me un artista del calibro di Mercury è talmente grande oltre ogni parametro che proprio gli si farebbe un torto ad infilarlo nelle questioni di coming out (foss'anche umanitario!).
      A proposito di etichette poi, un artista famoso è sì un personaggio pubblico, ma questo non significa che -per il bene pubblico- debba autoetichettare la propria individualità privata. Che sia cantante o musicista o quant'altro, il bene pubblico lo fa attraverso la propria arte, per esprimersi nella propria arte usa il suo corpo, è vero: com'è vero che l'arte non ha sesso! Per quanto poi riguarda i diritti DI TUTTI, anche chi ama ed ha interesse alla musica come musica e basta (e non alle distinzioni sessuali di chi la compone, suona e canta) ha diritto di indignarsi: siamo nell'era dei tormentoni acustici, oggi i cantanti, invece di cantare, dichiarano!... che son così tanto impegnati socialmente da non saper più trovare un'armonia su uno spartito.

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    3. Davvero l'arte non ha sesso?
      Quante SCRITTRICI hai studiato per Letteratura alle superiori? Quante PITTRICI per storia dell'arte? Quante CHITARRISTE ci sono nelle classifiche deI migliorI chitarristI? Di quante band femminili esiste una biografia? QuantE boss di industria discografica conosci? Quante musiciste si eseguono in orchestra? E quante direttrici di orchestra?
      Non ho altro da aggiungere.
      Buona giornata.

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    4. Sì!
      Io alle superiori non studiavo proprio. A dirti il vero, in senso scolastico non ho studiato mai. Sono andata a scuola per obbligo e specie la storia dell'arte mi era insopportabile. Non seguo le classifiche, non conosco biografie di band femminili (le biografie delle band mi son tutte neutre). Non conosco boss e bossesse d'industria discografica (l'industria non m'interessa, preferisco l'artigianato). In orchestra al momento è magra, brave compositrici ce ne sono, fanno musica sperimentale. Una direttrice d'orchestra l’ho incontrata, un paio di volte, a cena: tutta attillata e pinta tipo barbie bruna, sul podio faceva pena, la terza volta disertai la cena.
      Evvabbè.
      Io dico che l’arte non ha sesso, tu non ci credi, mi dai il buona giornata e mi domando: sarà inutile scrivergli che chi pratica un’arte da artista, non lo fa per manifestare attraverso quell’arte il proprio sesso ma per manifestare autenticamente la vita?

      Aggiungo un grazie e un bacino, cioè un bacio piccolo che... che però con la distanza diventa grande!

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    5. Le mie erano domande retoriche. La musica (e l'arte) ha un sesso e un'etnia: è maschile, bianca, eterosessuale.
      Non sei d'accordo?
      Non è un problema: io ne sono convinto, tu no.
      In tutto il tuo scritto l'unica persona che hai criticato è stata una donna, questo avvalora ulteriormente le mie idee.
      Ma non c'è problema, non voglio far cambiare idea a nessun*.
      Per quanto mi riguarda parlano i fatti e i fatti mi sembrano abbastanza chiari.
      Un bacino anche a te!

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    6. Brrrr... pure l'etnia! Ennò che non son d'accordo!
      Però tieniti pure le tue convinzioni, le trovo genuinamente arcaiche e mi piacciono moltissimo.
      Tanto per chiarire, Orlando, non fo mistero della mia insofferenza verso ogni modo pacchiano di concepire la femminilità, ma non ho criticato una donna: ho criticato un direttore d'orchestra.

      Pensavo... ma... sì, cioè, insomma... e se in musica il sesso fosse un'illusione cantabile? ... nella realtà dell'ascolto, potrebbe diventare verità?

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  14. Impossibile commentare un post di questa completezza ed esaustività. Leggendolo, a tratti mi sono sentito ignorante (alcuni dei gruppi da citati non li avevo mai sentiti nominare) e a tratti "sollevato" (molti altri invece li conoscevo e li conosco). Con Battiato ci intendiamo subito, invece, avendo io la discografia completa compresa quella del periodo sperimentale. E niente, è un genio, punto e a capo.
    Ciao ;)

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    1. Caro Andrea, chissà quante cose conosci tu e non io... E' una delle cose belle dei blog: ampliare le proprie conoscenze e avere maggiori informazioni. Conosco da poco il tuo blog, ma come vedi lo frequento ormai regolarmente e mi piace molto.
      Tornano alla Musica: sì, su Battiato ci intendiamo, soprattutto con la prima parte della sua discografia, quella diciamo così pre-pop;io infatti amo moltissimo i suoi primi lavori che mi coinvolgono musicalmente molto di più di quelli "pop". Di questi ultimi, invece, apprezzo molto, quasi sempre, le liriche che toccano argomenti/tematiche che sono anche di mio interesse. E' e resta un genio, sono perfettamente d'accordo con te.
      Grazie per essere passato, mi ha fatto molto piacere.
      A presto

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  15. Amo Battiato. Non posso allargarmi con altri commenti. Io sono il tipo che ascolta molta musica senza sapere chi sono gli autori.
    Ciao.

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    1. Caro Gus, a me capita la stessa cosa con molti film: li guardo, magari mi piacciono tantissimo, ma non ti saprei dire i nomi degli attori/attrici protagonist* o di chi ha diretto il film. Devo andarmeli a cercare su Wikipedia :)
      Ciao!

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