giovedì 28 novembre 2019

LIBIA






di Francesca Mannocchi
e Gianluca Costantini

sceneggiatura di Daniele Brolli

Oscar Ink - Mondadori


QUI tutte le caratteristiche del volume e interviste all'autrice e all'autore






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Una persona comune, che legge i giornali, guarda qualche notiziario e s'infiamma - moderatamente - su alcune questioni sociali nazionali e internazionali, non sa praticamente nulla della Libia.
La posizione dei nostri ultimi governi, compreso l'attuale, ci presenta la Libia come un luogo di "transito" per i migranti, luogo nel quale avviene una sorta di "smistamento" e soprattutto di "scoraggiamento" a raggiungere i nostri civili Paesi.

Poi, a seconda delle posizioni politiche o ci si preoccupa (sempre moderatamente) per le condizioni di detenzione dei migranti o aspiranti tali oppure si pensa che l'importante è che se li tengano lì possibilmente per sempre, così non ci ruberanno il lavoro, le donne e non dovremo convertirci all'Islam.

Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori
Questo libro a fumetti, e lo dico subito così si capisce da che parte sto: bellissimo e toccante e commovente, ci fa capire più cose sulla Libia che non mille tg lottizzati o articoli censurati.

E' un libro, una storia, pezzi di tantissime storie, che riesce a narrare senza tetragoni schieramenti ideologici e questa sorta di obiettività documentaria e narrativa, che nulla ha a che vedere col non prendere posizione, è una qualità così profonda e rara da incontrare che la lettura provoca uno scuotimento interiore che fa male ed è al contempo indispensabile e prezioso.

E' facile lasciarsi prendere da posizioni  ideologicamente ferree, e per questo sentite come più "sicure e protettive". Anzi oggi più che mai si parte da posizioni preconcette per difenderle "a qualsiasi costo", disposti ad alimentare le proprie convinzioni persino con clamorose fake news e veri e propri falsi storici.

Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori

Francesca Mannocchi
, autrice della storia, Gianluca Costantini disegnatore e Daniele Brolli alla sceneggiatura riescono in 144 pagine densissime a dare della Libia e della sua  drammatica situazione contemporanea una visione la più reale e realistica possibile non tacendo su aspetti anche ideologicamente controversi, raccontando - e informando - nel modo più aperto, onesto e partecipato possibile.
Ciò comporta anche il seminare dubbi e intaccare molte "certezze", lasciando solo quelle poche certezze irrinunciabili, pena diventare donne e uomini meschini.

Gli aspiranti migranti versano in condizioni terribili nei lager libici colpevoli di null'altro che di desiderare una vita più degna o anche solo di volerla mantenere, una vita.

Il nostro Paese ha da sempre stretti rapporti con la Libia, che poggia su un mare di petrolio e gas naturale, "questioni" ben più rilevanti della libertà e della dignità di un popolo. O del suo sistematico sterminio.


Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori
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Dopo poche pagine di Libia incontriamo il massacro di Abu Salin del 1996. Un racconto che mi ha sconvolto.
Certo i giornali dell'epoca ne avranno parlato. Io però, e credo come me tante altre persone, non lo ricordo. Forse perché il dittatore al potere all'epoca era, come sempre un "buon amico" dei nostri governi. 

Informazioni, storie "di prima mano", raccontate dai diretti protagonisti, raccolte da Francesca Mannocchi, presente ella stessa nel racconto. Storie circolari nelle quali cambiano i nomi dei protagonisti, ma quasi mai cambiano i loro ruoli, le loro figura quasi archetipiche.
Dev'essere stato difficile, immagino, lasciar raccontare senza giudicare, con rispetto, ma questo modo è quello che penetra maggiormente sottopelle e, anche solo minimamente, ti cambia.


Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori
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Libia non è "intrattenimento", è una lettura dura e che scuote e proprio per questo è importante e profonda.

Gianluca Costantini ha un suo particolare segno che conosco e apprezzo da anni (anche se, colpevolmente, non ne ho mai parlato qui sul blog e me ne dispiace).
In Libia la sua costruzione della tavola non segue uno schema fisso e questo rende la lettura mai monotona, ma ricca e partecipata.

Il suo stile ha del "fotografico" (le virgolette affinché non si confonda il termine con cose tipo "iperrealismo"), da un lato documentaristico e descrittivo, ma contemporaneamente fumettistico - non cartoonesco, ovviamente - e come detto sopra a proposito della costruzione della tavola, vivace e dinamico. Si può farsene un'idea, parzialissima perché non ho riprodotto tavole intere, guardando le illustrazioni che ho arbitrariamente scelto a corredo di queste mie righe.


Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori
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Una cosa grafica usata da Costantini che mi è piaciuta moltissimo, sono i disegni, a metà tra l'astratto/geometrico/simbolico e il classico canone grafico mediorientale, con i quali inizia ogni capitolo. A loro modo sono disegni "semplici", ma che io ho trovato incredibilmente evocativi, quasi magici

Poi mi sono piaciute tantissimo anche le mappe di cui è costellato il libro, misto di mappa vera e propria e gioco dell'oca, con piccoli disegni a delineare luoghi e non-luoghi, anch'esse molto evocative. 

E', Libia, un volume che ho letto d'un fiato appena arrivatomi e che ho poi riletto dopo qualche giorno, con più calma e ancora più partecipazione. L'ho trovato un mix perfetto di storia, dialoghi - ottimo il lavoro di sceneggiatura di Daniele Brolli, e non mi sarei aspettato nulla di meno da lui - e bellissimi disegni.
E' uno di quei libri a fumetti che non finirà sepolto e dimenticato tra tanti altri delle mie librerie, perché mi ha colpito e mi è piaciuto davvero tanto.


Libia - Mannocchi, Costantini - Mondadori


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