mercoledì 7 novembre 2018

Oreste del Buono: da Bertoldo a Linus




ORESTE DEL BUONO 
da "Bertoldo" a "Linus"

Il più eclettico
intellettuale italiano
e i fumetti



di Francesco Vanagolli


saggio, brossura, 182 pag.
con illustraz. in b/n

euro 15

Edizioni Il Foglio




Provate a digitare, nella stringa lì in alto a sinistra - quella per la ricerca all'interno del blog - il nome di Francesco Vanagolli: verranno fuori decine di articoli e veri e propri saggi brevi scritti negli anni per Fumetti di Carta, tutti ricchi e interessanti (posso tranquillamente sbilanciarmi a dire "i migliori articoli di Fumetti di Carta" senza che nessuno s'offenda) e sempre estremamente godibili.

Qualche esempio, davvero a caso: il saggio sulla Play Press, l'analisi dell'Amazing Spider-Man di Lee e Romita Sr o di quello di John Byrne o ancora il meraviglioso articolo in quattro parti Road to Brand New Day... e moltissimi altri.

Francesco ha innegabilmente un dono per la scrittura, un dono raro: riesce a trasfondere la sua passione in quello che scrive e quello che scrive è sempre documentato, preciso, mai noioso anche quando sciorina dati e fonti.

E' quello che definirei un "mostro" di conoscenza sui fumetti: ne sa davvero tanto e, a differenza di molti wannabes, non si "documenta" su fonti di seconda o terza mano, ma va direttamente alle fonti originali. Altra dote rara, in un periodo nel quale moltissimi articoli, in rete o meno, sono patetici copincolla malamente assemblati.

Last but not least: molti dei fumetti americani che abbiamo letto negli ultimi anni li ha tradotti Francesco, facendo anche in questo caso un magnifico lavoro. [QUI una sua intervista sul sito americano 13th Dimension]

Ricordo inoltre un altro bel libro di Francesco, di cui parlai ai tempi della sua uscita in libreria proprio qui.

Da ciò che ho scritto finora è evidente l'enorme, enorme stima che ho nei suoi confronti. Stima assolutamente motivata, anche perché sono personalmente esigentissimo (ai limiti del pedantismo) sui saggi e gli articoli riguardanti i fumetti: tra comunicati stampa mascherati da  "articoli", blabla limitantisi a "mi piace"/"non mi piace" e pezzi in cui la lingua italiana è massacrata e i concetti espressi sono da seconda elementare, è difficile oggi trovare qualcosa di valido, interessante e arricchente da leggere sui fumetti, specialmente in rete.

Bene, e dopo questo piccolo, ma motivatissimo, sfogo torniamo all'oggetto di questo mio modesto scritto, finalizzato a far venire a qualcun* di voi la voglia di prendere il libro di Francesco Vanagolli e approfondire la conoscenza di una delle menti più illustri del dopoguerra italiano: Oreste del Buono.

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il primo numero di Linus (1965)

Come avete potuto vedere dalla pagina di wikipedia, Oreste del Buono - d'ora in poi OdB - è stato un intellettuale dai molteplici interessi e attività, ma quello che ci interessa qui è il suo rapporto, strettissimo, coi fumetti

Dopo la prefazione di Mirko Tavosanis dell'Università di Pisa, Francesco Vanagolli comincia il suo libro con un rapido ed essenziale excursus sulle attività di OdB dai suoi inizi come vignettista del Bertoldo, prima della II Guerra Mondiale, sino alla sua scomparsa nel 2003, ci ricorda quanto fu fondamentale l'attività di "sdoganamento" dei fumetti in Italia avvenuta tramite l'instancabile lavoro dell'OdB: prima ancora di Linus, suoi scritti sui fumetti si trovano su importantissime riviste letterarie dell'immediato dopoguerra (ad es. "Il Politecnico") e insieme a lui agirono in tal senso giganti come Elio Vittorini e Umberto Eco, tanto per fare due nomi.

"E' anche per suo merito [di OdB] se il fumetto, guardato a lungo come un mero passatempo, oggi appare fatto oggetto di maggiore attenzione della stessa critica letteraria, che vi si avvicina con i suoi strumenti più sofisticati" (Francesco Vanagolli: "Oreste del Buono: da Bertoldo a Linus" - pag. 11)

Per fare un esempio veramente minimo, è dunque anche merito di OdB se io sto scrivendo e voi state leggendo queste modestissime righe.

L'esistenza di Linus, che divenne qualcosa di più di un puro contenitore di fumetti, è fondamentale per la diffusione e la conoscenza delle principali strips americane e per la stessa nascita di un settore importantissimo del fumetto italiano.

La stessa diffusione del termine "fumetto" - termine dato sempre per scontato, ma raramente studiato in modo approfondito - viene analizzata da OdB e riportata da Francesco all'inizio del libro. 

Oreste del Buono (1923 - 2003)


Il saggio prosegue con la storia del mensile Linus, di cui OdB da collaboratore diventò direttore a partire dal 1972. Impagabili e preziose sono, oltre alle testimonianze riportate dagli stralci delle lettere dei lettori e soprattutto delle lettrici che ci fanno letteralmente annusare l'atmosfera generale dell'epoca, le discussioni e le polemiche che la rivista suscitava (talvolta persino sui quotidiani coevi) sui fumetti americani e sulle posizioni politiche e della redazione e dei fumetti stessi (vedi "Dick Tracy è di destra!", pag. 55).

Dicevo prima: le fonti. Francesco per la scrittura di questo libro ha fatto un lavoro mostruoso per quanto riguarda l'andare a reperire le fonti originali (quindi Linus, l'Enciclopedia del Fumetto, della quale uscì purtroppo un solo volume, e gli innumerevoli saggi, articoli, scritti e quant'altro) e leggendo il suo libro possiamo finalmente fruire di interventi e citazioni, anche lunghe, dirette, che non potremmo reperire altrove se non a prezzo di mostruose ricerche che nessun* di noi avrebbe mai la voglia e la pazienza di fare.

Valentina, di Guido Crepax
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Come ad esempio le citazioni dirette di OdB tratte dal primo - e unico - volume dell'Enciclopedia del Fumetto, saggi che ancora oggi mantengono freschezza e la conoscenza dei quali dovrebbe essere appannaggio di ogni ver* appassionat* di fumetto.

Bellissime da leggere le introduzioni di OdB a personaggi come Yellow Kid, Dick TracyLittle Nemo (in cui scomoda, giustamente, il dottor Freud): in quest'ultima soprattutto OdB si fa non solo critico del fumetto, ma critico della società, dei bisogni e dei sogni, con uno scritto che oltre alla magnificenza stilistica denota una sapienza e una capacità di riflessione davvero rari.

In questo capitolo i saggi di OdB sono inframezzati dalle riflessioni e dalle spiegazioni di Francesco Vanagolli che ci aiuta ad inquadrare e contestualizzare il tutto.
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Uno dei concetti fondamentali - tutt'altro che scontati - che ancora oggi OdB, tramite il libro di Francesco, ha da insegnarci è che ogni cosa, compreso o a maggior ragione il fumetto, deriva, dipende e/o discende, è collegata a, fa riferimento a qualcosa d'altro. Indicativo a questo proposito è il pezzo sulla nascita di Dick Tracy, sia il brano tratto dal saggio di OdB che le spiegazioni e contestualizzazioni di Vanagolli.

"OdB non considera mai il fumetto un mondo a sé"(Francesco Vanagolli: "Oreste del Buono: da Bertoldo a Linus" - pag. 91)

La carriera di OdB comprende anche la direzione della rivista di fumetti L'Eternauta dal 1988; tornerà poi a dirigere Linus e infine sarà assiduo collaboratore del quotidiano torinese La Stampa, con articoli, brevi saggi e recensioni a tema sia letterario che fumettistico, nella rubrica Amici Maestri.

A questo proposito Vanagolli spiega che:

"[...] gli articoli sono tutti di sua produzione. Un lavoro a dir poco mastodontico, unico, che nemmeno i saggi sul fumetto usciti in questi anni sono riusciti a eguagliare in completezza e capacità espositiva."(Francesco Vanagolli: "Oreste del Buono: da Bertoldo a Linus" - pag. 119)


L'Eternauta n. 60, 1988

Dopo alcune pagine contenenti una bibliografia essenziale degli scritti di OdB, Francesco Vanagolli propone l'Appendice, la parte più emotivamente ricca, almeno per quanto mi riguarda, in quanto contiene ad esempio la trascrizione della tavola rotonda sul fumetto tenutasi a Bordighera nel 1965, comparsa nel primo numero di Linus, con gli interventi di OdB, Elio Vittorini e Umberto Eco; vi sono poi interviste condotte dallo stesso Vanagolli a persone (Mollica, Rumor) che hanno conosciuto e/o collaborato con OdB.
Infine, conclude il libro una graditissima antologia di scritti di OdB apparsi sulla succitata rubrica Amici Maestri.

Perché tutto questo dovrebbe interessarci oggi, in quanto appassionat* di fumetti?
Fumetto di qualità, Guido Crepax, Hugo Pratt, Barbarella, Lorenzo Mattotti, Andrea Pazienza, Igort, Peanuts, Calvin & Hobbes, Altan, Staino, Doonesbury... su quale rivista, e diretta da chi, pensate abbiano esordito, o siano diventati famosi, nel nostro Paese?... e, come dicevo più sopra, e fatte le debite proporzioni, noi siamo qui a scrivere e a leggere anche grazie all'opera di una grande mente come Oreste del Buono.

Grazie quindi a Francesco Vanagolli, grazie davvero e di cuore, per aver scritto questo libro, prezioso, bello, ricco e interessante, pieno di cose e - come dico sempre (perché per me sono importantissimi) - di stimoli.



P.S. Questo, tanto per dire, è il novecentesimo (900) articolo di Fumetti di Carta. Evviva!
















































4 commenti:

  1. W i 900 articoli di FdC allora!
    Io OdB l'ho conosciuto sulle pagine de "L'Eternauta", in quel meraviglioso e pazzo esperimento che fu la prima versione di quella rivista, quella pubblicata dalla EPC (prima che i due"soci di maggioranza" Zerboni e Traini sputtanassero tutto litigando tra loro in circostanze mai del tutto chiarite) quando OdB ne era una delle voci più presenti. Solo in seguito ho scoperto tutta l'epopea di "Linus",rivista che di recente ho ripreso a comprare.
    Il mondo del fumetto è estremamente cambiato da allora, mi chiedo cosa ne penserebbe OdB ma non riesco a darmi risposte.

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    1. Grazie mille Nick! Anzi... grazie 900!! :)))
      Io ho "scoperto" Linus troppo piccolo: avevo 8 o 9 anni quando un membro della mia famiglia arrivava a casa con la rivista e io la leggevo di nascosto, curioso com'ero di tutto ciò che era fumetto, anzi curioso di qualsiasi cosa scritta! :D
      Ovviamente, al di là della retorica che considera i Peanuts adatti anche ai bambini, di quei fumetti, Peanuts compresi, non ci capivo quasi nulla... Quindi lo riscoprii da più grandicello, soprattutto a casa di uno zio appassionato di fumetti (lo stesso che mi prestò tutto Ken Parker): mentre i miei chiacchieravano con lui e mia zia, io mi sedevo in un angolo e divoravo fumetti su fumetti su fumetti... Poi cominciai a comprarlo, ma non regolarmente, ma il nome di OdB era ancora molto citato e, credo, amato. L'Eternauta, invece, l'ho comprato pochissimo e ancor meno l'ho conservato (scemo che sono...), ma non era la mia antologica preferita, devo confessare.
      L'attuale incarnazione di Linus, quella diretta da Igort - autore per il quale nutro una stima immensa - è ovviamente tutt'altro rispetto alle gestioni precedenti, ma ti confesso che a meno che gli articoli non siano firmati da Giorgio Amitrano, che amo e adoro, di questo nuovo Linus leggo solo i fumetti. Gli articoli non sono di mio gusto. Pazienza.
      Io credo che se OdB fosse ancora tra noi il mondo del fumetto sarebbe un po' meglio di quanto sia in questo momento... chissà...
      Buoni fumetti se ne producono anche oggi, nel mondo e soprattutto nel mondo non mainstream: chissà se OdB avrebbe voglia di immergersi in mondi così lontani dal suo? Io credo di sì, perché era un uomo aperto e con un'intelligenza vivacissima e curiosa.
      Ti abbraccio forte Nick e ti ringrazio di cuore per il sostegno che dai al mio blog
      A presto

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  2. Ho un vago ricordo del primo numero di Linus, visto all'età di dieci-undici anni. Più grande ne divenni un lettore abbastanza fedele e mi ricordo perfettamente l'onnipresenza (in senso positivo) di OdB e la ricchezza dei fumetti presenti, sia pure con alcune intolleranza per alcuni, primo fra tutti - e mi dispiace ammetterlo - Crepax con la sua maledetta Valentina. Ma all'epoca ero evidentemente moralista e tolleravo poco storie che ammiccavano al lettore, promettendogli tra le righe di mostrargli da lì a poco le (scarse) grazie di Valentina. Ora, se tieni conto che la mia attuale moglie è alta 1.60 per un peso di 42 kg scarsi, evidentemente Crepax ha fatto in qualche modo centro... Quanto all'Eternauta lo lessi sporadicamente ma mi ricordo pochissimo e so che al primo trasloco mi liberai di tutti gli albi. Altro da dire non ho, ma ti ringrazio per avermi dato occasione di dire le mie quattro scemenze.

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    1. Caro Massimo, prima di tutto un complimento: mi sto divertendo un mondo a leggere il tuo romanzo di fantascienza a puntate sul tuo blog [http://fronteretro.blogspot.com] e dopo ogni puntata fremo nell'aspettare quella successiva! Davvero originale e avvincente... e dannatamente divertente! :)) Grazie di cuore!

      ...e ora mi abbandonerò a un pianto (virtuale) chiedendo nel frattempo al Mondo tutto: ma perché ce l'avete con Crepax e con la sua meravigliosa Valentina?!?... :((
      A parte gli scherzi, faccio veramente fatica a trovare, tra le mie conoscenze in rete e in "real life", qualcun* che apprezzi Crepax e Valentina. E questo mi dispiace un sacco in quanto si tratta di uno dei miei autori preferiti in assoluto e di uno dei miei fumetti preferiti in assoluto.
      Ovviamente ognun* ha diritto a farsi piacere, e dis-piacere, ciò che vuole, ci mancherebbe, però vedo un certo "astio" diffuso per Crepax e per Valentina.
      Ovviamente non mi sto rivolgendo a te Massimo, che sei l'incarnazione della tolleranza e i tuoi commenti, anche negativi, sono sempre educati (non lo dico per piaggeria, lo penso sul serio).
      In generale io credo che le storie di Valentina, e lo stile di Crepax, "smuovano" qualcosa dentro che può creare disagio. E ovviamente mi rendo conto che i/le giovinastri/e di oggi possano trovare lo stile del grande fumettista e illustratore milanese un po' "antiquato" (... sì, anche Tiziano Vecellio e Caravaggio sono effettivamente "antiquati", neh?...) né mi aspetto che i/le giovinastri/e di oggi abbiano la voglia di immergersi nella lettura di storie complesse, talvolta forse fin troppo, realizzate trenta, quaranta, cinquant'anni fa e dunque da contestualizzare.
      S'intende che io le trovo godibilissime ancor oggi e infatti periodicamente le rileggo e godo, alla faccia di tutti i detrattori! :D
      Una curiosità: il commento sprezzante verso Guido Crepax ("E' evidente che aveva grandi limiti nel disegno!") di un pischello che avrà avuto 18 anni e avrà, al tempo, letto sì e no qualche dozzina di storie dell'Uomo Ragno, fu il "la" che mi fece decidere che per me era tempo di uscire dai "forum di fumetti", scelta che devo dire non ho mai rimpianto. Evidentemente il mio tempo era passato: largo ai giovani e ai loro gusti omogeneizzati e per i quali tutto ciò che ha più di cinque anni è "vecchio"! :DDD
      Scusate lo sfogo.
      Un abbraccio a te Massimo!

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