mercoledì 25 ottobre 2017

Il marito di mio fratello



Il marito di mio fratello
(Otouto no Otto
# 1, 2)

di 
Gengoroh Tagame

vol. 1 (di 2)



brossura con sovraccoperta
386 pagine
bianco e nero



euro 14,90



Planet Manga / 
Panini Comics






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"Per me il matrimonio tra due uomini... è come il sushi di tempura.  
Non so ancora... di cosa sa né come si mangia."
Yaichi - Il marito di mio fratello, vol 1
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Gengoroh Tagame è un autore giapponese, dichiaratamente gay molto amato e seguito nella comunità internazionale LGBT che fa riferimento all'immaginario Bear e BDSM e alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati in Italia dall'editore indipendente Renbooks.

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Gengoroh Tagame ad Angouleme
(fonte dell'immagine)
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Purtroppo questo mio scritto deve partire con una forte critica alla distrazione di chi ha avuto il compito di revisione del volumetto: a pag. 3 in una nota in cui si spiega chi fu l'Ammiraglio Perry, viene commesso il marchiano errore di datare 1953 - anziché 1853 - l'evento che costrinse il Giappone ad "aprire" alle relazioni (commerciali) con l'estero.

Errore grossissimo, non c'è altro da aggiungere. Cortesemente si faccia un po' più di attenzione in futuro [1].
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Bene, sputato il veleno [mi dispiace, ma mi sono veramente cascate le... braccia quando ho letto quella didascalia...] parliamo del fumetto, forse il primo manga mainstream di Gengoroh Tagame pubblicato in Italia.
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Mike e Yoichi (Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame - vol. 1)
N.B. Le immagini a corredo del presente scritto sono prese dalla Rete;
mi scuso per la bassa qualità di risoluzione.
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Un giorno Yaichi, divorziato che vive con la figlia, la piccola Kana, riceve la visita di Mike Flanagan, canadese.
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Mike è vedovo di Ryoji, il fratello gemello di Yaichi da poco defunto [2].
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Yaichi inizialmente non è per nulla entusiasta di questa visita, per diversi motivi che scoprirà piano piano nel corso della storia, insieme a noi lettrici e lettori.
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Yaichi è una brava persona che cresce con attenzione e affetto, e non senza problemi, la sua vivacissima e molto intelligente figlia Kana; come la maggior parte delle brave persone in Giappone e ovunque nel mondo è imbottito di pregiudizi omofobi [e chissà di quali altri: si sa ad esempio che i Giapponesi hanno una specifica parola, che ha accento dispregiativo, per definire i "non Giapponesi", ossia il resto del mondo...].
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La vita di Yoichi e della piccola - deliziosissima! - Kana saranno sconvolti dall'arrivo di Mike, questo omone "straniero" peloso, rosso di capelli, grande e grosso, quindi molto visibile, che ha abitudini diverse, quando non opposte, a quelle delle brave persone giapponesi.
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Mike e Kana (Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame - vol. 1)
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Com'è ovvio, ed è proprio questo che rende e renderà la storia interessante, le abitudini che vengono sconvolte nella piccola famiglia giapponese non sono solo quelle esteriori (il cibo, l'esternare i sentimenti, i formalismi ecc.), ma saranno i nuovi tipi di pensieri e le nuove reazioni mentali a creare disagio interiore ed esteriore a tutti i protagonisti e le protagoniste del manga di Gengoroh Tagame  [QUI il suo sito; non adatto ai/alle minori]
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La spensieratezza tipica dei bambini permetterà a Kana di essere completamente entusiasta di Mike, questo suo nuovo zio che sembra un orso (anche per dimensioni...) e che, ai suoi occhi incantati, appare contemporaneamente super-affascinante e buffo.
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I siparietti tra Kana e Mike sono impagabili, densi di affetto e buffa giocosità; tra i due viene subito a crearsi una forte complicità che ha come punto forte l'assoluta disinvoltura con cui la bambina pone le sue domande e le sue curiosità e la totale disponibilità di Mike a soddisfare tutte le sue curiosità, nessuna esclusa, ovviamente con il linguaggio adatto a una bimba.
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Ben diverso l'atteggiamento di Yoichi, le cui certezze - e soprattutto il suo rapporto col fratello gemello morto - vengono messe totalmente in discussione dalla visita di questo ingombrante cognato.
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Mike e Yoichi (Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame - vol. 1)
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Pensieri che Yoichi non aveva mai voluto avere, considerazioni che non aveva e non avrebbe mai voluto fare, la sua intera relazione col defunto fratello gemello viene ora vista sotto una luce nuova, e non è necessariamente una luce gradevole.
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Ad un certo punto entreranno nella storia nuovi personaggi, sia maschili che femminili, di cui però preferisco non parlare qui per non rovinare la lettura con sgradevoli spoiler.
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Dunque, quello descritto sommariamente qui sopra è lo spunto de Il marito di mio fratello e credo che per quanto io abbia cercato di svelare il meno possibile in merito alla trama, chiunque possa aver compreso almeno la tipologia del manga di cui si sta parlando.
La cui storia, appunto, non è tanto incentrata sulla trama - che pure c'è ed è ben solida, intendiamoci - quanto sulle reazioni e sui cambiamenti che si potranno verificare o meno nel mondo dei personaggi.
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E' evidente che ci troviamo di fronte a un fumetto di tipo, come dire, educativo, pedagogico [3] nel senso migliore del termine, atto cioè a stimolare riflessioni, oltre che a divertire s'intende, senza risultare inutilmente pedanti.
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Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame - vol. 1
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La vocazione pedagogica de Il marito di mio fratello è chiarita anche dalle pagine di spiegazioni che Gengoroh Tagame inserisce talvolta tra un capitolo e l'altro ossia le Lezioni di cultura gay a cura di Mike: pagine scritte in cui Mike spiega [principalmente ai lettori/lettrici giapponesi... ma un ripassino non farà certo male anche in Occidente] velocemente questioni come Il matrimonio gay e il significato del Pink Triangle o del termine Coming Out [ecco, di questo consiglio un accurato ripassino, dato che qui in Italia si confonde allegramente coming out con outing, mentre sono due cose diversissime, se non addirittura opposte!].
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Si tratta comunque di paginette brevi e che non danno alcun fastidio alla narrazione, che già di per sé è divisa in brevi capitoli intermezzati da disegni kawaii.
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uno dei disegni che fungono da intermezzo tra un capitolo e l'altro di
Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame (vol. 1)
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La narrazione alterna momenti altamente drammatici ad altri, e sono la maggioranza in questo volume, spassosi e divertenti, nei quali i personaggi interagiscono piacevolmente tra loro, ad altri ancora più intimi in cui assistiamo alle riflessioni individuali, principalmente riguardanti Yoichi e i suoi dubbi da brava persona, ma omofoba.
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Gli episodi, gli avvenimenti, scorrono in modo lineare, inframezzati da brevi flashback riguardanti principalmente il rapporto passato tra i due fratelli gemelli, Yoichi e l'oramai defunto Ryoji.
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Per ora lo spazio dedicato ad ognuno dei personaggi principali è equamente distribuito e non si potrebbe quindi individuare un solo protagonista: la piccola Kana è tanto importante quanto Mike e Yoichi e la figura femminile che sto evitando di nominare per non spoilerare troppo.
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Mike sotto la doccia, un bel vignettone per gli/le amanti degli Orsi (ehm...)
da Il marito di mio fratello di Gengoroh Tagame (vol. 1)
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Come si può parzialmente vedere dai disegni qui riprodotti - che, ricordo nuovamente, non ho scannerizzato personalmente per non rovinare il volume, ma ho preso dalla Rete - il segno di Gengoroh Tagame è morbido, pulito ed essenziale, privo di linee "superflue" ossia teso alla stilizzazione, ma allo stesso tempo è tendenzialmente molto realistico: niente vignette con personaggi super-deformed o elementi estranei alla narrazione. 
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I personaggi sono ben definiti, a differenza degli sfondi di cui l'autore privilegia l'essenzialità: credo che ciò sia dovuto al fatto che in questo manga ciò che conta è quello che accade e non dove accade. Per questo stesso discorso l'impaginazione e la suddivisione di tavole e vignette risulta assai regolare e perfettamente leggibile.
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Certo chi si aspettasse i "tipici" disegni erotici di Tagame resterà a bocca asciutta [ehm...] perché questo è appunto un manga mainstream e rivolto a tutt'altro pubblico rispetto agli abituali fruitori della sua opera.
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Ciò però non significa che l'autore rinunci a raffigurare gli uomini secondo il suo ideale di avvenenza, quindi Mike Flanagan è un bell'orsone, Yoichi è ciò che potremmo definire un muscle bear e sebbene, per ora, sia totalmente assente la componente erotica, non mancano immagini in cui si intravedono nudità o situazioni in qualche modo allusive. Vedremo se nel secondo volume ci saranno novità in tal senso.
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Yoichi in un momento di profonda crisi
da Il marito di mio fratello di Gengoroh Tagame, vol. 1
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Come dicevo poc'anzi la storia contiene momenti di tenerezza e momenti riflessivi e flashback che provocano una certa commozione [leggasi: "in certe parti ho pianto come un vitello"...] e credo che sia una lettura adatta a chiunque, anche a chi non sia interessat* alle tematiche LGBT, proprio per la scorrevolezza piacevole della storia e alla simpatia che si instaura immediatamente con i personaggi.
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Se proprio devo fare non una critica ma una considerazione un po' più approfondita a Il marito di mio fratello è la sua scarsa aderenza alla realtà.
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Io credo che la modificazione della realtà da parte di un autore/autrice per costruirne una che funzioni ad hoc per il proprio racconto (che sia un fumetto o altro) sia un'operazione non solo legittima, ma in molti generi assolutamente necessaria.
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Quando però una storia è completamente "calata nella realtà", come nel caso di cui stiamo parlando, il meccanismo può avere in sé un piccolo rischio, che è banalmente quello di "abbellirla" troppo, questa realtà.
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Probabilmente è perché l'argomento di questo manga mi tocca profondamente da vicino e mi coinvolge totalmente, ma durante la lettura la mia mente era infarcita dalla parola "magari!", ossia magari fosse così come la sta raccontando Tagame!
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da Il marito di mio fratello, di Gengoroh Tagame - vol. 1
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Forse l'autore pecca un po' di eccesso di ottimismo - pensavo.
Ma, ripeto, probabilmente ciò deriva da un mio coinvolgimento personale in questo tipo di argomento, perché contemporaneamente penso, ne sono anzi convinto, che le storie non abbiano alcun obbligo di seguire pedestremente la realtà (smetterei di leggere fumetti se così fosse...).
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Nella realtà, purtroppo, una brava persona omofoba non apre la sua mente all'accoglienza in un paio di giorni... Il passaggio, quando accade, da una radicata omofobia ad un atteggiamento di comprensione e apertura, è certamente lento e sofferto e alterna momenti in cui ognuno degli atteggiamenti - apertura e chiusura - è esasperato e le crisi sono profonde e dall'esito tutt'altro che scontato. Ma questa è solo la mia opinione, magari esistono veramente persone che hanno modificato il loro atteggiamento mentale in brevissimo tempo.
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Una cosa che ho particolarmente apprezzato di Il marito di mio fratello è la scelta dell'autore di avere una bambina come co-protagonista della storia.
La maggior parte delle paure delle persone omofobe riguarda proprio i bambini e le bambine la cui mente viene vista come una tabula rasa che assorbirebbe come spugna le "influenze negative" che le tematiche - e le persone - LGBTQ invierebbero loro. La ridicola "teoria del gender" in fondo propugna proprio questa ideologia. 

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La piccola, e deliziosa, Kana, invece, come la maggior parte dei bambini e delle bambine è in grado di accettare la "diversità" in modo molto più sereno e spontaneo rispetto agli adulti in quanto non è ancora ben bene imbottita dalle sovrastrutture pregiudiziali del mondo adulto.
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Kana e suo papà in una spiritosa raffigurazione leather, sul retrocopertina
di Il marito di mio fratello

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Il marito di mio fratello di Gongoroh Tagame è un manga che ho apprezzato, sia nella storia che nei disegni, e che come detto sopra ha un target di lettori e lettrici potenzialmente vastissimo: piacerà a chi è coinvolt* nelle tematiche LGBT ma anche a chi apprezza le storie piene di sentimento e non banali, a chi ama i manga non troppo cupi e nemmeno troppo scanzonati, a chi ama le storie che commuovono ma senza essere disperate e a chi, semplicemente, ha voglia di leggere un bel fumetto.
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Purtroppo l'edizione italiana è priva delle pagine a colori presenti nell'originale (sono state trasformate in pagine in bianco e nero, non è che siano state epurate dal manga) e pazienza, questa è una prassi oramai consolidata nel nostro Paese.
Attendo con piacere il secondo volume per vedere come andrà a concludersi questa storia e qualcosa mi dice che non mancheranno le sorprese.
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Buona lettura.




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Note:
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[1] I miei articoletti possono anche essere zeppi di errori, ma cristosanto nessuno paga per leggerli; ricordo invece che il volumetto di cui parliamo non è esattamente regalato: 14,90 euro, non proprio un'edizione "economica".
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[2] In Giappone, nel momento in cui è ambientata la storia e a tutt'oggi, non esistono né il matrimonio tra persone dello stesso sesso né altre forme di unioni legali del tipo unione civile.
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[3] Beh, non sempre questi termini devono per forza essere ritenuti repellenti se/quando usati in una storia di finzione.

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seconda di copertina di
Il marito di mio fratello di Gengoroh Tagame, vol. 1 - Planet Manga





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15 commenti:

  1. Bel post, complimenti! ^^ Avevo iniziato a leggere questo titolo prima che fosse annunciato in Italia, arrivando fino al terzo volumetto e lo trovo un manga molto carino, pur non essendo fan dello stile grafico di Tagame (che comunque è un bravo disegnatore!) Ho apprezzato molto i personaggi e le interazioni tra loro e penso sia un ottimo manga da far leggere per sensibilizzare il pubblico (anche se magari alcune immagini più allusive potrebbero creare disagio in chi vorrebbe farlo leggere a un pubblico di giovanissimi...? non so, non avendo bimbi intorno non mi sono mai posta il problema XD).
    Il prezzo purtroppo è per me proibitivo al momento, ma magari li prenderò entrambi più avanti, quando avrò meno spese.

    Mi sbilancio in una riflessione un attimo pessimistica da parte mia (che in genere vivo in un mondo di zuccherro e cannella), però è una domanda che mi pongo sul serio: quante persone riuscirebbe effettivamente a sensibilizzare una serie del genere? Mi spiego meglio: secondo me, la sensibilizzazione del pubblico deve essere subdola, perchè la gente spesso non vuole essere informata su certi argomenti o per disinteresse o per altro. Il marito di mio fratello, invece, è palese nel suo intento, ergo lo prenderanno solo persone che hanno un minimo di interesse e/o coinvolgimento per questa tematica. Da qui la mia domanda: a quanti riuscirebbe a far cambiare idea da noi? In Giappone già è un po' diverso, visto che uscendo su rivista, magari i lettori di quella testata sfogliando si ritrovano questa storia e la leggono quasi "en passant" per poi magari appassionarsene, ma da noi si deve comunque acquistare il non poco economico volume, quindi ci devono essere un forte interesse e/o una forte disponibilità a spendere per informarsi. Non so, sono poco convinta da questa mossa... a meno che la gente che lo compri e poi lo faccia leggere "a forza" ad amici e parenti meno informati legandoli alle sedie XD Secondo me in questi casi è più efficace un titolo che inserisca certi argomenti in punta di piedi... però questa è solo una mia teoria e magari mi sto sbagliando alla grande (spero di sbagliarmi!). Comunque può essere una fonto di informazioni utile per chi apprezza l'argomento e vuole approfondire certi aspetti, quindi comunque qualcosa la fa.
    Cinismo a parte, la serie è carina e non può che farmi piacere che sia stata portata qui da noi! ^_^/

    Ps: un "refuso" simile mi capitò in Innocent Rouge. Tra le prime pagine del primo volume, in un'illustrazione a colori, si leggeva "1872 - Mancano pochi anni alla rivoluzione francese". Ho fissato con perplessità quella pagina per dei minuti buoni, per poi capire che non era il mio cervello ad essere andato in tilt XD

    A presto!

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    1. Grazie mille! :)
      Il tuo post è molto interessante e offre parecchi stimoli di discussione, che proverò a sviluppare secondo le mie opinioni e convinzioni.
      A mio parere niente e nessuno può sensibilizzare chi non vuole essere sensibilizzato. Né romanzi né fumetti né film ecc. Una scena, una situazione, una vignetta, un dialogo che a me provoca forte commozione e magari due lacrime, a un fascista omofobo fa schifo o al massimo fa sghignazzare.
      Molte classi delle scuole superiori vengono portate a vedere film, ad esempio, sulla Shoa o addirittura vengono portati a visitare Auschwitz. Moltissimi ragazzi/e sghignazzano al vedere certe scene o fanno il saluto romano. Non c'è niente da fare. Coloro che usciranno sconvolti dalla visione di certi film, o dalla visita a un campo di morte, sono solo le persone che hanno già dentro una certa sensibilità e magari non è ancora "uscita". Per gli altri, sarà come gettare una palla di gomma sul muro: semplicemente rimbalzerà.
      Un mio ex amico, amico caro, per anni, quando ha saputo che ero gay non riusciva più ad avere una normale relazione con me, e ti chiedo scusa se te ne spiego il motivo: gli faceva troppo schifo immaginare me che facevo sesso con un altro uomo.
      ... lo so, lo so... Io non riesco nemmeno a concepirla una stronzata del genere... Anche perché non è che io passi il mio tempo a immaginare i miei amici/amiche eterosessuali a fare sesso con persone dal sesso diverso dal loro :DDDD (prendiamola a ridere, dài ^____^) E, tra l'altro, anche se lo facessi a me tutto ciò non provocherebbe alcuno "schifo".

      E' solo la diretta esperienza PERSONALE che fa mutare visione alle persone, nient'altro. Nella mia ormai discretamente lunga vita ho visto decine di situazioni di persone omofobe smettere di esserlo (piano piano, eh!) quando sapevano che il figlio/la figlia era gay, così come ho visto persone razziste innamorarsi di persone dal colore della pelle decisamente diverso dal loro. E' questo che ti cambia realmente la mente, e di conseguenza la vita.

      E' proprio per questo che sono NECESSARIE leggi che tutelino le minoranze, proprio perché le persone, pur continuando ad essere omofobe, razziste, sessiste, non POSSANO mettere in pratica certi comportamenti.
      Poi se uno/a vuole pensare che "i froci fanno schifo", ma per carità, liberissimo/a, ma scrivitelo anche sulle pareti di casa, baste che la cosa si limiti a quello e che le tue AZIONI non siano limitanti o pericolose per me e per le altre minoranze.

      (continua qui sotto)

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    2. Però c'è, purtroppo, anche un altro livello, ben meno "generico" e molto più sottovalutato: l'ambiente, "la comunità" (...) delle/degli appassionati di manga/fumetti/vg/ecc.
      Razzismo, sessismo e omofobia sono FORTISSIMI in questo piccolo ma agguerrito ambiente.
      Potrei farti decine e decine di esempi [ad es. alcuni redattori di portali visitatissimi di fumetti ecc. sono dichiaratamente omofobi, credono alla ridicola "teoria del gender", così come alcuni/e autori/trici ecc.]; su blog, siti, portali e forum le frasi sessiste omofobe e razziste non si contano! Anche in italia c'è chi "schifa" "tutti questi supereroi froci e lesbiche e musulmane".
      Quindi secondo me più prodotti ANTI-omofobi/sessisti/razzisti escono, meglio è; primo per soddisfare le esigenze legittime di chi è stufo di leggere solo storie di Maschi/Femmine Bianchi/e Eterosessuali; secondo, per lasciare sempre meno spazio alle istanze reazionarie portate avanti da INTERE CASE EDITRICI (non posso fare nomi, "loro" hanno buoni avvocati...).
      In altri Paesi più civili del nostro oramai certe situazioni sono normali; qui da noi c'è ancora bisogno di diffondere il più possibile opere che portino avanti una mentalità aperta e inclusiva, non per "convertire", ma per essere, esistere e REsistere.
      Scusa la pappardella, ma così ho un po' chiarito le mie idee in merito.
      Un abbraccio e grazie ancora! :)

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    3. Grazie per la risposta!
      Prima di tutto, il tuo ex amico mi sa che aveva qualche problema, visto che passava il tempo a immaginarsi altre persone fare sesso o_o"

      Concordo sul fatto che molte persone siano proprio refrattarie a qualsiasi stimolo o invito alla sensibilità, a qualsiasi età oltretutto, infatti non mi riferivo a casi così persi, perché per quelli FORSE può avere effetto solo l'esperienza diretta, come dici tu appunto, ma più che altro a persone che magari non sono così aggressive verso il prossimo ma non sono molto interessate all'argomento e quindi ne sanno poco. Magari queste persone sarebbe più facile raggiungerle in modo più indiretto per farle incuriosire un po' alla volta alla questione. Però comunque questo titolo è utile anche a chi vuole saperne di più e quindi un po' di informazioni in più non possono che far bene! ;)

      Fortunatamente non mi sono mai confrontata con una realtà molto sessista e/o omofoba nella mia cerchia di amici appassionati di fumetti (altrimenti non sarebbero miei amici u_u) però immagino che le percentuali di questi soggettoni siano parecchio alte, quindi sul fatto che ci sia sempre bisogno di titoli simili, mi trovi pienamente d'accordo! ;)

      A presto!!

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  2. Ma ciao!
    "Il marito di mio fratello" è in manga di cui si è parlato molto, sin dalla sua prima uscita in Giappone, sia perché si discosta dal "tipico" fumetto di Tagame, sia per le tematiche trattate.
    Anche in Italia c'è stato un certo interesse, dati i diversi post qua e là dove se ne è parlato, e probabilmente la sua pubblicazione nel nostro paese era attesa non solo da chi fa parte o è molto vicino al mondo LGBT, ma anche da chi, più semplicemente, è piuttosto stanco della chiusura mentale di cui si ha prova ogni giorno, e che anzi sembra progressivamente peggiorare (piccola divagazione come testimonianza dei tempi: il termine "buonista" non ha mai voluto avere un significato lusinghiero, ma nell'ultimo periodo - a mio avviso - è diventato il miglior complimento che si possa ricevere, data la pochezza di chi lo usa come insulto...).
    Ad ogni modo, è davvero un peccato che la Panini "maltratti" così questo fumetto: non parlo solo della svista che hai riportato, ma anche di un'edizione che, a quanto pare, non vale certo i quasi 15 euro del prezzo di copertina (non l'ho ancora preso, ma ho letto il commento di Caroline su Instagram).
    Se scegli di pubblicare un titolo simile, immagino che sia anche perché vuoi dare una mano ad abbattere certi stereotipi, ma se rendi il prodotto poco accessibile a causa del prezzo, difficilmente avrai un pubblico molto ampio.
    Dai scontato che sia un prodotto di nicchia? Allora lo valorizzi con un'edizione all'altezza in modo da soddisfare chi lo comprerà, che sarà così soddisfatto della spesa. Si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi; a me sembra che la Panini non abbia fatto né gli uni né gli altri...
    Baci!!!

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    1. Cara Hana, sì, direi che questo manga si discosta MOOOOOOLTO dalle tipiche produzioni di Tagame :DDD
      Credo che sia una bella storia e che possa piacere a un pubblico davvero vasto, al di là delle idee personali che ognuna/o può avere su determinate situazioni.
      Forse un tantino più cinicamente, io penso però che una casa editrice mainstream pubblichi per vendere, non tanto per dare una mano "alla causa", ma magari mi sbaglio (e mi farebbe piacere sbagliare); dopodiché concordo con le tue critiche, tutte: io ci sono andato giù pesante sull "Ammiraglio Perry" e quindi mi sono un po' tenuto sul resto, ma sinceramente hai proprio ragione: niente colori, carta così così e prezzo alto, però essendo un prodotto di un certo tipo, con una certa storia, diciamo che limito le critiche perché, al di là di tutto, mi fa molto piacere che sia stato pubblicato in Italia.
      Un'altra cosa che mi blocca un po' rispetto alle critiche è che conosco moltissime persone che lavorano in Panini (alcune di esse sono proprio amicizie strette personali) e so bene quanto si facciano il "mazzo tanto" per far uscire prodotti buoni... lavorano davvero tantissimo. Ciò non giustifica certi strafalcioni, ma diciamo che ci vado cauto perché so che niente è fatto in "mala fede", ecco.
      Rispetto a quanto dici sull'esempio del cosiddetto "buonismo" mi trovo concorde al 100%; oramai con quell'etichetta, diventata insultante, si bolla qualsiasi iniziativa si fondi su un minimo di umanità!
      Grazie ancora per le tue parole Hana :)
      Baciotti carissimi e a presto.

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  3. Bellissima recensione! Come dice Hana, su IG mi sono lamentata (ok io mi lamento sempre, pero' stavolta c'è un fondo di verità xD) dell'edizione italiana.

    Non puoi far pagare 14.90 per:

    -pagine a colori presenti nell'originale, nell'edizione francese e in quella ammeriggana. Non ti sono girate le cosidette quando nell'angolo di Mike si dice dei colori della bandiera arcobaleno e poi' c'è una nota "eh,ma qui è in bianco e nero, non si vedono..." GRAZIE TANTE XD

    -una carta di pessima qualità,ovvero quella delle edizioni da edicola. Non mi ricordo se tu segui "Ooku" di Fumi Yoshinaga, sempre della Planet. Un volume di 220 pag costa 7,50 ma le pagine sono di OTTIMA FATTURA e la sovra copertina è cartonata, cioè resistente e che da un tocco d'eleganza all'albo.E non mancano le pagine a colori.

    -Appunto ,la sovra copertina. Perchè usarne una cosi' leggera, quasi trasparente, per una mole di pagine?

    Ma Planet dorme? Pensano che chi acquisterà Il Marito sono gli stessi che prendono Naruto e OnePiece ? Boh, davvero sono allibita.

    Parlando del manga, hai detto tutto tu. Pero' io non penso che Yoichi sia omofobo, penso sia solo ignorante. Fosse stato omofobo non gli sarebbero girate a mille quando è saltata la storia del "influenza negativa" e un omofobo non tiene compagnia ad un gay ubriaco che piange per la mancanza del marito.
    Se per "ottimismo" di Tagame ti riferivi al comportamento di Yoichi, forse la vediamo in maniera diversa. Per me gli omofobi sono ben altri, Yoichi mi pare il classico ignorante cresciuto in un certo ambiente chiuso pero' da qui ad omofobo ce ne vuole. Poi non so, magari essendo etero non capisco a fondo chi puo' essere omofobo e chi no. Puo' darsi che esistano diverse forme di omofobia. Scusa se ti ho tediato :3

    Un abbraccio grande grande.

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    1. Non ho ancora letto per bene il volume (aspetto il prossimo) ma, sfogliandolo, anche io ho visto Yoichi ignorantello e chiuso, più che omofobo. Conosco alcuni omofobi e sono veramente patologici (e ovviamente non accettano assolutamente di avere loro stessi dei problemi, ma è il resto del mondo ad averne).

      A parte questa mia considerazione, hai scritto una bellissima recensione soprattutto perchè c'è davvero il tuo cuore nelle tue parole! ;)

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    2. Cara Caroline, sulle critiche hai ragione e ho già detto tutto nelle risposte precedenti; tu però, in più, sottolinei giustamente la differenza di target ed è in effetti una cosa di cui avrebbero dovuto assolutamente tenere conto in Planet, cribbio!
      Speriamo che queste critiche vengano tenute in considerazione da chi di dovere.
      Per quanto riguarda Yoichi - carissime Caroline e Nyu Egawa - vi ricordo solo che accoglie l'abbraccio di Mike con "Brutto bastardo che fai? Lasciami andare frocio!"... beh, ecco, non mi sembrano parole troppo "tolleranti" :DDD
      Io credo che sì, Yoichi sia un normalissimo omofobo (che non significa che alla sera va a picchiare i gay per strada) che cambia le sue concezioni sull'argomento proprio perché, come dicevo più sopra, è toccato personalmente dalla questione.
      Come dicevo sopra, a mio parere esistono molti livelli di omofobia, non tutti sono plateali e platealmente violenti, anzi la maggior parte sono "piccole cose" diffuse sottopelle, che se non ne sei direttamente toccato/a quasi non te ne accorgi.
      Girare dolcemente il viso a un/a bambino/a perché non veda due uomini/donne che si danno un bacio sulla bocca mentre invece non lo si fa se a baciarsi sono due persone di sesso diverso, è omofobia.
      Essere un pochino preoccupati/e perché l'insegnante del/la proprio/a figlio/a è gay/lesbica è omofobia.
      E potrei continuare con mille esempi e in alcuni di essi rientra sicuramente Yoichi.
      Una delle mie "critiche" al manga è infatti proprio questa, ossia che Yoichi "cambi mentalità" troppo in fretta, cosa che difficilmente accade nella realtà...
      Caroline dici una cosa giustissima: "essendo etero non capisco a fondo chi può essere omofobo e chi no", esattamente come né tu né Nyu né io possiamo veramente capire cosa significa il razzismo, perché abbiamo la pelle rosata e siamo in Italia.

      Sapete, qualche giorno fa ho discusso - superpacificamente - con una collega che mi è molto simpatica ma che sottolinea sempre che una nostra collega (che adoro) è marocchina.
      Lei non capisce dove sia il problema e non capisce perché questa cosa infastidisca così la collega!
      Io le ho solo detto di immaginare di lavorare in Marocco in un ufficio in cui è l'unica italiana e tutti la chiamano "l'italiana": non è forse una sottile forma di razzismo?
      Perché allora io non sono "il siciliano" e lei stessa "la toscana"?
      E' difficile da comprendere, ma anche queste sono cose importanti.

      Grazie davvero per i vostri commenti care Nyu e Caroline, un bacio e a presto.

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  4. Complimenti per la recensione, molto " sentita " e argomentata.
    Certo, il prezzo non aiuta moltissimo.
    Evidentemente ipotizzano che venderanno poche copie e cercano di lucrarci il più possibile con quelle.

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    Risposte
    1. Caro Lello, innanzitutto grazie per il complimento, graditissimo :)
      In effetti anche la tua ipotesi non è da scartare... poche copie quindi meno "investimento" sul volume... però è anche darsi la zappa sui piedi, perché le critiche che sta ricevendo per la scarsa cura sono proprio tante, quindi in realtà rischiano di venderne ancora meno copie! :)
      Mah, staremo a vedere; a questo punto l'importante è che non lascino la serie a metà e che pubblichino in tempi non biblici anche il secondo e ultimo volume.
      Grazie ancora e a presto!

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  5. Mamma mia che errore marchiano quello sull' ammiraglio Perry, ricordo
    che qualche decennio fa nemmeno l'ultimo dei fanzinari lo avrebbe compiuto.
    Anzi, molto probabilmente se la sarebbe cavata meglio di tanti "professionisti" odierni.

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    1. Caro Nick, sebbene sia vero tutto ciò che ho detto sopra, che so come lavorano i paninari, l'impegno che ci mettono ecc., le tue conclusioni mi trovano, ahimé, perfettamente d'accordo...
      Non a caso io ho una nostalgia immensa per le fanzine: Made in USA, Fumettando, Beyond, Underground e tante altre erano fatte con una passione e una competenza che non ci si trovava un errore neppure a cercarlo col lanternino!
      Ma lì c'era, appunto, la passione. Anzi: La Passione.
      Che nostalgia...
      Grazie Nick e un grande abbraccio.

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  6. Sono banale e ripetitivo, ma lo voglio dire per la centesima volta: amo questo blog. E non solo per le tue splendide recensioni, caro Orlando, ma anche per le splendide discussioni e i confronti che si creano nei commenti -una cosa che a ben pensarci dovrebbe essere normale, ma che invece sta diventando sempre più rara non solo nei blog, ma anche nei forum-.

    Sul manga avete detto più o meno tutto, ma voglio aggiungere un paio di cose sull'edizione americana: le pagine a colori non ci sono (e mi viene il dubbio che siano assenti anche nell'edizione giapponese) , e tutte le pagine extra ( le Lezioni di cultura gay e i free-talk di Tagame ) sono state tagliate. Insomma, non è perfetta nemmeno lei!

    Un abbraccio!

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    1. Caro Yue, i tuoi complimenti sono proprio miele per il mio cuoriciottone pessimista :)))
      Vorrei scrivere dieci, cento volte di più, ma alla fine per me è veramente difficile trovare qualcosa da dire sui fumetti che leggo... però la voglia di continuare a chiacchierare di fumetti per ora c'è e rimane, quindi confido che qualche nuova lettura (come Children of the Whales, per esempio) mi stimolerà abbastanza per raccontarne qualcosa :)

      Per quanto riguarda l'edizione americana e giapponese... ti dirò, io per non rovinare il mio volumetto sono andato a cercarmi gli sc*coff coff*ans e le pagine a colori c'erano... credo che fossero traduzioni amatoriali fatte direttamente dal giapponese, ma potrei sbagliare :)
      Aver, invece, "tagliato" le lezioni di cultura gay e i free-talk mi puzza un po' di censura... spero di sbagliarmi!
      Ricambissimo l'abbraccio e grazie ancora per le tue parole e per il resoconto di Lucca del tuo blog! :))
      Orli

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