sabato 31 dicembre 2016

L'ultimo dell'anno

L'Ultimo dell'anno...



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Ultimo giorno di questo strano anno appena trascorso.
Riuscite a imaginare a qualcosa di più banale, noioso e scontato di un "post dell'ultimo dell'anno"
in un blog?...
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Il 2016 è cominciato malissimo, con la morte di David Bowie (lutto ancora non superato per quanto mi riguarda), ha proseguito con altri lutti, ma poi verso la fine dell'anno si è trasformato in una festa, una gioia, un sogno diventato realtà: posso affermare senza retorica che il 7 ottobre 2016 è stato il giorno più bello della mia vita, ossia il giorno in cui mio marito ed io abbiamo finalmente potuto sposarci.
Questa gioia copre qualsiasi cosa, copre anche i dolori che inevitabilmente si accaniscono contro ognun* di noi per dimostrarci che siamo, nonostante tutto, ancora viventi. 
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Nel corso del 2016 ho anche cambiato ufficio, luogo di lavoro, mansione, colleghi/e, capi/e - grazie a Shiva e a tutte le divinità hindu (le uniche degne di una qualche fiducia, secondo me, dopo la morte di quelle greche antiche) e ciò ha segnato un innalzamento di qualità della mia vita e soprattutto del mio umore.

Nonostante gli acciacchi - dovuti all'età e alla sfiga - che proprio da quest'anno sono diventati più insistenti, fastidiosi e pure un po' più seri.

Ma basta divagare.

Avevo pensato a questo post come a una breve spiegazione, saluto, addio, magari solo arrivederci, ringraziamento. Ma soprattutto spiegazione.

Negli ultimi mesi ho iniziato a scrivere parecchi pezzi su vari fumetti letti e molto piaciuti (qualche esempio: Duckenstein di Enna - Celoni, Patience di Daniel Clowes, Faith di Houser, Sauvage et alii, Quaderni Giapponesi di Igort, Revolushow di Falbo - Caligaris, Gli Incredibili Inumani di Soule - Walker et alii...).

Come potete constatare non uno di questi scritti compare su questo blog (né su altri, s'intende).
Perché non ne ho terminato nemmeno uno. Tutti pezzi, anche lunghetti, che non so come concludere, che non mi convincono, che trovo - e anzi sono - inutili a me e a voi.
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Devo anche dire una cosa, un po' brutale e totalmente suicida, ma devo dirla: in queste settimane passate senza scrivere né pubblicare niente il blog non mi è mancato.
Certo, mi sentivo in colpa per non aver pubblicato nulla e proprio questo assurdo, inutile e molto sciocco senso di colpa mi ha fatto capire, una buona volta, che è proprio il momento di prendermi una bella pausona dal blog, che ora come ora non so assolutamente dire quanto durerà e se avrà termine o meno.

Un'altra confessione è che ultimamente i fumetti, che continuo ad amare molto, occupano parecchio spazio in meno nelle mie letture quotidiane. 
Ho - prendete questa affermazione con mille molle - "ricominciato a studiare"; non ancora in modo "istituzionale", ma sto riflettendo anche su questo. L'aver dovuto interrompere gli studi prima della laurea è una ferita grossa per me e chissà che prima o poi non riesca a concretizzare questo piccolo sogno.

Ma lauree o meno, il fatto è che piano piano, negli ultimi cinque-sei anni si è fatta strada nella mia anima una nuova passione, che come tutte le passioni pretende molto per il molto che dà in cambio. Cominciò del tutto casualmente con una lettura fatta in vacanza: Cassandra, di Christa Wolf.
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Una delle cose che questa nuova, bruciante passione mi richiede è di dedicare un po' di tempo in meno ai fumetti. Ne leggo sempre molti, ma - come dire - me li godo e basta, senza l'angoscia di dover cercare (e quasi mai trovare...) - qualcosa di intelligente o almeno interessante da dire su di essi.

Ed è un sollievo...

Certo, sarei sciocco e bugiardo se dicessi che la pausona la prendo a cuor leggero: la Rete ti intrappola in processi mentali complessi e difficili da aggirare, come per esempio la stupida, falsa, ma potente sensazione che non essendo più in Rete cesserò quasi di esistere... Buffo eh? Eppure, amici e amiche blogger, siete davvero sicuri e sicure che questa sensazione vi sia così estranea?...

Quindi sì, ho paura di perdervi e proprio per questo continuerò a seguire i vostri blog e, quando avrò qualcosa di intelligente o almeno interessante da dire, a commentare i vostri articoli.

E poi, chissà, magari se mi torna l'ispirazione uno scritto ogni tanto, senza impegno, posso anche pubblicarlo, no? Il blog resta qui, non cancello nulla e non chiudo "definitivamente" alcuna porta. Magari ogni tanto posterò qualche articolo dei vostri che mi piace particolarmente (come ho fatto spesso e volentieri con quelli dell'amico Wally Rainbow

Grazie di cuore per avermi seguito fin qui.
Auguro a tutte e a tutti voi un 2017 in cui le gioie superino di gran lunga i dolori.
Un abbraccio forte!!!
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Orlando

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non ho resistito... è la foto più bella del nostro matrimonio! :D



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14 commenti:

  1. Orlando, che posso dirti...
    Se la situazione (o meglio, sensazione) è questa, fai bene a prendere la pausa. Perché altrimenti non ci sarebbe alcun divertimento e quindi che senso avrebbe??
    Ti capisco e approvo.
    In ogni caso sarai qui e sui social, dunque non sparirai.

    Ti auguro un 2017 fatto di soli 7 ottobre 2016 :)

    Moz-

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    1. Grazie caro, buon anno anche a te e alle persone che ami!

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  2. Sugli articoli finiti a metà... non so, io ho sempre considerato il blog più un'officina, un workshop continuamente in lavorazione che un giornale lindo e perfetto. Quindi per me non sarebbe un problema leggere dei "frammenti", o anche dei veloci consigli, ecco.

    Buon anno nuovo, in ogni caso :)

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    1. Interessante il tuo pensiero Coscienza, dico sul serio. Per ora, felice anno nuovo a te e alle persone che ami!

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  3. Buon 2017.
    Qualunque scelta farai, l'importante è che ti renda felice. ;-)

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    1. Grazie mille caro Pirkaf, so che mi comprendi perfettamente.
      Buon 2017 anche a te! :)

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  4. Un bilancio in agrodolce il tuo, direi. Ma se pausona deve essere, che pausona sia ;-)
    Ed è davvero forte, ma molto vera, la tua affermazione: "...la stupida, falsa, ma potente sensazione che non essendo più in Rete cesserò quasi di esistere...". Credo che si tratti di qualcosa che molti di noi sentono a livello intuitivo ma che difficilmente riescono a mettere in parole. Denota, da parte tua, profondità di pensiero...
    Venendo a me, io quest'anno gli auguri ho fatto tutto il possibile per scansarli e al 90% ci sono riuscito. Ho anche evitato di menzionare il Natale e il nuovo anno nel mio blog. Questo sì che mi dà una sensazione di pulizia e rinnovamento. Dopotutto si tratta di feste che, per quel che mi riguarda, sono morte e andate.
    Perdonami quindi se mi limito a augurarti un felice proseguimento di vita di coppia, di studi e, perché no, di blogging (anche a ritmi di tartaruga) :-))

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    1. Caro Ivano sapevo già che certe persone, profonde, avrebbero ben compreso la sensazione e la paura da me descritta. Ho comunque intenzione di non lasciarmene influenzare (più di tanto). Avevo anche paura di uscire da FB, paura di "perdere le persone"; ma in effetti le uniche persone che ho "perso" sono state quelle che... era meglio perdere! :)
      Il mio non è un addio, continuerò a imperversare sui vostri blog :)
      Per quanto riguarda le "feste comandate", non essendo io cristiano del natale me ne può fregare di meno, mentre del capodanno mi interessano i 9 giorni di vacanza che mi faccio e per quanto il nuovo lavoro (e ufficio e colleghi/e e capi/e) mi piaccia, le vacanze restano le vacanze e 9 giorni di riposo, relax, letture e cose che non posso dire qui pubblicamente, sono una cosa magnifica! :D
      Un abbraccio caro Ivano e a presto!

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  5. Condivido la sensazione che la rete abbia preso il sopravvento, magari non fino al punto da annichilire la nostra esistenza quando ne siamo lontani, ma spesso ci andiamo vicini. Il bello è che poi basta solo un piccolo cenno di vita, un commento lasciato da qualche parte, un breve post di saluti e tutto si ripristina. Per quanto riguarda gli dèi greci potrebbe non essere del tutto perduto: forse sono tutti inconsapevolmente celati dentro un qualsiasi Malpertuis, pronti a tornare con tutti i loro vizi e le loro virtù. Nel frattempo attendiamo. Buon Anno!

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    1. Caro TOM, come sai adoro le Mitologie, quella Greca compresa (eccome! p.s. sto leggendo in questi giorni "Gli dei della Grecia" di Walter Otto, magnifico!), ma le divinità hindu, sarà che le conosco meglio e sono più in confidenza con loro, le vedo e le sento immensamente più potenti e, come dire, più capaci di influire sulla realtà... Oddìo, che sto dicendo?!? Mi sono scoperto, ebbene sì, sono junghiano! :D
      Scherzi a parte (?) sto approfondendo la Grecia antica ed è un argomento degno di stare al pari con la cultura dell'India antica e sono ben felice di questo mio rinovato interesse. Una mia insegnante dell'università - l'insegnante di lingua e grammatica hindi - mi diceva che senza dubbio io ero stato un indiano (o un'indiana) in una delle mie vite precedenti. Può darsi che avesse ragione, visto il mio sentirmi incredibilmente attratto da determinate questioni :)
      Beh, chi lo sa? Magari prima o poi scopriremo tutto quanto. Sarebbe bello, eh?
      Ti abbraccio e ti auguro un fantastico 2017!

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  6. Mah... in questi giorni ho sensazioni un po' in linea con le tue. Buona pausa o quel che sarà, conta stare bene!
    So che ci "conosciamo" da poco tempo tutto sommato, ma credimi che sentirò la tua mancanza, perché l'ho avvertita già in occasione delle pause fatte ;)
    Buona vita a te e al tuo compagno e Felice 2017 ^_^ Un abbraccio!

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    1. Cara Glò le tue parole gentili scaldano il cuore...
      So che mi comprendi e anche di questo ti ringrazio.
      Poi con la vecchiaia ho imparato una cosa, e cioè che... "mai dire mai", quindi sono e resto più che possibilista e non mi precludo nulla :)
      Buona vita e buon Anno anche a te, un caro abbraccio e sì: a presto!

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  7. Che dire, che non abbiano già scritto gli altri? Penso che chi segue il tuo blog aspetterà volentieri, o qualunque cosa tu scelga di fare ti augurerà il meglio. Io non sono da meno :)
    E faccio a te lo stesso augurio con cui hai chiuso il post, che mi pare molto bello!

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    1. Grazie mille Camilla, grazie di cuore.
      Allora... arrivederci!

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