lunedì 31 ottobre 2016

Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta

Pinocchio 

di Sandro Dossi
e Alberico Motta


volume brossurato con bandelle
192 pag. b/n


saggi introduttivi di:
Luca Boschi
Andrea Leggeri
Giuseppe Pollicelli


euro 16


Cliquot
collana Segni, n.1


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Come dicevo "poco fa"... Pinocchio è uno dei miei libri preferiti e sono sempre potenzialmente interessato e incuriosito da ogni sua trasposizione.

Questo splendido volume della giovane casa editrice Cliquot colma in parte una mia personalissima lacuna, ma soprattutto offre un ampio sguardo su un prodotto popolare italiano - il fumetto umoristico italiano non-Disney - di cui dovremmo essere orgogliosi e che invece pare essere stato dimenticato o quantomeno trascurato, eccezion fatta per un gruppo di fedelissimi e appassionati cultori che, finalmente, si sta facendo sentire in modo concreto e produttivo.
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Federico Cenci, già traduttore e studioso di letteratura popolare e di genere, che ho conosciuto qualche anno fa per il suo ottimo blog Chico e i Fumetti (non più aggiornato, ma sempre presente online come prezioso archivio) è uno dei motori di questa rinascita di interesse per il fumetto umoristico italiano edito negli Anni 50, 60 e 70 da editori intraprendenti e "iperproduttivi" come l'editore milanese Bianconi [QUI un articolo su un altro imperdibile volume a tema: quello di Salvatore Giordano anche'egli facente parte di questo sempre più nutrito gruppo di appassionati, specialisti e promotori di lodevoli iniziative sul fumetto umoristico italiano; conoscete già il suo blog, vero?] [1]
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Vi consiglio vivamente di guardare il video qui sopra, tratto dalla pagina del sito della Casa editrice Cliquot, che in pochi minuti - grazie alle dirette parole degli autori Alberico Motta e Sandro Dossi - spiega molte più cose e molto meglio di quanto potrò farlo io nelle righe che seguiranno. [2]
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Il volume comincia con alcuni saggi, documentati e molto interessanti - inframezzati da illustrazioni - perché se c'è una caratteristica che accomuna i membri di questo agguerrito gruppo di cultori dei fumetti umoristici che potremo definire al negativo come "non-Disney" se non addirittura "anti-Disney", è proprio la conoscenza, la cultura enciclopedica derivata dall'amore, dalla conoscenza diretta e dal (talvolta duro) lavoro sul campo.
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vignette tratte dal retrocopertina del volume

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Chi oggi legge un volume come questo, ovviamente desidera innanzitutto leggerne e goderne le storie, ma vuole anche saperne di più, conoscere ciò che sta(va) dietro a questo particolare modo di fare fumetto: i saggi presenti all'interno del volume soddisfano pienamente questo legittimo desiderio. Non occupando moltissime pagine, possono però anche essere ignorati se ad esempio a leggerne le storie è un giovanissimo lettore/lettrice. Dico questo perché Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta è un volume adattissimo ad essere regalato ai bambini che avranno in questo modo la possibilità di provare un'alternativa ai soliti e pochissimi fumetti per bambini presenti oggi in Italia.
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E a proposito di alternativa è bene accennare a quali fossero le caratteristiche che differenziavano i fumetti Bianconi da quelli più famosi, e tutt'ora presenti in edicola, della Disney (oggi Disney-Panini).

Entrambe le categorie di fumetti umoristici vissero un periodo di "scorrettezza politica": nei vecchi fumetti Disney non era raro (anzi!) vedere Zio Paperone sparare al sedere di Paperino con enormi fucili a trombone; né erano poco comuni esclamazioni con "auguri di morte" e spesso la morale contenuta nelle storie era tutt'altro che buonista: vinceva il più furbo, dire la verità solo era una delle opzioni e, insomma, spesso l'ultima vignetta rappresentava pianti, rincorse con nodosi randelli o scene di bondage estremo.

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Pinocchio disegnato da Sandro Dossi
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Dopo il repulisti effettuato verso la fine degli Anni 70/inizio degli Anni 80 dall'indimenticata Elisa Penna, i fumetti Disney divennero "buonisti", moralisti, politicamente iper-corretti: tutta la banda divenne improvvisamente vegetariana, tutte le pellicce divennero "ecologiche", tutti i rifiuti raccolti diligentemente e riciclati, Qui Quo e Qua dei ragazzini discoli sì, ma studiosi (e praticamente onniscienti), Zio Paperone in fondo in fondo con un cuor d'oro e via di questo passo. Ciò non significa che da allora la Disney non produsse più buone storie, attenzione! Produsse, e produce, decine e decine di ottime storie pur rispettando i dettami politicamente iper-corretti ereditati. Personalmente sono ancora un lettore Disney (non del settimanale però, tranne in casi in cui compaiono storie particolarmente belle) e acquisto felice moltissime ristampe che continuo a rileggere con piacere.
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I fumetti umoristici della Bianconi, dell'Alpe, della Editoriale Metro e delle altre case editrici di fumetti umoristici "rivali" della Disney, invece avevano tutt'altra filosofia di narrazione.
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vignetta tratta dal volume Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta
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Il mondo del nostro Pinocchio - e degli altri anti-eroi come Braccio di Ferro, Nonna Abelarda, Poldino ecc. - è tutt'altro che tinto di rosa e a farla da padrone sono gli sganassoni, le scazzottate, le piccole e grandi tragedie (sempre condite con umorismo però), i tentativi di inganno e di furto e, insomma, tutto ciò che politicamente corretto e moralista non è.
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Ciò ovviamente non significa che di base ci fosse una filosofia malefica, anzi lo scopo primario era quello di far sorridere e ridere e l'obiettivo era spesso felicemente raggiunto.
Personalmente, essendo stato sempre un disneyano di ferro - sono uno delle centinaia di migliaia di italiani che ha letteralmente imparato a leggere con Topolino - avevo una scarsa conoscenza delle altre pubblicazioni per ragazzini, ma ricordo bene che durante le vacanze estive chiedevo ai miei genitori di comprarmi Geppo, Tiramolla e Soldino [3], invece che Topolino, quasi come se dovessi "disintossicarmi" un po' da paperi & topi per immergermi in un mondo affatto diverso da quello disneyano, certamente più scatenato e più allegro e scanzonato.
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Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta
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Prima di immergersi nelle storie a fumetti troviamo, come dicevo poco sopra, alcuni saggi molto interessanti e riccamente illustrati scritti rispettivamente da Luca Boschi, che approfondisce l'origine del Pinocchio a fumetti (che risale ai primi del '900) sino al termine dell'sperienza dell'officina bianconiana; da Andrea Leggeri che ci racconta il ricordo che del Pinocchio bianconiano ne hanno gli stessi autori e fa una breve analisi su modernità e tradizione di quello stesso Pinocchio e ci racconta un po' di dati e di curiosità, e infine da Giuseppe Pollicelli che in modo originale e interessante analizza il successo del Pinocchio bianconiano alla luce della sua anti-modernità.
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Pare inutile sottolinearlo, vista la caratura degli autori dei saggi, ma voglio dire che non siamo in presenza di barbose "analisi" piene di dati, date e statistiche e destinate agli "addetti ai lavori", ma si tratta invece di saggi davvero godibilissimi, interessanti e destinati a qualsiasi tipologia di lettore/lettrice, foss'anche occasionale.
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Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta - la Fata dai capelli turchini!
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Il nostro volume Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta raccoglie nove storie che vanno dal 1974 al 1976: un'ottima antologia che permette di immergersi completamente in quel tipo di atmosfera per riviverla o sperimentarla per la prima volta.
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Si tratta di storie che per quanto semplici da leggere, non mancano di acuti riferimenti ad argomenti anche "seri", senza nulla togliere però alla piacevolezza della lettura, all'umorismo e all'atmosfera scanzonata; come tutte le buone storie non hanno un solo livello di lettura: i lettori e le lettrici più giovani ne godranno (e ne godevano, ai tempi della loro prima uscita) l'allegria, l'intreccio ipedinamico, i duelli, le risate, le situazioni surreali ideate da Alberico Motta e disegnate da Sandro Dossi, mentre gli adulti oltre a quanto detto finora si godranno anche i riferimenti occulti ai più piccoli.
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Mi preme sottolineare, se mai ce ne fosse bisogno, che storie "semplici da leggere" non vuole necessariamente dire "storie sciocchine", anzi fumettisticamente parlando il volume ci propone storie con uno storytelling pressoché perfetto, sequenze da manuale, una dinamica sempre vivace e un'alternanza tra "realistico" e totalmente surreale che impedisce il benché minimo accenno di noia!

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Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta
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D'altronde stiamo parlando di due professionisti, anzi di due Maestri, che seppure si trovavano in condizioni di iperproduzione "forzata" - quindi di fretta, di strettissimi tempi di consegna - non cedono mai all'impulso di "tirar via" storie o tavole.
Non c'è un solo punto delle storie né una sola vignetta che denotino una qualche confusione o scarsa leggibilità o scarsa cura: la qualità è anzi sempre alta e il divertimento assicurato.
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Credo che fu proprio questo desiderio di differenziarsi dalle proposte Disney che dominavano il mercato a rendere la libertà di narrazione maggiore, scatenata direi, e dunque un punto di merito e che rende quelle storie godibili ancor oggi da una potenzialmente larghissima fascia di pubblico. L'assenza di "morali" un po' da "catechismo laico", la possibilità di sperimentare soluzioni narrative originali e di attingere all'inesauribile modus dello slapstick per provocare la risata, rendono queste storie un prodotto fumettistico da amare, tutelare e non dimenticare, anzi se possibile continuarne la diffusione come Cliquot e il libro di Salvatore Giordano stanno meritatamente facendo.
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Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta
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Bene, già sapete che eviterò di raccontarvi lo specifico contenuto delle nove storie, la cui gioia della scoperta lascio a voi; vi basti sapere che se non conoscete questo genere di fumetto, resterete certamente stupiti/e in modo piacevole. Se invece siete adulti, o addirittura "un po' avanti con gli anni" (ehm...) sapete già di cosa sto parlando e sicuramente vi ritroverete immersi in un tipo di atmosfera magica così difficile da ritrovare nelle pubblicazioni a fumetti che escono al giorno d'oggi e proprio pe questo così necessaria.
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Se avete avuto la pazienza di leggere sin qui vi consiglio di leggervi, se ancora non l'avete fatto, la bellissima recensione di Salvatore Giordano su Retronika!

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Buone letture!
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Pinocchio di Sandro Dossi e Alberico Motta
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Note:

[1] Anche case editrici major hanno mostrato interesse per il recupero di questo tipo di fumetti, popolarissimi nei decenni precedenti, come ad esempio la RW-Lion che con la sua collana Lineachiara ha proposto nel 2014 il volume Il buon diavolo Geppo.
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[2] Del maestro Alberico Motta abbiamo parlato anche QUI.
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[3] Geppo, Nonna Abelarda e Pugacioff erano i miei preferiti, per opposti motivi: tanto era buono e dolce il diavolo Geppo, quanto scatenata e iperviolenta Nonna Abelarda e cattivissimo e pericoloso il luposki Pugacioff! Adoravo tutti e tre. Avevo invece un sacro terrore del (peraltro buonissimo) gigante Grissino, che ricordo come personaggio "comprimario" della testata di Braccio di Ferro.


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11 commenti:

  1. Noi due siamo perfettamente coetanei e oltre alla produzione Disney ho anch'io amato i fumetti Bianconi. Al primo posto c'erano per me Geppo e Tiramolla con tutti i comprimari, il fantasma Eugenio, Beppe, Bombarda, Pugacioff,... Era una vera festa!

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    1. Eh sì caro Ivano, siamo proprio coetanei (quindi non proprio di primissimo pelo ^___^).
      Devo confessare che io sono sempre stato un disneyano convinto, nel senso che i fumetti Disney hanno sempre accompagnato la mia vita, da prima di imparare a leggere ad oggi e devo dire che sono un lettore felice e soddisfatto :)
      Per me i Bianconi erano delle brevi parentesi estive, che apprezzavo molto, ma finite le vacanze tornavo senza indugi né pentimenti ai miei adorati Disney (e al Corriere dei Piccoli e ai fumetti "per grandi" dei miei fratelli maggiori...).
      Quindi per quanto mi riguarda la mia è una scoperta/ri-scoperta, cominciata con l'ottimo lavoro delle edizioni Annexia che hanno pubblicato pregevolissimi volumi con le ristampe dei lavori del Maestro Giorgio Rebuffi (che purtroppo ci ha lasciato recentemente).
      Sottolineo questa differenza perché c'è un po' una specie di (piccolissima, microscopica e simpaticissima!) "guerra" tra disneyani e "bianconiani" e pur comprendendo le ragioni di questi ultimi io non mi posso certo permettere di salire sul carro facendo finta di niente, in quanto da sempre disneyano convinto! :D
      Un abbraccione e a presto!

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  2. Pinocchio mi è sempre piaciuto come storia, poi appunto non scordiamoci che è opera di un italiano. Magari molti credono sia un prodotto Disney, cosi' come tutte le storie del danese Andersen XD

    Io ovviamente non conoscevo quest'albo, sembra molto interessante e i disegni sono molto carini!

    Un abbraccio grande!

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    1. Carissima Caroline, questo volumozzo vale davvero la pena, oltre che per i fumetti (deliziosissimi!) anche per i saggi iniziali che ti catturano davvero tanto.
      Hai ragione, molte persone pensano a Pinocchio come a un prodotto Disney (stesso dicasi per la Sirenetta, la Bella e la Bestia ecc. ecc.): tra parentesi, opinione non richiesta lo so, tra i classici film di animazione Disney Pinocchio non è tra i miei preferiti (e temo non sarebbe piaciuto granché nemmeno a Collodi...).
      Grazie Caroline e a presto!

      p.s. Non ho ancora commentato il tuo ultimo post sugli annunci Lucca perché conosco veramente poco delle cose di cui parli... :(

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  3. Bellissima recensione di un libro che ho letto e amato anche io, e i ragazzi di Cliquot sono davvero bravissimi!

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    1. Grazie Cefali, troppo gentili come sempre :)
      *rossore*
      Sono anch'io molto felice per la Cliquot, di cui ho preso anche qualche libro di narrativa (del quale non oso parlare qui, non saprei da che parte cominciare a parlarne; a meno che non decida di gettarmi alle spalle la timidezza per cominciare a parlar di libri anche qui ^___^).
      Un carissimo saluto a voi, e ci si becca come sempre su ig! ;)

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  4. La Cliquot sta portando avanti un lavoro di recupero interessante ed eccellente!
    Questa proposta è deliziosa e mi ricorda l'infanzia: devo dire che nonostante leggessi i "Disney", le mie preferenze andavano a Geppo, Tiramolla, Nonna Abelarda, Pugacioff... *__*
    Verissimo quel che racconti a proposito del "non corretto a tutti i costi" che segnava questi fumetti: e poi a me sembravano più genuini, più vitali!

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    1. Hai perfettamente ragione cara Glò sull'ottimo recupero che sta portando avanti la Cliquot, soprattutto nel campo della narrativa! Anche per questo è importante dar loro il supporto che meritano :)
      Questo volume ha dalla sua il fatto che può essere apprezzato (e tanto!) da una larghissima fascia di pubblico; ma per far ciò è necessario diffondere il verbo e far conoscere a quante più persone possibile le proposte editoriali di questa giovane e splendida realtà editoriale :)
      Grazie per le tue parole Glò e a presto!

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  5. Ciao!
    Stavolta arrivo davvero in ritardo a commentare perché non mi ero assolutamente resa conto che ci fosse un tuo nuovo post!
    Stamattina ho avuto un po' di tempo, e sono andata sul mio blog per ricreare la lista dei blog preferiti (scomparsa senza un motivo), ed ecco che vedo che c'è un tuo nuovo articolo!
    Nelle scorse settimane ho dovuto dare una sistematina al blog; ora dovrebbe essere tutto a posto, e questo ritorno alla normalità dovrebbe evitarmi di perdere di vista i tuoi post.
    Scusa per la lunga premessa, e veniamo finalmente al tuo, come sempre, interessantissimo articolo.
    Pinocchio è un ottimo "materiale" e sono contenta che ci sia chi si è cimentato con una sua versione a fumetti ^_^; in più, il fatto che ci sia anche una parte "critica" rende questo volume davvero appetibile!
    Il tuo scritto mi dà lo spunto per una confessione: da bambina, negli anni '80, "Topolino" non mi piaceva! Se ne ho comprato dei numeri, era solo per i gadget in regalo!
    So che ora mi staranno arrivando anatemi da tutte le parti, ma quelle storie su di me non facevano presa.
    Proprio a causa di questa mancanza di appeal, del fumetto Disney, in realtà, so veramente poco; non ero invogliata ad approfondire l'argomento.
    Mi piacevano invece Peanuts, Mafalda, e probabilmente il "Corriere dei Piccoli" era una lettura più invitante...
    Ho dovuto aspettare qualche anno e un'iniziativa de "Il Messaggero" (se non ricordo male) per cominciare davvero ad apprezzare il fumetto Disney: venivano riproposte vecchie storie di Topolino con un formato da quotidiano e quelle, inaspettatamente, mi sono piaciute tantissimo!!!
    Che strano: storie di qualcosa come settant'anni prima mi divertivano, mentre quelle contemporanee mi annoiavano; che c'entri quel repulisti di cui parli?
    Si vede proprio che il buonismo non fa per me....
    Bacioni e a presto

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    1. Cara Hana, finalmente sono rientrato in possesso del mio pc! (era morto, il tecnico l'ha risorto, 45 euri)
      Non ho avuto astinenze perché con smartphone e tablet me la sono cavata, ma ovviamente scrivere un commento o una risposta con quei due mezzi è impossibile per me e le mie ditone cicciose :)
      Scusa del ritardo dunque, ma la colpa non è stata mia :(
      In realtà Pinocchio ha avuto non poche vite a fumetti - celeberrima quella del maestro Jacovitti - e anzi è un personaggio che fumettisticamente parlando vanta una presenza antica nel nostro paese, come si può leggere nell'ottimo saggio di Luca Boschi che introduce il nostro bel volume. La Cliquot è una casa editrice da tenere d'occhio perché ha una passione per il recupero di materiale prezioso ma dimenticato e questo a mio parere rende il suo lavoro, oltre che interessantissimo, encomiabile! (No, non ho parenti che lavorano per la Cliquot ^_____________^ )
      Tornando a Topolino: ti dirò, a mio personalissimo parere l'Età d'Oro è finita, o per lo meno è in stasi (ho preso i due numeri del settimanale contenenti Duckenstein - capolavoro! - ma il livello delle altre storie è, perdonatemi, veramente "meh..." ma un "meh..." bassino proprio...), però anche oggi, così come in ogni epoca o "decade", ci sono state comunque ottime, splendide storie! Persino negli Anni 80! :)
      Poi se a una proprio non piacciono in generale Paperi & Topi, beh, non ci si può fare nulla... anche se io credo che neppure tu saresti insensibile a certi gioielli di Barks o Gottfredson o Romano Scarpa o GB Carpi o il giovane Casty :) Però parliamo di raccolte, ristampe, mensili, storie singole: non certo del settimanale, che ripeto per me come qualità è ai minimi storici (e me ne dispiace!).
      A mio giudizio il famoso "politically correct" non incide più di tanto coi bravi autori: la censura non è mai stata un problema insormontabile per le storie (di qualsiasi tipo) di qualità e prova ne sia che persino nelle peggiori dittature abbiamo, in ogni campo dell'arte, dei capolavori (arte, cinema, fumetto, musica...).
      Spero di non averti annoiato troppo!
      Bacionissimi e a presto! :)

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  6. Ho il tuo stesso problema: anch'io ho bisogno di una vera tastiera per scrivere; il tablet va bene per leggere; con lo smartphone non vado molto oltre un "Mi Piace " o un "Condividi".... il dramma delle dita cicciottose!!!!!
    Tutta la mia esperienza con il fumetto Disney è stata veicolata dal settimanale di "Topolino"; come con tutte le pubblicazioni così organizzate, puoi essere fortunato ed incappare in una di quelle storie che fanno scattare il colpo di fulmine, oppure (e purtroppo per la legge dei grandi numeri credo sia la situazione più frequente ) avere a che fare solo con quelle storielle buttate lì che servono a riempire il volumetto settimanale. Anch'io ho la sensazione che il discorso cambi nettamente se invece si considerano raccolte o storie singole, dove c'è dietro un'idea, un progetto più corposo e non solo "abbiamo ancora tot pagine da riempire". Baci baci

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