mercoledì 26 ottobre 2016

Archie


Volume 1

Mark Waid, storia
Fiona Staples, disegni cap. 1 - 3
Annie Wu, disegni cap. 4
Veronica Fish, disegni cap. 5 - 6
A. Szymanowicz + J. Vaughn, colori


cover italiana: Francesco Francavilla


brossura, colori, pag. non numerate


15 euro


Edizioni BD

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Mi sono, diciamo così, innamorato di Archie e di tutta la banda di Riverdale, il paese fittizio in cui si svolgono le sue avventure, quando, pochi anni fa, un mio caro amico proprietario di una fumetteria mi ha regalato alcuni paperback americani.
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un pezzo della mia mini-collezione di Archie comics
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Proprio in quel periodo - fine 2009, inizio 2010 - l'eterno ragazzo dai capelli rossi era prossimo ai "matrimoni" con Betty e con Veronica e la curiosità mi spinse ad ordinare negli USA gli albi dal n. 600 al n. 606 che, ammetto, divorai come fossi un ragazzino. I disegni lasciavano un po' a desiderare, ma la storia, una sorta di What If... , era molto graziosa e gestita con una buona dose di mestiere.
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Archie, il cui vero e pomposo nome è Archibald Andrews, è il protagonista di una serie a fumetti creata da Bob Montana e ambientata in una cittadina fittizia del Massachussetts chiamata Riverdale. Archie e la sua banda di amici - Betty, Veronica, Jughead ecc., apparvero per la prima volta nella rivista Pep nel dicembre 1941. La serie, destinata a un pubblico infantile e pre-adolescenziale, ebbe subito un buon successo e da allora non si è più fermata e ha inoltre prodotto un gran numero di spin-off, cartoni animati, dischi e centinaia e centinaia di oggetti di merchandising.
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primissima apparizione di Archie e Betty: dicembre 1941, Pep n. 22
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Si trattava, e così fu per i successivi decenni, di brevi storielline comiche e sentimentali ambientate in un mondo edulcorato nel quale mode, comportamenti, evoluzioni e rivoluzioni sociali arrivavano purgate da ogni spigolosità: a Riverdale il rock'n'roll non ha nulla di eversivo, gli hippies non usavano droghe e i punks erano simpatici ragazzotti con coloratissime creste da moicano, pronti ad aiutare qualsiasi arzillissima nonnina ad attraversare la strada. Personaggi mai troppo contraddittori, problemi mai troppo gravi per fumetti piacevoli, graziosi e consolatori, rivolti ad un pubblico che chiedeva solo di poter sognare un po'.
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Nonostante queste premesse nel 2011 di Archie parlarono tutti i mass media statunitensi a causa del matrimonio di Kevin Keller, primo personaggio gay della serie, col suo fidanzato Clay Walker, per giunta pure afroamericano (bum!). Come potete vedere qui sotto, la pubblicazione ricevette la nomination per gli Eisner Award come "Best Publication for Young Adults". Proprio come qui da noi, uguale uguale!
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Il Matrimonio di Kevin Keller e Clay Walker
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Chi non conosce nulla di tutto ciò e ha voglia di farsi un po' di cultura in merito non può mancare di consultare l'indispensabile blog di Wally Rainbow: basta digitare i nomi Archie o Kevin Keller nell'apposito form di ricerca e si possono trovare moltissime informazioni sull'argomento!
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Dopo alcuni tentativi di restyling che prevedevano una caratterizzazione un po' più moderna dei personaggi - e direi che, come detto poco sopra, l'operazione è riuscita perfettamente - ora la Archie Comics compie un vero e proprio reboot, alzando un po' l'asticella dell'età della fruizione della serie e uscendo dallo schema delle brevi storielle comiche autoconclusive. E grazie alle Edizioni BD abbiamo un'ottima edizione italiana delle principali nuove serie che formano il rinnovato mondo di Riverdale: Archie, Le terrificanti avventure di Sabrina (Sabrina the teenage Witch), Jughead e infine Archie tra i Morti Viventi (Afterlife with Archie), la versione horror del mondo dei nostri personaggi.
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i quattro "volume 1" delle Edizioni BD

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Per ora ho acquistato e letto solo il volume 1 di Archie, ma visto il mio gradimento dello stesso conto di procurarmi quanto prima i restanti tre volumi (con qualche riserva per Afterlife with Archie a causa della mia personale idiosincrasia verso gli zombie moderni).
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L'operazione di svecchiamento per quanto riguarda la testata principale (Archie, l'unica che ho letto finora come dicevo poco fa) è a mio parere perfettamente riuscita, e pur consigliandola principalmente a persone giovani, questa serie ha i numeri per poter piacere e interessare una fascia di pubblico ben più ampia di quella del target "ufficiale": d'altronde le commedie brillanti/sentimentali, anche se con protagonisti molto giovani, non piacciono solo agli/alle adolescenti, non è forse vero?
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eccolo, finalmente, il nuovo Archie (Waid - Staples)
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Le caratteristiche principali delle avventure di questo primo volume di Archie sono proprio l'essere una commedia brillante e il sentimento e ciò sta a significare che sono state rispettate le caratteristiche universali di Archie e di tutta la banda di Riverdale.
Dice Mark Waid, l'autore della storia, nella postfazione a questo primo volume:

"Primo, non nuocere"

intendendo con ciò che il rilancio di Archie non avrebbe dovuto snaturare i personaggi, non tradire ciò che essi significano per una larghissima fetta di pubblico, che letteralmente li adora. Quidi, una commedia, ma con del conflitto che andasse un po' oltre la solita - e comunque divertentissima - dicotomia Betty vs Veronica per accaparrarsi Archie.
Insomma, ogni personaggio resta se stesso eppure cambia un po', viene modernizzato e l'ottimo lavoro di Mark Waid ci permette di vedere Archie & Co. più in profondità e di sperimentare una gamma di emozioni che certamente la vecchia versione della gang non avrebbe potuto darci.
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...e la nuova Betty Cooper... (Waid - Staples)
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I primi tre capitoli di questo primo volume sono disegnati da Fiona Staples - vincitrice di millemila awards per il suo lavoro su Saga (che non ho letto) - che possiede uno stile perfetto per questo Archie-rinnovamento e riesce a mantenere un'invidiabile sintesi tra il realistico e il cartoon, con le sue linee accuratissime, morbide e accattivanti, così adatte ad incantare un pubblico giovane così come un pubblico adulto. I character originali sono rispettati, cioè riconoscibili, ma una nuova, frizzante e più profonda vita è stata loro infusa dalla storia di Waid e dai disegni di Staples.
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Ahimé il passaggio al capitolo quattro segna anche il passaggio di matite ad Annie Wu, che pur restando su ottimi standard - forse un po' troppo spigolosa a mio parere per dei character come quelli riversdaliani (ma semplicemente perfetta per l'Occhio di Falco/Hawkeye scritto da Matt Fraction) - fa sentire un po' la mancanza di Fiona Staples, che sono certo chiunque avrebbe voluto alle matite di tutti e sei i capitoli.
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Jughead e Archie (Waid - Wu)
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L'alternanza di disegnatrici, per altro normalissima nei comic-books statunitensi, non diminuisce né la tensione della storia né il piacere della lettura, anche perché stiamo comunque parlando di stili disegno non così diversi né incompatibili tra loro.
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La storia si dimostra solidissima in quanto non ha un solo momento di cedimento e non esistono pagine di "passaggio" o di "assestamento" e questa è un'altro importante punto di contatto con il "vecchio" Archie: la costante dinamicità, che però in questa nuova versione si sposa con la drammaticità degli eventi e dei sentimenti, mantenendo però sempre un tono mai troppo cupo (ma neppure scioccamente leggero), mai eccessivo e soprattutto mai modaiolo e "giovanilistico". Certo, i giovani e la moda sono ben presenti in questa storia, com'è logico che sia, ma come per tutte le buone storie i livelli di lettura sono più d'uno.
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Archie e Reggie Mantle (Waid - Fish)
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Con il quinto e ultimo capitolo del volume c'è un ulteriore cambio di disegnatrice (questa alternanza ai disegni ho letto che non è risultata molto gradita ai fans americani/e) che personalmente preferisco a Wu: si tratta di Veronica Fish, anch'ella giovanissima e a parer mio davvero bravissima. Ho apprezzato molto la sua interpretazione della gang di Riverdale: il suo stile si differenzia maggiormente da quello di Staples rispetto a quello di Wu, che è più aderente - diciamo così - al modello principale, ma i suoi personaggi mi sono sembrati più vivi e drammatici e più dinamici. Lo stile di Fish è un po' più cupo (questo termine è da intendersi in senso molto light, naturalmente), certamente meno zuccheroso e ricorda maggiormente certi segni al confine tra mainstream e indipendente.
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L'ultimo capitolo, com'è giusto che sia, si conclude con un cliffhanger ben congegnato e fa la sua apparizione il negativo, inteso come il ricchissimo e burbero padre di Veronica, lo spregiudicato Hiram Lodge, deciso ad anteporre i suoi interessi di lucro e sfruttamento al benessere della pacifica cittadina di Riverdale. Questa, per ora, è la differenziazione maggiore che possiamo riscontrare tra il "vecchio " Archie e quello nuovo: nelle vecchie, brevi, comiche storie della nostra gang, il padre di Veronica è un distinto, ricco signore che non capisce i giovani né le loro mode e passioni, che si preoccupa della volubile figlia viziandola troppo, ma che mai si sognerebbe di fare del male vero e proprio.
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Vedremo nei prossimi volumi come sarà gestita questa diabolica presenza o seppure sia stata un'oculata scelta di soggetto atta a confondere noi lettori e lettrici.

Sicuramente la presenza di Mark Waid alla sceneggiatura (del quale, tra parentesi, ho adorato il suo lungo ciclo su Flash della DC Comics) è una garanzia di qualità e di non banalità.

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Buona lettura!

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Archie, Veronica e Betty (Waid - Fish)


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22 commenti:

  1. Tante zucche tante sentenze, come suole, ma confesso che non amo particolarmente le storie con adolescenti, a parte i Teen Titans Go disegnati da Dan Hipp nei cartoni che Crepascolino divora, ma sono molto poco teen e molto più babies come Gumball o Clarence che parimenti assume.
    E non una sindrome da mezza età - o l'inconscio tentativo di non passare x rattuso - perchè anche quando avevo i sette anni di Lino oggi preferivo i comics con personaggi adulti.
    Ricordi Il Silenzio degli Innocenti? Jodie Foster/Clarice Sterling , messa alla prova dal suo sensei nello FBI, delinea il profilo del serial killer Buffalo Bill spiegando che deve trattarsi di un maschio tra i 35/40 anni nel momento cioè in cui ha la maggior sicurezza delle sue abilità psicofisiche. Decenni prima era più o meno il personaggio che apprezzavo maggiormente nei fumetti. Naturalmente oggi leggo di protagonisti non solo maschi, ma continuo a considerare il pianeta teeen un posto di cui non capisco la lingua e le usanze e la logica. Eppure oltre 30 anni fa devo essere stato anch'io a Riverdale e probabilmente ero considerato un alieno balbettante e spaventato che risvegliava una reazione rettile negli indigeni. Potrei però dare una chance a Waid e Staples e co. Amo il tratto spigoloso. Ho apprezzato Mark in Flash, in Cap ed in DD ed altro ancora.
    Una proposta per la Cosmo nel caso stia leggendo queste righe: un sei tascabili sulla falsariga dei primi Battaglia con la riduzione a fumetti di quel racconto di Buzzati ( ma è un concetto di tante altre storie ) in cui nei soliti quindici minuti nel futuro esiste una posse di irriducibili vecchietti che non si rassegnano allo scorrere del tempo e rendono inquiete le ore dopo il crepuscolo x coloro che vivono la movida notturna.
    Tratto spigoloso a la Mamarotti o Miguel Angel Martin. Mai la fine. Ciao.

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    1. Forse a me piacciono così tanto certi fumetti (pre)adolescenziali (oltre ad Archie adoro le strips di Little Lulu, Nancy & Sluggo, e tutti quei furry animals per bambini) perché avendo passato una pre-adolescenza e un'adolescenza di merda, ne ricerco una felice anche se solo disegnata :)
      Banale, ma certe volte le cose banali sono ahimé vere.
      Col pianeta teen odierno ho davvero poco a che fare, anzi ho problemi a relazionarmi con chi ha meno di... chessò, trent'anni! :DDD
      Ovviamente Archie, sia l'antico che il nuovo, ha veramente ben poco a che fare col vero mondo teen (credo) e comunque i sentimenti e i conflitti che presenta sono, a mio parere, comprensibili e fruibili da chiunque.
      Qualsiasi cosa la Cosmo faccia al posto di Battaglia sarà benvenuta! :DDDDD
      Ciao a te.

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  2. Come stile anche io preferisco quello delle ultime due vignette che hai incluso.
    Sicuramente ha qualche rimando in più, diciamo, a uno stile degli anni passati.
    Archie, Archie... è un'opera che mi ha sempre attratto e che non ho mai letto (anche se magari conosco cartoon e side-project vari).
    E' una buona occasione, questa, visto anche come ne parli bene... però, mi piacerebbe leggere i classici del passato.
    Ah, Mark Waid, una garanzia.

    Moz-

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    1. Caro Moz, se vuoi leggerti a prezzo abbordabile i vecchi (o semi-vecchi) Archie, ci sono le versioni digitali! Io mi sono comprato un po' di quei terrificanti volumoni da 1000 pagine, che ovviamente sul tablet sono un po' più comode da portarsi dietro! :DD (Tra parentesi anche le versioni moderne sono disponibili in digitale, ma io mi sa che resterò fedele alla carta delle Edizioni BD ;)
      Grazie e a presto!

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  3. Il pezzo che avrei sempre voluto scrivere... l'hai scritto tu :) Ho seguito tutte le testate americane di Archie in comic book più o meno dal 2008 al 2015, leggendole davvero con gran piacere: sia la testata principale che Archie & Friends con le avventure di gruppo, per arrivare ai bimestrali dedicati a Betty e Veronica: costavano 2,25 dollari quando i comics normali erano già a 2,99... Poi la crisi, anno dopo anno, con i passaggi a 2,99 e poi 3,99 con carta patinata. Poi ancora le testate chiuse, una dopo l'altra, tranne la principale.

    Un vero peccato perché Archie per l'America rappresenta(va) il nostro Topolino libretto, con storie divertenti, leggibili da tutti. Dopo la tristezza del numero 666 (!), ho comprato i primi 3 del nuovo Archie di cui hai letto il volume e, in tutta onestà, non mi sono piaciuti per niente. Bravo (al solito) Waid nello scrivere una cosa al passo coi tempi con un buon ritmo, pessima (al solito) la Staples, un giorno o l'altro forse capirò come mai si ritenga questa disegnatrice così valida; già non la sopportavo in Saga, figuriamoci qui. Waid è riuscito a scrivere qualcosa che è un buon fumetto per "giovani adulti", che però ha poco o niente a che vedere con la tradizione comica di Archie.

    I fumetti horror invece sono davvero molto belli, soprattutto Afterlife disegnato meravigliosamente. Il loro problema è la periodicità scarsissima delle uscite, che ha ammazzato qualunque interesse negli Stati Uniti. Il n. 1 spillato di Afterlife è uscito nel 2013 e il secondo tp ci sarà in USA nel 2017, una bella media davvero: 10 albi in quattro anni. Sabrina invece è attualmente dispersa e il secondo tp è mera utopia. Mi chiedo che senso abbia pubblicarli in Italia se la situazione si mantiene così :) Un saluto

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    1. Eh caro Andrea, mi sa che tu l'avresti scritto meglio, però! :)
      Forse essendo tu così affezionato al "vecchio" (e adorabile) Archie eri poco predisposto per questo reboot, che invece per un non-troppo-addetto come me è stato accettabilissimo e senza traumi. E' solo un'ipotesi ovviamente.
      Comunque ho l'impressione che, così come in Italia, il fumetto comico per bambiuni/e-ragazzi/e non se la passi benissimo neppure nel resto del mondo... Pc, cellulari e videogiochi e blablabla, io non so se davvero la "colpa" per la disaffezione ai fumetti è dovuta a questi dispositivi, so però che quando la scelta praticamente è inesistente... cosa diavolo dovrebbero leggere bambini/e e ragazzini/e?!?
      Per quanto riguarda la Staples, che non conosco granché, a me qui sul nuovo Archie piace perché mi sembra che abbia colto l'essenza grafica della vecchia banda di Riverdale, ma magari mi sbaglio. Mi piace molto anche quel segno così morbido, lo trovo molto accattivante e, come dire, adatto a questo tipo di storie.
      Mi hai convinto a provare Afterlife, anche se quanto dici sulla "periodicità" mi smonta un bel po'... :(
      Grazie Andrea e a presto! Ne approfitto per farti ulteriori complimenti per il tuo bellissimo blog!

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    2. Sei troppo buono nei miei confronti e, sì, penso tu abbia proprio ragione riguardo all'affetto che provo per il vecchio Archie, che mi ha fatto rifiutare questa nuova versione. Ho persino acquistato con piacere alcuni dei mattoncini "1000 page" di cui parli sopra, adorabili e ingestibili; dal punto di vista pratico forse sono meglio i "best of", che assomigliano un po' ai vecchi Grandi Classici della Disney, come dimensioni.

      Il fumetto comico lo definirei morto un po' ovunque, per quanto riguarda i bambini/ragazzi... Se proprio non usano i dispositivi mobili, ci sono sempre i manga a disposizione. Non mi sembra resti molto spazio altrove. Credo che anche Topolino abbia dimenticato i fasti del passato e più che altro, quando ancora viene acquistato, penso che siano i genitori a comprarlo ai figli, non una scelta.

      Afterlife ha un mood molto "antico", con atmosfere quasi da EC Comics e una palette cromatica azzeccatissima. Il secondo volume (Betty RIP) lo attendo con ansia, anche se diciamo che non trattengo il respiro, visto l'andazzo :)

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  4. Ciao, carissimo!
    Il fatto di vedere un nuovo post mi fa ben sperare per il futuro del blog!
    Conosco Archie e la Archie Comics di fama, e credo di aver visto un qualche adattamento animato da ragazzina (le fisionomie "classiche" dei personaggi mi sono troppo familiari per una conoscenza del tipo "so che esiste").
    Tra le mie letture c'è molto "teen", ma non credo che Archie sia un mio papabile acquisto: c'è talmente tanto che vorrei recuperare, tra cui il citato nel post Hawkeye di Matt Fraction e Ms. Marvel di cui ha parlato qualche tempo fa...
    Qualche giorno fa ho letto la notizia che la Panini, in accordo con la Marvel, dovrebbe finalmente impegnarsi più seriamente sul digitale: che sia la volta buona per dei recuperi?
    A presto ^_^.

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    1. Carissima Hana, devo dire che il tuo commento nel post precedente è stato determinante per la mia scelta (comunque ancora temporanea ^__^). A riprova di ciò, sto producendo uno scritto su un bel volume della casa editrice Cliquot che se tutto va bene sarà già online domani. Come dicevo, sono l'uomo delle contraddizioni, quindi: un post di lagne infinite "povero me tapino, chiudo il blog, addio per sempre!" e poi due scritti nel giro di una settimana :D
      Accettatemi così come sono, mi sa che non ci sono alternative! :))
      Ms. Marvel, di cui ho appena preso e letto il secondo volume, te la consiglio di cuore! Anche Hawkeye continua su ottimi binari, anche se nella lettura sono decisamente più "indietro"...
      Il potenziamento del digitale non può che essere una buona notizia! Io per ora negli acquisti digitali mi sto limitando all'acquisto di volumi americani (o alle rare ma irrinunciabili offerte super-speciali della cattivissima multinazionale Amazon) anche se devo ammettere che per quanto non abbia alcun problema nella lettura di libri in digitale, per quanto riguarda i fumetti qualche grosso problema di lettura ce l'ho ancora...
      Grazie del tuo commento e a presto!

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  5. Come Crepascolo, non riesco a digerire la commedia teen, anche se a livello del tutto personale: riconosco quando è ben fatta, come in questo caso. Devo però recuperare la serie di Archie a tema lovecraftiano (http://tinyurl.com/zdpy59k), lì è proprio l'aspetto "innocente" dei protagonisti a rendere la storia ai miei occhi interessante, è lo stesso meccanismo mentale che riscontro nella cinematografia slasher, dove altrimenti non sopporterei l'adolescenza dei protagonisti.

    (grazie per l'inserimento nella blogroll! ;))

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    1. Caro Coscienza, vi capisco voi adulti, ma noi ragazzini abbiamo bisogno anche di quel tipo di commedia teen :D
      Scherzi a parte, ho già detto a Crepascolo uno dei motivi per i quali forse adoro le commedie teen; nonostante ciò devo ammettere di non apprezzare particolarmente i moderni slasher-movie, preferendo in questo campo la "roba vecchia". Ma, come sempre, mai dire mai :)
      Ho invece deciso di provare Afterlife with Archie, mi avete convinto!
      Grazie e a presto!

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  6. Che post bellissimo! Io mi sono svenata e li ho presi tutti e quattro, ho letto solo Le Terrificanti Avventure di Sabrina che mi è piaciuto un sacco, puro horror old style!

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    1. Silvia, sei troppo gentile, ti ringrazio tantissimo... :)
      Sai che sto pensando di fare la follia e prenderli tutti e quattro anch'io? Tanto so già che mi piaceranno! Sabrina come personaggio mi piace molto, anche se la conosco poco se non pochissimo; però ho sfogliato il volume e mi ha ispirato, anche per i disegni. Sì sì, li prendo tutti! :)
      Un carissimo saluto e a presto!

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  7. Mah, lodevole l'iniziativa di BD di portare in Italia Archie, ma la vedo brutta ... intanto Archie è un personaggio tanto famoso in USA quanto semi-sconosciuto in Italia.
    In pochi ricordano la serie animata della Filmation , mentre qualcuno in più si ricorda la serie animata degli anni 80 ( dove già allora tentarono di rebottare la serie in un ambientazione contemporanea, quella degli anni 80 appunto )
    Peccato che in Italia batteszzarono la serie col delirante titolo di "zero in condotta" ( e quindi voglio vedere chi associa quel titolo ad Archie)
    Un anteprima qui

    https://www.youtube.com/watch?v=9WutGtkQTBI
    entrambi i cartoni però sono stati trasmessi pochissimo e mai replicati, quindi conosciuti da pochi eletti.
    Ricapitolando quindi, abbiamo il reboot fumettistico di una serie conosciuta da pochi grazie a un cartone che era anch'esso un reboot dell' originale ( chiaro, no ?)
    Aggiungiamo i prezzi da libreria che terranno alla larga il pubblico di riferimento a cui si rivolge ( i ragazzi ),e
    avremo un fiasco assicurato , salvo soprese.

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  8. Pr assurdo, da noi sono più famosi i vari spin-off della serie, come Sabrina la strega , Josie e le Pussycats, Blossom ecc...

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    1. Ok, però non è che per lanciare un nuovo fumetto questo debba avere "per forza" un traino da serie a cartoni, telefilm o quant'altro. In fumetteria è pieno di serie e volumi, proprio zeppo direi, che nulla hanno a che fare con altri tipi di media.
      Il fumetto non è sempre "a seguito" di qualcos'altro, necessariamente "famoso", grazie al cielo, aggiungo :)
      Ciao Sam, un caro saluto.

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    2. E vero, e infatti la maggior parte di queste serie non vende nulla.
      L'italiano è pigro, refrattario alle novità e di manica corta :perché dovrebbe comprare un fumetto che sembra un telefilm per gioovani, quando questi possono vedere un frappo in tv e gratis ?
      Essendo basata su personaggi da noi poco conosciuti,non ha neppure l'effetto traino portato da essi e perciò si perderà nel mare magnum di uscite nostrane.
      Non discuto la qualita in sè della serie , ma non capisco che senso abbia la sua uscita da noi.
      Mah.

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    3. Scusa Sam, ma sei un editore o un distributore?
      Perché sei così deciso e certo delle "vendite zero" di tutti i prodotti non tratti da serie televisive e/o anime, che pare tu abbia in mano cifre e dati.
      Se è così, hai certamente ragione, io non conosco i dati di vendita di ogni fumetto (ho comunque qualche conoscenza in alcune case editrici, per quel che può valere), ma vedo - e acquisto - fumetti che NON beneficiano dei traini di cui sopra e sopravvivono ugualmente.
      Poi, oh, se proprio ti sta sull'anima che abbiano fatto uscire Archie, beh, pazienza, su questo non so proprio che dirti :)
      Ciao, un saluto e chiudo qui il discorso :)

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  9. No, a me non dispiace che esca Archie, anzi lo adoro , è solo che non capisco il senso di questa operazione: i remake non funzionano mai , e questo ha tolto tutto quello di originale che aveva Archie .
    Sarebbe stato meglio pubblicare l'originale, ma mi rendo conto delle varie difficoltà di pubblicare un opera simile.
    A tal proposito non capisco neppure la trovata della Star di pubblicare i fumetti Valiant: già all' epoca di Play Press non vendevano, con Panini idem, che senso ha acqusitarne i diritti ?
    Solo loro lo sanno .
    O i fumetti del My little Pony pubblicati in fumetteria a prezzi altini.. ma che senso ha ?
    Così ti giochi tutto il pubblico di bambini che segue lo show in tv per favorire qualche nerd con la passione per gli equini ( quanti ce ne saranno in Italia ?) !
    Che in Italia tirino solo fumetti che hanno un traino esterno ( e spesso manco quelli) è un dato di fatto: i manga più venduti da noi sono sempre stati quelli dove c'era l'anime ( oggi li pubblicano quando stà per partire l'anime in jap che poi tutti scaricheranno coi sub) , i supereroi più conosciuti sono quelli apparsi in film e cartoni, il resto ciao.
    Ovviamente ci sono le eccezioni, ma grosso modo va così.
    Quindi, io , se fossi un editore e dovessi far quadrare i conti , non pubblicherei mai Archie, perché salvo botte di chiappa tremende difficilmente sarà un successone.
    Se poi alla Bao capita ciò, sono contento per loro, eh. :)


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  10. Sam, continui a ripetere le stesse cose senza uno straccio che sia uno di dati concreti.
    Oltretutto contraddicendoti alla grande: "adoro Archie, ma perché accidenti la BD (non la Bao: la BD) lo pubblica?".
    Delle due l'una, deciditi un po': o lo adori E QUINDI sei contento della pubblicazione e magari lo sostieni, o ti secca la sua pubblicazione in Italia e quindi NON lo adori.
    Poi: i dati delle non-vendite della Valiant e di My Little Pony? Non li hai, quindi per cortesia non ripeterlo continuamente, perché in realtà non hai la più pallida idea di come siano le vendite di queste pubblicazioni. Citi la Play Press, la quale non pubblica più fumetti supereroistici da ANNI E ANNI, inoltre aveva una politica editoriale radicalmente diversa dalle attuali case editrici, quindi il paragone non ha alcun senso.
    "Che in Italia tirino solo fumetti che hanno un traino esterno ( e spesso manco quelli) è un dato di fatto"
    Ma chi l'ha detto? Ma dove l'hai letto? Hai i dati delle vendite? No.
    In Italia, e questo sì E' UN DATO DI FATTO, se la cavano benone parecchi manga che non hanno alcuna serie animata in tv.
    "se fossi un editore..."
    grazie al cielo non lo sei :D
    E, a meno che tu non abbia DATI CONCRETI (numeri, cifre, euro, distribuzione!) possiamo per favore considerare chiusa la chiacchierata?
    Ripetere ad libitum le stesse cose senza argomentazioni concrete (e no, ripetere: "è un dato di fatto" non è un argomentazione concreta) è perfettamente inutile.
    Stammi bene.

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  11. Scua Orlando , ma io sono benissimo quanto vendono i fumetti in libreria : salvo le solite rare eccezioni, massimo 2000 copie.
    Capito? Massimo !
    I supereroi vendono in edicola massimo 5-6000 copie.
    Insomma, cifre miserevoli ( ai tempi delal Star, Uomo Ragno vendeva un massimo di 35.000 e Lupoi si lagnava di come le vendite non fossero il massimo . Figurati oggi...)
    E un dato di fatto che i supereroi che sono sopravvissuti più a lungo in edicola sono sempre stati quelli più conosciuti grazie a cartoni, film ecc... tipo Superman, Batman, L'uomo Ragno ecc... i supereroi che non avevano le spalle coperte come loro sono nati e morti come farfalle.
    I manga idem : a parte che anche lì le vendite oggi sono bassissime , i grandi successi del passato sono sempre stati quelli legati agli anime.
    City Hunter per la Star vendeva pochissimo, si è salvato solo grazie all' anime che andò in onda tempo dopo su Italia 7.
    I Kappa Boys lo avevano capito e a un certo punto pubblicavano solo manga di cui sapevano sarebbe arrivato l'anime a breve.
    I fumetti comici per bambini è uguale: i più venduti son sempre stati quelli Disney e Braccio di Ferro (che vendeva sulle 100.000 copie) il resto ciccia.
    Questo perché come già detto il lettore italiano ama andare sul sicuro e non provare cose nuove: oggi ne abbiamo al prova con i fenomeni virali, gli autori di fumetti che esordiscono su internet dove la gente li legge gratis e poi compra i volumi sapendo cosa lo aspetterà.
    Zerocalcare docet.
    Io non mi contraddico: non ho mai detto che Archie non mi piace, ma solo spiegato perché trovo che questi fumetto in Italia avrà vita dura, dove la concorrenza certo non manca.
    Peace e love.

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