martedì 26 aprile 2016

Ohana Holoholo


OHANA HOLOHOLO
"Ohana" significa famiglia

vol. 1 (di 6)

di Shino Torino


bimestrale, brossurato con bandelle,
194 pag. bianco e nero,
una tavola a colori


euro 7


RENBOOKS






"Se davvero fossero persone a cui tieni molto...
se ti fermassi a pensare a quanto le faresti soffrire...
allora non saresti capace di fare loro del male."
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Quando alla fine della lettura di un fumetto non si riesce a decidere quale dei personaggi si preferisca, visto che sono tutti adorabili e ognuno di essi ti è entrato nel cuore, significa che chi ha ideato la storia ha fatto davvero un buon lavoro!
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E' proprio quello che mi è accaduto con il primo, atteso volume di Ohana Holoholo della mangaka Shino Torino, edito in Italia dalla lodevolissima Renbooks, giovane casa editrice indipendente che tanto sta facendo per la diffusione qui in vaticanolandia di ottimi fumetti a tematica LGBTQ.
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Nico, Michiru, Yuta, Maya
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Ohana Holoholo - "Ohana significa famiglia" è il suo sottotitolo - racconta di una famiglia: nemmeno da dire che qui siamo in un territorio che ha ben poco da spartire col concetto di "famiglia" cui sono ostinatamente legate cose come sentinelle semprimpiedi, teroici del "giender"  e altri trogloditi vari (con tutto il rispetto per i nostri Antenati preistorici), gente insomma che non si fa una ragione del fatto che la famiglia non è un concetto astratto sancito da qualche favoletta sacra, ma una realtà formata da persone e fondata su affetti, collaborazioni, reciproco sostegno, condivisione, affetto e certe volte, pensate!, persino amore.  
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Maya
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La famiglia di Ohana Holoholo possiede tutte queste caratteristiche, amore compreso ed è attualmente formata da:
Maya Nagumo, giovane traduttrice, è una persona profonda e meditativa, ma non per questo cupa e silenziosa, anzi sorride spessissimo ed è sempre pronta ad ascoltare e, se può, ad aiutare; ciò non significa che la vita non l'abbia profondamente ferita, più d'una volta. Maya è anche l'ex amante di Michiru, con cui ha convissuto per un certo periodo e con la quale convive di nuovo, ma non più come amante.
Michiru è una ragazza inquieta, sempre sull'orlo di una crisi di nervi, umorale e nervosa, spaventata direi, forse a causa di una vita che le ha riservato alcuni profondi cambiamenti, come quello di essere la madre del piccolo, adorabile Yuta che è il centro delle attenzioni e degli affetti della famiglia.
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Yuta non sa ancora parlare molto ed ha un carattere molto dolce; è affezionatissimo a sua madre Michiru, alla sua seconda mamma Yuta e al vicino di casa Nico, carissimo amico e quasi un padre (o un fratellone maggiore) per il piccolo Yuta
Di Nico - che si ritrova spesso e volentieri a fare da tato a Yuta - non sappiamo molto, se non che conosceva il padre di Yuta, deceduto probabilmente poco dopo la nascita del piccolo.
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Abbiamo poi Eisuke Kuwabara detto Hidesuke, aitantissimo ex compagno di scuola di Maya, ex promessa del calcio che per colpa di un danno ad un ginocchio oramai può solo giocare a calcetto coi colleghi.
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il piccolo Yuta
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In questo primo volume di Ohana Holoholo, il personaggio che pare condurre la storia è Maya, la "padrona di casa": suo è infatti il punto di vista principale, suoi sono la maggior parte dei pensieri che possiamo leggere e conoscere. Ed è su di lei che, in questo primo volume, paiono convergere le storie, gli intrecci e gli avvenimenti della nostra famiglia "allargata", o meglio famiglia e basta.
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Ma cosa succede di preciso? (Beh... "di preciso" non lo saprete da me, meno spoiler possibili e siamo tutti più felici) E' Maya che racconta, ed esattamente così comincia il volume:

"Ho vissuto con Michiru fino a cinque anni fa.
Quando l'ho rivista di nuovo...

...aveva con sé un bel bambino."
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Michiru, Yuta
. La storia comincia con momenti di slice of life, nulla di particolarmente drammatico: una sorta di breve presentazione dei personaggi raffigurati mentre compiono azioni quotidiane e, grazie a queste azioni, noi cominciamo a conoscerli. 
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Catalizzatore di questa piccola grande famiglia è Yuta, il tenerissimo bimbo sul quale convergono massicciamente l'affetto (e le ansie) delle sue mamme - quella biologica, Michiru, e quella adottiva, Maya - e del vicino di casa e "zio adottivo" Nico, altro personaggio dotato di una straordinaria dolcezza e di una inesauribile carica affettiva che per affetto verso il piccolo Yuta finisce per quasi-convivere anche lui con le due donne e il bimbo nei ristretti spazi del piccolo alloggio di Maya.
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Yuta e Nico
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Pur essendomi affezionato immediatamente a tutti i personaggi, Nico è quello che per ora mi ha maggiormente colpito, sia per la sua carica di ironia che maschera palesemente qualcosa d'altro, sia per la sua intrinseca bontà d'animo.
Già. "Bontà d'animo". Che buffe parole, eh? Molto retrò e ingenue. Sarà per questo che mi piacciono e che mi piace così tanto Nico: perché è così distante dal cinismo imperante, e sprezzante, che tanto va di moda nel mondo odierno e che impregna, appestando, ogni ambiente, reale o virtuale che sia, fumetti compresi. 

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Non sto dicendo che non sono in grado di apprezzare e di godermi una bella storia con personaggi cinici. Sto dicendo che quando il cinismo diventa cliché, l'interesse cala - è fisiologico per quanto mi riguarda.
. Ho parlato di slice of life, di storia che inizia con azioni comuni, di bontà d'animo, ma ciò non significa che Ohana Holoholo sia una sequenza di flash inconcludenti di banali pezzettini di vita, anzi: Shino Torino dimostra di sapersi muovere molto agevolmente, con grazia e maestria, tra lo slice of life e il progressivo svelamento di una serie di sottotrame che rendono la storia appassionante e carica di cose e sentimenti inespressi e, per ora, nascosti. 
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Nico
 . Una serie di misteri cominciano non ancora a disvelarsi, bensì a essere elencati, presenti: chi era il padre di Yuta e perché Nico lo conosceva, dov'è stata Michiru negli ultimi cinque anni, perché Maya ri-accoglie Michiru in casa sua mettendo in chiaro regole che lei per prima trasgredisce, di cosa ha così timore Nico e che ruolo avrà Eisuke Kuwabara detto Hidesuke nel prosieguo della storia?... (Quest'ultimo, a mio avviso, è un altro personaggio che ha splendide e interessanti potenzialità, che ci scommetto verranno fuori con i prossimi capitoli della storia).
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Di motivi per leggere Ohana Holoholo dunque ce ne sono parecchi - e sono gli stessi, credo, che ne hanno decretato il successo: un'ottima costruzione della storia, un perfetto mix di sentimento (non necessariamente sentimentalismo, checché io possa apparire qui un po' melenso è limite mio, non del manga) e trama, personaggi cui ci si affeziona subito, ottimamente costruiti, un modo di raccontare vivace, non confuso, un'alternanza perfetta tra parti allegre e frizzanti e momenti introspettivi e profondi.
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Hidesuke e Maya
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Ovviamente uno dei motivi per cui apprezzo e sostengo Ohana Holoholo è il suo affrontare tematiche LGBT, ma direi più in generale che amo particolarmente il modo in cui viene raccontata una vera famiglia, ossia un nucleo di persone che provano affetto l'una per l'altra e che, com'è ovvio che sia, spesso sbagliano e probabilmente altrettanto spesso fanno la cosa giusta o la cosa migliore.
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Certo, questo è solo il primo volume (di sei), ma tutto è partito ottimamente e sono più che convinto che Shino Torino non ci deluderà. Voglio dire: non stiamo parlando di un primo volume interlocutorio, tutt'altro, la storia funziona sin dalla prima vignetta, il coinvolgimento è immediato e la narrazione parte e procede senza tentennamenti né confusioni di sorta.

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Non ho molto da dire sui disegni: non sono dei capolavori, ma lo stile è grazioso (non lezioso) e funzionale, gradevolissimo per il mio occhio; i personaggi sono graficamente ben caratterizzati e le espressioni e i sentimenti sono ben descritti e riconoscibili. E pazienza se qualche piede è anatomicamente poco corretto.
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Yuta
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Gli ambienti non sono particolarmente dettagliati, anche perché questa non è una storia di "ambienti", perlomeno in questo primo volume, bensì di personaggi e sentimenti: personalmente non ho fatto nemmeno gran caso alle ambientazioni se non alla seconda rilettura per dovere di cronaca, tanto ero preso dalla rappresentazione degli stati d'animo delle/dei protagoniste/i. Non sto dicendo che gli sfondi siano assenti o che ci troviamo di fronte a un manga composto puramente di "teste parlanti", ma solo che sfondi e ambientazioni - presenti in modo evidentemente non massivo - hanno scopi e funzioni molto più limitate rispetto ai personaggi.
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Due parole su Yuta: il piccino, è disegnato in un modo graziosissimo e perfettamente aderente al personaggio, alle azioni che compie e alle sue manifestazioni affettive; in alcune pagine di "bonus" presenti sul volume, l'autrice ci mostra la prima versione di Yuta, che era certo graziosa, ma - a detta della stessa Torino - molto più banale e personalmente condivido questo pensiero dell'autrice (provato nero su bianco).
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Spero che Ohana Holoholo abbia anche in Italia il successo che merita, anche perché egoisticamente parlando vorrei poter leggere il secondo volume senza aspettare troppo tempo.
Buona lettura!

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23 commenti:

  1. Che recensione magnifica! Vorrei svegliarmi un giorno e scrivere recensioni del genere ^.^
    Come sai questo titolo mi è piaciuto tantissimo. I disegni li trovo adorabili, Yuta è impossible non amarlo e i vari personaggi entrano nel cuore in maniera immediata.
    Certo io ho i miei preferiti : Yuta, Nico e Maya (e non perché si chiama come il mio amore peloso).
    Per ora provo poco feeling verso Michiru, ma magari cambierò idea nei prossimi volumi.

    La Torino ha esordito proprio con questa serie e penso proprio sia stato un esordio col botto.

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    1. questa è la bellissima recensione di Ohana Holoholo di Caroline:

      http://blogcaroline85.blogspot.it/2016/02/considerazioni-ohana-holoholo-n1.html

      Cara Caroline, iniziare la giornata con le tue gentilissime parole... fa bene al cuore! :)
      Mi dicono che devo imparare ad accettare i complimenti e così ci provo. Non perché penso di meritarmeli, ma perché fanno bene.
      Dico questo - e poi passo a cose più importanti - perché non più tardi di giovedì scorso la mia vecchia dirigente mi ha praticamente ricoperto di insulti per dieci minuti, trattandomi alla stregua di uno stupido che non sa fare il proprio lavoro... Beh, c'è da dire che non me ne sono stato con la lingua ferma e le ho restituito tutto quanto con gli interessi, ma dire che la cosa mi ha ferito, è un eufemismo. Grazie al cielo quello di giovedì scorso è stato il mio ultimo giorno in quell'ufficio di merda (esclusa la collega, una delizia di persona che già mi manca...) e dove sono adesso pare che siano addirittura contenti di avermi :)
      Scusa la digressione, era solo per dire che in questo momento i tuoi complimenti sono stati balsamo per la mia mente un po' provata :)
      Ho messo in cima alla mia risposta il link alla tua recensione a Ohana Holoholo perché la trovo semplicemente ottima (e sai che non lo dico per "ricambiare", ma lo penso sul serio) e sono molto contento che questo manga, questa bellissima opera d'esordio, stia avendo successo perché se lo merita. Non so bene descrivere bene questa sensazione, ma Ohana Holoholo ha un "guizzo", una scintilla di vita in più di tanti altri pur dignitosi prodotti a fumetti: merita davvero una chance! :)
      Grazie ancora per le tue parole Caroline, ti abbraccio forte e ci sentiamo presto! :))

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    2. Secondo me hai fatto benissimo a rispondere! Io e te siamo simili, anche io non mi trattengo e se c'è da dire qualcosa...la dico, non mi importa se sia una dirigente, un medico o la tizia che sta alla lavanderia (con tutto il rispetto, ovviamente...anzi loro sono molto piu' umili di chi fa lavori piu' prestigiosi).
      Secondo me nella vita non bisogna mai sorbire e incassare, specie se si ha ragione e se si crede che il comportamento dell'altra persona sia stato sproporzionato.
      Scusa la digressione XD

      Grazie per i complimenti, che dire è un manga sicuramente molto "cristallino" (mi piace questo termine) e mi piace il fatto che si parli di una famiglia assolutamente normale...Manca la figura paterna ma Yuta cresce benissimo e poi c'è Nico. W le famiglie di tutti i tipi :)

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  2. Anche io sono egoista, voglio il secondo volume presto!!! xD

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    1. È piaciuto anche a te Nyu, bene, siamo già una bella combriccola! :D
      Son proprio contento di sentirne parlare bene da molte persone!
      Ciao e a presto!

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  3. Territorio vieto per me. Ogni mio tentativo di entrare nel mondo dei manga si è presto infranto, davanti a stilemi grafici inconciliabili con i miei gusti.

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    1. Caro Ivano, devo dire che mi dispiace un po', ma d'altro canto ti capisco: non ha molto senso continuare a provare un approccio con cose che sappiamo bene non avrebbero "presa" alcuna su di noi.
      Io provo lo stesso per alcuni generi musicali[1], alcuni dei quali hanno persino una certa "vicinanza" con generi che invece apprezzo e dai quali normalmente mi faccio catturare senza difficoltà. Siccome per me la musica è la Vera e Imperitura Grande Passione [2] ogni tanto qualche tentativo lo faccio, ma niente da fare: è un muro contro muro :)
      Ma... nemmeno qualche manga iper-ultra-classico, di quelli "patrimonio dell'Unesco" o cose simili?... :)
      Un carissimo saluto e a presto!

      [1] Ska, power metal, epic metal, Oi... yeuch!
      [2] Mi chiedo da ANNI perché diamone non ho aperto un dannato blog sulla MUSICA, diobonino, invece di uno sui fumetti...

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  4. Niente di niente, Orlando. Ho tentato con Nausicaa, Video Girl Ai, 2001 Nights...

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    1. Ivano, devo dire che due di questi manga che nomini li trovo, come dire, non-fondamentali (anzi!).
      Mi vengono più in mente opere ben più "dense", tanto per fare i primi due esempi che mi vengono in mente: MV e Ayako, o la Storia dei 3 Adolf, tutte opere di Tezuka; oppure ancora (ma in questo caso sarebbe una spesa imponente) i quattro volumi di Kagemaru Den di Sampei Shirato o Gen di Hiroshima di Keiji Nakazawa.
      Si tratta in questi casi non di "manga", ma di capolavori della storia mondiale del fumetto.
      Ovviamente non per questo debbono piacere, ci mancherebbe, ma in questi casi siamo lontani anni luce da "operine" o dai "classici manga" (per come li intendiamo noi in Occidentye, s'intende).
      Con tutto ciò non voglio essere insistente, ne ho solo approfittato per continuare un pochino il discorso :)

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  5. Già mi era nota la simpatia di Ivano per il manga e gli anime XD Queste tavole mi piacciono! Non sono una fruitrice di manga, principalmente per tempo dedicato ad altre passioni - le giapponeserie vi rientrano (letteratura, serie e film anime) XD Però leggerti è una grande tentazione... :P

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    1. Cara Glò, ora faccio un coming out che mi frutterà molte "amicizie": quello che prova, o non prova, Ivano per i manga io lo provo per i fumetti Bonelli... certamente entrambi, come dire, buttiamo via anche qualche bambino insieme all'acqua sporca, ma ahimè i pregiudizi sono una delle cose cui siamo più affezionati :))
      Grazie per il tuo commento e soprattutto per il lavoro che fai con il tuo blog, che seguo sempre. Sono strafelice di essere una tentazione e ti ringrazio ancora tantissimo per il tuo commento :)
      A presto!

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    2. Io ti ringrazio tantissimo *__* Non sai quanto mi faccia piacere, a rileggerci :D

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  6. Perdona questo mio commento insulso ma mi sono riletto questa recensione cinque o sei volte: la ADORO, e la sto spammando un po' ovunque!

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    1. Yue, io te lo dico: mi state viziando!
      Poi son fatti vostri eh, lo sapete!
      :-))))))))))
      Yue, non so che dire... sono commosso e ti ringrazio così tanto che se senti un certo peso sul cuore, sono ancora io che ti sto ringraziando! :-)))
      Un abbraccio grande!

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  7. Non sono un grande lettore di manga (limite mio, indubbiamente) però questo mi sembra meritevole della diffusione e della lettura.

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    1. Caro Nick, questo manga ha un, come dire, "sostrato" che lo rende a un tempo leggero e profondo e grazie alla bravura dell'autrice possiede un forte grado di coinvolgimento e ciò, secondo me, potrebbe attrarre anche qualche non-abituale lettore/lettrice di manga :)
      A proposito di "limiti": come ben sappiamo moltissimi manga - ma non tutti, ci tengo a sottolinearlo - seguono determinati stilemi grafici e narrativi che possono renderli poco attraenti. Ci sono motivazioni artistiche, industriali, culturali che possono essere "buone" o "cattive" o un po' entrambe le cose, sta di fatto che questi stilemi, da noi che leggiamo, possono essere solo accettati o rifiutati. Ecco perché capisco, ad esempio, il rifiuto di Ivano Landi e capisco il tuo non essere un gran lettore di manga: perché è comunque difficile accettare questi stilemi, queste convenzioni che sono oggettivamente diverse dal nostro (occidentale) modo di raccontare...
      Io credo che soprattutto per una persona già adulta sia difficile "dimenticare" questi stilemi, queste ripetizioni diciamolo pure :-) , per immergersi nella lettura; allo stesso tempo ecco perché, invece, i manga hanno così tanto successo presso le giovani generazioni! (Non certo perché siano più "sciocchi" o più "semplici da leggere", anzi!)
      Noi siamo così abituati a certi stili, ad esempio a certi modi di affrontare le anatomie, a certe linearità nella narrazione, che coi manga andiamo un po' in crisi: da qui al rifiuto totale, è un attimo! :D
      Scusa lo sproloquio Nick, è che i vostri commenti mi stimolano molte riflessioni e per questo ti/vi ringrazio moltissimo!
      Grazie ancora e a presto!

      p.s. ...senza contare che le tematiche affrontate ad es. da questo manga, col cavolo che vengono anche solo sfiorate da certi fumetti occidentali, e italiani in particolare (Bonelli, ad es.)...

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  8. Si chiama proprio Torino?
    Comunque bisognerebbe spedirne un po' di numeri ad Adinolfi.
    E poi rispedire Adinolfi nel 1800.

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    1. Sì Marco, proprio Torino di cognome, come la mia città adottiva :))
      ...adynolfy bisognerebbe sì rimandarlo nel 1800, ma di una dimensione alternativa, che non si sa mai...
      Ciao carissimo, a presto!

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  9. Ciao caro, ho riletto questa recensione un paio di volte (la prima era stata troppo frettolosa!) e, che dire, la trovo fantastica! Mi hai fatto sentire le atmosfere della storia, facendomi ovviamente venire voglia di scoprirla pagina dopo pagina... Il mondo della narrativa giapponese, sotto i suoi vari aspetti, inizio ad apprezzarlo solo da qualche tempo a questa parte. Al liceo avevo amiche appassionate di anime e manga ed io tentai di avvicinarmi a questo mondo, ma ahimè lo sentivo davvero troppo distante e rinunciai. Inoltre come forse sai sono da sempre più immersa nel mondo dei romanzi e quando si tratta di spendere soldi ripiego sempre sui libri. Nel corso degli ultimi anni però ho cominciato ad avvicinarmi al fumetto soprattutto grazie ad alcune graphic novel che mi hanno completamente conquistata. E poi grazie al mio ragazzo ho visto diversi film dello Studio Ghibli, iniziando ad apprezzare la leggerezza del modo di narrare e al contempo la profondità delle storie. Insomma, tutto ciò mi fa pensare che se adesso prendessi in mano un manga adatto a me, probabilmente saprei apprezzarlo. Questo di cui hai parlato così bene sembra quasi fatto apposta per me... Adoro le storie di questo tipo e personaggi abbastanza veri da potercisi riconoscere. Sto seriamente pensando di darmi l'opportunità di leggerlo, perché ho la forte sensazione che potrebbe piacermi molto :)
    Intanto ti ringrazio per avermelo fatto scoprire!

    Un abbraccio

    P/s: come vedi, anch'io blatero molto xD

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    1. Ciao Julia, che piacere ritrovarti qui! :)
      La nostra storia riguardo l'approccio con i manga è molto diversa: quando arrivarono i primi veri manga in Italia io ero già, ehm, grandicello ed era un periodo in cui non flirtavo particolarmente coi fumetti... Ebbene mi bastò leggere le prime pagine della rivista "Zero" (parliamo del 1989 o del 1990), del compianto Luigi Bernardi per la mitica Granata Press, e mi innamorai immediatamente di quel particolarissimo - per noi occidentali - modo di narrare. Non vogglio dire che divenni un lettore accanito di manga, ma cominciai pian piano ad addentrarmi in quel mondo e mi piacque assai :)
      Poi, è un mondo talmente vasto che entrarci davvero dentro con uno sguardo complessivo è, per me, pressoché impossibile e infatti obiettivamente ci capisco ben poco, ecco... Vado molto a istinto e navigo in superficie. Inoltre avendo anche altri interessi, come altri tipi di fumetto e la lettura dei libri, mi è difficilissimo "specializzarmi" in qualcosa, perché... non riesco a rinunciare a nulla, seppur nel mio modo arraffazzonato e caotico :D
      Tornando al manga in questione, la casa editrice Renbooks è l'unica, per ora, in Italia ad occuparsi esclusivamente di tematiche LGBT (che NON significa yaoi o boy love, avendo questi generi ben poco a che fare con le tematiche GLBT, specialmente per il target di mercato che hanno) e difficilmente "sbaglia" un titolo! :)
      Spero che deciderai di provare questo o altri manga di questa piccola e coraggiosa, e agguerrita, casa editrice e spero che ti piacerà ciò che leggerai :)
      Ti ringrazio tantissimo di essere passata e, visto che siamo due chiacchieroni (in senso super-positivo, eh!) spero di risentirti presto!!! :)
      Un abbraccio a te

      p.s. Anch'io adoro le produzioni dello Studio Ghibli, sebbene anche in quel campo abbia le mie nette preferenze (e le mie s-preferenze, s'intende ^___^)

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  10. cosimo misurelli tu e il tuo spam di cacca andatevene a fare in culo

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  11. Ero in cerca di informazioni sul 2° tomo (altro che bimestrale!) e mi sono imbattuto in questa tua recensione che non avevo ancora letto... Deliziosa è sicuramente un aggettivo riduttivo. Deliziosa come questo fumetto che, probabilmente, non finiremo mai di leggere. Che tristezza...

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    1. No dai, perché dici così?...
      La Renbooks è una piccola casa editrice, non può certo permettersi di far uscire due numeri consecutivi di un manga in un così breve tempo: traduzione, adattamento, grafica e stampa, distribuzione: sono tutti sforzi enormi per una casa editrice composta da poche (appassionatissime!) persone; credo che sia necessario avere un po' di pazienza e sostenerli comunque :)
      Anch'io smanio dalla voglia di leggerne il seguito, ma se faccio i conti di quanti manga pubblicati da major, case editrici grosse e potenti con uffici su più piani, ho dovuto aspettare per mesi se non anni, ecco che il tempo che devo aspettare per i volumi della Renbooks mi sembra persino poco! :D
      Io do loro fiducia e tengo le dita incrociate.
      Un abbraccio e a presto, magari sul vostro blog! ;)

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