domenica 10 aprile 2016

I Maestri del Kung Fu

Devil e i Cavalieri Marvel presenta:
I MAESTRI DEL KUNG FU

di Haden Blackman, storia
Dalibor Talajic, disegni
Goran Sudzuka, chine
et alii

su Devil e i Cavalieri Marvel
nn. 49, 50 e 51

albi spillati, mensili, 80 pag, colore



euro 3,50 cad

Panini Comics


Qualche spoiler inside
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Facciamo così: dimentichiamoci del "vecchio" Shang-Chi, quello dei gloriosi Anni 70, scritto da Doug Moench e disegnato da Paul Gulacy, pubblicato in Italia dalla gloriosa Editoriale Corno...
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Dimentichiamocelo per un paio di motivi: il primo è che pur avendone tutti i numeri (ok, sarebbero del mio compagno, vecchio fan del personaggio, ma visto che siamo in "comunione dei beni" sono anche miei) non me li ricordo assolutamente, se non in modo molto vago, come oramai mi capita per la maggior parte delle cose lette oltre vent'anni orsono; il secondo è che questo Shang-Chi non solo è nuovo, ma è più che nuovo essendo le sue avventure ambientate su Battleworld, il mondo-collage formato da "pezzi" del vecchio multiverso Marvel (i cosiddetti Universo 616, quello dell'Uomo Ragno & Co., e l'Ultimate Universe, quello di Ultimate Spider-Man, gli Ultimates ecc., più varie altre Terre eventuali...) tenuto insieme dalla ferrea volontà di Destino (Doctor Doom), dio supremo e imperatore, a seguito dei drammatici eventi descritti dalla miniserie Secret Wars, di cui è in uscita da noi il n. 7.
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Quindi sì, il personaggio è sempre lui, lo Shang-Chi super-maestro delle Arti marziali, ma per esempio suo padre non è più Fu-Manchu, o meglio è sempre la stessa persona, ma ora si chiama Zheng Zu (anche perché i diritti sul nome/personaggio Fu Manchu non sono più in mano alla Marvel). In seguito ai cataclismatici - a dir poco - eventi di Secret Wars tutti i pesonaggi Marvel sono... sono sempre loro sì, ma sono anche cambiati radicalmente, soprattutto è stato riscritto, per ora almeno [1], il loro passato, i loro ricordi, le loro battaglie.

Dato che non ricordo granché del "vecchio" Shang-Chi, sono quasi nella posizione in cui si troverebbe un nuovo lettore, come se avessi cominciato ad entrare nel mondo Marvel proprio con la miniserie Secret Wars, quella che - ricordiamolo - termina il numero zero con questo statement:

L'UNIVERSO MARVEL
        1961 - 2015
                 *
L'UNIVERSO ULTIMATE
        2000 - 2015

Non so ancora se una volta terminata la pubblicazione italiana di questa miniserie scriverò le mie prescindibili opinioni in merito (al momento ho letto 6 numeri su 9) ma posso anticipare che la scritta qui sopra, che ok è marketing e operazione commerciale finché volete [2], mi ha scosso abbastanza e al termine del n. 1 mi sono - ebbene sì - commosso...
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...c'è anche "Iron Fist" nel regno di K'un Lun, su Battleworld...
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Ma torniamo a questi tre albi che interrompono la serie regolare di Devil (la cui testata, con l'albo in uscita il 5 Maggio prossimo, prenderà la denominazione americana originale: Daredevil) per narrarci le avventure di Shang-Chi, maestro di Arti marziali che vive nascosto e reietto nel regno di K'un Lun governato con pugno di ferro proprio da suo padre Zheng Zu. Il regno fa parte di Battleworld e dal racconto si capisce che non deve avere molti collegamenti con le altre terre, gli altri regni (baronie, in realtà) del pianeta-puzzle dominato da dio Destino.
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La trama è semplice e lineare: Shang-Chi vive reietto da quando ha compiuto un crimine ordinatogli dal suo padre-imperatore-maestro; crimine per il quale non si da pace. Vige una grossa taglia sulla sua testa. Ogni tredici anni a K'un Lun viene indetto un torneo - di Arti marziali ovviamente - cui possono partecipare solo i maestri che abbiano una scuola e dei seguaci: da poco più di cento anni, però, nessuno/a riesce a sconfiggere l'imperatore Zheng Zu e a porre così fine al suo regime di terrore.
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Zheng Zu, imperatore di K'un Lun e padre di Shang-Chi
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Shang-Chi incontra fortuitamente una banda di reietti che vivono nascosti (visto che l'imperatore ha decretato la distruzione dei "deboli") e che sono dotati di poteri. Chi conosce l'Universo Marvel... pardòn: il vecchio Universo Marvel, non avrà difficoltà a capire che i reietti, guidati da una versione k'un-luniana di Kitty Pride degli X-Men, altri non sono che i Morlocks.

Mentre un gruppo di potenti sicari-maestri di Arti marziali continua la ricerca del rinnegato figlio dell'imperatore, Schang-Chi,  aiuta i Morlocks a prendere coscienza dei loro poteri, li allena e fonda con essi una vera e propria Scuola.

Nel frattempo si avvicina la data della Battaglia delle Tredici Camere e Shang-Chi si presenta al cospetto del popolo e dell'imperatore suo padre: l'uno deciso a conquistare il trono per liberare K'un Lun, l'altro deciso a mantenere il suo trono centenario; tra tutti i partecipanti alla battaglia, avrà un ruolo fondamentale Rand-K'ai, il Primo Pugno, ossia - com'è ovvio - l'Iron Fist di K'un Lun.
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Shang-Chi combatte contro Namor
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Tra i partecipanti alla lotta per il trono - oltre a Shang-Chi e a R'and-Kai - si riconoscono moltissime "versioni k'un-luniane" di altrettanti personaggi del "vecchio" Universo Marvel, da Namor a Pantera Nera alla Donna Ragno a molti altri.
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Comincia infine la Battaglia delle Tredici Camere, piena di azione, tradimenti, sorprese e soprattutto combattimenti, fino ad arrivare all'epilogo in cui, com'era altamente prevedibile, ed auspicabile direi, si trovano faccia a faccia padre e figlio, l'imperatore Zheng Zu e Shang-Chi.

Si potrebbe pensare che ho spoilerato troppo, ma non credo sia vero: ho raccontato una trama molto generica senza entrare in alcun particolare; anzi questa non è solo la trama di questi tre albi de I Maestri del Kung Fu, ma è una delle più antiche trame esistenti al mondo.
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"Elektra"...
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La lotta padre-figlio, in cui il padre rappresenta il vecchio potere e il figlio il nuovo sistema che inevitabilmente lo sostituirà; la battaglia a "stanze", cioè a livelli, sempre più profondi - qualcuno direbbe "iniziatici" - e pericolosi, con avversari da sconfiggere mano a mano fino a ritrovarsi soli col proprio antagonista (ossia padre-figlio), è lo schema di base per innumeri e antichissimi racconti mitologici, sia occidentali che orientali.
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Forse è stata proprio la mia passione per la mitologia a farmi scegliere - tra le poche miniserie concomitanti a Secret Wars che sto seguendo - di raccontare qualcosa di questa miniserie di tre albi (tre albi in Italia; l'originale USA è formata da quattro albi), che seppur gradevole da leggere non ha in sé nulla di eccezionale.
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Oltre a ciò, de I Maestri del Kung Fu mi ha colpito favorevolmente la sua assouta leggibilità da parte di qualsiasi persona non sia addentro all'Universo Marvel, o a quel che ne resta dopo Secret Wars. Anzi, per la fruizione della miniserie non è neppure richiesta la lettura della serie-madre Secret Wars e questo, in un Universo supereroistico davvero troppo complicato da seguire per un/a qualsiasi neofita, potrebbe essere un pregio. O il più orribile dei difetti per i difensori della continuity.
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2 covers americane
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Gli autori di questa miniserie, ossia Haden Blackman ai testi, Dalibor Talajic ai disegni, Goran Sudzuka alle chine e Miroslav Mrva ai colori, sono a me del tutto sconosciuti a causa della mia suprema ignoranza in materia su nuovi e nuovissimi autori.
Fanno il loro lavoro più che dignitosamente, anche se né la sceneggiatura né i disegni mi hanno fatto gridare al miracolo. In effetti non penso che questa miniserie volesse essere uno dei prodotti di punta dell'era Secret Wars, ma - ripeto - si tratta di una lavoro piacevole e leggibile da chiunque senza dover avere lauree in marvel-ologia.
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A mio parere un difetto della miniserie è stata proprio la battaglia di Shang-Chi col padre-imperatore Zheng Zu che si è risolta in (troppo)poche pagine, correndo via veloce e dando la sensazione di una fine un po' troppo improvvisa e minor tensione di quella che avrebbe meritato. Ma è un peccato veniale che in fondo non rovina la fruizione della storia.
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Nulla ho invece da dire sulle altre storie contenute negli spillati italiani, cioè Ghost Racer (miniserie di quattro albi nella versione originale USA) e alcune brevi e brevissime storielle autoconclusive tratte dal Secret Wars Journal (e una tratta da Secret Love n. 1). Non ho apprezzato queste storie e in effetti ho acquistato gli albi solo per I Maestri del Kung Fu.
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Buona lettura.
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Note:
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[1] Negli USA tutta la faccenda di Secret Wars è già bella che terminata da qualche mese, ma non ho proprio idea di quali ne siano stati gli esiti visto che sto evitando come la peste ogni anche minimo spoiler. Certo, qualche mia personale ipotesi me la sono fatta: dal più banale "sarà tornato tutto come prima" ad altro che preferisco non dire ora...
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[2] Ricordo en-passant, per le persone distratte o un po' troppo romantiche e autocentrate, che Marvel (proprietà Disney) è una multinazionale il cui scopo è produrre merci per ricavarne denaro; dal che si deduce che OGNI fumetto, ogni singolo albo Marvel è un' "operazione commerciale".


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26 commenti:

  1. Il vecchio Shang-chi lo seguivo negli anni '70, anche se non ne ho più nessun numero e non mi interessa averne.
    Questo nuovo sembra davvero molto brutto... al di là del discorso arti marziali che non mi appassiona più minimamente, già i soli disegni bastano a impedirmi di leggerlo.

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    1. Così mi piaci Ivano, senza peli sulla lingua! :))
      Ieri sera in casa abbiamo tirato fuori alcuni vecchi numeri di Shang-Chi (Corno) per sfogliarli e vedere un po' com'era. L'effetto nostalgia si fa sempre sentire quando si ha una certa età, credo sia inevitabile, anche se combattere la nostalgia è sacrosanto, in quanto è una potente forza negativa che impedisce di crescere. Comunque, al di là del "mito", probabilmente nemmeno i vecchi Shang-Chi erano tutto questo granché :)
      A parte questa digressione: io credo che oggi chi legge Marvel, deve un po' "accontentarsi" per quanto riguarda le serie non di punta. Mi pare di aver notato infatti grandi differenze, forse un po' troppo grandi, tra testate di punta e "le altre". E' vero che è sulle testate non di punta che si permette ai giovani autori/autrici di farsi le ossa, ed è anche vero che quando le testate sono innumerevoli è impossibile assegnare ad ognuna ottimi autori/autrici. Insomma, è un serpente che si morde la coda.
      Personalmente non ho trovato così brutti i disegni di questa miniserie.
      Grazie Ivano e a presto risentirci!

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    2. Grazie a te Orlando.
      In questo tuttavia siamo molto diversi: per me la nostalgia è tutt'altro che una forza negativa, è un sentimento sublime e irrinunciabile. Praticamente ci ho eretto sopra il blog.

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    3. ...blog stupendo che seguo sempre volentieri, Ivano :)
      A presto!

      il blog di Ivano:
      http://ivanolandi.blogspot.it/

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    4. Grazie per la pubblicità, troppo gentile! :))
      Comunque sappi che in questo preciso momento sono all'opera su un post di genere fumettistico ;-)

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    5. Ottima notizia Ivano, lo attendo con ansia! ;)

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  2. Io amavo il vecchi Shang-chi, di questo nuovo non è che me ne interessi più di tanto.

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    1. Caro Nick, mentirei se ti dicessi che "ti perdi un gioielino"... non è così, questa miniserie è piacevole, scorrevole (forse fin troppo scorrevole) e, insomma, se dovessi definirla con un solo aggettivo direi "carina", ma nulla di più.
      Confesso che questo mio articolino è più che altro una sorta di esercizio che mi sono imposto per scrivere qualcosa, per affrontare quel maledetto blocco che mi affligge da mesi.
      Un caro saluto e a presto!

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  3. Io "so" perchè mi piaceva il vecchio Chi della Corno - ed il Corriere della Paura poi diventato Dracula - ed era essenzialmente il fatto che l'albo fosse + grande degli altri giornalini di super-eroi ed in b/n. Ero convinto che questo automaticamente ne facesse testate per ragazzi ed un bimbo di meno di dieci anni desidera sentirsi + vecchio quando esser + veccio era crescere. Le storie di Moench - che impose lo stile delle didas di pensiero del laconico Chi 15 anni prima di Miller - e le matite di Quantomipiacesteranko Gulacy immergevano poi il lettore che voleva sentirsi + vecchio in un clima da spy story con tutte quelle bond girls e cattivoni e ceffi con lame al posto delle mani. Un universo a parte anche se calato nello stesso mondo di Man-Thing ( numero cinque del Chi della Corno ) e con i Figli della Tigre che possono incappare in Matt Murdock ( non ricordo in quale numero ).
    Oggi non riesco a rileggerli. Non sono cresciuto. Sono invecchiato. So goes life.

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    1. Capisco bene cosa intendi Crepas, anche se io per "sentirmi più vecchio" (all'epoca ero già più "vecchio" di te, ma ci siamo capiti) avevo le riviste di mio fratello grande, cose come Linus o i primi Horror di Sansoni, che non capivo assolutamente, che anzi mi terrorizzavano, ma che mi facevano sentire troppo figo, perché io e solo io avevo visto cose che nessuno dei miei compagnucci e amichetti di allora poteva nemmeno sognarsi.
      Al contrario di te, io invece ero un po' seccato per Shang-Chi in b/n, l'avrei voluto a colori, diamine! Ciò nonostante adoravo il CdP (e MGP) e in quel caso "accettavo" il b/n senza banfare, perché un po' mi ci avevano abituato gli Eureka Pocket o, prima ancora, gli Oscar Mondadori a fumetti.
      Comunque qualche sera fa ho provato a leggere un paio di vecchi Shang-Chi e mi ci sono annoiato. So goes life, proprio...
      Ciao.

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  4. Di Shang-Chi ricordo solo qualche team-up con Spider-Man o gli X-Men durante il decennio 1990-2000 in cui ero un cosiddetto Marvel Zombie visto che compravo quasi tutto il loro catalogo editoriale.
    Poi per fortuna, ne sono uscito. :-P
    Rimane però una bella parentesi della mia vita, quindi grazie per avermela fatta rimembrare. :-)

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    1. Caro Pirkaf, ti capisco bene perché anch'io sono stato molto, molto appassionato di supereroi Marvel qualche annetto fa :-))
      Io in realtà ne sono "rientrato" da poco (poco meno di due anni fa), ma senza nessuna "zombitudine" :) , semplicemente comprando e leggendo solo quello che mi ispirava. Con alcune cose mi sono divertito (non avevo aspettative altissime), ma ora - avendo intrasentito quel che mi attenderebbe dopo Secret Wars, credo che ne... ri-uscirò nuovamente, così è la vita. E' giusto che ci si occupi dei potenziali giovani lettori e non delle mummie nostalgiche come me :D
      ...e comunque, mai dire mai!
      Grazie per il tuo commento e a presto!

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  5. Commento ignorante: lo scarto già si vede eh! Adesivi e manifesto, sí, ma non manifesto gigante! U_U

    Dopo questo profondissimo commento, mi ritiro nella mia ignoranza marvelliana XD
    Come sempre articolo interessante comunque! Non conoscendo minimamente questa serie non posso dire la mia più di tanto purtroppo.
    A presto!! :)

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    1. Ah Millefoglie, ti è piaciuta molto la faccenda dei poster giganti, vero? :D
      Tra l'altro gli Shang-Chi vecchi sono del mio compagno che mi raccontava di aver perso il poster a carte da ragazzino... Ma lo sai che la mia maggior fonte di fumetti da ragazzinissimo (11-12 anni) erano proprio le vincite a carte con gli amici? Non avendo denaro, giocavamo puntando "giornalini" (allora i fumetti si chiamavano così ^____^) e si vede che tale e tanta era la mjia voglia di fumetti, che pur essendo (ora) un disastro a carte, allora invece vincevo tantissimo e tornavo a casa con intere borsate piene di fumetti! :)))
      Ah, che "assolutamente-non-nostalgia"!!! XD
      A presto!

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    2. Ahah hai ragione :P

      Io vedevo i miei compagni scommettwre figurine di calciatori, ma i fumetti mai che io sappia.
      Giochi d'azzardo di alto livello! XD
      I fumetti ti guidavano verso la vittoria...si vede che volevano proprio cambiare casa u.u

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    3. Ringrazio la sorte per tutte quelle vincite, che sono state, praticamente, "la mia formazione fumettistica" :D
      All'epoca - parliamo del millenovecentoequalcosa :) - avevo come mancetta settimanale 250 lire: un albo dei Fantastici Quattro o di Thor costava 200 lire, quindi potevo comprarmi 5 albi di supereroi al mese, che devo dire per l'epoca non erano pochissimi. Poi però c'era Tex, Zagor, Kriminal, Satanik... non avrei mai potuto averli senza le clamorose vincite a carte!!! :D
      Guarda, ora ho la casa cosi zeppa di fumetti che non so come fisicamente io abbia potuto farceli stare in soli 70 metri quadri (no solai, no cantine, no garage) e per carità, son ben contento di averli [anche se, notiziona!, credo che tra poco comincerò a vendere qualche serie, proprio per fare un pochino di spazio, perché sennò dovremmo uscire noi da casa!], ma la gioia che mi davano quelle tutto sommato non grandissime "pile" di fumetti che mi portavo a casa dopo le vincite, e che mi fruttavano ore e ore di letture e riletture incessanti, credo che non la proverò mai più :)
      Ciao carissima e a presto!

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  6. Shang chi lo compravo saltuariamente ma ad un certo punto scoprii i Figli della Tigre e corsi a recuperare i numeri ove erano pubblicati !..Sarà stato che li disegnava George Perez, ma mi piacevano un sacco e non mi è mai andato giù come li hanno chiusi ! Adesso ne ho una forte nostalgia, dei personaggi, di Shang chi e dei suoi epigoni, del formato , dei poster, degli adesivi, di quel periodo insomma !... Però un paio d anni fa i Figli della Tigre son tornati ..in una nuova miniserie di Shang Chi! un po' diversi nei tratti e solo come comprimari, ma esistono ancora e lottano insieme a noi ! Potere dei fumetti .....

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    1. Eravamo in molti ad amare I Figli della Tigre (era Claremont a scriverli o sbaglio? la mia pessima memoria non mi aiuta...). La miniserie del 2014 non l'ho letta: vale la pena di recuperarla?
      Anch'io, come dicevo piùà sopra, soffro di nostalgia, ma oggi come oggi lo ritengo un sentimento - per me, soggettivamente - negativo in quanto mi è un po' di impedimento nel crescere... quindi un po' combatto questo sentimento e un po' mi ci lascio completamente trasportare, che forse alla fine è giusto così :)
      Grazier Fabrizio e a presto!

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    2. Eh.. la nostalgia e' una brutta bestia, se ti ci crologi troppo ne resti invischiato e non ne vuoi più uscirne... deve servire da sprone per cercare di riassaporare quei momenti in nuove situazioni, ma non è sempre facile ! ..Ma si può fare, restiamo ottimisti...
      Per quanto riguarda la miniserie, io te la consiglierei, anche perché riannoda certi legami con la serie storica con delle svolte inaspettate, non tutte gradite ma interessanti...

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    3. Ehm ...crogioli...maledette tastiere minuscole !!!!
      Grazie a te, Furioso Orlando !

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  7. Miseria, e io che credevo che l'universo Marvel fosse diventato un po' troppo complesso... lo è ancora di più! :)

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    1. Caro Marco, io avevo ricominciato a seguire l'Universo Marvel poco meno di due anni fa, dopo averlo mollato subito dopo Civil War (la miniserie del 2007).
      Che dire... in questi due anni scarsi ho trovato cose che mi sono piaciute e cose che ho trovato del tutto indigeste, com'è normale che sia con un Universo così complesso e che ha oltre 50 anni di vita, se lo facciamo cominciare col n. 1 dei Fantastic Four del 1961.
      Una cosa però mi ha bloccato assai in questo mio rinnovato interesse per la Marvel: e cioè l'impossibilità o quasi, di seguire, chessò, uno o due personaggi che si amano comprendendo tutto e godendosi le storie. Non è mai così: se ti piace l'Uomo Ragno devi prepararti a seguire più testate in cui compare; se ti appassiona una mini-saga, per comprenderla appieno sei costretto a seguire altri tie-in, se ti piacciono i mutanti, solo di serie regolari ne devi acquistare parecchie...
      Certo, il bello dell'Universo Marvel era anche quello, la Continuity, il fatto che i personaggi e le storie si intrecciassero le une con le altre. Peccato che per avere anche solo un'idea, parziale e difettosa, del tutto bisognasse spendere decine e decine di euro al mese.
      Ora sto seguendo Secret Wars e nonostante abbia cercato di stare al riparo da qualsiasi spoiler (negli USA la mini è già terminata da tre mesi) qualcosa mi è giunto all'orecchio e credo che con la conclusione di questa cataclismatica storia darò, nuovamente, il mio addio, meglio: arrivederci!, alla Marvel.
      Spero che il nuovo corso piaccia alle giovani generazioni e che possa entusiasmarle e divertirle così come è successo con le giovani generazioni del passato :)
      Grazie Marco, e perdonami lo sfogo.

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    2. Figurati! L'idea delle minisaghe era geniale, se però chi segue un dato personaggio non ha bisogno di conoscere ciò che capita anche a tutti gli altri.
      Ricordo un albo dove facevano una riunione di tutti quelli che avevano fatto parte dei Vendicatori, in modo da fare un team più piccolo: erano decine! Ci sono troppi personaggi!

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    3. Ecco, hai detto una cosa sacrosanta, troppi personaggi ...e anche poche certezze, una volta chi era un X man non poteva essere un Vendicatore, a parte la Bestia ( ma mai allo stesso tempo), i Fantastici 4 erano 4 e soprattutto Spiderman non sarebbe mai stato un Vendicatore,come del resto Devil . Invece col tempo e per ragioni commerciali, tutti diventavano mutanti, quando i Vendicatori non se li filava nessuno, mentre ora, visto il successo cinematografico, avviene proprio il contrario !! Tutti, ma proprio tutti sono stati almeno una volta Vendicatori, e tutto ciò appiattisce e svilisce il senso delle vicende e snatura i personaggi stessi .

      Inoltre, secondo me si è perso di vista un altro aspetto dell universo Marvel, l introduzione del fantastico nel quotidiano ... lo straordinario nell' ordinario. Concetto che tra l altro si tentò di riprendere negli anni 80 Con la creazione del New Universe.
      Una volta parte fondamentale nelle storie marvel ( specie quelle di Stan Lee ), era la folla, la gente, che subiva, reagiva e commentava tutto ciò che di straordinario le capitava... Era quasi un coro greco ....Oggi invece c e un universo consolidato cosi pieno di esseri straordinari che difficilmente porta la gente comune (nel fumetto) a stupirsi di qualcosa.
      Vi ricordate le prime storie di Thor,dei Fantastici 4, degli Xmen, erano piene di gente qualunque che si trovava coinvolta nelle scorribande di poche super esseri, ora e' il contrario, sono sempre meno gli esseri ordinari e sempre piu' gli straordinari !

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    4. Anch'io, Marco, apprezzo molto l'idea delle mini-saghe, ma purtroppo ultimamente il concetto di minisaga è quello di un "canovaccio" generale nel quale si dipanano, e poi si riannodano, le testate e/o i tie-in collegati ad essa. In pratica, esborso di gran denaro, pena la non-comprensione.
      I troppi personaggi potrebbero essere una ricchezza, e di fatto lo sono stata (e probabilmente lo sono ancora), così come la Continuity, ma entrambe le cose sono difficili da gestire senza creare confusione. I fumetti di oggi sono molto diversi da quelli di ieri, ed è naturale che sia così così come è naturale che un vecchiotto come me abbia una serie di resistenze ad accettare i cambiamenti, ma non posso esimermi dal fare paragoni: anni e anni fa lessi per la prima volta la Guerra Kree-Skrull così, all'improvviso, dopo qualche annetto che non frequentavo la Marvel; ebbene non ebbi alcuna difficoltà di lettura, mi godetti la saga senza dover comprare e leggere altri mille albi collegati. Quella di oggi è un'evoluzione? Un'involuzione? Mah...
      Ho di nuovo sproloquiato, ma il fatto è che questi discorsi mi appassionano ancora :)

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    5. Caro Fabrizio, il problema è che i fumetti di una volta oggi non piacerebbero a nessuno, se non a una ristretta fetta di pubblico che per comodità chiameremo "i Vecchi Babbioni" :-)))
      Io lo sono per primo, naturalmente, ma mi sforzo - per quel che posso - di non restare arroccato su posizioni che oggi come oggi non potrebbero più funzionare. [Ma grazie al cielo ci sono smepre le ristampe ^____^]
      Per quanto riguarda il discorso che fai rispetto all'introduzione del fantastico nel quotidiano, dello straordinario nell'ordinario e del ruolo della "folla" (presentissima un tempo nei fumetti Marvel!) sono totalmente d'accordo con te!
      La funzione del "coro greco" era importantissima perché faceva risaltare la straordinarietà e i suoi effetti e questo a sua volta era spunto per storie stimolanti.
      Oggi mi pare che il Marvel Universe sia una sorta di Olimpo in cui gli dèi se le suonano tra loro, completamente al di fuori del mondo, di qualsiasi mondo. La sospensione dell'incredulità è talmente data per scontata... che non è più necessaria!
      Ai giovani lettori e lettrici piace tutto ciò?
      Io non lo so, me lo auguro, ma non lo so...

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