lunedì 22 febbraio 2016

Remi Tot in Stunt



Remi Tot in Stunt
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di Martoz
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volume brossurato con bandelle,
320 pagine a colori
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euro 22
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MalEdizioni / collana ConSequenza!
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PRIMA DOMANDA
"PERCHE' MAI UN MOTOCICLISTA DOVREBBE PRECIPITARE DALLA TROPOSFERA?"
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Mi piace molto il fatto - meglio: l'idea - che il mio, spero definitivo, "sblocco" da scrittura avvenga per parlare di quello che, anche se siamo solo a Febbraio, so già che sarà uno dei miei volumi a fumetti preferiti del 2016!
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La serata della presentazione di Remi Tot in Stunt era cominciata sotto i peggiori auspici: pioveva, tirava vento e avevamo trovato parcheggio parecchio lontano dal locale. Inoltre non era di venerdì o di sabato bensì di martedì, giorno usualmente non dedicato alle uscite serali. Il libro di Martoz avevo cominciato a leggerlo soltanto quello stesso pomeriggio e quindi avevo addosso l'ansia di non arrivare "preparato" alla presentazione.
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La cosa migliore era che finalmente avrei visto dal vivo le persone che hanno dato vita a  MalEdizioni, una delle case editrici indipendenti cui Fumetti di Carta è affettivamente più legato [1].
L'altra cosa buona era che pur avendo cominciato il volumone solo quel pomeriggio, ne ero già perdutamente innamorato!
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Luigi Filippelli, Nadia Bordonali (MalEdizioni) e Martoz
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Da una mezz'ora prima dell'inizio della presentazione sullo schermo del locale si susseguono immagini tratte da Remi Tot in Stunt: il mio compagno, immediatamente, dice "Picasso!" e sì, c'è Picasso nel volume  e inoltre io ci vedo un po' di Crepax, non per lo stile di disegno, ma per il modo di raccontare. Come potrete vedere dalle immagini qui riprodotte, a livello di segno, Martoz e Crepax non hanno praticamente nulla in comune; eppure se la mia sensazione è stata così forte e non mediata da un esame razionale un motivo ci deve essere: credo che ad accomunare i due - per lo meno nella mia testa - sia una certa libertà nella costruzione della pagina e anche l'uso della suddivisione delle vignette nella tavola, o dell'assenza della sua suddivisione; inoltre in molte delle tavole di Martoz, così come accadeva in quelle di Crepax, c'è un iperproduzione di cose (oggetti o altro) mentre altre tavole hanno un soggetto a fuoco e sono prove di qualsivoglia sfondo.
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Per il resto, dove Crepax (e poi basta, lo lascio in pace, ché qualcun* magari si è già fatta l'idea di trovarsi di fronte a una specie di "clone di Crepax", che per carità nulla di più sbagliato!) era barocco e quasi lezioso nel segno, Martoz è deciso, anzi aggressivo, graffiato e senza dubbio ci sono altri aggettivi qualificativi che mi verranno in mente più oltre.
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Durante la presentazione ho chiesto all'autore quali sono stati i fumetti che, da piccolo o da ragazzo, lo hanno fatto sognare e la sua risposta avrebbe potuto scioccare un po' chiunque, ma non me: Superman e Lorenzo Mattotti. Non vedo contraddizione né incompatibilità. Anzi a dire la verità la risposta mi è piaciuta molto perché ogni persona viene influenzata, iniziata vorrei dire, alle proprie passioni da ciò che è presente in casa durante la propria infanzia. Martoz è stato fortunato, perché Superman e Lorenzo Mattotti sono due personaggi - uno fittizio, l'altro reale - che in quanto a sogni, tecnica ed emozioni possono dare moltissimo ad una giovane persona.
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La carriera di Martoz inizia con un orientamento che al fumetto privilegia l'illustrazione, così ci ha raccontato l'autore durante la presentazione del volume. Ma ora che è illustratore e fumettista insieme ha numerosi progetti che - ci ha detto - sottoporrà a precise e specifiche case editrici perché secondo lui ogni casa editrice ha peculiarità che la rendono adatta a un certo fumetto e non ad un altro, idea che personalmente mi trova completamente d'accordo.
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Remi Tot in Stunt non avrebbe potuto essere fatto che da MalEdizioni: la giovane casa editrice bresciana ha trovato una sua peculiare strada indipendente che parte da fumettisti e autori portoghesi e prosegue con giovani autori italiani, esordienti o meno, e si occupa anche di narrativa non disegnata. Nadia Bordonali e Luigi Filippelli, anime della casa editrice e giovani anch'essi, con l'esperienza come editori hanno sviluppato un fiuto particolare per scovare i talenti che andranno a far parte del loro catalogo.
Martoz ne è un felicissimo e lampante esempio.
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La storia (le storie)..


Riconoscendo la mia pessima, pessima fama di "riassuntore" (?) preferisco che a parlare sia la bandella di copertina:
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"Remi Tot è uno stuntman della realtà: un geniale matematico in grado di intrufolarsi nelle geometrie segrete degli eventi, uno spregiudicato funambolo dell'imprevisto che si sostituisce a persone coinvolte in immani catastrofi... [...] La sua missione è tuffarsi nel caos e uscirne vivo."
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Il volume di Remi Tot in Stunt è formato da una struttura a domande, ogni domanda è un capitolo, un'avventura del protagonista e tutte insieme formano la storia di Remi Tot.
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La struttura di base delle avventure che formano il volume prevede che il nostro protagonista, in base a super-complessi calcoli fisico-matematici, entri in certi speciali "flussi di realtà" temporale e spaziale per salvare certe persone - e non altre - da disastri e catastrofi. I suoi salvataggi prevedono rischi mortali per Remi e solo la sua genialità nei calcoli e il suo incredibile talento come stunt possono salvarlo da morte certa. Niente supereroi però, Remi non ha costume o mantello, anzi intende mantenersi il più discosto e anonimo possibile; l'unica caratteristica che potrebbe renderlo riconoscibile è la lente sinistra dei suoi occhiali, perennemente scheggiata.
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Motocicletta, sci, mongolfiera, seggiovia, trattore, torpedone, portaerei... non c'è mezzo di trasporto che lo stunt Remi non sia in grado di usare - guidandolo e/o manipolandolo - per portare a compimento le sue missioni, sempre potenzialmente suicide e che comportano ogni volta perdite economiche di milioni e milioni di dollari.

...sarebbe tutto troppo lineare (no, non lo sarebbe comunque, ma lasciatemelo dire per amor di commento [2]) se Remi non avesse anche lui la sua nemesi, un nemico che vuole vederci chiaro in mezzo a tutte queste catastrofi, esplosioni, morti e sopravvissuti: il detective Malone e il suo assistente Kurtis... Vogliono vederci chiaro perché dietro, o a lato, di tutto ciò pare ci sia sempre una figura, una persona con la lente sinistra degli occhiali perennemente scheggiata, unico elemento - questo - che sono riusciti a raccogliere.
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Se Malone - il capo - è la classica figura da detective hard-boiled tetragono e convinto "a priori", Kurtis si dimostrerà figura più interessante e con una rosa di sfumature più complessa (anche se non c'è da aspettarsi nessun deuteragonismo: Remi Tot è presente nel 99% delle tavole del volume e l'attenzione è catalizzata su di lui, sempre o quasi... )

Ogni capitolo del volume, come dicevo, è introdotto da una domanda - a cui non necessariamente verrà data risposta, o per lo meno non sarà scontato aspettarsi risposte lineari e unilaterali - fino ad arrivare ad un ultimo capitolo in cui ci scontreremo con un finale coinvolgente, inaspettato e originale, non vi anticipo se aperto o chiuso.

Come ogni storia complessa, anche Remi Tot possiede più livelli di lettura e anzi uno dei suoi pregi è quello della potenziale rilettura infinita: personalmente l'ho già letto tre volte e ne ho ricavato ogni volta impressioni ed emozioni diverse, oltre a scoprire ogni volta nuovi livelli, inside jokes, messaggi cifrati e un'infinità di suggestioni e sfumature estetico-emozionali sempre diverse.
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Disegni.

QUINTA DOMANDA.
"PUO' IL PROTAGONISTA DI UN FUMETTO COMPIERE TALI IMPRESE SOLO PER IL DELIRIO ADRENALINICO CHE COMPORTANO?"
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I disegni di Martoz in  Remi Tot sono un'abbuffata nient'affatto indigesta, un menù ricchissimo, uno shock e un godimento per gli occhi e l'anima!
Tavole iperdettagliate, tavole quasi astratte, tavole decisamente astratte, tavole in b/n e tavole piene di colore; anzi a proposito di colore: intere sequenze del libro sono rappresentate mono/bi-cromaticamente.
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Tutto è descritto con un segno personale, debitore di molteplici stili e a sua volta eventuale canone per nuovi stili e approcci al fumetto. Lo potete vedere ad esempio nelle immagini a corredo di questo scritto, che sono comunque parzialissime e rendono in minima parte la complessità del suo stile. Martoz ha la capacità di usare il suo segno potente e aggressivo in molteplici modi, tutti a mio giudizio estremamente efficaci ed esteticamente gradevoli.



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Martoz passa da un'iperabbondanza di colori, a un bianco e nero al monocromatismo in modi narrativamente perfetti così come perfetto,  a mio giudizio, è il complessivo effetto estetico e mentale che l'alternanza di colore/bn/mono/bi-cromatico provoca in chi legge. Bianchi e neri "tecnici" e freddi, come se lo sguardo si allontanasse dalla scena e la descrizione avesse una valenza emozionale più trattenuta; esplosioni di colori, oppure oggetti coloratissimi dentro scenari mono/bi-cromatici come a sottolinearne la particolare importanza, e infine sequenze di tavole iperdinamiche nelle quali azione ed emozione si attorcigliano e accelerano il battito cardiaco!
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Pare banale, ma fare la stessa cosa con un altro tipo di linguaggio (per esempio un linguaggio che comporti movimento, sia esso per immagini o per suoni, non controllabile direttamente da chi ne fruisce) mantenendo contemporaneamente la sensazione di "essere dentro ciò di cui stiamo fruendo" è pressoché impossibile.

Analogo discorso per le parole: abbiamo tavole e tavole senza parole, nelle quali l'azione è così serrata che le pagine vanno sfogliate veloci per non perdere il ritmo, quasi che Remi potesse sfuggirci alla vista e sparire tra una closure e l'altra senza farsi ritrovare: il bello dei fumetti (e dei libri) è la possibilità di tornare indietro, guardare, riguardare e fermarci quanto accidenti vogliamo, contemplare un disegno o una frase per tutto il tempo che ci pare e poi riprendere a correre alla velocità che ci serve o che l'autore ci suggerisce.

Oppure ancora, come nella splendida sequenza onirica di Remi - tutta disegnata in b/n - di parole non ce n'è davvero bisogno ché, anzi, esse potrebbero distrarre dalla ridda di emozioni e domande che, sfogliando quelle pagine, necessariamente ci poniamo. (Qui sotto un'immagine parziale della lunga, suddetta sequenza)
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I super-complessi calcoli matematici che servono a Remi per introdursi nelle geometrie segrete del tempo e dello spazio sono anch'essi parte della storia (anche se grazie al cielo non è necessario comprenderli per capire lo svolgimento dei fatti... fiuuuu!) ma per noi anime scientificamente ignoranti sono soprattutto elementi grafici, esteticamente importanti e godibili quanto gli altri disegni del volume: sembrano anzi decorazioni effettuate in una antica scrittura simil-cuneiforme, aggiungono potenza visiva e l'occhio le segue affascinato.
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Per quanto riguarda i miei gusti e la mia esperienza personale, e sempre tenendo conto che il volume mi è piaciuto tantissimo nel suo complesso e nella sua inscindibile interezza, devo dire di essermi esteticamente innamorato soprattutto dei "paesaggi" di Martoz, di queste sue incredibili tavole sovrabbondanti, traboccanti di qualsiasi cosa (anche le più strane e imprevedibili...), pazze nel senso più artistico e positivo del termine, fantastiche da guardare per interi minuti scoprendovi infiniti particolari e intrecci mistici, nuovi livelli, strati di messaggi estetici da decifrare per il nostro puro piacere di lettori e lettrici.
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Sarebbe persino inutile da dire, ma lo dico ugualmente per chi non si fosse ancora sintonizzato su questa giovane, coraggiosa e ottima, cribbio!, casa editrice, quant'è bello e curato sia l'oggetto-libro in ogni dettaglio, e non mi sarei aspettato niente di meno dalla MalEdizioni che in quanto a cura e a rapporto qualità-prezzo ci sta viziando parecchio! 
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Un'ultimissima considerazione è che a mio parere Remi Tot in Stunt ha le potenzialità per piacere a moltissimi lettori e lettrici: la diversità, la ricchezza e la varietà di temi e stili possono essere goduti da un'amplissima fascia di persone; unica condizione è che siano persone appassionate di fumetti, dato che il linguaggio usato da Martoz è squisitamente, artisticamente fumettistico. (Ciò non toglie che da questa storia se ne potrebbe trarre un frizzantissimo film!)
Buona, anzi buonissima lettura!


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Note:

[1] Di MalEdizioni abbiamo parlato QUI, QUI, QUI e QUI. Sono orgoglioso di poter dire che sono stato il primo in Italia a (cercare di) raccontarvi i loro bellissimi volumi.
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[2] Spero di poter dire, un giorno, che scrivo "recensioni". Ognun* chiami i miei scritti come vuole, ma ad oggi non sono ancora in grado - obiettivamente - di scrivere delle vere recensioni.
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10 commenti:

  1. Sono contento per il tuo "sblocco di scrittura" ma ancora di più per la segnalazione di un opera e di un artista che non conoscevo.

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    1. Grazie mille Nick! :)
      Spero di non dover aspettare di nuovo oltre due mesi per riuscire a metter giù qualcosa di sensato su alcuni fumetti letti recentemente che mi sono piaciuti :D
      Sono felice di essermi "sbloccato" con una produzione MalEdizioni, casa editrice che amo davvero tanto!
      Grazie ancora e un caro saluto.
      A presto.

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  2. Sono contento.

    Vedi, tu nel tuo ultimo post dicevi qualcosa del tipo: "Io posso soltanto dire di un fumetto: mi piace, non mi piace, e spiegare perché".

    E non ti sembrava abbastanza?

    Queste si chiamano "recensioni" ed è il servizio migliore che un fanzinaro possa fare al suo pubblico.

    Io ormai in edicola sfoglio gli albi prima di comperarli, io leggiucchio Dylan Dog e Martin Mystere al supermarket mentre faccio la spesa (no son buenos tiempos, amigos).

    Le recensioni che mi offrite, tu e gli altri blogger come Luca e Orlando, sono inestimabili.

    Anch'io ci vedo un po' di Crepax: prima illustratore, poi fumettaro.
    La vignetta con la moto mi dà di Crepax assai.
    Meno male, che sto Marton NON è Crepax.
    Io, Crepax lo odio...

    Continua così Orlando, ride on...


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    1. Sei davvero gentile LaRue, davvero :)
      Una persona come te, che di fumetti e di fumetto ne sa veramente tanto, ma tanto, che fa i complimenti a me che sono l'ultimo degli ultimi arrivati (anche se sono vecchio come il cucco, uffah!), è una cosa che vale come un tesoro :)
      Sono felice che tu abbia apprezzato il mio scritto e spero di essere riuscito a spiegare i motivi per cui questo volume mi è piaciuto moltissimo.
      Per tutto questo ti perdonerò l'odio verso Crepax :-D
      Grazie ancora e a presto!

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  3. WoW sei riuscito a dire cose VERE, cose NUOVE, cose INTIME. Grazie (!!!)
    E' la recensione che più mi ha stupito per la sensibilità nella lettura

    Martoz

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    1. Salve Martoz! :)
      Sono molto contento che il pezzo ti sia piaciuto, è un valore aggiunto per me.
      Ne approfitto per rinnovarti i complimenti per la tua bellissima opera a fumetti!
      Un caro saluto.

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  4. Volume interessantissimo!L'ho già ordinato nella mia fumetteria e ti ringrazio anche a nome suo per tutti i bei volumi che ci fai scoprire (l'altrao giorno ho letto Sandro e mi è piaciuto moltissimo!). Un abbraccio!

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    1. Caro Yue, che soddisfazione enorme mi dai... Grazie di cuore per la fiducia che, a tuo rischio, mi accordi.
      Spero davvero che Remi Tot ti piaccia, come hai già capito è un fumetto molto intenso e se vogliamo è anche uno shock estetico, sia inteso in senso molto positivo.
      Credo che tra te e me ci sia una certa comunanza di gusti fumettistici quindi vado abbastanza sul sicuro pensando che Remi Toit ti piacerà molto :)
      E grazie anche per quello che dici su Sandro, un volume che ho amato e che amo tantissimo!
      Abbraccissimo a te! :)

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  5. Ciao Orli e grazie come sempre per la recensione: domani ordinerò anch'io il volume nella mia fumetteria.
    Sai chi mi ha ricordato Martoz? Picasso ma anche tanto Grazia Nidasio :) E' un piacere per gli occhi vedere le sue pagine a fumetti e complimenti a MalEdizioni per la pubblicazione di titoli tanto interessanti e lontani dagli schemi classici!

    Buona notte!! :)

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    1. Cara Laura, conoscendo un po' i tuoi gusti sono convinto che Remi Tot ti piacerà! :)
      Mi colpisce molto il tuo paragone con la grande Grazia Nidasio (che credo, data la giovanissima età di Martoz, non faccia parte del suo bagaglio culturale edi influenze fumettistiche) e ora vado a prendere il volume per riguardarmelo perché trovo questo tuo paragone molto interessante!
      MalEdizione è davvero una realtà da tenere d'occhio, sono bravi/e, lavorano con cuore e passione e competenza e hanno fiuto!
      Mi viene in mente una certa fumettista che potrebbe lavorare con loro, perché ha uno stile personale, carattere e un "tocco underground" che secondo me potrebbe piacere a MalEdizioni... immagino tu sappia di chi parlo: è una fumettista che vedi tutti i giorni allo specchio! :-))
      Ciao, a presto!

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