lunedì 12 ottobre 2015

Sandro


Sandro

di Alice Socal


brossura, 120 pag. b/n + bicromia


euro 15


Eris edizioni





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"...e poi c'eri tu.
Tu non mi potevi mai lasciare solo.
Dovevi starmi sempre accanto.
Sempre ad aspettarmi pronto con un abbraccio."

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Mi piace la casa editrice Eris. Ne ho parlato qui, qui e qui, mi ci sono affezionato; sono andato ad alcune loro presentazioni di fumetti e di libri e mi sono sempre sentito, come dire, un po' "a casa". Siccome penso (ancora) che il contenitore è il contenuto, quando prendo un libro Eris non sto a fare tanti pensieri: lo prendo e so che le lunghezze d'onda, la mia e le loro e delle loro autrici e dei loro autori, si incontreranno molte volte e io sarò contento.

Fu proprio in un volumetto coprodotto anche da Eris che incontrai per la prima volta Alice Socal e proprio in base a questo ricordo quando ho trovato il suo volume - Sandro (ad un banchetto di Eris alla festa di Radio Blackout) - l'ho preso subito, senza bisogno di tante riflessioni: m'è bastata una sfogliata veloce, il constatare che il segno dell'autrice di Mestre (che vive ad Amburgo) era maturato e diventato ancora più bello, quella copertina che mi ha subito colpito.
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Se sono qui a cercare di parlare di questo libro è perché, naturalmente, mi è piaciuto moltissimo [1].
Sandro non è una storia facile, anche se credo che nel profondo e in tempi diversi nella/della vita, ogni persona abbia provato, o almeno assaggiato, le emozioni e la crisi che colpisce il protagonista della storia e questo favorisce un'identificazione immediata (nel mio casop anche un po' dolorosa) col protagonista. Il quale, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, non si chiama Sandro.

Certo che c'è un Sandro nella storia, anzi è quasi importante come il protagonista, ma ne parliamo tra poco.
Il protagonista, la persona con cui chi legge si identifica necessariamente, è un ragazzo, poi uomo, che tutti chiamano Pallas - anche se non è il suo vero nome e il suo vero nome non lo sappiamo - e che sta per compiere ventisei anni.
Il libro comincia con Pallas ragazzino. Già dalla terza pagina conosciamo Sandro, una presenza che possiamo vedere solo noi che leggiamo, Pallas e naturalmente Alice Socal che ha scritto e disegnato la storia.
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Sandro è l'amico immaginario di Pallas. Un amico tenero, coccoloso e protettivo, talmente protettivo da diventare soffocante, specialmente se stai per compiere ventisei anni. Sandro è un po' come certe mamme (forse anche come certi papà?), solo che è molto più tenero e apparentemente passivo, "a disposizione", sempre pronto a consolare Pallas con un avvolgente abbraccio. Con un avvolgente e soffocante abbraccio.

Non c'è nulla di male, sia chiaro. Sandro fa ciò che sa fare, ciò per cui è stato creato, non obbliga niente e nessuno, lui semplicemente c'è. Non ha chiesto lui di venire al mondo. Almeno credo.

Pallas non è un uomo speciale, è esattamente come tutt* noi (tranne eccezioni, per carità!), tenero e spaventato e incredibilmente solo. Ma non passa il tempo a lagnarsi, non pensiate per favore a questo fumetto come a una di quelle lagne introspett-hipster che usano il fumetto come medium solo perché va di moda nelle librerie "giuste".
Pallas non è uno stereotipo, è proprio una persona (di carta, certo, ma pur sempre una persona) anche se la sua storia magari è un po' più intensa, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di farne un fumetto.
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Il nostro Pallas ha un bel paio di baffi, di quelli che non vanno molto di moda e gli danno, anzi, un'aria molto più vecchia. Anche il suo fisico (lo vedete qui sopra) non è esattamente quello di uno scattante ventiseienne, è appesantito e un po' curvo, incredibilmente reale (non intendo "realistico"!). Il suo volto è poco definito, un po' come tutti i volti dei personaggi di questa storia; mentre molto definiti sono i corpi, i volumi, gli ambienti, gli oggetti. Molto concreta è la stessa atmosfera che tutto avvolge: una sorta di lieve grigiore, non eccessivamente drammatico, non eccessivamente depressivo, non eccessivo e anzi un po' consolatorio, come una specie di coccola distratta fatta con poco affetto. Niente di pericoloso, apparentemente.

Che cosa faccia Pallas nella vita non ci è dato saperlo, probabilmente perché non sarebbe stato interessante né utile saperlo.
In una delle sue visite al supermercato Pallas incontra un'oca tricipite - o forse sono tre oche che condividono un corpo - che gli si propone/propongono come life-coach, per renderlo migliore, più attivo, più felice. Il tutto accade proprio nel giorno prima del suo compleanno. Forse l'oca tricipite ha/nno subodorato un potenziale cliente ammalato di solitudine. Pallas comunque la/le manda elegantemente a cagare, anche se rivedremo l'oca più avanti nella storia.
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Solo Pallas lo è davvero ma anche se indulge in tristi nostalgie non sembra un uomo disperato. Probabilmente non lo è oppure la sua disperazione è sottile e interiorizzata al punto da non apparire mai eccessiva. Sta di fatto che al suo compleanno l'unica "persona" che torna a trovarlo è proprio Sandro.
Proprio quel Sandro che con la sua tenerissima e soffocante presenza protettiva gli aveva rovinato tempo prima alcuni potenziali bei momenti (specialmente quelli con le ragazze). Beh, capisco che la tentazione di una banale ancorché "realistica" spiegazione psicologica parrebbe quasi inevitabile, vero?: come può una presenza immaginaria aver rovinato momenti di intimità? E' evidente che tutto ciò nasconde blablabla bla blabla bla...

...Comunque stiamo parlando di una storia a fumetti, non della realtà, teniamolo sempre presente. Una storia interpretabile in modi canonici e banalmente "realistici" non interessa granché e credo proprio che Alice Socal, l'autrice di Sandro, non fosse interessata a creare meccanismi di quel tipo.
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Insomma, alla fine unico partecipante, organizzatore, non-invitato alla festa per il compleanno di Pallas sarà proprio Sandro, che per essere una presenza immaginaria "facilmente interpretabile" prepara pure delle ottime crostate.
In questa parte della storia l'autrice mette in scena una grande quantità di simboli forti, potenti, di sogni, desideri.
Torna/no l'oca tricipite life-coach e Frank, un vecchio amico - stavolta non immaginario - di Pallas. Due solitudini, due vite a rischio-fallimento (perlomeno per i parametri usualmente accettati dalla maggioranza), nostalgie, racconti e decisioni fondamentali da prendere, non voglio rovinare la lettura a chi intendesse sperimentare di persona l'avvolgimento affettivo che procura questo fumetto.
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Si giungerà a un finale, non completamente narrato, probabilmente interpretabile in più modi e comunque così commovente e dolcemente ironico.
Leggere Sandro è un'esperienza intensa che mi auguro vorrete fare.
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...Dicevo prima che il contenitore è il contenuto: ebbene ciò vale a maggior ragione per Sandro: la storia è i disegni, che a loro volta sono la storia. Non è possibile né pensabile una scindibilità, gli uni senza l'altra non potrebbero sopravvivere: tant'è vero che leggendo/guardando Sandro si ha la sensazione di un tutto che scorre (sebbene interpretabile soggettivamente in alcune sue parti, così com'è per qualsiasi storia degna di questo nome), che però non sarebbe raccontabile se non nella sua unità grafico-narrativa.

Pur essendo Sandro una vera storia, con un punto d'inizio e una fine (commovente... ma anche ironica e liberatoria, come dicevo poche riche fa), narrarne una trama lineare ne impoverirebbe necessariamente il contenuto, la bellezza e la sua ragion d'essere.
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Cerco di spiegarmi un po' meglio, prendendo ad esempio un'opera a fumetti di tutt'altro genere che mi è piaciuta (la prima che m'è venuta in mente): All-Star Superman. [2]
E' evidente che anche All-Star Superman è una storia in cui trama e disegni si intersecano, anzi si giustappongono per usare una definizione di Scott McCloud, per formare quell'unità narrativa che ha nome "fumetto" e nello specifico All-Star Superman. Però All-Star Superman posso raccontarlo in mezza pagina di word senza - come dire - snaturarlo (e senza disegni esplicativi).
Sandro, invece, sembra nato direttamente come emozione disegnata. Non so, magari sto dicendo cazzate; certe cose sono così difficili da comunicare, anche se nella mia testa non mi appaiono così confuse... forse sto solo cercando di spiegare a me stesso la differenza tra "pop" e "indipendente" dove con "indipendente" intendo al di fuori dei pastrani commerciali (per quanto piacevoli) e ai canoni obbligatori del "pop"?...
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Non ho parlato molto dei bellissimi disegni di Alice Socal (un po' potete vederne qui, un altro po' nell'anteprima del libro disponibile sul sito di Eris) perché sapete che sulle cose meramente tecniche m'impappino sempre e m'imbarazzo un po'.
Il segno di Socal è ricchissimo e ogni minima sfumatura è frutto di scelta ponderata, questo lo si vede benissimo.
Le matite dell'autrice riescono a essere di una morbidezza avvolgente o di una secchezza da sembrare rapidograph (o simili), ma ripeto le mie cognizioni tecniche sono così risibili.
Potrei sbagliarmi, ma le tavole originali potrebbero essere di dimensioni abbastanza grandi.
In alcune tavole è distinguibile la "trama" della matita e l'effetto è caldissimo.
Le tavole in bicromia (i ricordi) sembrerebbero virate in fase di stampa, o sono fatte originariamente a sanguigna? Non lo so dire, ma l'effetto è sempre molto bello, intenso, emozionale. Affettivo.

Complimenti sinceri ad Alice Socal e buona lettura a voi tutt*.
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Note:

[1] "Da anni non scrivo più delle cose che non mi sono piaciute o che non mi interessano, credo sia tossico occuparsi di un qualcosa che non ti interessa e non ti stimola positivamente. Credo sia tossico essere cattivo, credo che faccia male a te e a chi ti circonda, l'ho visto in azione per troppo tempo.
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Non guardo più le statistiche degli ingressi e ultimamente ho tolto anche i pulsanti per lo share sui social, quindi non posso sapere come stia Malpertuis a numeri, ma a giudicare dai commenti ho perso tantissimi lettori (intendo un qualcosa intorno all'80%), pazienza, mi sento meglio io e conta di più.
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Non parlo più di scrittori come i due che hai citato, mi spiace, è il mio tempo, è l'unica cosa che possiedo, sprecarlo è un crimine, non posso quindi spiegarti meglio perché per me non valgano molto e non amo rompere le balle a chi invece li adora [...].
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Solo recentemente ho cominciato a non leggere più nemmeno le “recensioni “negative scritte da altri blogger e critici, le trovo desolanti, mi spiace che ci siano così tante persone che amino spalare merda quando potrebbero scrivere bene di altro, conosco anche le motivazioni che accampano, credo che siano solo scuse ma oh, bella per loro, mi aiutano a selezionare i blog da leggere o da non leggere e a risparmiare tempo." Elvezio Sciallis(perché lui lo sa dire e spiegare assai meglio di me)
QUI tutta l'intervista.
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[2] Chissà che diavolo di associazione inconscia avrò mai fatto per passare improvvisamente da Sandro a All-Star Superman... non riesco a immaginare due modi di narrare più diversi! E, anche, due tipi di emozioni così diverse derivate dalla lettura dell'una e dell'altra opera: tanto All-Star Superman è plasticosamente, e deliziosamente perché no, mainstream, studiato a tavolino e fatto per piacere a un vasto pubblico, così Sandro mi dà una infintamente maggiore sensazione di autenticità e di, ecco, onestà, nel senso di messa a nudo di sensazioni ed emozioni dolorose ma condivise intimamente. Ecco, dirò che Sandro ha un impianto affettivo reale laddove All-Star Superman ha un tipo di affettività consolatoria e decisamente glamour. Ripeto, mi piacciono entrambe queste opere :)
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14 commenti:

  1. ammetto che lo stile di disegno non è propriamente nelle mie corde, ma penso che giochi molto anche l'abitudine. Sono abituata ad altri stili e forse anche per questo la lettura di questo volume potrebbe rivelarsi ancora più interessante. Come sai, io aggiungo sempre in wishlist e magari non recupero mai poi (perchè dindini e tempo sono quelli che sono), ma comunque mi hai fatta incuriosire! :D
    Me lo appunto anche come possibile regalo di compleanno per un cugino omonimo XD

    Per quanto riguarda le recensioni negative, non sono d'accordo al 100%. Una recensione negativa su un'opera argomentata bene o anche basata solo sui gusti personali (come spesso si fa anche per quelle positive) può essere comunque un modo per confrontarsi con altri su un titolo, ovviamente se nessuno è offensivo/si offende per quanto riguarda i gusti altrui. Anche le recensioni ironiche e taglianti (che non devono essere per forza cattive o offensive verso gli autori e i lettori/appassionati del titolo in questione) possono essere stimolanti se entrambe le "parti" sanno stare al gioco della conversazione civile :)

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    1. Carissima Millefoglie!
      "Sandro" è un volume molto, molto intenso e che non lascia indifferenti. Se la persona cui hai pensato di regalarlo ama i fumetti, potrebbe apprezzarlo molto.
      Purtroppo le poche immagini scannerizzate che ho inserito nell'articolo non rendono granché la bellezza dell'insieme... possono ovviamente piacere o non piacere, ciò non toglie che Alice Socal sia una brava disegnatrice, in possesso di un'ottima tecnica.
      Ti capisco perfettamente per quanto riguarda le eterne wishlist... le mie oramai occupano interi quaderni! :-D

      Per quanto riguarda la seconda parte del tuo commento, il fatto è che io in giro non vedo molte critiche negative ben argomentate, serene e costruttive, vedo invece un sacco di cinismo e cattiveria gratuita. Ci saranno anche le recensioni negative di cui parli tu, ma mi pare che la maggior parte delle persone trovi infinitamente più "divertente" la ressa, lo sberleffo, il litigio. Vedi certe persone che arrivano ad augurare "il fallimento", "la bancarotta" o peggio a case editrici solo perché devono aspettare il loro manga preferito...
      Io per mia scelta personale non sono proprio più interessato a leggere cose demolitive, sono anziano e non ho tutto 'sto tempo, devo usarlo al meglio e per me il meglio è crescere e occuparmi di ciò che amo, tralasciando tutto ciò che trasuda astio e disprezzo per il lavoro altrui, che è ben altra cosa dal proprio legittimo gusto personale.
      poi, come sempre, ognun* si comporta come meglio crede e va benissimo così :)

      Ti ringrazio tanto per i tuoi commenti sempre presenti: per me sono molto importanti. Grazie! :)
      A presto.
      Orlando

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    2. Devo ammettere che mi sento presa in causa sul discorso delle stroncature, anche se mai mi permetterei di augurare a qualcuno di fallire (magari a qualche sceneggiatore o attore di smettere di sceneggiare\recitare, che ci sono tanti lavori al mondo - ma questo è un altro discorso).

      Personalmente ritengo (e credo che apprezzerai questo commento come l'uso coatto della locuzione graphic novel :-P) il fatto di scrivere stroncature un ottimo esercizio di stile. È facile dire quanto sia bella un'opera ma è ben più difficile scrivere un pezzo tagliente, umoristico, intelligente (ci provo) e che strappi un sorriso invece di annoiare a morte pur senza mai diventare offensivo. Ecco, secondo me la stroncatura perfetta è quella che, letta da un mega-fan della serie, invece di fargli venire un travaso di bile, gli strappa due risate :D

      PS: Ogni tanto vedere\leggere qualcosa di brutto (magari senza spenderci sopra soldi *cof cof* - ergo: stronco film e serie brutte ma cerco di limitare i fumetti brutti al minimo indispensabile dovuto all'errore di acquisto) trovo faccia apprezzare maggiormente le altre opere belle. Mi spiego: ritengo che troppa bellezza anestetizzi un po' il pensiero critico. Non c'è niente di meglio di un filmaccio o di pessimo serial per ri-tarare la propria barra dello "schifometro" :D

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    3. Non devi sentirti presa in causa Acalia, perché per quanto tu ti sforzassi non arriveresti mai ai livelli di cinismo e di "distruzione", oserei dire di "odio", cui mi riferisco quando parlo di stroncature.
      Tu fai stroncature decisamente soft e, come giustamente osservi, sei riuscita a far sghignazzare un Sailor-fan accanito come il sottoscritto con la tua Sailor-stroncatura.
      Mi sembra però che nel tuo caso siamo assolutamente nei binari della "civiltà" e del rispetto :)
      Comunque ci tengo a dire la mia su una tua affermazione:
      "È facile dire quanto sia bella un'opera"
      beh, no, non lo è affatto. E' facile "sviolinare", è facile "ragionare da fan", è facile "fare il tifo"; ma una bella recensione (cosa che naturalmente io sarò in grado di fare forse tra qualche anno) è assolutamente più difficile da scrivere rispetto a una stroncatura, per quanto quest'ultima possa essere "tagliente, umoristica e intelligente".
      Infine - e qui un sassolino me lo tolgo io - direi che scrivere solo di ciò che piace è tutt'altro che "vigliaccheria" (anche perché, volendo essere franchi, non conosci/conoscete la mia storia precedente a questo blog: anni e anni di "militanza" assidua nei forum - e pesino nelle precedenti mailing-list - ti confermerebbero che ho fatto "piangere" più d'una persona... e non mi sono mai firmato con un nick e le persone in questione le incontravo di persona alle fiere... come attestazione di non-vigliaccheria dovbrebbe bastare); è invece la consapevolezza di ciò che si desidera e di ciò che si desidera realizzare e ottenere.
      Infine: non parlare di cose che non piacciono, non significa affatto - purtroppo! - non averne mai a che fare. Non credo proprio, vivendo a questo mondo ed essendo una persona curiosa (e spero di rimanerlo sempre), che il mio gusto si "anestetizzerà" proprio perché ho un potente vaccino contro questo pericolo di anestetizzazione: la curiosità e il non limitarmi al mainstream, ma anzi continuare a sperimentare, a scoprire e ad imparare.
      E per far ciò necessariamente mi capita spesso di pestare qualche cacca :)
      Grazie per il tuo commento, sempre gradito, e a presto.
      Orlando

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    4. Non ho mai detto che scrivere solo di ciò che è piaciuto è "vigliaccheria", assolutamente, anzi, trovo che sia una scelta più che legittima :D
      Però, quando cerco di capire se acquistare o meno una serie, cerco anche le stroncature, in modo da farmi un'opinione un po' più varia. Un web di sole recensioni positive credo che sarebbe un web un po' di parte (prendiamo una palese porcheria come Prometeus, se avesse solo recensioni positive ad uno che pensa di andarlo a vedere potrebbe sembrare che sia un bellissimo film, basandosi invece sui pochi pareri dei pochi che l'hanno amato) :D

      Per me, è più facile scrivere una recensione positiva che una stroncatura. La stroncatura mi richiede molto più lavoro di analisi e rifinitura. Poi il mio obiettivo non è "far piangere" ma, anzi, far ridere (e al contempo sconsigliare il prodotto) :D

      PS: So che tu fai (anche giustamente) un vanto di poter usare il tuo vero nome on-line. Non tutti possono farlo. Nell'ambiente in cui lavoro io cerco di evitare che le mie passioni o i miei interessi extra-lavorativi vengano conosciuti da tutti. Questo non perché mi vergogni delle mie passioni (anzi), ma perché lavoro con un sacco di gente, tutta tecnologicamente molto evoluta (e quindi potenzialmente in grado di beccarmi in cinque minuti) con cui non voglio entrare nel merito di certe discussioni che invece affronto sul blog. Per non rischiare di trovarmi a pensare "ah, no, questo non lo scrivo perché se Tizio o Caio lo leggono e non mi va, che poi finisco a litigarci" uso il nick. Onestamente non credo che faccia male a nessuno :)
      Ti dico solo che qui dove sono adesso c'è un collega che usa twitter a nome suo e ha migliaia di follower tra cui un sacco di colleghi che lo tengono d'occhio ^^

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    5. Acalia, questo è il mio blog e per una volta dovrai rassegnarti a non avere l'ultima parola. Che sarà invece mia :)
      1) Io non mi "vanto" di non usare nick, io semplicemente mi assumo le mie responsabilità.

      2) Non ho il tempo di cercare e quindi dovrai fidarti di me: hai esattamente detto, testualmente, che scrivere solo recensioni positive è da vigliacchi. Non hai usato metafore o altri termini, hai usato il termine "da vigliacchi". Punto. La discussione è terminata :)
      O.

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  2. Mi sento sempre a disagio nel lasciare commenti banali come quello che sto per scrivere, ma volevo ringraziarti per avermi fatto scoprire l'ennesima "perla" che mai e poi mai avrei scovato senza il tuo aiuto (lo so, lo so che mi ripeto, ma mi sembra importante ribadire l'importanza che ha per me questo blog).

    Lo stile di Alice Socal mi piace immensamente (solo la copertina è bastata per farmi innamorare) ed anche la storia sembra molto nelle mie corde, quindi lo metto immediatamente nella lista degli acquisti del Lucca Comics (purtroppo questi volumi riesco a trovarli solamente in fiera, e visto che ho la grandissima fortuna di abitare a 30 minuti da Lucca ne approfitto per recuperare tante cosine).

    Per quanto riguarda le recensioni negative...Millefoglie dice il giusto , ma non posso fare a meno di quotare tutto quello che hai scritto: negli ultimi tempi, sul web, vanno di moda le stroncature caustiche e supercattive e se un tempo davo molto peso alle recensioni lette prima di fare un acquisto (soprattutto per quanto riguarda i libri) adesso le considero molto meno , perché viene sempre dato più ampio risalto a quelle negative e magari "divertenti" rispetto a quelle positive o comunque più equilibrate. E poi, oggigiorno, di confronto costruttivo ne vedo sempre meno. Un tempo lo trovavo in molti forum, ma ultimamente , con i blog, i vlog e i social che ci mettono "al centro delle cose" ogni piccola discussione degenera molto spesso in scontri narcisistici che di costruttivo non hanno assolutamente niente.
    Che disagio!

    Bene, alla fine ho scritto un commento lunghissimo e non sono nemmeno certo di essere riuscito a spiegarmi, ma pazienza.

    Alla prossima!

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    1. Caro Yue,
      io non lo trovo per niente banale il tuo commento, del quale anzi ti ringrazio moltissimo :))
      Ti confesso che mi fa immensamente piacere quando uno dei miei scrittini su un fumetto che mi è piaciuto riesce a convincere Qualcuno a provarlo: magari è una cosa un po' infantile ma a me, quando qualcosa mi piace molto, viene un gran desiderio di "diffonderla" il più possibile e, sì, non lo nego, la speranza è proprio quella di convincere infine Qualcuno a fare un tentativo.
      Ed è altrettanta la gioia nello scoprire fumetti che mi piacciono dai Blog altrui che seguo e amo :)
      Ti confesso che non mi stupisce affatto che i disegni di ALice Socal ti abbiano conquistato: credo che per certi tratti tu ed io abbiamo gusti molto simili! ;)
      Quindi: grazie di cuore Yue perché questo tuo commento, così come quello precedente di Millefoglie, fa sì che non io non senta inutili i miei scritti :)
      * seguono bacioni e miele sparsi in quantità industriale*

      A questo proposito volevo dirti che se ultimamente non commento molto sul tuo Blog (che leggo e seguo sempre, in ogni tuo articolo!) è perché "le finanze" (...) mi costringono a centellinare gli acquisti e molte cose che magari potrebbero piacermi, so che - per ora - non le comprerò, quindi evito di fare commenti inutili e anche un po' tristi :-)
      Grazie al cielo ho comunque una scorta sterminata di fumetti di tutti i tipi acquistati nell'ultimo paio d'anni e che devo ancora leggere, quindi un bel po' di "riserva" ce l'ho! :D

      Rispetto alla seconda parte del discorso, personalmente preferisco non aggiungere altro a quanto ho già scritto: so che mi hai/avete compreso perfettamente, cosa che trovo ben più utile che non l'essere sempre e per forza "d'accordo" ;)
      Un caro saluto e a presto!
      Orlando

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  3. Sembra molto curioso questo volume.
    I disegni mi fanno simpatia! :)

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    1. Ciao Nyu :)
      I disegni di "Sandro" sono molto più belli di quanto possa sembrare da queste poche immagini, che davvero non rendono a sufficienza.
      Alice Socal ha una costruzione della tavola talvolta molto particolare, un po' intricata, con elementi che "sbordano" dalle vignette per inserirsi nelle altre e il tutto forma un'unità organica difficilmente scomponibile. Secondo me è bravissima! :)
      Inoltre il passaggio dalla scala di grigi alla bicromia ha effetti che su schermo non possono rendere granché (specie con uno scanner non professionale...).
      Grazie per il tuo commento Nuy!
      Un caro saluto e a presto!
      Orlando

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  4. Quello di Yue non lo è, ma il mio commento sarà invece banalotto: uhm che belle cose ci fai sempre scoprire! temo però che difficilmente questo volume sarà nella mia libreria, almeno prossimamente. Niente Lucca quest'anno, quindi, in pratica, nessuna possibilità di recuperare qualche pubblicazione delle case editrici più piccoline. A memoria, non mi sembra di aver mai visto pubblicazioni della Edris in fiere più vicino casa (Milano e dintorni), quindi no Lucca, no party XD.

    Per quanto riguarda la parte "recensioni negative" o meglio "recensioni spesso e volentieri pretestuosamente negative" non seguo blog in cui si intravede un simile atteggiamento da parte dell'autore; neanch'io voglio negatività nella mia vita, soprattutto nel mio tempo libero, quindi sfoltisco, sfoltisco, sfoltisco.
    Come fai notare giustamente, il problema non è una recensione negativa di per se (perché è del tutto normale che ogni tanto ci capitino tra le mani opere semplicemente...brutte!), ma il fatto che ad emergere tra le righe sia un atteggiamento di estrema chiusura e supponenza.
    Le case editrici italiane non sono senza peccato, ma contro alcune ci si accanisce più che con altre, e sinceramente preferisco tirarmi fuori da un simile gioco al massacro.
    A farmi mettere una croce definitiva su un blog sono soprattutto i pregiudizi gratuiti su un genere e il suo pubblico: non ti piace un genere? Non leggerlo (ma a questo punto mi chiedo come sia possibile esprimere un giudizio su un intero genere, senza aver mai letto un'opera che gli appartiene...), e, soprattutto, cerca di avere rispetto per chi, invece, gradisce quel tipo di letture.
    Mi è già successo di smettere di seguire un blog per questo motivo, e, per dirla tutta, non è successo perché ad essere "condannato" era neanche un genere di mia preferenza, bensì perché non ho davvero tolleranza per chi spara a zero sugli altri...

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    1. Hana, il tuo commento è tutt'altro che banale, anzi hai sviscerato un paio di cose particolarmente delicate e importanti.
      Ma la volete smettere di dare del "banale" ai vostri commenti?!? :-DDD
      Davvero: non lo sono affatto, e non lo dico perché sono "il padrone di casa" e quindi devo essere "gentile": lo penso sul serio.
      D'altronde se vi seguo, se tengo in conto le vostre idee, opinioni, consigli, è perché siete persone NON banali.
      Per quanto riguarda la prima parte del tuo commento: capisco benissimo. Io ho chiuso con Lucca due anni fa e fino a che sarà organizzata in quel modo "al massacro", non ci metterò piede.
      Però ho la fortuna di abitare nella città italiana (che tra parentesi detesto...) con più fumetterie in assoluto. Ne abbiamo più di Roma, più di Milano e, credo, persino più di New York! XDD
      Quindi sinceramente non mi serve quell'orrendo caos che è Lucca per reperire ciò che m'interessa; aggiungi il fatto che la Eris è spesso di casa qui a Torino e quindi per me è abbastanza facile reperire il loro materiale.
      Pur vivendo in una città che non amo, da questo punto di vista sono però molto fortunato :)

      Per quanto tiguarda la seconda parte del tuo discorso... che dire se non "condivido in pieno"?...
      Grazie tantissimo per le tue parole Hana!
      A presto.
      Orlando

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  5. Questo sembra davvero sulla mia lunghezza d'onda :3 I disegni mi piacciono moltissimo, e la storia ancora di piu'! Complimenti per la recensione, ma soprattutto perchè parli di fumetti di cui pochi parlano.
    Spero di poterlo leggere quanto prima!
    Un mega abbraccio ^__^

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    1. Grazie mille per i complimenti Caroline (che anche se uno fa il timidone e si schernisce, in realtà fanno sempre molto piacere! ^____^) :-)
      Sono contento di essere riuscito a incuriosirti con questa opera che a mio parere è davvero bella, profonda e originale! (A proposito di "profondità": in un paio di passaggi mi sono proprio, ehm, commosso...).
      In realtà mi piacerebbe riuscire a parlare molto di più di fumetti non-mainstream; anzi ti confesso che nel corso dell'ultimo anno ho pensato spesso all'ipotesi di far diventare il mio blog un luogo in cui parlare solo di fumetti non-mainstream, ma alla fine ho deciso di continuare così, senza una direzione precisa e in base a come "mi gira" volta per volta :-)
      Grazie ancora per le tue parole e spero anch'io che tu possa leggere "Sandro" quanto prima! ;)
      Mega abbraccio ricambiatissimo!!! :-)
      Orli

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