domenica 25 ottobre 2015

Nancy

Nancy.
by Ernie Bushmiller

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Nancy is Happy, dailies 1943 - 1945
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Nancy likes Christmas, dailies 1946 - 1948
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Nancy loves Sluggo, dailies 1949 - 1951
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ogni volume è brossurato e rilegato, pag. non numerate (oltre 330 a vol.), b/n
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prezzi:
Nancy is Happy $ 24,99;
Nancy likes Christmas $ 26,99;
Nancy loves Sluggo $ 39,99.
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Fantagraphics Books
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Come spesso accade nel mondo del fumetto, alcuni "comprimari/e" riescono ad avere più successo del/la protagonista e si prendono tutta la gloria.
Il più delle volte è giusto così, nel caso della comic-strip di Nancy poi è giustissimo!
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Nancy - strip del 1943
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La bambina grassottella e precoce - ha solo 8 anni, ma possiede un'intraprendenza invidiabile! - fu creata da Ernie Bushmiller ed ebbe la sua prima apparizione pubblica il 2 Gennaio 1933.
Nancy è la nipote di Fritzi Ritz colei che fino a quel momento era ancora la titolare e protagonista dell'omonima striscia creata nel 1922 da Larry Whittington.
Nel 1925 la striscia fu assegnata a Bushmiller e Nancy divenne infine titolare della striscia nel 1938.

Zia Fritzi passò dunque di grado e da protagonista divenne una comprimaria della striscia; comprimaria comunque importante in quanto figura adulta e materna/genitoriale, responsabile della crescita e, per così dire, "coscienza" della nipote monella Nancy.
Zia Fritzi, sempre raffigurata come un'affascinante signorina degli Anni 20, è single e col suo lavoro (quale sia non saprei dire) mantiene se stessa e la piccola Nancy.
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la prima strip di Fritzi Ritz
1922 Fritzi Ritz cartoon, via http://chroniclingamerica.loc.gov/lccn/sn83030193/1922-10-09/ed-1/seq-28/
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La figura di Fritzi ebbe nel corso degli anni una trasformazione notevole: quand'era protagonista della striscia era una giovane e un po' frivola attrice interessata principalmente agli uomini, al denaro, ai cosmetici e ad apparire sempre bella e affascinante; e, cosa molto importante, tra le righe si capiva che aveva un'attiva vita sessuale.

Da quando entra in scena Nancy la zia si trasforma in una quasi-madre (in realtà una madre vera e propria a tutti gli effetti), coscienziosa, sempre preoccupata dell'educazione della nipote, sebbene risulti ancora moderatamente interessata alla cosmesi e a trovare un "buon partito", ma sembrerebbe più per dare un "padre" a Nancy che per avere un uomo per sé.
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Nancy - strip del 1946
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Altro comprimario di lusso, direi anzi co-protagonista, è Sluggo (Smith di cognome), un orfano di età un pochino più grande di Nancy, poverissimo e rasato a zero, introdotto nelle strisce da Bushmiller nel 1938. Sluggo proviene "dal lato sbagliato dei binari", ossia dalla parte più povera della città.
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Nelle strisce di Nancy non si ravvisa mai un benché minimo cenno di critica sociale, anzi l'atmosfera è quasi sempre allegra e positiva e i problemi e le ansie riguardano sempre piccole cose o comunque non vanno mai a toccare profondità "sgradevoli": anche quando si accenna a cose come la disoccupazione, la crisi o la guerra lo si fa in un tono sempre tra il serio e lo scanzonato, con una positività e un'ottimismo di sottofondo che permettono a chi legge di non angosciarsi mai, anzi di avere sempre il sorriso sulle labbra.

Ciò non toglie che anche nella città in cui si svolgono le avventure di Nancy - città che per altro non viene mai nominata, se non in qualche striscia degli Anni 20, non ancora realizzata da Bushmiller, in cui si cita di striscio New York - esiste un "lato sbagliato", cioè una parte povera e con qualche speranza di riscatto sociale in meno: proprio la parte da cui proviene Sluggo, definito di volta in volta come il boyfriend di Nancy (anche se in realtà corteggia ogni ragazzina del quartiere, con gran risentimento di Nancy che comunque lo ricambia per le rime) o il suo migliore amico.
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Nancy - strip del 1946
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Sluggo è un personaggio che, proprio come Nancy, pur se caratterizzatro con poche "pennellate" caratteriali (povero ragazzino fannullone, dove Nancy è la sfacciata e provocatoria monella) è dotato di "vita": al di là delle situazioni comicamente surreali, i due bambini sembrano proprio persone. E' quasi palpabile il fatto che abbiano una "vita" anche al di fuori delle strisce; voglio dire, la sensazione è quella che le gag raccontate (egregiamente) nelle strisce siano soltanto una parte, una piccola parte, della loro "vita", quella piccola parte che l'autore ci permette di sbirciare.
Sarà anche per questo che sono loro così affezionato.
Questa caratteristica, cioè la "vita" infusa nei personaggi di carta, è presente proprio (e solo) nei migliori fumetti, a striscia o meno che siano.

Tornando a Nancy: 1933, 1935, 1938... sembrano date antichissime, eppure - sarà il mio "cuore di fan" a parlare - le strisce mi sembrano ancora fresche e divertenti, "senza età". Questo a mio parere è dovuto alla genialità di Ernie Bushmiller e al suo stile, del quale parleremo in seguito più dettagliatamente.

Apro una parentesi per spiegare come mai sto parlando, con "cuore da fan", di una striscia a fumetti americana nata negli Anni 30: semplicemente perché Nancy è stata pubblicata anche in Italia sin dagli Anni 60 sui settimanali Intrepido e Il Monello e infine l'Editoriale Corno (sì, quella dei supereroi americani) pubblicò nel 1973 un libretto nella fortunata collana Eureka Pocket, che custodisco gelosamente tra i miei fumetti più cari. 
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Arturo e Zoe - Eureka Pocket, Editoriale Corno, 1973
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Giusto per sottolineare il maschilismo imperante da sempre in particolare proprio qui in Italia (parlando di Paesi più o meno "civili") la striscia fu ribattezzata del tutto arbitrariamente Arturo e Zoe, perché si sa, prima l'uomo e poi... il resto.

Dunque, ho conosciuto Nancy (& Sluggo) da bambino e fin da allora li ho amati e li amo senza cali di tensione e quando ho saputo che la benemerita e prestigiosa Fantagraphics Books avrebbe pubblicato lussuosi volumi con le dailies (strisce giornaliere) divise per annate - un po' come sta facendo Panini Comics con la pubblicazione cronologica delle strisce dei Peanuts, di cui sono felice acquirente e goloso lettore e rilettore - sono stato molto, molto, molto felice. uando poi i tre volumi finora usciti li ho acquistati, la felicità è come minimo triplicata.

Mi piacerebbe riuscire a spiegare, almeno in parte, il perché io ami così tanto, e da così tanto tempo, questa striscia e per farlo credo sia necessario parlare dello stile e della tecnica di Ernie Bushmiller.
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Nancy - strip del 1947, prima parte
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Mark Newgarden e Paul Karasik due cartoonist americani che tengono un corso di Fumetti alla School of Visual Arts di New York hanno sottolineato in un loro breve saggio dedicato a Nancy e al suo geniale autore, che

"Chi dice che Nancy è semplicemente una striscia comica su ragazzini col naso da maialino, ha completamente mancato il punto. Nancy sembra semplice a uno sguardo casuale. [...] Nancy è, in un certo senso, un "manuale" per una comic-strip. Muri, pavimenti, pietre, alberi, coni di gelato, linee cinetiche, piccoli e grandi dettagli sono attentamente posizionati senza che ci sia necessità di ulteriori abbellimenti. Tutto è disposto [nella striscia] con un unico scopo: trasmettere, comunicare, far arrivare la gag."

Al contrario di ciò che penso io personalmente, e di come vedo e vivo la striscia, Newgarden e Karasik sostengono però che:

"la vita di Nancy è fatta da poco più di qualche migliaio di strani e isolati eventi creati per le strip giornaliere"
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 [traduzione e sintesi mie]
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Nancy - strip del 1947, seconda parte
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I due cartoonist sostengono che i character della striscia sono monodimensionali e che la loro esile personalità si può riassumere in una parola o due, essendo creati unicamente con lo scopo di ottenere un "gag reflex" da parte di chi legge.
E' fuor di dubbio che tecnicamente abbiano "ragione" loro: però posso dire che i caratteri di qualsiasi personaggio, di carta e non, si possono tutti - volendo - riassumere in una o due parole. Ciò però, secondo la mia esperienza, non sta necessariamente a significare una debolezza instrinseca o una mancanza di "vita"; infine, Nancy è una comic strip, non un romanzo di Dostoevskij.

Inoltre il concetto stesso di "carattere" può variare a seconda del medium e del risultato che col medium si desidera ottenere: nel caso di Bushmiller è evidente che egli avesse come scopo il "gag reflex" da parte del pubblico (è una striscia umoristica), ma ciò non toglie che sia stato un autore geniale e che non abbia mai mancato il colpo, ultilizzando uno stile - che Newgarden e Karasik chiamano nel loro saggio "architettonico" - originale e totalmente efficace.

Continuano dicendo che

"Bushmiller aveva la mano di un architetto, la mente di un attore da film muto e l'anima da ragioniere. Il suo approccio stereotipato all'umorismo rivela meravigliosamente l'essenza di tutto ciò che definisce una gag: equilibrio, simmetria, economia. Le sue gag hanno il senso astratto della matematica e infatti Nancy è stata una mini-equazione algebrica mascherata da comic strip per quasi 50 anni."

Continuano il saggio affermando che comunque Bushmiller non ha mai fallito nella sua ricerca della gag e che per 50 anni è riuscito a far sorridere chiunque, indipendentemente dal suo "quoziente intellettivo", grazie alla sua metodica e alla ricerca della gag perfetta.
Non mi sembra male come risultato!
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Nancy, strip 1948 - prima parte
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Io naturalmente non sono un critico e mi limito a leggere, osservare e godermi le gag e il mondo di Nancy, così simile eppure diverso dal mio e a trovare Nancy, Sluggo e gli altri personaggi vivaci e, anzi, vivi.
Anzi dirò di più: Nancy e Sluggo mi sono dannatamente simpatici!

Lo stile grafico di Bushmiller è apparentemente semplicissimo, ma come tutte le cose semplici che funzionano è frutto di grande perizia tecnica e di continua ricerca. I personaggi, pur definiti con pochissime linee, hanno tutti una grande ricchezza di espressioni facciali e di posture corporee e sono tutti riconoscibili senza ombra di dubbio.
Personalmente sono sempre affascinato da come un autore/autrice affronta la raffigurazione di tutto ciò che non è personaggio all'interno di un fumetto, che si tratti di strisce o di fumetti non a striscia: adoro soffermarmi su interni, esterni, oggetti, ambienti, paesaggi, atmosfere.
E in questo campo Bushmiller mi ha dato grandissime soddisfazioni in quanto in quasi ogni striscia abbiamo oggetti, ambienti, sfondi sui quali sono capace di passare minuti a incantarmi.
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Nancy, strip 1948 - secondaparte
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In realtà mi rendo conto che per me è davvero difficile spiegare il perché le strisce di Nancy mi piacciano così tanto. Forse è semplicemente una questione di desiderio e identificazione e un misto di entrambi. Non nego che non mi dispiacerebbe vivere - almeno per un po' - nel mondo di Nancy, dove i problemi sono un po' più piccoli, dove le persone sono un po' migliori (almeno questo è ciò che si vede nelle strisce; cosa poi facciano fuori dalle strisce... chi può dirlo?) e dove tutto è un po' più mite e la cosa peggiore che può accadere è un "bonk!" o uno "splash!". Un mondo un po' zen, come qualcuno lo ha definito.

 Forse proprio grazie a queste splendide pubblicazioni della Fantagraphics Books, Nancy sta vivendo un momento di grande revival anche se, intendiamoci, non è mai stata abbandonata dall'immaginario americano e anglofono in generale, per quanto le strisce attuali siano, beh... "bruttine" è forse il termine che meglio le rappresenta; comunque anni luce lontane da quelle di Bushmiller. Si pensi che negli Anni 70 la striscia quotidiana di Nancy veniva pubblicata, contemporaneamente, in oltre 850 quotidiani!
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Nancy is Happy - complete dailies1943-1945
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Non sono entrato nel dettaglio dei tre volumi perché stiamo parlando di ben oltre 900 pagine di strisce, che toccano qualsiasi argomento (compresa, in un modo molto soft naturalmente, la Guerra) e che sono in grado di far passare a chi legge ore e ore di tenero e nostalgico piacere. Inutile dire che i volumi sono egregiamente stampati e rilegati e sono pressoché indistruttibili. Non c'era da aspettarsi di meno dalla casa editrice in questione.

Vista la continuità di pubblicazione italiana nel corso degli anni, posso ipotizzare che tra le persone più o meno mie coetanee ce ne debbano essere molte che quella striscia l'hanno amata: se siete all'ascolto, e se masticate un po' d'inglese, prendete in considerazione l'acquisto di questi tre primi splendidi volumi della Fantagraphics Books e rischiate davvero di regalarvi ore e ore di grande gioia!
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Nancy likes Christmas + Nancy loves Sluggo - complete dailies 1946/48 - 1949/51
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Alle persone giovani che mi leggono, invece, mi permetto di dare il medesimo consiglio: le strisce di Nancy sono davvero senza età, e sono per tutte le età, e hanno il potere di trasportare chi le legge in un mondo altro, seppure riconoscibile come molto simile al "nostro", ma incredibilmente più "morbido", positivo, non ancora intaccato dal male, un mondo che fa bene al cuore e alla mente, disegnato con uno stile (apparentemente) semplice e incredibilmente efficace.
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Le introduzioni dei tre volumi sono scritte rispettivamente da Daniel Clowes (!), Bill Griffith e Ivan Brunetti, tre grossissimi nomi del fumetto americano e mondiale, segno che le "vecchie" strisce di Nancy mantengono fama, prestigio e soprattutto piacere di lettura non solo tra il pubblico, ma anche tra i migliori "addetti ai lavori".

E poi oggi è pure il mio compleanno :)

Buona lettura!





Nancy - strip del 1946 - un po' di "metafumetto"...



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15 commenti:

  1. bellissimi! Li adoro! Non so se hai mai notato che Terenghi per Tarzanetto (è una mia impressione) si sia fortemente ispirato allo Sluggo di Bushmiller. :-)

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    1. Non dubitavo del tuo buon gusto Salvatore! ;-)))
      Sono assolutamente d'accordo con te: Tarzanetto mi ha sempre un po' ricordato Bushmiller. Credo che il Maestro Terenghi conoscesse comunque molto bene quelle strisce. Ho avuto il piacere di conoscerlo a una Torino Comics dei primi Anni 90, era una persona deliziosa e modestissima... proprio come gli autori di oggi!!! :-)))))
      Ti abbraccio Salvatore e sempre complimentoni per il tuo ottimo blog Retronika che seguo sempre con grande interesse e soprattutto con grande piacere!
      A presto!
      Orlando

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  2. In tal caso, auguri, vecio, e ti pubblico su afNews. :-)

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    1. Grazie mille carissimo Gianfranco :-)))
      Spero che prima del mio Sessantesimo ci si riesca a vedere per una bella pizza ;-)
      Un abbraccio grande!
      Orlando
      p.s. Ho avuto occasione di vedere alcune foto fatte da tua figlia, e alcune foto di lei stessa: che belle foto fa e quant'è cresciuta... mamma mia... e che bella ragazza si è fatta! Dalle un bacione da parte mia!

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  3. Auguriii Orly :3 (e scusa per il ritardo). Augurissimi di cuore <3

    E' sempre bello quando un fumetto che aspetti con ansia (e che magari pensi che mai e poi verrà pubblicato) invece finalmente esce , anche se non ne la propria lingua madre, ma chissene (ormai anche io leggo spessissimo in inglese).

    Non conoscevo questo personaggio, ma adoro le bambine molto sveglie e che non hanno peli sulla lingua XD quindi potrebbe piacermi molto! E poi adoro quella casa editrice, la Fantagraphics....mi ha portato due volumi di Moto Hagio e altri manga interessanti.
    Insomma me lo metto in wish list, almeno un volume per provare com'è :)

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    1. Grazissimo Caroline!!!
      *svolazzano cuiriciottini come piovesse*
      Sì, è proprio così: io adoravo da decenni Nancy, ma mi ero "ridotto" a cercare le strisce di Bushmiller su internet (e non ce ne sono proprio tantissime...).
      Poi è uscito il primo volume dell'ottima Fantagraphics [1] e io sono andato fuori di testa :D
      Tra l'altro, pensa che la prima spedizione - l'avevo comprato su Book Depository - NON MI E' ARRIVATA!!! (te pareva...)
      Così ho scritto e me ne hanno mandato un'altra copia (e vorrei vedere!), ma l'ho aspettata settimane, e da allora non prendo più nulla da loro. Sorry, ma mi è rimasto il terrore! :-(
      Comunque non ti so dire la gioia delle gioe! Letto e riletto, è un volumone pressoché indistruttibile, con rilegatura e una carta ottime.
      Il secondo e il terzo volume li ho presi insieme, quindi quando mi sono arrivati (aspettati pochissimo!) ho rischiato l'infarto! (dalla gioia, ovvio!)
      Non è che proprio te li regalino, però data la mole mostruosa di pagine, e la cura, non mi sento di dire che sono "cari", onestamente.

      Per quanto riguarda la lingua, sono strisce di un inglese abbastanza semplice: basta capire (ma se ce l'ho fatta io, ce la fa chiunque ^___^) lo "slang" di Sluggo ed è fatta. Ad esempio per dire "ragazza" dice "goil", per "Herbert" dice "Hoibet" et similia.

      Purtroppo per quanto rigguarda altri fumetti (Alan Moore e Grant Morrison per esempio) la lettura in lingua è ancora alquanto difficoltosa, anche se devo dire che il corso che sto facendo mi sta parecchio aiutando a migliorare anche nella lettura :)

      Bene, la smetto coi miei deliri dicendoti che sono felicissimo che il mio scritto ti abbia messo un po' di curiosità! :-)
      ...e come sempre stra-grazie per i tuoi sempre graditissimi commenti :-)
      Ciao e a presto!
      Orlando

      [1] Quanto può essere strafiga una casa editrice che pubblica Nancy e Moto Hagio? Li adoro!!! :-D

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  4. Bella recensione, come sempre molto sentita!
    Al solito non sono argomenti su cui posso esprimermi, ma ogni tanto ci provo, se non altro a leggere i tuoi pareri! XD
    Anche se in ritardissimo... tanti auguri! :P

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    1. Grazie mille per le tue parole iyanceres :-))
      Sono molto contento che traspaia il mio amore per ciò di cui sto scrivendo :)
      Purtroppo trovo il mio "stile" (...) ancora molto involuto e spesso faccio fatica a comunicare esattamente ciò che vorrei. Ma conto di migliorare col tempo! :-D
      ...e grazie mille per gli auguri!!!
      A presto!
      Orlando

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  5. Carissimo Orlando, mi dispiace di aver letto solo ora il post, e di essere così in ritardo nell'augurarti un felice compleanno T_T.
    Nancy e Sluggo li conosco "di vista", ossia le loro fisionomie mi sono familiari, ma non ricordo dove e quando li ho "incontrati".
    Le strip hanno sempre un loro fascino, un'immediatezza che conquista, e quando poi sono raccolte in edizioni di prestigio, chi resiste? ^_^.
    A questo proposito, se permetti, vorrei uscire un attimo off topic, perché alcuni dei commenti mi hanno fatto tornare in mente una riflessione che facevo non molto tempo fa, e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
    Piccola premessa: da fruitrice essenzialmente di manga, ciò che sto per scrivere va ristretto a questo "settore" (se così vogliamo chiamarlo) del fumetto; so che non ti piacciono certe distinzioni, e sono d'accordo con te che un fumetto è sempre un fumetto, indipendentemente dall'origine geografica, ma in questo caso concedimi una piccola "licenza" perché mi aiuta a definire il tipo di prodotto editoriale a cui voglio fare riferimento.
    Ogni mese io compro diversi manga, ma di tutti i volumi che compro, quanti ne voglio davvero "possedere"?
    Pochi, pochissimi, e questo indipendentemente da un giudizio positivo o negativo su una determinata serie.
    Continuo ad acquistare per sapere "come finisce quella storia", ma il fumetto come "oggetto", come volume che finisce nella mia libreria, di solito non mi conquista (ovviamente ci sono anche delle eccezioni): la maggior parte dei volumi, indipendentemente dalla casa editrice, si basa all'incirca sul medesimo standard, e il massimo della "lusso" sembra essere una sovracopertina o qualche pagina a colori.
    Mi sembra che all'estero negli ultimi tempi ci si stai aprendo sempre di più al digitale, e diverse case editrici, ad esempio, forse anche per arginare il problema delle scans amatoriali, pubblicano praticamente in contemporanea con il Giappone le loro versioni tradotte e adattate di opere di successo.
    Perché anche nel nostro Paese non si cerca di dare più spazio al digitale, a prezzi competitivi, magari per le serie più "easy", piacevoli si, ma che non si caratterizzano certo come capolavoro (una sorta di "fast food" del manga, per le serie che al momento fanno tendenza, e di cui farei sicuramente una scorpacciata), lasciando più risorse per delle edizioni stampate un po' più ricercate, con note approfondite, etc, che si concentrino soprattutto sulle opere che hanno fatto la storia del manga, e che il pubblico meriterebbe di conoscere (i presidi "slow food")?
    Come scrivevo in precedenza, ci sono sicuramente delle eccezioni (la Hikari, ad esempio, secondo me sta facendo un buon lavoro, ed un tempo c'era la cara e mai dimenticata d/visual con i suoi classici del fumetto giapponese), ma molti dei volumi manga che ho nella mia libreria e che adoro possedere, toccare, sfogliare mi sono arrivati da Oltreoceano, Fantagraphics, Vertical e persino VIZ Media.
    Spero di essere riuscita a comunicarti il mio pensiero, anche se, come sempre, non riesco ad evitare di essere alquanto logorroica, e sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensi. Spero anche di non passare per la solita snob XD!

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    1. Carissima, innanzitutto grazie per gli auguri, che sono graditissimi anche con un pochino di ritardo! :-D

      Molto, molti interessanti le tue considerazioni che riguardano riflessioni che, almeno in parte, sto facendo anch'io proprio in questo periodo.
      Io non ho un'idea ferrea e certa in merito a quanto tu dici, ma mi sono spesso chiesto quale possa essere una soluzione...
      Ad esempio per ANNI e ANNI ho sostenuto l'idea di editare fumetti, in particolare manga, su carta straccia a prezzi bassissimi e con volumoni enormi, proprio come un tempo si faceva in Giappone (specie con antologiche), per poi - almeno per certe serie - passare alla pubblicazione su volumetti di lusso.
      Oggi come oggi non so se sosterrei più questa idea, perché i fumetti vendono poco in una sola edizione, figuriamoci in due...
      Però l'idea di far uscire subito in digitale i fumetti/manga "meno preziosi" sarebbe una buona idea, ma a questo punto mi sovvengono subito due domande:
      1) chi lo decide quali sono i manga "meno preziosi" o "meno collezionabili a livello cartaceo"?
      2) ...e il prezzo?
      Ossia, la cosa avrebbe senso solo se i manga venissero pubblicati a un prezzo di molto inferiore a quello cartaceo, sennò siamo punto daccapo.
      Conosci qualche editore disposto a pubblicare manga digitali a basso prezzo?... :-DDD

      Se noti, a proposito di prezzi, quelli di Viz, Fantagraphic & Co. sono comunque alti per lo standard italiano, sono prodotti un po' di lusso, che per altro NON hanno delle "controparti" economiche!

      Le edizioni italiane che prendi come esempio fanno/facevano delle edizioni rivolte a un pubblico che può permettersi di spendere molto denaro per le loro pubblicazioni!

      Un altra cosa che mi viene in mente - e chiedo scusa fin d'ora se sembrerà banale - sul "cosa voglio davvero possedere", connesso al sacrosanto "però voglio comunque leggere un sacco!", e che è una cosa che non fa certo piacere alle case editrici, ma noi lettrici/lettori dobbiamo anche ragionare sulle nostre tasche cribbio!, è la compravendita dell'usato.
      Io moltissime delle serie manga che possiedo le ho prese usate (sempre in ottime condizioni, ovvio).
      Anche questo discorso, a mio parere, può arginare la spesa. Anche se onestamente non so quanto aiuti l'aumento delle vendite dei manga... questo non saprei proprio dirlo...
      Certo è che il fumetto, come ormai sentiamo ripetere fino alla nausea, sta diventando sempre più "un prodotto di lusso e di nicchia"...
      Quindi?
      Non so, non so proprio, però spero che qualcuna delle persone che ci legge abbia qualche idea da condividere! :)

      Grazie ancora Hana, un abbraccio e a presto!
      Orlando

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  6. Bellissimo post (su Arturo e Zoe ho sempre avuto sentimenti contrastanti) che mi ha fatto capire un sacco di cose. Ne approfitto per farti tanti auguri di buon compleanno con due mesi di rtiardo e di buon natale con quattro giorni d'anticipo. Smack.

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    1. Grazie Consolata!
      Lo scopo era quello di farvi venire un po' di curiosità per questa splendida striscia che oramai, in Italia, è caduta nel dimenticatoio, e che invece è ancora godibilissima e ricca di spunti (e risate) :)
      Grazie per gli auguri di buon compleanno, che sono sempre graditi anche con ritardo :-D
      E anche per quelli di buonnatale, ma... dobbiamo proprio vederci noi due, neh!
      Chiederò al trippone rossovestito di portarmi sotto l'albero (che non ho fatto: hai presente quanto durerebbe un albero di natale con 2 gatte e 1 cane???) un po' di "siero antigeNante" :-)))
      Un bacione grande e a presto!
      Orlando

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  7. Guarda, l'idea di genare qualcuno mi fa talmente ridere che quasi mi risolleva dalla depressione natalizia! <3 <3 <3

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    1. Ah, io dalla depressione natalizia sfuggo così: lo ignoro! (il natale) :-)
      A parte l'obbligatorio pranzo dai suoceri, null'altro turberà questo periodo! :D
      ...per quanto riguarda la geNatezza... devi accettare il fatto che ai miei occhi sei una persona che spicchi così tanto sulla generale mediocrità (sempre presenti esclusi, beninteso), e poi sei pure una scrittrice, una vera scrittrice diamine!, che non puoi chiedermi di essere completamente sgeNato, dài! :))))
      Io per esempio, come te per Orhan Pamuk e Mo Yan, vorrei il tuo autografo sulle mie copie dei tuoi libri. Ebbene sì!
      Dobbiamo vederci, anche per questi autografi per i quali ho appena fatto coming out! :)
      Orli

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  8. E io ti aspetto con le orecchie rosse per la vergogna, la lacrima sul ciglio e la penna in mano... Ciao!

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