martedì 15 settembre 2015

THOR


THOR

di Jason Aaron (testi) e
Russel Dauterman (disegni)






mensile, 48 pag. colore


euro 2,90

Panini Comics




"Chiunque impugnerà questo Martello, se ne sarà degno, avrà il potere di... THOR!"


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Thor (con i Fantastici Quattro) è stato un "evento" che ha mutato per sempre la mia vita.
I suoi albi da 48 pagine, pubblicati dal 1971 in Italia dall'Editoriale Corno con la cura di Luciano Secchi, Maria Grazia Perini e le altre persone dello staff Corno, hanno modellato per sempre una parte importante della mia fantasia, della mia immaginazione, persino della mia sensibilità alle cose.

Per anni Thor è stato il mio personaggio preferito: scelta facile per uno che fin dall'età di cinque anni è stato totalmente affascinato dalla Mitologia, e dalle mitologie tutte.

Purtroppo, e lo dico senza ironia alcuna, non sono un nerd, ossia - per come la intendo io - uno specialista. I nerd sanno tutto sui loro personaggi preferiti. Sono gli specialisti delle loro passioni e, credo, si divertono e se la godono più dei comuni mortali.
Questo è ciò che io intendo per nerd.
E posso assicurare che ho conosciuto molti e molte nerd di splendido aspetto, senza ombra di brufoli, brillanti in società e con una regolare vita sessuale.

Io, invece, sono un tipo da "un po' di questo e un po' di quello", un'infinità di "buchi" (nelle collezioni, nelle informazioni, nella conoscenza, nella costanza delle letture...), una memoria che fa acqua come un colabrodo - da sempre, non solo per questioni di sopraggiunta senilità - e dunque sono solo innamorato, ma non specializzato.
La specializzazione è una qualità, che certamente costa fatica (e denaro!), che ho sempre invidiato molto.
Ma, insomma, io questa qualità non ce l'ho e credo di non esserci proprio portato, quindi parlo di cose - di supereroi-supereroine in questo caso - che conosco sì, ma non in modo così specialistico come vorrei.
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Thor n. 1 - ed. Corno, Aprile 1971
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Ma forse è anche/proprio il mio non essere nerd, quindi non specialistico e specializzato, che mi permette questa sorta di "double-face", ovverosia il comprendere perfettamente, e ammirare e apprezzare molto, il lavoro degli amici di Blue-Area (e della loro meravigliosa rivista on-line), alfieri della Continuity e contemporaneamente trovarmi a mio agio con la attuale "assenza" di Continuity, o meglio con la sua costante e continua modifica che prevede anche, ad esempio, l'adeguamento dei fumetti ai cinecomics, ossia alla più importante e sostanziosa fonte d'introito che procurano oggi "i Supereroi".

Il mio tenere il piede in due scarpe non è, credo, frutto di poca convinzione nell'una (pro-Continuity) o nell'altra (chissenefrega-della-Continuity) "ideologia": sono, anzi, profondamente convinto di entrambe le posizioni, sento profondamente le ragioni dell'una e dell'altra e... le sposo, amandole, entrambe!

Non mi sto arrampicando sui vetri e non sto mentendo a me stesso: godo veramente di entrambi i privilegi e non necessito, in realtà, di nessuno dei due in quanto mi godo le ristampe (nessuno potrà mai togliermi il piacere delle vecchie storie che non verranno mai cancellate da nessuna ret-con: ho i volumi a casa, concreti nella loro quadricromia, le loro pagine non diventano bianche né mutano ad ogni ret-con!) e mi godo anche le nuove storie.
Il tutto, ripeto, forse è frutto della mia ignoranza, dei miei colossali buchi di lettura, del mio non essermi sempre concentrato al 100% sulla tessitura dei fili di quel grande arazzo che - piaccia o meno - è la Marvel.
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Thor n. 1 ed. Play Press - Febbraio 1991
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Altre critiche, invece, non le comprendo, non per una qualche mia contrarietà, ma semplicemente perché non le vivo, non le vedo e di conseguenza non le capisco.

Recentemente persone che so amare i fumetti di supereroi quanto e più di me (quindi parecchio!) sono rimasti profondamente delusi da alcune letture e ne hanno spiegato i motivi che si riassumono - giocoforza qui sintetizzo e quindi banalizzo - soprattutto con la mancanza di aderenza alle caratteristiche "base" di un certo personaggio o gruppo e "ret-con" troppo aggressive.

Alcuni di quei fumetti li ho letti anch'io e sebbene non intenda smentire le osservazioni fatte - ovverosia gli autori hanno effettivamente variato, anche di molto, le caratteristiche "di base" del/dei personaggi e si sono lasciati andare a ret-con azzardate - su di me non hanno avuto l'effetto delusione, anzi, ho comunque apprezzato moltissimo storie e disegni.

Tra i fumetti che ho letto recentemente e che mi sono goduto parecchio c'è proprio Thor: il nuovo THOR.
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Odinson non riesce più a sollevare Mjollnir
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A seguito di un evento recentemente accaduto nell'Universo Marvel - una saga in quattro volumetti chiamata Original Sin (Peccato Originale) - il Thor che conosciamo, che conosce anche chi non ne ha mai letto un solo fumetto, grazie ai due film prodotti da Marvel Studios - Paramount Pictures, insomma quel bel ragazzone grande, grosso e biondo, non è più degno di fregiarsi del titolo di Dio del Tuono.

Thor Odinson figlio di Odino (Odinn è il "Padre di Tutti", il dio supremo della mitologia norrena) non riesce più a sollevare il martello magico Mjollnir, fonte del potere sul Tuono e della divinità stessa di Thor. Non riuscire a sollevare Mjollnir equivale a non esserne degno, a non poter più comandare il Tuono, a non essere più quindi... un dio!
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Nell'Universo però "deve sempre esserci un Thor" ed ecco che nella desolata landa lunare in cui giace a terra il mistico Mjollnir, una delle più potenti armi del creato, un braccio femminile ne afferra l'impugnatura e sollevatolo in alto ne viene rivestita di divino potere: è nata Thor la Dea del Tuono!
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THOR, la Dea del Tuono

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Nel corso della sua cinquantatrennale esistenza fumettistica (fu creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962) Thor ha cambiato più volte armatura, aspetto, hairdo e persino alter-ego terrestre, ma mai era stato osato un tale stravolgimento: una donna che prende il posto, il nome, i poteri, la divinità del figlio di Odino, divenendo ella stessa Thor la Dea del Tuono!

Si può ben immaginare quanto questo sconvolgimento sia stato "ben accolto" (...) dalla maggior parte dei fan i quali, prima ancora dell'uscita del primo numero della nuova serie, si erano già ampiamente espressi in materia, spesso molto negativamente.

Eh certo, Thor, proprio lui, un simbolo della mascolinità e della virilità estreme, divinità non estranea a certi culti riconducibili a ideologie di dextra estrema o, più prosaicamente, ispirazione per nuovi movimenti religiosi certamente non progressisti come la Íslenska Ásatrúarfélagið , trasformato - sebbene solo in un fumetto - in "indegno" e per di più sostituito da una donna!

Anche in Italia si sono ovviamente potuti leggere sui social commenti pregni del maschilismo più retrivo e degni di un medio evo più oscurantista del vero Medio Evo, accanto a più pacati - ma quasi mai positivi - commenti in cui veniva espresso dissenso per la nuova Thor (spesso senza averne ancora letto neppure una riga).
Bisogna però sempre rendersi conto che gli "attivisti" (non a caso uso il maschile) fumettofili dei forum e dei social sono una esigua minoranza rispetto a chi fruisce dei fumetti e si "limita" a quello.

Freyja, la Madre di Tutti
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Ciò non significa che la nuova - e certamente temporanea - Dea del Tuono debba necessariamente e obligatoriamente piacere a tutt* (ma ci mancherebbe!); a me comunque è piaciuta moltissimo e sono felice di questa svolta, coraggiosa e inaspettata, che l'autore Jason Aaron ha fatto compiere al fumetto, insieme al suo sodale disegnatore Russell Dauterman.

La Dea del Tuono entra in azione improvvisamente e senza spiegazioni: semplicemente lei è in grado non solo di sollevare il mistico martello Mjollnir, ma anche di farlo agire (volare, colpire, fargli compiere elaborate traiettorie ecc.) in modi che il "vecchio" Thor non era in grado di padroneggiare in modo così disinvolto:

"Apri gli occhi! Non puoi aggrapparti a qualcosa che hai già perso!"
"Cosa ti rende così degna? Chi sei sotto quella maschera?!"
"Sono colei che brandisce il martello! Chi sei tu?"

Non sono solo i fan che faticano ad accettare la nuova Dea del Tuono: non ci si poteva certo aspettare che il "vecchio" Thor subisse il suo nuovo status senza protestare e infine combattere?

Senza più il suo braccio sinistro, perso in battaglia contro il maligno e potentissimo re elfo Malekith, sostituito da una protesi di uru (lo stesso mistico metallo con cui fu forgiato Mjollnir) e armato dell'ascia Jarnbjorn, il "vecchio" Thor affronterà la nuova Thor in un duello emozionante che avrà risultati inaspettati (e che non voglio rovinare con inutili spoiler).
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Ma "l'alternanza" dei Thor non è l'unico cambiamento recente tra la comunità divina asgardiana: durante l'esilio di Odino, il "Padre di tutti", sua moglie Freyja (matrigna di Odinsonha governato la nuova Asgardia formando insieme alle dee Idunn e Gaea un triumvirato chiamato "la Madre di Tutti".
Pare che ultimamente in Asgardia il matriarcato abbia un certo successo.

Ma ora Odino, più scorbutico che mai - che godimento quando nemmeno lui riesce a sollevare Mjollnir! - è tornato e vorrebbe ripristinare il precedente status quo. Io sono tra coloro che spera non ce la faccia.
Esemplificativo questo dialogo tra il Padre di Tutti e la Madre di Tutti davanti al figlio che non riesce più a sollevare il Martello:

"Strillare non serve a niente, caro marito. Forse potresti provare a parlare, una volta tanto."
"Immagino vorresti che viziassi il ragazzo, Freyja, come hai fatto tu. Ecco cosa succede quando una Madre di Tutti  diventa reggente di Asgard. Sono stato via troppo a lungo."
"Eppure le mura di Asgardia non sono cadute in polvere. Qual stranezza."
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Odino, il Padre di Tutti
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Thor la Dea del Tuono indossa una maschera che le copre il volto lasciandole scoperta soltanto la bocca: nessuno per ora sa chi si nasconda dietro la maschera [1] e l'armatura. Lei stessa non è ancora del tutto conscia di quanto le sta accadendo, o meglio: dai suoi pensieri si capisce che è sì sorpresa di quanto le sta accadendo, eppure non così sorpresa come si potrebbe immaginare.
E' interessante, e divertente, la dicotomia nei suoi stessi pensieri, in quanto pensa "da asgardiana", da dea, ma anche da mortale, sentendo la contraddizione e domandandosi lei per prima da dove le derivi il potere, perché proprio lei è stata scelta e da chi.

Ciò però non le impedisce di essere la vera Thor e di combattere la sua prima, immensamente impegnativa battaglia contro tre minacce che stanno mettendo in pericolo l'intero pianeta: la Roxxon, una multinazionale governata da Dario Agger, un mostruoso (letteralmente) amministratore capace di trasformarsi in una potentissima bestia mitologica; i Giganti del Ghiaccio e il malefico e pericolosissimo Malekith, re elfo oscuro.
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Minotauro
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La Dea del Tuono affronta le battaglie con enorme coraggio, tenuto anche conto che non ha ancora presente la reale portata dei suoi poteri; ciò nonostante si getta nella lotta come una furia non essendo minimamente certa dell'esito. Direi anzi che si getta nella battaglia anche con una certa... gioia.
Trovo molto comprensibile questo sentimento: chi, al di là di qualsiasi altro legittimo sentimento (timore, stupore ecc.), non proverebbe un'incontenibile gioia nell'essere una divinità che comanda il tuono, può volare, è superforte e possiede Mjollnir?!?...
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Mi è sempre piaciuto l'approccio che Jason Aaron, al timone del mensile Thor dal 2013, ha con il dio, o la dea, del Tuono: sia esso puramente mitologico e guerresco come nella bellissima run precedente (in cui era accompagnato ai disegni dal meraviglioso Esad Ribic che, ammetto, mi manca un po', pur essendo questo nuovo Russell Dauterman molto bravo e godibilissimo), o "ecologico" e maggiormente "fantasy" come in questo nuovo ciclo.

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Thor e Malekith
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Al di là dello sgradito spoiler [una parte di me continua a sperare che il suddetto sia una bufala] che mi ha tolto parte del divertimento dell'elucubrazione, delle ipotesi culminanti con la finale scoperta della sua identità, trovo che la nuova Thor abbia, grazie alla guida di Jason Aaron, tutti i numeri per diventare un personaggio importantissimo all'interno del Marvel Universe, ma soprattutto credo che si siano poste le basi per la costruzione di splendide storie.

Forse, come sempre accade (o accadeva?...) il "vecchio" Thor prima o poi si riprenderà Martello, poteri e dignità con buona pace di quegli haters che in questi mesi hanno infestato la rete coi loro commenti sprezzanti e pieni di astio. O forse no, chi lo sa?

Questa nuova storia di Thor - insieme ad altre storie, di cui spero di poter parlare quanto prima - mi fa riscoprire il divertimento nel leggere un genere fumettistico mai così bistrattato, e forse un bel po' in crisi, come in questi anni recenti.

Avventure fantastiche che parlando di eroi, eroine e superpoteri continuano a parlare anche un po' di noi stess* e a fornirci - o per lo meno a fornire a me - quella indispensabile razione di mito(logia) che così tanta e grande parte ha nel nostro - o per lo meno nel mio - pensiero, fantastico o meno che sia.

Buona lettura.
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THOR

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Nota:

[1] ...stendo un pietoso velo su quanta diarrhea ho augurato di produrre a quel censura che ha spoilerato su un social l'identità della nuova Thor... Non posso negare che saperlo mi ha rovinato parecchio la sorpresa, ma non mi ha impedito di godermi le storie. Alla faccia di quel censura.


Thors...

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15 commenti:

  1. Bentornato, carissimo!
    Come sai, l'Universo Marvel (come pure quello DC) è per me qualcosa di sconosciuto, di cui al massimo o qualche vaga nozione derivante dai cinecomics degli ultimi anni.
    Ad ogni modo, ho letto anch'io alcune delle polemiche sul "cambio di sesso" di Thor: un mio giudizio in merito sarebbe del tutto fuori luogo (non avendo letto né il passato né il presente di questo personaggio) però ammetto che la prima cosa che ho pensato di fronte a quella "resistenza preventiva" è stata: "Se non si sperimenta nel mondo del fumetto, in quale altro mezzo si dovrebbe farlo?" Che male c'è a cambiare ogni tanto le carte in tavola e "vedere l'effetto che fa"?
    Mi ha ricordato un po' le polemiche all'ipotesi di un Dottore donna come rigenerazione del Dottor Who: anche lì c'era chi si scagliava contro ad una simile "blasfemia"!
    Comunque: lo spoiler sull'identità della nuova Thor è arrivato anche a me (e questo ti fa capire come si sia diffuso capillarmente su internet, se anche una non addetta ai lavori come me ne è venuta a conoscenza) e devo dire che mi ha un po' deluso (non scendo nei particolari, per paura che, anche senza far nomi, si "spoileri"- esisterà come verbo? - comunque)
    Scusami per la banalità e poca consistenza del mio commento, ma avevo davvero voglia di fare di nuovo due chiacchiere con te.

    A presto <3

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    1. Hana, non hai idea del piacere che mi fa il tuo commento...
      Grazie di cuore e spero di non "assentarmi" più per così tanto tempo :)
      Comincio dalla fine: se tutti i commenti fossero "banali" e "poco consistenti" come il tuo, farei la firma per averne minimo uno al giorno! :-D
      Non te lo dico per fare i complimenti, ma perché il tuo commento - oltre che piacevolissimo - è assolutamente azzeccato.
      Hai detto in una frase quello che io ho cercato di dire in un mucchio di blabla e, se non ti spiace, da oggi la userò anch'io (pagandoti id iritti d'autore! ^____^): "SE NON SI SPERIMENTA NEL MONDO DEL FUMETTO, IN QUALE ALTRO MEZZO LO SI DOVREBBE FARE?".
      Ecco, al di là del piacere di aver raccontato di un fumetto che mi sta molto piacendo, il vero scopo di questo mio scritto.
      Anch'io, pur non essendo un fan, ricordo le polemiche sul Dottore donna e ricordo di aver pensato, così come ho fatto per Thor, che i mezzi di comunicazione sono ancora troppo un giocattolo per i maschietti e guai a chi glielo tocca o cerca di cambiarglielo.
      Ma durerà ancora poco, ne sono certo.
      So bene di essere, io per primo, conservatore in certe cose: quanto mi scandalizzai quando seppi che c'era l'ipotesi che altri autori/autrici avrebbero potuto creare nuove strisce dei Peanuts...
      Il mio compagno, molto semplicemente - e logicamente - mi disse solo "Ma aspetta di vedere come saranno, poi eventualmente ti scandalizzi, no?".
      Già, appunto :)
      Con ciò non voglio dire che chi legge deve per forza accettare i cambiamenti se non sono di suo gusto: ho smesso di leggere Dylan Dog molti anni fa perché non mi piaceva più, senza odiare nessuno per questo :)
      Comunque, in generale, il cambiamento non dovrebbe essere così osteggiato in un mezzo come il fumetto, che a mio parere offre innumerevoli possibilità. O almeno bisognerebbe vedere prima di giudicare. Pare banale, eppure... :)
      Bene, la smetto qui che sono stato già abbastanza logorroico :-D
      Grazie mille Hana e a prestissimo!
      Orlando

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  2. Ciao Orlando, bel post.
    Sì sì, sperimentiamo, ma di Thor alternativi credo di avere fatto ormai il pieno (Tempesta era una quasi-Thor femmina, Beta Ray Bill era... vabè , il ganzo di Sif... ecc. ecc.).
    Non sono maschilista (anzi) ma temo che ormai per me Odinson/Sigurd Jarlsson sia storia. Non perchè non mi piacciano le recenti incarnazioni ma perchè proprio non ho voglia di leggerle, femminili o meno. Mi fermo alle (deliziose) ranocchie di Simonson ed è pure troppo per un Kirbyano buscemiano come me. Ma è una cosa fisiologica, c'è un limite ai retcon che la mente umana,la mia almeno, può sopportare.
    Don Blake,Il primo eroe Marvel che ho letto e amato (insieme con Dr. Strange) può finire qui. E poi sono sempre stato più affascinato da Loki...
    E poi Thor femmina è ganzo, d'accordo, ma mi resta il sospetto di una "furbata"... ti ricordi quando in Dark Knight il sindaco di Gotham si domanda se non sia il caso di mettere un uomo di colore (black) come nuovo capo della Polizia dopo Gordon, solo per far colpo sul pubblico? Il consigliere risponde: "Black's passeé..." cioe "siamo già oltre"... e viene nominata Ellen Yindel.
    Piuttosto sarei curioso di sapere qual'era il tuo personaggio preferito nel Thor classico... A me piaceva Ulik, il classico villano rifatto che rutta e fa casino ai pranzi di matrimonio...
    P.S.: Triste però, a una certa età, non essere più in grado di sollevare il martello...

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    1. Grazie mille JD :))
      Come dicevo anche nel mio scritto, credo di capirti bene, anche a me certi personaggi e i loro cambiamenti hanno stufato.
      Era così anche con Thor, fino a un po' di tempo fa (sostanzialmente fino a prima del ciclo di Aaron): non lo seguivo da un po' e ho provato a comprare un paio di numeri, sarà un tre-quattro anni fa, e mi hanno annoiato tantissimo, tanto da non ripetere l'esperienza. Poi più recentemente, soggiogato dalla stupendità dei disegni di Esad Ribic, mi ci sono riavvicinato e me lo sono letto proprio volentieri.
      Da lì alla Dea del Tuono il passo è stato breve.
      Ma, e lo dico non per piaggeria, ti capisco.
      Ricordo il Thor pubblicato dalla Star (o era già Marvel italia?...) di metà anni 90, mi pare, una roba metallara coi capelli lunghi fino ai piedi, storie (per me) illeggibili... Ma neppure Thunderstrike mi era piaciuto! E anche il ciclo di Jurgens non è che mi abbia fatto poi impazzire...
      Quindi, come vedi, ero un bel po' stufo anch'io :))
      Semplicemente, mi sono imbattuto nell'autore "giusto" al momento "giusto" (giusto per me, s'intende).
      Per me poi Jack Kirby resta il massimo e ancora oggi mi rileggo per l'ennesima volta il lungo ciclo Lee - Kirby e ne godo tantissimo, mi emoziono come un bambino (sul serio...) e storie come "Per diventare Immortali" (ehm...) le avrò rilette trenta volte, ma ancora mi toccano l'anima! :)

      Invece rispetto al fatto del "Thor femmina" (posso dire che detesto questa definizione?) e del paragone che fai col sindaco nero del Dark Knight credo, se ti ho ben capito, di essere in totale disaccordo con te.
      Vedi, ti faccio un esempio concreto.
      Da quando sono nato leggo/vedo/ascolto storie in cui ci sono lui & lei. E' proprio scontato, come dire. Lui & lei.
      Tu non ti puoi immaginare che due palle per una persona gay/lesbica leggere per tutta la vita storie di lui/lei.
      Immagino che possa esserci un fenomeno simile per le donne: saranno un po' stufe di leggere storie in cui "è scontato" che l'eroe sia maschio? (e bianco, e eterosessuale, naturalmente).
      Immagino che se io fossi nero mi roderebbe un po' il culo leggere solo storie in cui gli eroi sono bianchi...
      Ecc.
      Sono riuscito a spiegarmi?
      Chi dice che i personaggi gay sono messi lì "per moda" o "per fare sensazione" o che un Thor donna è stato creato solo per "stupire" forse ha ragione, ma forse anche chi se ne frega! L'importante per me è che ci siano personaggi gay, donne, non-necessariamente-caucasici/che .
      Perché altrimenti se qualcuno non dà una svegliata a queste cose mi toccherà leggere ancora storie di maschi eterosessuali bianchi fino alla morte e, francamente, che palle.
      Quindi, personalmente sono felicissimo della nuova Thor :)

      Infine: i miei personaggi preferiti?
      La Colonizzatrice Tana Nile di Rigel e Beta Ray Bill, senza ombra di dubbio! :D
      Grazie ancora per il tuo commento e a presto!
      Orlando

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  3. ammetto che "con manifesto in omaggio" mi ha fatta sorridere XD
    comunque...io di Thor ho visto solo i film, ma non xi vuole molta fantasia per immaginare la reazione di certi fans o commentatori di passaggio...
    sinceramente a me non fa tanto effetto questo cambiamento (tanto mi pare scontato che poi il vecchio thor tornerà alla carica). Non mi sono mai avvicinata molto ai marvel e dc perché non amo questo continuo rimaneggiamento...nel caso di SheThor (passami il termine xD) anzi mi sembra gestito benino perché sembra inserito in una qualche linea temporale coerente. Non amo invece i continui reboot e stravolgimenti perché mi chiedo...se si devono cambiare tanto i personaggi, tanto vale farne di nuovi, anche se simili, no? Poi parlo da super profana nel fumetto americano, quindi magari sto sparando una sciocchezza enorme! Il cambio di sesso è l'ultimo dei cambiamenti di cui i lettori si dovrebbero preoccupare secondo me XD
    A presto! :D e complimenti come sempre per il post!

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    1. Grazie per il tuo graditissimo commento Millefoglie! :)
      Pensa che quel manifesto (che peraltro era stupendo!) se ce l'avessi ancora varrebbe una piccola fortuna! :-D
      Per quanto riguarda le reazioni maschiliste, lasciamole lì dove stanno, che sono in buona compagnia.
      Se tu pensi che alcuni autori (mi viene in mente Dan Slott, che adoro) hanno ricevuto MINACCE DI MORTE (!!!!!) da "fan"(atici) che non gradivano i cambiamenti apportati alle storie, ti renderai conto di che razza di idioti è popolato il mondo.

      Vorrei fermarmi un momento sulla tua frase:
      "se si devono cambiare tanto i personaggi, tanto vale farne di nuovi, anche se simili, no?"
      Quel che dici non è banale e, in parte, è quello che la Marvel (e le altre case editrici di fumetti seriali) ha provato a fare sin da quando esiste; ha pure provato a "svecchiare" i personaggi classici creandone delle versioni "Ultimate", ambientate in un universo differente (quindi abbiamo ad es. uno Spider-Man nero, un Thor ecologista e non divino, un Cap America un po' fascista ecc.). A me personalmente l'universo Ultimate non è mai piaciuto, anche perché amando i "vecchi" personaggi, non è che sentissi l'esigenza di andare a cercarmi queste nuove versioni più adolescenziali.
      Ma comunque l'importante è che la Marvel abbia lasciato sia il "vecchio" universo che il "nuovo", e ognun* sceglie quello che preferisce :)
      Però volevo anche dire, sempre riferendomi alla tua critica, che uno degli elementi di fascino dei personaggi seriali, a parer mio, è sì la loro continuità, ma anche la loro evoluzione, il vedere come cambiano in base ai tempi, alle mode, ai cambiamenti della società.
      Personalmente preferirei che i personaggi che amo cambiassero, anche di molto (poi ovviamente scelgo io se il tutto è di mio gradimento o meno), invece che ritrovarmi con pletore di nuovi personaggi che andrebbero a intasare un universo narrativo già strapieno e strazeppo di personaggi.
      Ma questa è solo la mia opinione :)

      Grazie ancora carissima e a presto!!!
      Orlando

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  4. Ciao Orlando, al solito leggo sempre con piacere i tuoi post, soprattutto quando parli di Marvel, come in questo caso.

    Scrivere qualcosa su Thor per me è sempre complicato, dato che si tratta del mio personaggio preferito assieme a Daredevil, ma poni molti interessanti punti di riflessione che meritano davvero un commento.

    Ho letto Thor per tantissimi anni comprando i comic book originali e per me la run di Aaron è stata l'ideale per chiudere e smettere definitivamente di leggere un personaggio che, di recente, si è troppo distaccato da quel canone (da Lee/Kirby fino a Simonson) che ho amato e che mi ha fatto apprezzare, crescendo, anche la mitologia Norrena come lettura e studio personale. Non pretendo ovviamente che il canone di cui parlo sia una legge universale e ovviamente la Marvel dal suo punto di vista fa bene a cercare un nuovo pubblico, ma in tutta onestà è ciò che richiedo per leggere qualcosa con piacere.

    Ne abbiamo già parlato altrove, ma io il "mio" Thor l'ho trovato narrato meravigliosamente nel nuovo Ragnarök di Simonson, per cui lascio volentieri il (la?) Thor Marvel nelle mani di chi riesce ad apprezzare queste novità, senza polemiche o altro :)

    Un caro saluto

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    1. Ciao Andrea, e grazie mille per le tue parole :)
      Hai ragione, scrivere qualcosa su Thor è complicato, perché è un personaggio che ne ha passate tante :) e perché è "carico" di storie, mito, cambiamenti ecc. Credo che qualsiasi autore/autrice si trovasse ad affrontare la scrittura di Thor avrebbe sempre e comunque delle belle gatte da pelare...
      Come puoi immaginare dallo scritto e dalle altre mie risposte, credo di comprenderti benissimo e, pur avendo personalmente ri-scoperto nuova passione per le sue avventure, resto anch'io e per sempre affezionatissimo ai cicli Lee - Kirby e Simonson (e Buscema dove lo lasciamo? ^__^)
      Azzardo un'ipotesi per questo mio entusiasmo: potrebbe forse essere che essendo io appassionatissimo di Mitologia e mitologie (quella Norrena la amo molto, ma non è LA mia Mitologia preferita...) sono, come dire, abituato al fatto che dei, dee, eroi, eroine, personaggi e luoghi mitologici non hanno mai una sola "versione", ma anzi il mito cambia (anche radicalmente) a seconda del luogo, del periodo, del narratore ecc.?
      Chissà, potrebbe darsi!
      Dopo tutto ciò, aspetto con ansia di poter leggere il Ragnarok di Simonson, di cui ho saputo proprio grazie al tuo splendido blog!
      Un abbraccio e a presto!
      Orlando

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    2. Buscema ovviamente va dritto nel Valhalla dei grandi autori, assieme alla premiata ditta DeFalco/Frenz, Thunderstrike compreso che, mi sembra di capire, tu invece non hai apprezzato (ma è quasi tutto inedito in Italia, comprese molte delle storie più belle, tipo l'epico e tragico finale).

      Riguardo Ragnarök, porta pazienza. È terminato da poco il primo arco narrativo di sei albi negli Usa e per la fine dell'anno uscirà l'hardcover, quindi mi auguro che qualche editore illuminato lo porti anche in Italia. Se sarà così, non resterai di certo deluso dalla sua lettura.

      Un saluto

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    3. Di Thunderstrike avevo preso in originale i primi forse 5 albetti (il n. 1 con la variant! ^__^), che ho ancora da qualche parte e vuoi per la mia idiosincrasia per le "code di cavallo maschili", vuoi perché in quel momento forse ero preso da altri fumetti, non era riuscito a colpirmi e ne avevo interrotto acquisto e lettura.
      Se però mi dici che merita... un pensierino sul recupero ce lo faccio.
      In attesa di Ragnarok, ti abbraccio!
      Orlando

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  5. Orlando la tua risposta offre spunti di riflessione assai stimolanti (almeno per me).
    Da single etero (ormai più teorico che pratico ahimè), credo di poter capire il tuo punto.
    Siccome ho trovato interessante il tuo paragone con gli afro-americani, e in questo momento leggo molta Golden Age, mi viene da pensare: meno male che non siamo in America negli anni 50.
    Infatti leggendo leggendo salta fuori questo:

    http://comicbookplus.com/?dlid=58739

    "Negro Romance": un fumetto con protagonisti "negri" per lettori "negri" (uso anch'io questa parola per calarmi in quel mood). Non si differenzia molto dagli altri romance comics del periodo, non getta luce sulle diversità del contesto sociale ecc. E' solo che non ci sono bianchi, un pianeta senza bianchi (una contro-terra?).
    L'unico merito che per ora gli trovo è che non c'erano "macchiette nere" come in Tex (per forza, eran tutti neri!) e di aver dato lavoro a un grande artista di colore come Alvin Hollingsworth (che comunque però lavorava anche nell'horror e nei supereroi).
    E a quanto ho capito molti neri erano addirittura contenti dell'apartheid fumettistica (dopotutto anche Malcolm X auspicava la separazione).
    A ogni razza il suo fumetto! Con quella rivista si cadeva in una settorializzazione del "mercato" talmente spinta da ricordare quella che c'è adesso nei vari "generi" del porno!
    Ho letto solo un numero ma credo che difficilmente troveremo su "Negro Romance" il supremo tabù dell'amore interrazziale....
    Va là che siamo ancora fortunati... immagina se esistessero fumetti gay, con solo eroi gay, solo per lettori gay!
    Allora è meglio un panorama lui/lei con ogni tanto, magari sempre più spesso, qualche lui/lui o lei/lei, magari con storie buone, non pretestuose e calate nella realtà.
    Tutto questo, non c'entra molto con Thor...
    Comunque trovo bellissima la definizione "She-Thor"!

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    1. "... immagina se esistessero fumetti gay, con solo eroi gay, solo per lettori gay!"

      ...non ti rendi conto?

      Questa che descrivi è L'ESATTA SITUAZIONE - dal lato "etero" - CHE MI TROVO A VIVERE OGNI GIORNO DA 55 ANNI!!! (con qualche eccezione da pochissimi anni a questa parte)
      Solo che i fumetti sono etero, con solo eroi etero, solo per lettori etero...
      Non ho bisogno di IMMAGINARE: questa è LA NORMA.
      (Specie in Italia in generale e coi Bonelli in particolare...)
      Capisci?
      Tu hai immaginato un attimo la situazione che TU STESSO descrivi?
      "... immagina se esistessero fumetti gay, con solo eroi gay, solo per lettori gay!"
      Hai immaginato?
      Bene.
      Che rottura, vero?
      Quindi riesci a capirmi?

      Ultima cosa: le persone LGBT non sono "pretestuose" e sono perfettamente "calate nella realtà".
      Sorry, ma ancora una volta non concordo nemmeno con una delle parole da te dette.
      Pazienza :)
      O.

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    2. Certo, è davvero difficile mettersi nei panni degli altri, io ci provo sempre e ci riesco di rado.
      Dico solo che non vorrei mai che ci fosse un "ghetto" di fumetti solo gay. Tu replichi che di fatto c'è un ghetto di fumetti "solo etero". In effetti hai ragione, non ci avevo pensato. So che la situazione non è ottimale. Vorrei che ci fosse un albo, anche Bonelli, che propone storie scritte bene (che a me questo interessa), legate alla realtà anche difficile che viviamo, dove c'è uno (o più) protagonista, gay o non gay, che interagisce con persone, gay o non gay, che magari scopre di esserlo durante la serie, e affronta problemi perchè è un poliziotto o roba simile ecc. ecc.
      NON vorrei mai barriere e ghetti (in stile Negro romance), quelli che potrebbero esserci e quelli che, hai ragione tu, purtroppo già ci sono.

      Un'ultima cosa mi interessa chiarire (e già so che non ci riuscirò) :

      Tu mi replichi: "Le persone LGBT non sono pretestuose e sono perfettamente calate nella realtà". NON voglio fraintendimenti su questo.
      Io non parlavo di "persone LGBT". Parlavo di PERSONE.
      Chiarisco meglio: per me le "persone LGBT" sono come le "persone non LGBT". Come le persone "nere", "extracomunitarie", "ebree", "cattoliche", "musulmane" o "di capelli rossi" ecc..
      ALCUNI di loro saranno pretestuosi e non calati nella realtà, altri non lo saranno. Alcuni di loro saranno stronzi, buoni, arrivisti, onesti, strafottenti, umili ecc.; altri saranno l'esatto contrario. Ti dico di più: alcuni saranno A VOLTE buoni, onesti ecc. e A VOLTE l'esatto contrario.
      E' un modo di vedere le cose ingenuo e idiota, lo so, perchè così mi metto contro "le persone LGBT" e quelle "non LGBT", ma non ci posso fare niente, io la penso così.
      Prova ne sia che io non pensavo a personaggi LGBT ma a personaggi FEMMINILI (si parlava di She-Thor, che non so se sia LGBT), che POTREBBERO essere un pretesto di marketing, trattandosi di un fumetto Marvel.
      A ogni modo, ora ti lascio perché ho abusato veramente troppo della tua pazienza, per la quale ti ringrazio.
      E come dici tu, se non siamo d'accordo... pazienza.


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  6. Di Thor avevo letto alcuni cicli alcuni anni fa (me li ha passati la Dolce Metà) ma ad un certo punto si era stufato e ha interrotto la serie.
    Ora, con questa nuova svolta è interessato di nuovo al titolo.
    Che dire, se lo prende lo scrocco ;-P

    Personalmente rimango dell'idea che i supereroi soffrano un po' della loro longevità, per cui, alla lunga, sia necessario dare una scrollata per rinvigorire un po' la serie. Di solito questo è il punto in cui i rompiscatole escono dalla tana per lamentarsene ;-P

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    1. Purtroppo "stufarsi" di Thor è un'opzione che negli ultimi anni si è presentata qualche volta: come si diceva più sopra, è difficile assai portare avanti sempre perfettamente una gestione più che cinquantennale.
      Nonostante questo, e così è per la maggior parte dei supereroi americani Marvel e DC, dopo i "bassi" ci sono sempre stati gli "alti" e questa run, così come quella precedente sempre opera di Jason Aaron alla sceneggiatura, per me è ottima e offre ottimi spunti.
      Ciò a dimostrare, sempre secondo il mio parere, che i personaggi appartengono sì a chi li legge, ma altrettanto (direi soprattutto) a chi li scrive e li disegna.
      Come dici giustamente, se i supereroi non cambiassero mai sarebbero già "finiti" da decenni.
      Grazie per il tuo commento e a presto!
      Orlando

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