lunedì 1 giugno 2015

FantaComics

FantaComics

Un irresistibile viaggio nei grandi fumetti degli anni ‘60/’70

di
Fabio Lastrucci

saggio

con illustrazioni b/n e colori

e-book

euro 2,99

Delos Digital




“I lettori cresciuti ai tempi in cui il fumetto era considerato un sottoprodotto culturale, ricorderanno bene il potere lisergico dei giornalini, i magici oggetti in grado di ipnotizzare la fantasia dei ragazzi e far prudere i ceffoni dei grandi”
[F. Lastrucci, FantaComics; cap. 2]




Faccio parte di quella categoria di lettori cui Fabio Lastrucci accenna all’inizio del secondo capitolo del suo indispensabile saggio FantaComics.
Bisogna però ricordare che, negli Anni 60 e 70, anche moltissimi adulti erano catturati dalla lisergica magia dei, come si chiamavano allora, giornalini: lo testimonia l’enorme quantità di testate presenti sul mercato (testate magari uscite solo per pochi numeri), il target variegatissimo cui i fumetti erano rivolti e la grandissima quantità complessiva di copie vendute in quegli anni, in Italia e non solo.
I Sixties e i Seventies rientrano in quella Silver Age dei comics che, complici i cambiamenti culturali e in parte sociali dell’epoca, fu ricca di sperimentazioni e nella quale gli autori e (le poche) autrici di fumetti cambiarono alcuni dei paradigmi fino allora codificati del linguaggio fumettistico.



Per non dico analizzare, ma anche solo stilare un mero elenco dei fumetti dell’epoca, ci sarebbe bisogno di una conoscenza a dir poco enciclopedica.
Conoscenza cui Fabio Lastrucci dev’essere molto vicino, visto che il suo saggio, che si concentra nell’ambito della fantascienza, riesce in un relativamente parco numero di pagine a fornire una grandissima quantità di informazioni e, soprattutto, di stimoli alla ricerca e alla conoscenza.

Il tutto, neanche a dirlo, in uno stile di scrittura agevole, divertente, mai pesante né pedante, molto gradevole.
Personalmente sono sempre molto felice quando esce un nuovo saggio sul mio medium preferito, perché – specie se è ben realizzato e ben scritto come questo FantaComics – riesce a darmi nuovo entusiasmo e, come dicevo poco sopra, nuovi stimoli.

Ho sempre pensato che una maggiore conoscenza del medium sia in grado di regalare alle persone appassionate non solo una maggiore consapevolezza, ma anche molto più divertimento e, in sostanza, più gioia nella lettura (e nella scoperta). 


.
.
Il prezioso saggio di Fabio Lastrucci è strutturato in capitoli dai deliziosi e ironici titoli a “doppio senso” (ad esempio “Tenébrax, topoi e topi dell’immaginario” o il mio capitolo preferito: “Bodè to body, il corpo a corpo tra sf e psichedelia”) che analizzano e raccontano in modo rapido ma con più che sufficiente esaustività, molti autori, personaggi, scene e scuole del fumetto fantascientifico, europeo in primis, con qualche toccata nel continente americano, dal 1945 alla fine degli Anni 70.

Il materiale da analizzare è semplicemente sterminato e l’autore, non avendo a disposizione un’enciclopedia in quindici volumi (ma ancora non basterebbe…) compie correttamente un lavoro di selezione che, immagino, dev’essere stato assai arduo, se non durissimo. 



.
La competenza di Lastrucci - la stessa struttura del libro ne è testimonianza - è vasta e certamente molto solida e quindi la selezione di autori e opere presentate in questo volume è  soddisfacente.

Proprio a partire da quello che, immagino, sia stato uno dei primi criteri con cui l’autore ha operato la selezione: quello cioè di evitare di parlare dei personaggi (e degli autori) arcinoti, stra-conosciuti, onnipresenti in tutti i saggi sui fumetti.
FantaComics quindi – grazie al cielo! - non è uno di quei libri consolatori che servono principalmente all’autore per farsi pubblicità o come curriculum e che “rassicurano” i lettori e le lettrici con notizie e informazioni scontate e reperibili praticamente ovunque, parlando di autori e personaggi stra-famosi ed evitando accuratamente di addentrarsi in territori sconosciuti ai/alle più.
.

FantaComics è proprio l’opposto: è un libro prezioso proprio per il suo porsi come stimolo all’acquisizione di conoscenze non scontate: è chiaro che un minimo di “frustrazione” a tal proposito è preventivabile; non è pensabile di poter leggere qui e subito (magari scaricandoli dalla Rete) i fumetti, spesso magnifici, di cui Lastrucci ci racconta.
Spesso ci verrà l’acquolina in bocca e ce la dovremmo tenere, dovremo, almeno temporaneamente, accontentarci di quella.

Ma questa è una delle conseguenze della conoscenza e della consapevolezza: sapere di non sapere (abbastanza). E possibilmente restare contenti ma insoddisfatti.
L’insoddisfazione, mai disgiunta dal piacere (e non c’è a parer mio alcuna contraddizione in ciò) è secondo me caratteristica fondamentale della persona appassionata, di qualsiasi argomento sia essa appassionata. 



.
.
Il saggio di Fabio Lastrucci aiuta la passione a restare alta e tesa: a livello personale ho già acquisito nuove motivazioni nella ricerca di certe antiche edizioni italiane di molti dei fumetti di cui si parla in FantaComics. Non sarà una ricerca semplice né posso sperare in risultati immediati e indolori, ma questo contribuirà a farmi sentire “un po’ più” appassionato di prima.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati, si va dalla fantascienza “dura e pura” fatta di astronavi e colonizzazioni interplanetarie con relative battaglie, a quella di Luc Orient condita di pura avventura, alla sf con derive simil-storiche di Trigan, alla sf “parodistica” (e quanto profetica!) di Ténèbrax, a quella “educativa” de Le Pionniers de l’Esperance, continuando con l’Artiglio d’Acciaio e il primo Spiderman (nulla in comune con il quasi omonimo creato da Stan Lee e Steve Ditko), dal temibile e orrorifico Wampus e via via proseguendo con altri autori e personaggi gravitanti nell’ampio calderone della fantascienza a fumetti.
.
.
Capitoli a parte per le eroine della fantascienza, le cosmic girls, a cominciare dalla meravigliosa Barbarella (della quale aspetto da decenni una nuova edizione italiana…) creata da Jean-Claude Forest nel 1962 e la cui fama europea favorì la creazione di numerose sorelle con le più diverse caratteristiche.

Donne che da compagne “discrete” (e sempre in pericolo) dei loro partner maschi, diventano finalmente protagoniste in prima persona di avventure che, se non proprio ancora femministe, perlomeno tentano di presentarle sotto una nuova e diversa luce, figlia della rivoluzione sessuale che cominciava a prendere sempre più piede.
.
.
E’ interessante notare che, comunque sia, a inventare, scrivere e disegnare queste eroine fantascientifiche siano ancora e sempre autori maschi.
Un interessante capitolo del libro è dedicato interamente alle cosmic girls italiane, a partire dalla prima “emula” italiana di Barbarella: la serie sottotitolata “il thrilling dello spazio” del 1965 ha infatti come protagonista la bella Alika, il cui titolo del volumetto Aiuto i Beatles non poteva che farmi drizzare occhi, orecchi e portafogli (chi ne possiede una copia da vendere mi contatti senza indugio!).


Non ci sono capitoli meno interessanti di altri all’interno di FantaComics, ma per un mio puro pallino personale ho letteralmente adorato, fin quasi alla commozione, il fatto che Fabio Lastrucci abbia dedicato un intero capitolo alla figura di Vaughn Bodé, un fantastico fumettista americano scomparso nel 1975 a soli 34 anni: la sua vita, la sua immagine, i suoi fumetti e persino la sua stessa morte sono stati strani e decisamente non convenzionali.

Scoprii Bodé a metà degli Anni 70 in non ricordo più quale rivista (forse proprio su Linus?) e da quel momento non riuscii più a togliermi dalla testa quel segno così morbido, allucinato, perfetto, sensuale. Un artista a mio parere meraviglioso che nella sua breve vita ha lasciato una grande eredità al fumetto. Anche di lui sogno (senza nessuna speranza, in verità…) una qualche edizione italiana delle sue opere, o perlomeno un volume con una selezione decente.
.
.
Vogliamo spendere qualche parola sul prezzo di questo e-book?
Euro 2,99 .
Disponibile per tutti gli e-reader possibili e immaginabili, in tutti i formati elettronici possibili e immaginabili.
Direi che non c’è moto altro da dire in merito. Il piccolissimo prezzo chiesto per l’acquisto viene ripagato in modo assolutamente sproporzionato, in positivo, s’intende! 


.
La bella, deliziosa e divertente prefazione di  Michele Tetro - giornalista, scrittore e critico cinematografico - nella quale mi sono personalmente rispecchiato moltissimo (sì: anche per me il Manuale dei fumetti di Boschesi è stato un fondamentale libro “di formazione” che tutt’oggi mi capita di consultare o, più semplicemente, di “accarezzare” ogni tanto) introduce in modo molto adatto ed emotivamente coinvolgente il saggio di Lastrucci.
Di Michele Tetro mi piace tra le tante citare questa frase, che trovo particolarmente bella e molto vera:
“Con brio, allegria, competenza e passione […] Fabio mi ricorda […] che devo ancora accogliere nei miei archivi mentali amici di carta ormai impazienti di essere conosciuti. […] E allora ti accorgi che questo libretto è una macchina del tempo, fatta appositamente per te […].”
.
.
Mi piacerebbe poter considerare questa macchina del tempo, il bel saggio di Lastrucci, come un primo passo verso ulteriori saggi di approfondimento che possano aiutare le persone appassionate ad entrare con ancora maggior consapevolezza in un mondo – quello del fumetto europeo, sia esso di fantascienza o di altri generi – che merita di essere scoperto o riscoperto continuamente, perché in esso vi si trovano tesori inestimabili, “trattati sociologici” spesso molto più esaurienti ed esaustivi dei veri trattati sociologici, testimonianze dei cambiamenti culturali, di costume e, in parte, sociali… o anche “solamente” ore di divertente, gioiosa lettura coi nostri adorati giornalini.
Buon divertimento!







2 commenti:

  1. Hey, era un sacco di tempo che non ti leggevo!

    Questo tipo di saggi mi ricorda sempre quanto la mia conoscenza in ambito fumettistico sia una goccia di mare ma soprattutto quanto io gestisca male il mio tempo, vista la lentezza con cui cerco di allargarla!
    Per i fumetti d'epoca ho sempre avuto un certo tipo di "fetish", mi appassiona vedere come all'epoca veniva pensato il medium e con che tipo di mentalità si raccontavano le storie. Sarà per questo che, nella recente edizione di Miracleman della Marvel, sono stato l'unico a non lamentarsi delle ingenue storie degli anni '50 di Steve Anglo.
    Questo saggio sembra proprio uno scrigno contenente altre epoche che mi piacerebbe approfondire, il problema è recuperarli poi tutti questi fumetti! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max!!! :-))
      E' un piacere risentirti!
      Del tuo graditissimo post condivido, come si suol dire: "anche le virgole!" :D
      Soprattutto la parte sulla "lentezza"... XD
      Anch'io da qualche anno vado a caccia di ristampe (o di originali, dipende dai prezzi!) di fumetti d'epoca e devo dire che raramente sono rimasto deluso da una lettura, o rilettura.
      Una vera manna sono state le ristampe di case americane come la Fantagraphics, sia sempre lodata e benedetta!
      Tornando in tema: il libro di Lastrucci è proprio uno di quei saggi che fanno iper-lavorare le ghiandole salivali e inoltre, come ho più volte detto nel mio scritto (perché volevo davvero sottolinearlo) stimola moltissimo la curiosità, la voglia di approfondire e interessarsi.
      ...e fa anche venire un po' la voglia di essere milionari per poter comprare tutto, ma vabbè, questo è un altro discorso :-D

      Per quanto riguarda il discorso Anglo-Miracleman: anche a me non dispiace affatto la proposizione delle sue storie nello stesso albo delle storie di Alan Moore (sì, IO QUI posso dirlo che "lo Scrittore Originale" è ALAN MOORE! A L A N M O O R E !!! ), anche se nel caso specifico alcune delle storie di Mick Anglo le trovo un po' troppo ingenuotte, persino per l'epoca (forse). Ma ho comunque un grande affetto anche per quel Miracleman :)
      Bene, concludo qui e ti ringrazio ancora tantissimo per il tuo commento, super-gradito e assolutamente condivisibile!
      A presto!
      Orlando

      Elimina