venerdì 8 maggio 2015

Commento a Retronika – La grande crisi…


Un commento, un po’ lunghetto, all’articolo di Salvatore Giordano su Retronika

retronika_logo

 

La “colpa” delle righe che seguono è di Salvatore Giordano che con uno interessante scritto sul suo ottimo Blog Retronika  che vi invito caldamente a leggere prima di continuare qui, mi ha punto sul vivo, mi ha fatto pensare e riflettere. Non c’è alcuna garanzia sul fatto che i pensieri prodotti siano tutto questo granché.
Ma tant’è.

Lo scritto che segue è di molta emotività e di molto disordine formale e, come detto, coglie il pretesto il rispondere a Salvatore Giordano (del cui ottimo, ottimo libro  abbiamo entusiasticamente parlato QUI): avevo cominciato con un normale “commento” sul suo Blog, ma la cosa prendeva un po’ troppo spazio e così eccoci qui. Col solito ritardo.

In genere non entro in “certi argomenti”, sono delicati, c’è sempre qualcuno che si offende, non mi sento abbastanza preparato, non sono sicuro se le mie idee possano essere minimamente stimolanti e/o interessanti… ecc.

Inoltre da qualche anno mi sono rivestito di un certo “buonismo” che comincia a starmi stretto... anche se temo che se dicessi senza filtri quel che penso riguardo certi fumetti/autori, qualcuno mi verrebbero ad aspettare alle fiere per suonarmele.
ma su questo (sul buonismo, non sull’incremento dei muscoli per rispondere meglio alle botte) ci sto seriamente – e intendo dire davvero seriamente – lavorando. 

Girls-reading-comics


Leggo fumetti da 50 anni e li compro da circa 45 e anche sebbene in tutti questi anni sia restato tutto sommato abbastanza ignorante in materia (onesta auto-consapevolezza) sono pur sempre un lettore, anzi un forte lettore, uno che ha speso migliaia e migliaia di euro in fumetti. 
Diciamo che non foss’altro che per meriti di militanza cinquantennale, mi spetta il diritto di parola e me lo prendo. Una parola disordinata come al solito, ma con idee mie, condivisibili o meno che siano, ovviamente strettamente personali.
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Nancy_Sluggo_punk

Nostalgia

Purtroppo noi "vecchi" siamo affetti da nostalgia: accettiamolo, è così, nulla di male, ma accettiamo anche il fatto che questa nostalgia inevitabilmente falsa un po' le nostre percezioni, le nostre idee, il nostro vivere e sentire il Fumetto e i fumetti.

Concordo con molte delle cose che ha scritto Salvatore, ma necessito anche di fare subito atto di onestà e concordare anche con quanto saggiamente scrive Luca Lorenzon nei commenti all’articolo di Salvatore [QUI]: La Grande Epoca d’Oro del Fumetto come ce la immaginiamo noi (vecchi) probabilmente non è mai esistita; molti/e fumettisti/e dell'epoca d'oro avevano da campà proprio come adesso e probabilmente avessero potuto avrebbero fatto ben altro.

Credo che cominciare a smettere di mitizzare l'Età dell'Oro, o meglio: smettere di pensare che la nostra versione di quell’Età sia l’unica versione autentica, ci farebbe un gran bene. A noi vecchi.
Ciò non significa negare che "in quell’Età" siano stati creati parecchi capolavori, perché è obiettivamente vero. (Così com’è vero che “una volta” era anche pieno di fumetti spazzatura.)

GirlReadingComics

Nel frattempo il Fumetto si è trasformato, è cambiato così come "l'indotto" che ci sta intorno.
Cose che un tempo funzionavano ora sono improponibili: una delle ipotesi che fa Salvatore nel suo scritto – rivista a fumetti bella spessa a a bassissimo prezzo, stampata su carta da culo e con la massima diffusione possibile – è stata uno dei miei pezzi forti per anni. Non capivo perché nessuno, coi giusti e necessari mezzi, non si affrettasse a realizzare questa idea così geniale! In Giappone lo fanno da decenni e funziona!

Poi, un giorno, qualcuno ci ha provato a realizzare un qualcosa del genere, e ovviamente il progetto è fallito immantinente.
Pare che niente venda sul serio oggi, vero?
 
...e mi viene in mente Sio che col suo Scottecs ha venduto più di qualsiasi altro fumetto “storico”  e allora vedo che tutti i nostri discorsi di “alta filosofia fumettistica” e “ci vorrebbe questo o quello” vanno a finire nel cesso. Ed è segno di grande onestà la dichiarazione, la confessione di Salvatore, ossia di non avere ricette da proporre. Così penso anch’io.

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Quindi rinunciamo volentieri a fare i profeti, perché la realtà smentisce sempre i profeti (così non fosse saremmo già nel regno di dio!).
Ma - magari evitando il più possibile pregiudizi stizziti o “tifo da stadio" - continuare a lamentarci è doveroso e sacrosanto. Specie se la cosa non si limita a quello, ossia alle pure e semplici lamentele. Lamentarsi, essere insoddisfatti, è segno di vitalità, è segno che teniamo davvero all’oggetto di cui ci stiamo lamentando.
Sempre evitando, per quanto umanamente possibile (e a secondo dell’età che abbiamo) i pregiudizi e il tifo da stadio o l’odio da social.

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Comica_Comiket

Carta buona


Il fumetto cambia e penso che ostinarsi a credere che il Fumetto Sia Solo Quello Su Carta è una grandissima - posso dirlo? - sciocchezza (avevo scritto “cazzata” ma pensavo fosse un termine tropo forte).

O vogliamo fare come quelli/e delle “Graphic Novel” che “il Fumetto è Arte, e finiamola di continuare a chiamarlo con quello schifo di nome che ricorda i giornalini che poi non ce lo candidano al premiostacippa”, ossia decidere a priori cosa sia buono e cosa no? Carta buona, tutto-il-resto cattivo e via di clavate sulla testa? Ma per carità, no!

Ovviamente siamo liberi di preferire quello che vogliamo, e ci mancherebbe, quindi se per te evviva la carta, evviva la carta tutta la vita!
Ma da qui a ostinarsi sul “i veri fumetti sono solo quelli su carta” beh, no, ma proprio no!

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Quelli eran giorni–Dalida


Io penso che i fumetti siano il medium, che non è fatto solo dal supporto. Amo la carta come tutt* voi e non voglio apparire più “aperto e moderno” di quanto non sia. (Tra l’altro: amo anche le foreste e gli alberi.)
Amo i fumetti, e sostanzialmente se un fumetto mi piace non mi frega granché del suo supporto. E ritengo che la scelta elettronica in certi casi sia più ecologica/economica e maggiormente praticabile.
Ehi: lì fuori è zeppo di fumetti non-di-carta (tipo sul web) e moltissimi di essi sono bellissimi! (Non me la tiro eh: li ho scoperti da, tipo, due giorni e mezzo)
Poi, per carità, ognuno ha i feticismi che vuole e che si merita.

E’ un po’ come chi rimpiange i bei vecchi cari adorati quelli sì che erano tempi vinili: ma certo, ho avuto anch’io tonnellate di vinili e per decenni ho ascoltato musica solo su vinile (li ho venduti tutti per pagarmi il primo viaggio in India, per la cronaca. Mai pentito. Vedere l’India coi miei occhi valeva tutti quei vinili. E, credetemi, amo la musica alla follia, forse più di quanto ami i fumetti… [1]), ma la solfa è cambiata, così come non ci sono più le carrozze a cavalli, e pazienza, viaggiamo lo stesso, no?! Ci sono i cd, gli mp3 e presto probabilmente ci saranno altri tipi di supporto. Ma la buona musica mica smette di essere prodotta. E soprattutto, le sensazioni che mi provoca un buon brano musicale sono indipendenti dal supporto con cui lo ascolto.
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Edicola

A differenza di Salvatore io sono felice delle millemila ristampe di Kriminal, Alan Ford, Phantom, Mandrake etc. che invadono le edicole, perché non li ho mica più tutti quei fumetti (che avevo da giovane) e personalmente sono ben felice di ri-averli. Ciò mi ha anche permesso di scoprire che alcune cose che consideravo eccelse all'epoca, ora mi sembrano un po' meno eccelse, ma va benissimo anche questo! Ben venga tutto ciò che mi stimola consapevolezza.

Insomma: le edicole non traboccheranno di fumetti come negli Anni 70 – che peraltro sono finiti da un pezzo - ma non possiamo dire che in giro non ci siano fumetti che costano meno di 30 euro. Che piacciano o meno a noi vecchietti, è poi un altro discorso.
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C’è la Cosmo per esempio, Casa editrice della quale per ora non leggo nulla, sempre per la serie che tutto non si può leggere/comprare,  ma che sta comunque “invadendo” le edicole con prodotti, se non sbaglio, di buona qualità (qualcun* conferma?) quindi: evviva!

C’è Disney-Panini, che sta inondando le edicole di, secondo me, ottime ristampe (me le sto proprio godendo, detto tra noi!).
Marvel e DC Comics sono tutt’altro che scomparse dalle edicole e, pregiudizi a parte, alcune delle storie proposte da questi due colossi americani sono tutt’altro che disprezzabili! (Certo: per saperlo bisogna leggerle, quelle storie. Oppure possiamo continuare a lamentarci che l’Uomo Ragno non è più quello di quando avevamo 12 anni e tenere il broncio; come ci pare.)
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ComicBooks
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Ci sono i manga della Star e di altre case editrici, c’è Bonelli e chissà quanta altra roba mi sto dimenticando!

Tornando un momento alla Cosmo: che sia “materiale francese non recentissimo” che importanza ha? Non amiamo noi per primi i fumetti “vecchi”? 
E se queste “storie non recentissime” riuscissero a contagiare altri lettori e lettrici, non sarebbe una bella cosa?
Perché lamentarci che non si trovano i fumetti “vecchi” e contemporaneamente lamentarsi perché, invece, si trovano, mi pare un pochettino contraddittorio.

Sappiamo che i fumetti, ora come ora e anche per quanto detto fin qui, non sono più tutto questo giro di affari da centinaia di migliaia di copie vendute, quindi ci piaccia o no sono diventati un genere di lusso, non certo una cosa popolare alla portata di tutt*.
Ecco allora che i generi di lusso vengono giustamente venduti nei negozi di lusso. E' così, è l'economia, è la crisi, è il capitalismo, è quello che volete, ma per ora non se ne esce.

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Fumetteria

I fumetti sono diventati costosi, dice Salvatore nel suo scritto (attenzione a dove fai questa affermazione! In certi “forum” o blog dire che i fumetti costano troppo equivale a farsi lapidare pubblicamente ricevendo nel contempo minacce di morte! Pensi che stia esagerando? Prova di persona, poi mi dici…) ed è vero. Infatti tutto ciò che non è prettamente “popolare” diviene costoso.

Sui volumi "di lusso", caro Salvatore, posso capirti benissimo.
Figurati che in un mondo dove per la maggior parte delle persone conta solo il denaro, io ho scelto di fare il part-time e quindi di avere lo stipendio diminuito di duecento euro al mese, figurati quindi se non capisco la questione denaro-ce-n'è-poco risparmiamo almeno sui fumetti!

Però alcuni (moltissimi a dire il vero) di quei “volumi da 30 euro” che fanno arrabbiare Salvatore, sono semplicemente bellissimi e mi fanno godere come nessun "Piripacchiolino" potrebbe mai fare.
Per ora io mi tengo volentieri i volumi da 30 euro (quando posso...) e spero anche in una rinascita e/o ristampa decente di "Piripacchiolino", certamente, anche se la vedo dura assai.
Però tieni conto che oggi come oggi, prezzo escluso, il volume da 30 euro è "di nicchia" né più né meno di "Piripacchiolino".

Perché il fumetto non è più popolare, appunto.
Non può esserlo.
“Popolare” è un qualcosa che tutti conoscono e che moltissime persone amano (e comprano, o meglio consumano). Ma non è, a mio avviso, garanzia automatica di qualità (anzi, personalmente penso che spesso sia proprio il contrario…). Le telenovelas brasiliane sono popolari, per dire.

E comunque, ripeto, nonostante la crisi e la torta piccola e i volumi costosi e tutto quel che si vuole, le fumetterie traboccano di fumetti bellissimi! Manga, bedè, supereroi, storie autoconclusive, ristampe, storie serissime, tristi, allegre, horror, profonde, sciocchine, albi, albetti, volumi, volumoni, volumetti e tankobon… ecc. ecc. Dire “ce n’è per tutti i gusti” non è un azzardo né retorica, ma la pura verità.
Non posso far finta che tutto questo ben di dio, spesso sceneggiato benissimo e altrettanto benissimo disegnato, non esista.

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Per tacere dei prodotti underground e/o di piccole o piccolissime Case editrici, spesso bellissimi e che, magari con un po’ di insistenza, si possono ordinare anche tramite la propria fumetteria di fiducia. Fumetti ben presenti nella realtà fumettistica italiana, ma dei quali si parla ancora troppo poco.

Non posso, però, ignorare che molto spesso è proprio nei momenti di crisi che “il prodotto” subisce un’impennata nell’offerta. Non sempre sostenuta dalla domanda. Non sono economista né sociologo, quindi non azzardo previsioni, non so come andrà a finire. Ma un qualcosa mi dice che, con buona pace di tutt*, tra non molto i fumetti cartacei diverranno da un lato prodotti di super-nicchia e ancora più costosi di adesso, dall’altro, con la proliferazione dei fumetti sul web, incredibilmente più diffusi, anche se con una concezione radicalmente diversa da quella che noi vecchi babbioni diamo ad essi.
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E i bambini?

Dei fumetti per bambini e bambine sono  egoisticamente poco preoccupato, non ho figli/e, i miei nipoti (figli di fratelli e sorelle) si avviano tutti verso la quarantina; inoltre non sono un fanatico della perpetrazione della specie ad libitum, quindi …

No, ok, scherzavo, dai. Sono perfettamente cosciente del discorso sui lettori del futuro ecc. ecc. Sono d'accordissimo. Evviva i fumetti per bambini. Ce ne fossero…
Dice Salvatore che Adventure Time e Spongebob dovrebbero trovarsi in edicola e non a prezzi esorbitanti in fumetteria. E questo suo desiderio potrebbe essere largamente condiviso. Sempre che detti fumetti abbiano una chance di sopravvivere in edicola, però. E sempre che – e su ciò ho qualche dubbio – siano davvero fumetti per bambini. (Il fatto che i due sopra citati a me piacciano moltissimo è in effetti una prova a sostegno che siano veramente fumetti per bambini…)
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Momento autobiografico: io da bambino leggevo i fumetti dei bambini e quelli degli adulti e la mia comprensione arrivava fin dove arrivava, ma sono dannatamente convinto che l’aver passato così tanto tempo a leggere volumetti o strisce o intere riviste delle quali capivo poco o nulla sia stato tutt’altro che tempo “sprecato”. Capivo quel che potevo capire, o quel che volevo capire: era la mia fantasia a fare il resto. Non sono così convinto che ai bambini e alle bambine bisogna per forza dare prodotti ad hoc.
A parte robe di sesso o troppo macabre o troppo cupe, io non negherei a bimbi e bimbe nessun fumetto. Ma, appunto, non ho né bimbi né bimbe cui far leggere i miei fumetti.
Comunque, preoccupatevene voi che avete figli, a me la cosa non riesce a preoccupare più di tanto.

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Personaggi/e che “bucano” o del perché non “bucano”

Del perché oggi nessuno riesca oggi a creare un personaggio/personaggia che "buchi" è colpa di molti fattori. Prima di tutto dei tempi.
Non esiste più l’ "andare a bottega", quindi praticamente chiunque, purché con un ottimo seguito sui social o sul proprio blog, può sperare di diventare un Grande Autore. E vendicchiare quel poco che basta a montarsi la testa, tanto i "fan" (termine che non necessariamente coincide col termine “lettori”; non sempre “fan “ e “lettori” sono le stesse persone) saranno sempre dalla loro parte e li supporteranno per l'eternità. O almeno fino a che non scopriranno dei fumetti migliori. O finché non si faranno la fidanzata. O il fidanzato.

L’andare a bottega è stato sostituito con i corsi di fumetto: ce ne sono ovunque in tutta Italia. In alcune di esse, si vocifera, insegnano persone che mai in vita loro hanno pubblicato un fumetto per una vera casa editrice. Ma certamente saranno tutte malignate messe in giro da gente invidiosa. O dalla concorrenza. 

A mio parere un’altra importante causa dell’attuale impossibilità a creare un/a personaggio a fumetti che “buchi”, è dovuta al “clima” generale che investe totalmente l’immaginario collettivo (e di conseguenza individuale).
Cerco di spiegare cosa intendo: molto del fumetto “dell’Epoca d’Oro”, quello che ha fatto (o per lo meno ha iniziato) La Storia, derivava da un clima generale proiettato verso il futuro, un clima in un certo senso di speranza e di ottimismo. Erano “sensazioni” grandemente imposte, certamente, ma pur tuttavia ben consolidate nell’immaginario collettivo del principale Paese produttore di personaggi più o meno immortali dei fumetti: gli Stati Uniti d’America.
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Nella Golden Age del fumetto erano più o meno ancora vive determinate atmosfere ed epopee: la Frontiera, il West, il Futuro, la Conquista, la Fantascienza e, contemporaneamente, una gran voglia di ridere o, all’opposto, di terrorizzarsi con forti emozioni.
Ciò a mio parere ha favorito la creatività e la conseguente creazione di vere e proprie icone a fumetti che sopravvivono ancor oggi.

Restando più vicini alla nostra realtà, comunque inizialmente più che influenzata da quella statunitense, i meccanismi furono un po’ diversi: negli Anni 60 infatti furono principalmente gli intellettuali (di sinistra) a rendere il fumetto (americano in primis) fenomeno culturale degno di attenzione, di studio e di stima, oltre che fonte di piacere estetico ed emozionale.

Ma a parte ciò, l’atmosfera italiana, fino a poco dopo gli Anni del Boom economico poteva essere più o meno paragonata a quella americana.
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Valentina_crepax

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Oggi?
Avete presente “l’atmosfera” odierna?
Oggi che essere un po’ intelligenti e critici è una cosa da sfottere, quando non da disprezzare; oggi che conta solo l’avere e l’emergere a discapito altrui; oggi che qualsiasi valore che non sia quello da “furbetto del quartiere” (quando va bene) è considerato roba di cui vergognarsi; oggi che sotto sotto sentiamo tutt* – e probabilmente a ragione -di essere sull’orlo della distruzione; oggi che i “miti” durano il tempo di stufarsi dei “click” sui social network…
Ma quali “personaggi che buchino” pensiamo di poter creare, oggi?…

E' “colpa” anche del fatto che oggi la torta dei fumetti è sempre più piccola e affollata, le fette da spartirsi sono sempre più piccole e quindi la guerra non può combattersi sul fronte della qualità, ma di quello della quantità e della rapidità, visto che la nostra memoria storica è stata azzerata da qualche anno (per scopi ben precisi, ma lasciamo perdere la politica). Quindi vai di miniserie. Poche, maledette e subito. E – opinione personale - la maggior parte sono anche brutte. Non piangerò per il fatto che finiscono presto!

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corto_Pratt
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Dice Salvatore: "L'ondata di miniserie pare confermare che neanche gli stessi creatori pensano che i characters della loro recente saga possano sopravvivere più di una decina di numeri." e concordo anche con le virgole! Oh eccome se gli autori/autrici sanno che di quei personaggi ce ne dimenticheremo in meno di due secondi! Come dicevo, l'importante è "pochi, maledetti e subito". E posso capire: avessi un'azienda, vorrei anch'io determinate garanzie.
Inoltre, come sopra, di autori/autrici veramente in gamba disposti a prendere 4 soldi a tavola non è che ce ne siano una valanga. Ed è anche normale che una casa editrice, con la crisi che c'è e le vendite che latitano, non sia disposta a pagare più di 4 soldi con zero garanzie in cambio!

Beh, magari evitiamo di trattenere il fiato mentre aspettiamo la creazione di personaggi/e che restino, perché non succederà, perlomeno non a breve e rischieremmo di morire soffocati.
Forse Rat-Man sarà l'eccezione, ma chissà...

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Voglia di morire–I Panda

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La colpa delle colpe

Ma alla fine delle fini, la colpa delle colpe, la colpa colporum qual è?

Dovrebbe essere tutto colpa della mancanza di lettori/lettrici giusto?
E di chi è la colpa della diminuzione di “consumatori” di fumetti?
Dovrebbe essere dei videogiochi, di internet, di youporn, della pirateria, dei dvd, dei blu-ray, della droga e della musica rock, giusto?

Io, onestamente, non so proprio di chi o di cosa sia la colpa. Però mi è venuto in mente questo pensiero: avete presente quegli aggeggi per la “visione stereoscopica”? Al Museo del Cinema di Torino ce ne sono un sacco, tutte bellissime. Molte facevano parte di collezioni private; certo, non erano magari un fenomeno così di massa, però c’era chissà quanta gente ci andava matta. E un giorno, o meglio pian piano, scomparvero. Ora si trovano nei musei.

Sono sparite perché ad un certo punto, forse, non avevano più motivo di esistere. Chissà quanta gente ci sarà rimasta male: allora non c’erano i social, altrimenti chissà quante pagine sarebbero state aperte “Per la salvaguardia degli aggeggi per la visione stereoscopica”, con tanto di petizioni da firmare online e blog dedicati. Chissà.
Eppure quegli aggeggi hanno semplicemente smesso di esistere.

Stereoscope

Forse un giorno spariranno anche i fumetti. O forse spariranno i fumetti così come li abbiamo conosciuti noi perché saranno diventati un’altra cosa. Più bella o più brutta, chi può dirlo?

Nel frattempo, buone letture!

…a ancora grazie di cuore a Salvatore Giordano!

 

Orlando Furioso

 

Note:

[1] …ma allora PERCHE’ non ho aperto un blog musicale???? PERCHE’???… Non lo sapremo MAI.

 

Lothar_Mandrake

31 commenti:

  1. La mia personale capacità di lettura è quella della fascia 8-14 anni ancora oggi. Ma sono un malato mentale, si sa... Per cui mi interessavano prevalentemente i fumetti per quella fascia d'età già prima di avere figli (tanti). E' solo che uno è fatto com'è fatto: a me interessa assolutamente di più aiutare (nei miei limiti) culturalmente bambini e ragazzini, che gli adulti. Ma, appunto, uno è come è, ed è tutto quel che è. Ah ma questo lo diceva... ;-)

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    1. siamo sulla stessa barca con Braccio al timone e Poldo in cambusa.

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  2. ...lo diceva proprio lui, Popeye!!! :-D

    Un abbraccio grande carissimo Gianfranco!

    O.

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  3. Allora:

    1) Nostalgia:

    Mi lamento del contrario, come scrivevi di la sono in overdose di classici che recupero nella versione originale, non per feticismo ma perchè preferisco leggerli come erano concepiti in origine, opere di consumo veloce, colorate e divertenti. Preferisco per i fumetti il formato albo e le copertine leggere, mi piace vedere le pubblicità dell'epoca e gli articoli riempitivo. I tomi con le copertine di marmo per uno Zio Boris di Castelli o Cattivik di Bonvi mi sembrano uno stupro innaturale. Non ho bisogno di essere nostalgico, ho una scorta di materiale enorme da poter condividere con i grigi e i rettiliani nell'anno del futuro primo contatto. Però gli editori si nascondono un po troppo spesso, timorosi, dietro Alan Ford e Ken Parker. Largo ai giovani.

    Carta buona

    Ho un tablet stracolmo di libri e fumetti. E' il presente, non è il futuro. La carta avrà valore soltanto per i collezionisti a frappè.

    Edicola
    In estinzione

    Fumetteria

    La più bella invenzione, per noi appassionati, gestita una ventina d'anni fa da gente capace, colta ed appassionata. In quei posti nascevano fumetti e fanzines. Adesso, per la maggior parte, ci trovi Naruto e Spiderman, non che non apprezzi ma all'interno di quei posti, tranne pochi casi non c'è più "Storia". Capisco che sono luoghi di commercio e non musei, ma mi incavolo lo stesso

    E i bambini?

    Lo siamo tutt'ora e abbiamo bisogno di un buffetto, una storia semplice, una vignetta di Sansone o le orecchie di Poochie.

    Personaggi/e che “bucano” o del perché non “bucano”

    Ci sono autori che bucano, ma bucano poco, in maniera superficiale. Il giorno dopo non hai nemmeno la crosticina.
    Personaggi nisba. Tutti Saguari (che non era male)

    La colpa delle colpe

    Nessuna incolpa nessuno, tutti i media convivono in quest'epoca ma il fumetto è diventato molto più debole di una volta. Resta ispirazione per tutto ma viene travolto dalla versione in celluloide (Marvel The Walking Dead, ecc...).

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    1. Leggo con estremo interesse anche i tuoi commenti qui, dei quali ti ringrazio di cuore: sono un ulteriore approfondimento ai nostri scritti :)

      Tengo solo a sottolineare che il tuo articolo - che per me è stato ed è molto importante - mi ha dato il "la" per esprimere, più o meno sui medesimi argomenti, il mio (disordinato) pensiero.

      Non vi è, neppure come recondita intenzione, la minima "contrapposizione", non è un "Salvatore vs Orlando", ecco :-)
      Grazie ancora e un grosso abbraccio!!!
      Orli

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  4. Moltissimi spunti di riflessione.
    Rifletterò anche se
    "Oggi che essere un po’ intelligenti e critici è una cosa da sfottere, quando non da disprezzare [...]"
    Parole su cui riflettere (forse) ancora di più, perché dicono il vero :-)
    Eug

    RispondiElimina
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    1. Mi dispiace molto pensarla così, Eugenio, ma... purtroppo la realtà conferma questo mio brutto e tristissimo pensiero.
      Questo stato di cose ha cause e colpevoli, naturalmente (non è certo "una casualità"...), ma affrontare questo discorso in modo approfondito ci porterebbe su sentieri che di fumettistico hanno poco...
      Grazie di cuore per il tuo commento!
      Un caro saluto
      Orli

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  5. Complimenti per il mega articolo, molto interessante...non ti smentisci mai^^ :)
    Ogni tanto penso al futuro di mia figlia, cosa leggerà e con cosa giocherà...E non la vedo tanto bene, nel senso scusa se te lo dicono ma le Barbie di adesso mi sembrano tutte zoccole, quelle con cui giocavo io alla fine degli anni 80 e fino alla metà degli anni 90 avevano un certo decoro e avevano il loro fascino trash. XD
    Ora basta parlare di giocattoli, ma parliamo di fumetti. Per mia figlia, ho deciso di conservare tutta la mia collezione manga (non tutta, ovviamente, quello che merita essere letto). Secondo il mio punto di vista ovviamente.
    Quando avrà l'età per leggere manga, spero mi ringrazierà dicendomi "grazie per avermi conservato questo manga di Lady Oscar" ecc ecc.
    Io tra 10 anni voglio immaginarmi ancora con fumetterie piene, edicole piene...e poca "tecnologia"...sicuramente mi avrai capita!
    Per i prezzi, io ti parlo di manga e devo dirti che in Italia ci sono i prezzi piu' bassi d'europa. Complice il fatto che all'estero i manga non si vendono in edicola ma solo in fumetteria (dove esistono) e librerie/centri commerciali tipo FNAC e via dicendo, in Italia possiamo trovare manga a 4,50 mentre all'estero i prezzi normali sono intorno ai 6. Ho sentito qualcuno che mi diceva "eh ma devi anche pensare che all'estero guadagno di piu'". Ok in Germania si, ma in Spagna e Francia non penso proprio che guadagnino tanto piu' di noi, almeno in Spagna no.

    Complimenti ancora per l'articolo, specialmente ho apprezzato le parti nostalgiche in cui raccontavi cosa leggevi durante la tua infanzia ;)

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    1. Mi perdonerai cara Caroline se, ancora una volta, sarò autobiografico: nel 1973 nacque la mia prima nipote e, dopo circa tre anni dalla sua nascita, le regalai una bambola. Non era Barbie, era - diciamo - una "concorrente/sottomarca". Per risparmiare (avevo 16 anni e pochi soldi ^___^) feci il pacchetto a casa. Mentre impacchettavo, quella che oggi sarebbe una bambola da regalare alle novizie di un convento, provocò in mio padre la seguente, testuale reazione (mi scuso per il linguaggio):
      "Minchia, pare 'na zoccola di strada!"
      Ecco :-D

      Sono felice per la tua bimba che si troverà una strepitosa collezione di bellissimi fumetti, cosa che le fara del BENE, di ciò ne sono convintissimo! A me fece stra-bene ricevere i due "famosi" scatoloni zeppi di Topolino e Almanacco Topolino nel 1964.

      E' bello immaginare che tra 10 (o 100) anni ci saranno ancora un mucchio di bellissimi fumetti in giro per il mondo :-D
      Speriamo sia così, speriamo che una nuova generazione di lettori si appropri di questo meraviglioso, magnifico, incredibile medium che è il Fumetto, in tutte le sue declinazioni, e lo ami nel proprio modo autonomo e indipendente, e ne prenda in mano le redini per trasportarlo in luoghi che noi oggi non possiamo ancora immaginare...

      Ti abbraccio forte Caroline!
      Orli

      Elimina
    2. p.s. dimenticavo Caroline: sul discorso prezzi hai tristemente ragione ragione: "tristemente" nel senso che spero proprio che non ci sia un "adeguamento" prezzi alle medie europee anche qui da noi! :-(
      Ciao!

      Elimina
  6. Interessante articolo su cui vorrei dire la mia:


    1) le riviste
    Ora, in ITlia riviste che pubblicavano vari fumetti a basso prezzo e con cartaccia, ci sono state, ed erano l'Intrepido, il Monello, Comix ( mi pare si chiamasse così, era in formato quotidiano) e sono tutti chiusi.
    uesto perché le riviste antologiche all' italiano medio non piacciono.
    "Perché devo spendere 3000 lire per leggere 10 pagine di XXXX e altre 50 di roba che non mi frega un tubo ?"
    Guarda caso, i manga , quando erano pubblicati su rivista, non vendevano un tubo, per poi esplodere come vendite, quando hanno cominciato a pubblicarli come monografici a basso prezzo e tante pagine.
    E ci porta al punto
    2) i prezzi
    A dirla tutta, di fumetti a basso prezzo ne siamo pieni, ine dicola.
    Il problema, è che la maggior parte di essi non vale la carta su cui è stampata.
    E' strano, ma i fumetti più belli , quelli che la critica considera all' unanimità dei capolavori, va in libreria a prezzi altini.
    E quando un fumettoi che prima trovavi a 5 lire in edicola viene rivalutato come un capolavoro, ecco che magicamente verrà ristampato esclusivamente in edizione xtralusso in pelle umana da costo proporzionale all' eccezionalità dell' edizione.
    E intanto gli scarti finiscono in edicola.
    Ma non sarebbe meglio il contrario ?
    Se non pubblichi i pezzi da 90 in edicola a prezzi accessibili, è ovvio che poi il pubblico diserta dalle edicole e si disaffeziona al medium.
    Guardiamo la Saldapress, che ha avuto la coraggiosa idea di stampare Walking Dead in edicola, ottenendo un buon successo ( almeno a sentire in giro: perché ai tempi dei fumetti Marvel e DC di Play Press e Star Comics, che vendevano quanto Walking Deadse non di più , nessuno che ci lavorava li avrebbe lodati come grandi successi di vendita).
    Notare che quando Saldapress pre in considerazione l'idea di pubblicare all' interno di WD un altra serie di Kirkman, i fan si sono imbestilaiti, riportandoci al punto 1

    3 Scottecs magazine
    M asiamo sicuri che ha venduto così tanto come si dice in giro ?
    Il mio dubbio nasce da queste considerazioni

    Come faceva Shockdom a sapere che la tiratura era esaurita a pochi giorni dall' uscita in edicola ?
    Io ho girasto varie edicola e ( una decina) e di SM neppure l'ombra.
    Ma non perché era andato esaurito, non era mai arrivato.
    Gli edicolanti non sapevano di cosa parlavano.
    Ho beccato una singola copia in un edicola su 10.
    La mia opinione è che l'albo abbia avuto una tiratura ridicola ( di certo Shokdom non ne avrà stampate 30.000 copie), concentrata nei grossi centri urbani, e da qui il fatto che nessuno lo trovasse in giro.
    A Cartoomics, le copie del n1 abbondavano in quantità mostruose, alla faccia dell' esaurito.
    Poi magari sono io che sono un esaurito ed è davvero stato un successone , ma ho questi dubbi ( e anche il numero 2 latita dalle mie parti)

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    1. scusate gli errori ortografici dovuti alla fretta

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    2. Grazie per il tuo approfondito commento Sam!
      Ti ringrazio di cuore: sono i commenti che rendono "vivi" gli articoli dei blog; quindi, sinceramente: GRAZIE! :-)

      Per quanto riguarda le riviste, è vero: hanno chiuso tutte quante perché il pubblico poco a poco ci si è disaffezionato.
      Le uniche "riviste contenitore" ancora oggi vive e vegete sono, mi pare, solo Skorpio e Lanciostory e la rediviva Splatter.
      Ma le storiche Eternauta, Comic Art, Il Grifo, Eureka ecc. ecc. hanno chiuso i battenti da tempo, e pare che a parte pochi appassionati, nessuno le rimpianga.

      Molto, molto interessante poi ciò che dici rispetto a prezzi, edicole e fumetterie: sono affermazioni dure, ma sulle quale vale la pena riflettere (io lo farò!).
      p.s. Sul fatto che molti dei fumetti proposti in edicoa siano, diciamo così, "scarsi" non sono però d'accordo con te, ma è questione di gusti ;-)

      Rispetto a quanto dici su Walkin Dead, il fatto è che i parametri per chiamare"successo" un fumetto sono molto cambiati dai tempi di Play Press & Co. ... un tempo un fumetto che vendeva 25mila copie era un fallimento o quasi, ora per quella cifra di venduto si stappa lo champagne!

      Sul discorso Scottecs... mah, diciamo che io tendenzialmente mi fido sempre di quello che dicono le persone, quindi se Shockdom mi dice che Sio ha venduto un pacco, io tendo a crederci :-D
      Sono un po' ingenuo?... :)

      Personalmente posso dirti (però ricordiamo che l'esperienza puramente personale non fa statistica) che presso l'edicola che frequento di Scottecs Mag. ne sono arrivate un po' di copie e sono tutte finite in pochissimo tempo (io non l'ho presa, per la cronaca :-D ).
      E' anche vero che io vivo in una grande città dove la distribuzione funziona abbastanza, e abito in una zona popolosissima: come dicevo prima, l'esperienza personale non fa testo ;)

      Grazie ancora di cuore per il tuo commento Sam, e spero di risentirti prestissimo!
      Ciao!
      Orlando

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  7. Ti ringrazio dei generosi complimenti.
    Aggiungo qualcosa

    Scottecs Magazine.
    Io non baito a Milano ma in provincia, una provincia però, dove è sempre arrivato tutto, anche i fumetti dalla distribuzione più traballante.
    Per SM ho visto una sola copia, e ripeto, nessun edicolante sapeva di cosa parlavo, non gli era mai arrivato niente del genere.
    Dato che SD è un piccolo editore che tenta per la prima volta l'invasione delle edicole, è realistico pensare che ci sia andato coi piedi di piombo e abbia ditribuito un numero molto limitato di copie.
    A me Sio non piace , però se vende, fa arricchire l'editore che poi può investire su giovani artisti per me più meritevoli, è cosa buona.
    Molta gente ha saccehggiato le edicole apena si è sparsa la voce del successo del n1 , nella speranza di sciacallare sulla rivendita per i colezionisti ( ho visto il n1 sui 100 euro).
    Questo sogno si è però infranto alle fiere, dove ad esempio, a Cartoomics avranno avuto un migliaio di copie allo stand SD.

    Le vendite e i prezzi.
    I prezzi di molte serie sono alti.
    Tante serie vengono vendute in volumi dai 10 euro in su.
    Che il prezzo ins e non è così alto, quanto il fatto che ti devi comprare chissà quanti volumi per chissà quanti anni.
    Ea cifre simili, i lettori difficilmente provano una nuova serie, e tanto meno si acquistano nuovi lettori in corso d'opera, ( semmai li perdi), perché difficilmente uno inizia a leggere una serie di cui sono usciti 10 volumi a 15 carte l'uno !
    E quando mi vedo le ristampe di un Necrono o Vendetta Macumba di Magnus, che in tempi, considerati bui per il fumetto, si trovavano a poche lire in edicola, mentre adesso per leggerli, devi cattarti edizioni dal prezzo da siuri ( come diceva Bunker), mi fa capire che qualcosa non va.
    Non sarebbe meglio fare due edizioni, una di lusso e una economica, come fanno con i libri ?
    Così si accontenterebbero tutti, quelli che vogliono spendere poco, e quelli che vogliono un edizione di qualità.
    Da questo lato, la Cosmo mi sembra stia facendo un buon lavoro, pubblicando molti fumetti validi a prezzi onesti.
    E meno male che almeno loro tentano di portare il fumetto di qualità in edicola; non capisco questa storia di auto-confinarsi in libreria.
    Non capisco perché certi fumetti debbano solo uscire il libreria e non in edicola , dove avrebbero una maggiore audience.
    Poi non lamentiamoci se le gente diserta le edicole.
    Sono d'accordo che in edicola ci siano alcune serie interessanti, specie negli ultimi tempi, dove finalmente qualcuno ha capito che pubblicare serie per anni confinate alle fumetterie è cosa buona e giusta.
    Sperando che le vendite tornino a ingranare: quando vedo che certe serie Bonelli, vendono cifre paurosamente simili a quelle di Video Girl AI di Katsura ( che nel 1994 vendeva tra 20 e le 25.000 copie) fa capire come siamo messi.
    E meno male che all' epoca il mercato del fumetto era considerato in crisi !

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    1. E pensare che Necron sarebbe perfetto per una ristampa economica in comic book della IDW o della Kitchen Sink. Gli americani adorerebbero queste cose... Ma Cristo, come si fa a spiegare loro chi è Magnus?

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    2. ...con una "giusta" e aggressiva (come piace a loro) campagna di marketing?...
      :-D

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    3. Io credo che tutti noi, nel nostro piccolo, potremmo farlo con i nostri commenti sui blog. Almeno lanciare un sassolino, se poi vogliono approfondire...

      http://andeverythingelsetoo.blogspot.it/2014/10/terror-blu-il-figlio-delle-stelle.html

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    4. In quanto a tascabili sexy-horror italiani abbiamo più o meno gli stessi gusti JD La Rue :-)
      Leone Frollo forever!!! :)))
      O.

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  8. Io penso che nessun editore dei puritani USA possa pubblicare un fumetto come Necron senza finire in galera.

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    1. Non saprei Sam...
      Penso che il porno comics esista anche negli USA.
      Magari i volumi vengono venduti cellophanati e con la scritta "vietato ai minori"...
      Però in effetti mi accorgo di non avere alcuna informazione in merito!

      J_D_La_Rue_67 puoi venirci in soccorso?...

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    2. Non sono esperto sul moderno, ma mi pare che nel loro indubbio puritanesimo "a maglie larghe" vi siano indubbie possibilità.
      Certo dovrebbe essere una linea al di fuori del Comics Code o cosa diavolo hanno adesso, qualcosa "For mature readers" come il loro porno di qualità degli anni 80 (perchè questo era) sul tipo degli XXX.Xenophiles di Phil Foglio e tutta la roba della ErosComix (vado a memoria). Allora c'erano anche albi di parodie XXX più scarsini e leggerini, roba alla "Pierino" tipo "Syfox" oppure "Boora the Barbarienne", di piccolissime case editrici, ovvio.

      PQR il genere "Terror Blu" , beh loro negli anni 60-70 hanno avuto un publisher, un pazzo che si chiamava Myron Fass (e già il nome dà un'idea del personaggio), che oltre a proporre inguardabili e idiote rivisitazioni in chiave supereroistica di Frankenstein e Dracula (nomi liberi da copyright), si era specializzato nel ripubblicare storie horror pre comics code degli anni 50, però RISCRITTE E RIDISEGNATE ex novo in puro stile slasher proprio sul genere Terror-Barbieri, con disegni in stile Creepy (molto più scarsi). Non so se pagava diritti a qualcuno, ma faceva queste follie. Esempi di storie Myron Fass, veramente luride se comparate con le loro versioni "originali" di 20 anni prima, si possono trovare sul blog THEHORRORSOFITALL di Karswell.
      Ma una roba bella come Necron se la sognano.

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    3. Bè si, il porno comics esiste pure in USA, ma Necron è qualcosa di estremo, visto che mischia porno, splatter, necrofilia e atrocità varie.
      Però è anche vero che in USA hanno pubblicato porcherie come Faust, quindi tutto è possibile.

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    4. Ops... a me Faust è piaciuto! :-D
      (Non altrettanto posso dire dell'orrido film tratto dal fumetto)
      Sempre per la serie: i gusti so' gusti :-)))
      Ciao Sam!
      Orlando

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    5. Per cartità, i gusti sono gusti.
      Mi ricordo però quando il fumetto fu pubblicato in Italia dalla Eden e Franco Spiritelli di Fumo di China lo recensì con un laconico "me+rda pura" che fece arrabbiare chi curava l'edizione italiana.
      Non c'era internet, ma le polemiche non mancavano.....

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    6. Beh, certo che fu mal recensito da fumodichina: non era un prodotto bonelli! :-D
      Eh? Ah, non dovevo dirlo? Ops, m'è proprio scappato...
      Niente, fate conto che non abbia detto niente...
      ssshhhh...

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  9. Bellissimo articolo, Orlando, e centratissimi i commenti. Finito il fumetto? A me sembra di no. E a te?

    Ciao!
    A.

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    1. Grazie Annunziato, sei gentilissimo! :-)
      No, secondo me il fumettoè tutt'altro che finito.
      E', certamente, in fase di cambiamento e dove andrà lo si saprà solo vivendo.
      Mai come ora l'offerta di fumetti di qualità è ampia e variegata e nuove generazioni di fumettisti/e si stanno affacciando al mondo con pubblicazioni cartacee o direttamente sul web; il fumetto "underground" è fiorentissimo; lo stesso dicasi per quello LGBTQ (certo non in italia... qui c'è il vatikano...); ogni genere di fumetto ha le sue eccellenze e la vitalità del medium è altissima.
      Certo, non se ne vendono più a milionate (tranne chein Giappone e, parzialmente, in Francia), ma credo che questo sia conseguenza di una crisi generale che tocca il livello economico più che quello creativo.
      Quindi no, per me il fumetto è ben lungi dall'essere finito, anzi è vivissimo e, soprattutto, vitale! :)
      Grazie per le tue parole Annunziato e a presto!
      Orlando

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  10. Con doveroso ritardo eccomi qui (diamo la colpa la lavoro e agli orari malvagi che mi fa fare ç__ç).

    Allora, innanzitutto: complimenti, ottimo articolo e ottima analisi della situazione fumettosa locale. <3

    L'unica cosa su cui non sono d'accordo: i personaggi che bucano. Secondo me non è vero che non ce ne sono. Solo che sono cambiati e forse sono poco visibili per chi non è abituato a cercarli in quella forma. Invece di essere protagonisti in storie eterne e su cui si ricambiano gli autori (vedi i classici supereroi e i Bonelli), sono diventati eroi di storie diverse e concluse (o in lunga conclusione). Mi vengono in mente i nipponici Rufy, Goku, Naruto, Sailor Moon e via discorrendo) oppure il nostro Zerocalcare (e forse ci aggiungerei anche Sio ma in modo diverso che lui non ha un personaggio unico ma un agglomerato che rappresenta il personaggio in modo più astratto). I tempi cambiano, i personaggi cambiano, cambia anche il modo di raccontare le storie ma rimane il mezzo espressivo del fumetto.

    La cosa che più sta cambiando, secondo me, è il formato. Formati che su carta funzionavano alla grande, su schermo non funzionano più e ne stanno pagando lo scotto alcuni autori (anche italiani) che non riescono a sfondare (o a farsi la loro fan-base). Altri, invece, follower dopo follower (vedi Bigio, per esempio) formano la fila all'angolo autografi alle fiere del fumetto. I social non sono il male, i social sono un nuovo mezzo e saperlo sfruttare è garanzia di sopravvivenza nelle nuove tecnologie.

    PS: Da quando ho uno stipendio sto apprezzando molto i volumi costosi che prima neppure guardavo. Una bella edizione, comunque dà sempre qualcosa in più al lettore (a livello di sensazioni, anche se la storia è la stessa) :D

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    1. Grazie mille per le tue parole Acalia, come sempre ponderate e meditate. (E grazie per i complimenti, naturalmente! :-D )
      A presto!
      Orli

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