domenica 19 aprile 2015

Frank Carter

frank_carter_coverFrank Carter
Avventure di una spia per caso

di Carlo Coratelli, testi
e Fortunato Latella, disegni

brossura, 48 pag. colore, formato orizzontale

euro 9,90  -  Red Publishing

il volume è acquistabile QUI e QUI

“Un uomo qualunque, una vita normale. Tutto questo sta per cambiare per il mite Frank Carter, grande appassionato di romanzi gialli che viene coinvolto, suo malgrado, in una vicenda spionistica nella Casablanca degli anni ’50 durante una “vacanza di lavoro” assieme alla moglie Jill. E da allora la sua vita non sarà più la stessa…”

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Ci sono alcune cose che non faccio. Senza un particolare motivo, forse solo per un questione generazionale e/o per mancanza di abitudine.
Ad esempio non leggo web-comics.

Così come non leggo certe testate non perché non mi piacciano, ma perché non potendo leggere tutto, devo fare inevitabilmente delle scelte. Non è detto che queste scelte siano “le migliori”; magari più semplicemente sono “le migliori per me” o sono “le migliori in quel momento”. O forse sono le peggiori, chi lo sa.

So benissimo che mi perderò molti bei fumetti.
Ma questo vale per qualsiasi, qualsiasi cosa: ogni scelta comporta delle esclusioni.

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Il volume di cui vado a parlare – Frank Carter, avventure di una spia per caso – supplisce ottimamente a questa mia carenza: mi propone cioè su carta le strisce che Carlo Coratelli e Fortunato Latella pubblicarono – e continuano a pubblicare - originariamente sul web.

Entrambi gli autori sono appassionati di antiche comic strip americane; quelle stesse strisce che sono state l’origine stessa del Fumetto e che all’inizio del secolo scorso ne hanno determinato il successo nel mondo occidentale. 

Coratelli e Latella propongono al pubblico italiano una striscia che stilisticamente si ispira alle comic strip americane (come Dick Tracy, per esempio) e che nonostante il contenuto giallo o poliziesco - meglio ancora: spy-story come sottolinea giustamente nell’introduzione Davide DaZa Zamberlan - contiene anche una buona dose di ironia e di spensieratezza, direi financo di positività.

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Frank Carter infatti si caratterizza come striscia a tema giallo-poliziesco (spy-story), con tanto di minacce mortali che mettono in serio pericolo di vita il nostro eroe e la di lui moglie Jill: nelle storie si spara e si muore persino, ma il lieto fine è la naturale conseguenza di queste avventure.

Nonostante l’inevitabile tragicità di alcuni eventi (la morte di qualche cattivo ad esempio) nelle storie – per lo meno nelle due storie presentate in questo bel volume – si respira un’atmosfera positiva, di ottimismo e fiducia nel futuro: sia perché le avventure della “spia per caso” Frank Carter sono ambientate negli Anni Cinquanta, sia perché la stessa atmosfera si respirava in alcune delle più celebri strisce dell’epoca, cui gli autori idealmente si rifanno.

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L’atmosfera avventurosa e di mistero, da spy-story, è piacevolmente inframezzata da deliziosi siparietti familiari in cui i protagonisti sono Frank e la moglie Jill, donna dei Fifties coraggiosa e determinata, nonché innamorata del suo Frank dal quale è felicemente ricambiata: un bel personaggio che sembra non essere inserito solo per “contorno”, ma ha bensì un ruolo attivo e di vera e propria coprotagonista.

Citando nuovamente la bella introduzione di Davide DaZa Zamberlan, Frank Carter nasce:

“…con un “solo” fondamentale obbiettivo, recuperare quello spirito di intrattenimento e divertimento leggero ma entusiasmante dei comics degli anni che cita.”

Colgono perfettamente il segno, dunque, le due storie presentate in questo primo volume: Equivoco a Casablanca e La Formula Zolta.

Proprio con Equivoco a Casablanca cominciava qualche anno fa l’avventura di Frank Carter nel mondo dei web-comics: un’avventura che continua tuttora con nuove strisce e nuove avventure. E un nuovo fan, cioè il sottoscritto.

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La prima avventura di Frank ci racconta come, in maniera del tutto incidentale (o quasi) il nostro protagonista entri di petto in un mondo di cui fino ad allora aveva letto solo nei suoi libri preferiti: spionaggio, agenti segreti, villains pericolosi e spietati, scienziati pazzi, doppiogiochisti e persino… un certo presidente!

Coincidenze e situazioni improvvise che però non colgono del tutto impreparato il nostro Frank che ha fin da subito l’opportunità di mostrarci quanto sia un giovanotto intraprendente, coraggioso, allenato e dotato di un indomabile spirito positivo e di un’allegria contagiosa!

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La seconda storia del volume è maggiormente immersa in un’atmosfera di mistero e di imminente pericolo e le situazioni si susseguono in modo convulso e con diversi colpi di scena. Già dal titolo si evince che Frank avrà qui a che fare con scienziati e formule segrete dagli effetti potenzialmente devastanti.

Per quanto entrambi le storie siano riuscite e siano deliziose a leggersi, a parer mio è nella seconda che entriamo maggiormente nell’azione e in situazioni da vera spy-story, con tanto di fiato sospeso per sapere come andrà a finire. Niente spoiler, naturalmente, ma - come già detto prima - ad attendere chi legge c’è sempre un piacevole lieto fine.

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Trattandosi di una struttura a striscia, di storie concepite cioè per essere lette originariamente in progressione una striscia per volta, la caratterizzazione dei personaggi non può seguire le stesse regole di un comic-book perché nel caso della striscia l’azione dev’essere continua, l’attrazione verso la storia e i personaggi dev’essere costante e costantemente rinnovata e non c’è quindi troppo tempo per riassunti, introspezioni, flashback o altri meccanismi così comuni nelle altre forme di fumetto.

Per questo Latella e Coratelli ci presentano protagonisti e personaggi già in una sorta di media res, che però funziona alla perfezione in quanto io lettore mi trovo proiettato già dentro l’azione senza sentire alcun disagio nel non sapere (ancora) quasi nulla del nostro eroe e degli altri personaggi. Quand’è così significa che la struttura funziona e se dopo poche strisce ti trovi già a parteggiare, fare il tifo, ridere tra te e te e deliziarti, significa che tutto quanto funziona perfettamente e tutto s’incastra e s’incastrerà come e dove deve.

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La struttura delle strisce è perfettamente regolare senza eccezioni: tre vignette per striscia.
[A questo proposito: a corredo di questo scritto ho scelto di “spezzare” le strisce in due vignette per permettere una maggiore visibilità del tratto. L’unica striscia che ho lasciato intonsa è l’ultima giù in basso, che infatti risulta meno “visibile” a causa delle dimensioni di questa pagina web.]

Il segno di Latella, tecnicamente completo e ineccepibile, è una linea chiara molto piacevole, molto espressiva (ottime le espressioni facciali dei personaggi) dinamica quanto basta, con un parsimoniosissimo uso delle linee cinetiche e, in definitiva, ideale per le strisce di Frank Carter. Non solo i personaggi, ma anche gli interni, gli esterni e gli oggetti sono tratteggiati con gran cura e quella “via di mezzo” tipica della linea chiara che rende il tutto tra il realistico e il cartoonesco. Con gran gioia di me lettore.

Frank Carter – Avventure di una spia per caso è una lettura estremamente piacevole e divertente, spensierata nella migliore accezione del termine e, in definitiva, consigliata a tutt* senza eccezioni. Buona lettura!

Orlando Furioso

 

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9 commenti:

  1. Il disegno da tanto "Blondie e Dagoberto".
    Bella segnalazione, lo recupererò.

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    1. E' vero Marco: la striscia cerca - e scondo me ci riesce benissimo! - di riprodurre quel tipo di atmosfera delle vecchie strisce che venivano pubblicate sui quotidiani :-)
      Ma il segno è più "francese" che americano e direi che la scelta è azzeccata perché l'effetto è, come dire, meno "straniante" e visto che Frank Carter vuole essere una striscia principalmente divertente (e ci riesce benissimo!) la strizzata d'occhio alla ligne claire è perfetta! ^^
      Sono felice che tu abbia deciso di recuperarlo, secondo me non te ne pentirai! ;-D
      Ciao, a presto!
      Orlando

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  2. Secondo me è una scelta intelligente pubblicare su carta quello che prima è stato solo pubblicato sul web perchè come dici tu non tutti leggono sul web e magari si vuole assaporare il sapore della carta :3 (sebbene io sia una fruitrice anche del tablet visto il poco spazio^^

    Pensa che a vedere le immagini senza aprire l'articolo, pensavo parlassi di un fumetto francese o belga invece sorpresa delle sorprese...è italiano! il tratto è poco italiano, se scommettevo perdevo tutto XD
    Anche tu vedo che (nella risposta al commento precedente) che hai notato qualcosa di "francese" ;)

    Buona lettura, kisses :3

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    1. Anch'io Caroline sto comnciando ad avere problemi di spazio, e infatti qualche (pochissimi...) fumetto da leggere su tablet l'ho provato. Non so ancora cosa pensarne, ma, insomma, l'idea non è del tutto negativa :)
      Per quanto riguarda i web comics io credo di essere un po' "fuori target", o più semplicemente l'offerta è talmente vasta che... oppure ancora, i primi web comics che ho provato a leggere qualche anno fa non mi sono piaciuti granché e mi hanno tenuto ontano da questa forma di fumetto.
      Sta di fatto che per ora preferisco ancora la carta, per i fumetti ^^
      Per quanto riguarda questo Frank Carter mi contraddico con tutto quanto detto finora e confesso che da qualche giorno mi sto leggendo tutte le strisce sul web perché le trovo proprio deliziose! :-D
      Io purtroppo leggo pochissimo fumetto francese (oh, mica si può leggere tutto, no? ^____^), ma quel poco che conosco lo apprezzo principalmente proprio per il tratto: altro motivo per cui questo Frank Carter m'è piaciuto è proprio la "francesità" del tratto! XD
      Ciao Caroline, a presto!^^
      Orli

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    2. Ops... a proposito di quanto sono vecchio, ecco cos'ho appena letto in una bella intervista all'autore di Saga, tradotta in italiano per gli ignorantoni come me dall'ottimerrimo sito di smokyman ( http://smokyland.blogspot.it/2015/04/brian-k-vaughan-e-marcos-martin-private.html ):

      ..."Il motivo per cui dico che il futuro non è ancora qui (e perché penso che, al momento, avremmo potuto guadagnare di più se ci fossimo affidati alla Image) è che la stragrande maggioranza dei lettori di comics su carta hanno poco o nessun interesse a leggere fumetti digitali. Non importa quante volte io e Marcos abbiamo ribadito che non abbiamo alcun intenzione di pubblicare su carta i materiali di Panel Syndicate, la maggior parte dei lettori dei miei lavori, come ad esempio Saga, ci hanno detto che non hanno alcuna intenzione di dare un’occhiata a The Private Eye fino a quando non esisterà in forma cartacea."

      (Brian K. Vaughan)

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  3. Dei miei webcomics favoriti sto cominciando a recuperare anche il cartaceo (quando esiste, of course, che di un paio di serie che adoro non c'è, purtroppo) e devo dire che rileggerle su carta è un'altra cosa. Sarò all'antica ma il supporto comunque fa la sua parte :D

    In questo periodo il mio motto è "non comprare\perder tempo a leggere storie che non merita, tutto non lo puoi comprare\leggere ma fai almeno in modo che quello che compri\leggi meriti il tuo tempo e il tuo denaro" (poi comunque un po' la compulsione collezionistica ce l'ho, ma cerco di mitigarla) :D

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    1. Sono d'accordo con te Acalia: la lettura su carta è un'altra cosa rispetto alla lettura su schermo.
      Leggo molto su schermo (oltre al pc ho uno smartphone, un e-reader e un tablet), ma ho imparato in questi ultimi mesi che la lettura su schermo è proprio un altro tipo di esperienza rispetto a quella su carta.
      Sono due tipi di lettura molto diversi, sia a livello percettivo che, diciamo così, "tecnico".
      Mi piacerebbe moltissimo approfondire, ma temo che sarei responsabile di diverse "morti per noia", quindi rimando ad altra sede :-)))
      Credo fermamente che il supporto determini in modo peculiare e specifico il tipo di lettura e credo che le esperienze di lettura siano profondamente diverse a seconda del supporto.
      Magari ci scriverò su qualcosa, giusto per raggiungere il record negativo delle visite a questo blog! :-DDD

      Per quanto riguarda il tuo motto, l'ho fatto mio da un po' di tempo, sia per necessità che per convinzione, e posso dire, senza allargarmi troppo, che la guarigione dal mio problema di compulsività arriverà; sarà lenta e dolorosa, ma arriverà. Ho già fatto grandi passi in tal senso e ne sono abbastanza fiero :-)
      Ciao Acalia, a presto!
      Orlando

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  4. Grazie ancora a Orlando per la bella recensione. Fate passaparola e prendetene una copia che siamo piccoli autori ma battaglieri. :D

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    1. Grazie a te peter79, o meglio Carlo Coratelli :-)
      Continuate a essere battaglieri, ché noi lettori e lettrici ne abbiamo molto bisogno!
      Ancora complimenti e un abbraccio!
      Orlando

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