domenica 22 febbraio 2015

Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini

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Agenzia Investigativa
Carlo Lorenzini

di Toraldo, Spianelli, Amici, Tagliasacchi, Chiabotti, Lanza, Alessi Anghini, Casagrande


Vol. unico brossurato, 64 pag. colori

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euro 15

 

Manfont
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“I personaggi della letteratura vivono tra noi. Quando si lasciano andare alle proprie esasperate manie, uno di loro ha il compito di sistemare le cose. Ha preso il nome del suo creatore e ha messo su un’agenzia investigativa.”
[dalla quarta di copertina]


Ogni fumetto che entra in casa mia lo fa in modo peculiare.
Nonostante, come ho più volte confessato, soffra di compulsività, ogni fumetto, albo o volume che sia, gode (o soffre) di un trattamento particolare e solo suo.

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Anche i motivi che mi spingono all'acquisto dei fumetti sono molteplici: per il volume di cui vado a parlare, l'unico motivo per l'acquisto, lo ammetto e non me ne vogliano gli altri autori e autrici, è stato la presenza di Laura Spianelli ai disegni della prima parte: lei è una fumettista che seguo da molto che possiede uno stile personale ed espressivo, che amo molto.

Come mi capita di dirle: "Leggerei interi volumoni disegnati da te!" ed è quindi ovvio che non appena ho visto in fumetteria (poggiato vicino alla cassa) Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini e, sfogliandolo incuriosito, ho visto che la prima parte di esso era disegnata da Spianelli, l'ho comprato immediatamente.
Nonostante il prezzo non fosse esattamente appetibile: 15 euro per 64 pagine non è proprio il rapporto qualità-prezzo più vantaggioso del mondo.

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Per qualche giorno il volumetto ha campeggiato sopra lo scanner di casa e infine l'ho letto: Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini è ben degno di lettura e non solo per i disegni della prima parte.
Per me è stata una sorpresa perché non avevo mai sentito parlare di questo volumetto [1], quindi ancora una volta, grazie al mio spacciatore di fumetti che non imbosca in recessi oscuri le produzioni non-mainstream, dando in questo modo molte più possibilità a certo fumetto di quanto possano fare “recensioni” su blog e affini.

L'autore della storia, delle storie, contenute nel volumetto è Manfredi Toraldo, figura nota a chi frequenta il fumetto italiano. Personalmente le sue opere che conosco sono l’indimenticabile 2700 e il graziosissimo esperimento di Halloween School, che purtroppo non ebbe il successo che meritava. So che oltre a Manfont, etichetta da lui stesso creata, lavora per Bonelli, ma non ne ho mai letto la produzione.

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Per questo delizioso volumetto - Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini - Toraldo prende un’idea di per sé non particolarmente originale, ossia che tutti i personaggi letterari abbiano una vita “vera” nel nostro mondo, e la sviluppa in maniera, questa volta sì, originale e soprattutto molto gradevole fino a creare alcune brevi storie che si possono leggere sia in modo autoconclusivo che legandole insieme in una coerente e accattivante continuity interna.

La trama è già scarnamente accennata all’inizio di questo scritto e se avete un minimo di conoscenza della letteratura “per l’infanzia” italiana, avrete già capito benissimo chi è il Controllore delle creazioni, ora creature, letterarie che “infestano” il nostro mondo, Colui che deve rimettere a posto le cose, spesso in maniera non certo indolore.

Al protagonista delle storie, il titolare dell’Agenzia Investigativa, colui che ha scelto il nome del suo creatore, Carlo Lorenzini, il Custode delle Storie, Toraldo è riuscito a dare caratteristiche e una personalità ben definite (oltre che, va da sé, un naso assai prominente…) cosa questa che suscita immediatamente la simpatia di me lettore.

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I dodici episodi di cui è composto il volume si bevono d’un fiato con estremo piacere e l’autore riesce, in sole quattro tavole per episodio, a creare storie coinvolgenti destinate a restare a lungo nel cuore di me lettore.
La maggior parte delle trovate di cui è pieno il volumetto sono deliziose e azzeccate e tutte quante hanno il piacevole compito di solleticare, stimolare e, perché no, coccolare l’anima “nerd” (sia inteso in senso positivo) di ognun* di noi appassionati lettori e lettrici di storie, siano esse solo scritte o anche disegnate.

Ogni personaggio, sia ess* importante o poco più che comparsa, è ben delineato e ha una sua precisa personalità, che Toraldo è capace di farci capire magari con una sola battuta.
Questo nonostante abbia notato una certa, non necessariamente spiacevole, sovrabbondanza di dialoghi.

Naturalmente tutto ciò è stato possibile grazie alla sinergia tra lo sceneggiatore e le disegnatrici e i disegnatori e  gli inchiostratori e le inchiostratrici e le coloriste e i coloristi. A cominciare dalla bella copertina di Elena Casagrande, colorata da Giorgia Lanza.

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Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini è diviso in tre parti: la prima intitolata Dei delitti e delle pene vede ai disegni la già citata Laura Spianelli, cui tocca il compito di presentare graficamente i personaggi che faranno parte della serie, a partire dal protagonista, e Davide Amici ai colori (mi spiace, non ho trovato link che lo riguardano). La colorazione è tecnicamente ineccepibile; io, per mio puro gusto personale, non la amo particolarmente  considerandola un po’ troppo “buia”.

I disegni di Spianelli, con le loro linee morbide e sensuali, sono efficaci sia nel tratteggiare i personaggi che gli ambienti, interni o esterni che siano. Le tavole non usano uno schema fisso, ma hanno divisioni regolari che raramente sfociano in splash-page o simili; lo storytelling è dato acquisito e la narrazione grafica scorre fluida. Una delle caratteristiche che trovo interessanti nel segno di Spianelli è il suo delineare personaggi e ambienti sempre situati in un perfetto “metà strada” tra cartoonismo e realismo: la disegnatrice romana (vogherese di adozione) riesce sempre a disegnare persone e cose che somigliano così tanto a persone e cose che possiamo vedere coi nostri occhi nella realtà… Eppure, contemporaneamente, i suoi disegni sono assolutamente fumettistici e questo bilico tra realtà e realtà-immaginata mi provoca un delizioso, incomparabile sfasamento che cerco spesso nelle opere a fumetti che leggo. Plasmare la realtà, forse si tratta “solo” di questo. E Spianelli secondo me ne è capace.

Una piacevole… sincronicità: il secondo episodio del volumetto s’intitola Dirò d’Orlando e ha a che fare con un personaggio a me, come dire, particolarmente vicino! :)

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La seconda parte del volumetto è intitolata Senza un soldo a Granada e a Londra (titolo che fa il verso a un’opera letteraria, di incredibile impatto emotivo, di George Orwell) vede Jacopo Tagliasacchi ai disegni, Virginia Chiabotti e Alessandro Alessi Anghini alle chine (già autore, insieme a Marco “Daeron” Ventura, dell’esilarante Drag Queen vs Principescort, di cui magari prima o poi vi racconto qualcosa) e dalla già citata Giorgia Lanza ai colori.

Se nella prima parte del volumetto facciamo conoscenza coi protagonisti – Carlo Lorenzini e Angie in primis – e dello scopo e dell’ambientazione delle storie, in questa seconda parte ci addentriamo maggiormente in situazioni di misteri, magia e… sesso (con la sensuale e deliziosissima Essere ciechi all’Alhambra). In Stregonerie incontriamo – per parte mia con immensa gioia! – un “classico moderno”, un personaggio che adoro, con tondi occhiali e molto ferrato nella magia, inserito con maestria nella sferragliante e fantastica (e virtualmente infinita) continuity di Carlo Lorenzini.

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In questa seconda parte disegni e colori si differenziano come tecnica e stile, mantenendo però sempre una stretta continuità con le linee essenziali dei personaggi: abbiamo un segno più spigoloso e una colorazione più ariosa. E’ piacevole e interessante vedere le differenze di segno con la prima parte: il bravo Tagliasacchi ha un segno prevalentemente fumettistico, forse più mainstream rispetto a quello di Spianelli, ed entrambi mantengono una splendida capacità di narrare per immagini.
Il Carlo Lorenzini di Tagliasacchi mi ha in qualche modo ricordato un po’ il mai troppo rimpianto John Doe, e ciò va inteso non certo come una critica, anzi!

Tutte queste caratteristiche le ritroviamo pari nella terza parte, intitolata Una storia semplice, visto che autrici e autori sono gli stessi.

Mi sono piaciute moltissimo tutti gli episodi, oltre che naturalmente l’idea generale, ma se proprio devo assegnare una preferenza, dirò che Gli omicidi dei Murazzi, coi suoi immediati seguiti I signori dell’Entropia e Il re del mondo, sono forse quelli che si dimostrano più ricchi di fantasia, citazioni e mitologia fantastica. Anche perché qui, in qualche modo, siamo nel territorio dello Scrittore di Providence e quindi la cosa si fa… intensa; oltretutto l’ambientazione riguarda proprio la città in cui vivo e di conseguenza il mio coinvolgimento emotivo è maggiore.

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Apre il volume una introduzione di Luca Baino: leggendola l’avevo giudicata un po’ troppo, come dire… pretenziosa; mentre alla fine della lettura del volume devo concordare che, intenti pubblicitari a parte (sacrosanti) sono perfettamente d’accordo con quanto afferma Baino (“parentela” con La Lega degli Straordinari Gentlemen compresa).
Chiude il volume una postfazione dello sceneggiatore Manfredi Toraldo che ci racconta genesi e scelta di autrici e autori di Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini e ci fa ben sperare per un seguito alla storia.

Personalmente un seguito non solo lo voglio, ma lo aspetto proprio, perché questo primo volume mi ha deliziato, coinvolto e divertito moltissimo avendo come argomento principale una delle cose che amo di più al mondo: le storie e i suoi eterni personaggi.
Volume consigliatissimo, senza se e senza ma!

Buoni sogni!

Orlando Furioso

 

Note:

[1] Questo sino all’altro ieri, quando ho scoperto QUESTO bell’articolo. In seguito ho scoperto molte altre recensioni linkate direttamente sul sito di Manfont.

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6 commenti:

  1. L'idea di base del volume mi piace molto, anche se magari non riuscirei a cogliere tutti i riferimenti.
    Di questo volume avevo già letto qualcosa, ma non ricordo dove...forse una pubblicità su qualche altro albo o in una rivista di anteprime? Anche in quel caso mi aveva incuriosito.
    Purtroppo però momento il rapporto qualità-prezzo per me è un poco proibitivo, ma mai dire mai eh! ^^
    Come sempre, post interessante! :D

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  2. E' vero Millefoglie, l'idea è proprio bella, non originale (quasi nulla è più "originale" dopo l'Iliade :-DDD) (...lo penso abbastanza sul serio...), ma qui è sviluppata bene, coinvolgente e divertente parecchio!
    Mi è dispiaciuto criticare il prezzo, perché capisco bene che un editore indipendente non può avere gli stessi prezzi della Panini, ma io ahimé ragiono "da cliente" e spero che il prezzo diciamo non proprio economico non scoraggi nessun* dall'acquisto, perché comunque è un fumetto che vale davvero la pena di leggere :-)
    Grazie per le tue parole e a presto!
    O.

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    1. Sì diciamo che è una di quelle idee che, volente o nolente, riesce sempre ad incuriosire ^^

      Anche io mi faccio sempre problemi a parlare dei prezzi (mi è capitato di recente con I colori del vicino della Renbooks), ma effettivamente se i prezzi sono percepiti come alti dal pubblico, un motivo ci sarà...

      A presto! ^^

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    2. Se da una parte è vero che Panini e Bonelli stabiliscono il prezzo di mercato dei singoli albi, dall'altra è anche vero che 15Euro per un albo (in questo caso a colori) non sono poi così poche. Con un prezzo simile, a mio avviso si dimezzano le vendite.
      Poi, è chiaro, è un mio parere, se l'editore stabilisce che meno di così non rientra dei costi, vorrà dire che avrà già messo in conto di vendere meno volumi.

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  3. Grazie Orli per la bella recensione e per le parole spese in merito al mio lavoro, mi hanno fatto molto piacere!! :D

    L'idea di "Agenzia investigativa Carlo Lorenzini" è nata per le pagine di una rivista pubblicata, per i più giovani, dalla Banca AntonVeneta. Ogni mese dovevamo realizzare 4 pagine a colori di cui Manfont aveva già studiato storia e sceneggiatura. Mi sembra fossero gli anni tra il 2003 e il 2004.
    Ad ogni modo: io realizzai velocemente gli studi del protagonista pensando a un attore che mi piaceva molto e che trovo affascinante tutt'ora: David Thewlis e suo naso pronunciato!! Il pizzetto e il colore rosso dei capelli sono due altre mie fissazioni che in un modo o nell'altro ho aggiunto.
    La spalla del protagonista, ovvero la fata turchina, l'ho pensata sulle sembianze di una ragazza con cui ero amica alle medie e che ho sempre trovato molto bella. Insomma, la voglia di creare c'era ma le storie si erano interrotte a causa della chiusura della rivista bancaria.
    Ho saputo poi dallo stesso Manfredi, che le storie aveva voluto rieditarle aggiungendo altri capitoli e nuove avventure :)

    Appena ribeccherò Manfredi mi farò dare la mia copia del volume!!

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    Risposte
    1. Grazie a te Laura per aver integrato le mie parole con le tue preziose informazioni, che arricchiscono il mio scrittino :-)
      Ma davvero non hai ancora la tua copia del volume?!?... Fattela mandare in fretta!!! :-D
      A presto!
      Orli
      F

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