sabato 14 giugno 2014

Lo Squalificato

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Lo Squalificato

di Usamaru Furuya

tratto dal romanzo
di
Osamu Dazai,
pubblicato in Italia da Feltrinelli

3 volumi, concluso
(prima edizione Giapponese: 2009)

vol. brossurati con sovraccoperta;
b/n

Euro 6,50 cad.

Planet Manga
.

In genere diffido delle opere “tratte da”. Diffido dei film tratti dai libri, degli anime tratti dai manga (ancor di più dai manga tratti dagli anime) dei fumetti tratti da romanzi.
E’ una scuola di pensiero un po’ pedante che si basa su pregiudizi e che suppone che “l’originale” sia sempre “meglio” dell’opera “derivata”.

Com’è ovvio, sono stato smentito molte volte (e molte altre no), ma ci sono casi – come quello di cui vado a parlare – in cui il problema non si pone, né si porrà.
Lo Squalificato, il manga di Usamaru Furuya, tratto dal romanzo di Osamu Dazai, mi ha talmente colpito, toccato e mi è talmente piaciuto che, nonostante abbia già deciso di leggere presto il romanzo originale, sono certo che non soffrirà nel confronto.

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Lo Squalificato è una forte botta allo stomaco e allo spirito; non ho ancora completamente compreso se questa botta sia salutare e stimolante o se favorisca la presa di coscienza dell’ineluttabilità del male.
Questo nonostante Furuya inviti chi consideri questo manga privo di speranza “a leggere il romanzo. Lì troverete – prosegue Furuya – la disperazione…”. Quella vera, sottintende.
Il romanzo originale scritto da Osamu Dazai fu pubblicato nel 1948, pochi mesi prima del suicidio dell’autore.

Il racconto – che è ambientato nel nostro tempo - è inserito in una cornice realistica: il mangaka Usamaru Furuya cercando ispirazione per una storia si imbatte casualmente nel “diario” di Yozo Ooba. La lettura del “diario” lo disgusta e lo affascina al tempo stesso, al punto che decide di trarne un manga. Che è quello stesso che noi lettori/lettrici stiamo leggendo… In realtà l’intersezione tra racconto di finzione e “realtà” è più complesso e sottile: qualcuno parlerebbe di “metafumetto”, ma non so se sia corretto usare quel termine in questo caso.

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La disperazione comunque la troviamo anche in ognuno di questi tre sconvolgenti volumi a fumetti. Come in un “romanzo di formazione” al contrario: la destrutturazione procede inesorabile pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, sebbene temuta e combattuta fin dall’infanzia da uno Yozo – il protagonista - terrorizzato, ma deciso a non mostrare mai gli abissi che si spalancano minacciosi dalle profondità della sua anima.
Yozo, scende giorno dopo giorno in un baratro sempre più oscuro e privo di speranza. Mi rendo conto che tutto ciò possa suonare banale e già sentito infinite volte, ma alla luce della lettura del manga – sola condizione per entrare pienamente nel devastante mondo di Yozogarantisco che quanto detto assumerà certamente un significato molto più profondo.

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Yozo è stato dotato dalla natura di un aspetto molto bello che, indipendentemente da quelle che possono essere le sue reali intenzioni, affascina e intenerisce le donne. Non è malvagio. E’ il terrore a farlo agire come agisce. Le sue colpe, da cui tutto il resto deriva, sono il terrore e la conseguente debolezza.
In certi punti del manga si potrebbe pensare alla cronaca, spietata e impietosa, di una depressione… ma non è così: il male di Yozo non è una momentanea interruzione nella comunicazione con “l’esterno”; la causa del malessere che permea la sua esistenza non può essere rimossa e non è temporanea, quasi derivasse da potenze sovrannaturali e crudeli.

Mentre leggiamo la vita di Yozo e delle persone che hanno a che fare con lui, che vengono sempre – com’è ovvio che sia – contaminate e devastate dalla sua vicinanza, non siamo commossi né “dispiaciuti” nel senso normale del termine, no: siamo semplicemente atterriti/e e ben felici di essere altro da lui.

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Nel corso della sua storia Yozo viene coinvolto  in varie vicissitudini, alcune comuni altre decisamente meno, che vanno per esempio dal sesso all’alcool al contatto con gruppi terroristici alla frequentazione di bordelli, ma non è mai chiaro quanto tutto avvenga “suo malgrado” e quanto per scelta cosciente e questo ravviva la curiosità e l’interesse di chi legge; arriva anche a vivere momenti di situazioni che si avvicinano alla “normalità”, ma tutto è sempre avvolto da una densa nube di fatale e cupo destino che sembra proprio non prevedere salvezza alcuna.

Le persone che lo avvicinano, la maggior parte di coloro che hanno a che fare con Yozo, soprattutto le donne, è come se si aprissero completamente a lui restando senza difese. Altri invece lo combattono e godono delle sue sconfitte. Il male, che non a caso scrivo sempre con l’iniziale minuscola, permea il mondo di Yozo esattamente così come permea il nostro. Forse il mondo descritto e rappresentato ne Lo Squalificato non è altri che quello che possiamo vedere guardando fuori dalla finestra.

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L’autore del manga, Usamaru Furuya, è davvero molto bravo nel coinvolgere il pubblico, nell’avvolgerlo in una spirale sempre più densa, cupa e malsana in cui violenza e disperazione si alternano a momenti – illusori – di “quasi-felicità”, che non faranno che rendere ancora più dolorosa l’inevitabile caduta.

Non so dire, non ancora per lo meno, se la costruzione dei personaggi del manga, che sono molti e molto vari, ricalchi quella degli originali del romanzo del 1948, ma intuisco che Furuya non ha effettuato una semplice “riduzione a fumetti” del romanzo di Dazai.
Non conosco le opere precedenti di Usamaru Furuya, ma quello che emerge dalla mia soggettiva lettura del manga è un’estrema facilità dell’autore a far recitare i personaggi in modo credibilissimo, emotivamente forte e, come già detto, coinvolgente. Credo sia molto difficile – se non impossibile -restare indifferenti alla lettura di quest’opera. Non so se all’interno della storia vi siano minime componenti autobiografiche del mangaka che possano averlo facilitato nella scrittura, o nella trasposizione, ma non mi sentirei di escluderlo a priori. Anche se in realtà la cosa non ha alcuna importanza perché come lettore mi concentro sull’opera e sull’effetto che produce in me: è l’opera che parla e ciò che dice è perfettamente sufficiente e bastante a se stessa.

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I tre volumi si eguagliano per bellezza e coinvolgimento, anche se personalmente ho forse una preferenza per la crudezza del secondo volume, a mio parere il più “realistico” e il più lucido. Oltre al fatto di provare un’enorme simpatia umana per la barista di mezz’età che gestisce la bettola in cui Yozo lavorerà per un po’: personaggio, quello della barista, che mi sarebbe piaciuto molto vedere maggiormente sviluppato. Credo di preferire il secondo volume anche per una sorta di mia personale auto-protezione: perché è proprio in questo volume che sembrerebbero porsi le basi per una risoluzione almeno minimamente positiva dell’angoscia e del terrore fin qui vissuto da Yozo.  E’ in questo secondo volume che Yozo comincia un’attività di onesto lavoro che sembra, per qualche momento, dargli un barlume di conforto e persino di piacere. Fino a che…

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I disegni di Furuya sono tecnicamente ineccepibili, curatissimi e molto espressivi, come si può vedere dalle immagini a corredo di questo scritto che ho scannerizzato personalmente dai tre volumi: l’estrema bellezza di alcuni dei personaggi è evidenziata con vera maestria, certi volti sono uno spettacolo da guardare incantati/e; altrettanto succede per la bruttezza e lo squallore, descritti graficamente senza filtri e che risultano non meno affascinanti dei lati “belli” di cose e persone.
Le tavole del manga sono fitte di vignette – lo stesso dicasi di dialoghi e pensieri, che si alternano con le frasi del “diario” del protagonista - e tutto questo rende la lettura particolarmente coinvolgente soprattutto dal punto di vista emotivo.

L’autore riesce a passare con disinvoltura da una sorta di realismo (sempre mediato da alcune, apprezzabilissime, stereotipie) a descrizioni al limite dell’horror e decisamente inquietanti non per quello che mostrano, ma per ciò che fanno immaginare.

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Come si può capire da quanto scritto sin qui, Lo Squalificato è un manga adulto, che tocca temi tutt’altro che leggeri e che non provoca allegre evasioni, ma potenti riflessioni e un certo disagio esistenziale, specialmente se si ha dentro di sé qualche malinconia che preme per uscire.

Perché leggerlo allora?
Perché, banalmente, è un manga bellissimo.
Perché è una storia che non si dimenticherà facilmente, perché possiede un incredibile fascino morboso che non va negato, perché è una storia romantica, non nell’usuale senso che diamo ormai a questo abusato termine, ma romantica in un senso antico di Sturm und Drang, in cui energie opposte combattono per la sopravvivenza o meno degli esseri umani, perché sicuramente arricchisce chi la legge e fa (molto) riflettere: tutte cose estremamente positive che più vengono stimolate e meglio è. Ma potrebbe bastare anche “solo” il fatto che si tratta di un manga stupendo e magnificamente costruito.
Buona lettura.

Orlando Furioso


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13 commenti:

  1. Finito di leggere oggi pomeriggio.
    Anche per me è stata la prima volta alla prese sia con Dazai sia con Furuya.
    Mi è piaciuto e molto, proprio perché riflette uno stato d'animo e un atteggiamento sempre attuali: il lasciarsi trascinare da quel che accade, così da trovarsi invischiati in qualcosa di sempre più grande e pericoloso, giungendo a compiere azioni meschine nonostante quel "eppure non è una persona cattiva". Ma davvero il non opporsi agli avvenimenti non è una colpa?
    Alla fine si prova pietà per Yozo perché bene o male ci si riconosce in lui, perchè siamo alla ricerca di un alibi, perché chiunque si è almeno una volta lasciato andare e ha lasciato che le cose accadessero e basta.
    Ho apprezzato anche come Furuya abbia trovato una soluzione efficace e credibile per attualizzare il romanzo di Dazai,
    E poi ho un certo debole per il "metafumetto" e il "meta-qualunque-altra-cosa" XD!

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    1. Anch'io finito questo pomeriggio! :-D
      Stamane sono passato in fumetteria (e non era previsto, avevo altri impegni) solo per la smania di leggere questo terzo volume.
      Schiaffi in faccia, proprio...
      E voglio dirti una cosa Hana: una volta che finisco i miei articoletti e clicco su "pubblica", non cambio mai nulla di quanto ho scritto (a meno che non mi facciano notare refusi orrendi o palesi imprecisioni), ma questa volta la tentazione l'ho avuta, perché - credimi - immediatamente dopo aver cliccato sul fatale "pubblica", ho pensato: "Ma come non ha colpa?!? Miiiii, troppo comodo! Andare da uno bravo, farsi aiutare, farsi curare, fare qualcosa, sbattersi di più, cercare di modificare determinati comportamenti..." e ho pensato esattamente ciò che hai scritto, cioè che il non opporsi agli avvenimenti E' una colpa!
      Ovviamente non è un caso che tutto ciò mi sia venuto in mente solo dopo aver pubblicato l'articoletto: assolvere Yozo è assolvere me stesso.
      Oh, senza voler fare psicanalisi da salotto, per carità :-D
      Comunque ti confesso che il finale (diciamo il "finale-non-finale"...) mi ha veramente devastato...
      Ho una gran voglia di leggere il romanzo originale, che ho scoperto essere discretamente reperibile, ma ho anche un po' timore nel farlo... vedi le dichiarazioni finali di Furuya!
      Comunque anch'io sbavo abbastanza per il "meta-quel-che-vuoi" :-DDD
      Ciao e grazie!

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  2. Innanzitutto complimenti per la recensione, davvero ineccepibile :)
    Io devo leggere il terzo volume, in ogni caso si prospetta davvero una mini serie molto valida, di quelle che raramente riescono a toccare l'animo del lettore, con un protagonista dalle mille sfaccettature, assolutamente complesso ma "presentato" in maniera semplice e lineare.

    Di Furuya avevo fatto una mini-rece su "Happiness" un suo volume unico interessante uscito tempo fa per GOEN, te lo consiglio ;)

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    1. Grazie Caroline :-)
      Pensa che io ero indecisissimo se prendere o meno questa miniserie proprio per il pregiudizio cui accenno all'inizio del mio articoletto... Avevo letto un paio di ottime recensioni in giro, però pensavo "Beh, se è tratto da un romanzo, magari mi leggo il romanzo!"...
      Poi in fumetteria, quando era già uscito il secondo volume da un bel po', ho sfogliato il primo volume e il primissimo disegno del volume (Yozo con teschio) non perché ma mi ha ammaliato... e meno male! XD
      Non ho "Happiness" ma chiederò al mio fumettaio se è ancora disponibilie!
      E, sulle varie riviste pubblicitarie ("Anteprime", "Mega") ho visto che prossimamente sono in uscita altre opere di Furuya, che a questo punto credo non mi perderò! Ho visto un po' di cose in rete e credo sia un mangaka estremamente interessante e non troppo convenzionale, a quanto ho potuto capire.
      Ciao e grazie ancora! ^^

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  3. Io non ho ancora l'ultimo numero.. devo andare in fumetteria!!!
    Poi lo leggerò tutto d'un fiato! Immaginavo che fosse un manga affascinante ma leggendo la tua recensione lo sembra ancora di più! xD

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    1. Grazie Nyu, sei molto gentile :-)
      Ti assicuro che sì, lo leggerai tutto d'un fiato anche perché ogni volume ti spinge molto, molto fortemente a voler assolutamente vedere come prosegue la storia!
      Io son felice di aver preso il primo numero proprio pochi giorni prima dell'uscita del terzo e conclusivo volume, perché sarebbe stata una tortura aspettare tre mesi!
      Se hai voglia fammi poi sapere cosa ne pensi.
      Grazie ancora e a presto! ^^

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  4. Io, come altri qui, devo ancora leggere l'ultimo volume, ma la tua bella recensione mi è piaciuta tantissimo! Dopo averla letta sarà veramente dura, per chi ignorava l'esistenza di questo fumetto, resistere alla tentazione di correre in fumetteria a comprarlo!

    Comunque Furuya è un autore che amo moltissimo. La Goen ha annunciato altre due sue opera, ed in particolare sono in trepidante attesa per Litchi Hikari Club, un manga malatissimo che omaggia Suehiro Maruo, il mostro di Frankenstein e il teatro Grand Guignol!

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    1. Grazie Yue, sei gentile :)
      Se hai apprezzato i primi due volumi, anche il terzo non ti deluderà ;-)
      Fammi poi sapere cosa ne pensi del finale...
      Per quanto riguarda le altre opere di Furuya, ho intenzione di procurarmele, anche perché ho constatato che non è un mangaka "banale" e quindi mi interessa molto!
      Ciao, a presto!

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  5. Bellissima recensione! ^^
    Avevo scoperto l'esistenza dell'opera originale tempo fa quando cercavo illustrazioni di Takeshi Obata e ho trovato quelle fatte per il libro. Ne ho letto la trama e mi ha incuriosita molto, ma per mancanza di tempo e nel recupero di altro, mi è passato di mente >.< Poi è uscito questo manga e ho fatto due più due xD
    Non ho mai letto nulla di questo mangaka, ma mi piacerebbe recuperare alcuni suoi titoli (come Genkaku Picasso) perchè il suo tratto mi affascina e...vorrei leggere anche questa storia. Se non sbaglio ne esiste anche una versione animata.
    Ancora non l'ho fatto perchè sono un po' frenata dalla presenza di scene abbastanza forti, ma si tratta solo di trovare il coraggio XD
    A presto! ;)

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    1. La situazione in sé è emotivamente "forte", ma ti assicuro MiIlefoglie che di scene "forti" nel senso tradizionale del termine ce ne sono davvero pochissime!
      Se ho capito un po' i tuoi gusti, questo mi sento di consigliartelo :)
      Certo, hai compreso benissimo che non è una lettura "rilassante", ma è una storia veramente bella e ben fatta e credo proprio che potresti apprezzarla;)
      Eventualmente fammi sapere^^
      Ciao e grazie!

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    2. Ah se sono poche ancora meglio ^^ Fino a quando è una lettura pesante me la posso cavare eheh l'importante è che non ci siano scene troppo eccessive.
      Sicuramente ti farò sapere ;)
      Grazie a te!

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  6. Oggi, a seguito di una recensione ( http://www.infonotizia.it/lo-squalificato-di-osamu-dazai-trama-e-recensione/ ) ho scoperto questo autore. Credo lo approfondirò perchè il poco che ho letto mi ha catturato!

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    1. Te lo consiglio vivamente! :)
      Pensa che con tutto il materiale nuovo che ho da leggere, quest'estate mi sono riletto "Lo Squalificato" e mi è ri-piaciuto moltissimo.
      Fammi poi sapere ;)
      Grazie per il tuo commento e a presto!
      Orlando

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