venerdì 2 maggio 2014

La Divina Commedia

Go_Nagai_Divina_Commedia_cover


La Divina Commedia
vol. 1 (di 3)

di Go Nagai

vol. brossur. + sovraccoperta
pag. non dichiarate
b/n (1 pag col.)


euro 8,50

collana Go Nagai Collection

J-POP

 

“Persone che stoltamente hanno adorato falsi dei non seguendo il vero insegnamento di Dio! Devono cadere all’inferno e ricevere il loro naturale castigo!” (Virgilio, Go Nagai Divina Commedia)

Go_Nagai_Divina_Commedia_20

Non sono particolarmente “orgoglioso” di essere italiano: essere nati/e in Italia o nel Benin è frutto di pura casualità, quindi cosa c’è da essere “orgogliosi/e”?
Voglio dire: mi va benissimo essere nato qui, non è che non ami l’Italia e la sua cultura, anzi. Però amo anche la Francia, il Giappone, l’India, la Germania e se fossi nato in Benin amerei il Benin e la sua cultura.
Insomma, sono poco patriottico e abbastanza internazionalista e le diversità culturali mi piacciono, mi incuriosiscono (talvolta mi spaventano, certo) e le considero una ricchezza e una benedizione.

Però… Ebbene sì: c’è un “ma”; c’è sempre un “ma”...
In questo caso il mio “ma” si chiama Dante Alighieri e Divina Commedia! Sono l’unica, l’unica cosa che potrebbe farmi dire a uno/a, chessò, Neozelandese: “… noi abbiamo Dante Alighieri e voi no!…”

Sulla Divina Commedia vado fuori di testa: toccatemela e posso arrivare a dire cose brutte.
Non ho mai detto a o pensato di qualcuno “Non capisce un ca**o”, tranne quella volta che in ufficio un ex-collega, pensando di fare chissà quale dichiarazione “rivoluzionaria” e/o provocatoria, mi strillò in faccia che “…la Divina Commedia mi fa cacare!” (letterale) [1]
Sì quella volta ammetto di aver pensato “Ma questo qui non capisce proprio un…”.

Go_Nagai_Divina_Commedia_01

La Divina Commedia è il libro più bello del mondo. Continuo a rileggerlo (e a capirne il, chessò, 4%… ad essere ottimisti!) dall’età di 13 anni e continuerò a farlo finché campo e ogni, ogni volta è un’estasi, sublime e suprema. Il Libro. Tutto il resto sta sotto.

Essendone così fanatico è difficile che io sia ben disposto verso eventuali “riduzioni” [2], “riassunti” o simili. 
Inoltre una “versione” a fumetti della Commedia c’è già (ed è magnifica).
Date queste premesse, ho acquistato il primo volume de La Divina Commedia di Go Nagai con molti e radicati pregiudizi, pensando che ne avrei sicuramente “fatto le pulci” e infine avrei riposto il volumetto in libreria con malcelata delusione…

…E invece Go Nagai, un Giapponese dunque culturalmente la persona forse più lontana da un’opera poetica italiana del Trecento, ha realizzato una sua versione della Divina Commedia il cui primo volume mi è piaciuto moltissimo, catturandomi in una lettura attenta, profonda ed emozionante. “Attenta” perché trattandosi della Commedia sarei stato particolarmente feroce in caso di “travisamenti” marchiani o adattamenti troppo “fantasiosi”.

Go_Nagai_Divina_Commedia_05

Questa mia immediata e profonda empatia con la Divina Commedia di Go Nagai si è forse instaurata anche perché la storia della mia personale fascinazione rispetto all’Opera Originale, e all’Inferno in particolare, è stata simile a quella subita da Nagai quand’era bambino: egli ha infatti narrato in più di una occasione di come rimase incantato di fronte ad un’edizione giapponese della Commedia riproducente anche le famose e suggestive incisioni di Gustav Doré.

Una cosa così, segna la vita. Per caso si scopre una porta che si apre su mondi fantastici e terrificanti e da quel momento si è perduti, o salvati, a seconda del punto di vista e della sensibilità personale. Certamente da quel momento l’interesse per la socializzazione va a scemare… (perché, diciamocelo, se a sette o a tredici anni preferisci atterrirti con le incisioni di Doré della Divina Commedia e ti sogni di notte la Porta dell’Inferno, invece che correre dietro un pallone con gli amichetti e sognare di essere un supereroe, significa che qualcosa di strano, dentro, ce l’hai…)

Go_Nagai_Divina_Commedia_06

Questo primo volume della Divina Commedia di Go Nagai affronta una prima parte dell’Inferno dantesco, arriva cioè sino al Sesto Cerchio, l’ingresso di Dante e Virgilio nella Città infernale di Dite.
In questo primo volume l’opera di Nagai la giudico insieme didascalica e personale: didascalica perché segue comunque abbastanza pedissequamente lo svolgimento della Commedia di Dante; ma in molti punti l’interpretazione, l’atmosfera, il “sentire” generale mi sono parsi alquanto personali. In effetti, date le succitate dichiarazioni di Nagai, mi sarei stupito del contrario. Si percepisce che il manga è stato realizzato in modo schietto e sincero, per pura ammirazione dell’Opera Originale, per necessità di Nagai di comunicare questa sua passione (non dimentichiamoci che l’autore comincia ad esplorare, diciamo così, il mondo del religioso, del sovrannaturale e del demoniaco con il celeberrimo – e incompiuto – Mao Dante, il cui stesso titolo tradisce la passione dell’autore per il Sommo Poeta).

Per chi (ahilui, ahilei!) non avesse mai letto la Divina Commedia di Dante Alighieri, la lettura del primo volume dell’opera a fumetti di Go Nagai può costituire un primo “punto di partenza”, una piacevole introduzione; comunque un’esperienza fumettistica degna di nota di per sé.
Nagai ha letto bene la Divina Commedia, la ama e ne è appassionato e per quanto eventualmente lontano, per ovvi motivi, da una sensibilità e da una lettura vicina alla nostra, sa di cosa si sta occupando.

Go_Nagai_Divina_Commedia_08

La Commedia originale ha ovviamente una sua perfetta coerenza interna e lo stesso accade per la versione di Go Nagai: per avventurarsi nel perigliosissimo viaggio che Dante, accompagnato da Virgilio, compie per volontà divina nel regno infernale dell’Oltretomba, non c’è bisogno di altro che del desiderio di farlo. Inutile dire che la versione a fumetti è, ovviamente, una estrema semplificazione, ma ciò non significa che si tratti di “un’altra storia”. Questo a mio parere è un pregio dell’opera di Nagai, l’aver cioè per quanto possibile rispettato la Commedia.

Non so dire se questa di Go Nagai sia la migliore versione possibile dell’Inferno dantesco, ma ho certamente molto apprezzato le scelte fatte dal sensei riguardo a cosa mostrare e a come farlo, alle scelte di sceneggiatura e allo stile generale. Mi piace lo stile del maestro Giapponese, mi è piaciuta molto questa rischiosa commistione tra stilemi narrativi orientali (ovviamente anche grafici: guardate il Caronte col remo in mano, terzo disegno qui sopra), le incisioni di Doré e l’inarrivabile opera del Sommo Poeta Fiorentino. Parlando fuori dai denti: il rischio che potesse venir fuori una cosa ridicola era presentissimo. Nagai non è un disegnatore dotato di una tecnica grafica stratosferica e, sia detto senza malizia né astio, alcune sue opere non denotano chissà quale profondità. Ha quindi rischiato moltissimo ad affrontare la riduzione a fumetti del libro più bello al mondo.

Go_Nagai_Divina_Commedia_15

Dal punto di vista squisitamente grafico Nagai, in molti punti dell’opera, cerca di attenersi alle celeberrime rappresentazioni dell’incisore ottocentesco Gustav Doré: alcune tavole sono la riproposizione, anche abbastanza precisa, delle incisioni del pittore francese. L’uso del nero è ovviamente massiccio (esiste forse un luogo più nero per antonomasia dell’Inferno?…), l’uso dei retini è tutto sommato moderato mentre gli sfondi cupi fatti a mano, linea per linea, abbondano.
Il tratto del maestro è inconfondibilmente “nagaiano” per quanto riguarda le fisionomie di Dante, Virgilio, Beatrice (per ora la più “nagaiana” di tutti/e), l’Angelo, Francesca e molti altri dannati, mentre per i mostri classici (Minosse, le Gorgoni, Flegias, Plutone…) si attiene per quanto possibile alla versione di Doré. Personalmente ritengo il risultato della commistione, come dicevo poc’anzi, pregevole, originale e piacevole.

Go_Nagai_Divina_Commedia_16
Accennavo prima all’atmosfera della Divina Commedia di Go Nagai: formalmente è rispettosa dell’Originale eppure, da un certo punto di vista, è anche molto personale. Nel senso che il sensei riesce a comunicare, a mio giudizio molto bene, sia l’atmosfera e il senso generale della Commedia dantesca che le sue proprie fascinazioni e impressioni, le sue sensazioni ed emozioni. Come dicevo, la partecipazione emotiva dell’autore c’è e si vede. Per mezzo di quest’opera a fumetti l’autore si pone e ci pone delle domande molto profonde, sostanziali, e che prima o poi, indipendentemente dalle idee di ciascuno/a, siamo o saremo comunque costretti/e ad affrontare.

L’autore Giapponese è riuscito a mio giudizio a coniugare in modo graficamente e narrativamente armonico atmosfere epiche e grandiose con momenti di profondissima e intima disperazione, dubbio, terrore. L’accorata e disperata compassione di Dante davanti agli eterni supplizi dei dannati è stata resa da Nagai in modo encomiabile e così i tormentosi dubbi che affliggono l’animo del Poeta (e, conseguentemente, di noi tutti/e).

Anche per questo la partecipazione di chi legge è senz’altro garantita, a patto di avere anche un interesse per un’opera permeata da un’incredibile, quasi insopportabile, cupezza e disperazione.

Non mancano scene splatter – irrinunciabili per Nagai – che però non sono mai “gratuite”, nemmeno quando esulano dalla stretta osservanza della lezione dantesca. Un Inferno senza descrizioni di crudeltà sarebbe, d’altronde, la cosa meno credibile da narrare.

Go_Nagai_Divina_Commedia_12
Fino a qui, cioè fino al Sesto Cerchio dell’Inferno (Canto IX), La Divina Commedia di Go Nagai non è un banale “riassunto-a-fumetti” dell’immortale Opera dantesca: ne è invece una delle possibili (re)interpretazioni da parte di un medium distantissimo dall’Opera Originale, fatto da un autore che pur essendo geograficamente e culturalmente lontano dalla sensibilità e dal gusto dell’Italia del Trecento, è riuscito a comunicare emozioni e sentimenti forti e profondi.

Personalmente aspetto con ansia i seguenti due volumi.

 

Orlando Furioso

 

Nota:

[1] Per far riassumere la tipologia: poco prima avevano affermato che Picasso non sapeva neanche disegnare e che i suoi erano solo “scarabocchi” e che “qualcuno” (?) aveva anche trovato le prove di questo: delle “lettere” in cui Picasso affermava che “pur non sapendo neanche disegnare era riuscito a prendere per il culo [anche qui letterale] gli storici dell’arte e a diventare miliardario alla faccia nostra!” (“nostra”?…)
(QUI la tipica opera di uno che non sapeva neanche disegnare.)

[2] …anche se continuo a pensare che un nuovo (e bello!) film sulla Divina Commedia forse sarebbe possibile farlo… magari in animazione?

Go_Nagai_Divina_Commedia_10

18 commenti:

  1. Anche io sono ansiosissima di avere quel volume fra le maniiiiiii!
    Se tutto va bene domani mi armo di canotto (visto che qui da me diluvia perennemente) e vado in fumetteria.. LO VOGLIOOOO!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche qui diluvia tantissimo... ma noi, coraggiosissimi, stiamo per andare a una mostra (I Preraffaelliti)... ci arriveremo a nuoto, credo XD

      Nyu, se lo aspetti così tanto, significa che questo volume ti piacerà un sacco!^^
      Io me lo sono veramente gustato (riletto tre volte di seguito, cosa che per me è assai rara).
      Spero di non dover aspettare le ere geologiche per i prossimi volumi...
      Ciao!

      Elimina
  2. Bella recensione, mi ha proprio incuriosito! E poi è interessante leggere l'opinione di un estimatore dell'immortale poema.

    L'opera comunque è abbastanza vecchia (quella di Nagai, intendo...), ne parli perché è uscita una nuova edizione?

    Sarei anche curioso di sapere com'è stato affrontato il tema della lingua (specialmente perché, da italiani, avremmo il vantaggio di poterci godere le esatte parole del Sommo): i dialoghi / voce narrante sono adattati in lingua corrente o sono aderenti all'originale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Dendrite!^^
      Estimatore sì ma, ahimé, non "esperto" (o almeno: non ancora ^__- )
      L'opera di cui parlo è una nuova edizione uscita ora per J-Pop.
      Inoltre qui su Fumetti di Carta non parlo necessariamente di "novità", ma di una parte dei fumetti che leggo (anche vecchi, anche molto vecchi...) e che mi hanno colpito :)

      I dialoghi sono per la maggior parte adattati in lingua corrente, scelta che mi pare inevitabile, anche perché la traduzione del manga si basa sulla versione giapponese, non sulla Divina Commedia.
      Alcune citazioni sono più o meno letterali (la scritta sulla Porta dell'Inferno, ad es.; anche se mancano alcuni versi), ma la sensibilità generale e lo stile dei dialoghi sono quelli di Go Nagai, per quanto quest'ultimo cerchi di essere il più fedele possibile.
      Resta comunque l'opera di un autore Giapponese che fa una sua versione della Commedia, non una trasposizione esatta.
      Grazie molto del tuo commento Dendrite^^
      Ciao!

      Elimina
    2. Grazie a te per la risposta esauriente!!
      La prossima volta che passo in fumetteria darò sicuramente una possibilità a questo manga.
      Ciao!!

      Elimina
  3. Meraviglioso articolo! L'aspetto che più frena il mio acquisto è la lunghezza. Immagino che il paradiso e il purgatorio siano molto compressi e non vorrei ritrovarmi con un'opera che mi dia un senso di "incompletezza" a fine lettura. Comunque, mi hai fatto venir voglia di acquistarlo, ma prima voglio finire il recupero di Devilman :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, sei davvero troppo gentile ^^
      Non avendo letto altre edizioni dell'opera, ti confeso che il dubbio ce l'ho anch'io... anche se, confesso, ritengo (specie "fumettisticamente" parlando) l'Inferno la parte più interessante, quindi credo che - anche viste le propensioni dell'autore - sarà proprio la parte privilegiate dell'opera :)

      Devilman... lo adoro! Recuperalo, che è proprio meraviglioso (e ancora più cupo, forse, della Divina Commedia!)

      Grazie ancora e a presto!

      Elimina
  4. Sono indecisa, ho un sacco di uscite in questo periodo ç__ç
    Vediamo, se il fumettaro non mi chiede un rene per svuotare la casella lo prendo, se no lo recupero più avanti XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da un lato che bello, eh?, che escano un sacco di cose che ci piacciono! :-D
      Dall'altro... queste continue urla strazianti dei nostri portafogli che chiedono "Pietà!" sono talvolta proprio insopportabili... XD
      Ciao!

      Elimina
  5. Avevo letto i primi capitoli in scans tempo fa (anni fa ormai, se non sbaglio), ma, complice la scarsa qualità delle scansioni, questo titolo non mi aveva entusiasmata particolarmente.Non riuscivo a farmi piacere molto la resa delle espressioni di Dante e Virgilio... Però devo ammettere che ne avevo letto pochissimo...la tua recensione mi ha fatto venire il desiderio di riprendere in mano questo volume non appena ne avrò la possibilità! :)

    Confesso di non aver mai letto tutta la divina commedia per intero, ma solo i canti studiati a scuola. Mi sono piaciuti un sacco *_*
    Mi incuriosisce molto come un autore così "distante" possa rendere quest'opera! Confrontare i diversi punti di vista di culture diverse è una cosa che mi affascina tantissimo.
    Complimenti per l'articolo/recensione!
    A presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Millefoglie perché mi offri l'occasione per dire due parole sulle scans ;-)
      Benedette sempre siano (le scans), ma - questo è un mio parere personale e soggettivo, s'intende - solo quando l'opera è inedita da noi (e tale si suppone resterà per ancora taaanto tempo...) e per valutare eventuali acquisti.
      Chi dice che "la pirateria uccide i fumeti/la musica/quel che vi pare, dice una ca**ata grossissima, ma soprattutto chi lo dice non è mai venuto a casa mia o nelle altre decine di migliaia di case piene zeppe di fumetti/dischi/film/quel che vi pare COMPRATI (C-O-M-P-R-A-T-I) solo dopo averne fruito di copie pirata.
      La pirateria STIMOLA l'acquisto, altroché!

      Altra cosa importante: le scans (sempre benedette siano) NON hanno nulla a che fare con la qualità cartacea di unìopera!

      Io le uso da un po' di tempo per non rovinare i miei volumi con lo scanner, ma in effetti mi sento un po' in colpa a usare questo metodo, perché voi che, con tanta pazienza, leggete i miei scritti, vi fate magari un'idea errata della qualità dei disegni...

      A partire dalle immagini proprio qui sopra: le ho prese da scans inglesi (peraltro una scan ottima, piena di note, fatta da persone che conoscevano benissimo la Divina Commedia nella traduzione inglese di Longfellow... della serie "pirati ignoranti", vero? Certo sì sì, come no... Più praparati di chissà quanti "editor" in giro, altroché!!!) ma rendonbo veramente niente in confronto alla carta.
      Ed è normale che sia così.

      Quindi vi chiedo scusa per il mio egoismo: voglio parlarvi di cose per le quali non sono disposto a "rovinare un pochino" i miei volumi... ecco la nuda verità! XD

      Grazie ancora Millefoglie per avermi dato la possibilità di dire due cose che ci tenevo tanto a dire.
      Ciao! ^^

      Elimina
    2. Figurati! Anzi mi fa piacere perchè condivido! ^^

      Grazie alle scans mi sono risparmiata diverse serie che non mi entusiasmavano e ho scoperto un sacco di serie interessanti anche prima che fossero pubblicate in italia. Una volta pubblicate qui ho rinunciato a prendere serie nuove per comprare quelle che già conoscevo via scans per esempio. Di sicuro ha contribuito il fatto che preferisco sempre il cartaceo (lo confesso...sniffo i libri e i fumetti XD).
      Se non fosse stato per le scans non avrei dato un soldo per Sakuragari o Ooku per dire due titoli e mi sarei persa tantissimo!

      Un uso intelligente delle scans non può che aiutare un certo titolo, soprattutto quando la casa editrice non gli dedica lo spazio pubblicitario che merita.

      Molto spesso le scans sono curate benissimo proprio perchè fatte da appassionati che amano quello che fanno. Per cui gli si perdona qualche strafalcione dato che non sono professionisti, ma quando si impegnano fanno dei lavori accuratissimi. Nelle scans di Kuroshitsuji che leggevo io (prima di comprare il cartaceo), c'erano le note per tutti i dolci che comparivano se non ricordo male...!
      A presto!

      Elimina
  6. Ciao Orlando,
    ti leggo sempre sul blog di Yue.
    Forse lo saprai già, ma nel caso
    voglio segnalarti che la J-Pop ha ripubblicato
    sulla sua pagina facebook, mettendola in evidenza,
    questa tua azzeccata recensione :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alex!
      Grazie mille per la segnalazione... e soprattutto grazie per averla definita "azzeccata"^^
      Grazie davvero!
      Ciao, a presto spero! :-)

      Elimina
  7. Cavolo, mi ispira parecchio :) Ormai temo che richiederlo al fumettaro vorrebbe dire aspettare anni prima che si ricordi di procurarmelo, ma magari in qualche mercatino/fiera...

    P.S.
    Anche io sono dell'idea che la pirateria stimoli l'acquisto, soprattutto visto che qui in Italia arrivano pochissime opere degne di nota, sia in campo fumettistico che cinematografico...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Babol!
      Seguo sempre il tuo ottimo blog! :-)))

      ...Ma scusa, che razza di fumettaro hai?!?
      Il volumetto è appena uscito (in questa edizione), non dovrebbe essere difficile, da parte del tuo fumettaro, recuperarlo in pochi giorni ;-)

      Spero che tu riesca a recuperarlo agevolmente, visto che (giustamente) ti ispira^^
      E sono felice che anche tu sia d'accordo con me sul fatto che la pirateria è prevalentemente un bene per gli stessi produttori. Chi realmente acquista i prodotti sono le persone appassionate, che se hanno occasione di gratuite "preview", acquistano innegabilmente di più (e con maggior piacere, per altro!).
      Grazie Babol e a presto^^

      Elimina
  8. Uh, La Divina Commedia è un'opera che mi ha sempre divertito molto per via di tutte quelle chiavi di lettura fantastiche! Questo, dalle immagini e da come l'hai destritto, sembra molto truce, ma in fin dei conti "ci sta".
    Hai mai letto la versione comica di Marcello Toninelli che usciva quando ero piccola su Il Giornalino?

    RispondiElimina
  9. In effetti, Clyo, la Commedia - l'Inferno, per la precisione - è molto, molto truce! :D
    La "riduzione" a fumetti di Nagai restituisce (ma lo fa bene) solo una minima frazione della "trucezza" dell'Opera Originale.
    I miasmi nauseabondi, le bestie, il perenne senso di decomposizione, la completa disperazione di cui è permeato l'Inferno dantesco, sono molto difficilmente narrabili da altri - e con altri media - che non siano l'Autore stesso.

    Nagai "ci prova" e in parte "ci riesce" :)

    La versione comics di Toninelli la conosco molto bene e l'apprezzo abbastanza^^
    Ciao!

    RispondiElimina