domenica 16 febbraio 2014

H.P. Lovecraft – Da Altrove e altri racconti

HP_Lovecraft_cover

H.P. Lovecraft
Da Altrove e altri racconti

di Erik Kriek

 

brossurato con bandelle,
112 pag., b/n
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euro 16,00
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Eris Edizioni
Collana Kina

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Ero alla bella presentazione torinese di Hoarders, quando qualcuno cita un “grande maestro olandese del fumetto”.
Non so nulla di fumetto olandese, quindi dopo la frase mi sovviene giusto una veloce immagine mentale di canali d’acqua, sballoni nei coffee shop, due mulini a vento e via, torno a seguire la presentazione.

Alla fine della stessa ho fatto un giro nella libreria e tra le proposte della Eris Edizioni mi è capitato in mano il volume H.P. Lovecraft – Da Altrove e altri racconti, testi e disegni dell’olandese Erik Kriek: mi basta sfogliare velocemente il volume per decidere di acquistarlo e per capire che il grande maestro cui si accennava poco fa è proprio lui.

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Una piccola premessa. Sono affascinato da H.P. Lovecraft sin da quando, poco più che decenne, venni trovato da mio padre mentre stavo sotto le coperte del mio letto, in lacrime per la paura: in una mano avevo la torcia elettrica, nell’altra una vecchia raccolta di racconti di Lovecraft capitata in casa chissà come.
Ho letto tutti i racconti di Lovecraft pubblicati in italiano e do ragione allo sceneggiatore cinematografico Gerard Soeteman che nell’introduzione al volume di cui sto per andare a parlare sostiene che “disegnare” Lovecraft è assai difficile.
Gran parte dell’atmosfera di terrore creata dai racconti dello scrittore di Providence si basa sul non detto, sul non descritto. Chi legge Lovecraft lo sa bene: è la nostra immaginazione a completare il lavoro.

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Tutto ciò però non ha mai scoraggiato gli autori di fumetti a cimentarsi in riduzioni a fumetti più o meno riuscite dei racconti di Lovecraft e abbiamo avuto occasione di vederne i frutti anche qui da noi in alcune deliziose antologie uscite negli Anni 60 e 70, presentate dal famoso Zio Tibia [1].
Dunque i fumetti di riferimento per questo tipo di terrore erano e restano quelli della gloriosa e famigerata casa editrice americana EC Comics di cui ci siamo occupati in questo stesso blog qualche tempo fa [2].

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Dopo questa lunghissima premessa, possiamo dire che il risultato raggiunto da Erik Kriek col presente volume H.P. Lovecraft – Da Altrove e altri racconti è perfettamente riuscito, godibilissimo, graficamente superbo, coinvolgente e spaventoso. 

I racconti selezionati sono cinque: il primo è il breve (sei tavole) L’Estraneo; si prosegue con le venticinque tavole de Il Colore venuto dallo Spazio; ancora sei tavole per Dagon; penultimo racconto è Da Altrove (nove tavole) e infine il lungo  La Maschera di Innsmouth, di 43 tavole.

Con L’Estraneo l’autore ci conduce subito nelle claustrofobiche e orrorifiche atmosfere di Lovecraft: il primo, breve racconto è infatti uno strisciante ammasso di ambiguità, sia grafiche che narrative. Sebbene come tematiche e colpo di scena finale sia l’unico racconto del volume che avrebbe potuto introdurre un qualsiasi volumetto EC Comics di una sessantina d’anni fa senza scomodare lo scrittore di Providence in persona, fa comunque da perfetto apripista. Rispetto alle successive storie L’Estraneo è quello che meno sviluppa le tematiche lovecraftiane, che saranno invece massicciamente presenti nei quattro bellissimi racconti successivi. Non a caso in un elenco di opere “accettate” (ossia “degne”) compilato da Lovecraft stesso, L’Estraneo non vi figura. (Vi compaiono invece tutti gli altri quattro racconti del volume.)

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Il racconto dimostra fin da subito la grande caratura artistica di Kriek. Anzi, prima ancora del primo racconto una semplicemente splendida doppia tavola dal forte sapore kirbyano ci fa subito comprendere che ci troviamo di fronte a un grande del fumetto.
Lo splendido segno di Kriek, dominato dai neri e dalle tonalità scure del grigio, è caldo, buio e soffocante proprio come le storie che qui raffigura. Il suo stile rimanda volutamente a quello dei grandi disegnatori della EC Comics (Wally Wood, Al Williamson, Al Feldstein, John Severin e molti altri) e come questi ultimi risulta evocativo, caricaturale, grottesco.
Kriek dimostra di trovarsi perfettamente a suo agio in questo tipo di atmosfere, nelle quali chi legge riesce a calarsi senza alcuna fatica.

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Il secondo racconto, Il Colore venuto dallo Spazio, che narra dei devastanti effetti che un misterioso oggetto provoca cadendo dal cielo, permette all’autore di immergersi completamente nelle tematiche più squisitamente lovecraftiane, che prevedono tra le altre cose la totale assenza di qualsivoglia speranza di uscita dall’orrore nel quale l’umanità è, spesso inconsapevolmente, immersa. Altra faccia della medaglia è l’incredulità del singolo quando non della massa, l’aggrapparsi al “buon senso comune” del quale l’autore dimostra la completa inefficacia. Nei racconti di questo volume, così come in tutti i racconti di Lovecraft, ogni traccia di “buon senso” viene scardinata dall’incredibile quantità di orrore in cui i protagonisti, e di conseguenza l’intero mondo, vengono precipitati.

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Gli orrori di Lovecraft non vengono sempre descritti nei loro macabri e raccapriccianti dettagli: come si diceva più sopra, grande spazio e lavoro vengono lasciati all’immaginazione di chi legge.
Così non è in Dagon, terzo racconto del volume, nel quale l’orrore ha forme e dimensioni definite: anche se Krieg non insiste più del dovuto sulla descrizione, l’impatto col mostruoso e con la conseguente paura è fortissimo e sobbalzare sulla poltrona mentre si legge è una reazione da tenere assolutamente in considerazione.

Da Altrove, quarto e penultimo racconto, affronta uno dei temi più cari allo scrittore di Providence: quello della totale sfiducia nel progresso tecnologico e scientifico. Nessun macchinario o aggeggio tecnologicamente progredito potrà infatti salvare l’umanità dall’orrendo destino che la attende. Nulla può allontanarci o nasconderci dall’orrore senza nome, perché Esso è già qui, è sempre stato qui e sarà sempre qui. Si tratta solo di aspettare… Gli stessi nostri sensi umani non sono altro che porte ancora semichiuse, ma pronte a spalancarsi a visioni d’inferno e d’orrore dalle quali non esiste salvezza. Tantomeno potrà servire il fingere che nulla di tutto ciò esista. Noi non siamo soli.

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L’ultimo racconto, La Maschera di Innsmouth, è il più lungo della raccolta ed è quello che più lentamente, ma non meno inesorabilmente, ci fa scivolare - strisciare, meglio - nella follia. Il protagonista del racconto decide di festeggiare il suo ventunesimo compleanno facendo un viaggio nel New England, facendo una tappa ad Arkham. Avendo sfortunatamente perso il treno per Arkham, il nostro decide di recarsi in autobus presso la vicina e misteriosa cittadina di Innsmouth, che stranamente non compare in alcuna piantina o mappa.
Comincerà così un vortice di strani incontri con strane “persone”, in una sarabanda di orrore che condurrà il protagonista alla disperata accettazione del suo destino, scritto da sempre ma di cui egli non aveva mai preso coscienza.
E’ questo, a mio parere, il racconto in cui maggiore e più efficace è l’inquietante intersezione tra “normale” e “altro”, in cui l’alterità non può che essere mostruosa, pessimisticamente e irrimediabilmente orrorifica e lontanissima da una qualsiasi comprensione di tipo umano.

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Nel complesso, un volume che non esito a definire splendido e prezioso, contenente dosi di emozioni nettamente superiori alla media. Non consigliato a chi non ama l’orrore e a chi, in generale, non prova piacere nel confrontarsi col perturbante, a chi non ama atmosfere claustrofobiche ed opprimenti. Ma attenzione a non perdere, per una questione di “genere” (o di paura, fate voi…) il piacere di godere dell’opera di un grande disegnatore!

Meritano una menzione la splendida carta e l’eccellente qualità di stampa, graditissime doti che evidentemente accomunano tutti i volumi a fumetti della Eris Edizioni.

HP_Lovecraft_Innsmouth_02

Infine: a questa pagina si trova un bel video di Erik Kriek che disegna; il fatto che il (poco) testo sia in olandese non inficia minimamente la bellezza delle immagini e il loro essere molto interessanti. 
(E se si digita Erik Kriek su youtube si trovano altri bei video a tema che fanno venir voglia che qualcuno traduca e pubblichi quanto prima in Italia i suoi lavori!)

Orlando Furioso

Note:
[1]
Come ad esempio:  "Le Spiacevoli Notti di Zio Tibia" (Oscar Mondadori n. 221, del 14 luglio 1969; o "Zio Tibia Colpisce Ancora" (Oscar Mondadori n. 305, del 4 luglio 1972); o ancora "Mezzanotte con Zio Tibia" (Oscar Mondadori n. 401, del 29 maggio 1974)

[2] Il meglio dei fumetti della gloriosa EC Comics è pubblicato in Italia dalla torinese 001 Edizioni.

HP_Lovecraft_himself

7 commenti:

  1. Come tu ben sai, io sono una fan di Lovecraft. Quando ero alle scuole medie lessi sull'antologia scolastica il racconto "La cosa sulla soglia" (sì, cazzeggiavo molto durante le lezioni, per la gioia dell'intero corpo docente), ne rimasi molto colpita (positivamente) e mi comprai tutta la raccolta dei suoi scritti, che mi la lessi con gran gioia (preferendo di gran lunga le tematiche horror a quelle fantasy). Ancora adesso Lovecraft è uno dei miei autori preferiti e probabilmente l'unico che può vantare di avermi fatto alzare gli occhi dal libro per guardarmi intorno con circospezione a metà di un racconto!

    Ho visto questo volume all'ultima fiera a cui sono andata (Novegro) ma non l'ho preso perché il timore che non ci fosse dentro tutto il Lovecraft che tanto mi piace :D

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    1. So della tua fede lovecraftiana, Acalia XD
      Proprio per questo ti consiglio di dare un'occasione a questo bel volume: lo "spirito" dello scrittore di Providence è preservato e i disegni sono veramente, ma veramente stupendi!!!^^
      (So che cinque racconti sono pochissimo rispetto alla sterminata produzione di Lovecraft... ma meglio quei cinque che niente! XD )

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  2. Certo che trasformare Lovecraft in un fumetto è davvero un'impresa titanica, conoscendo lo stile di questo autore! Mi complimento con l'autore anche solo per averci pensato, non parliamone poi per esserci riuscito con successo a quanto pare.

    Di Lovecraft ho letto solo una raccolta di racconti che ruotavano attorno al Necronomicon (spero di averlo scritto bene *glub*). Ad essere sincera, non mi ha fatta impazzire. Forse perchè, a prescindere, non amo l'horror. Ne riconosco la bravura, però non mi ha catturata molto proprio questa cosa "dell'indefinito". Tanto che, uno dei racconti che mi ha spaventata di più (e che quindi ha fatto meglio il suo lavoro con me) è stato uno molto più concreto che lo stesso Lovecraft aveva snobbato XD In altri racconti ho apprezzato alcune scene, ma altre, come quando descrive visioni astratte dei personaggi, mi confondevano ma non mi trasmettevano molto. E' innegabile però che vada provato almeno una volta, soprattutto se si ama l'horror :)

    PS: anche io avrei pensato la stessa cosa sentendo nominare l'Olanda. Avrei aggiunto anche un paio di costumi femminili tradizionali XD Però lo stile di disegno di questo autore mi piace ^^

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    1. PPS: non ricordo se te lo avevo già scritto, ma ho cambiato piattaforma ^^ adesso sono anche io su blogspot. Puoi arrivare al nuovo blog cliccando sul nickname^^

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    2. Ciao Millefoglie^^
      Ho visto il blog sulla nuova piattaforma e devo dirti che secondo me rende meglio ed è di più facile consultazione: hai fatto bene a traslocare ;-)

      Per quel che riguarda Lovecraft prendo atto del fatto che non ti piaccia e visto che tu non ami l'horror sei ampiamente giustificata :-)
      Diciamo che, come giustamente sottolinei tu, proprio quel che più amo della sua scrittura è quello che meno attrae - o addirittura confonde - chi non è particolarmente predispost* per quel genere.
      Non ti consiglierò quindi questo volume, ma ti consiglierò invece di fare un giro sul sito di Kriek perché, a prescindere da Lovecraft, troverai delle bellissime cose da lustrarsi gli occhi XD
      Ciao!

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    3. Ops, sono entrato con l'altro log XD

      Millefoglie: ho aggiornato l'url del tuo blog qui a fianco, a destra, tra i miei preferiti ;-)

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    4. Grazie, sono contenta che questa versione del blog stia riuscendo meglio, almeno come navigabilità (si può dire?).

      Sicuramente farò un giro sul suo sito. La curiosità per fortuna non manca! :)

      PS: grazie! ^^

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