domenica 15 dicembre 2013

Altre Storie Brevi e Senza Pietà

Altre-storie-brevi-e-senza-pieta_cover

Altre storie brevi e senza pietà

di Marco Taddei, testi
e Simone Angelini, disegni

prefazione di Ratigher


vol. unico, brossurato

116 pag. b/n

euro 10,00

Bel-Ami Edizioni

Vi ricordate quando vi ho ho parlato di Storie Brevi e Senza Pietà? No, certo che no. Quando non parlo di mainstream, questo blog diventa un deserto con le tumbleweeds che rotolano silenziose spinte qui e là da un vento fastidioso…

Comunque: adesso parliamo di Altre Storie Brevi e Senza Pietà che è il nuovo lavoro di Marco Taddei e Simone Angelini , che si potrebbe definire il “sequel (molto) maligno” del primo volume.

la_madre_di_oscar

Non che il volume precedente fosse una collection di storie edificanti natalizie, ma questa volta i due allegri autori hanno proprio esagerato.
Nel primo volume – che per inciso continua a piacermi parecchio (sì, l’ho ri-riletto per l’occasione) - i due erano rimasti un po’, come dire, sull’aleatorio, sul poetico, sul non-del-tutto-espresso e gli intrecci delle brevi storie tendevano a una complessità e a un soprannaturale seppur non certo sereno ed innocuo, comunque non eccessivamente inquietante, mentre in questo secondo volume l’agghiacciante la fa da padrone e le mediazioni poetiche sono volutamente assenti.

storia_della_testa_di_enrico

Se nel primo volume il “senza pietà” era da me percepito come fondamentalmente letterario, in questo secondo e abbastanza terrificante volume il “senza pietà” è letterale, la rappresentazione cruda, la descrizione non mediata da altro che non sia la volontà narrativa degli autori: niente cincischierie carine, insomma, ma sberloni ben assestati. Se lo scopo era quello di dare una fortissima scossa al lettore (uso il maschile perché in questo caso il lettore sono io), beh direi che lo scopo è stato raggiunto con anche un bonus di mille punti.

Nel mio commento al primo volume ad un certo punto avevo usato l’espressione “umana pietà”. Se a sproposito o meno non saprei, ma l’avevo soggettivamente percepita, era uno dei leit-motiv, era un briciolo di (ironica) consolazione.
Ecco: in questo secondo volume invece l’umana pietà ce la possiamo proprio scordare. Finito di leggere il volume ho sentito un’onda di gelo fin nelle ossa; ora sono qui a scrivere queste righe e vi assicuro che stasera prima di dormire mi leggerò qualcosa di molto leggero.

storia_dello_zio

Quindi da sconsigliare ad animi troppo sensibili o tendenti alla depressione? Beh, no, non a questo punto, forse sono io che sono un tantinello esageratamente sensibilone su certe tematiche.
Sta di fatto che in questi racconti brevi e ficcanti, veri horror esistenziali, non ho percepito né intenti consolatori né grottesco (il grottesco è in fondo una delle forme di narrazione che si usano per rendere più tollerabile l’intollerabile, no?), ma ho invece sentito fin sotto la pelle paure e disperazioni descritte e raccontate in modo (quasi fastidiosamente) reale.
I racconti di Taddei e Angelini – otto storie/quasi nove – stimolano in chi legge il confronto con argomenti, o meglio con sensazioni, ben conosciute ma generalmente evitate, che possono far male e lo fanno senza il “cinismo a tutti i costi” che va tanto di moda da qualche anno a questa parte (e che serve, invece, a giustificare qualsiasi cosa in nome di idee ed ideologie sempre, sempre reazionarie e anti-umane).

storia_della_riunione

Storie umane, più che umane, anche quando il protagonista è una mosca, un comune dittero, uno di quelli che ci si posano addosso almeno un milione di volte durante la nostra vita.
Tutte le otto/quasi nove storie di Altre Storie Brevi e Senza Pietà, anche quando descrivono situazioni apparentemente assurde (come ad esempio superpoteri maligni) o luoghi irreali (l’Inferno), restano ancorate ad una narrazione, come dire, “naturalistica”, lineare e comprensibile e decisamente anti-sensazionalistica.
E sono e restano fortissimamente storie a fumetti dove cioè tutto, dalla scrittura alla scansione della tavola, ai tipi di inquadrature, alla ricerca grafica, è squisitamente fumettistico. Non sono la “versione a fumetti” di qualcos’altro.

storia_di_una_mosca

A questo proposito, scrittura e disegno si sono fatti ancora più sicuri e decisi. A differenza del volume precedente qui non vengono sperimentati stili diversi, forse perché lo stile è finalmente acquisito ed estremamente efficace.
La scrittura si è fatta più fluida, bilanciata e coinvolgente e il tratto pur restando apparentemente “semplice” e squadrato, ha acquistato ulteriore sicurezza e efficacia di descrizione ed è esteticamente di mio gusto. La disposizione quasi sempre regolare di tavole e vignette da alle storie e all’atmosfera generale un aspetto ancor più inquietante e lugubre: è il contenuto, la raffigurazione in sé stessa a far sprofondare chi legge in un vortice cupo e grigio, senza bisogno di girare il volume a destra o a sinistra o capovolgerlo.
E’ anzi molto apprezzabile l’assenza di trucchetti grafici per stupire i gonzi.
In queste storie lo stupore viene offerto a chi legge dalla sicurezza con cui gli autori affrontano e porgono il perturbante, non da qualche trucchetto alla moda. Aggiungo che una certa, positiva freddezza generale non fa che aumentare l’efficacia complessiva dell’opera.

storia_di_mario_allinferno

Le storie sono difficilmente inquadrabili in un “genere”, ma ne mischiano felicemente diversi e si muovono agevolmente e con invidiabile sicurezza tra horror, noir, soprannaturale, distopia, follia e, naturalmente, morte.
Il tutto, come dicevo, in un’atmosfera sempre plumbea e permeata di disperazione, anzi di pessimismo cosmico che è la cosa più vicina al “realismo” che mi possa venire in mente ora.

Gli stessi titoli delle storie – La storia della madre di Oscar, Storia della testa di Enrico, Storia dello zio, Storia della Riunione, Storia di una mosca, Storia di Mario all’Inferno, Storia di una biglia e Storia con la Morte – denunciano una sorta di distacco emotivo, di volontà “neutra” atta solo a descrivere, senza enfasi o strilli. I dialoghi e i pensieri dei personaggi e le didascalie sono ridotti all’osso, essenziali e anzi molte vignette sono mute. Il punto di vista, l’inquadratura, sono cinematografiche e quasi sempre personaggi e situazioni pare si rivolgano direttamente verso chi legge, come se intendessero costringerlo/a a prendere una posizione, come se queste storie fossero degli “avvertimenti”…

Alcuni passaggi strappano un sorriso (amaro, beninteso) come ad esempio nell’ultima storia del volume nella quale la protagonista è la Morte, graficamente descritta proprio come ce l’aspettiamo, ma nell’essenza assai diversa dal suo stesso mito.

storia_di_una_biglia

Splendida e molto suggestiva, infine, la copertina: un banchetto circolare, che ricorda molto le danze macabre medievali, presieduto dalla Morte circondata da demoni, strani animali senzienti e un solo essere umano, all’interno di un paesaggio e di un cielo che non lasciano molte speranze.

La mia considerazione verso questo volume a fumetti, comprensiva di tutto l’orrore e la tristezza che ho provato a leggerlo, è estremamente positiva, considero cioè quest’opera perfettamente riuscita, splendida nella sua crudeltà e non temo di dire che – ovviamente! - è anche divertente… che sembra in alto contrasto con quanto sin qui detto, ma invece non lo è.
Ottima, infine, la prefazione di Ratigher.

E’ proprio così che bisogna fare: prendere il lettore (sempre io) e sbatacchiarlo ben bene, consolarlo zero e, anzi, renderlo più consapevole. Ma consapevole esattamente di cosa? Ah beh, questi sono affari così soggettivi che al massimo potrei parlarne col mio analista, se ne avessi uno.
Lettura consigliatissima (bambin* esclus*) perché Altre Storie Brevi e Senza Pietà offre un’esperienza di un’intensità unica e speciale che non si può trovare così facilmente altrove.

Orlando Furioso

 

storia_con_la_morte

11 commenti:

  1. Ma no, non dire così! Che se non è roba mainstream nessuno la legge! Io ti leggo da poco e purtroppo in questo periodo non riesco a stare troppo al passo con tutti i post che vorrei leggere e commentare... però queste chicche mi piacciono eccome! Anzi, non leggendo tantissimi fumetti preferisco quelli particolari rispetto alle saghe interminabili che stilisticamente non mi dicono nulla.
    Ecco, siccome sono molto fissata sullo stile grafico (si era capito no?) devo dirti che forse le immagini dell'altro post di Storie brevi e senza pietà mi hanno colpito di più di queste così pulite. Però nel complesso mi paiono interessanti entrambi i volumi.

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    1. Carissima Clyo, la mia non era assolutamente una "critica", eh :)
      Sono il primo ad andare a leggere i post altrui solo quando mi interessano ed è normale che certi post, rispetto ad altri, abbiano molte visite in meno.
      Questi due volumetti, secondo me, sono una vera chicca e sono entrambi (il secondo molto di più!) abbastanza sconvolgenti. I due autori promettono veramente bene (sono giovanissimi!!!) e cominciano a "sapere" il mestiere assai, assai bene :)
      Inoltre - questione non di così poco conto - entrambi i volumi hanno un prezzo accessibilissimo.
      Spero, con questi miei scrittini, di stimolare qualche curiosità, ma certamente non me la prendo se questo post avrà molte meno visite di quello su Ken il Guerriero XD

      Trovare il tuo commento è stata per me gioia più che "ripagante" ed appagante in sé (sono sincero!).
      Ti so lettrice consapevole e senza peli sulla lingua^^ Infine, lasciamelo dire di nuovo anche qui, fai dei disegni stu-pen-di! :)

      Verificate di persona i lavori di Clyo sul suo Blog:
      http://clyoparecchini.blogspot.it/

      Grazie ancora!

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    2. Ma no...dai... mi fai gli stacchetti pubblicitari sul tuo blog XD sono imbarazzata!
      Comunque sì: non ho peli sulla lingua e sono molto selettiva (fin troppo dicono alcuni) per cui questi tuoi articoli li leggo e leggerò sempre con piacere!

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  2. Sul discorso grammaticale di usare la parola "lettore" posso dire di usarlo sempre anche io, inteso sia come lettore generico (e quindi per regola grammaticale sempre maschile - dannata grammatica maschilista, persino il mio lavoro non ha il femminile! Ormai devo fare attenzione a non scrivere inavvertitamente al maschile XD) sia come me stessa, per non incorrere nello stereotipo "lettrice" = "cosa da donne" (che poi mi sono sempre chiesta chi ha deciso quali "cose" sono da donne o meno. Per dire, a mio nonno piacevano i filmetti d'amore e mia nonna si legge con gran gioia i thriller XD)

    PS: Chissà perché mi sento chiamata in causa da quel commento iniziale sul mainstream? ;-P

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    1. Sono molto sensibile al maschilismo della lingua italiana e non riesco proprio più ad accettarlo... Già alle medie non capivo perché, in una classe di 15 ragazze e nove ragazzi, i professori entrati chiedevano "Allora, ci siamo tutti?". Tutti??? E le ragazze, che peraltro erano la maggioranza?!??
      Così come non ho mai trovato nulla di "ridicolo" nelle parole "avvocata", "giudicia", "ingegnera" ecc. ecc. (Peraltro, termini raccomandati nell'uso da una circolare di Pertini, mi sembra del 1985?...peraltro rimasto lettera morta)
      Cioè, ai termini "ridicoli" ci si abitua anche, non è che ti cambiano il colore degli occhi :-D
      (Ricordo che anni fa trovavo "ridicoli" i termini associati all'uso del pc: ora mi sembrano normalissimi)
      Credo - e forse sbaglio - che sia il linguaggio a modificare i pensieri, più che il contrario.
      Non ce la faccio proprio a dire "i lettori", perché mi chiedo immediatamente: "E le lettrici???"".
      Così come non riesco a dire "nella storia dell'Uomo...": e in quella della Donna???
      Sarò fissato, ma essendo circondato, anzi ultimamente assediato, dal maschilismo, non voglio contribuire ad aumentarlo.
      Certo è che uno scritto pieno di i/e o tutt* non sarà piacevole a vedersi... ma pazienza :)

      Non sentirti chiamata in causa Acalia, come dicevo sono io il primo a frequentare/commentare solo i post che mi interessano ^^
      Sono perfettamente conscio che certi commenti attirino mooolte meno persone di altri, è normale così, altrimenti non sarebbero fumetti "diversi" ma sarebbe tutto un indifferenziato mainstream :)

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    2. Personalmente ritengo l'uso delle parole generiche (il lettore, lo studente, l'acquirente, la persona, la folla, la gente - che tra l'altro "gente" è femminile già in latino, "gens gentis") neutre, nel senso che stanno ad indicare un gruppo (o una parte di esso), che può benissimo essere eterogeneo, senza indagare sul sesso dei suoi componenti (e poi ce ne sono sia di maschili sia di femminili). Semplicemente le parole, per grammatica, necessitano di essere inglobate in un genere e più generico e poco definito questo è, più è difficile ottenere un risultato perfetto. L'uso dell'asterisco, però, trovo che renda il testo sincopato e poco leggibile.

      Altro discorso sono le parole professionali, lì sono favorevole all'uso dei femminili (lo sai che sono stata proclamata "dottore"? Solo a me pare una stronzata colossale?) ma le parole che terminano con "e" messe al femminile non riesco proprio a sentirle XD
      Sono un obbrobrio perché la "e" come terminazione sarebbe, tendenzialmente, il femminile plurale (la gattA --> le gattE) e, quindi, forzandolo ad un altro femminile viene un suono cacofonico XD
      Credo che sarebbe meglio metterle semplicemente al femminile: "la ingegnere" e "la giudice". Trovo che suoni meglio (poi magari i linguisti mi lapideranno per questa affermazione) :D

      PS Il femminile di avvocato è avvocatessa ;-P

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    3. Nel mio minuscolo cerco di tenermi aggiornato sul linguaggio, proprio perché non è una cosa statica e definita per sempre, anzi è continuamente soggetto a verifiche, modifiche ed è perennemente messo in discussione.
      Ci sono e ci sono state, in questi ultimi 30 anni, fior di linguiste e storiche della lingua che hanno - secondo me giustamente - messo in discussione l'assioma che il maschile venga usato per determinare il tutto (femminile compreso).
      Non credo sia tanto un discorso di "è così e così resta", quanto di "fino ad ora è stato così, per certe cose non va più bene: si cambia" o almeno ci si prova.
      Il suffisso in -essa per le professioni femminili, ad esempio, è oramai esecrato non sono dalle femministe dure e pure (che hanno comunque sempre la mia stima e il mio appoggio) ma anche da diversi/e linguisti.
      Si potrebbe dire che il femminile di "avvocato" maggiormente usato è "avvocatessa"... ma è proprio giusto?
      A quando risale, per esempio, il testo della preghiera cattolica "Salve Regina"?
      A moooltissimo tempo fa e in quel testo la madonna viene chiamata "Avvocata", non "avvocatessa" :-)
      Chi ha ragione?
      Tutte e nessuno: la lingua e il suo uso sono una continua battaglia, non un dato di fatto acquisito e scolpito sulla roccia.

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    4. ..... mi piace questa discussione!
      E' bello che un mio stupido commento su un fumetto (bello e non stupido, lui) generi "altro" ^^ ...

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  3. Mannaggia mi sono persa ben due tuoi post! D:
    Rimedio subito!
    Per prima cosa: complimenti! (Sto diventando ripetitiva, eh?)
    In questo caso i complimenti sono ancora più sentiti perchè, pur parlando di un titolo che non penso rientri nella tipologia di fumetti che comprerei (proprio perchè sono sensibili a queste storie così "crude"), mi hai incuriosita moltissimo! ^^
    Direi che dopo averlo letto ci vuole un'overdose di Il Mio vicino Totoro o Chii's Sweet home :P o bombardarsi di Disney!

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    1. Millefoglie, grazie e stragrazie!^^
      Ammetto che anche questa volta mi sei venuta in mente mentre scrivevo e mi chiedevo se questa raccolta potesse piacerti...
      Sai che non sono così certo che tu sia "fuori target", questa volta? :)
      Che siano invece state scritte proprio per noi sensibilone/i, queste storie? XD
      Comunque, se capiti a una fiera o in altro luogo con la possibilità di sfogliare il volume, prova a dargli un occhiata!
      Grazie ancora per i complimenti, sei sempre gentile^^

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  4. Ma grazie a te! :)
    In effetti ho il dubbio anche io...le storie un po' più "ciniche" non mi dispiacciono tutto sommato, anche se prese in piccole dosi.
    Di sicuro non mancherò di dare una sbirciatina se mi dovesse capitare sotto mano! ^^ Per adesso non mi capitano sottomano nemmeno quelli che ho a casa per via dello studio @.@

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