mercoledì 6 novembre 2013

Centomila giornate di preghiera

Centomila_giornate_copertina



Centomila giornate di preghiera

di Loo Hui Phang ai testi 
e Michael Sterckeman ai disegni

brossurato, 232 pag., b/n

Euro 19,50



Coconino Press / Fandango



Ci sono dolori più grandi di qualsiasi cosa. Il dolore di un intero popolo sottoposto alle più incredibili vessazioni e infine massacrato e annientato, è un dolore che non avrà mai fine, neppure quando le cose saranno tornate alla “normalità”.
Sarebbe disumano il desistere dal cercare di capire e forse non è umano l’arrivare a comprendere perché quel genocidio possa essere stato perpetrato.

Centomila_giornate_bruceleeDal 1975 al 1979 la Cambogia fu rivoltata e massacrata dai Khmer rossi di Pol Pot, il primo ministro genocida che si faceva chiamare anche Fratello n. 1.
Fin da ragazzo, dacché ho cioè memoria della tragedia cambogiana, ho continuato a chiedermi come questa possa essere stata possibile, sperando scioccamente che un barlume di comprensione avrebbe potuto in qualche modo rasserenarmi o diminuire la portata di quell’evento.
Ho acquistato Centomila giornate di preghiera non appena ho saputo che questo fumetto affrontava in qualche modo, che ancora non conoscevo, la tragedia cambogiana.
Ho comprato il libro e l’ho letto; più che letto, l’ho divorato in una sera; esperienza dolorosa e intensa insieme, che si è radicata in pieghe cerebrali e spirituali ben più profonde della mera soddisfazione estetica – che comunque c’è stata – o del puro piacere di leggere una storia. Ho riletto il libro qualche sera dopo. E poi l’ho riletto ancora.
Centomila_giornate_brucelee01
Ha scritto Centomila giornate di preghiera Loo Hui Phang, sceneggiatrice nata in Laos nel 1974 e parigina d’adozione; l’ha disegnato Michael Sterckeman, francese, nato nel 1976, entrambi a me perfettamente sconosciuti sino a qualche sera fa.
La storia comincia con un uccellino che Louis riceve in regalo dalla madre. Louis, che a causa dei suoi occhi a mandorla e dei capelli nerissimi viene chiamato dal bulletto della scuola “il figlio di Bruce Lee”, alle volte non è nemmeno certo di essere il figlio di sua madre, bionda e dagli occhi chiari. Per sua madre Bruce Lee è bellissimo.
Centomila_giornate_uccellinoIntanto l’uccellino vede e sente tutto, anche i pensieri  e i sogni di Louis, che sono spesso rivolti a suo padre, che lui non conosce e del quale la madre non gli parla mai. Sa solo che suo papà era cinese; cinese proprio come Bruce Lee.
Forse è perché non sa dov’è suo padre, ma Louis è sempre triste, va bene a scuola, gioca spesso da solo, passa molto tempo da solo perché la madre lavora.
Un giorno arriva una telefonata mentre Louis è solo in casa: è convinto che ad aver chiamato sia stato suo padre. Poco dopo sente sua madre parlare al telefono una strana lingua, incomprensibile. Scoprirà che quella lingua è cambogiano e che sua madre in Cambogia faceva l’infermiera. Nel frattempo il rapporto con l’uccellino si fa davvero problematico e assume toni e valenze inaspettati.
Arriva anche l’amicizia con una famiglia cambogiana emigrata in Francia: conoscenti della mamma (e del papà?) che porteranno in casa e nel cuore di Louis nuove consapevolezze e speranze.
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Sapete che non amo raccontare troppo della trama per non rovinare la lettura a coloro che vorranno provare a leggere Centomila giornate di preghiera e infatti fino ad ora, per quanto abbia raccontato più di quanto sia abituato a fare, non ho in realtà detto quasi nulla.
Questo bellissimo libro a fumetti merita di essere scoperto poco a poco durante la lettura, in modo individuale, privato. Assicuro che non è una scusa per coprire la mia cronica incapacità a riassumere decentemente una storia.
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I capitoli IV e V, che per me sono stati il fulcro dell’intera narrazione e la fonte maggiore di commozione, pur non essendo gli ultimi capitoli del libro sono però quelli che risolvono dubbi e domande, non solo di Louis, ma anche e soprattutto nostri. Si tratta di un viaggio dolorosissimo in territori nei quali nessuno dovrebbe mai avventurarsi senza avere subito dopo calde consolazioni e l’impossibile cancellazione di un passato troppo terribile persino per essere detto.
Centomila_giornate_occhiali
E’ incredibile quanto sia efficace la scrittura di Loo Hui Phang: riesce a dare il linguaggio perfetto a Louis e a tutti/e gli/le altri/e protagonisti/e e persone della storia, il linguaggio “che non poteva che essere tale” e riesce a farcelo sentire come se stessimo assistendo dal vivo alla storia. I bambini e le bambine della storia non parlano come dei piccoli adulti e tantomeno come dei cucciolini carini. In generale il linguaggio è reale più che realistico, asciutto e senza fronzoli inutili, scorrevole, coinvolgente. Si vede, senza che ciò pesi in alcun modo, che la sceneggiatrice ha lavorato moltissimo sul linguaggio e sui dialoghi, davvero perfetti.
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Così come perfetti per questa storia sono i disegni di Michael Sterckeman, dei quali ci si può fare un’idea guardando le molto imperfette scansioni casalinghe a corredo di questo scritto. I disegni hanno una colorazione minimale, fatta di pochi toni di grigio, che serve anche molto per “staccare” i piani l’uno dall’altro; le ombreggiature sono poco presenti (anche se non stiamo parlando di ligne claire) e c’è tanto grigio e tanto nero (quest’ultimo soprattutto nel capitolo IV).
Il segno a mio parere si concentra moltissimo, e molto efficacemente, sull’espressività in generale e sulle espressioni delle persone in particolare. I sentimenti e le varie personalità traspaiono e diventano segno leggibile e molto reale, conosciuto, coinvolgente.
Le tavole, per lo meno la maggior parte di esse, sono suddivise piuttosto regolarmente in tre strisce e la loro leggibilità è perfetta.
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Al di là di dati tecnici che purtroppo non sono in grado di fornire in modo meno rozzo di quanto fatto finora, Centomila giornate di preghiera è un fumetto bellissimo e profondo che mi sento di consigliare a qualsiasi persona, a chiunque, interessato/a o meno che sia alla tragedia cambogiana. Anzi, a questo proposito: non si pensi che questo libro sia la scusa per un qualche manifesto politico, tantomeno che in esso trovino posto didatticismi, didascalismi o spiccioli e triti “insegnamenti morali”. Non è un libro che “insegna”. E’ un libro che racconta una storia bella e terribile che deve essere raccontata e raccontata ancora e che deve essere letta perché non ci lascia uguali a prima.
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10 commenti:

  1. Oh, adesso mi hai messo su una curiosità... soprattutto vorrei capire il ruolo dell'uccellino.

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    1. Ciao Clyo^^
      Il ruolo dell'uccellino è fondamentale (e, ti avverto, molto, molto commovente... insomma, da non leggere sull'autobus, questo volume) e non ho voluto dire di più proprio per non rovinare la lettura a nessuno/a.
      Ammetto di non essere uno sviscerato ammiratore di questa casa editrice, che ha scelto di non pubblicare "Fumetti" ma "Graphic Novel"... Casa Editrice che al di là della mia ammirazione o meno resta una delle più importanti del settore e svolge un lavoro egregio, catturando al fumetto una fascia di pubblico che normalmente lo schiferebbe che nemmeno la cacca. (E infatti credo che la maggior parte di quel pubblico che giustamente apprezza le opere edite dalla Coconino, continui a schifare tutto il resto del fumetto. Ma d'altronde ognuno/a legge quel che gli/le pare).
      Comunque con questa risposta sto solo cercando di togliermi degli stupidi sassolini dalle scarpe, perché alla fine... ho la casa piena di volumi Coconino :-D

      Tornando a "Centomila..." io spero che quante più persone possibile abbiano l'occasione di leggerlo, perché a differenza di quanto forse pensa la Coconino (...eddàje..) non credo assolutamente nella distinzione tra "fumetto (sottinteso, di cacca) e "Graphic Novel" (sottinteso "roba figa e impegnata, certo non per tutti").

      In definitiva: un ottimo, ottimo volume che spero ottenga un'amplissima diffusione per i suoi meriti e la sua straordinaria bellezza.

      Ciao Clyo, e grazie!
      Orlando

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  2. Stavo aspettando questa recensione con un briciolo di timore. Perché sapevo (e nemmeno a dirlo è successo) che dopo le quattro righe mi avresti messo una grande voglia di recuperarlo nonostante il capitale speso a Lucca e la montagna di volumi ancora da leggere. Sicuramente lo tengo presente ^^

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    1. Eh sì, questo è proprio bellobello^^
      Il prezzo non è esattamente economico, ma la carta usata, la stampa e la rilegatura sono Coconino-style, quindi perfette :)
      Sai già che se lo vuoi leggere... diciamo che non hai bisogno di acquistarlo ;-)
      (La bellezza di abitare vicini/e! XD )

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  3. Vedo che è uscito a Luglio (correggimi se sbaglio), ma stranamente non l'ho visto in nessuna libreria.

    Graficamente ha uno stile a me molto gradito, e dopo aver letto le tue parole ho la certezza quasi assoluta che mi piacerà anche la storia.

    Lo so, sono ripetitivo (e magari noioso) ma ti voglio ringraziare per l'ennesima volta per aver dato luce a questo bel fumetto di cui ignoravo l'esistenza.

    Yue

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    1. Caro Yue (...sono ancora triste per non averti/vi potuti/e incontrare a Lucca... :-( ...), credo che la data di uscita della gran parte di questi volumi unici sia un po' artefatta, un po' come faceva la Marvel degli inizi che datava di due mesi avanti tutte le sue uscite :)
      In effetti "Centomila ..." è stato stampato a luglio, ma nelle librerie non l'ho visto prima di un mese (scarso) fa.
      Come già detto - perdonami (perdonatemi!) se lo ripeto - è un volume che consiglio caldamente a chiunque e questa volta senza distinzioni.
      Mi fa piacere Yue che apprezzi questo stile grafico, che apprezzo moltissimo anch'io. Naturalmente la resa sul libro è incredibilmente meglio di queste quattro scansionacce fatte da me :)

      Tra l'altro, quando scelgo e inserisco le immagini da mettere a corredo dei miei scritti, cerco sempre di stare attento a che non anticipino troppo di ciò che si troverà nel volume... Vedrai quindi l'incanto mozzafiato dei capitoli IV e V, in cui il disegnatore si scatena!

      Infine... grazie di cuore (ma veramente veramente!) per le tue parole gentili che mi fanno sentire apprezzato e anche un po' utile^^

      Orlando

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  4. Sembra davvero un bel fumetto (o graphic novel, che dir si voglia...ma a me piace di più fumetto)!
    Della storia della Cambogia ricordo che ce ne parlò alle medie il professore di inglese. Rimasi molto colpita dal suo racconto (anche se lui non l'ho mai apprezzato particolarmente...) perchè si sente spesso parlare di altri genocidi, ma questo prima di allora non lo avevo sentito nominare. Sinceramente, a 12 anni nemmeno sapevo dove fosse la Cambogia!
    La seconda volta che ne ho sentito parlare è stato nel manga Sanctuary, ma lì la cosa è toccata proprio "di striscio" e sicuramente non nel modo approfondito di questo volume.
    Grazie mille per avermi fatto scoprire un altro titolo :)

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    1. Anche a me piace di più "Fumetto", Millefoglie^^
      Anche perché possono chiamarlo come accidenti vogliono, ma questi sono e restano FU-MET-TI!!!

      Sì, la tragedia Cambogiana è volutamente "dimenticata", forse anche perché quell'assassino genocida sanguinario di Pol Pot fu appoggiato dagli Usa in funzione antisovietica, cosa che nessuno ha voglia di ricordare (perché, si sa, gli Americani non sbagliano mai...).
      Usa e Cina a parte, anche in Occidente ci fu chi appoggiò quell'orrore in nome di "comuni ideologie"...

      Non pensare però a questo libro come a una sequela di orrori, non lo è assolutamente: è un racconto intensissimo, ma che non indugia mai in effetti "macabri" per scioccare chi legge.
      Spero che avrai occasione di leggerlo, perché ne vale veramente la pena :)
      Grazie ancora!

      Orlando

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  5. Bella recensione! Fai davvero venir voglia di leggerlo benché l'impostazione della Coconino talvolta mi abbia lasciato perplesso.
    Eug

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    1. Ciao Eugenio, grazie!
      Capisco bene quel che dici, anch'io come ho detto ho qualche pregiudizio nei confronti della Coconino, ma il volume merita davvero la lettura.
      Spero tu abbia occasione di farlo e, se ti va, di farmi sapere come l'hai trovato!
      Ciao
      Orlando

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