martedì 2 giugno 2009

Sylvania

Copertina

Sylvania
"Morsus  Vitae"



di Stefano Celona


spill. sovracop. b/n 40 pag

euro 3,00



Lilliput


 Sylvania spuntava da una pila di fumetti indipendenti nell’angolo più buio e meno frequentato della mia fumetteria di fiducia, quella pila quasi mai messa in ordine né in luce e sempre poco frequentata dagli acquirenti, ben più attratti dalle scintillanti produzioni seriali. Il denaro da stanziare per prodotti così vacui dome i fumetti è sempre scarso e i lettori compiono le loro scelte con sempre maggior oculatezza. Restano 3 euro: provi il nuovo manga (rassicurante) o ti getti in una produzione indipendente sconosciuta ai più?

Aaaargh

La risposta è scontata, il 99,9% delle volte. Prendo la copia di Sylvania e la sfoglio, conosco già la Lilliput e ho simpatia per questo piccolo ma coraggioso editore che ama i fumetti. Scatta la sintonia: atmosfere un po' noir e molto pulp, fumetti degli anni ’60 e ’70, Jacula, bianco e nero, vignette fitte con tante parole, mi piacciono le storie di vampiri… Il manga lo prenderò un’altra volta.
LunaStefano Celona, leggo in quarta di copertina, ha già partecipato a diversi concorsi, vincendone anche qualcuno e questo Morsus Vitae è il suo primo racconto lungo realizzato per la Lilliput. Non è un ragazzino, infatti i suoi disegni “tradiscono” la conoscenza del fumetto adulto degli anni ’70 (Ediperiodici ecc.) – al quale chi scrive è particolarmente affezionato - e la contemporanea voglia di approfondire e superarne i canoni stilistici. La costruzione delle tavole è particolarmente curata: Celona pone molta attenzione a studiare soluzioni ardite (e gradevoli) per la scansione delle vignette e interessante e azzeccata è anche la scelta delle inquadrature, mai banali. Ma al di là dei dettagli tecnici, la cosa che colpisce maggiormente e fa sì che scatti la sintonia di cui sopra è l’atmosfera di cui è pieno il fumetto: la storia è narrata con passione e si sviluppa in modo serrato, non c’è un attimo di noia né di stanchezza o confusione narrativa, incuriosisce e affascina man mano che si dipana. I disegni, iperdinamici – vera antitesi di qualsivoglia ligne claire - trasudano espressività.
MorsusVitae

Nessuna voglia di “fare pulci” o paragoni; siamo alla presenza di uno stile personale che potrà piacere o meno (in questi lidi piace molto, se non si fosse capito), ma non lo si potrà mai accusare di monotonia, accodamento ai cliché più triti o scarsa originalità.

Sylvania è una vampira molto, molto particolare e con caratteristiche e poteri del tutto anomali rispetto ai vampiri che conosciamo… E’ affascinante, intelligente e spesso si trova a dover combattere proprio in virtù delle sue inclinazioni tutt’altro che malvagie. A questo proposito non so se la base per le avventure di Sylvania derivi da leggende popolari realmente esistenti o sia pura invenzione di Stefano Celona, nel qual caso vanno i complimenti all’autore per l’idea davvero originale! Coi fumetti bisogna cercare una sintonia, dato che ci si accosta ad essi con la voglia di sentire/leggere storie e col desiderio di emozionarsi.
4vignette

La sintonia è qualcosa che trascende lo stile, i “generi” e talvolta la tecnica (e non si fraintenda: la tecnica di Celona è tutt’altro che scarsa!) e se si è fortunati c’è un momento in cui la lettura riesce a far dimenticare se stessa e il proprio atto. E allora il lavoro dell’autore, l’interazione e la complicità col lettore, è riuscito, che si tratti di Alan Moore o del più sconosciuto degli esordienti: c’è stata comunicazione. SYLVANIA è stata una boccata d’ossigeno in un momento in cui tra supereroi patinati e occhioni luccicanti in brossura, il rischio di noia e ripetitività è tutt’altro che lontano…

Orlando Furioso – Maggio 2002


 

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