domenica 6 ottobre 2013

Fantasmi

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Amenità capitolo II
Fantasmi
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di Laforgia, Dattola, La Placa, Socal, Gasiorowska, Manzi, Lee, Lafirenza, Biagi, Tonetto, Piccione
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brossurato con bandelle, 80 pag, b/n
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Euro 10,00
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Prodotto da: Amenità, Belleville comics, C-Frames production, I Love Pirates, Eris
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Di Amenità esiste anche un capitolo I (Dinosauri), altrettanto bello e di cui parlerò prossimamente, dato che nessuna legge umana o divina mi impone di rispettare un qualche "ordine".

Un cenno sull'acquisto, perché emblematico: questo è uno di quei volumi dei quali non sospetto l'esistenza - ignoranza mia - fino a quando, in uno stand di una qualche festa, non mi ritrovo a sfogliarlo velocemente e ad acquistarlo immantinente senza nemmeno chiederne preventivamente il prezzo. Generalmente sono gli acquisti più felici, di quelli che oltre al piacere della lettura, ti aprono nuovi mondi.
uno dei "ritratti" di Fabio Tonetto
Fantasmi è il secondo capitolo di Amenità, un'antologia a fumetti di giovani autori e autrici sotto il segno dell'autoproduzione, frutto della collaborazione tra varie realtà indipendenti (di cui si possono visitare i siti/blog grazie ai link collegati, lì in alto subito sotto il prezzo).
Subito dopo la bella copertina opera di Mara Piccione, cominciano le storie, il cui tema è esplicitato nel titolo: fantasmi, variamente vissuti, interpretati e descritti, dall'ironia al terrore, passando per molti stati d'animo umani.
Ogni storia è introdotta da un "ritratto", opera di Fabio Tonetto: "fotografie" e montaggi iperrealisti i cui protagonisti sono terrificanti personaggi-mostro di plastilina che definire inquietanti è un blando eufemismo.
La Forgia - Dattola

Il primo racconto, intitolato Bianca Maria, scritto da Roberto La Forgia e disegnato da Chiara Dattola, è una storia di fantasmi, ambientata in parte oggi, in parte in una Milano tardoquattrocentesca. Il fantasma di Bianca Maria vaga cercando una pietà che le è stata negata al tempo in cui era viva. Storia intensa, anche se narrata con una scrittura lineare e piana, disegni giocati molto sulle ombre e sul contrasto, di sicuro effetto grafico e drammatico.
La Placa
E' poi la volta di Daniele La Placa e della sua spaventosa In Girum Imus Nocte et Consumimur Igni, di non semplice interpretazione e proprio per questo ancor più inquietante. Un personaggio dal corpo umano e dalla testa di unicorno asinino si muove in una realtà mostruosa e blasfema, tormentato da fantasmi di morte, forse proprio dalla Morte stessa: una morte tanto temuta quanto fatalmente attesa. Testi esoterici e fortemente simbolici, un segno sicuro, tecnicamente ineccepibile e ricchissimo poggiato su opprimenti toni di grigio che descrive mostruosità frutto di mescolanze proibite. Davvero spaventoso. 
Socal

Alice Socal con la sua storia senza titolo, si muove su coordinate (apparentemente) realistiche: un ragazzo quattordicenne e i suoi wet dream, un gruppo di amici che riuniti ai giardinetti inventano spavalderie sessuali ancora ben lontano dall'essere realmente vissute. In questa storia è presente una forte carica di ambiguità e improvvisamente la realtà prende una strana piega e i fantasmi strane forme e consistenze... Il disegno di Socal è dettagliato e pieno di particolari e l'autrice usa una grande varietà di inquadrature e punti di vista e le vignette si susseguono fitte fitte senza spazi bianchi tra loro.
Gasiorowska

La storia che segue, di sole tre tavole, è di Renata Gasiorowska (visitate il suo sito: è scritto in una lingua incomprensibile, ma le figure parlano da sole) e, senza nulla togliere alle altre storie, è forse la mia preferita. Solo tre tavole, piene di mostri e fantasmi, una sequela di mostri e fantasmi che danzano in uno spazio bianco, una sequela di mostri e fantasmi originati da... beh, non vi voglio togliere la sorpresa! In questa storia Gasiorowska usa uno stile che amo molto, quella linea chiara semplice e apparentemente infantile, in cui ci sono solo bianchi e neri, senza ombre né elaborati tratteggi; quel segno che è sfrenata fantasia e che, forse proprio perché apparentemente poco elaborato (ma certamente non poco studiato!) stimola la fantasia di chi legge come poche altre cose.
Manzi

A seguire una storia ironica e tenera di Stefania Manzi, nella quale invece i grigi la fanno da padrone e in cui un adorabile e delizioso fantasmino si trova al suo primo vero esame della sua giovane non-vita. Il segno è minimal e le prospettive e le profondità sono più simboliche che "reali",  e così i personaggi (adorabili!) sono più stereotipi che individualità graficamente definite. Una storia piacevole e allegra che ha il grosso compito di stemperare gli orrori e le inquietudini presenti altrove nel volume.
Lee

Ghost in usb-stick è la storia successiva, ad opera di Jun Lee ed è di difficile lettura in quanto il contenuto dei balloon è in cinese e la traduzione compare in caratteri minuscoli al fondo della pagina [1]. Oltre alla lettura non proprio agevole, anche l'interpretazione non è delle più semplici, ma va bene così: in queste storie gran parte del "lavoro" è lasciato (giustamente, secondo me) all'immaginazione e all'interpretazione di chi legge. Comunque i caratteri cinesi danno un maggior fascino alla storia, questo è innegabile. La storia di Lee è l'unica in tutto il volume in cui compare uno scorcio di natura (un bosco, alberi, un fiume...). Il segno ricorda un po' quello di certo manga underground, bianchi e neri netti, gran prevalenza del nero, dettagli che emergono bianchissimi da sfondi nerissimi: graficamente riuscitissima.
Lafirenza

All'opposto è il segno di Marco Lafirenza nella sua storia Spettri: storia eterea e delicata, con protagonisti un pittore, un gatto e un fantasma. E' una storia piena di poesia e, per come l'ho letta e interpretata io, di dolce malinconia. Il segno di Lafirenza è molto tratteggiato, con ampie campiture scure e ombre non realistiche e di grande effetto: un'apparenza di realismo che conduce chi legge, invece, in un mondo iconico e pieno di magia e di luce soffusa. Da leggere lentamente e in penombra.
Biagi


Ultima storia del volume è The Stalking Ghost ed è opera di Lucia Biagi. Anche la storia di Biagi, senza voler far torto a nessuno/a, è la mia preferita (non c'è legge che vieti di avere più storie preferite nello stesso volume, mi pare) e racconta di Paola, una bambina di sette anni la quale, come dice il titolo, è perseguitata da un fantasma. Naturalmente i genitori della piccola non credono assolutamente alle "visioni" di Paola, si sa che gli adulti sono le persone con meno fantasia al mondo, no? Ma invece il fantasma stalker c'è eccome e ossessiona la piccola Paola che non gradisce per niente. Infatti si adopererà per fare in modo che lo sgradito ospite non la infastidisca più, ma il risultato non sarà esattamente quello desiderato... I disegni di Biagi mi piacciono tantissimo, la sua è una ligne claire con evidenti (e positive) influenze manga, descrittivamente e narrativamente efficacissime. Non esiste la divisione tra vignette e tutto accade sequenzialmente nella stesa tavola separato solo dalla concezione temporale che chi legge darà. Le sequenze sono piene di particolari - una delizia starli a guardare tutti quanti - e i personaggi sono estremamente espressivi, pur nella loro semplicità grafica. Un'autrice che intendo tenere d'occhio perché leggere la sua storia mi ha procurato un grandissimo piacere!
particolare del posterino di Tonetto

"Conclude" il volume, nel senso che è insieme al volume ma è "a parte" (!?) un bel posterino orizzontale contenente un'inquietante illustrazione di Fabio Tonetto, l'autore dei "ritratti" tra una storia e l'altra.


All'inizio di queste righe parlavo della scoperta felice di "nuovi mondi": certo che è così, perché oltre a conoscere queste/i nuove/i (per me) autrici e autori e i loro lavori in questo volume, tramite i loro siti e/o blog si conoscono e si scoprono nuove cose, altri nuovi autori e autrici, nuove modalità di raccontare e di illustrare, nuove magie... nuovi mondi, appunto.
Fantasmi è stato un acquisto fortunato e una lettura felice: spero, nel mio piccolo, di aver stimolato qualche curiosità e desiderio.



Nota:
[1] Tutte le storie e i disclaimer presenti nel volume hanno la traduzione inglese a fondo pagina oppure, nel caso delle bandelle e della terza di copertina, immediatamente sotto le scritte in italiano.



14 commenti:

  1. Un acquisto fortunato oserei dire! ;)
    Non ricordo in questo momento di aver letto volumi che raccolgono storie di autori diversi, però l'idea mi incuriosisce e il tema principale di questo volume è sicuramente affascinante.
    Però allo stesso tempo non so se è un volume che potrebbe piacermi...temo di non riuscire a capire certe storie fino in fondo in certi casi.
    Il tratto di diversi autori non mi attira moltissimo, ma in genere posso anche sorvolare (diverse storie che ho letto e che mi sono piaciute avevano disegni non proprio eccelsi). Gli stili che, a naso, mi ispirano di più sono quelli di Manzi, Lafirenza e Biagi :)

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    1. Eh sì, acquisto fortunato eh eh ^__^
      Ciao Millefoglie, sono felice del tuo commento perché focalizza perfettamente la questione, cioè le antologie a fumetti, che da un lato sono uno dei pochi mezzi per far conoscere nuovi autori e autrici, e dall'altro rischiano di essere "dispersive".
      Devo dire che nella mia esperienza di lettore le antologie riuscite superano abbondantemente quelle "confusionarie", in pratica non riuscite.
      Ricordo qualche anno fa un'antologia di un editore piccolissimo (non ricordo con precisione chi fosse...) che, senz'altro per eccessiva generosità, aveva compilato un'antologia... praticamente di scarabocchi, proprio orrenda a guardarsi.
      Però, a fronte di questa, me ne vengono in mente altre veramente ben riuscite, alcune anche blasonate, come l'ottima antologia "Black" della Coconino o le più piccine, ma altrettanto ottime "Incubo alla Balena" e "La rabbia del canarino" o ancora le antologie della Eris sui vari Comic Battle che si tengono a Torino ogni anno.
      Insomma, l'antologia è certamente un rischio editoriale, ma spesso riesce davvero bene^^
      Inoltre, come dicevo nell'articoletto, sono sempre occasione di scoprire moltissime cose nuove.
      Grazie ancora Millefoglie!
      Orlando

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    2. Sono contenta che il mio commento sia risultato utile :)
      Mi ricorderò di questi titoli, nel caso in cui volessi provare un'antologia di autori diversi ^^
      A me ispirava Sindrome, quella del collettivo Manticora pubblicata dalla Renbooks, però ci sono alcuni racconti un po' "dark" che mi fanno desistere :/ magari approfitterò di qualche loro offerta più avanti ^^
      Grazie a te :)

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  2. Carinissimo quello della Manzi.. xD

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    1. Vero Nyu?^^
      E' una storiella deliziosa, ironica e che dà una boccata d'ossigeno a una "compilation" piuttosto cupa...
      Grazie per la tua visita e per il tuo commento!^^
      Orlando

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  3. Ecco, a farmi trasportare da un oggetto preso per caso da un banchetto non sono affatto brava. Di solito tendo ad informarmi a documentarmi, a cercare pareri o qualche informazione (e a trascriverle sulla mia agendina, che se no finisce che me ne dimentico). Se non conosco tendo a non acquistare per non rischiare che poi non mi piaccia o qualcosa del genere (e poi, lo sai, mi sono autoimposta di prendere praticamente solo roba nipponica per salvaguardare il portafoglio - si esclude da tutto questo la Justice League, ovviamente). Il peccato è che poi finisco a perdere molte chicche (ed è brutto a dirlo ma specialmente tra gli autori italiani, visto che alla fine sono quelli che conosco meno e di cui acquisto molto meno) XD

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    1. Acalia, tu m'insegni - e lo dico senza ironia, anzi con gratitudine! - che la cosa migliore è leggere ciò che ci "ispira".
      Se ti piacciono i manga, è giusto che tu legga quelli (e la Justice League, ovviamente^^).
      Niente e nessuno ci deve far sentire "inadeguate/i" nelle nostre passioni.
      Perdi molte chicche?
      Ma ne leggi un sacco di altre, di chicche!
      Niente autori italiani?
      Pazienza!
      Quanti autori francesi mi perdo io... ma mica possiamo leggere tutto.
      Vedi che le tue lezioni stanno dando i loro frutti?^__^
      Grazie per la tua visita e per il commento.
      Orlando

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    2. Tanto alla fine non si può leggere tutto, no? I soldi e il tempo, purtroppo, non sono illimitati e bisogna fare delle scelte ^^
      La mia è una scelta abbastanza opinabile (solo giapponese) ma mi aiuta molto a selezionare una lista di acquisti mensili umani ^^

      PS Ho cominciato a leggere Family Compo ed è bellissimo *__*

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    3. Secondo me le acelte a questi livelli non sono neanche opinabili, ma solo sacrosantemente soggettive. E poi tu leggi anche Batman e la JLI, quindi sei a posto! :-) E poi, a parte tutto, davvero non si puó leggere tutto, anzi: non si puó leggere nemmeno l'1 % di "tutto"!
      Inoltre credo che sia importante la qualità della lettura e su questo direi che siamo inattaccabili! :-) Nel senso che leggiamo con cognizione di causa e tutto si puó dire tranne che siamo lettori "passivi" o sprovveduti.
      Ciao!
      Orlando

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    4. Acalia non lo sa, ma ha conosciuto personalmente una delle autrici di questo volume..

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    5. Pensa, Clyo, che io dopo aver scritto quest'articoletto ho scoperto che la mia autrice preferita dell'antologia è amica di mia nipote! ^^
      Adesso si potrà dire che qui si fa del nepotismo! XD
      Ciao!
      Orlando

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    6. E Tonetto ha frequentato la mia scuola, gné gné gné XD
      Ciao!

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    7. .....non mi resta che la resa e la deposizione delle armi, Clyo...
      :-D
      Ciao!

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