domenica 29 settembre 2013

Zot!

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Zot!
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di Scott McCloud
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vol. brossurato con bandelle,
576 pag., b/n

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Euro 27,00
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Bao Publishing
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"La storia di Jenny e Zot, abitanti di due terre parallele, una tristemente uguale al nostro mondo, l'altra utopistica ed epurata da ogni infelicità, è la storia di un incontro destinato a cambiare profondamente la giovane studentessa, il biondo eroe e noi lettori. Per sempre." 
[dal riassunto della trama di Zot! sulla pagina dedicata del sito della Bao]

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Ho avuto la piacevole esperienza di chiacchierare un po' con Scott McCloud durante l'edizione di Torino Comics del 2010. Una persona gentilissima, a cominciare dal fatto che - chiaramente mentendo per educazione - disse che il mio inglese non era poi così male.

L'autore bostoniano e vincitore di diversi Award è un must nella mia biblioteca: sono stato e sono ancora, infatti, lettore dei suoi fondamentali saggi sui fumetti, a fumetti, Capire il Fumetto, Reinventare il Fumetto e Fare il Fumetto (tutti e tre i titoli sono editi da Vittorio Pavesio).

Si può godere della lettura dei fumetti anche solo sapendo a malapena leggere; ma è certo che dopo aver letto i tre saggi (a fumetti) di McCloud ce li si gode molto di più. Ne consiglio spassionatamente la lettura a chiunque sia anche solo un briciolo interessato al fumetto.

La gentilezza di McCloud cui accennavo prima si riscontra anche nella bella introduzione a questo indispensabile volumone che raccoglie tutte le storie di Zot! in bianco e nero (num. 11 - 36) pubblicate originariamente negli Usa tra il 1987 e il 1990. Quanto raramente infatti si può ascoltare un autore di fumetti parlare con sincerità dei propri limiti? Molto, molto raramente, specialmente oggi dove qualunque ragazzino/a che ha pubblicato quattro scarabocchi su un qualche blog si definisce "artista" e si sente, inevitabilmente, genio incompreso.
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Scott McCloud è considerato e si considera il primo autore americano di comics influenzato dai manga, ed egli stesso racconta nell'introduzione al volume di quanto, nella prima metà degli Anni Ottanta, sia rimasto affascinato dal fumetto giapponese e di quante ore, giornate e settimane abbia trascorse a studiarlo. Non si pensi che ciò si traduca in uno Zot! con enormi occhioni sbrilluccicanti [1], visto che l'influenza dei manga in McCloud non si esplica in stilemi grafici, ma semmai in un certo uso del bianco e nero, nell'esplicazione grafica dei sentimenti dei protagonisti e soprattutto nella consapevolezza che nel mondo del fumetto non esistono solo i supereroi.
Del disegno di McCloud accennerò tra qualche riga; prima, un brevissimo cenno sulla storia, che parla delle avventure di un supereroe di una Terra alternativa e di una ragazza di questa nostra Terra, che entrano in contatto tramite un gadget che genera un portale tra i due Mondi. Da questo presupposto si sviluppano le storie che coinvolgono i Personaggi di questa serie, storie che vanno dai dinamici combattimenti con super-villains ai drammatici tormenti esistenziali di una ragazza terrestre...
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Zot, ossia Zachary T. Paleozogt (premio per il nome più cool degli Eighties!) è un eroe, un supereroe, di una Terra alternativa alla nostra: è biondo, bello e prestante nonostante sia ancora un ragazzino e soprattutto è dotato di un formidabile ottimismo e la malizia pare completamente assente da lui. La sua Terra differisce dalla nostra perché in essa non vi sono più guerre e anche il conflitto sociale è pressoché assente; si tratta di un'utopia futuristica in cui una "tipica" - iconograficamente parlando - architettura futuribile sviluppata in verticale su più livelli, lascia spazio a una natura rispettata e non inquinata. L'architettura della Terra di Zot/Zachary mi ha non poco ricordato quella presente nel Tom Strong di Alan Moore. E non è l'unico elemento che ho trovato in comune col barbutissimo Bardo di Northampton...
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Ma, secondo me, la vera protagonista di questo volume è Jenny Weaver, teenager americana della nostra Terra e punto di contatto tra i due Mondi. Un personaggio riuscito in modo perfetto, realistico e sensibile, vero, pieno di fantasia e di disperazione adolescenziale, innamorata di un supereroe che nella sua magnanimità e nel suo - peraltro talvolta fastidioso - iper-ottimismo, ama indiscriminatamente tutti/e. 

Jenny siamo noi, lettrici e lettori; ecco perché anche se quello scemo di Zot non la ama, saremo noi che leggiamo ad amarla e tantissimo anche. 

A Jenny non piace per niente il mondo in cui vive (e a chi piace?!?) mentre invece adora la Terra alternativa di Zot, che visita spesso - così come lui visita spesso la nostra - avendone una visione idealizzata. Potremmo dire che Jenny, all'opposto di Zot, è dotata suo malgrado di un forte "idealismo pessimistico" che la fa molto soffrire e proprio per questo rende la lettura per noi così interessante e affettuosa.§ § §

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Altro personaggio, forse non centrale per la serie, ma che si fa amare incondizionatamente, è Woody, il nerd del gruppo, ragazzo dolcissimo e innamorato di Jenny, la quale non crediate sia così insensibile alle goffe e tenerissime proposte dell'occhialuto nerd. Anche Woody è un personaggio sfaccettato e decisamente riuscito.

Ci sono poi molti altri personaggi, come Butch il burbero fratellone di Jenny, che si trasforma suo malgrado in uno scimmiotto parlante ogni volta che mette piede sulla Terra alternativa di Zot.

C'è Terry, l'amica del cuore di Jenny, anzi forse è proprio la parte razionale di Jenny. Terry, protagonista assoluta di una splendida, splendida storia nella seconda parte del volume (vedi  più sotto) mal sopporta i viaggi tra una dimensione e l'altra e anzi finché può vuol restare coi piedi ben piantati in terra. Su questa Terra, beninteso.

E poi lo zio di Zot - Max - geniale inventore, che fornisce al biondo supereroe i gadget tecnologici con cui sconfiggere i nemici.
E altri personaggi, tutti ben caratterizzati e riusciti, che scoprirete leggendo il volume
Per quanto riguarda i villains - i miei preferiti dei quali sono senza dubbio lo "steampunk" Bellows e l'ex-umano Dekko - la panoramica è sufficientemente ampia e variegata. Una caratteristica dei supercattivi è quella di avere, oltre alla classica drammaticità del cattivo-da-fumetto, anche una bella dose di buffoneria e cialtroneria che li rendono, oltre che letali, anche "simpatici", in un certo qual modo. Nessuno di essi, comunque e per quanto simpatico, rischia di rubare i riflettori a Jenny e agli altri personaggi non dotati di superpoteri o di gadget futuristici.

Le storie di questa prima parte del volume mantengono un tono scanzonato e tutto sommato allegro, nonostante sia sempre presente la profondità del tema di fondo (dichiarata dallo stesso autore nella bella introduzione: cioè che, tramite la creatività e l'originalità, i fumetti "potessero fare qualsiasi cosa"...) e la profondità dei pensieri e della situazione di Jenny. Si tratta del tema supereroistico usato "per dire altro", così come è stato successivamente fatto da molti altri autori: McCloud fu uno dei primi. E' bello che ancor oggi a distanza di molti anni dalla prima pubblicazione di queste storie si possa verificare personalmente come tutto ciò funzioni ancora perfettamente. E' bello che, a parte tutto ciò, quelle storie siano ancora così godibili.

Per quanto riguarda il disegno, inizialmente in Zot! il segno di McCloud è una sorta di ligne claire, un bianco e nero netto e (quasi) senza ombre, eccezion fatta per sporadici e grossolani tratteggi che simulano ombreggiature. 

Questo almeno fino al n. 17 della serie - Gli occhi di Dekko, da pag. 166 del volume - perché da quel momento in poi è come se McCloud avesse fatto un improvviso salto di qualità: il segno si fa molto più sicuro, le anatomie e le prospettive sono precise, il risultato finale è esteticamente più gradevole e allo stesso tempo più "ardito", e l'evoluzione dell'autore continuerà fino alla fine delle storie di Zot! (Sarà un caso oppure no, il fatto che da quel preciso episodio il compagno di scuola di Jenny, il super-nerd sfigatissimo e bruttarello Woody, resta nerd ma diventa assai, assai meno bruttarello?...) 

Sempre nello stesso episodio Jenny stessa riceve, guarda caso? - una lezione artistica da Max, lo zio di Zot: "Lascia perdere le regole che ti hanno insegnato a Educazione Artistica, Jenny. La natura non si piega a quelle regole. Perché mai dovrebbe?".

Mi piace moltissimo tutto il volume e ogni sua storia in esso contenuta, ma della prima parte del volume - (Eroi e Criminali) - Gli occhi di Dekko resta il mio episodio preferito: anche qui abbiamo una sorta di collegamento spirituale con tematiche alanmooriane, come la percezione della/a realtà, le distopie, il metafumetto...

Il volume, o meglio il ciclo di Zot!, è diviso in due parti: la prima - Eroi e Criminali (nn. 11 - 27) - rappresenta la visione del McCloud degli Anni 80 dei fumetti di supereroi; la seconda parte - Storie della Terra (nn. 28 - 36) -  non ha elementi supereroistici, sono storie di "gente comune che fa una vita normale", comunque filtrate dall'occhio e dall'interpretazione di un visitatore decisamente fuori dal comune.

A mio parere è proprio in questa seconda parte che McCloud dà il meglio di sé, sia a livello grafico (aumentano il tratteggio e l'attenzione per il paesaggio circostante e si fa più ricca l'analisi dei sentimenti attraverso i corpi e i volti) che per quanto riguarda la bellezza delle storie, che diventano necessariamente più profonde, intimistiche, universali. Amo molto tutte le storie presenti in questa seconda parte, a partire dall'iniziale Autunno, dove protagonisti sono la madre di Jenny e i sogni, la perseveranza nel cercare di realizzarli o il loro abbandono conseguente alla "crescita", o meglio alla disillusione provocata dalla realtà del mondo. 


Molta commozione ho provato leggendo la splendida Invincibile, in cui i protagonisti sono la dolcissima Brandy e il suo ragazzo Ronnie, l'unico nero tra gli amici di Jenny e Zot. Dolcissime sono anche le parole dell'autore al termine di quella che pare proprio essere la sua storia preferita.
Ma la commozione maggiore, fino alle lacrime lo confesso, l'ho provata leggendo Normale, in cui la protagonista è Terry, la migliore amica di Jenny. Questa storia anticipa di anni qualsiasi (bellissima) storia a tematica lgbt e dimostra come un bravo fumettista può (io direi addirittura deve) scrivere storie in cui non si dia per scontato che tutti/e i/le protagonisti/e siano eterosessuali. In questa storia, dolce, dura, decisa e delicata (e con un fantastico finale) la figura e l'ottimismo pervicace di Zot sono gli ottimi comprimari. Splendida la nota finale di Scott McCloud che dimostra - se ancora ce ne fosse bisogno - di essere non solo un bravo fumettista, ma anche una bella persona.


Infatti in questo volume non ci sono solo le storie di Zot! da godere, ma anche gli interventi dell'autore: una pagina, corredata da disegni, all'inizio o alla fine di ogni piccola run (da uno a tre numeri di Zot!). Sono note, commenti, considerazioni dell'autore piacevolissime da leggere e nelle quali si percepisce ancora l'estrema gentilezza e la rara e gradita modestia di Scott McCloud.




Nota: [1] ... giusto per citare uno di quegli stereotipi abusati tanto amati da chi non ha mai letto un manga in vita sua...

cover americana del n. 11 di Zot!


13 commenti:

  1. Bellissimo articolo Orlando! Questo è un altro di quei volumi che ho già sfogliato diverse volte in fumetteria da quando è uscito e prima o poi lo prenderò! Mi sto anche attrezzando per leggere i saggi di McCloud, dei quali la mancata lettura mi provoca un certo senso di colpaXD (così tante cose da fare e così poco tempo per farle!!! Ma vedrò di mettremi di impegno e rimediare alla mancanzaXD)
    Complimenti ancora per l'articolo, me lo sono letto davvero con piacere, molto interessante e ben fatto, come sempre!
    A presto
    Un caro saluto
    matteo

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    1. Grazie Matteo^^
      Non ti sentire in colpa per i saggi non letti: io ho la casa piena di saggi sui fumetti non ancora letti ("E si vede!", potrebbe giustamente obiettare qualcun* ^^), ma appunto il tempo è quel che è e ognun* di noi fa quello che può...

      Per quanto riguarda il volume in questione, ovviamente è molto più bello di quanto io sia riuscito a scrivere... Mi ha dato veramente tanto ed è uno di quei (non tantissimi) volumi che rileggerò più volte, e sempre volentieri!
      Ha dell'incredibile quanto fosse avanti McCloud...
      Grazie ancora Matteo^^
      Un abbraccio
      Orlando

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  2. Alla lettura della frase sugli occhioni sberlucciosi stavo già saltando su ma poi ho visto la giustissima nota. Poi, tra l'altro, lo "stile manga" qualcuno me lo deve ancora spiegare perchè ogni autore ha comunque il suo stile, anche se sfrutta stilemi più o meno diffusi (come se non ci fossero stilemi nel fumetto occidentale, poi) XD

    In ogni caso ottimo articolo, come sempre ^^
    (I saggi, però, non mi ispirano, preferisco leggere i fumetti che i saggi sui fumetti) ^^

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    1. Dài Acalia, lo sappiamo che i manga li fanno al computer... ah no: quelli erano i cartoni animati! ^^

      Sì sì, il famoso "stile manga", occhioni e stelline, presentissimo per esempio nelle opere di Sampei Shirato, di Shigeru Mizuki, di Jiro Matsumoto, di Jiro Taniguchi, di...
      (Lo so, oggi sono proprio spiritoso^^)
      Naturalmente, invece, lo stile comcis americano e lo stile bonelli non esistono: ogni fumettista occidentale ha uno stile tutto suo, personalissimo, originale, imparagonabile e soprattutto non deve adeguarsi a nessun dettame della Casa editrice per cui lavora!

      Eppure... non sai quante ne sento ancora, sui manga. Ma da gente tutt'altro che sciocca o superficiale! E' che i manga, evidentemente, mettono in crisi alcune granitiche certezze, altrimenti non mi spiego tutto questo astio (basato sulla pura ignoranza, peraltro) di cui "godono" tra gli appassionati di fumetti (di Veri Fumetti eh: supereroi, bonelli e quell'altra roba, le "grafic novelz"...)
      Bon, chiuso lo sfogo :-)

      Capisco la tua preferenza sui fumetti rispetto ai saggi: una qualsiasi opera deve poggiarsi principalmente su se stessa. Tutto ciò che è contesto, storia, meccanismi interni ecc. è comunque un "di più" (per quanto interessantissimo, per me) e non deve essere necessario per godere dell'opera.
      (Quest'ultima cosa l'ho scritta ma non ne sono mica del tutto convinto... 0___0)

      Grazie della tua visita e del commento Acalia^^
      Orlando

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    2. Forse i manga risentono del fatto di essere approdati in Europa solo dopo il fumetto autoctono (ovviamente) e quello Americano, portandosi dietro tutta una serie di pregiudizi senza fine che sempre circondano (per non meglio chiariti motivi) qualcosa che si conosce poco. La cosa che mi sconvolge è che ancora oggi, dopo che i manga circolano da noi da decenni e internet ha sdoganato tutto lo sdoganabile, ci siano persone che facciano questi errori grossolani.
      D'altro canto, però, poi ci sono i cosiddetti "giappominkia" (e perdonami il termine ma rende bene) per cui è buono, santo e giusto solo ciò che ha il marchio Made in Japan e tutto il resto può affondare in un mare di lava.
      Chissà quando, finalmente, si cominceranno ad apprezzare le opere per il contenuto e non per le etichette che hanno >__<

      Sui saggi ho dei problemi in generale (non sono su quelli fumettistici), anche se sono ben conscia che possano essere delle miniere di informazioni, comunque mi attirano poco (specie se sono saggi su qualcos'altro di scritto, tipo romanzi, fumetti, libri o quant'altro. Preferisco leggere l'opera originale e trarne le mie conclusioni) ^^

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    3. Capisco la piaga dei giappominkia... anche se la conosco poco (non frequento i posti "giusti"... e va bene così!^^).
      Ho letto poco tempo fa di un ragazzino, per il quale solo ciò che è Made in Japan è bello e santo, che scriveva che "nelle storie dei fumetti americani di supereroi non c'è fantasia"...
      Beh, ecco, che in quasi 80 anni di storia del fumetto supereroistico americano ci sia poca presenza di fantasia, è una di quelle castronerie che fanno giusto tenerezza :-D

      Però, magari mi sbaglio, mi sembra che i giappominkia facciano, come dire, "un po' meno danni" degli anti-manga-per-fede.

      Sui saggi la pensiamo proprio all'opposto: le mie letture librarie sono circa un 10% narrative e il restante 90% saggistiche :-DD

      Devo dire che faccio parte di quella scuola di pensiero che considera un saggio ben fatto ad esempio su un romanzo, letterariamente valido (e arricchente) tanto quanto il romanzo stesso.
      Siamo un po' strani, lo so ^^
      Ciao!
      Orlando

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  3. Hai scritto: "E' bello che ancor oggi a distanza di molti anni dalla prima pubblicazione di queste storie si possa verificare personalmente come tutto ciò funzioni ancora perfettamente. E' bello che, a parte tutto ciò, quelle storie siano ancora così godibili."
    Credo non si possa fare un complimento più grande e bello a un'opera di letteratura.
    Che sia a fumetti o solo testo, è irrilevante, no? :-)
    EugM

    Ps: mannaggia, ne parli troppo bene! E io adoro i saggi di McCloud! E sento parlare di Zot! da vent'anni e non lo ho mai letto... Soffrirò per i 27 euro, ma me lo devo procurare! :-)

    PSII: ti diffondo tra i gruppi fumettistici che seguo!

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    1. Grazie Aristarco, sei troppo gentile^^
      Sai che avevo parecchi pregiudizi verso questo Zot! (del quale io pure sentivo parlare da vent'anni...)?
      Mi dicevo che un saggista in gamba come McCloud non potesse fare anche dei bei fumetti!
      Inoltre la scelta del suo avatar ormai famoso in tutto il mondo (l'omino occhialuto con giacchetta a quadri e maglietta... col fulmine) non ha aiutato molto, giacché io credevo che quello fosse il tipo di disegno usato su Zot!...
      Che razza di sciocchezze si pensano quando non si sanno le cose, eh? :-)
      Comunque soffri pure per i 27 euro, ma prendilo perché è più di quanto sembri ;-)
      Grazie ancora!
      Orlando

      p.s. ho da poco scoperto l'altro tuo blog... ma è stuendo!!! http://thedangerarea.blogspot.it/

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  4. Grazie anche dell'immeritato "stuendo" :-)
    EugM

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  5. Io ho comprato e letto Zot giusto una settimana fa e devo dire che mi ha soddisfatto a metà.
    Premessa: io adoro i fumetti di qualsiasi nazionalità, siano essi manga , comics, bedè, italiani ecc.... coi comis ho avuto una "febbre" iniziata con la nascita di Star Comics e Play Press e che durò fino ala fine degli anni 90.
    Avevo sentito parlare spesso di Zot e del suo autore Mc Cloud, un tizio famoso per aver scritto un libro sulla tecnica del fumetto piuttosto che dei fumetti che ha fatto ( il chè non è proprio un complimento, almeno per me).
    Come già detto più sopra dal recensore, Zot è diviso in 2 parti, molto diverse: la prima parte , "eroi e criminali" che è poi quella che occupa la maggior parte dell' albo, mi ha fatto, e lo dico senza troppi giri di parole, due balotas così.
    E' già astidioso che la raccola salti i primi 11 episodi della serie ( a colori) , dando la sensazione di essere entrato in sala a film già iniziato, ma quello che dà veramente fastidio sono le storie, spesso deliranti e kitch.
    I disegni di Mc Cloud appaiono piatti e in più punti tirati via, Zot appare un personaggio volutamente vuoto , piatto e privo di mordente.
    Non mi sono neppure piaciuti i cattivi ( a parte Dekko, protagonista di uno degli episodi migliori. Ma anche 9Jack9 non è male) blandi e stereotipatissimi, macchiette fatidiose , per lo più.
    Ci sono qui e là delle belle idee ( come quella di Jenny che crede che Zot e il suo mondo siano frutto della sua mente malata) ma vengono bruciate scioccamente in poche pagine ( e dire che è un idea che verrà copiata da tutti, tra cui un certo Brian Talbot che realizzerà una delle più belle storie di Batman, a mio parere).
    Mc Cloud non è fatto per raccontare le storie superoistiche, troppo lontane dalla sua sensibilità: è più portato per raccontare i piccoli, gradi drammi del quotidiano, le riflessioni su le persone e la società e questo ci porta alla seconda parte del libro, "storie della Terra".
    Quando orma credevo di aver buttato 27 euro in una st..upidata colossale, ecco che arriviamo in zona capolavoro o quasi.
    Non esisto a dire che "storie della Terra" è bellissimo.
    Parte bene e finisce meglio, in un crescendo continuo , dove gli amici di Zot riescono a trasmettere al lettore una gamma di emozioni che in "eroi e criminali" latitano ( gli unici momenti che emozionano sono quasi sempre quelli dedicati a persone normali Jenny e Woody, non certo i personaggi bizzari che popolano la terra di Zot, tranne Dekko).
    E' un vero spaccato, poetico e delicato, ma verosimile, della gioventù anni 80 ( ma va bene anche per quella odierna), un incrocio tra il Love and Rockets degli Hernandez e il film Breakfast club.
    Anche il tratto cambia, più evotativo nelle inquadrature e più particolareggiato, con trovate grafiche/narrative originali e di grande effetto ( quella del finale di "Normale" mi ha fatto urlare" ahhhhhhhh!" e chi l'ha letta ha capito cosa intendo).
    Veramente, veramente bello.
    Peccato duri appena 200 pagine scarse contro le quasi 700 del volume !
    Il mio consiglio è quindi di leggere prima "storie della Terra", in modo da affezionarsi ai personaggi e leggere dopo "eroi e criminali", che risulterà così meno pesante .

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    1. Caro Sam,
      il tuo commento è ricco e motivato e porta avanti un'opinione "forte": sono proprio i commenti come i tuoi che mi fanno piacere, arricchiscono il blog e aggiungono informazioni preziose.
      Il tuo commento è praticamente una recensione, ottima per altro! Ti faccio i miei complimenti sinceri^^
      Pur non condividendo alcuni dei pareri da te espressi (cosa che naturalmente non ha alcuna importanza, ci mancherebbe), devo darti atto che McCloud è più famoso per i suoi libri - ottimi, a mio parere - che non per i suoi fumetti.
      E' però molto, molto rispettato da colleghi e colleghe e anche questo qualcosa deve pur significare.
      Sono felice che ti sia piaciuta almeno una parte di questo volumone.
      Io personalmente alcune delle cose, se non tutte, che tu hai trovato nella seconda parte, le ho trovate, o per lo meno le ho viste soggettivamente, anche nella prima. Non credo che Zot! sia un fumetto di supereroi, o meglio non credo che sia "principalmente" un fumetto di supereroi, ma siamo comunque nel campo delle percezioni soggettive, quindi abbiamo tutti ragione :-)
      Hai assolutamente e obiettivamente ragione invece riguardo i disegni di McCloud, che specialmente all'inizio non sono propriamente eccelsi.
      Entrando di nuovo nel campo della soggettivita: io sono, in genere, più colpito dalla storia e dalla struttura generale di un fumetto, che non dai soli disegni. Ma è, appunto, un'opinione, anzi un gusto, prettamente personale.
      Ti ringrazio ancora tantissimo per aver lasciato il tuo approfondito commento, che mi ha davvero fatto un grandissimo piacere!
      E spero di rivederti presto su questi lidi :-)
      Un caro saluto
      Orlando

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    2. Ti ringrazio per i complimenti, e ricambio dicendo che il blog è molto interessante e ben fatto.
      Vorrei chiarire alcuni punti che , per la fretta forse non ho spiegato con chiarezza.
      I disegni: neppure io sono uno che ricerca ossessivamente il bel disegno, ma nel caso di Zot, la differenza di stile non è tanto nella forma , quanto nella sostanza.
      I disegni della seconda parte ,sono evocativi , comunicano qualcosa fin da subito , mentre quelli della prima, generalmente no.
      Chi può dimenticare scene come la camminata di Brandy al chiaro di Luna nel finale di Invincibile, o Jenny che sogna di come si sarebbe riappacificata con Pam ( per non parlare del finale a trabocchetto) ?
      Sono dei momenti bellissimi, che rimangono impressi nel lettore .
      Momenti simili nella prima parte appaiono di rado e mai con la stessa intensità : per carità , ci sono tavole ispirate e guarda caso, spesso sono quelle che hanno a che fare col lato " quotidiano" della serie ( la tavola iniziale della seconda parte di "can't buy my love" vale più di mille vignette dove Zott mena qualche criminale).
      Il problema della prima parte di storie è che Mc Cloud non sa dove andare a parare.
      Come lui stesso ammette,ha imparato a scrivere strada facendo ,andando a tentoni , ma tutto accade un pò così senza alcun scopo preciso.
      Manca insomma, il messaggio.
      Messaggio che invece è ben presente , insieme a una forte personalità autoriale, nella tanto lodata seconda parte.
      Avrebbe dovuto impostare così il fumetto fin da subito, piuttosto che concentrarsi sull' utopico ( così perfettino da risultare noioso ) mondo di Zot.
      L'elemento fantastico inserito nella nostra realtà ( cioè il liet motiv della seconda parte ) è interessante, non il contrario.
      Peccato che MC Cloud ci abbia messo così tanto per capirlo.
      I

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