domenica 22 settembre 2013

Ken il Guerriero

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Ken il Guerriero
(Hokuto no Ken)

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di Buronson, testi
e Tetsuo Hara, disegni
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27 volumetti settimanali,
brossurato, pag. n/d, b/n

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edicola e fumetteria
serie in corso

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cad. Euro 4,20
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Planet Manga

Mai, mai scorderai l'attimo, la terra che tremò. L'aria s'incendiò e poi silenzio.
E gli avvoltoi sulle case sopra la città, senza pietà.

Chi mai fermerà la follia che nelle strade va? Chi mai spezzerà le nostre catene?
Chi da quest'incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà? [1]
*
Ai tempi (primi Anni 90, lo dico per le persone giovani) compravo tutto ciò che la mai troppo rimpianta Granata Press di Luigi Bernardi faceva uscire, compresi i volumetti, alti e sottili di Ken il Guerriero
Dicessi che l'ho sempre letto, mentirei: compravo, sfogliavo magari anche molto velocemente e mettevo via. 

Ho guardato, però senza continuità, anche il cartone animato che ha imperversato per anni sui canali televisivi nostrani e devo dire che mi attraeva molto, aveva componenti simboliche forti, lo trovavo abbastanza interessante. Anche se il vero motivo per cui lo guardavo era... quella sigla! E' stato amore puro al primo ascolto, una delle poche canzoni in italiano delle quali ricordo il testo. Dovessi dire che ho visto tutte le puntate del cartone animato, fino alla fine e con attenzione, mentirei di nuovo. Spesso Ken era un sottofondo, un piacevolissimo sottofondo, ma nulla per cui scriverci su troppe parole, ecco.

Anche Ken, come molte altre serie trasmesse nella seconda metà degli Anni 80, era entrato in qualche modo nel mio immaginario, oltre che in quello collettivo.




Ho cominciato ad acquistare la serie settimanale (!) di Planet Manga proprio alla luce di quanto detto finora e per un unico motivo: nostalgia. Pura, semplice, malinconica nostalgia; di un'epoca peraltro che non ho vissuto in quanto già "troppo adulto" per godermi spensieratamente cartoni e quant'altro.

E poi, ho freddamente calcolato, sono solo 27 volumetti settimanali a un prezzo abbordabile, in mezzo anno mi faccio la serie completa.

Oltre ad acquistarla, questa volta la serie la sto anche leggendo. Pensavo di essere "fuori target" (termine che uso un po' troppo spesso...), pensavo che "nostalgia blablabla", mi imbarazzava persino un po' quando il mio fumettaro, col negozio pieno di gente, strillava "Ah poi ci sono due Ken il Guerriero da ritirare, li prendi adesso?" ("Ma taci!" - pensavo - "che penseranno 'sti ragazzetti a vedere un signore di mezz'età che compra Ken?"...), pensavo di aver bisogno di "bilanciare" le mie letture: ogni volume di Ken letto, per punizione almeno un paio di mattonazzi introspettivo-ombelicali subito dopo!
[2]
E invece... Di questo fumetto mi sta piacendo, beh: tutto! Mi appassiona la storia, mi piacciono i disegni, è il primo fumetto che leggo non appena tornato a casa dalla fumetteria, mi ci immergo come se stessi nuotando in un mare di soddisfazione estetica e mentale.
Certo che li vedo i difetti (ce ne sono parecchi), ma a tutt'oggi - Panini è arrivata a pubblicare il 15mo volumetto - non inficiano affatto la gioia della lettura, il puro piacere dell'azione.

Chi sta pazientemente leggendo queste righe conosce sicuramente meglio di me la trama del manga di Buronson (Yoshiyuki Okamura) e Tetsuo Hara (dato che in Italia siamo alla quarta edizione): la Terra vive in una distopia post-nucleare successiva a una terribile guerra nucleare totale avvenuta alla fine del XX secolo [il manga uscì in Giappone nel 1983, quando "il 2000" era ancora una data relativamente lontana ed evocativa], il mondo intero è ridotto a un deserto in cui le materie prime, acqua e cibo soprattutto, sono diventate una merce rara e preziosa. La poca popolazione sopravvissuta si ammassa intorno alle poche oasi e subisce le angherie delle peggiori bande di delinquenti (con estetiche alla Mad Max, un misto tra Hell's Angels, punk, sado-maso e armature medievali). 


E' in questa realtà che agisce il nostro eroe, Kenshiro, il 64esimo successore della scuola di arti marziali detta "Divina Scuola di Hokuto" (Hokuto Shinken). Lui è un eroe senza macchia né paura, disposto senza pensarci su un istante a rischiare la vita per salvare una bambina, disposto a massacrare e sterminare centinaia e centinaia di cattivi nei modi più atroci senza abbassare di un millimetro il sopracciglio, usando la tecnica segreta dei punti di pressione tsubo, punti segreti disseminati a centinaia sul corpo umano. 

Kenshiro - Ken d'ora in poi - si accompagna fin da subito a Lynn e Bart, un'orfana (ex) muta e un ladro bambino, inizialmente andando alla ricerca di Yuria, la fidanzata perduta. Forse il destino di Ken è quello di salvare il mondo e di ridare speranza...
Altri personaggi si uniscono di volta in volta a lui e ai due bambini, altri invece sono destinati ad ingrossare le fila dei suoi nemici.
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La storia, abbastanza tipica nella sua sostanza, procede secondo schemi sempre molto simili tra loro, che potrebbero ricordare quelli di un primitivo videogioco: l'eroe incontra una nuova, terribile banda di malvagi, sempre con a capo un individuo spietato e "deforme", e li elimina in combattimenti tanto cruenti quanto rapidi.

E' evidente che Ken, anche quando si trova in difficoltà o viene addirittura fatto prigioniero, non può né deve perdere
I combattimenti seguono appunto uno stereotipo che chiamo "di consolazione" ("consolazione" in quanto il buono deve vincere, anche per far stare meglio chi sta leggendo la storia), ossia il buono, il personaggio positivo, è in realtà imbattibile in quanto destinato a vincere ogni singolo combattimento. Ciò nonostante gli autori riescono a infondere tensione ad ogni combattimento rendendolo piacevole da leggere e guardare. 

Mi ha molto colpito ad esempio - nel vol. 12 -  il combattimento tra il buono Toki e il cattivo Raoh, entrambi ex-aspiranti alla successione della Divina Scuola di Hokuto: mi hanno ricordato Eteocle e Polinice, i figli di Edipo che nella tragedia di Eschilo I Sette contro Tebe combattono una sfida che non può che concludersi con la morte di entrambi, gloriosa fine della maledizione che un dio capriccioso ha scagliato sulla genìa di Laio, padre di Edipo. Questo nonostante il combattimento tra Toki e Raoh non abbia lo stesso finale della tragedia eschiliana. 

Ken il Guerriero è un manga molto interessante anche dal punto di vista estetico: parlando dei disegni, essi presentano numerose caratteristiche interessanti tra cui una spiccata differenza di tecnica: si passa cioè con la massima disinvoltura da tavole e vignette iper-dettagliate, molto d'effetto e che richiedono lunghi istanti per essere gustate appieno, quasi "leziose" o rococò nella loro descrittività e che riempiono letteralmente gli occhi di chi le guarda, a vignette che paiono eseguite molto più velocemente e sembrerebbe senza troppa convinzione. 
Una considerazione a parte meritano le evidentissime (ma non per questo meno affascinanti) sproporzioni anatomiche dei personaggi combattenti malvagi: solo essi "beneficiano" di corpi impossibili e giganteschi, colossali statue di muscoli d'acciaio e che immancabilmente sfoderano orribili ghigni diabolici e spesso da idioti.
I combattenti buoni invece, Ken per primo, sono dotati di volti decisi ma serafici, con intensi sguardi "zen" ed evidentemente per vincere non abbisognano di corpi e volti mostruosi.
Le sproporzioni anatomiche e prospettiche tra buoni e malvagi sono dunque esagerate e sebbene si possa pensare che il gigantismo sia una conseguenza delle radiazioni nucleari (però perché ha colpito solo i malvagi?...) forse sono invece simboliche e volute dagli autori, come una rivincita dei David sui Golia. Oppure, meno prosaicamente, questi difetti sono dovuti alla cornea cronica, rara malattia di cui soffre il disegnatore Tetsuo Hara e che provoca difficoltà nella visione della prospettiva. 

Ciò detto è innegabile l'efficacia, l'energia e l'epica drammaticità delle tavole di Tetsuo Hara, la sua abilità nel rappresentare la possanza e la regalità, il potere: tra le mie preferite finora sono le tavole in cui compare Raoh e il suo diabolico, gigantesco cavallo (mi ricorda il Bucefalo di Alexander) e quelle in cui si scatena l'energia di Toki, probabilmente ad oggi il mio personaggio preferito del manga.

C'è, ancora, una sorta di canone estetico che determina che i volti dei personaggi principali siano tutti somiglianti, praticamente il volto di Ken è lo stesso di altri potenti personaggi, con variazioni di lunghezza e di colore dei capelli. Come se il concetto di "varietà" sia associato alla mostruosità delle fattezze, che evidenziano quindi la diversità. Diversità che è infatti riservata alla truppa, a chi è sì fortissimo (ma mai quanto i personaggi principali!) ma ben poco intelligente, oltreché completamente schiavo della propria avidità e del proprio sadismo. 
Una sorta di eugenetica fumettistica, insomma, in cui i "Grandi"(personaggi) godono di una somiglianza prima di tutto estetica e hanno volti in qualche modo "nobili" ed evidentemente questa "nobiltà esteriore" nella maggior parte dei casi preserva dalla morte, dato che tutti i giganteschi cattivi deformi e sadici - e soprattutto brutti - sono destinati a morire, la maggior parte di essi, ovviamente, per mano di Ken...


Nonostante i limiti e i difetti cui ho accennato, Ken il Guerriero è un fumetto che funziona benissimo e che non ha sentito in modo troppo pesante il trascorrere degli anni: mi tiene avvinto dalla prima all'ultima pagina e i disegni, anche quando non perfettamente realizzati, si lasciano guardare con piacere; il narrare è fluido (ciclico e ripetitivo, ma fluido) e, seppur con artifici stereotipati e spesso piacioni, riesce a suscitare emozioni.

Certo, si tratta di emozioni semplici e primordiali, benché umane e universali: parliamo di valori come l'amicizia, la lealtà, la bontà d'animo (che non impedisce di massacrare cattivi a centinaia e centinaia...), la difesa di chi è debole, la punizione dell'ingiustizia, la speranza e un pizzico di coscienza ecologica.

Il manga è inizialmente manicheo, come un poema cavalleresco nel quale i buoni sono senza macchia né paura, e i cattivi sono l'incarnazione della malvagità senza alcuna speranza di redenzione, ma poi, proseguendo la storia, il manicheismo si stempera e si scoprono zone d'ombra dove prima era tutta luce e inaspettati, seppur flebili, chiarori dove pareva esserci solo tenebra. Questo arricchisce il manga e, anche se sappiamo già come finirà l'epico racconto, lo rende più vario e godibile, molto, molto di più di quanto ciò che ho scritto finora potrebbe, erroneamente, far pensare.



Note:
[1] Sigla italiana della prima serie della versione animata di Ken il Guerriero, scritta da L. Macchiarella e C. Maioli e cantata da Spectra.

[2] Le immagini a corredo di questo scritto sono prelevate da Internet.

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Collegamenti esterni:

Hokuto no Ken.it

Hokuto no Ken

HokutoDestiny.com



19 commenti:

  1. Devo ammettere che ogni tanto l'anime me lo guardavo anche io, pur non essendo assolutamente il mio genere.
    Il manga settimanale fa pensare, siccome c'è crisi forse un mensile sarebbe stato piu' appropriato però gli editori sono loro quindi avranno avuto le loro buone ragioni :)

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    1. La cosa che mi ha stupito, Caroline, è che in teoria non sarebbe nemmeno il mio, di genere... eppure questo manga non so dirti quanto mi stia "prendendo"!
      Concordo con te sul fatto che sarebbe stato meglio un mensile... ma, appunto, non siamo noi a decidere^^
      Ho notato, infine, grande differenza tra anime e manga: trovo quest'ultimo decisamente più maturo e drammatico (e ricco di sfumature).
      Grazie per la tua visita e per il tuo commento^^
      Orlando

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  2. L'anime non l'ho mai visto (per ovvi motivi, non mi facevano guardare Piccoli problemi di cuore, ti pare che avessi accesso a Ken il guerriero? XD) e non ho nemmeno letto il manga. Prima o poi faccio un mega recuperone e lo prendo completo ^^

    Tra l'altro credo di essere una campionessa del "fuori target", visto che leggo una marea di shōnen e seinen (da una vita, anche quando ero ancora adolescente e non è che i seinen fossero proprio indicatissimi) ^^
    Poi, che noia sarebbe leggero solo roba per cui si è "in target" (che per me, tra l'altro, sarebbe josei, che è un demographic che amo poco e che leggo con le pinze) ;-P

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    1. Potremmo fare il Club dei Fuori Target! :-D
      Concordo in pieno: che noia leggere (guardare, ascoltare...) sempre le cose per le quali siamo/saremmo "in target"!
      Per quel che so dei tuoi gusti Ken potrebbe piacerti e anche parecchio!
      Mi farai sapere^^
      Grazie per la tua visita e per il tuo commento^^
      Orlando

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  3. Ho guardato, disegnando per fortuna, il film dal vero settimana scorsa, che trovi su youtube. L'orrore, l'orrore... Invece sulla serie a fumetti ho scritto pure io un articoletto che me la son riletta da poco, ma non te lo segnalo perchè c'è qualche spoiler :-D

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    1. Ma segnala, segnala pure! So già come va a finire eh ;-)
      Comunque anche tu: te le cerchi proprio!!!
      Vai a vedere il film "dal vero" di Ken?!?
      Allora ti meriti quel che hai visto! ^____^
      Ciao Clà, ti abbraccio!
      Orlando

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  4. Ho recuperato Ken in scans qualche anno fa, in scans perchè ero convinta che lo avrei mollato dopo qualche volume (lo avevo iniziato solo su suggerimento di un amico di penna) e mi aspettavo solo energumeni che se le davano. Mai previsione fu più errata! Ho letto la serie tutta d'un fiato! Adesso aspetto che finisca questa edizione per recuperarla in blocco (purtroppo non ce l'ho fatta a seguire le uscite con ordine). La cosa che mi piace di più di questa serie è la sensazione di stare leggendo dei racconti mitologici!
    Per quanto riguarda il tuo commento al manga: hai citato Edipo, Alessandro e hai detto che Toki è il tuo personaggio preferito. OVAZIONE! *__*
    Adoro Toki (insieme a Rei e Juuza)! Raoh è un personaggio davvero carismatico e... Re Nero! *_* Si dice che gli autori vogliano pubblicare un capitolo extra proprio sul gigantesco cavallo **
    Per quanto riguarda il "gigantismo", a me viene da pensare che sia dovuto (a parte al problema di vista del disegnatore) anche al fatto che il malvagio appare gigante quando ti sembra più forte, ma, se non ricordo male, questi sembrano ridimensionarsi una volta sconfitti. Dopo che il buono li batte, non fanno più tutta questa paura.
    Hai letto altro di questi due autori? :) Io ho letto Sanctuary e mi è piaciuto abbastanza, ma poi l'altra serie che ho provato non mi è piaciuta un granchè (HEAT), un po' troppo maschilista per i miei gusti :/
    Ancora complimenti per la recensione. Ah, dimenticavo! Se in fumetteria dei ragazzini ti sentissero chiedere Ken il Guerriero, sappi che ti adorerebbero, altro che prendere in giro! ;) Gli adulti che leggono serie considerate per ragazzi/e sono visti di buon occhio dai giovincelli.
    Io non sono molto legata alla sigla italiana (quando ero piccola io non lo trasmettevano Ken), però mi sono fissata con quelle giapponesi!

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    1. Che bel commento Millefoglie!!!
      E' un articolo, in realtà, e mi ha fatto molto, molto piacere leggerlo^^
      Hai detto bene: la sensazione è proprio quella del Mito e della mitologia, grande potenza ed evocatività!

      No, ammetto che questa è la mia prima esperienza "vissuta" coi due mangaka e se già mi dici che Heat è maschilista lo lascio perdere senza pensarci un attimo!
      Comunque mi riesce difficile credere che i due autori siano più riusciti a raggiungere un tale epos... ma attendo di essere smentito da voi^^

      ...ma tu davvero dici che i ragazzini mi guarderebbero benecolmente?... Io non ne son mica così tanto convinto... ma magari sono solo sensazioni mie...
      Grazie tantissimo per il tuo bel commento, Millefoglie!^^
      Orlando

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    2. (aggiungo) ....e non ti dico quando compravo Sailor Moon!!! :-D
      Il fumettaio strillava "E' arrivato il tuo Sailor Moon!", e io rosso come un peperone: "Vuoi dire quello per la mia nipotina! Lo sai che io leggo solo fumetti seri!" XD
      O.

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    3. Grazie ahah, forse mi sono dilungata un po' troppo >///<

      Di Heat ho letto solo il primo volume e mi è sembrato mezzo riciclato da Sanctuary, altra loro opera che ho apprezzato. Anche se, ora che ricordo, Sanctuary lo ha disegnato Ikegami, così come Heat...ho sbagliato >//< Anche in Sanctuary c'è un po' di maschilismo, ma sono riuscita a digerirlo per via dell'ambientazione (parlando di yakuza e politica mi aspettavo che le donne sarebbero state messe da parte :/). Magari poi Heat si riprende, ma io l'ho interrotto subito e non mi sentirei di consigliarlo.

      Parlando personalmente, adoro la mamma di una mia amica che legge shojo per ragazze o un'altra signora che conosco che adora i libri illustrati per bambini e i pop up :) quindi mi fanno molta simpatia le persone che si lanciano su ogni tipo di target senza pregiudizi. Molti miei amici la pensano come me, però non saprei se per altri è diverso...semmai penso che potrebbero essere certi adulti snob a criticare.
      Grazie a te per averlo letto tutto! ^^

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    4. (risposta all'aggiunta) Ahahah xD Beh, per Sailor Moon è più probabile che prendano in giro. Io non lo farei, per carità, ognuno legge quello che preferisce. Io a volte mi imbarazzo a richiedere titoli Yaoi @.@

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    5. Ecco, io invece per quelli non mi imbarazzo per niente :-D
      Evidentemente ognuna/o ha il proprio punto debole^^
      (...anch'io adoro i libri illustrati per bambini, come la mamma della tua amica^^)
      Ciao!
      Orlando

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    6. Io un po' si perchè non sembro maggiorenne secondo alcuni XD
      I libri illustrati sono davvero belli *_*
      A presto! :)

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  5. Questa volta son partito per conto mio :)

    L'appuntamento con Ken non potevo bucarlo. Mito d'adolescenza, vidi tutta la serie animata (anche più d'una volta e lessi anche in parte il manga edito dalla Granata). Nonostante a un primo superficiale giudizio l'opera di Buronson e Hara potrebbe sembrare una ripetizione di abusati clichè, presenta invece una narrazione e un plot appassionanti che ti tengono incollato all'albo dalla prima all'ultima pagina. Ricordo ancora l'attesa provata all'epoca per la scoperta di quali nuovi avversari si sarebbe trovato ad affrontare Ken, e quante puntate mi smuovevano una giusta rabbia per quelle crudeltà e prepotenze inaudite, insomma si andavano a toccare le corde giuste.

    Con l'età tutto viene ridimensionato, però questa serie me la sto proprio godendo (anche se ammetto che L'Uomo Tigre mi sta piacendo anche di più).

    Ciao.

    D.

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    1. Ah Dario, i ricordi dell'infanzia, eh?... :-D
      Io se proprio dovessi fare una classifica su questi due manga metterei prima Ken e dopo L'Uomo Tigre, serie che pur appassionandomi ancora giudico forse un po' meno ricca di spunti rispetto a Ken.
      Pensa che io i volumetti Granata li ho venduti tot anni fa (e me ne pento, mi pento di tutti i fumetti venduti ed è per questo che non venderò mai più nulla!) e ultimamente stavo meditando di provare a recuperarli...
      Comunque, la prossima volta che ci incontriamo, stai attento ai tuoi tsubo eh! ^____^
      Un abbraccio
      Orlando

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    2. Forse Ken (e soprattutto lo scenario in cui si muove) offre più spunti dell'Uomo Tigre però come personaggio trovo che Naoto sia più sfumato con i suoi dubbi e i suoi cedimenti. Poi quello stile retrò è fantastico. E non sto lì a dirti che L'Uomo Tigre è stato un altro mito d'infanzia, ben prima di Ken :)

      Per la vendita di fumetti che dire? Io non so più dove metterli e mia moglie ogni tanto pressa. In passato mi pentii anche io di alcune vendite e molte ancora le rimpiango. Però qualcosa mi toccherà cedere... quelle a cui sono meno legato :(

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    3. PS: Non hai l'impressione che gli tsubo disseminati nel corpo umano siano talmente tanti che se ci mettessimo a menar mazzate a caso qualcuno, per sbaglio s'intende, dovremmo riuscire a beccarlo pure noi? Domani vado dal mio capo e lo riempio di ditate, poi ti faccio sapere.

      Ciao.

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    4. Sì, credo che gli tsubo siano decinaia e decinaia! Ma solo se hai fatto i Corsi per Corrispondenza della Divina Scuola di Hokuto sai quali pigiare e come pigiarli!
      Tu comunque fammi sapere :-D
      O.

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    5. Niente. Noon ho trovato il coraggio :(

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