sabato 10 agosto 2013

Sei tu mia madre?


Sei tu mia madre?
Un'opera buffa

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di Alison Bechdel
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cartonato con sovraccoperta,
304 pag., b/n e col.

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Euro 19,00
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Rizzoli - collana Lizard
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"Il compito di chi scrive è dare forma all'indisciplina della vita e mettersi al servizio del racconto. Non , si noti, al servizio della sua famiglia, né al servizio della verità, ma al servizio del racconto." Dorothy Gallagher ("Sei tu mia madre?", Alison Bechdel - Rizzoli, pag. 283)

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Niente introduzioni, prefazioni o postfazioni, solo non una paginetta finale di educati ringraziamenti a chi a vario titolo ha collaborato con lei. L'autrice decide di parlarmi esclusivamente con la sua opera e se non capirò qualcosa sarà un mio problema, così come lo sarà il non avere sufficienti o adeguati strumenti - culturali, estetici, emotivi - per comprendere e godere, o non godere, al meglio Sei tu mia madre? di Alison Bechdel.



Per entrare appieno, o per lo meno il più possibile, in quest'opera di Bechdel sarebbe meglio aver prima letto Fun Home, pubblicato sempre da Rizzoli nel 2007.

Ciò che in un mio commento a Fun Home avevo affrettatamente scambiato per "scarso fumettismo" (e la cui tentazione mi ha colto, per qualche momento, anche durante la lettura di Sei tu mia madre?), per una certa freddezza stilistico-compositiva, potrebbe essere stato nient'altro che un mio problema di comprensione di uno stile, di un uso non banale del linguaggio fumettistico [1].

"Tu dici spesso - dice la terapista di Alison ad un certo punto della storia - che vorresti disegnare con più spontaneità, senza tutti quegli schizzi preliminari...
Che cosa succederebbe se ci provassi?"

"E' impossibile!" risponde Alison
"I disegni che faccio io vanno preparati minuziosamente, ogni tratto deve comunicare un'informazione precisa."



"Mi domando - aggiunge la terapista - se tu non stia cercando di proteggere la tua grafica "pura", spontanea.
Come se renderla pubblica potesse contaminarla, o quanto meno esporla a maggiori critiche"



Quanto sopra riportato - oltre alla completa e attenta lettura dell'opera - risponde in parte ai miei dubbi vecchi e nuovi sulla "coerenza fumettistica" di Bechdel.

La fretta (e l'ignoranza) possono far scambiare per "poco fumettistiche" opere che, invece, scelgono consapevolmente di non accodarsi a determinati, rassicuranti cliché. Ciò che un anno fa scambiai per "freddezza" è invece scelta consapevole e lucida di tono narrativo, grafico e testuale, che non ha nulla di comunicativamente inferiore ad altri, più semplici, toni e stili. L'efficacia di Sei tu mia madre? o del precedente Fun Home non è più minimamente in discussione, da parte mia.



Mentre alla seconda lettura mi sono goduto la giustapposizione di testo e disegno di Sei tu mia madre?, durante la prima lettura ho concentrato maggiormente l'attenzione sul testo, che è denso e particolarmente impegnativo. Spesso mi è capitato di interrompere la lettura per andare, incuriosito, al computer o a frugare tra i miei libri a cercare informazioni e citazioni.
Ho infine accumulato una lista di opere letterarie che intendo leggere prossimamente, stimolato dalla lettura di Sei tu mia madre?, come ad esempio Gita al faro di Virginia Woolf e L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. Mi piacerà anche cercare qualche edizione italiana dell'opera di Donald Winnicott, pediatra e psicanalista inglese che non avevo mai sentito nominare prima e che è invece essenziale nel racconto di Bechdel.



La psicanalisi è infatti una delle chiavi di lettura più importanti di Sei tu mia madre? e non c'è bisogno di grande intuito per capirlo, dato che è praticamente già dichiarata nel titolo ("Are You My Mother? A Comic Drama" in originale).



Alla luce della chiave psicanalitica di lettura, diventa meno importante quella certa, iniziale farraginosità dei "salti temporali" dell'opera (non flashback o altro, ma veri e propri salti temporali all'indietro e in avanti).
Bechdel racconta come in un flusso di coscienza, permette a chi legge un parziale ingresso nella mente e sia nella mante dell'autrice che in quella di chi legge è certo che non esistono concetti rigidi come il flashback. Il tempo in Sei tu mia madre? è relativo, così come lo è nella mente umana.

La struttura stessa dell'opera, la sua "trama" se vogliamo, è una sorta di doppia spirale: Alison scrive una storia su se stessa che sta scrivendo una storia, anzi due: la precedente Fun Home (basata principalmente su suo padre) e la "presente", il cui chiarissimo titolo esplica la persona al centro del racconto. 
Si potrebbe dire che il libro copre una serie di eventi che vanno da prima della nascita di Alison fino alla scrittura del libro stesso. 
Metafumetto?


In mezzo, la vita: le relazioni affettive di Alison, le sue fidanzate, la terapia e le terapiste, la scrittura del libro e i suoi sogni. E soprattutto sua madre. 
Sette capitoli, ognuno dei quali di un'intensità e di un coraggio struggenti, ognuno dei quali introdotto da un sogno che verrà analizzato in terapia e messo in relazione con esperienze significative della sua vita.

Interessante, oltre che molto emozionante, la spietatezza talvolta "chirurgica" con cui Bechdel si racconta, mostrandosi nuda, metaforicamente e non, di fronte al mondo, scegliendo la minore mediazione possibile tra se stessa e la pagina a fumetti, scegliendo anche nella stesura del fumetto l'approccio psicanalitico e il conseguente non nascondere aspetti e situazioni che non tutti/e avrebbero il coraggio di mostrare.
Per quanto mi riguarda, "coraggio" è infatti un'altra parola chiave dell'opera di Bechdel.




La madre di Alison, la signora Helen Fontana Bechdel, è una persona dalla quale è impossibile non restare completamente affascinati. Come lettore, e come persona, ho invidiato l'autrice per la fortuna di avere avuto una madre tanto interessante. Emozione che non è scattata per il padre di Alison, soggetto principale del precedente Fun Home.

La signora Helen, persona colta, vivace, piena di passioni e di interessi e, come ognuno/a al mondo, piena anche di problemi e di idiosincrasie e con alle spalle un matrimonio con aspetti tragici e pesantissimi da affrontare (è indispensabile leggere Fun Home per saperne e capirne di più), ha la tremenda responsabilità di affrontare - accettandolo o rifiutandolo - un libro a fumetti incentrato su di lei scritto dalla sua stessa figlia, lesbica.
Il lesbismo di Alison non è un argomento marginale o incidentale e vale per questo ciò che si diceva a proposito della precedente opera: non si è lesbiche dalle 21 alle 6 del mattino e non si è lesbiche solo "sotto le lenzuola" (come vorrebbero omofobi e moralisti); si è lesbiche sempre così come lesbico è il punto di vista, di osservazione e di elaborazione di un'autrice lesbica.
Per quanto la signora Helen non sia di idee reazionarie o antiquate, sembra che non abbia accolto senza riserve il lesbismo della figlia, così come l'idea di un libro incentrato sul rapporto madre-figlia, dove la madre è lei e la figlia è sua figlia e l'autrice dell'opera. Tutto è molto reale, non si tratta di una commedia (Helen, tra l'altro, è anche una brava attrice di teatro dilettante) o di una "riduzione a fumetti".

Non so se fosse uno degli scopi dell'autrice o meno, fatto sta che personalmente mi sono affezionato moltissimo alla signora Helen, mi sono sentito molto vicino a lei, l'ho vissuta con un grande senso di rispetto e, raro per me, sono riuscito a non giudicare. 
Non si pensi che la signora Helen fosse una donna dotata di particolare "simpatia", come banalmente si intende in genere questo termine; come madre ha certamente collezionato un certo numero di "errori", se si proprio si vuol giudicare moralisticamente e "dall'esterno". La signora Helen è molto lontana dall'immagine piacevolmente stereotipata della mamma affettuosa, fisicamente comunicativa. Siamo invece alla presenza di una grande persona che ha lottato contro eventi e situazioni che sarebbero state letali e insuperabili per altre, meno coraggiose persone. 


Grandissima simpatia ho provato per Carol e Jocelyn (naturalmente non sono i loro veri nomi), due delle terapiste di Alison; soprattutto Jocelyn col suo essere non troppo ortodossa - e dolcissima - è riuscita a fare decisamente breccia nel mio cuore.


Ho trovato meravigliosa e arricchente la leggera irritazione che provavo ogni volta che l'autrice non mi dava ciò che io pensavo di volere (o che, decisamente, volevo)... Voglio dire che per quanto l'identificazione (narcisistica, nel mio caso) con quanto viene narrato possa essere forte, l'autrice sembra comunicare in modo deciso che sta raccontando la sua storia, che non necessariamente porge verità o rivelazioni con cui identificarsi. 
Eventuali difficoltà dovute ad assenza di "piacioneria" - perdonate il termine orrendo - sono un problema mio, non dell'autrice.


Quindi sì: è una lettura estremamente impegnativa, ricchissima di stimoli (davvero innumerevoli!) che personalmente mi ha lasciato moltissimo e contenente in sé il rischio di grandi soddisfazioni o di grandi noie. E' lungo l'elenco di persone alle quali, nella mia mente, non consiglierei la lettura dell'opera di Bechdel. Più lungo, però, l'elenco alle persone cui lo consiglio vivamente, forte della presuntuosa convinzione che se quest'opera è stata così importante per me, non potrà non esserlo per tante amiche e amici, che leggano o meno questo blog.


La madre di Alison è morta a maggio di quest'anno. Lo stesso mese in cui negli Stati Uniti usciva Sei tu mia madre?





Nota:


[1] Colgo l'occasione per vergognarmi abbastanza per le molte e affrettate cazzate che ho scritto sul mio commento a Fun Home dell'agosto 2012, su questo stesso blog
Sarebbe magari il caso di far decantare qualche mese i commenti che scrivo prima di pubblicarli sul blog. Altra idea: non sarebbe male rileggere le opere, prima di gettarmi a capofitto a scriverne le "prime impressioni". 
Oggi, a un anno dalla pubblicazione del mio commento a Fun Home e alla luce della lettura di Sei tu mai madre?, ricuso decisamente la maggior parte delle scemenze da me scritte all'epoca.


Alison Bechdel

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8 commenti:

  1. Come scrivi tu, sembra una lettura davvero impegnativa! Mi fa un po' paura entrare così tanto nelle storie degli altri °° Allo stesso tempo, però, sembra una lettura molto interessante :) e, come sempre, la tua recensione mi è piaciuta^^
    Confesso di essermi un po' confusa ad un certo punto perchè non avevo capito se Alison era uomo o donna: il nome era da donna ma l'aspetto e la foto mi sembravano di un uomo >///<
    A volte bisogna leggere più opere di un autore per capirlo meglio^^ soprattutto quando si parla di lavori così legati alla loro personalità/vita privata si rischia di fraintendere. Le impressioni a"caldo" a volte ingannano parecchio, altre volte sono più azzeccate di quelle "meditate" invece.

    Alla prossima! ^__-

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    1. Ciao Millefoglie^^
      Alison Bechdel è una donna, un'autrice americana molto impegnata nella scena del fumetto a tematica omosessuale.
      Tra l'altro mi piace moltissimo questo suo non uniformarsi nemmeno esteticamente all'immagine stereotipata femminile: mi è sempre piaciuto chi gioca liberamente con la propria immagine seguendo esclusivamente i propri desideri, non ciò che la società (l'abitudinem lo stereotipo ecc.) vuole ed esige dall'estetica di una persona.

      Una cosa che mi rendeva felice le prime volte che andavo a Londra, ad esempio, era che mi sembrava che lì davvero uno/a poteva andare in giro "con le mutande in testa" (come si suol dire) senza che nessuno/a battesse ciglio :-D

      Questa sua opera, come anche la precedente che lessi un anno fa, è estremamente impegnativa: non oso nemmeno immaginare quanto sia costato a lei scriverla/disegnarla... E' un'opera davvero coraggiosa e dopo questa lettura la mia stima per quest'autrice è salita a mille.

      E' anche vero che ogni opera (di qualsiasi genere: letteraria, fumettistica, musicale, artistica...) che richiede molto impegno per la sua fruizione, dà poi anche molta soddisfazione... o molta delusione, a seconda dei casi!
      Ma secondo me non è mai "fatica sprecata".

      In questo scritto non l'ho detto, ma il volume me l'hanno prestato (grazie E.!): ebbene, dopo averlo letto due volte, l'ho subito ordinato in fumetteria, perché so che lo rileggerò ancora e mi piacerà e sicuramente scoprirò mille e mille cose che mi sono sfuggite...

      Grazie Millefoglie per la tua visita e per il tuo commento^^
      O.

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    2. Questa autrice mi sembra una persona molto particolare ^^
      Sul mio "è uomo o donna" non volevo muovere una critica al suo aspetto. So che lo hai capito benissimo ma ci tenevo a chiarirlo di nuovo :) lo avevo chiesto solo per curiosità ^^
      Questa cosa di Londra è molto bella :) purtroppo qui, basta mettere anche solo una cosina fuori posto, che c'è il vespaio dietro, soprattutto in presenza di certa gente o quando si frequentano posti come aule scolastiche. Ma penso che anche nel mondo del lavoro sia così purtroppo :/

      Concordo! :)
      Le opere di questo tipo sono le più belle proprio perchè ogni volta che le si rileggono si scoprono dettagli nuovi che prima non si erano notati *__*

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  2. prego, O.!
    già me l'ero divorato alla prima lettura, ma ora non posso esimermi dal rileggerlo con più calma, per soffermarmi sui mille particolari che sicuramente ho perso.
    ad esempio, la mia prima impressione sulla madre non era stata così positiva: mi era sembrata, se non proprio anaffettiva, molto (troppo) fredda. in realtà helen aveva in sé un enorme magma indistinto formato dalla sua stramba famiglia, dal suo pessimo marito, dalle sue ambizioni, nonché una carica emotiva particolare - molto cerebrale - che ha decisamente passato alla figlia.
    insomma, grazie per avermi fatto venire voglia di rileggerlo :-)

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    1. Eccola, la "colpa" è sua! :-)))
      Colgo l'occasione per ringraziarti pubblicamente per il prestito^^

      Ho trovato che in questo volume la figura della madre è tratteggiata in modo molto diverso rispetto al precedente "Fun Home", ma la chiave di lettura psicanalitica rende ogni persona(ggio) estremamente sfaccettato e "fruibile", diciamo così, in modi diversi a seconda di chi legge e delle esperienze di vita.
      Ecco uno dei motivi per cui viene voglia di rileggere questo volume: la molteplicità delle interpretazioni, che mutano o si approfondiscono e comunque, sempre, ci mettono in discussione. E credo che tutto ciò, per un'opera non di evasione o di intrattenimento ("non-fiction" si potrebbe dire) sia il risultato migliore.

      Grazie a te per avermi fatto scoprire questo bellissimo volume! :)

      Un caro sal.... ehm , voglio dire: ciao!^^
      Orli

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  3. Scusa, perché non scrivi una contro recensione di Fun Home? E' comunque interessante vedere come mutano i giudizi con il passare del tempo. E' normale (anzi direi fisiologico) che certe visioni possano cambiare con il passare del tempo (mi piacerebbe leggere una recensione di Marmalade Boy scritta dalla me sedicenne - che non l'avrebbe mai e poi mai scritta ma che adorava la serie ;-P)

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    1. E' un'idea mica male^^
      Non che interesserebbe molte persone, ma che importa?!?
      Anche "Fun Home" me l'aveva prestato Elena, ma dopo la lettura di questo "Sei tu mia madre?" ho ordinato entrambi i volumi!
      Non appena mi arrivano, rileggerò nuovamente Fun Home e scriverò gli attuali - e spero più ponderati - commenti al volume.

      ...tra l'altro, da tempo pensavo di fare un qualcosa tipo "speranze confermate/deluse" perché questo blog è zeppo di commenti su "numeri 1", ma di nessuno di essi ho più detto cosa pensassi in seguito. Nel frattempo intere serie sono terminate e mi piacerebbe dire cosa ne penso... Certo che è un lavoraccio!

      Grazie del tuo commento e bentornata in Italia!^^

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    2. Potrebbe essere una rubrica davvero interessante! La prima impressione su una serie è importante ma anche come prosegue (e soprattutto come finisce. Secondo me il finale è una di quelle cose che mi cambia radicalmente il giudizio su una serie!) è fondamentale per suggerire o sconsigliare un acquisto ^^

      Sempre avere una buona mole di lavoro in programma che non saper cosa scrivere nel blog ;-P

      Grazie ^^

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