lunedì 19 agosto 2013

Krishna - Un viaggio interiore

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Krishna
Un viaggio interiore

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di Abhishek Singh
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brossurato, pag. 300, colori
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Euro 21,00
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Bao Publishing
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Fin dall'adolescenza sono fortemente appassionato di cultura Indiana antica ("induismo" in particolare).

Il mio primo contatto con l'India furono delle illustrazioni molto kitch, ma incredibilmente suggestive - specie per un adolescente 16enne - a corredo iconografico di una magnifica edizione della Bhagavat Gita ("Il Canto del Beato") edita dal gruppo religioso noto come "Hare Krishna".
(Questo al di là di ciò che pensava la mia professoressa di grammatica hindi qualche anno più tardi, ossia che il mio primo contatto con l'India antica avvenne in una delle mie precedenti vite nella quale ero stato, senza dubbio, un Indiano di religione hindu.)



Essendo ciò che riguarda l'India e le sue religioni di mio interesse, fu quindi con grande palpitazione che, alcuni mesi fa, accolsi la notizia che Krishna sarebbe stato tradotto in italiano da Bao Publishing.




Dell'opera di Abhishek Singh circolavano già alcune splendide immagini in rete (le stesse a corredo di questo scritto e che compaiono sul suo Blog) e sono state più che sufficienti nel convincermi a preordinare il volume con discreto anticipo sull'uscita italiana.

Abhishek Singh non è completamente sconosciuto in Italia perché è stato il disegnatore di Ramayan 3392 AD il cui primo volume fu pubblicato da Panini nel 2007 (gli altri volumi sono tutt'ora inediti da noi...). 
Per chi ancora non conosce questo bravissimo disegnatore, Krishna - Un viaggio interiore è un'ottima occasione per approcciarsi al suo lavoro: le sue splendide tavole offrono una soddisfazione che ripaga di gran lunga la spesa per l'acquisto del volume.


Il volume si presenta con un formato particolare (è quasi quadrato), la carta è spessa e di qualità, la resa grafica ottima; all'interno non ci sono "tempi morti", niente riempitivi o passaggi affrettati, non esiste alcun punto o momento in cui la bellezza si affievolisca, ogni tavola e ogni vignetta è un gioiello che colpisce occhi mente e cuore.
(Se proprio devo, e non dovrei, esprimere un "desiderio nerd", direi che avrei preferito un cartonato, tanto è di pregio questo volume)


Singh, ottimo disegnatore "tradizionale", confeziona il volume con amplissimo uso del digitale: ma non si tratta di un digitale freddo e artificiale, tant'è che dalle tavole traspaiono le matite, inchiostrate e colorate digitalmente, eseguite sfruttando in modo sublime le opportunità offerte dal computer.
Non si tratta di una colorazione pittorica, quanto piuttosto grafica: ci sono ombre nette e pulite che rendono il disegno facile  alla lettura. Non mancano le prospettiva aeree.


Le tavole traboccano di personaggi con fattezze tra il divino e il "geneticamente modificato", quasi un perfetto mix tra la cultura - e soprattutto l'iconografia - tradizionale indiana e un approccio moderno, che nulla toglie al valore spirituale dell'opera sotteso e dichiarato dall'autore. In certe situazioni (nelle battaglie ad esempio) i personaggi, umani, animali o divini, diventano grotteschi, con effetti che ne accentuano la drammaticità.




Molte tavole, sebbene molto ricche, paiono quasi realizzate di getto: ricchissimi palazzi tratteggiati con pochi tocchi, macchie di colore diventano stupende ghirlande.
La sensazione grafica più presente è comunque quella della ricchezza delle tavole: colori, ghirlande, bandiere, palazzi, paesaggi... tutto è come fosse tratteggiato velocemente eppure l'impatto è fortissimo e, di nuovo, ricchissimo di dettagli, come le immagini qui riportate, seppur molto rimpicciolite per esigenze di formattazione, possono facilmente dimostrare.
Una sorta di "impressionismo grafico", se così si può dire.


Tutto il lavoro di Singh sostiene un'intensa drammaticità, che si eleva su vette altissime sia nella gioia che nel dolore, in un'atmosfera che non è di questo mondo, ma appartiene al linguaggio universale delle leggende senza tempo.




Krishna - Un viaggio interiore è la storia di Krishna, personaggio che assume contorni diversi a seconda degli occhi che lo guardano: mito leggendario per un laico, avatar di Vishnu per un hindu, dio supremo per un devoto krishnaita: comunque protagonista di meravigliose favole immortali (loro senza alcun dubbio) ricche di simboli e contenuti.
La storia che racconta Abhishek Singh non l'ha inventata lui, ma vari autori che stanno in bilico tra il leggendario e lo storicamente semi-accertato, ossia coloro che hanno scritto non solo la Bhagavad Gita, ma anche  altri "testi sacri" come i Bhagavata Purana e lo Srimad Bhagavatam, opera quest'ultima che narra anche i giochi e gli amori di questa divinità blu tanto amata in India (e non solo).



Si parte quindi dall'infanzia di Krishna, narrata in una serie di tavole di una bellezza e di una dolcezza (e ironia) difficilmente descrivibili a parole. Il piccolo Krishna è un delizioso monello super-deformed, goloso di burro, pieno di vita e con un sorriso irresistibile! C'è un racconto sull'infanzia di Krishna che ho sempre amato particolarmente, e cioè quando la sua mamma adottiva, Yasoda, lo sorprende a rubare per l'ennesima volta il burro e sgridandolo gli apre la bocca per pulirgliela e... dentro la bocca del piccolo vede l'universo intero e capisce Chi sta stringendo tra le braccia... Una storia meravigliosa che Singh tratteggia con delicata dolcezza e devastante potenza.



In realtà ogni episodio è stupendo in questo volume: la lotta col gigantesco serpente Kaalia, l'amore di Krishna per la pastorella Radhadivino e terreno insieme, il racconto della nascita del dio, i dubbi di Arjuna, la terrificante battaglia di Kurukshetra...

L'autore non nasconde di aver realizzato un'opera di devozione religiosa e, lo dico laicamente, la sua fede potrebbe essere stato un elemento aggiuntivo non tanto per la bellezza della storia (la storia di Krishna è bellissima anche per l'ateo più incallito, parliamo di letteratura universale) quanto per la resa drammatica ed emozionale dell'intera opera.
La profondità del racconto, comunque, non ha bisogno di alcuna fede religiosa per essere compresa e apprezzata.
Un'opera davvero sublime.



. "La Bhagavad Gita è l'opera più istruttiva e sublime che esista al mondo" Arthur Shopenauer






7 commenti:

  1. Meravigliosa recensione.
    Oggi l'ho sfogliato in fumetteria e sono rimasto a bocca aperta per l'impatto visivo delle tavole (cosa che mi capita raramente).
    Me lo sono fatto mettere da parte, e se avrò dei dubbi su alcuni passaggi della trama saprò a chi chiedere -mi sembri molto esperto in materia Orlando! ;-) -

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    1. Beh, "molto esperto" no (magari!), però diciamo che l'argomento mi è piuttosto familiare ;-)
      Non sono assolutamente un hare Krishna né un credente, ma il fascino che da sempre hanno su di me la filosofia e la religione indiana, mi rendono senz'altro un "appassionato".
      Anche da perfetto laico qual sono, consiglio sempre la lettura di alcuni classici indiani (e la Bhagavad Gita è uno di questi) perché hanno un qualcosa di "speciale" che difficilmente ritroviamo il altre opere.
      Al di là di tutto ciò, questo volume è proprio, proprio stupendo! :)
      E naturalmente sono a tua completa disposizione per qualsiasi chiarimento sulla storia! (sul serio eh, non farti scrupoli: non "disturbi", ok?^^)
      Grazie per la tua visita e per il tuo commento
      Orlando

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  2. che illustrazioni splendide *___*
    Mi piace tanto quella con il piccolo Krishna!**
    La cultura indiana deve essere davvero interessante :) Parlando da ignorante in proposito, il gruppo Hare Krishna mi fa simpatia, sembrano molto solari come culto (correggimi se sbaglio, magari è solo una mia impressione superficiale >_<).
    le religioni in generale mi incuriosiscono, ma non ne so ancora nulla purtroppo ^^" mi sembrano un ottimo modo per approcciarsi a culture diverse dalla nostra, anche quando se ne affronta l'aspetto laico.
    Complimenti come sempre per la recensione ;)

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    1. Ci sono diverse pagine con Krishna bimbo che fanno una tenerezza... anche se ammetto di essere più affascinato dalle sue raffigurazioni in forma "divina", molto potenti!
      Sul gruppo hare krishna: hanno qualche elemento che mi suscita simpatia, come il fatto che siano nonviolenti e vegetariani, ma sono pur sempre una religione quindi sono pieni di ideologia sessuofobica e di precetti che trovo umanamente non condivisibili.
      Ad ogni modo l'argomento è denso e affascinante e soprattutto inesauribile! :-)
      Il volume comunque è proprio splendido!
      Ti ringrazio tanto per la tua visita e per il tuo commento!
      Orlando

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    2. Purtroppo come ogni cultura e religione ci sono pro e contro >_< (soprattutto per le religioni...)
      Conosci qualche sito affidabile in cui è possibile documentarsi almeno sulle nozioni base? Wikipedia la prendo sempre un po' con le pinze e leggere da lì a volte mi annoia un po' ^^" Grazie in anticipo :)
      Grazie a te!

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    3. In questo caso wiki è una buona fonte! Dalla voce krishna, che è fatta abbastanza bene, troverai altri linK interessanti. Per arrivare al gruppo religioso degli hare krishna basta digitare questo nome su google (dove scoprirai che il gruppo in realtà ha un nome molto più lungo) :-)

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    4. Grazie mille :) allora mi fiderò di wikipedia! ;)

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