lunedì 15 luglio 2013

Body & Soul


Body & Soul


di Erika Sakurazawa, disegni;
Takumi Terakado, consulenza medica, testi (?)


2 tankobon, serie conclusa


voll. brossurati con sovraccoperta, pag 216 (vol. 1), pag. 192 (vol. 2), b/n

Euro 5,95 cad.

Goen - RW Lion



Qual è il criterio col quale si scelgono i fumetti da acquistare? 
Immagino che ci sia chi colleziona "a prescindere", chi segue determinati autori, chi certi personaggi preferiti, chi ama certi generi ben precisi, chi esamina con attenzione le riviste pubblicitarie (Anteprima, Mega...), chi sfoglia direttamente in fumetteria e si lascia ispirare sul momento, chi segue certi Blog, chi fa tutte queste cose insieme.


E qual è la risposta alla domanda "perché mi piacciono proprio quei fumetti"? E' possibile rispondere senza esitazione?
Immagino che le risposte possano essere graniticamente certe, tetragone (non è decisamente il mio caso), o variegate, multiformi e... un po' confuse (ecco, ora ci avviciniamo...).



La mia prima risposta, multiforme e confusa, è che non ci ho praticamente mai pensato seriamente, almeno fino a ieri sera. 
I fumetti per me sono una cosa seria e non solo per lo spropositato budget che investo mensilmente nel loro acquisto, ma soprattutto perché mi fanno pensare, riflettere moltissimo, spesso mi mandano in crisi (...magari un giorno ne parlerò), mi danno emozioni talvolta molto forti e sicuramente soddisfano alcuni miei bisogni.
Ai quali, come dicevo, non ho mai pensato troppo seriamente, dando forse per scontate certe risposte, come il bisogno di rinnovati racconti mitici, e di Miti soprattutto, la necessità di identificazione con situazioni non direttamente vissute (sto praticamente delirando in diretta, eh) ma delle quali la mente ha bisogno - tipo avventura, terrore, crudeltà, infanzia, sogno ecc. ecc.

Il soddisfacimento di questi bisogni provoca di conseguenza le sensazioni desiderate, riassumibili banalmente con "un certo benessere mentale". Lo "stare bene" quando si legge qualcosa che ci piace, insomma. Che ci piace, non "che ci piacerebbe ci piacesse", sperando sia chiara la distinzione tra le due cose.




Tutto questo pippone - che meriterebbe di essere approfondito in modo più serio - per dire che d'ora in poi starò particolarmente attento alle due definizioni che compaiono sul retro della copertina dei due volumi di Body & Soul, cioè "josei" e "slice of life".
Perché alla quarta, quinta esperienza di lettura di questo "genere" di manga ho notato che provo un fortissimo senso di "immersione" nelle situazioni narrate dal manga.

Bravura degli autori/autrici - in questo caso di Erica Sakurazawa e Takumi Terakado - o manga "giusto" al momento giusto? E se fosse più vera la seconda alternativa, che peso ha la qualità dell'opera? Torniamo al sempiterno "mi piace/non mi piace"? E allora che senso avrebbe sperimentare cose nuove, cercare di oltrepassare i propri limiti, ampliare lo sguardo?
Per ora non ho una risposta, ma ho trovato uno spunto per una riflessione che non mi farà dormire le prossime notti.



Quindi parliamo del manga.
"Josei" starebbe per "fumetti per signora" e "slice of life" per qualcosa come "momenti di vita": parliamo quindi di un manga nel quale non succede nulla che abbia a che fare con l'action, il sovrannaturale, futuri distopici, fantascienza, maghette, guerrieri, horror, fantasy. Ma, appunto, momenti di vita con al centro le donne.


In questo caso viene narrato un particolare momento della vita di Miku, una venticinquenne con un lavoro monotono e la pericolosa tendenza ad avere relazioni con uomini che non ama, credendosi incapace di affrontare la solitudine; Miku si lascia un po' vivere e non ha una gran fiducia in se stessa. La sua famiglia d'origine è lontana e i rapporti con i parenti stretti non sono né particolarmente intensi né frequenti. 



Miku soffre di malesseri fisici che, su consiglio di un'amica (la sua unica amica in realtà: in effetti Miku un po' sola lo è sul serio) verranno curati dal dottor Rintaro, bravo e affascinante chiropratico, il quale insegnerà alla ragazza come ascoltare i segnali del proprio corpo, e quindi del proprio cuore, per essere finalmente se stessa e capire cosa vuole dalla vita. E' ovvio che Rintaro avrà un ruolo fondamentale nella vita di Miku e non c'è bisogno di essere dei geni per immaginare come andrà a finire tra loro, ma la cosa interessante e appassionante - e divertente, non scordiamolo - è vedere come succederà, quale sarà la strada percorsa per arrivare al lieto fine.
Durante il percorso infatti ci saranno vicende liete e drammatiche, equivoci, drammi, dolori e sentimenti confusi, momenti di ironia (niente gag: siamo in un contesto molto realistico), di tenerezza e di sesso.


Oltre al fatto che i miei "riassunti" sono sempre pessimi, capisco che chi abbia letto sin qui possa pensare che sto parlando di un manga noiosissimo... 
Beh, ovviamente per me non è così, anzi è vero il contrario. Questo manga mi è piaciuto moltissimo, mi ha colpito, mi ha fatto riflettere, mi ha immerso completamente e appassionatamente nelle (normali e umane) vicende di Miku e sono davvero molto felice del mio acquisto.



I personaggi di Body & Soul sono pochi, ma ben caratterizzati e non è affatto difficile affezionarsi all'una o/e all'altro. Forse proprio perché sono così simili a noi.
Questo, l'affezionarsi, vale anche se non necessariamente c'è "comunanza ideologica" col manga: ad esempio personalmente trovo irritante il modo di rappresentare le donne di questa storia. Sappiamo che la cultura Giapponese non è particolarmente femminista, anzi, e in questo manga - la cui autrice principale è appunto una donna - vengono proposti, sebbene in maniera ammorbidita diciamo così, alcuni stereotipi classici: la protagonista in quanto donna è quasi priva di forza di volontà, è tendenzialmente sottomissiva e verrà alfine "redenta" dai suoi errori da un uomo, lui sì saggio e maturo, una sorta di padre-severo-ma-giusto.
Lo stereotipo femminile vale un po' per tutte le donne, oltre alla protagonista, presenti nel manga: la sua amica, le infermiere della clinica Body & Soul del dottor Rintaro, ex fidanzate del bel chiropratico, madri e nonne.


Ci sono anche buone notizie però: essendo il Giappone un paese non cristiano, il sesso non viene stigmatizzato e non è considerato un qualcosa da praticare solo all'interno dell'istituzione matrimoniale, almeno in questo manga. Viene invece messo l'accento sulle precauzioni da prendere per praticare il sesso sicuro e viene criticata l'abitudine, svilente, di praticare il sesso con persone che non piacciono veramente.



I disegni di Erica Sakurazawa [1] sono essenziali e gradevoli, molto concentrati sulla trasmissione delle emozioni dei personaggi e sulle atmosfere, sempre molto realistiche le une e le altre; le anatomie sono rispettate e i personaggi, per quanto graficamente abbastanza semplici, sono ben caratterizzati e sempre riconoscibili. L'unico stereotipo consiste negli occhi un po' più grandi del normale, ma siamo lontanissimi dai tipici occhioni sbrilluccicanti di molti shojo. Sono disegni realistici ma anche molto sensuali, in quanto l'autrice sottolinea coi suoi tratti la carnalità dei corpi (le labbra in particolare), e siamo ben lontani da stereotipi di ultramagrezza o gambe lunghissime "alla moda".
Le poche scene di sesso sono raffigurate anch'esse in modo realistico, ma non crudo né particolarmente "romantico"; sono presenti alcune nudità posteriori.


Nonostante la presenza di molti dialoghi fatti da "teste parlanti" (personaggi che parlano in assenza quasi totale di sfondo), Sakurazawa quando lo ritiene opportuno inserisce anche dei begli sfondi sia esterni che interni che riescono ad interagire perfettamente con l'atmosfera del manga. 
Amo particolarmente gli interni, che sono essenziali, moderni, sempre un po' spogli (dove tengono i libri i personaggi di questo fumetto?...) e mi trasmettono una sorta di senso di sicurezza forse un po' freddo, ma accogliente e rassicurante. Mi è piaciuto moltissimo anche quando la disegnatrice, magari durante un dialogo, cambia l'inquadratura e si focalizza per una o due vignette su oggetti di uso comune o su particolari d'arredamento. Ho apprezzato anche le pin-up di Miku, molto curate, all'inizio di ogni capitolo.



Difficile da capire il ruolo di Takumi Terakado nella realizzazione di Body & Soul. Nella conversazione-postfazione con Erika Sakurazawa chiarisce di essere a sua volta un medico e di avere una clinica - frequentata anche dalla Sakurazawa - nella quale pratica le stesse cure che vediamo mettere in atto nel manga dal dottor Rintaro: è il co-autore o lo sceneggiatore o il "consulente medico" o tutte queste cose?



All'inizio di ogni capitolo del manga c'è sempre una paginetta scritta intitolata "I consigli di Tak-sensei per un organismo in armonia"; consigli che esulano dalla occidentale medicina allopatica e che sono rivolti esclusivamente alle donne. Nonostante questo li ho letti tutti con interesse, anche se non sempre praticherei a cuor leggero alcuni di questi consigli (quelli praticabili anche da un uomo, ovviamente).


Infine: a chi consiglierei questo manga?
Non è una risposta facile...
Consiglierei a chiunque si fosse sentito/a minimamente attratto/a da quanto scritto sin qui, di passare in fumetteria e sfogliarne un volume, tenendo anche in considerazione che si tratta di una serie che si conclude in due soli volumi, quindi la spesa è comunque contenuta.






Nota:
[1] Le immagini a corredo di questo scritto sono prese da uno scan inglese, in quanto la rilegatura dell'edizione Goen non mi sembrava resistentissima e ho quindi preferito non scandirle dai miei volumi. Abbiate pazienza per la pessima qualità delle immagini qui riprodotte.




12 commenti:

  1. Ecco, i josei slice of life, di cui tecnicamente dovrei essere il target ideale, proprio non mi attirano. Normalmente, per spingermi all'acquisto, deve esserci una caratteristica "forte" che mi invogli alla lettura. I pochi che ho preso di questo genere sono quasi tutti finiti in fondo alla libreria.
    Allo stesso modo non ho mai letto con piacere i libri per "vere donne". Preferisco decisamente un bel romanzo d'avventura o un horror ben studiato.

    Credo che a questo punto si ricada un po' nel "mi piace/non mi piace" (che è un po' uno dei miei cavalli di battaglia, se non si è capito ;-P) a cui si può anche aggiungere un "mi attira/non mi attira". Se sul bancone della fumetteria ci sono due opere di pari livello, che entrambe avrebbero lo stesso indice di gradimento post lettura, ma si sceglie di prendere una piuttosto che l'altra, a quel punto subentra il "mi attira/non mi attira".

    E poi, come si suol dire, i gusti sono gusti, su quello non c'è nulla da fare. E' inutile forzarsi a leggere/non leggere determinate opere, meglio seguire l'istinto e il gradimento effettivo ^^

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    1. Acalia, tu e io siamo la prova vivente che la faccenda dei "target" non vale niente :-DDD
      Conoscendo un po' i tuoi gusti, non mi sognerei di consigliarti questo manga (anche se... mai dire mai, eh ^^)

      A dirla tutta io credo che la faccenda dei target sia una grande sciocchezza, una cosa inventata dall'industria per omologare i gusti delle persone e vendere di più.
      Avallare queste divisioni significa, secondo me, sottostare agli stereotipi più vieti e triti, quelli per cui i maschi "devono" giocare, seguire, amare le "cose da maschi" e le femmine devono giocare, seguire amare le "cose da femmine"; divisioni di ruoli che francamente mi nauseano abbastanza, perché continuando di questo passo si arriva a modellare persone pocopensanti...

      Evviva le femmine che amano i manga splatter e i maschi che si commuovono con i josei!!!
      :-D
      Grazie per la tua visita ed il tuo commento!
      O.

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  2. Conosco pochi josei, ma devo dire che questo mi incuriosisce ^^ ho una certa curiosità per le opere che insegnano qualche curiosità o danno qualche consiglio (sul benessere, in questo caso). Non andrei mai a leggermi delle riviste a tema credo, però se questi suggerimenti sono inseriti all'interno di una storia mi divertono. Lo stile di disegno non è tra quelli che potrebbe attirarmi di più, però se la storia e soprattutto i personaggi valgono, passo sopra anche al tratto più incerto. Un josei a cui dare un'occhiata insomma :) io preferisco le serie d'avventura in genere, ma mi piace molto anche variare, quindi cerco di provare di tutto^^

    Per quanto riguarda il discorso iniziale, penso di essere un po' "ad intuito" oppure seguo qualche autore che mi ha colpita particolarmente. Anche se, pure lì faccio una selezione. Evito di procedere "per genere" perchè poi temo di annoiarmi beccando storie troppo simili :/ se queste storie le leggo invece a distanza di tempo l'effetto è già diverso. Anche se poi effettivamente sono simili... conto sul fatto che non ho buona memoria :P.
    Questa prima parte del post mi ha fatto pensare a un saggio di Eco che ho letto per la mia tesina sulla letteratura d'intrattenimento (anche se magari non c'entra nulla...non saprei):"il superuomo di massa". Ma penso lo conoscerai dato che sei un appassionato di saggi :)
    Nello stesso periodo in cui leggevo questo, stavo continuando anche "il manga" e la lettura di questi due saggi insieme l'ho trovato molto..."complementare".
    Come sempre bella recensione! ;)

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    1. Carissima, io invece credo che tu di manga ne sappia ben più di me :-)
      Finalmente ho potuto visitare il tuo blog
      http://millefoglie94.livejournal.com/
      e ho intenzione di leggermelo tutto e mi sta piacendo moltissimo! ^^

      Dato che ti interessano i consigli e le curiosità sul benessere, questo Body & Soul mi permetto di consigliartelo molto caldamente! All'interno della storia ci sono anche un paio di ricette salutiste che quest'autunno ho tutta l'intenzione di provare!
      I consigli, anzi tutto il manga, riguarda/no le donne, quindi sono cose per le quali io personalmente non potrò avere nessun vantaggio, ma li ho letti lo stesso con attenzione perché ho parecchie amiche che credo soffrano degli stessi mali di Miku.
      Purtroppo sono amiche che non leggono fumetti... ma almeno potrò fornire loro, se lo vorranno, qualche "dritta" su alcune cose specifiche.
      Comunque mi fa piacere averti incuriosito un po' ^^

      Mi interessa molto sapere come fanno le persone a scegliere; mi interessa sia come discorso generale, sia per - come dire - orientarmi a mia volta.
      Io temo di avere un problema di compulsività e questo ogni tanto mi fa prendere delle cose che non amo realmente. Sembra incredibile, ma alla mia veneranda età forse non ho ancora veramente capito cosa mi piace e cosa no...
      Forse è anche per questo che parlo in modo così entusiastico delle cose che mi piacciono (che comunque grazie al cielo sono tante!), perché quando "ci azzecco" coi miei gusti sono veramente felice :-D
      Alcuni miei amici mi accusano di "non avere gusto", cioè, dicono "mi piace tutto"... credo che in parte abbiano ragione.
      Se ti piacciono troppe cose hai il vantaggio di goderti più cose di chi magari ha gusti più definiti, ma hai lo svantaggio che ti trovi in un mare magnum in cui l'approfondimento diventa difficile(issimo).
      Ho sempre invidiato moltissimo le persone "specializzate" in qualcosa... :(

      Conosco il saggio di Eco (Eco per me è abbastanza un mito! Anche se non sempre è di facile comprensione ciò che scrive... Il libro in questione non lo possiedo, l'ho preso un paio di volte in biblioteca) e a proposito: non è che l'hai pubblicata la tua tesina? Mi piacerebbe molto poterla leggere. SO che molte persone pubblicano le loro tesi e tesine su dei siti appositi.
      Mi fai sapere?

      Infine, ti ringrazio per le belle parole che hai espresso sul mio scritto: non me le merito, ma mi fa piacere :-))

      Un carissimo saluto e grazie per la tua visita e per il tuo commento. E complimenti per il tuo Blog!^^

      Orlando

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    2. Suvvia, non esageriamo! XD Direi che ho appena iniziato a documentarmi un po' più seriamente :)
      Sono davvero contenta che il mio blog ti piaccia! L'ho creato un po' per gioco quindi in generale è poco serio, però mi diverto a scriverci qualche considerazione ^^

      Sembra sempre più interessante! Magari non li proverò se sono troppo complessi, ma avrò imparato qualcosa in più ^^

      Io invece apprezzo molto chi non si fa limitare troppo e prova di tutto. Poi crearsi le preferenze sarà inevitabile ed è un processo inconsapevole secondo me (per questo dicevo di seguire l'intuito XD), ma provare qualcosa di nuovo non fa mai male per variare. Un altro "sistema" che uso per scegliere è il suggerimento di persone (amici e blogger che seguo) che so hanno gusti simili ai miei. Ovviamente non potranno essere identici in tutto e per tutto, ma in generale, se imparo a capire i parametri degli altri poi mi faccio un'idea mia e capisco se quell'opera potrebbe piacere anche a me. Anche io sono abbastanza compulsiva nella scelta delle letture. Ho una lista di quelle future che non finisce più! D: quindi vado abbastanza a periodi XD una conoscenza specializzata è molto bella ed invidiabile, però penso che a lungo andare mi annoierei. Credo dipenda un po' dall'indole del lettore. Magari chi è più metodico preferisce approfondire un genere solo, io metodica lo sono ben poco XD

      E' il primo saggio di Eco che leggo questo, su suggerimento del mio prof di italiano per la tesina e devo dire che, a parte qualche passaggio ostico dovuto al fatto che non conoscevo molte delle opere citate, mi è piaciuto molto!^^
      Sono lusingata dal fatto che la mia tesina abbia destato interesse *///* non l'ho pubblicata su internet ma ho fatto una presentazione in power point che posso spedire eventualmente :) Il discorso per intero non l'ho scritto, però basta inserire qualche nota per chiarire alcuni collegamenti che avevo fatto oralmente durante l'esame. Questi siti di cui parli non li conoscevo, potrei anche provare ad inserirla lì se ne conosci qualcuno ^^

      Macchè, tutto meritato!
      Grazie a te! ^__^

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    3. Scusa il ritardo con cui ti rispondo :-(

      Siti per pubblicare tesi e tesine ce ne sono parecchi (se fai una ricerca con google te ne vengono fuori moltissimi!) e non saprei consigliartene uno in particolare...

      Sono sincero se ti dico che a me interesserebbe parecchio leggere la tua tesina sulla letteratura di intrattenimento!

      Me la manderesti?
      O.

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    4. Nessun problema! Anzi scusa tu! Anche io in questi giorni non sono molto presente su internet per via di partenze varie ^^

      Stavo pensando che potre passartela su Facebook tramite messaggio privato se per te va bene ^^
      Purtroppo in questo momento non sono spesso a casa quindi non penso potrò rispondere prestissimo >//< mi scuso in anticipo per i ritardi! Mi fa molto piacere sentire i pareri altrui sul mio lavoro, quindi spero di potertela mandare al più presto! :)

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    5. Va benissimo su fb!
      Senza impegno e solo se e quando hai tempo e voglia, ok? ^__^
      Ti farò senz'altro sapere cosa ne penso :)
      Grazie infinite!
      Orlando

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  3. ecco, devo recuperare anche questo! anche se, vista ormai la scarsissima fiducia che ripongo in goen, anche se me l'ero segnato al momento dell'annuncio poi non l'ho più cercato!
    sembra davvero bello da come ne parli tu, e io adoro gli slice of life e i josei ♥

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    1. Claclina, se ti piace il genere slice of life/josei mi sa che devi proprio prendere questi due volumi! ^^
      L'ho riletto qualche giorno fa (con tutta la roba nuova che ho da leggere... va beh, lasciam perdere!) ed è davvero, davvero delizioso!
      Grazie per la tua visita e per il commento^^
      Ciao
      Orlando

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    2. uhuh, ma non ringraziarmi delle visite, che tanto ormai passerò spesso a curiosare! XD
      appena ho finito la lettura ho fatto un giretto su un mercatino on-line... sto aspettando la risposta, quindi potrebbe essere facilmente mio tra poco *_*

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