martedì 18 giugno 2013

Tora e Ookami


Tora & Ookami
La tigre e il lupo

vol. 1 (di 6)


di Yoko Kamio

bimestrale, brossurato,
pag. non dichiarate, b/n


n. 1 in prom. € 1,99
(i seguenti vol. € 4,50)


Planet Manga


"Che male c'è a fantasticare su due ragazzi?"



Leggendo le primissime pagine di questo manga di Yoko Kamio, acquistato solo per il sottotitolo ("Che male c'è a fantasticare su due ragazzi?") e per la conveniente offerta promozionale, ho pensato di non aver fatto un grande affare. In realtà le parole esatte che ho pensato sono state: "Ma che razza di sciocchezza ho comprato?!?".
Dopo nemmeno dieci pagine ero già completamente catturato dalla lettura di Tora & Ookami - La tigre e il lupo, conquistato dal suo tono lieve, leggermente scanzonato, deliziosamente permeato da piccole scene di vita quotidiana, naturalmente virate in tinta shojo!



"Che cosa succede quando una liceale con la passione dei boys' love incontra due bellissimi ragazzi? Una serie infinita di gag, equivoci e... fantasie...", recita la mini-trama sul retrocopertina. 

Mii Torisawa (coi capelli sciolti sta molto meglio)

Mii Torisawa, l'adolescente protagonista, gestisce insieme alla nonna una piccola tavola calda. Un giorno entrano nel locale due bellissimi giovanotti, l'uno in stato di semicoscienza, sorretto dall'altro il quale chiede imperiosamente qualcosa da mangiare per l'amico che è talmente dedito alla sua arte da scordarsi persino di mangiare...

Due personalità opposte, uno dei classicissimi stereotipi del genere boys' love: l'uno - Toraji Sengoku (detto Tora, tigre) - tenero e micino (uke in giapponese, o il "passivo", secondo un'omofobica e reazionaria concezione della coppia maschile), l'altro - Ken Ookami (Ookami, lupo) - grintoso e aggressivo (seme in giapponese, o "l'attivo").

La particolare situazione che si viene subito a creare al ristorante, come la vicinanza fisica tra i due, una estrema confidenza e un paio di gag equivocanti, fanno subito pensare alla giovane, deliziata Mii che i due siano una vera coppia come quelle dei manga boys' love per i quali va pazza.
Toraji Sengoku, detto Tora (tigre)
Da qui in poi di dipana una trama che se non eccelle per originalità, si fa però leggere più che volentieri, offrendo parecchi momenti di vero spasso e certamente anche un po' di commozione.



Inizialmente i personaggi sono un po' tagliati con l'accetta, come si suol dire; ma proseguendo nella lettura vengono fuori pian piano le caratteristiche più profonde e in un certo modo "uniche" dei protagonisti. 
Lasciando chi legge con un bel cliffhanger alla fine del volume...


A dispetto della primissima impressione che mi ha fatto credere di trovarmi di fronte un manga ultra-superficiale, ho invece trovato molto tenera e anche di una certa profondità la sottotrama che vede Mii vincere la sua timidezza e combattere per mantenere in vita la tavola calda Il Girasole, minuscolo locale di cucina tradizionale giapponese, nel quale da cinquant'anni ogni piatto è cucinato con amore e dedizione. Localino che rischia di essere annientato dalla costruzione di una grande "area di  ristoro" da parte di una grande azienda...

Ken Ookami (Ookami, lupo)

Altro merito di questo piccolo manga, piacevole, leggero e scorrevole, è che mi ha fatto riflettere su questo: benché molti shojo siano spesso pieni di stereotipi, accade talvolta che i sentimenti descritti (spesso anch'essi stereotipati) riescano a dare un immediato e semplice senso di appagamento che sfugge a sofisticate classificazioni ma che ha molto a che fare con la realtà e che non è necessariamente "falso".



Mi è venuto immediatamente in mente il paragone con le telenovelas, che però - le rare volte che ho provato a guardarle - non hanno minimamente funzionato, non mi hanno comunicato nulla se non esasperata finzione nel senso peggiore e più deleterio del termine, "sentimenti" sbandierati un tanto al chilo e completamente privi di qualsivoglia verosimiglianza, squalificanti, beceri.



All'interno del manga è la stessa Nonna di Mii (delizioso personaggio, un po' la nonnina ideale che tutti vorremmo avere... [1]) che mette in atto questo tipo di riflessione, quando, pensando a Mii, giunge a un'analoga conclusione: "Scrivere un romanzo e parlare di sogni dev'essere il suo modo per mantenere l'equilibrio".


la Nonnina di Mii

Sono consapevole che questi tipi di manga sono considerati da parecchie persone poco meno che ciarpame, è un pensiero che io stesso ho fatto per diverso tempo, fino a che mettendo da parte i pregiudizi e lasciando che i miei desideri fluissero (un po' più) liberi, non ho scoperto che la lettura di certi fumetti, non scemi ma certamente non "colti" e non degni di menzione sul Grande Atlante della Critica Fumettistica, mi dava piacere, benessere e appagamento. E stimolava persino certe riflessioni che, seppur banali per menti superiori, non si sono rivelate inutili o infeconde per un'anima semplice come il sottoscritto ^^.
Senza dimenticare il punto n. 5 dei "Diritti imprescrittibili del lettore/lettrice" di Daniel Pennac (autore che per altro non è tra i miei preferiti) [2].



Bene, terminati questi patetici tentativi di giustificazione, torniamo al nostro delizioso manga che come ogni prodotto culturale, alto o basso che sia, ci dice qualcosa sul luogo in cui viene creato/ambientato: anche questo manga ci mostra che in Giappone la pressione sociale è molto forte, fin dalla scuola, e avere opinioni differenti da quelle comunemente accettate, anche solo in un piccolo gruppo come una classe scolastica, non solo non favorisce l'amicizia, ma contribuisce a creare pregiudizi quando non bullismo. [D'altronde se il tema di molti manga è proprio il bullismo, è segno che il fenomeno è purtroppo ben conosciuto anche da quelle parti...].
compagni di scuola di Mii (da nuclearizzare!)
I/le compagni/e di classe di Mii, infatti, sono tra i personaggi per ora più stereotipati (e suscitano anche pensieri omicidi, tanto sono stronzi/e!) e sono coloro che simboleggiano il controllo, l'uniformità di pensiero che coincide con la "cattiveria".
A differenza del biondo Tora e del corvino Ookami, anch'essi inizialmente tratteggiati in modo massivo, che con l'avanzare della storia dimostrano invece un'individualità spiccata e meno conforme. Tant'è che i due, più adulti in età e pensieri rispetto alla giovane protagonista, fungono da specchio per Mii, la quale sebbene tentata da spinte comprensibilmente omologanti, comincia anche in virtù della sua spiccata fantasia (tiene un blog nel quale scrive romanzi yaoi) a cercare di volare con ali proprie.

Un cenno ai disegni, che sono piacevoli, non eccessivamente definiti (ma i personaggi sono sempre riconoscibilissimi), anatomicamente corretti. Questo è un manga che i detrattori classificherebbero con la dicitura "teste parlanti", nel quale cioè l'attenzione dell'autrice è posta principalmente sui personaggi e sui loro discorsi e sentimenti: abbondanza, cioè, di volti espressivi e linguaggio del corpo. Yoko Kamio si concentra meno sugli sfondi, anche se ciò non significa che siano assenti. Poca e "sopportabile" è la presenza di sbrilluccicamenti, fiorellini fiorellosi e glitteraggi vari...anche se ciò non significa che siano assenti.

compagne di scuola di Mii (come sopra...)
Infine: un manga che mi ha deliziato in modo lieve e carezzevole e, seppure conscio dei rischi cui una tale narrazione può portare (se l'autrice non è abbastanza brava questi temi possono facilmente scadere nel banale/ripetitivo), attendo con interesse la seconda uscita.
Mi sento di consigliare Tora e Ookami solo a chi si senta un po' attratto/a da questo tipo di tematiche e situazioni adolescenziali, leggere, un po' comiche un po' drammatiche, non più infantili ma non ancora "adulte".







Note:
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[1]... poi mi ricordo improvvisamente che ho già l'eta in cui io stesso potrei essere nonno...
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[2] 
"Il diritto di leggere qualsiasi cosa" ("Come un romanzo", Daniel Pennac, Feltrinelli, 1993)





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12 commenti:

  1. Io con la Kamio ho smesso con Hanayori Dango, troppo lungo e troppo trascinato (e poi non mi piace particolarmente come disegna, i primi volumi di Handan sono letteralmente inguardabili).

    Io rimango dell'idea che se un'opera fosse anche una boiata pazzesca ma piace (per qualunque motivo), il lettore ha diritto di leggersela. Per dire, io vado pazza per Highschool of the Dead (una cosa veramente oltre ogni logica, che unisce adolescenti pettorute e zombie famelici), so che non è un'opera immortale, ma mi piace, non c'è nulla da fare ;-P

    Sul discorso del bullismo, credo che in Giappone sia un problema ben più grave che qui da noi, in diverse opere ne ho trovato accenni o riferimenti diretti.

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    1. Ciao Acalia! :)
      Non conoscevo quest'autrice, quindi sono arrivato alla lettura di Tora e Ookami senza pregiudizi, negativi o positivi che fossero.
      Sul fattore disegni, beh: pur non essendo capolavori devo dire ci averne visti di peggio in giro. Potrebbe essere un po' migliorata da Handan (che non conosco)?...
      Rispetto al diritto di leggere, ma certamente, ci mancherebbe!
      Il problema sorge quando le tue sfrenate fantasie ti portano a sognare un blog pieno di cose sagge e approfondimenti interessantissimi e opere eccezionalissime e... appunto, resta un sogno :-D
      Purtroppo sono ancora abbastanza intimorito da "cosa possono pensare di me le altre persone" (es. gli ex collaboratori di fumetti di carta o i miei amici supercolti e megaesperti che mi tengono d'occhio ^^) e quindi parlare di un manga semplice e leggero mi imbarazza un po' (che cretino che sono!!!), mi verrebbe da dire "sì, però la sera mi leggo le tragedie di Eschilo, eh!".
      Quando - immagino verso gli 85 anni - supererò questo senso di... inadeguatezza? (non so come altrimenti chiamarlo) probabilmente scriverò quel che voglio su qualsiasi cosa voglia senza sentirmi "in colpa" :-)
      Al di là di tutto ciò, come ti dicevo in altro luogo, mi piace(rebbe) sempre andare un po' oltre il "mi piace/non mi piace" e, perlomeno a livello di riflessioni mie, cerco sempre di farlo, approfondendo, riflettendo, leggendo saggi di critica ecc.
      Sì, so che non si direbbe, eh? :-DDD
      Grazie tantissimo per la tua visita e per il commento ^^
      O.

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    2. Handan è la contrazione di Hanayori Dango, spesso i manga con i nomi lunghi hanno anche una versione "breve" ;-P

      Probabilmente in altra sede non mi sono espressa bene sul discorso mi piace/non mi piace. Nel senso che penso che il punto di partenza fondamentale dovrebbe essere mi piace/non mi piace e poi da lì vanno analizzate motivazioni, tematiche, approfondimenti e tutto il resto (che poi se vedi, sul mio blog non mi limito a dire che un manga mi è piaciuto o a dargli un voto - cosa che non faccio mai per principio - ma analizzo e approfondisco - fin troppo, a volte mi escono dei pezzi con degli approfondimenti troppo lunghi XD). Se un'opera considerata eterna, bellissima e immortale onestamente mi ha lasciata tiepida o non mi è piaciuta proprio, quello è il punto di partenza, non devo farmela piacere perché è di un certo autore osannato. Se un'opera considerata mediocre mi ha presa bene, amen se i critici la pensano diversamente, a me è piaciuta (non hai nulla di cui preoccuparti, comunque, le opinioni sono opinioni e sono personali per definizione ;-P - poi magari parlo così perché non ho amici super esperti che mi tengono d'occhio XD)!

      Ti faccio un esempio: a me piace I promessi sposi. Non perché tutto dicono che è un romanzo fondamentale e importantissimo della letteratura italiana e lo insegnano per forza nelle scuole. Mi piace perché la trama è ben intrecciata, i personaggi sono fonte infinita di divertimento (un facinoroso che una ne pensa e cento ne fa e una suorina che ha un'elettrocalamita per attirate i peggiori casi umani disponibili! Cosa si può volere di più dalla vita? Un antagonista principale combina-guai! E c'è!) e le descrizioni sono scorrevoli e appassionanti (il capitolo della peste è uno dei miei preferiti in assoluto - poi le cose con una punta di macabro non mi dispiacciono ;-P). Però sono gusti, il punto di partenza, secondo me, dovrebbe essere sempre quello. Se no si rischia di fare semplicemente proprio il punto di vista degli altri (e per evitare di cadere in tentazione, di solito, non leggo nemmeno le recensioni di opere su cui sto per scrivere io) ^^

      Il fatto è che non ci sono solo opere eccellenti, e mi sembra cosa buona e giusta parlare anche delle altre, anche per fare dei confronti (per definire un'opera come capolavoro, devono essercene altre meno belle che scavalca).

      PS Scusa per il commento logorroico (hai rischiato che ci infilassi una recensione completa de I promessi sposi XD)

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    3. Acalia, non vorrei essere stato frainteso (soprattutto dopo che ho scoperto che sei un primo dan di karate!!! ^_____^).

      Sono d'accordo sui Promessi Sposi, romanzone che adoro e che ogni "tot" anni rileggo (e infatti mi spiace che sia sempre portato ad esempio come "mattonazzo", "lettura inutile" e cose del genere... anche se speso la scuola ce la mette tutta per farti odiare le più belle opere letterarie!); sono stradaccordissimo - e forse avevo bisogno di sentirmelo dire - sul fatto che occuparsi delle opere non-capolavoro ha una sua utilità e dignità.

      Aggiungo - e non per la minaccia del karate, ma perché lo penso sul serio ^^ - che i tuoi scritti sono stupendi anche e proprio per gli approfondimenti che fai, accurati, ironici, documentati, personali (che amo il tuo Blog te l'avevo detto?... ^^). Questo per dirti che se c'è una persona al mondo cui non potrei mai obiettare eventuali carenze di approfondimento o giudizi affrettati, sei proprio tu.

      Non contesto il punto di partenza, ossia che una cosa deve piacermi per... piacermi; è solo che non credo che tutte le opinioni abbiano uguale dignità.
      Faccio sempre l'esempio con la musica perché forse è più immediato: Chopin è complesso, se lo fai ascoltare a chi ha ascoltato solo totocutugno, al 99,999% NON lo apprezzerà e dirà "che schifo". Beh, la sua opinione secondo me non equivale a quella di chi la musica la conosce (e magari non apprezza molto Chopin).

      E' un po' come quando i tamarri vedono per la prima volta un Kandinsky o un Mirò e la frase è SEMPRE (sempre!...) quella : "Minchia, ma quello lo so fare anch'io!".
      E' un'opinione, ma quanto vale?

      Questo intendo quando dico che vorrei oltrepassare il confine del "mi piace/non mi piace": credo che certe opere non possano essere apprezzate completamente - o criticate motivatamente - senza determinati strumenti (di apertura mentale, curiosità culturale, un po' di preparazione).

      Inoltre a me è successo (molte volte devo ammettere...) che giudizi affrettati siano mutati nel tempo, dopo aver acquisito più strumenti per comprenderli.

      Il discorso che facevamo su "Watchmen" (e lì sono io che mi sono espresso malamente, scusami) non è che deve piacere per forza "perché è un capolavoro", può non piacere (e ci mancherebbe ancora!), ma deve essere riconosciuto il suo status di capolavoro. Se non lo riconosco il limite è mio, non dell'opera.

      Una volta sono stato letteralmente aggredito (tipo spinto contro un angolo con gli indici puntati addosso!!!) da due colleghi al lavoro che dopo una mia risposta educata e gentile sui miei gusti cinematografici ("No, non guardo film tipo action, non mi piacciono"), mi hanno assalito con le seguenti accuse:
      - guarderai quelle mattonate di film francesi che piacciono solo ai malati di mente!
      - sei uno snob di merda!
      - la Divina Commedia mi fa cagare!
      - Picasso non sapeva neanche disegnare!
      ...
      Meno male che certe volte mi sento inadeguato io! Certa gente deve patire molto più di me la propria ignoranza...

      La Divina Commedia (per la quale ho una sorta di adorazione) ti può pure "far cagare", ma la tua opinione - se queste sono le premesse - vale tanto quanto l'orifizio da cui non mangi, per restare in tema.

      Comunque Acalia non sei stata affatto logorroica e anzi ti ringrazio tantissimo per il tuo post. E' sempre un piacere chiacchierare con te :)
      O.

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    4. Continuo la discussione con un attimo di ritardo ma volevo scrivere un commento comprensibile e non riuscivo a trovare il tempo necessario.

      Il discorso è che, secondo me, il tamarro che dice che una determinata opera non gli piace è per via di un preconcetto. Il tamarro nemmeno ci prova a guardare, a sentire o ad apprezzare quello che si trova davanti. Il tamarro sa che a prescindere quella cosa non deve piacergli (perchè per lui è figo così! Per quanto opinabile questa cosa possa essere) e non presta neanche attenzione. Mettigli il rumore del camion della spazzatura che trita l'umido e digli che è Chopin e lui nemmeno sentirà la differenza dal vero Chopin!

      Questo di preconcetto è l'unico caso per cui, secondo me, un'opinione non ha dignità! In tutti gli altri casi una qualunque opinione vale come quella del critico più importante (occhio, opinione non critica. Ovvio che un critico scriverà sicuramente qualcosa di migliore, più approfondito e curato di un bambino di dieci anni - e anche di me - ma le loro opinioni "mi piace"/"non mi piace" hanno lo stesso valore morale) ^^

      Quindi, se parliamo di persone disposte a guardare e ascoltare e, magari, a scoprire qualcosa di nuovo, la prima impressione, la sensazione "di pancia" che l'opera lascia è fondamentale (e, tra l'altro, può mutare nel tempo - anche se a me capita raramente, se una cosa mi piace tendenzialmente continua a piacermi anche a distanza di anni, ne apprezzo aspetti e sfaccettature diverse, maturando magari un giudizio critico "di testa", ma è davvero improbabile che la sensazione base sia diversa). Non importa quanto il critico blasonato o il grande autore abbiano detto che quell'opera valga, se manca la sensazione base, il giudizio positivamente o negativamente forzato che emerge solo da una valutazione "di testa", diventa un po' sterile. Purtroppo, oggigiorno, c'è un po' la tendenza a far proprie le opinioni degli altri senza sforzarsi di decidere autonomamente neanche il "mi piace/non mi piace".

      Quando sento dire "alla gente piace", "a tutti a fatto schifo" o "questa roba non la guardo perché è troppo di nicchia" mi sale un'ira funesta che Achille mi faceva un baffo!

      Se si è disposti a guardare e/o ad ascoltare, ma viene fuori che l'opera non convince, è giusto sottolineare se questa è stata realizzata in maniera ottimale (come si suol dire "dare a Cesare quel che è di Cesare"), ma non trovo corretto poi aggiungere che "mi piace" se non è vero, solo perchè lo dice il critico. Sarebbe come uniformare il proprio pensiero a quello dominante del critico, esattamente come il tamarro di prima (o i tuoi colleghi) che guarda l'ultimo film di spara-spara spegnendo il cervello e dicendo che gli piace perché gli deve piacere, senza metterci nulla di loro nel giudizio.

      Quindi, quando parto per scrivere una recensione, la prima cosa che cerco di estrapolare (e di far emergere) è la sensazione che mi ha lasciato l'esperienza (ed è il discorso del "mi piace/non mi piace" - e qui mi ricollego al topic di partenza che sono andata un po' per i prati), poi viene tutto il resto ^^

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    5. Anzi, personalmente, sono per leggere e/o vedere delle opere senza aver sopra la minima informazione (detesto persino vedere i trailer prima dei film), per non inquinare il giudizio di "pancia" con critiche, spoiler, attese e aggiunte, in modo da avere la stessa piena esperienza del critico blasonato che l'ha letto/visto per primo (ti faccio un esempio: Lovecraft l'ho conosciuto sull'antologia di seconda media. Quel giorno cazzeggiavo in classe e, aprendo il libro a caso mi è uscito il racconto La cosa sulla soglia. L'ho letto tutto di un fiato, godendomi ogni singola riga e andando poi a cercarmi il resto delle opere di Lovecraft, dato che mi aveva proiettata sin dalle primissime parole in uno stupendo mondo popolato da orrori e sensazioni grottesche. Quando ho iniziato a leggere quel racconto, Lovecraft non l'avevo mai neppure sentito nominare e mi ero ben guardata dal leggere le righe di critica sull'antologia, ma mi ha colpita con il suo stile e il suo modo di scrivere unico. Adesso è uno dei miei autori preferiti di sempre!).

      L'importante è essere recettivi e privi di pregiudizi!

      Dopo, ovviamente, sono la prima che si documenta e approfondisce, ma solo dopo aver maturato il giudizio base ^^

      (Spero di essere stata chiara ;-P)

      PS: Nessuno mi ha mai aggredita per i miei gusti (che non sempre rispecchiano quelli della maggioranza, ma anzi), ma forse è per il karate (e forse perché sono donna, per cui è ammesso non amare i film di soli inseguimenti, sparatorie e esplosioni) ;-P

      PPS Ho diviso in due commenti perché ho superato il massimo numero di caratteri ammesso XD

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    6. "Se si è disposti a guardare e/o ad ascoltare, ma viene fuori che l'opera non convince, è giusto sottolineare se questa è stata realizzata in maniera ottimale (come si suol dire "dare a Cesare quel che è di Cesare"), ma non trovo corretto poi aggiungere che "mi piace" se non è vero, solo perchè lo dice il critico. Sarebbe come uniformare il proprio pensiero a quello dominante del critico"

      ...ecco, questa è anche la sintesi del mio pensiero!!!
      Era proprio ciò che volevo esprimere e che tu hai perfettamente sintetizzato col periodo che ho quotato.
      Anzi, in più hai aggiunto una cosa importantissima che avevo trascurato: l'uniformarsi all'opinione non tanto della "gente", quanto della critica. Abitudine altrettanto funesta, soprattutto per la propria intelligenza e per la propria dignità.

      Mi capita sovente di leggere ottime critiche (che, a mio parere, se ben fatte sono interessanti tanto quanto l'opera analizzata) con le quali magari non concordo sul giudizio finale (se c'è). Questo non inficia minimamente la mia opinione sul/la critico/a: non esiste proprio che io debba apprezzare solo chi ha "i miei gusti"!

      Potrebbe però farmi vedere l'opera da un'altra prospettiva: esempio cretino, ma se di un'opera non mi è piaciuto il disegno e poi il critico mi fa notare che a realizzare i disegni è stata una persona gravemente menomata, è ovvio che il giudizio cambia. Non il "mi piace/non mi piace" di base, ma certamente il metro di valutazione del disegno non potrà essere lo stesso di quello usato per Alex Ross (per dire. p.s. Alex Ross non mi piace per niente, ma è un grandissimo photosh.... ehm, volevo dire disegnatore!^^)

      Infine, fuori di retorica, questa chiacchierata con te mi è servita tantissimo e mi ha fatto riflettere su alcune mie chiamiamole "chiusure" e ti ringrazio tantissimo!
      O.

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  2. Mia sorella maggiore ha diverse serie di questa autrice e, quindi, in linea di massima la conosco dato che commentiamo spesso insieme quello che leggiamo. Per intero, però, ho letto solo una sua serie abbastanza breve, Matsuri Special, in cui la protagonista è una wrestler! Devo dire che mi è piaciuta ^^ una commedia leggera, mette di buon umore. Penso di provare qualche altra serie della Kamio, tra cui, appunto Tora to Ookami. Per di più a me I boys'love non dispiacciono, quindi la premessa mi incuriosisce ancora di più.
    Concordo con Acalia, comunque ^^ sono dell'idea che ognuno possa leggere ciò che vuole (sempre meglio di non leggere nulla :P) e che ognuno abbia le proprie boiate a cui è affezionato (a me piace Uragiri ad esempio! °///°). Poi, meglio leggere storie leggere e superficiali, piuttosto che non leggere o, peggio ancora, non avere nessun interesse. E scommetto che molti di quelli che si vantano di leggere esclusivamente opere di un certo spessore, non disdegnano di fare le parole crociate seduti sul wc u_u (e magari sghignazzano pure alle battute più idiote)o fanno passare per chissà che cosa quello che hanno letto loro, quando poi magari non è nulla di che. Non si può vivere solo di alta letteratura, secondo me.
    Le serie di questo tipo, che fanno il loro lavoro con discrezione, senza essere pretenziose, rilassano, divertono e mettono di buon umore poi sono un toccasana certe volte ^^ (soprattutto quando si è appena usciti dal tema di maturità...tipo me adesso D:). Ogni tanto si ha bisogno di una camomilla comprata al supermercato, invece che del vino di alta qualità. :)
    Scusa per il commentone °° e grazie per la recensione! Un motivo in più per provare Tora to Ookami^^

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    1. Millefoglie, se già apprezzi quest'autrice, allora DEVI provare Tora e Ookami!!! :-)
      Secondo me l'apprezzerai (fammi poi sapere)!
      E' ben sceneggiato, a mio parere, e scorre via che è un piacere. Leggero, sì, ma non "stupido", ecco.

      Rispetto al resto del discorso che fai sono d'accordo che ognuno/a possa e debba leggere ciò che vuole, altrimenti saremmo in un'orribile dittattura della lettura che temo porterebbe solo pessimi frutti.
      Resto dell'idea però che più curiosità culturale c'è, più approfondimento si dedica alle proprie passioni e ai propri interessi, e più si godono le cose.
      Certo non è affar mio, ma faccio un po' fatica a capire come si fa a fare sempre la stessa cosa (= leggere sempre lo stesso genere, ascoltare sempre la stessa musica ecc.). Ma, appunto, non è affar mio e ognuno/a può fare ciò che vuole.

      Dopodiché hai una sacrosanta ragione nel dire che non si può vivere solo di alta letteratura (e anche questo forse avevo bisogno di sentirmelo dire ^_^)!

      Comunque alla fine sono contento di apprezzare cose "alte" e cose non-proprio-capolavori, mi godo un maggior numero di cose e al diavolo chi mi giudica per questo! :)

      Grazie per il tuo commento e per la tua visita Millefoglie e imboccallupissimo per la maturità!!!!! (incrcociamento di tutti i diti!!! ^____^)

      O.

      p.s. Uragiri non lo conosco, ma confessione per confessione io sono un fan accanito di Sailor Moon! :-DDD

      p.p.s. ...e dopo la confessione qui sopra ho perso ogni credibilità, lo so... sigh sigh...

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    2. Lo proverò sicuramente! ;D e non mancherò di farti sapere! ^^

      Hai ragione :) anche perchè se non si ha un minimo di curiosità, poi si resta a leggere sempre le stesse cose e ci si annoia, come hai detto tu ^^

      Sono contenta che il mio commento sia stato utile! ^__^Questo è lo spirito giusto! u.u9

      Grazie a te! :)
      Crepi il lupo! Ormai sono a metà dell'opera! *.*

      p.s. Uragiri è questo qui: http://it.mangapedia.wikia.com/wiki/Uragiri_wa_Boku_no_Namae_wo_Shitteiru
      Già il titolo è un programma XD
      Ahah XD di Sailor Moon ho letto il manga in prestito da un'amica, non mi è dispiaciuto ma speravo in qualcosa di più "completo". Dicono che l'anime sia migliore ma non l'ho recuperato >.<
      Dopo aver letto la scheda di Uragiri, forse sarà io quella con meno speranze °A°

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  3. Oggi ho letto il secondo volume e l'ho trovato grazioso!

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