sabato 29 giugno 2013

Supergods




Supergods

di Grant Morrison

saggio sui fumetti / autobiografia

cartonato, 464 pag.
con illustrazioni b/n


prima ediz. italiana: marzo 2013

€ 19,00

Bao Publishing
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L'autobiografia-agiografia di un artista / un saggio sui fumetti / una storia dei fumetti di supereroi americani: Supergods di Grant Morrison è tutto questo.

"Cosa vigilanti mascherati, mutanti prodigiosi e un dio del sole di Smalville ci possono insegnare sull'essere umani."
Questo è il pretenzioso, sottotitolo/presentazione del libro, che è diviso in quattro aree tematiche, a loro volta suddivise in più capitoli: La Golden Age, La Silver Age, La Dark Age e Il Rinascimento.


A parte il fortunatamente breve e sfortunatamente noioso capitolo sui film di Batman, il libro è godibilissimo, divertente e utile, non tanto per i fan dello Scozzese che san già tutto (e immagino avranno il libro in lingua originale già da un paio d'anni), ma soprattutto per i/le giovani appassionati/e di fumetti supereroistici.
Il prezzo è conveniente e Morrison scrive bene non solo i fumetti, ma anche i saggi-agiografici. Senza contare che ripassare - o studiare ex novo - un po' di storia del fumetto supereroistico americano non può che fare bene.


Morrison ha scritto alcuni fumetti che amo moltissimo (Animal Man, la Doom Patrol, la run della JLA, All-Star Superman e molti altri) e credo sia uno dei migliori scrittori di fumetti, anche se a causa di personali preconcetti manichei non ho mai provato una gran simpatia nei suoi confronti.

Non che sia importante, le mie istintive simpatie verso autori/trici si basano sostanzialmente su qualche frase estrapolata da un'intervista, qualche presa di posizione su temi e interessi condivisi, su quanto eventualmente l'autore/autrice in questione critichi Alan Moore...
Pur essendomi bevuto d'un fiato e goduto il librone, la mia non-simpatia per l'autore ha trovato all'interno di esso diverso materiale per alimentarla [1], il che non cambia di una virgola il mio amore per la maggior parte dei suoi fumetti. E sì, il fatto che Alan Moore venga criticato lungo tutto il libro non ha aiutato. Ma ciò non inficia minimamente il giudizio molto positivo su Supergods.


Il libro inizia con un'analisi colta, impeccabile e puntuale - oltreché piacevolissima da leggere -  dei primi fumetti supereroistici: si parte quindi dal 1939, anno di nascita di Superman (il dio del sole di Smallville), per proseguire con Batman e di seguito tutti i più importanti (insieme ad alcuni decisamente meno noti) supereroi e supereroine della futura DC Comics, da Atom a Lanterna Verde a Wonder Woman a Flash ecc.
Ricca di informazioni e condivisibili analisi, è la parte del libro che maggiormente aiuta a capire e a entrare in sintonia con  le tematiche mitologico-supereroistiche delle origini.



La storia raccontata da Morrison prende in esame e analizza anche molti degli aspetti personali degli autori dell'epoca, sfociando spesso in azzeccate quanto affascinanti e talvolta ardite considerazioni di tipo psicoananalitico (di tipo junghiano, naturalmente!), tant'è che abbiamo un divertente e succoso capitolo intitolato "Superman sul lettino"



Naturalmente i supereroi non sono fenomeni slegati dagli uomini e dalle donne "reali" e dalla situazione sociale, politica e culturale, anzi ne sono - secondo l'autore - uno dei riflessi più accurati. E così si arriva alla seconda parte del libro, La Silver Age, e alla nascita di supereroi di un tipo diverso, più nuovo e più rispondente alle esigenze mitologiche (e mitopoietiche) dei nuovi tempi: i supereroi della Marvel Comics, diversi perché problematici e per i quali scattava più facilmente l'identificazione da parte dei lettori (lettrici, all'epoca, pochine, mi sa).
Tra citazioni da cardiopalma che faranno la gioia di chi da decenni ama questo genere di narrazione, Morrison sfodera una conoscenza perfetta dei meccanismi narrativi, degli autori e delle storie. 



Parallelamente al racconto e all'analisi dei supereroi, Morrison racconta la propria storia, a partire dalla descrizione della sua famiglia (verso la quale è impossibile non provare grande simpatia e solidarietà), passando per il suo primo, fondamentale - e fondante -  approccio con la lettura dei comics americani; approccio che evidentemente influenzerà la sua intera vita.

Per parlare di citazioni, il capitolo Terre Infinite si conclude con la prima delle deliziose "teorie strane" di cui d'ora in poi Morrison infarcirà il libro: "Mi chiedevo se alla fine fanta-scienziati del futuro sarebbero riusciti a individuare il punto teorico in cui una storia diventa sufficientemente complessa da dare inizio a una personale forma di calcolo e diventare in qualche modo persino consapevole di sé."
Non a caso il capitolo successivo - molto incentrato sul Re Jack Kirby -  si intitola "Gli sciamani di Madison Avenue".

Morrison nel 2012 ha ricevuto dal principe Carlo la medaglia dei Membri dell'Impero Britannico (MBE) concessagli dalla regina Elisabetta II per "i suoi servigi nel campo cinematografico e letterario"

La terza parte di Supergods comincia con La Dark Age, i cui padri ri-fondatori (i primi furono gli autori delle violente e oscure storie del primo Batman) vengono identificati nello scrittore Denny O'Neil e nel disegnatore Neal Adams e nel loro fondamentale ciclo "realistico" di Green Arrow/Green Lantern.
Citazioni, analisi approfondite e storia del coinvolgimento nel punk di un giovane e all'epoca  depresso Grant Morrison e delle sue prime esperienze come fumettista (anche disegnatore, inizialmente). E' da qui che comincia a essere sempre più presente quella che sembra essere una nemesi personale dell'autore, quell'Alan Moore (il mio autore preferito, se non si fosse capito) che a un certo punto pare diventare la causa prima di tutti i mali che affliggono il fumetto moderno. Inutile dire chi ne è invece il Salvatore... L'analisi che di Watchmen fa Morrison (che non anticipo per non rovinare il gusto della scoperta) non mi trova punto concorde, seppure so bene di non poter paragonare la mia modestissima "cultura" con quella spropositata, cosmica e inter-dimensionale (già...) di Morrison.

Alan Moore. Che Grant soffra un po' di "invidia del capello"?...

Accennavo prima alle bizzarre teorie dello Scozzese: è nel capitolo Verità, Giustizia e Stile di Vita Americano che l'autore, glissando elegantemente sul fatto che "ci creda" o meno, presenta l'ipotesi Sekhmet ("argomento sempre molto discusso ai party") di Iain Spence, che mi ha provocato più di qualche alzata di sopracciglio, ricordandomi alcune teorie per le quali è possibile, diciamo così, "plasmare" a proprio gusto le informazioni affinché coincidano con le proprie, preconcette idee (lettura delle carte, astrologia...).


Il libro continua con interessanti capitoli che alternano l'analisi dei fumetti di supereroi con l'autobiografia dell'autore con teorie talvolta da brivido ma drammaticamente profetiche, come questa del bellissimo capitolo Rispetto dell'Autorità: "Un giorno [...] i consumatori saranno tutti geek, incatenati agli schermi dei computer, avvinghiati in trascinanti mondi virtuali, immersi nei porno o perduti tra gli annunci di eBay mentre fuori le stagioni passano..."
Da brividi, ma a pensarci bene tutto ciò ci ricorda qualcosa, non è vero?...


E' poi la volta di Hollywood e della sua sempre più stretta relazione coi supereroi, un capitolo interessante che mostra un ottimismo che personalmente non condivido in quanto non amante di questo connubio che, a tutt'oggi, non mi ha regalato (quasi) nessuna emozione.



Non si può invece non empatizzare con Morrison quando, nel capitolo Il Giorno in cui vinse il Male, parlando di Final Crisis e di come divise il pubblico, afferma: "Un lettore oltraggiato arrivò a predire con fermezza che presto avrei dovuto rendere conto del "male" che avevo fatto. Per uno sdegnato appassionato di fumetti, a quanto pare, la misura del male non si quantifica in genocidi o abusi di minori, ma in dettagli della continuity deliberatamente trascurati da scrittori arroganti..." e prosegue giustamente: "Se anche solo un decimo della giusta e crepitante collera di questi anonimi fanatici potesse essere raccolta e rivolta contro gli orrori del bigottismo e della povertà, potremmo trovarci in un mondo migliore nel giro di una notte."
Anche questo ci ricorda qualcuno, vero?

Nella bellissima postfazione Bando alle Ciance, Morrison dice che: "Le storie possono spezzare i cuori e fomentare le rivoluzioni. [...] E l'idea di Superman è reale tanto quanto l'idea di Dio."
Sì, perché il tema del narrare, della storia, anzi delle storie, è assolutamente centrale in Morrison. E a proposito di storie, è imperdibile quella della sua allucinazione a Katmandu, nella quale scopre che... beh no, dovete leggervi il libro per saperlo (e divertirvi come matti!). D'altronde, che Grant Morrison sia un mago (così come lo è Alan Moore, guarda caso) è un'informazione pubblica, giusto?

In definitiva un libro ricchissimo e indispensabile se siete amanti dell'autore, dei suoi fumetti, dei fumetti supereroistici, dei fumetti in generale o anche se siete semplicemente curiosi/e di conoscere la storia e le idee di uno di più importanti e grandi autori di fumetti tutt'ora viventi (sia gli autori che i fumetti).


Sì, nel libro racconta anche della sua appendicite

Nota:
[1] Ad esempio il suo insistere troppo spesso sul suo essere ricco; il fatto che ad un certo punto pare che qualsiasi moderna buona idea sui fumetti arrivi da lui e un paio di boutade inconsapevolmente maschiliste.






10 commenti:

  1. Lo sto leggendo anche io, non ho letto il pezzo onde evitare anticipazioni :)

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    1. E' un'ottima lettura, simpatie o antipatie a parte. Anzi, è un libro da rileggere (cosa che farò quanto prima).
      Grazie per la tua visita e per il commento, un abbraccio!
      O.

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  2. Sembra una lettura interessante per gli appassionati. Io sono completamente a secco per quanto riguarda i fumetti occidentali ("conosco" qualche italiano, ma non di quelli più "importanti") e la cosa mi dispiace :/
    Di watchmen ho visto il film e mi è piaciuto (anche se in alcune scene mi son dovuta coprire gli occhi perchè sono facilmente impressionabile XD)e penso che scroccherò il fumetto ad un mio amico che ce l'ha abbastanza presto! :P anche perchè proprio di recente, in un brano di Seneca che ho studiato, ho trovato la frase: "chi controlla i controllori" e mi ha molto colpita!^^
    Anche io per alcuni autori provo delle "non-simpatie" nonostante apprezzi alcuni loro lavori e questo sentimento scatta proprio per i tuoi stessi motivi.

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    1. Il libro di Morrison è sì una lettura molto interessante, e coivolgente, che mi sentirei di consigliare a chi ha già qualche interesse verso l'argomento, cioè i supereroi.
      Argomento, comunque, di per sé interessantissimo, tant'è che su di esso si sono scritti e si scrivono centinaia e centinaia di saggi!

      Per quanto riguarda Watchmen, invece, te lo consiglio senza se e senza ma :-)
      Avvertendoti, però, chè si tratta di una storia con parti anche un po' disturbanti (c'è molta violenza, te lo anticipo).
      Però anche nelle tragedie di Eschilo c'è un sacco di violenza, ma restano le opere letterarie più belle della storia dell'umanità.
      Insomma: vale la pena magari turbarsi un po', te lo dico col cuore in mano come si suol dire ^^

      Son contento che tu mi capisca rispetto alle non-simpatie! Sai, queste son cose che in genere si tengono nascoste... Io cerco comunque e sempre di non lasciarmi influenzare dalle mie opinioni (o pregiudizi) sugli autori e di godermi comunque le loro opere.
      Grazie mille per la tua visita e il tuo commento^^
      O.

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  3. Ciao!
    L'articolo mi aveva già interessato, poi me lo hanno regalato per il compleanno, quindi ora lo leggo e vi faccio sapere.
    Poi mi citi Eschilo accanto a Watchmen: visti i blog che segui dovevo aspettarmelo!
    A quando una bella chiacchierata sul mito dei fumetti? :-P
    Eug

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  4. L'italiano, questo mio sconosciuto!

    Ovviamente mi hanno regalato il libro
    (e alla mia festa di compleanno è stato contestato immediatamente dal buon smoky, il difensore numero 1 di zio Alan!)
    ;-)
    Eug

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  5. PS (sì, lo so, sono noioso e pedante): Millefoglie, attenta ai prof di latino!
    "Chi controlla i controllori" è di Giovenale,
    :-D

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    1. L'ottimo smokyman ha ragione di contestare: pare che il vecchio Alan sia una delle ossessioni preferite dell'acido Grant che, lungo tutto il libro, non perde occasione per dileggiare - la maggior parte delle volte a sproposito - il barbutissimo Bardo di Northampton.

      Riguardo alla chiacchierata sul mito dei (nei?) fumetti: è un argomento che, come puoi immaginare, mi interessa tantissimo!
      Da qui a essere in grado di chiacchierarne, però... :-/

      Un carissimo saluto e grazie per la tua visita e i tuoi commenti!
      Orlando

      p.s. per Tutti/e: se siete interessati e/o incuriosite/i anche solo un pochino d/alla Mitologia, fate una visita a:

      http://deiuominimiti.blogspot.it/

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  6. Qui altra ottima recensione di Supergods:

    http://lafirmacangiante.blogspot.it/2013/07/supergods.html

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