lunedì 6 maggio 2013

Valgard

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Valgard nn. 1, 2, 3
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di Michele Carminati
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formato A5,
bross, 64 pag. colore

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€ 6,00 cad.
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Comix Revolution
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E' rarissimo che mi si veda ridere mentre leggo un fumetto.
Non perché io sia un tipo serio (ma quando mai...) o perché abbia un cuore duro e freddo (magari!), ma solo perché generalmente "rido dentro".
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Per un autore di fumetti comici stimolare una sonora risata al lettore, specie quando quest'ultimo è anche un po' smaliziato per mere questioni anagrafiche, è obbiettivamente difficile, perciò quando un fumetto comico riesce a strapparmi anche solo un "sorriso interiore", ritengo che il lavoro sia sufficientemente riuscito.

Certe volte ho "riso fuori" anche in modo imbarazzante (ad esempio su un autobus piuttosto affollato) con il Rat-Man di qualche anno fa, con alcune gag dei Peanuts, di Mafalda, di Andy Capp, di Calvin e Hobbes...
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Valgard e Principessa-in-periglio

Ecco: per Valgard - e Flauer - di Michele Carminati ho riso "fuori", sonoramente, felicemente e persino con un accenno di mal di pancia. Dove, e nei 3 volumetti è successo raramente, non ho riso forte, ho comunque sorriso soddisfatto.

La qual cosa è una presentazione niente male per il Carminati, questo giovine autore che ha scelto di cimentarsi in un arte proprio difficile: l'ars comica. 



Ho avuto la fortuna di procurarmi i tre volumetti finora usciti di Valgard a una bella e interessante conferenza di Bergomix (presente, tra gli altri, il maestro Sandro Dossi!): visti su un tavolo espositore, sfogliatone uno, immediatamente acquistati tutti e tre, con dedica e disegno dell'autore, personalizzato!

Carminati lavora bene col materiale narrativo che ha scelto di usare e cioè una rivisitazione comica di certo fantasy e l'umorismo creato da una situazione apparentemente statica che più statica non si può:
...riuscite a immaginare qualcosa di più statico? (beh, a parte una roccia)
Appunto, un fiorellino di campo. I volumetti di Valgard infatti sono praticamente degli split: metà di ogni volumetto è dedicato al silenzioso, steroideo, elmocornuto e arrapato guerriero barbaro, l'altra metà a Flauer, fiorellino di campo infinitamente meno "statico" di quanto si potrebbe pensare.


Le storie dedicate al guerriero sono senza parole (stavo per dire "mute", ma avrei sbagliato data la sovrabbondanza di onomatopee!), infatti Carminati affida la comicità delle situazioni all' (in ordina sparso) iper dinamismo - i racconti di Valgard sono praticamente delle mini-slapstick comedy - alle facce e alle buffissime espressioni dei personaggi (fatevene un'idea guardando le immagini [1] a corredo) al ritmo serrato e a un buon uso di inquadrature e costruzione della tavola. Appunto, in ordine sparso.

l'Anello!...
Del barbaro e irresistibile guerriero è imperdibile e assolutamente esilarante (nel secondo volume) la mini-saga in venti tavole che riprende luoghi, situazioni e un paio di personaggi dal Signore degli Anelli, li mescola ben bene con un'aggiunta di... tutto quanto fa parte del corrente immaginario fantasy (!), scene splatter comprese e splash-page dall'ardita prospettiva con millemila personaggi a menarsi di brutto, anzi di bruttissimo!
cover dei nn. 1 e 2
Le storie del fiorellino di campo, invece, hanno certamente meno irruenza di quelle del muscoloso barbaro, sono tutt'altro che mute e hanno una comicità più, come dire, "rischiosa", nel senso che il loro modo di far ridere si basa molto sul testo, dato che un fiore, va da sé, ha molte meno espressioni facciali di un vichingone incazzato. Ma anche in questo caso l'operazione riesce perfettamente, si ride e ci si diverte oltre che con Flauer, con l'alienino che vuol conquistare la Terra, con le Apine, le fastidiosissime formichine e qualche altro, raro, fiore di campo.



Non manca qualche citazione ai maestri dell'autore, Silver in primis, splendidamente omaggiato (io ci ho visto anche qualche leggera ombra di Schulz e, soprattutto in Flauer, di Massimo Mattioli) e sicuramente ci sarà qualche influenza di Fabiano Ambu, autore dampyriano che è stato, concretamente, maestro dell'autore di Valgard. (La mia "preparazione" in quanto a dampyrianesimo è ferma ahimè alla notte dei tempi...).

Infine: del primo volume oramai si trova solo la ristampa (ehilà!) e ciò significa che il fumetto comico indipendente italiano non sta poi così malaccio. E questa è un'ottima notizia!
E bravo il Carminati.




Nota: [1] Che non sono scandite direttamente, ma prese dalla rete, quindi di bassa qualità.




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3 commenti:

  1. Il vichingo è carinissimo *__*
    Interessante, non conoscevo questo fumetto prima di leggere la tua recensione. Ma è una serie con una trama conclusiva o i tre volumetti sono autoconclusivi? E' in prosecuzione? ^^

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    Risposte
    1. Il vichingo è un amore!!! :-)))
      (Si capisce che lo amo, vero?...^^)
      La serie, che onestamente non so se sia in prosecuzione (ma spero ardentemente di sì!), è composta da brevi episodi autoconclusivi, sia del vichingo che di Flauer.
      Questo rende i volumetti perfettamente godibili in se stessi.
      Io credo che Carminati stia lavorando molto bene nelle storie brevi, vere e proprie gag nel caso di Flauer; ma penso anche che abbia i numeri per rischiare qualcosina di più sulla lunga distanza.
      Però tieni conto che le storielle del vichingone sono "mute": già è stato bravissimo ad affrontare una storia di venti pagine senza un balloon, ma il "muto" nella lunga distanza non so quanto potrebbe reggere...
      Quasi quasi gli chiedo qualcosina, visto che da stamattina siamo "amici di facebook" :-D
      Grazie di cuore per il tuo commento ^^
      Orlando

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  2. Buone notizie: l'autore conferma che Valgard n. 4 è in preparazione e uscirà per Novembre 2013 :-)

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