giovedì 11 aprile 2013

Sunny




Sunny - 1

di Taiyo Matsumoto


bross. con sovraccoperta,
224 pag., b/n e col.

€ 9,90

J-Pop


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Mi riesce riesce sempre difficile parlare dei fumetti che mi piacciono moltissimo: più il fumetto mi piace più, per me, ha valore e più temo di non essere in grado di comunicare questo valore ad altri. Spesso succede che rinunci in partenza a scrivere un commento proprio sui fumetti che più amo. Questa cosa mi fa sentire un po' in colpa.
Con Sunny di Taiyo Matsumoto intendo provare a non sentirmi in colpa.
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Disegni

Questa volta eccezionalmente comincerò dai disegni, perché sono quelli che mi hanno colpito la prima volta che in fumetteria, pochi giorni fa, ho sfogliato questo volume dallo strano formato (cm 15x21) e, appunto, dal particolarissimo disegno. Già la copertina era, come dire, diversa dal solito: quel disegno, e la colorazione, hanno qualcosa di realistico e metaforico insieme, di malinconico e tridimensionale (pare di poterle sentire al tatto le screpolature di quelle guance rosse...) eppoi i capelli bianchi e lo sguardo serio che guarda lontano e gli occhi a mandorla...

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White


Ho aperto il volume e mi si sono presentate davanti agli occhi le prime bellissime tavole a colori, subito dopo un bianco e nero - scusate queste mie continue sovrapposizioni - contemporaneamente realistico ed espressionista (e quanto espressivo), disegni carichi con tanto nero e un tratto deciso, talvolta sporco, ogni - ogni - volto diverso dall'altro, ogni corpo diverso dall'altro e tavole che sebbene conservino sempre una costruzione ordinata, variano continuamente in quanto a inquadrature e ripartizione delle vignette.
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Esterni incantevoli nei quali sembra di poterci entrare, interni che par di sentire l'odore del legno della casa e dei cibi cotti in cucina: tutto ciò, e lo storytelling in generale, denota quanta cura Matsumoto pone nell'ideazione e nell'esecuzione dell'opera. Ogni particolare, ogni sfumatura, sono un segno della sincerità del lavoro del mangaka, della sua dedizione; niente sembra improvvisato, tutto pare pensato per essere quanto più "vero" possibile. Forse in questo fumetto c'è, dell'autore, molto di più di quanto si possa immaginare.
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White
Questo piccolo campionario di sciocchezze però l'ho, come dire, "razionalizzato" dopo aver letto Sunny, perché invece in fumetteria dopo aver sfogliato il volume e averne visto il prezzo e sapendo che già mi attendeva un conticino non da poco, con un po' di in-sofferenza l'ho posato di nuovo sullo scaffale sospirando la mia solita frase di circostanza: "Eh, non si può mica comprare tutto".
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Fortunatamente le recensioni dei due bellissimi blog Prevalentemente Anime e Manga e Say Adieu to Yue mi hanno fatto capire che dovevo tornare in fumetteria e prendere il volume. (Ho fatto bene: era l'ultimo)
Perché Sunny vale ogni centesimo speso, anzi in realtà vale molto di più (e no, non ho parenti in J-Pop ^__^)
Peccato sapere in anticipo che non riuscirò minimamente a comunicare per iscritto e in degno modo quanto questo manga mi sia piaciuto, quanto mi abbia dato, quanto mi abbia divertito, fatto riflettere, commosso. 
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White e Sei

Trama (Trame)


Qui in Italia si chiamerebbe "comunità alloggio" o "casa famiglia", ossia un posto in cui, insieme a qualche adulto che bada a loro, vivono alcuni bambini, bambine, ragazze, ragazzi dei quali i genitori o parenti, non possono o non vogliono - o non devono - occuparsi. (Incidentalmente, io ci ho lavorato in un posto così: non ricordo cos'ho mangiato ieri, ma di quell'esperienza risalente a moltissimi anni fa ricordo quasi ogni minuto e i nomi di - quasi - tutti i ragazzi e le ragazze ospiti).
E' in un posto così che si svolgono le storie di Sunny, una specie di minuscolo "quasi-orfanotrofio" di periferia, come una Maison Ikkoku, ma molto più realistica e malinconica e senza l'adorabile Kyoko a spazzare eternamente il cortiletto; e la casa ha anche un nome diverso: istituto Hoshinoko.

Junsuke e il suo naso moccioso e Haruo, detto White, sono le prime persone che conosciamo, subito dopo viene Sunny, che non è esattamente una persona, ma è comunque importantissima nelle storie del volume e nelle vite dei piccoli ospiti, come vedremo.  E poi arriva Sei, quello nuovo e da lì cominciano a diramarsi le storie.
Quasi tutte le età sono presenti, dalla piccolissima Shosuke che ancora traballa sulle gambette  al vecchissimo direttore che pare dorma sempre e invece ascolta tutto e sorride.
C'è anche rappresentata ogni tipo di personalità, o quasi, e in quella casetta, grande non si capisce quanto, tutti si incontrano e si scontrano, strillano, piangono, giocano, ridono, mangiano, fanno un casino d'inferno.

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Megumu e Kiiko
Ogni storia del volume - sono sei capitoli - è corale anche se ogni "ospite" sembra quasi sempre perfettamente solo. Sono ragazzi e ragazze i cui genitori stanno lontani, spesso non solo in senso geografico e le figure educative dell'istituto Hoshinoko (anch'esse interessanti, ma in questo primo volume più abbozzate e in secondo piano rispetto ai bambini) non intendono, né d'altronde potrebbero, fare da rimpiazzo. E ognuno reagisce come può. Anche negando la realtà o all'opposto sprofondando in un eccesso di realismo che anticipa il cinismo degli adulti: "Figurati se torni a casa. Tu... sei stato abbandonato".

Ma ci sono anche momenti di commovente tenerezza, come il gatto morto trovato nel torrente che viene sepolto e onorato da tutti, bambini e adulti dell'istituto, ed è l'occasione per una struggente quanto inutile dichiarazione d'amore...
Capita spesso che si confondano i ruoli tra i gestori dell'istituto e i bambini ed è geniale come Matsumoto riesca con facilità a intersecare storie e situazioni le une nelle altre, al punto che alla fine della lettura di un capitolo può capitare di chiedersi quante storie si siano lette.


una vignetta di Sunny

Tutti interagiscono continuamente con tutti in un clima di confusione - tutti strillano, ma chi ascolta? - e di grande solitudine, placata appena da piccoli gesti di solidarietà che proprio i più piccoli e i più innocenti non temono di fare, come fanno la piccola Shosuke e il gigantesco, tenerissimo Taro, un ragazzone forse molto meno handicappato di quel che sembra (il mio personaggio preferito, credo).
Ma tutti hanno una cosa in comune, oltre il sentirsi abbandonati, ed è il sognare: senza soluzione di continuità i sogni e i desideri dei bambini modificano, anche solo per qualche istante, la realtà circostante fino a che tutto - sogno e realtà - diventa una cosa sola.


La presenza della Nissan Sunny 1200, una vecchia auto arancione arrugginita che apparentemente staziona in giardino, fa da catalizzatore ai sogni e ai desideri dei bambini, infatti Sunny va ovunque riescano a spingersi l'immaginazione e i desideri dei bambini, basta farla partire "con la forza del pensiero". Almeno per un po'. 
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Taro canta
Le relazioni con gli altri bambini e ragazzi - e in generale col mondo "esterno" - non sono facili, gli ospiti dell'istituto Hoshinoko non sono "figli di casa" come gli altri bambini che vivono nelle loro case coi loro genitori. 
(Come dicevo, ci ho lavorato in comunità alloggio e le cose vanno proprio così.)
Anche i ragazzi più grandi sono prigionieri di una visione della vita già disillusa, come si vede nella storia di Kenji che si sente costretto a occuparsi del genitore assente, un fallito alcolista impregnato di egoismo; o come Makio, il "nipote del direttore" (o forse un ex ospite dell'istituto?) che va a trovare i bambini ed è gentile e disponibile con tutti, salvo sembrare assente e asetticamente privo di sentimenti.
Tutti/e sono feriti/e. Ma questo non significa che rinuncino a vivere o a sperare.
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Kenji
Infine:
Come dicevo all'inizio, per me è difficile parlare di questo manga non solo perché mi ha toccato e commosso profondamente, ma anche per la sua complessità e i suoi molteplici livelli di lettura che in queste righe temo di non essere stato in grado di spiegare o raccontare sufficientemente.
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Chi ha letto sin qui forse si è fatto l'idea che Sunny sia un fumetto triste, pesante, magari un po' noioso.
Sì, è un fumetto malinconico e sì, fa molto riflettere, ma Matsumoto è così bravo e sicuro nella costruzione e nella descrizione dei personaggi (questa volta il termine "persone" non è abusato, fidatevi) che riesce a non annoiare, anzi a stimolare la curiosità del lettore e a rendere divertente - nel senso migliore e maturo del termine - e appassionante la lettura del volume, che comunque non è esente da momenti esilaranti.
Non vedo l'ora di poter leggere i prossimi volumi (a tutt'oggi in Giappone ne sono usciti tre) perché, confesso, sono già molto affezionato a tutte le persone dell'istituto Hoshinoko.
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Tutti sulla Sunny, anche il cane Kurimaru


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9 commenti:

  1. Sono contenta che Sunny ti sia piaciuto perchè è davvero un manga bello, intenso e diverso. A me è piaciuto moltissimo il modo in cui racconta a le storie dei ragazzi della casa attraverso piccoli particolari (la crema Nivea, le unghie lunghe, le canzoncine, ecc) creando un'atmosfera molto particolare (malinconica, a volte un po' pesante ma mai strappalacrime).

    La storia del gatto è una delle mie preferite e trovo che le riflessioni che fanno i due ragazzini sulla riva del fiume (specie quelle di lei) siano davvero molto interessanti.

    PS: Adoro anche io Taro ma il mio personaggio preferito, per ora, è Megumu (strano, di solito non amo i personaggi dalla lacrima facile) ^^

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    1. Grazie per il tuo commento Acalia ^^
      Come al solito ho l'impressione di non essere riuscito a comunicare al meglio la bellezza di questo fumetto, ad esempio non riesco ad accennare minimamente alle trame (purtroppo son sempre stato negato coi riassunti...), ma sono abbastanza certo che qualcuno/a dei miei amici/amiche resterà comunque colpito/a e magari farà un tentativo di approccio :-)

      Sì, Megumu è un bellissimo personaggio!
      A me è piaciuto tantissimo anche Sei... in realtà mi sono piaciuti tutti/e! :-)
      Grazie ancora e un caro saluto!
      Orlando

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    2. Dimenticavo: anche gli adulti, quei pochi che ci sono, per quanto appaiano quasi "di striscio", sono caratterizzati egregiamente ed è proprio da queste "piccole cose" che si capisce la bravura di un autore, a mio parere.
      Ciao!

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  2. Sembra un titolo molto interessante.

    Si sa qualcosa del progetto complessivo dell'opera?
    (causa brutte esperienze passate, ho il sacro terrore di comprare qualcosa che poi non si conclude)

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    1. Eh... si sa che in Giappone, se non sbaglio, ne è uscito un volume all'anno...
      Però non stiamo parlando di una serie in cui la "continuity" ti impedisce di gustare le storie. Non voglio dire che si tratti di storie autoconclusive, ma... insomma, se non dovessero più uscire volumi in italiano, sarei comunque felice di aver letto questo :-)

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  3. Che splendida, bellissima recensione! Hai colto perfettamente lo spirito di quest'opera e sono sicuro che questo tuo commento scatenerà parecchia curiosità nelle persone che ancora non l'hanno letto (ma che aspettate, folli?).


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    1. Yue... non so come ringraziarti per il tuo gentilissimo commento, per me è importante, sul serio. Grazie :)
      E ti ringrazio anche per avermi fatto scoprire, insieme ad Acalia, questo splendido manga!
      Spero davvero di aver convinto qualche amico/a a fare l'acquisto.
      Un caro saluto.
      Orlando

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  4. Complimenti per la recensione!

    Taiyo Matsumoto è da far conoscere a più gente possibile, è uno degli autori giapponesi più sorprendenti di sempre e il fatto che in Italia sia così trascurato (a beneficio di manga oscenamente immaturi e privi di una qualsiasi qualità, che tanto vanno di moda negli ultimi 4 anni sul suolo italico) è un delitto alla nona arte.
    Dopo essermi trovato Tekkonkinkreet rovinato dalla Kappa (ha sbagliato qualsiasi cosa si potesse sbagliare, troncando già al primo numero -di tre- la serie), ho accolto Sunny con commovente entusiasmo.
    Ora dobbiamo solo aspettare che qualcuno si svegli e ci porti altri capolavori di questo autore :-)

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    1. Speriamo di poter presto dire che Taiyo Matsumoto ERA trascurato in Italia :-)
      (Di Tekkonkinkreet ho da poco preso il dvd che trovo delizioso.)
      Grazie infinite per la tua visita e il tuo commento!
      Orlando

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