sabato 30 marzo 2013

I Campioni

I Campioni 1 (di 2)
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di Isabella, Heck, Mantlo, Tuska, Claremont, Colletta, Hall, Patterson, Tartaglione
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(contiene The Champions nn. 1 - 8,
ott. 1975 - ott. 1976)

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bross., 144 pag., col.
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€ 6,00
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Panini Comics
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"Bene, bene! Pare che il nostro stuntman in disgrazia sia come il peperone! Torna sempre su!"
[Angelo, parlando di Ghost Rider alla Vedova Nera]
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La pubblicità dice che questa serie di avventure è ancor oggi ricordata con grande nostalgia dai fan e non si ha motivo di dubitarne, anche se probabilmente la nostalgia si riferisce soprattutto a un periodo della vita di noi fan, più che alle avventure dei Campioni, cioè a quell'adolescenza che ci ostiniamo a voler (illusoriamente) trattenere con le unghie e con i denti, ben sapendo che ci è sfuggita dalle mani da lustri, quando non da decenni, e che mai e poi mai potrà tornare.
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disegno di Don Heck
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Certo, è importantissima mantenere viva la propria "parte-bambina", che è però cosa diversa dal frignare che "oggi fa tutto schifo" mentre invece "ai bei tempi" era tutto bello.

Ma parliamo del volume in questione, primo di due, che sebbene parta in modo un po' stentato, prosegue e finisce in modo decisamente migliore.
I Campioni, supergruppo sui generis creato nel 1975 da Tony Isabella e Don Heck, erano formati da Ercole, la Vedova Nera, Angelo, l'Uomo Ghiaccio e Ghost Rider, insomma un gruppone con un appeal, sulla carta, non proprio da perderci la testa. Fu anche il primo supergruppo ad agire sulla West Coast: la loro base operativa era infatti Los Angeles.


disegno di Bob Hall
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Pare che Tony Isabella avesse proposto all'editor Len Wein una serie di avventure con protagonista il duo Angelo - Uomo Ghiaccioall'epoca non compresi nella rinnovata formazione degli X-Men - una sorta di "il ricco e il povero", essendo appunto l'uno - Warren Worthington III - straricco e l'altro - Robert "Bobby" Drake - appartenente invece alla middle-class.

Ma Wein disse che un gruppo doveva avere almeno cinque elementi, tra cui una donna, un super-forzuto e un membro con una serie a proprio nome già in vendita.
Per la donna la scelta cadde sulla Vedova Nera - Natasha Romanoff - appena uscita da una relazione con Matt Murdock (alias Daredevil); come superforzuto fu scelto il semidio olimpico Ercole e Ghost Rider (Johnny Blaze) era quello con una sua serie personale nelle edicole. Ecco formato il quintetto, ecco nati i Campioni!



disegno di George Tuska
Panini Comics edita in due volumi l'intera saga dei Campioni, durata negli USA 17 numeri, da ottobre 1975 a gennaio 1978.
Bisogna dire che il primo volume, che raccoglie i numeri 1 - 8, non parte proprio benissimo.
Le prime tre storie, di Isabella - Heck le prime due, Isabella - Tuska la terza, hanno come milieu la mitologia olimpica e una improbabile e poco credibile lotta tra i nostri eroi e gli sgherri di Plutone, onde evitare due matrimoni che, se attuati, dovrebbero impedire "la fine dell'universo". Ospiti d'onore: la dea dell'amore Venere, Ippolita regina delle Amazzoni (versione Marvel, naturalmente), il cagnaccio Cerbero, le orride Arpie, Dioniso e Zeus. Storia confusa e arraffazzonata, con dialoghi poco efficaci, tentativi di enfasi confinanti pericolosamente col ridicolo, premesse che fanno un po' storcere il naso, anche se avrebbero ottime potenzialità se fossero sfruttate meglio (esempio: l'ottima, ma mal sfruttata, idea dell'alleanza di Plutone con gli altri "dèi della morte" marveliani).

Anche i disegni di Heck sembrano qui fatti un po' di fretta, con stanchezza o poca convinzione.
Meglio i disegni della terza storia conclusiva il breve ciclo "olimpico", opera di George Tuska (già sessantenne all'epoca).
Anche se però trovare un Ghost Rider decentemente disegnato è qui ricerca ardua...
(Sia inteso comunque con grande rispetto: ho sempre amato l'opera di Tuska; e per quanto riguarda Heck, ricordiamoci che ha creato graficamente Iron Man.)

...sempre Tuska, che evidentemente odiava Johnny Blaze...
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Non pensate che le critiche di cui sopra rendano meno divertente e piacevolmente nostalgica la lettura delle storie de I Campioni, che anzi mi sento di consigliare spassionatamente ai quaranta-cinquantenni che rimpiangono le "vecchie cose" di mamma Marvel.

Ad ogni modo, andiamo decisamente, decisamente molto meglio con le storie che seguono. Omicidio a Malibu, di Chris Claremont - Tuska: vediamo innanzitutto un Tuska molto più concentrato, con disegni più accurati e una costruzione della tavola dinamica (ma non confusa) e uno storytelling molto efficace e bello da vedere, al servizio di una bella storia con accenti anche minimamente "sociali" (il triste abbandono dei malati di mente e la loro ignobile emarginazione).
I personaggi cominciano a "vivere" e ad acquisire spessore e inizia ad avere grande importanza la figura di Ivan, "tutore" e amico della Vedova Nera, e sesto membro ancora non effettivo (e comunque senza superpoteri) dei Campioni. Action a gogò e uno splendido cattivo da operetta come nella grande tradizione della Casa delle Idee.
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...ma mai quanto lo odiava Don Heck!
Si va ancora migliorando con la partenza del ciclo di storie ambientate durante la terribile crisi economica americana dei Favolosi Anni 70.
La prima storia, opera di Isabella - Heck (qui migliore e più in forma)
 introduce Rampage, alias Stuart Clarke, ex industriale ora fallito "grazie" alla concorrenza spietata delle Stark Industries di proprietà di Iron Man.
Personaggio riuscitissimo e affascinante, quello di Rampage, anche grazie alla felice commistione di "cattiveria", umanità e senso di colpa che lo contraddistingue: in fondo lui si sente il frutto, uno dei possibili frutti, di una crisi economica devastante di cui paga personalmente lo scotto. La sua tecnologia rivaleggia(va) con quella di Tony Stark (Iron Man) ma non è stata altrettanto baciata dalla fortuna.
Clarke, deciso a riprendersi un po' del denaro del quale si sente ingiustamente defraudato, si crea quindi un'esoscheletro - comprensivo degli ammennicoli tipici dell'armatura di Testa-di-Ferro, come raggi respingenti e propulsori che gli permettono di volare - che potenzia centinaia di volte la sua forza, rendendolo un nemico difficile persino per il Principe della Forza Ercole.


George Tuska: i Campioni quasi al completo
In questo ciclo di storie si definiscono anche altre situazioni intriganti, come la leadership della Vedova Nera e i desideri autodistruttivi dell'Uomo Ghiaccio, colui che si trova meno a suo agio nella band e che anzi medita continuamente di lasciarla.

Altra bellissima storia è la penultima del volume - L'Uomo che creò la Vedova Nera - sempre di Isabella - Tuska, nella quale fanno capolino nemici coi fiocchi, come l'orrendo Griffin, Stella Nera e un altro meraviglioso personaggio preso dalle pagine di Iron Man, di cui non voglio spoilerare per non rovinare ulteriormente la sorpresa a chi non ha ancora letto il volume... Ma lancio un indizio: siamo in piena Guerra Fredda!
Proprio per questo motivo, cioè la Guerra Fredda in atto, "Qualcuno" vuole trascinare in Russia Natasha Romanov alias la bellissima e letale Vedova Nera.

sempre Tuska: qui Rampage e l'Uomo Ghiaccio

In questa storia di spionaggio supereroistico cresce ulteriormente l'importanza di Ivan, personaggio enigmatico e proprio per questo estremamente affascinante e oramai decisamente parte del gruppo. Inoltre si definisce lo status dei Campioni, ora dotati di sede, manager e pr, pronti dunque a presentarsi in grande stile al pubblico americano e alla cittadinanza di Los Angeles in particolare.

E arriviamo infine all'ultima storia del volume - Dividi e Conquista - di Bill Mantlo ai testi e Bob Hall ai disegni.
Nonostante un buco di sceneggiatura (un Rampage lasciato moribondo e in galera poco prima ora è improvvisamente libero, sano e con la sua armatura... o ci siamo persi qualche storia pubblicata altrove oppure è meglio don't ask don't tell...) la storia è, di nuovo, bella e succulenta, con la Vedova Nera in pericolo di vita e i supernemici russi pronti ad attaccare i Nostri proprio durante la loro prima presentazione pubblica!
Fine con un bel cliffhanger - e una bellissima splash-page - e il forte desiderio di sapere come andrà a continuare l'avventura.


evoluzioni Angeliche, di  George Tuska
In queste prime otto storie l'unico personaggio a restare quasi completamente in ombra, scarsamente caratterizzato e ahimé quasi sempre disegnato in modo non soddisfacente, è il biker infernale Ghost Rider/Johnny Blaze, eroe che sembra messo tra i Campioni in modo forzato e poco convinto (e quindi poco convincente). Spero che nelle storie del secondo volume sia più presente e maggiormente caratterizzato, perché Blaze è un personaggio che se ben usato offre grandi possibilità creative allo scrittore e di divertimento a chi legge. (Insomma, è un personaggio che personalmente adoro!)
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disegno di Bob Hall, il più "ordinato" del lotto

Infine: meritoria la Panini che continua nella sua politica di ristampe che se non necessariamente portano lettori nuovi (e giovani) alla Casa delle Idee italiana, soddisfano comunque l'insaziabile golosità dei tanti lettori più attempati che gradiscono (eccome!) la lettura o rilettura di vecchie storie in edizioni curate e, in questo caso, assolutamente economiche.

...e poi nel prossimo volume arriva John Byrne!






8 commenti:

  1. Con queste logiche di mercato (il gruppo deve avere dei requisiti e contenere certi membri) si spiegano molte cose. Mi sono sempre domandata come mai questi eroi, quando non sono da soli, quasi sempre vanno in giro in gruppi numerosi ^^

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    1. Una cosa che invece mi sono sempre domandato io è la seguente: ma se tutti questi supergruppi combattono, appunto in gruppo, singoli supervillain... quanto sono potenti quei cattivacci e quanto sono - come dire - "ingiusti" i supergruppi a combattere "tot" contro uno?!?
      ...siamo proprio dei nerd :-D

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  2. Sembrate quelli di The Big Bang Theory :)

    Orlando, se non l'hai mai visto DEVI farlo, in inglese però se puoi... fantastico.

    Il volume l'ho preso ma non ho ancora avuto il tempo di leggerlo.

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    1. Se non ho visto The Big Bang Theory, dici?
      Ne so intere puntate a memoria!!! :-D

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  3. I campioni per la loro "suigenerisità" erano uno dei miei gruppo preferiti. Gruppo più eterogeno anche dei Difensori.

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  4. Vero Salvatore, gruppo ancora più "scompigliato e scapigliato" dei Difensori, che però io invece preferisco assai :)
    (c'è Doc Strange, e dove c'è Strange, io preferisco sempre ^__^)
    O.

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  5. Il punto + alto dei Champs - a mio modesto e sindacabilissimo modo di vedere , of course - è stata la combo di titolo + dida con cui è introdotto il personaggio di Rampage ( Follia nel mio albo di Capitan America della editoriale Corno ). Il titolo era " L'economia va così male che..." e la dida accennava ad un altro modo di dire nato con la recessione che suonava " Oggi l'unico modo di far andare lontano un dollaro è lanciarlo da un aereo ".
    Sebbene naif come Topo Gigio , ero un bimbo consapevole delle targhe alterne la domenica e degli anni di piombo e guerra fredda in cui eravamo ( ho scoperto decenni dopo che il 1974 è stato l'ultimo anno di piena occupazione in Italia, ma nel 1977 mi pareva di vivere ad anni luce di distanza dagli States ) e mi sembrava un bel tuffo nel reale da parte di una serie che si era aperta con cose come Venere che trasforma le armi in oggetti di pace e che era continuata con Angelo e la Vedova Nera in costume da bagno che guardano Iceman pattinare.
    Era una serie destinata a sfrittellarsi, come il Titanic e la cosa dei dieci saggi di pochi gg fa e dell'incidente aveva il fascino.
    Se la Marvel l'avesse affidata a me , il protagonista sarebbe stato Lansing, il bieco direttore di un carcere che trasformava in freaks i suoi detenuti. Ne avrei fatto un funzionario di una unità speciale e segretissima di cui il governo non ammette l'esistenza ( come la Cure del Destroyer/Il mio nome è Remo Williams ). I suoi Campioni sarebbero stati metaumani licantropizzati e spediti a caccia dei metaumani pericolosi
    ( come Ghost Rider ) o dei mutanti . Natasha sarebbe stata il suo braccio destro ed amante ( non sarebbe stato chiaro nello script se x sua volontà o perchè drogata ) . Un Ercole smemorato ( okay, è stato già fatto a cavallo di Avengers prima serie numero cento, ma paz ) sarebbe diventato il + temibile dei campioni zombati e dopo il crepuscolo sarebbe stato lanciato in caccia di tutti coloro che minacciavano le forze + reazionarie del Paese ( come un Rampage che, nella mia versione, avrebbe avuto qualcosa di V for Vendetta e qualcosa di Beppe Grillo ).
    Il lettore non avrebbe saputo come schierarsi o avrebbe temuto di sapere benissimo dove schierarsi o si sarebbe schierato senza timore.
    Excelsior.

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    1. Anche questi Campioni crepascolari, li avrei comprati!
      O.

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