lunedì 25 marzo 2013

Concrete



Concrete
1 - Profondità (Depths)
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vol. brossurato, 208 pag. b/n
(contiene Concrete n. 1)
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€ 18.00
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Narra la leggenda [1] che verso la metà degli Anni 80 del secolo scorso Paul Chadwick si sarebbe presentato all'allora editor-in-chief della Marvel, Jim Shooter, con l'idea di far vivere alla Cosa (dei Fantastici Quattro) avventure in solitaria, dense di risvolti psicologico-filosofici e poco o niente supereroistici, e che Shooter avrebbe decisamente rifiutato l'idea: Benjamin Grimm era allora un'idolo per i giovanissimi lettori Marvel e non poteva quindi essere "snaturato" in alcun modo. Ma lo stesso Shooter avrebbe consigliato al giovane Chadwick di perseverare con qualcosa di personale, senza pasticciare coi copyright altrui.
Fu così che, forse, nacque Concrete.

Chadwick evidentemente perseverò e il poetico omone di roccia fu quindi pubblicato per la prima volta nel 1986 (su Dark Horse Presents n. 1). Ringraziamo un po' anche Jim Shooter, dunque.
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Le storie di questo primo volume intitolato Profondità hanno tutte un elemento in comune: "l'andare sotto" (acqua o terra che sia).
"L'andare sotto" è, per chi è ricoperto da centimetri di spessa roccia, vitale: solo andando sotto la propria spessa, impenetrabile pelle si può sperare di scoprire ancora qualcosa di umano, dato che le sensazioni tattili del vecchio corpo non esistono più.
Concrete infatti è totalmente umano tranne che nella cosa più umana che esista, il corpo. Un'anima gentile intrappolata sotto una spessa crosta di roccia.
L'anima gentile però, poesia o meno, non può "sentire", non ha sesso (la sua zona pubica è piatta come quella di un vecchio bambolotto; "huh...! Non c'è niente! Tony, niente proctoscopia!"), ha una temperatura di circa 105 gradi e mangia sassi e fanghiglia per sopravvivere. In cambio, può fare grandi balzi alti qualche metro, ha una vista d'aquila e può trattenere il fiato per circa un'ora.
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Ma non è un supereroe, non è "L'Uomo Roccia" e non combatte supervillains.
Bensì "va sotto", in profondità, per scoprire mondi esterni e interiori, a dispetto dei continui esami e analisi cui deve sottostare in quanto "proprietà del governo americano" che - durante alcune storie siamo ancora in piena Guerra Fredda - intende impedire che i Russi se ne approprino.

Concrete era un uomo (lo è ancora?) e si chiamava (si chiama?) Ronald Lightgow, ex scrittore di discorsi senatoriali.

Vittima di un abduction aliena, Ronald Lightgow si ritrova trasformato in un gigante di pietra.
Nonostante l'origine del personaggio ricalchi i più triti cliché della fantascienza d'antan, il rapimento alieno pare vissuto da Chadwick - e quindi da Concrete - come un "incidente di percorso", come un cambiamento, radicale certo, ma non necessariamente (così) tragico. Un cambiamento che permette di riconsiderare tutto, proprio tutto, a partire dalla concezione stesa del "vivere".

Credo che stia proprio in questo la parte più interessante e coinvolgente del fumetto, ossia l'apprendere come di volta in volta l'omone di roccia si salverà dalla disperazione, come riconsidererà razionalmente ed emotivamente le sue nuove - seppure in se' tragiche - possibilità.
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Concrete, dicevamo, in questo primo volume "va sotto": nelle profondità terrestri o in quelle marine (può trattenere il fiato per circa un'ora, ricordate?) facendo di necessità virtù, dando cioè libero sfogo al suo antico e più che umano desiderio di avventura/e.
Suoi idoli sono infatti sempre stati, sin da quand'era ragazzo e di carne, i grandi avventurieri, gli impavidi esploratori.

"Mi servono pochissime attrezzature. Tanto da non aver bisogno di finanziatori. Questo corpo è il mio kit di sopravvivenza."

"E potrei sfruttare la mia esperienza di scrittore per guadagnare qualcosa. Che vita vivrei! Che libri scriverei!"

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Ma non solo avventure avventurose, ma anche feste di compleanno di bambini middle-class, vagabondaggi giovanili in autostop, partecipazioni a reazionari show televisivi o lunatiche rockstar minacciate da fan vendicativi.
Quest'ultima storia, quella sulla rockstar, intitolata "Una poltrona piena di dinamite", è l'unica che personalmente giudico un passo falso di Chadwick. Una storia brutta su dieci non inficia la bontà del volume (da farci la firma, insomma); sta di fatto che la storia è veramente brutta sia nel soggetto che nella caratterizzazione dei personaggi, stereotipatissimi al limite del ridicolo involontario; ed è anche confusionaria.
Gliela perdoniamo volentieri a Chadwick, visto che le altre storie sono una delizia per gli occhi e per la mente.

Le storie presenti in questo primo volume, che coprono un arco di tempo di dodici anni (dal 1986 al 2000), non sono presentate in ordine cronologico e sebbene ciò potrebbe creare un briciolo - non di più, dico sul serio - di iniziale confusione, alla fin fine questo piccolo, iniziale spaesamento risulta essere tutt'altro che negativo, anzi è utile per comprendere ancora più a fondo la psicologia e la ricchezza che ci sono dietro l'omone di roccia.
E' comunque presente la prima storia di Concrete pubblicata in assoluto - "La vita di chi è ricco e famoso".


A differenza della pesantezza del protagonista, le storie di Chadwick contenute in questo volume sono leggere - e spesso brevi - naturalmente non nel senso di superficiali, tutt'altro anzi,   nel senso che toccano argomenti di notevole profondità e spessore, come la pelle di Concrete, con un tocco leggero e felice, che talvolta suggerisce invece di spiattellare. Alcune storie contengono un grande tasso di drammaticità, ma la mano di Chadwick permette loro di essere sempre credibili e, come dire, affettuose col lettore.

Lo stesso è per i disegni, sempre delicati e piacevolissimi da guardare, una sorta di ligne claire americana che deve molto a molti dei grandi maestri del fumetto, reinterpretati però in maniera personale e originale.
Uno dei motivi che rendono affascinante il tratto di Chadwick è questo suo delicato viaggiare tra un uso preciso e, diciamo così, molto descrittivo del disegno fino a una dimensione più libera e sottilmente "underground". Stessa cosa dicasi per l'umorismo sottile che traspare spesso dal suo segno: bella tecnica usata con gioiosa libertà.
Le tavole di Chadwick pur mantenendo sempre un certo "ordine", sono sempre delineate con grande libertà e comprendono sia suggestive splash-page che gabbie con molte vignette (alcune con moltissime vignette) che arricchiscono la storia di molteplici e spesso originali punti di vista.
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Infine giusto un cenno agli altri personaggi della saga di Concrete, cioè la dottoressa Maureen Vonnegut (nessuna parentela con lo scrittore né col fisico) di cui Concrete è più o meno segretamente innamorato e l'apprendista scrittore Larry Munro, segretario personale di Concrete, segretamente innamorato di qualsiasi presenza femminile gli stia a meno di cento metri di distanza, tipica figura del nerd cresciuto e incompreso (ma tratteggiato da Chadwick con grande simpatia e umanità). E il senatore Mark Douglas, quello per cui l'ancora umano Ronald Lightgow scriveva i discorsi, prima di diventare quell'omone di roccia che è diventato.
Personaggi forse inizialmente un po' abbozzati, ma che pian piano cominciano a vivere di vita propria contribuendo ad arricchire quello splendido affresco che è Concrete.

Perché l'altro immenso motivo di interesse nelle storie di Concrete è proprio l'interazione tra i personaggi. L'imbarazzo è un'emozione spesso presente nelle storie, perché seicento kg di roccia vivente (in un universo che è il nostro, non quello dei Fantastici Quattro) con la sua stessa esistenza imbarazza le persone, per molti motivi, perché è umano ma non lo è, perché è nudo ma non ha sesso (ma ha desideri), perché è superforte ma non combatte (d'altronde inesistenti) supercriminali, perché è un uomo che può mettersi in contatto con la natura (coi fondali marini per esempio) in modi inimmaginabili per gli altri umani...


Certe letture viene naturale consigliarle a un certo tipo di pubblico: ebbene per Concrete è il contrario: non mi viene in mente un fumetto più "consigliabile a tutti".

Inizia il volume una bella introduzione dello stesso autore; termina il volume, aumentandone il valore, la prima parte di un intervista a Paul Chadwick  condotta da Antonio Solinas, autore anche del breve e interessante articolo finale.


Nota:
[1] Che ahimé Antonio Solinas ci assicura, in data odierna, essere falsa...



14 commenti:

  1. Altro volume da prendere insieme a quello su Grendel. Intanto sto aspettando che mi arrivi quello su Simon e Kirby. Di Concrete avevo letto qualcosa parecchio tempo fa, ma chi lo pubblicava? La Star? Può essere?

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    1. No no, Star Comics è quanto di più lontano :-D
      Io ho dei volumetti pubblicati illo tempore da Telemaco, la allora casa editrice di Daniele Brolli. Ma credo che la storia editoriale italiana di Concrete sia stata breve e confusa...
      Comunque questo volume te lo devi proprio prendere neh!
      Ci si vede a Torino Comics?
      Orlando

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    2. Per Torino Comics deciderò all'ultimo momento, come sempre... ora non ricordo più dove avevo letto Concrete, la Lexy? La Magic Press? Mumble, mumble...

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  2. Qui una bibliografia dettagliata:

    http://www.glamazonia.it/old/biblio/chadwick/chadwick.htm

    Quanto all'"omone di roccia", credo che sarebbe più corretto "omone di cemento" (traduzione letterale di "concrete").

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  3. Caro Orlando... ecco un altro Liebster Award per te.
    http://altroquandopalermo.blogspot.it/2013/03/liebster-award.html

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    1. Grazie Filippo! :-D
      Non credo di meritarmeli... ma fanno un sacco piacere! <3

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  4. Rispondo alle domande di Perdido:

    1 - Quale libro (romanzo) suggeriresti a un amico?

    Credo "I Viaggi di Gulliver". Uno dei miei libri preferiti in assoluto. Forse non è il Capolavoro dei Capolavori (o forse sì), ma ritengo sia uno dei romanzi più belli, appassionanti e caustici che siano mai stati scritti. So che molti/e credono sia una favola per bimbi...ecco: no, non lo è proprio per niente!
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    2 - Quanto ritieni importante o utile, secondo la tua soggettività, tenere un blog oggi?

    Per quanto riguarda il mio blog, ritengo che esso sia utile e importante principalmente per me, per combattere la mia accidia mentale, in quanto mi costringe ad assumermi un certo impegno e una certa responsabilità.
    Gli altri Blog, quelli che amo e frequento, mi sono abbastanza indispensabili, godo molto nel leggerli e mi arricchiscono tanto, ogni Blog a suo modo e con le sue peculiarità. Se per una cattiva magia sparissero d'improvviso, mi sentirei letteralmente orfano. I Blog che frequento e amo hanno preso egregiamente il posto delle riviste di approfondimento, che non esistono più.
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    3 - Se poteste essere un personaggio immaginario (letteratura, fumetti, film, telefilm) quale scegliereste?

    Uno/a qualsiasi della Scooby Gang, i partner di Buffy l'Ammazzavampiri!
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    4 - Una domanda molto nerd. Quale serie di fantascienza televisiva mettereste in cima alla classifica scegliendo tra Star Trek (le varie serie), Spazio 1999, Battlestar Galactica (la serie moderna)?

    Le serie di fantascienza non sono esattamente il mio pane... ma tra le tre citate preferisco decisamente Battlestar Galactica (che ancora non ho visto tutta...)
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    5 - Leggendo le uscite attuali: Marvel o DC Comics?

    Entrambe, a mio parere e per i miei gusti, hanno raggiunto un picco massimo negativo, ma tra le due oggi come oggi preferisco la DC. In realtà da molto tempo ormai preferisco la DC. Ma continuo a comprare anche un sacco di RISTAMPE Marvel.
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    (segue sotto)

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  5. 6 - Che atteggiamento di massima hai nei confronti dei recenti cinefumetti?

    Li trovo pessimi e orribili, quasi tutti. Ma invece la gente li ama e li adora. Quindi sono in torto io. Continuo a pensare che, con le strepitose tecniche di animazione che abbiamo oggi, si potrebbero produrre dei bellissimi cartoni animati.
    I "bei film" stanno veramente, ma veramente altrove.
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    7 - I supereroi hanno ancora qualcosa da dire, a tuo parere?

    Sì. E' mitologia, avranno sempre qualcosa da dire. Dipende solo ed esclusivamente da chi li scrive/disegna e dai limiti posti dalle Case Editrici.
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    8 - Quanto, secondo te, incide nella qualità di un fumetto la sceneggiatura e quanto il disegno?

    Rispondo da un punto di vista assolutamente personale: un fumetto con disegni mediocri (o anche brutti) MA con una buona storia, lo leggo e magari me lo godo anche. Un fumetto con disegni bellissimi e una storia penosa, per me vale la spazzatura. Opinione, anzi modo di vivere i fumetti, estremamente soggettivo e non opinabile.
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    9 - Come vedi le trasposizioni e spin off a fumetti di serie televisive?

    Le vedo malissimo. Sono, credo, uno dei peggiori fanatici di Buffy the Vampire Slayer, ma non riesco proprio a leggerne i fumetti... Personalmente la "multimedialità" mi ha sempre attratto poco (pochissimo!): se amo un libro, non m'interessa "vederne il film", ecc.
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    10 - C'è, a tuo avviso, qualcosa che manca (nel senso di contenuti) nel fumetto italiano, attualmente?

    Ammetto di seguire poco il fumetto italiano.
    Mi piacciono molto parecchie pubblicazioni indipendenti (VERAMENTE indipendenti, non "indipendenti coi soldi di xl o della panini") e amo scoprire alle fiere o dove capita pubblicazioni che mi colpiscono come delle sberle e che, al massimo, venderanno 200 copie. Quella sì è roba davvero valida e sconvolgente! E lì i contenuti non mancano di certo.
    Invece il fumetto italiano quello "istituzionale" (Tex e soci) e quello "gggiovane e figo" non mi dicono granché. Pronto a cambiare idea, naturalmente, anzi sarei ben felice di avere dei motivi per gettare alle ortiche questa mia antipatia!
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    11 - C'è a tuo parere un autore di fumetti (italiano o straniero) che ha già detto tutto e forse farebbe meglio a smettere di scrivere (o anche a cambiare musica)?

    Secondo me ce ne sono una marea. Di autori italiani la cui creatività è scaduta da tempo non mi sogno certo di farne i nomi, non ho alcuna voglia di diventare oggetto di una campagna d'odio. (Mentre, a differenza dei/delle groupies degli autori, io NON odio gli autori che non apprezzo, ma si sa, su internet, e sotto una certa età minima, critica=odio e apprezzamento=amore acriticamente folle. Cazi vostri, ma veramente. Ognuna/o ha ciò che si merita)

    Allora parliamo di un autore straniero che ho adorato e che, secondo me, ha "perso il tocco" da quel dì: mi addolora dirlo, ma alludo a Neil Gaiman. Eh beh, pazienza... Anche Paul McCartney, dopo i Beatles, non è che abbia sfornato chissà quali capolavori. Intanto ha fatto i Beatles e per questo resterà perennemente nella storia. Gaiman ha fatto Sandman e tanto basta.

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  6. Tra verità e leggenda, si stampi la seconda, come disse il Tale. Anch'io avevo letto di Big Jim Shooter e del suo deflettere PC dal tentativo di mettere mano ad un personaggio che nei cartoons a solo recitava " Pietra Portentosa : divento la Cosa ! " e mi pareva compatibile con la Marvel del tempo e con il pensiero di Shooter. In fondo, se la Casa delle Idee non avesse risposto picche a Paul Grist che aveva proposto un aggiornamento di Union Jack , non sarebbe nato Jack Staff.
    E Dave Cockrum aveva progettato Nightcrawler per la Legione dei Super-Eroi. E Shadowhawk era una variante del Falco Stellare dei
    ( primi ) Guardiani della Galassia.
    Io posso parlare del mio caso: nei primi anni ottanta ho suonato il campanello della Marvel e ho chiesto di parlare con Big Jim perchè sapevo che aveva cominciato a scrivere e disegnare la Legion of Super-Heroes appena tredicenne e speravo che prendesse sul serio un ragazzino. Erano gli anni del DD di Miller/Janson, degli X-Men di X-Chris /AAVV e del Thor di Simonson ed io proposi di aggiornare gli Avengers trasformando il loro serial in una cosa portentosa ( x me ) chiamata Staff Meeting: intendevo farne una soap opera con il mood del Mary Tyler Moore Show in cui i Vendicatori si ritrovavano intorno al loro tavolo e discutevano fino allo sfinimento delle strategie per contenere la cronofollia di Kang o il complesso edipico di Ultron. Cap era un reduce rintronato che ricordava ad nauseam Anzio e la Normandia, Thor un ragazzone che non riusciva ad
    " uccidere il padre " in senso freudiano, Stark una combo di Don Trump e Tom Selleck, la Scarlet Witch una feticista degli elettrodomestici ( ed in questa chiave si poteva capire la sua scuffìa x Vision ) provata da una infanzia contadina ( è stata allevata da una mucca antropomorfa ).
    Il tutto disegnato con un tratto alla Lauzier , ma in tavole indiavolate come quelle di Norm Breyfogle o di Gene Colan.
    Shooter impallidì poi riprese colore e mi guardò come lo Squalo nemico di 007 quando si accinge ad assaggiare una vittima. Davanti alla sua porta stava passando Ann Nocenti e forse questo lo riportò in carreggiata.
    Mi disse che la Marvel si rivolgeva ad un pubblico mainstream non ancora pronto per uno psicodramma agito in spandex ( " ricevo ancora lettere di gente che non ha capito Omega di Gerber..." ) e mi disse di provare altrove
    ( " riscrivilo sotto forma di atto unico e prova a presentarlo a qualche impresario off-Broadway" ).
    Sono passati trent'anni e Staff Meeting è stato rimaneggiato + volte della continuity di Hawkman: ora è sul punto di diventare il pilota di una serie per un canale via cavo israeliano in cui si racconta di un think tank chiuso nella camera stagna di un sommergibile che discute di cosa fare quando sarà sicuro riemergere in un mondo vulnerato da un planetoide. Sperem.

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  7. Signore, Signori: Crepascolo! :-)
    (e un commento di Crepascolo sul proprio Blog vale parecchio ma parecchio tanto!)
    E' sempre un piacere leggerti, Crepascolo, sallo.
    O.

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  8. Dimenticavo: io un serial Vendicativo come quello da te proposto a Jim lo comprerei subito, ma subito eh!

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  9. Questo volume mi incuriosiva, ma dopo aver letto il tuo commento ogni dubbio è sparito: deve essere mio!

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    1. Spero tantissimo che non ti deluda, Yue!
      Grazie per il tuo commento ^^
      Un caro saluto
      Orlando

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