mercoledì 23 gennaio 2013

Storie Brevi e Senza Pietà


Storie Brevi e Senza Pietà
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Marco Taddei, testi
Simone Angelini, disegni

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brossura, 80 pp., b/n
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€ 10,00
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Bel-Ami Edizioni
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Gioco facile, con me, questo volume.
Aprirlo e restarne conquistato è un attimo.
Poi, la lettura, dura più di un attimo, meno male, eh?


Una prefazione di Ratigher - e qualcosa vorrà pur dire; una postfazione intelligente di Armando Rotondi, direttore editoriale di Bel-Ami Edizioni.
In mezzo: dieci Storie Brevi e Senza Pietà, più una storia Brevissima e Senza Pietà.

Breve inciso: parlando di fumetti, credo che mai nella (mia) storia ci sia stato così tanto e di buono da leggere in giro. Mi sento come baciato dalla fortuna perché leggo e leggo e mi rendo conto di leggere (quasi) solo cose belle. Questo può voler dire diverse cose: o che mi sono rincitrullito e mi piace "qualsiasi cosa", o che - la vedo più probabile - dopo così tanti anni passati a leggere mi s'è affinato un certo istinto, un sesto senso se vogliamo ("...vedo i fumetti moooorti...") che mi permette di scegliere a colpo abbastanza sicuro quel che mi piacerà e di scartare a colpo altrettanto sicuro il resto.



Torniamo al volume in questione. Non l'ho trovato, ma mi ha trovato lui, evidentemente era destino ed è andato a colpo sicuro.
Sono felice di amare certi fumetti manistream, la mia parte-bambina ne ha dannatamente bisogno e va bene così; sono altrettanto felice che sempre di più ci sia la possibilità di scegliere cosa leggere anche nel campo del non-mainstream. E' una cura, un contro-vaccino, una necessità estetica prima di tutto e, poi, anche morale. O viceversa, che è lo stesso.
In uno dei miei mondi ideali Storie Brevi e Senza Pietà venderebbe una caterva di copie (e non è detto che non succeda anche in questo mondo, eh).

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"Finalmente un po' di sano cinismo", si potrebbe dire facendosi un'idea dal titolo.
E invece no.
La moda del cinismo, dell'ultra-cinismo anzi, non viene sfiorata dalle storie brevi contenute in questo volume. Il "senza pietà" non fa capo all'ultima, oscena battuta razzista di qualche prodotto "moderno" e "politically incorrect", luoghi in cui la risata non è più liberatoria, ma diventa anzi accettazione passiva di un potere, quello sì, spietato e annientatore.


Le dieci Storie Brevi e Senza Pietà non sono ciniche, però sono crudeli, dure, disperate, perturbanti. Non il finale col tuffo al cuore, non è per questo (ma è anche per questo) che sono dolorosamente affascinanti. Le dieci storie raccontano un mondo cupissimo in cui il soprannaturale lungi dall'essere consolatorio è invece ulteriore elemento di sconfitta, impotenza, assenza di speranza.
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Non dico che sia del tutto assente l'ironia, ma è quella forma di ironia che, per esempio nei film horror, prelude a qualcosa che disturba anche solo pensare.
In quelle storie c'è qualcosa sotto, qualcosa che va ben oltre la lettura di un fumetto e che ancora non mi è riuscito di scoprire del tutto: è anche per questo che le rileggerò più d'una volta.
E poi per commuovermi ancora. Già.
Perché, infine, in queste storie c'è dentro anche pietà, intesa non in senso religioso, ma proprio come umana compassione, bisognerebbe leggere per rendersene conto perché si sa che io non sono capace di raccontare o riassumere. [Anni di frequentazione di forum mi hanno indotto il "timore da spoiler". Non è detto che la cosa sia del tutto negativa, s'intende.]

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Le dieci storie sono scritte da Marco Taddei e disegnate da Simone Angelini, con modi e stili diversi, uno per ogni storia; scrittura e disegni di volta in volta scarni e crudeli come in "Storia di Vittorio al bar" o aguzzi e duri come in "Storia breve e senza pietà" o rotondi come nella "Storia dell'ultimo dinosauro" (che per inciso mi ha commosso quasi fino alle lacrime) o pieni di incantevoli ghirigori come ne "La Candelabra" o morbidi e nerissimi - in più di un senso - come in "Storia di uomini e gatti" o ancora ricchi e gotici come in "Storia di un uomo ricco" o densi ed espressionisti come in "Breve storia malinconica" o grigi e pastosi come in "Storia dell'esodo"  e nella splendida "Breve storia in chitarra e costume", la prima della raccolta.
Segno e scrittura, uniti e amalgamati per un'esperienza non frammentaria ma completa, giocano e sperimentano stili e impaginazioni diversissimi tra loro, al completo servizio della specifica storia raccontata. Il filo conduttore c'è e si percepisce, tutto - anche i segni diversi - è collegato: Storie Brevi e Senza Pietà è opera unitaria, un cerchio vita-morte che si conclude con l'ultima pagina crudele.

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Ce ne si può fare una accennata e per forza di cose limitativa idea dalle immagini presenti in questa pagina.
Ma allora - mi si potrà obiettare - perché dovrei leggere un volume con storie piene di dolore?
Perché è un volume bellissimo e pieno di magia. Basta come motivazione?
Basta a me, comunque. Buona lettura.

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"...e ci disse di come fosse accogliente il Purgatorio 
e come in fondo anche l'Inferno fosse bello"
"Perlomeno lì non si soffre il freddo"

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