martedì 4 dicembre 2012

Wild Boy



Wild Boy
Un amore che viene dalla giungla

.
di Natsumi Ando
.
.
serie conclusa

3 volumetti brossurati in b/n
€ 4,00 cad.

.

Play Press Publishing (2007)



...e dopo un'ottima cena la padrona di casa ci ha regalato cinque scatoloni zeppi di manga.
...cinque (5)... scatoloni... zeppi... di... manga....
Non le scatole delle scarpe, parliamo proprio di scatolONI.
Succede che la padrona di casa è appassionata di shojo manga. Quindi parliamo di cinque scatoloni di serie shojo.
Che sfiga?
Figuriamoci!
Io ho una passione segreta [1] per gli shojo!
La tengo a freno esclusivamente per motivi economici e perché mi rendo conto che è difficile giustificare al mondo esterno una casa zeppa di shojo...
.
Come per le mia altre "passioni segrete" (libri di favole, pupazzetti di Sailor Moon, e altro che è meglio tacere), anche quella per gli shojo, seppure non coltivata con puntualità, anzi per la maggior parte non coltivata affatto, ha una funzione distensivo/evasiva di cui spesso fruisco prima di dormire.
Ciò non significa che io ritenga gli shojo un tipo di lettura "indegna" di occupare altri spazi; significa invece che - pur non ritenendo la maggior parte di quelli che conosco dei capolavori - ne apprezzo molto il gioco sotteso, la narrazione spesso stereotipata (il target di molti shojo è teoricamente pre/adolescenziale), la levità e, detto senza offesa, la deliziosa superficialità che permea molti shojo [2]. (Per chiarire: ci sono un sacco di shojo che non sono superficiali, proprio per niente.)

.

.

Wild Boy di Natsumi Ando è proprio così: lieve, carinissimo, superficiale, allegro, banalotto. Ma questo lo dice un anziano signore con segrete passioni (fumettistiche!). Credo che se fossi un/a ragazzino/a sarei deliziato e felice di leggere questi tre volumetti editi qualche anno fa dalla Play Press e non lo troverei per nulla banale o superficiale.
(Non è che gli albi Marvel o DC degli Anni 60 o 70 fossero poi tutti così intellettuali e profondi, per dire)

.
In tre graziosi volumetti (tankobon) Natsumi Ando racconta una classica storia dolcemente romantica, con un tocco di esotismo e moltissima allegria: Chino Kazaoka, quattordicenne figlia di un avventuriero scrittore di romanzi di viaggio, si vede "recapitare" in casa un piccolo Tarzan, il Wild Boy della situazione.
Hyo (= leopardo), questo il nome del ragazzo coetaneo di Chino, è un selvaggio cresciuto dai leopardi sull'isola Madala. Nella sua avventura sull'isola il padre di Chino, Signor Kazaoka, stava per essere divorato da un leone, ma il provvidenziale intervento del Ragazzo Selvaggio gli salvava la vita. Proprio per ricompensare il gesto del ragazzo - e per una nemmeno troppo segreta speranza di ricevere in tal modo un aumento di pubblicità per il suo prossimo libro - il Signor Kazaoka lo porta a casa con lui, in Giappone.

.
L'arrivo del giovane Hyo, che si esprime in un primitivo, simpatico linguaggio ("Io felice... perché venuto qua con papà...") imparato velocemente dal nuovo padre adottivo, crea scompiglio soprattutto in Chino. Neanche da dire che i due si innamoreranno e si fidanzeranno tra turbini di cuoricini e fiori di ciliegio (ops... spoiler ^____^), dovendo prima superare qualche ostacolo, in qualche caso qualche assurdo ostacolo, come ad esempio quando Tsubane Hanatsukasa, figlia adottiva del ricchissimo magnate vedovo Mitsuru, cercherà di "rubare" Hyo a Chino, chiedendo all'ormai quasi-ex selvaggio di farle da "fratello" e di andare quindi a vivere con lei.
.
Altri personaggi che aggiungono divertimento e un po' di pepe al manga sono Machiko Nonohara, migliore amica di Chino e segretamente innamorata di un suo antico "molestatore", Shingo Tsutsui, il "molestatore" di cui sopra (che si rivelerà invece essere un dolcissimo ragazzo innamorato) e il delizioso Fenny, un fennec di Madala amico di Hyo.
.
Come già detto la storia non è nulla di che, eppure se si ama il genere si scoprirà che scorre giù che è un piacere, addirittura appassiona, senza un solo attimo di noia e il fatto che le situazioni siano, per il lettore adulto, già chiare non appena si presentano, non diminuisce il piacere della lettura [3]
.
I personaggi di Wild Boy sono tratteggiati con delicatezza e con quella deliziosa, ma infine universale, superficialità, cui si accennava sopra. I sentimenti sono presenti, mai in forma "eccessiva", sempre accennati in maniera diciamo così "universale", comprensibili a chiunque.
Molto presenti anche le gag, mai forzate e sempre divertenti. Siamo di fronte a un manga "realistico", quindi nonostante la storia poggi su assunti semplicemente assurdi, le situazioni, i comportamenti, le reazioni e i sentimenti dei protagonisti sono "realistici".

.
Il disegno dell'autrice è sempre molto curato, graziosissimo ma mai troppo lezioso e rispetta i principali stereotipi del genere: occhioni scintillanti, corpi e volti superdeformed quando le emozioni sono ira, rabbia, sconcerto ecc., abbondanza (ma non asfissiante) di retini, costruzione della tavola molto dinamica (mai una "gabbia" ripetuta, soluzioni sempre diverse a ogni tavola), sfondi curati quand'è il caso. Così come la storia anche il disegno ha il sapore di una caramella alla fragola, dolce ma non nauseante, scorre via con piacere.
Al termine del terzo volume due mini-storielline scemissime e divertentissime, il primo a tema "fantasmi", il secondo a tema "primo bacio".

.
Non mi sogno di consigliarne la lettura a nessuno che non adori il genere shojo-disimpegnato a target adolescenziale.
Consigliatissimo invece a chi ha figli/e o nipoti giovanissimi/e che amano leggere fumetti: se trovi questi tre volumetti alle bancarelle dell'usato, comprale e vedrai che apprezzeranno moltissimo.

(E no: Fumetti di Carta non diventerà uno shojo-blog, tranquilli/e ^___^)
.
.



.
Note:
.
[1] Prova a digitare "shojo" nella stringa di ricerca lì in alto a sinistra, per esempio. Vedrai che Fumetti di Carta è tutto tranne che estraneo al genere ^_____^.
.
[2] Qualche giorno fa ho scoperto che... posso vedere quante visite hanno gli scritti di Fumetti di Carta! Evviva!... Ebbene, gli scritti/commenti che parlano di manga (di manga in generale, non di shojo) hanno visite che considerare risibili sarebbe eufemistico ^__________^.
.

[3] Alla fine della lettura avevo i crampi alla faccia, non dal ridere, ma dal dolcemente sorridere ^__^

.
.

4 commenti:

  1. Cinque scatoloni di manga sono ben più di una botta di fondello *__* Che contengano quello che contengano, cinque scatoloni di manga sono cinque scatoloni di manga!

    Le storielle carine e leggere (e composte da pochi numeri che poi scocciano) possono riservare molte sorprese. Difficile trovare qualcosa della Play Press ma non si sa mai l'offerta che ti aspetta dietro l'angolo ;-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Acalia carissima, vedo solo ora il tuo gentile e gradito commento!
      Sono un incapace nella gestione del blog, oramai te ne sarai accorta... Mi scuso per il LEGGERO (...) ritardo col quale ti rispondo.
      Ebbene sì, quei cinque scatoloni di manga continuano ad essere una piccola benedizione :-)
      Un giorno farò il censimento di tutto quanto contenevano, promesso! ;-)
      Ancora grazie per la tua visita.
      Orlando

      Elimina
  2. Non ti preoccupare, sono cose che succedono (io, per evitare di perdermi commenti sparsi - visto che ne ricevo anche su post molto vecchi -, ho attivato la notifica via e-mail. L'unico difetto sono un sacco di extra e-mail sparse ;-P) ^^

    Aspetto le recensioni delle altre opere ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...e infatti mi sono deciso ad attivare anch'io la notifica via email :-)

      Dei famosi "5 scatoloni" ho cominciato a leggere Genzo di Yuzo Takada (che conoscevo per 3x3 occhi) e mi piace parecchio!
      Un caro saluto e a presto.
      Orlando

      Elimina