martedì 16 ottobre 2012

Sprite

Sprite vol. 1
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di Yugo Ishikawa
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brossur. con sovracoperta, 208 pag. b/n
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€ 5,90
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GP Publishing
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Il "TEMPO" non scorre allo stesso modo per tutti gli esseri umani...

Siamo a Tokyo.
Yoshiko - detta Su-chan - è proprio una brava ragazza, bella, buona e gentile, che non pensa egoisticamente solo a se stessa, ma fa qualcosa per aiutare il prossimo. Per esempio aiuta concretamente due hikikomori, uno dei quali, zio Shogo, è un quarantenne abbruttito dedito esclusivamente ai videogiochi online. Per questa sua opera buona sopporta pazientemente gli sfottò delle sue amiche Miki e Kiriko, che l'accompagnano malvolentieri dallo zio.

Proprio mentre le tre ragazze si trovano all'interno dell'altissimo grattacielo in cui vive zio Shogo accade lo Sconvolgimento della realtà: l'arrivo dell'Acqua Nera. Annunciato da fiocchi di "neve nera", che però inizialmente sono visti solo da Yoshiko, si scatena l'inferno. Un devastante terremoto squassa l'intero edificio, un terrificante ed enorme tsunami di "acqua nera" sommerge l'intera città, lasciando fuori dall' "acqua" solo gli ultimi piani del grattacielo...
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Sì, l'ho pensato anch'io dopo aver letto le prime - comunque ottime - pagine di Sprite: "Toh, disastro su Tokyo... mmmmhhh. dove l'ho già visto?... Forse OVUNQUE?..."
Ebbene non è come sembra. (Altrimenti non starei qui a parlarne)
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Sprite ha da subito una chiarezza di narrazione di cui non sempre il lettore occidentale di manga può godere, nel senso che - com'è logico che sia - avendo ogni cultura i propri modi di raccontare, non sempre c'è immediatezza di comprensione tra una storia giapponese e il lettore occidentale [1].
Dunque dopo poche pagine che descrivono una situazione tutto sommato "normale", nella quale comunque si percepisce la pervasività di qualcosa di malato, il racconto entra subito nel cuore dell'azione: il disastro ha colpito l'intera città, non c'è modo di comunicare col resto del mondo (non c'è campo per i cellulari) e tra i sopravvissuti nel grattacielo - le tre ragazze protagoniste e gli abitanti degli ultimi piani - cominciano ad accadere strani e inspiegabili fenomeni...
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Subito il manga entra in una dimensione horror e soprattutto in una delle dimensioni dell'horror tanto cara a molti/e mangaka: la trasformazione del corpo.
Il contrasto tra la grazia della protagonista Yoshiko e le strane e orribili trasformazioni provocate dallo Sconvolgimento, l'inevitabile instaurarsi di relazioni tra lei (accompagnata dalle sue due amiche Kiriko e Miki, razionale e dura la prima, emotiva e instabile l'altra) e il resto dei sopravvissuti, l'orrore gorgogliante e minaccioso, la speranza di un prossimo salvataggio e l'ineluttabilità del destino... tutto ciò e la sapiente mescolanza nella narrazione rende Sprite una lettura molto avvincente e tesa.
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E poi ci sono gli ultimi tre capitoli di questo primo volume - Lost Children, Sprite Tokyo, una Città trasformata.
Genialmente, negli ultimi tre capitoli - sui quali non scucirò una sola parola riguardo la trama - la situazione subisce una svolta assolutamente imprevedibile e che lascia il lettore piacevolmente stranito e incredulo, così come supercurioso di leggere il secondo volume!
Pare banale dirlo, ma niente è come sembra, a quanto pare...
Se lo scopo di una prima uscita, dell'inizio di una storia, diciamo, è quello di incuriosire, di far sì che chi legge sia catturato e si identifichi coi personaggi e resti affascinato dalla storia e dai disegni, qui tutto ciò è perfettamente riuscito. Cliffhanger finale compreso.
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I disegni - ce ne si può fare un'idea coi pochi esempi qui riprodotti - sono molto curati nelle espressioni, nei volti, nei dettagli e negli ambienti, sono molto gradevoli nelle descrizioni della bellezza ed efficacissimi nel descrivere l'orrore.
Il racconto, come si diceva più sopra, funziona così bene anche e proprio per l'ottimo storytelling che Yugo Ishikawa dimostra felicemente di saper padroneggiare. A cominciare dal fatto che non è facile partire da una situazione così, se vogliamo, "abusata" come Il Disastro di Tokyo per arrivare a situazioni che si dimostrano avvincenti, tutt'altro che banali e di lettura godibilissima.






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[1] A proposito della presunta "incomprensione" di molti manga, vedi l'illuminante capitolo 7 del saggio di Jean-Marie Bouissou "Il Manga" [Comprendere il manga - "Non ci si capisce niente!" - Principi grafici e narrativi del manga - Tunué editore].
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