sabato 1 settembre 2012

Antifa!nzine

cover  del n. 2
Antifa!nzine
nn. 1, 2 e 3

di: Alessio Spataro, Alex Tirana, Claudio Calia, Fabio Leggieri, Gianluca Romano, Kirapuntozero, Lorenzo Face, Marco Lupo, Margherita TramutoliOfficina Infernale, Roberto Mandracchia, Stefano Misesti,  Toni Bruno, Zerocalcare


albi brossurati - b/n
n. 1 pag 48; n.2 pag. 64; n. 3 pag. pag. 48
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€ 5.00 cad.  -  Corto Comix  [a questo indirizzo è possibile anche scaricare i nn. 1 e 2]
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Spesso non si tiene conto che il fumetto mainstream ha una sua peculiare logica narrativa che è dovuta alla sua stessa condizione di esistenza, basta pensare alla sua funzione precipua: esso deve vendere più copie possibile e intrattenere piacevolmente i lettori.
Sia chiaro che in tutto ciò non ci trovo niente di particolarmente maligno (cioè, è la merce in se’ ad essere "maligna", ma questo è un discorso a parte), amo molti fumetti mainstream, sono comunque una merce piacevole e meno dannosa di tante altre.
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Semplicemente non cercherò nel fumetto mainstream ciò che esso non può darmi.
Ma non viceversa…. nel senso che mentre nel fumetto mainstream non posso trovare, ad esempio, contenuti che critichino radicalmente il concetto stesso di merce, nei fumetti non-mainstream posso trovare continuità e supereroi/ine, i/le quali possono anche permettersi di criticare radicalmente il concetto di merce o la morale sessuale imperante e repressiva o la religione.
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cover del n. 3
Il fumetto mainstream per la sua stessa natura non può sbilanciarsi verso prese di posizione nette e incompromissorie, questo è palese.
Se ad esempio Dis*ey avesse mani-in-pasta con Mc*onalds non potremmo vedere, chessò, L’Uomo Aracnide scagliarsi contro le sofisticazioni alimentari o i danni del junk-food. Insomma, dobbiamo tutti campare, no?
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Tutti/e devono poter acquistare e leggere, chessò, la Freedom League senza sentirsi “offesi” da considerazioni politiche (o etiche o religiose) contrarie alle proprie. Quindi  bisogna eliminare ogni riferimento etico, religioso e politico dall’Uomo Aracnide e dalla Freedom League; non perché autori, editor ed executive non abbiano le proprie specifiche idee politico-etico-religiose, ma perché compito della merce, oltre che di generare (se possibile) profitto, è quello di mantenere lo status quo.
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Ciò non significa che i fumetti mainstream non predichino un generico quanto qualunquistico  essere “contro la guerra” o una pelosa “tolleranza per il diverso”: insomma, per quanto siano il frutto di precise strategie economiche (sempre meno accurate, a quanto pare...), non sono certo creati o progettati da gente malvagia o che fomenta l’odio, che diamine. L’importante è restare sul generico, non uscire troppo dal “buonsenso comune”; lo status quo, appunto.
I recenti matrimoni gay in alcuni fumetti mainstream non sono altro che un prendere atto di cambiamenti sociali in corso oramai da decenni e l’averli proposti come “evento clou”, o peggio ancora “rivoluzionario”, non è altro che marketing.
(Ciò non toglie – sia ben chiaro a coloro che pontificano su “che m’interessa ammé di sapere con chi va a letto il mio supereroe preferito” - che a una persona gay faccia piacere, ogni tanto nella vita!, leggere storie in cui i protagonisti sono gay e hanno relazioni gay, pur senza l’ “evisserofeliciecontenti”)
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Tutto quanto sopra - che sono comunque mie opinioni - non significa affatto negare né dimenticarsi che il fumetto mainstream è in grado di generare belle, quando non bellissime, storie.
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Tornando alla mia prima affermazione: (spesso) il fumetto indipendente/underground, o comunque non-mainstream, ha un suo proprio modo di narrare, o comunque modi diversi tra di loro e diversi dal modo/modello mainstream. Dato che il contenitore è diverso, anche la forma del contenuto cambia.
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cover del n. 1
Dal fumetto underground, da quello indipendente (veramente indipendente) o da quello non-mainstream tout-court, posso aspettarmi cose diverse, slegate ad esempio dalle mere necessità commerciali e quindi ad esempio dalla serialità, dettate invece da un urgenza comunicativa che non ha altro che se stessa come (nobile o meno che sia) motivazione.
Non sto assolutamente facendo il discorso “mainstream/cattivi, indipendenti/buoni”, non qui ed ora, perlomeno.
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Comunque non mi riferisco a quelle fanzine, su qualsiasi supporto esse poggino, che pubblicano quattro orrendi scarabocchi eseguiti da aspiranti “Artisti” (...) che hanno ottenuto la qualifica dopo un diplomino comprato alla locale scuola-di-comics. No. Quello è “underground” perché preghiamo il cielo che tale resti, perché nessun editore sano di mente pubblicherebbe mai quelle schifezze. [Tra l’altro: più sono incapaci, più la loro prosopopea e la loro presuntuosità – fondata sul nulla più assoluto – sono elevate.]
L’underground e/o l’indipendenza cui mi riferisco sono scelte consapevoli. Anche di militanza (non intesa in senso "partitico"). Si tratta di una precisa scelta di schieramento.
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Luogo comune da sfatare: che il fumetto non-mainstream debba per forza essere di “qualità inferiore” a quello mainstream.

Leggere Antifa!nzine è un modo per rendersene conto di persona.
Con, inoltre, la possibilità di darci un'occhiata aggratis prima di acquistarla. Come ho fatto io: ho scaricato i primi due numeri e appena letti ho immediatamente acquistato tutte e tre le uscite. Ottime storie a fumetti, oltreché racconti e interviste.
Che ve lo dico a fare? Scaricate e verificate.
Da parte mia, oltre al grosso piacere della lettura, massima stima.

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3 commenti:

  1. Normalmente sproloquio inutilmente per paragrafi e paragrafi cercando di spiegare perché mi è piaciuto un certo fumetto.
    In questo caso, invece, ho sproloquiato "in generale" e ho dedicato solo poche parole specifiche ad Antifa!nzine...
    Gli albi di Antifa!nzine, oltre ad essermi piaciuti moltissimo (molto più di quanto sia riuscito a comunicare qui sopra) hanno anche - ahiloro - stimolato le riflessioni (chiamiamole così) sul fumetto mainstream e su quello non-mainstream.
    Dato che i primi due numeri di Antifa!nzine sono liberamente scaricabili, ho preferito che chiunque si facesse un'idea della validità del progetto per conto proprio, esattamente come ho fatto io stesso prima di acquistarli.
    Ancora: massimo rispetto!
    O. Furioso

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  2. Passo a scaricare, spero di leggere a breve, ho difficoltà con il formato digitale.

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  3. Infatti io le ho poi acquistate in cartaceo, che come sempre... non c'è paragone :)
    Ti abbraccio!
    O. Furioso

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