lunedì 30 luglio 2012

Il Manga

Il Manga
Storia e universi del fumetto giapponese

.
autori:
Jean-Marie Bouissou

dati: volume brossurato con bandelle, 384 pag. con illustrazioni in b/n
traduzione: Gianluca di Fratta, Marco Pellitteri
prefazione e cura ed. italiana: Marco Pellitteri

prezzo: € 24,00
.

editore: Tunué

leggi un'estratto del libro

.

Molti anni fa decisi che mi sarebbe piaciuto "saperne di più" sui fumetti che leggevo e sul Fumetto in generale.
Sanctuary, di Ryoichi Ikegami (1990)
Coltivavo le mie letture in solitudine, niente amici con cui condividere la passione o anche solo fare scambi di fumetti; internet non esisteva, le comic-convention erano pochissime e lontane (e i soldi erano ancor meno delle comic-convention) e le fanzine, in quanto a uscita e distribuzione, sembravano l'Unità durante il Ventennio.
.
Gli acquisti erano felicemente casuali e capitava spesso che, per puro caso, sfortuna o momentanea indisponibilità all'edicola/fumetteria, si portassero a casa cose prescindibili e ci si lasciassero scappare capolavori fondamentali.
E a proposito di fumetterie: in quegli anni [metà-fine Anni 80] nella mia città ce n'era solo una, che è quella "storica", ancor oggi viva e vegeta, più un paio di negozi che vendevano fumetti usati. E le bancarelle, naturalmente.
.
Per me l'unica fonte di informazione diciamo così "saggistica" sul Fumetto, era la Biblioteca civica, che all'epoca offriva pochissimi e datati (non per questo meno importanti) saggi sull'argomento.
Che regolarmente prendevo a prestito e leggevo; non necessariamente capivo, ma lo sforzo di leggerli lo facevo comunque. Abbastanza velocemente anche, visto che la durata del prestito era allora di soli 15 giorni.

C'era anche Fumo di China, che però non si trovava in tutte le edicole, come ora.
.
Insomma: la fame di saggi, libri, articoli sui fumetti era tanta e se si era un timido e poco intraprendente "cane sciolto" al di fuori dei "giri che contavano" c'era molta probabilità che la fame tale restasse e lo stomaco brontolasse...
.
Fortunatamente oggi l'offerta di (bei) saggi sul Fumetto e sui fumetti ha raggiunto dimensioni considerevoli e una parte da leone la fa proprio la casa editrice Tunué, che ha editato all'inizio dell'anno Il Manga, storia e universi del fumetto giapponese, del simpatico accademico francese Jean-Marie Bouissou.
"Simpatico" perché un sessantaduenne accademico francese coi capelli bianchi accanito lettore e conoscitore (e dannatamente appassionato!) di manga - che lui legge in lingua originale, tra l'altro - non può che suscitare una grande simpatia, come prima sensazione!

Simpatico perché ha scritto un saggio con un approccio estremamente competente ma non serioso, divertente da leggere, scorrevole cionondimeno molto accurato e interessante, che può essere goduto con profitto sia dal super-appassionato che sa già tutto (o che crede di sapere tutto) che dal semplice curioso o anche dallo snob fumettaro che "vive benissimo senza i manga" [in effetti anche i manga vivono benissimo senza di lui] e infine da quegli onesti appassionati di fumetti convinti di detestare i manga senza averne mai letto uno, o avendone letto solo uno (e quello sbagliato, per giunta). Quelli, insomma, pieni di pregiudizi ("teste parlanti", "niente sfondi", "tutti uguali" e via luogocomunistando). A loro in particolare potrebbe fare bene questo libro, non necessariamente per "guadagnare un fan in più", ché siamo già centinaia di milioni, uno in più o in meno non fa tutta questa differenza, ma per poter avere finalmente le conoscenze necessarie per piantarla una buona volta di dire cazzate. E anche per continuare a detestare i manga, ma sapendo almeno perché li si detesta!
.
Ma poi, diciamoci la verità: come può non invogliare alla lettura un libro i cui primi capitoli hanno titoli 
come Il peto, la merda e la ninfetta discinta, o Lo zen e l'arte marziale dei peli del naso
Kyudo shikon, di Hiroshi Hirata (1969)
Al di là della sacrosanta ilarità che suscitano, si tratta in realtà di titoli ponderati che hanno la loro motivatissima ragion d'essere, come scoprirà chiunque leggerà il libro.
Come sottolineato nell'ottima prefazione di Marco Pellitteri, traduttore e curatore dell'edizione italiana, tra le principali doti di questo volume c'è l'originalità, che parte da: "...un'apparente [...] e gioioso paradosso anagrafico: il libro è [...] scritto da un'uomo di sessant'anni che ha scoperto i manga nella sua fase adulta e che quindi [...] li concepisce e ne discute in maniera nuova.".
.
Non c'è stile, genere [ricordiamo ancora una volta che il manga NON è un "genere"], autore/autrice degni di interesse che non vengano toccati nelle 384 pagine del libro.
Bouissou parte da un approccio storico non scontato e prende in considerazione i fattori - da quelli prettamente artistici a quelli culturali, sociali e geografici - che hanno concorso a rendere i manga, e l'industria dei manga, un aspetto imprescindibile della cultura giapponese moderna, li contestualizza e li rende comprensibili. Fa tutto ciò senza mai smettere di rendere il suo libro divertente da leggere. Non è dote comune, anzi.
Il tutto è arricchito da decine di illustrazioni in bianco e nero, la maggior parte delle quali per la verità troppo piccole per essere significative. Si è voluto comunque privilegiare il testo.
.

Kuchisake onna densetsu, di Kanako Inuki (1995)

Parlando di manga, l'autore ci introduce anche alla psicologia dei Giapponesi, alle loro idiosincrasie, passioni, fissazioni, perversioni. Una cultura, quella giapponese, profondamente diversa dalla nostra, anche e soprattutto perché non fondata sul "senso di colpa". Quindi ogni cosa, dal sesso alla religione alla concezione della morte all'approccio con la tradizione... ogni cosa è vissuta, pensata, percepita in modo diverso dal nostro. Al punto che gli stessi manga possono, e spesso lo fanno, influenzare in modo positivo le persone, offrendo non solo piacere, ma anche spunti di riflessione, consolazione (perché no?!), forza. E non lo dice un qualunque ragazzino fanatico di Naruto, ma un qualificato accademico di Francia... che è anche abbastanza fan di Naruto, peraltro :)
.

La storia dei 3 Adolf, di Osamu Tezuka
Altro motivo di particolare interesse è un diverso e nuovo approccio culturale alla storia del manga (non voglio fare spoiler e rovinare il piacere della scoperta...) e il fatto che l'autore - docente e ricercatore presso un Centro studi di ricerche internazionali che si occupa di storia, politica, economia e relazioni internazionali giapponesi - ha vissuto diversi anni in Giappone e, come detto, legge i manga direttamente in lingua originale. Oltre alla felicità di scrittura, credo che sia proprio l'approfondita conoscenza dell'argomento, certamente meno "mediata" rispetto a qualsiasi altro autore occidentale che non abbia un'esperienza così intensa e diretta come quella posseduta da Jean-Marie Bouissou, a rendere il saggio così degno di fiducia, interessante e, in una parola, imperdibile.
.


.











3 commenti:

  1. Sono contento che tu sia daccordo :)
    Io me lo sono già letto un paio di volte :))
    Ciao
    Orlando

    RispondiElimina