giovedì 26 luglio 2012

Brooklyn Dreams [2]

Brooklyn Dreams
Sogni a Brooklyn.
autori: J.M. DeMatteis (testi), Glenn Barr (disegni)
dati tecnici: volume brossurato con bandelle, 378 pag., b/n
traduzione: Giorgio Neri

prezzo: € 15,00
editore: Magic Press.
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"Ricordate quando odiavate la scuola, odiavate i vostri genitori, odiavate tutto eccetto i cani randagi, le sostanze illecite e i Beatles?"
(V. C. Santini)
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 Il 2 tra parentesi quadre accanto al titolo non significa che è uscito un secondo volume di Brooklyn Dreams, ma che su Fumetti di Carta Filippo Messina  ne ha già parlato qualche tempo fa, in modo egregio.
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Ho terminato ieri sera di leggere il volume e il desiderio di parlarne si è fatto sentire in modo prepotente durante tutto il giorno. Un po' anche durante la notte...

Sono un ammiratore di John Marc DeMatteis sin dai tempi della prima edizione italiana della sua Justice League International.
Penso anche che ogni tanto scivoli nel misticismo a buon mercato (ad esempio in Dottor Strange a Shamballa, coi disegni di Dan Green, edito in Italia da Play Press nel 1992, di una noia mortale) o in quella che in modo coscientemente manicheo chiamo "paccottiglia new age".
Brooklyn Dream - Sogni a Brooklyn mi ha dato ulteriore conferma degli interessi/tendenze "spirituali" di DeMatteis, ma durante la lettura tutto mi è venuto alla mente tranne che "misticismo a buon mercato" o "paccottiglia new age".
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La storia raccontata da DeMatteis mi ha colpito nel profondo, ha scavato direi addirittura, e credo che abbia buone probabilità di fare lo stesso con chiunque abbia voglia di cimentarsi nella lettura e non soffra di cinismo cronico.
Dico subito che non è necessario condividere le idee o le aspirazioni spirituali di DeMatteis per godere della lettura di Brooklyn Dreams e restarne profondamente colpiti (e, non scordiamolo, anche molto, molto divertiti) e questa è un'ottima cosa per un autore, che sia di fumetti o di qualsiasi altra cosa.

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Anche se il protagonista della storia si chiama Vincent Carl Santini, sono sicuro che in realtà si tratti di DeMatteis stesso. [Tendo a credere che qualsiasi storia sia in realtà autobiografica].
La storia comincia con l'autore che, parlando direttamente ai lettori, chiede ad essi di fare un patto: "Voi vi sedete, vi rilassate... e io vi racconterò alcune bugie sulla mia vita."

Vincent Carl Santini ha un padre Italiano e cattolico e una madre Ebrea, vive a Midwood (un quartiere di Brooklyn, suppongo) e ha una sorella, un migliore amico, una parte di parentado italiana e l'altra parte ebrea, con tutto ciò che questo può comportare.
Un padre pessimista e tendente al depresso e una madre a suo modo tenera e tendenzialmente isterica, entrambi frutto di due culture che cozzano l'una contro l'altra talvolta in modo pericoloso, difficilmente possono dare frutti "normali" o "tranquilli". Il piccolo Carl acquisisce consapevolezza della sua mortalità molto presto e, giovanissimo, diventa appassionato divoratore di letteratura, poesia e droghe.
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Siamo nei primissimi Anni 70, l'America è piena di fermenti, zeppa di ideologie e modelli comportamentali  non solo diversi tra loro, ma potentemente opposti gli uni agli altri. Illusioni e tradimenti: uno di questi  tradimenti Carl lo sperimenterà con Bilbo, un tenerissimo cagnone randagio la cui tragica fine dividerà la vita del ragazzo in un "prima" e in un "dopo". Bilbo sarà una sorta di immaginario angelo custode/diavolo tentatore che accompagnerà Carl lungo tutta la sua vita.
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Le droghe, la prigione (una sola notte, ma fondamentale), la scoperta del sesso, la scuola, la morte, oscuri segreti di famiglia... Santini/DeMatteis per 378, densissime pagine inanella storie dentro storie dentro storie, aprendo continue parentesi che non sempre vengono chiuse (e non necessariamente questo è un difetto).
E' una storia, anzi sono storie, sui ricordi, sul come la percezione di essi sia quanto di meno "certo" possediamo, anche se forse i ricordi sono proprio l'unica cosa che veramente possediamo; è una storia sull'unicità di ognuno/a di noi e su quanto in fondo siamo tutti simili. E' una storia sulla Verità e su Dio, come dichiara più volte Santini/DeMatteis stesso.
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Finora ho peccato gravemente nei confronti del disegnatore, un Glenn Barr in forma smagliante senza il quale Brooklyn Dreams o non sarebbe stata possibile o sarebbe stata tutt'altra cosa (certamente peggiore, non posso fare a meno di pensare). Ho parlato solo di DeMatteis, ma leggendo il volume è fortissima, davvero molto forte, la sensazione di completa simbiosi tra i due autori e le loro peculiarità.
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Glenn Barr gioca con stili, segni, tavole e vignette in modo subime, ossia con una tecnica - o molte tecniche - sopraffina che gli consente di fare quello che vuole, e quello che fa è davvero perfetto e piacevole.
Sì lo so, il periodo qui sopra non vuol dire niente se non che i disegni di Barr mi sono follemente piaciuti...
Barr usa il biano e nero in ognuna delle sue possibilità: dal tratto alle sfumature alle tonalità di grigio, dai segni graffiati e dal sapore un po' "underground" ai disegni che sembrano delicatissimi e intensi acquerelli; è in grado di descrivere realisticamente ed è un mago del super-deformed.
L'ho già detto che lo adoro?
Brooklyn Dreams è possibile solo grazie a DeMatteis/Barr, Barr/DeMatteis e in nessun altro modo.
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Infine: dichiaro ci aver assolutamente creduto alle bugie del Vincent Carl Santini adulto disegnato da Glenn Barr e che le cose raccontate in Brooklyn Dreams siano vere o meno, che siano "abbastanza vere" o "abbastanza inventate", mente, cuore e pancia hanno scelto di credere, anzi non hanno (abbiamo) avuto altra scelta se non quella di credere.
Tutte le storie parlano di noi stessi; le migliori ci svelano anche qualcosa di noi che forse avremmo preferito non ricordare.
"Solo fumetti" sto cazzo.





5 commenti:

  1. io credo che basti l'ultimo paragrafo, quello dopo "infine", per far venir voglia a chiunque di comprare sto fumetto! almeno, a me è capitato così e domani sera vado in fumetteria a comprare Brooklin Dreams! Per fortuna che FdC non ha troppi articoli di Orlando, altrimenti riprenderei a leggere fumetti a ciclo continuo e il mio mutuo e la mia famiglia ne risentirebbe!

    Vale (si, Flash! ;-) )

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  2. Valentino!!! :-)))
    Grazie per il tuo commento, non puoi immaginare quanto mi è gradito!
    Fai bene a selezionare gli acquisti, meglio pochi ma ottimi ;)
    Questo mi sa che è proprio tra gli ottimi.
    Ti abbraccio fortissimo (e a presto! ^__^)
    Orlando

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  3. Grazie Orlando per avermi fatto conoscere Brooklyn Dreams, è una storia bellissima e realizzata visivamente da lasciare senza parole. Quando leggo i baloon e guardo le vignette, non riesco proprio ad immaginare come DeMatteis abbia potuto concepire la sceneggiatura e quanta libertà avesse Barr. Credo comunque molta a giudicare dal risultato.

    Le parole -infatti- sono studiate e importanti, ma la recitazione che il disegno dà al personaggio Santini ha quasi dell'incredibile.

    E quanto è ricco l'uso che il disegnatore fà dei vari stili? Le tavole passano (e mica da sole!) da un realistico acquerellato ad una china graffiante e scarna con una naturalezza che rende la lettura ancora più scorrevole e divertente. Anche le numerose pause prese dal narratore Santini le ho trovate fondamentali perché hanno permesso al libro di non diventare soffocante.

    In sintesi: ottima, ottima lettura :)

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  4. Laura, scrivi delle recensioni molto migliori delle mie. Uffah! :-D
    Grazie davvero per il tuo commento - che condivido in pieno - e sono felice che il volume ti sia piaciuto!
    Baci!
    Orlando

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  5. Ho preso anche questo a Lucca e la Lega di Moore in fumetteria, troppa roba :)

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