martedì 26 giugno 2012

Doom Patrol

DC Essential - Doom Patrol vol. 1, di Grant Morrison e Richard Case - brossura, 304 pag., col, € 24,95   - Edizioni RW Lion
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Oi dialogoi: dissetarzioni di un nerd, su American Heroes, la Doom Patrol e la RW Edizioni.

What if?!....Cosa sarebbe successo se la Play Press avesse scelto diversamente le storie da proporre su American Heroes tanti anni fa?
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Sono certo che in un universo parallelo, Uatu il capoccione sta guardando un altro me stesso che si gode nelle pagine di quella rivista, tutta, o quasi tutta la Doom Patrol di Grant Morrison.
Qui da noi invece, sulla nostra Terra-1, la famosa e lisergica run di Morrison fece da fanalino di coda, e fu preferita ad altre teste di serie.
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O almeno erano tali sulla carta.
Come esempio la Justice League Europe del solito prolfico De Matteis, che però non riuscì ad emulare il successo della JLI, anzi a dire il vero quella inesauribile vena sarcastica che lo aveva reso tanto celebre, fini per saturare i lettori, complice della disfatta forse, fu anche il team di illustratori decisamente scarsini.

O anche una miniserie abbastanza inutile e lunga della Justice Society in cui l'ex supergruppo di Terra-2 se la vedeva nientemeno con Vandal Savage l'immortale, e con delle costellazioni viventi che succhiavano l'energia nelle principali centrali elettriche americane.
O i New Teen Titans di George Perez e Marv Wolfman, così dannatamente anni '80, interessanti solo da un punto di vista antropologico, visto che in quelle pagine possiamo ammirare gli embrioni di quello  che poi saranno il Monte Olimpo e l'Isola Paradiso, nella Wonder Woman di Perez, e facciamo una veloce conoscenza del famoso Monitor, il protagonista dell' immensa e mai imitata Crisis on Infinite Earths.


Pensate che la povera Pattuglia del Destino del signor Morrison passò in secondo piano rispetto anche ad una miniserie di J. Loeb e T. Sale (discreta ma non troppo) sugli sconosciuti Challengers of Unknown e persino l'Animal Man dello stesso Morrison, forse perchè la run era tremendamente inserita nella continuity del materiale DC pubblicato all' epoca dalla Play Press.
D'altronde il buon Buddy (Animal Man) a quel tempo era membro della JLEurope, le cui storie come già detto venivano lette sulla stessa testata, inoltre Morrison aveva preso le redini della serie proprio a cavallo del mega evento DC Invasion, altra serie pubblicata quasi in sincrono con tutto il resto, sulla collana Play Book.

Quindi posso azzardare l'ipotesi che il motivo per cui la Doom Patrol di Morrison fu tanto segata e ridotta a riempitivo per parecchi numeri, dilatandone inevitabilmente la pubblicazione,  fu proprio per via della sua eccentricità, il distacco dal resto del fumetto supereroistico, ed i disegni un pochetto dozzinali di Case.
Peccato, perchè dopo un incipit che spiazzava sia i lettori più sgamati che i neofiti, la serie cattura decisamente l'attenzione, sembrava chiaro che Morrison, legendo numerose sue interviste del tempo, che approfittando dell'ubicazione molto periferica della Doom Patrol nel DC Universe (dopo la chiusura della serie regolare infatti, Robot Man e co. erano diventati satelliti nelle avventure dei New Teen Titans), avesse intenzione di sbizzarrirsi come non mai, introducendo characters assolutamente surreali, e situazioni allucinanti e destabilizzanti per le quali si ripescava da bacini inusuali per un fumetto di mutandoni in spandex, come l'opera di Borges, la matematica frattale, l'occultismo, con riferimenti alla poesia di Coleridge, i dipinti negromantici... insomma, una di quelle cose da leggere sicuramente più una volta nella vita.

Jane la Pazza era una donna malata di schizofrenia, con ben 64 personalità multipe, ognuna delle quali con un superpotere differente.
La piccola Dorothy, la ragazzina capace di materializzare le sue fantasie, assurdo e bellissimo il suo racconto introduttivo in cui, riempie la base operativa del gruppo, con dei mostri pescati dalla sua psiche, sconvolta durante la sua prima mestruazione!

Comunque lo zentith arriva solo con la Fratellanza del Dada, in assoluto il gruppo di villain più bello si sia mai visto guerreggiare in una serie a fumetti, tra cui spiccano la Sonnambula, una ragazza dotata di super-forza... ma solo mentre dorme, ed il loro capo, l'Uomo Inesistente nato in Sud America dagli esperimenti folli del criminale nazista in esilio il dottor Bruckner. Questo è il manifesto del gruppo:

"Bene! Male! Concetti fuori moda di un'eta antica. Non capite? Non c'è male, non c'è bene nel nostro nuovo mondo! Guardiamoci, non siamo la prova suprema che non c'è bene, non c'è male, nè verità ne ragione? Non siamo noi la prova che l'universo è un idiota che dice sciocchezze senza senso della moda? Da oggi in poi celebreremo la totale assurdità della vita, il gigantesco raggiro dell'esistenza. Da oggi in poi che regni l'irrazionalità! La fratellanza del male è morta! Lunga vita alla fratellanza del Dada!

Con queste parole dell'Uomo Insesistente, alla fine del numero 26, Morrison chiude le presentazioni dei primi protagonisti della serie  (che ci crediate o meno, più in là farete la conoscenza di Danny the Street, una strada che viaggia, legge fumetti e parla attraverso i cartelloni, la segnaletica e le insegne), e dà il via alle danze.


Morrison  sfruttando il megaevento Invasion in cui l'eplosione di una bomba genetica sulla Terra, ha fatto nascere nuovi individui super-umani, ed incasinato i poteri di altri, come il neo telepate Maxwell Lord o la brasiliana Fire, presenta nei primi sette numeri la nuova squadra:
Rebis in pratica il nuovo Uomo Negativo (stavolta però l'ospite dell'anima negativa è ermafrodita e decisamente più metafisico, dei primi due, Larry Trainor e Valentina Vostok), la già citata Jane la pazza, Robotman, il redivivo Capo, Joshua Clay (ex-Tempest, che in questa serie decide di non indossare il costume) e la piccola Dorothy, se la vedranno nelle prime avventure, quelle, tanto per capirsi, con la sola funzione di forgiare l'anima del gruppo, con esseri parecchio ostici, non solo da combattere ma anche da leggere, tipo gli Uomini Forbice, un esecito di non-uomini senza volto con delle enormi forbici al posto delle braccia con le quali tagliano la realtà, provenienti da una non-città, Orqwith, la cui missione è sostituire il nostro piano reale con il loro piano di vita surreale.

Red Jack, un essere talmente potente da ipotizzare si tratti di Dio stesso, che vive su un piano parallelo al nostro che già in passato ha camminato sulla terra, con le fattezze di Jack lo Squartatore, e che vive in una casa senza finestre con pareti piene di farfalle che tortura infilandole con gli spilli, che si scontrerà con la Doom Patrol dopo aver rapito Rhea Jones, membro della seconda incarnazione del team, finita in coma dopo gli eventi di Invasion, e che vuole come sua sposa.

Insomma la serie, che tra l'altro gode ancora di una moltitudine di estimatori di tutte le età, in Italia ha sempre avuto una vita travagliata, la prima edizione fu bruscamente chiusa con il numero 31, quindi proprio sul più bello, con la chiusura di American Heroes.
Rivista destinata a morire, visto che la formula della collana contenitore di più serie, aveva gìa imboccato il viale del tramonto, vedi il fato delle sue colleghe più o meno contemporanee: All American Comics, Super Comics, Corto Maltese e Star Magazine.


Successivamente ci riprovò la Magic Press a farne una nuova edizione in brossurati, che però si arrestò al secondo volume proponendo quindi le storie già apparse in American Heroes, dal 19 al 30.

"Fortunatamente" e abbiate la cortesia di notare le virgolette, la neonata ed aggressiva, RW Lion ha deciso di riproporre la collana in edizione integrale giungendo là dove nessun editore finora è mai giunto prima...
Speriamo bene.
Si è parlato tanto di questa RW Lion: bene e male, ultimamente se ne parla più male che bene, sulla loro pagina Facebook, non passa giorno in cui non ci sia qualcuno che si lamenti o bestemmi in aramaico antico.

E devo dire che dopo la fisiologica scuffia adolescenziale iniziale, hanno disilluso e deluso abbastanza velocemente anche me.
Qualità della carta scadente, prezzi esorbitanti, (persino più alti della media italiana) rapporto con il pubblico completamente da rifare, visto anche la speculazione ai danni dell'utenza per quel che riguarda le variant-cover dei loro albi.


Insomma l'idea di RW, è riproporre questa magnifica saga nel formato DC Essential, come per la Justice League International, cioè in brossurati da 24,95 euro di 300 pagine, che si spera avrano una qualità  migliore della carta velina usata finora. Il primo volume conterrà i numeri 19-30, quindi dalla nascita della nuova Doom Patrol fino all'arrivo della Fratellanza del Dada. Con ovvimanete Grant Morrison (se no de che stamo a parlà finora?) ai testi e Richard Case alle matite. Due parole in più sul disegnatore, che comunque migliora numero dopo numero. Dopo un inizio decisamente mediocre, caratterizzato da un' anatomia disarmonica e uno stille troppo dozzinale che fa a cazzotti con l'audace sceneggiatura, Case si scioglie e comincia a sfornare tavole degne degli scritti del suo collega, adottando uno stile che ricorda persino il dotatissimo Kevin O' Neill.

Più di tutti godetevi il numero 26: "Nowhere Man" e la nascita della Brotherhood of Dada.
Il 30: "Going Underground" , in cui Cliff Steele si cala nella mente multipla di Jane la pazza, per salvarla da... se stessa. In questo numero, a mio parere tra i migliori, Morrison immagina la mente schizofrenica della donna come la metropolitana di una città, una personalità per fermata, un viaggio claustrofobico di Robot-man su un treno che percorrerà la mente devastata della donna fino ovviamente al terribile capolinea.

Il numero 27: "The painting that ate Paris", sublime prova dell'autore nella quale fonde fumetto seriale e argomenti totalmente estranei al format, con riferimenti all'opera di Lovecraft, di Thomas DeQuincey, al dadaismo, all'arte negromantica, i nostri affezionatissimi dovranno vedersela con un dipinto capace di divorare ed imprigionare al suo interno qualsiasi cosa lo guardi, in questo caso Parigi.

Per concludere, visto che chi mendica non può scegliere, se la sola possibilità che abbiamo di vedere il resto della Doom Patrol del signor Morrison, in italiano, risiede nelle mani di RW edizioni, non resta che sperare che tengano fede alle loro promesse e continuino la pubblicazione, il volume è uguale in tutto e per tutto, all'Essential dedicato alla JLI, io non l'ho ancora sfogliato, ma avendo letto la Doom sui vecchi numeri di American Heroes posso dirvi che vale ogni centesimo speso, trovo questa serie superiore di parecchio persino all' altra osannata run dell'autore, quella su Animal Man di cui si apprezza la genialità di qualche numero, tipo il finale, ed il faccia a faccia Animal Man e Grant Morrison,  o le prime sperimentazioni dell'autore sul concetto di Omniverso, che riprenderà poi alla grande in Final Crisis.

Tornando a noi, spero l'edizione RW contenga anche le bellissime copertine di Simon Bisley, segate anni fa dalla Play, e che trovi finalmente una fine: io la aspettarò ansioso come un pupo aspetta le strenne la notte di natale.
Ed a proposito di pupi, soliti baci e scusate se sono stao troppo prolisso

1 commento:

  1. Articolo per me interessante, perché mi mostra la differenza di vedute tra un giovane e un "anziano"; vedute che, senza retorica, non possono mai coincidere (o rarissimamente) perché l'uno parla per conoscenza, l'altro per conoscenza diretta e certamente filtrata dal ricordo, dall'emotività.
    "American Heroes" era, come tutto al mondo, senz'altro perfettibile, MA per chi all'epoca si riaffacciava alla lettura di un certo tipo di fumetti dopo alcuni anni di digiuno più o meno forzato, essa era una rivista a dir poco ottima, sotto molti aspetti.
    Prima di criticarla, personalmente baderei bene a contestualizzare (cosa c'era in edicola ai tempi di AH? Com'era il mercato? Quanti/quali i lettori? E il licensing com'era distribuito? ecc.), nonostante alcuni dati, anche importanti, saranno sempre preclusi a noi semplici e umili lettori.
    Certo è facile, anni e anni dopo la conclusione del percorso di AH, sentenziare che "potevano metterci questo, potevano fare così o cosà"; facile e legittimo, per carità! Ma teniamo sempre presente anche la realtà dei fatti, non solo i nostri gusti personali.
    Allora forse per te che scrivi l'articolo oggi la JLE di DeMatteis "finì per saturare i lettori" (ma tra l'altro mi chiedo: dove l'hai preso questo dato? Io sono un lettore di AH e a me la JLE non aveva "saturato" per niente), ma all'epoca credimi eravamo in molti ad aspettare con ansia i nuovi capitoli della JLE; per te oggi la Justice Society pubblicata su AH è "inutile e lunga" [n.b. tu l'hai letta in un botto, io e gli altri dell'epoca la leggevamo mese dopo mese un capitolo alla volta], io me la lessi, e me la rileggo ancor oggi, molto ma molto volentieri e con gran piacere!
    I New Teen Titans di Perez e Wolfman "così dannatamente Anni 80" [forse perché... sono degli Anni 80?...], che tu trovi oggi interessanti "solo da un punto di vista antropologico", sono guarda caso una delle mie serie preferite di tutti i tempi. Non a caso ristampati da Planeta, non a caso amatissimi ancor oggi da molti appassionati.
    Sull'Animal Man di Morrison/Truog... beh, che dirti se non che è nel mio personale olimpo delle mie 5 serie preferite in assoluto? Ogni volta che rileggo quella serie (ristampata da Magic Press, che mi pare un editore abbastanza attento alla qualità) riesco ancora a commuovermi, indignarmi, trasalire, provare fortissime emozioni. QUindi che il buon Buddy fosse anche un membro della JLE credo sia stato L'ULTIMO dei motivi per i quali lo staff di American Heroes scelse di pubblicare la splendida run dell'Animal Man di Morrison!
    E poi Lobo, L.E.G.I.O.N., Man of Steel di Byrne... sì, certo, AH avrebbe potuto essere così e cosà, ma - ripeto - resta una delle mie riviste contenitore preferite di sempre e la mia collezione non la darei via per nessuna cifra al mondo :)

    [per quanto riguarda il volumone della Lion: che accidenti aspetti a comprartelo?!? ^___^ ]

    O. Furioso

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