mercoledì 16 maggio 2012

The New 52 - Pack Basic n. 1


The New 52 Pack Basic n. 1 (contenente Superman n.1; Batman n.1; Lanterna Verde n.1; Justice League n. 1; Wonder Woman/ Freccia Verde n.1 ; Flash n.1 ; Giovani Titani n.1) –  21, 30 euro - RW Lion

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Arriva finalmente in Italia il nuovo Universo DC, e la nuova detentrice italiana dei diritti di Superman & co., la RW Lion, propone ai propri lettori la possibilità di acquistare in un'unica soluzione questi sette spillati, con un certo risparmio rispetto all’acquisto dei singoli albi volta per volta.
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Con questa recensione si cercherà di dare un breve giudizio sulle singole storie, per poi soffermarsi altrettanto brevemente su una valutazione complessiva del reboot e della relativa edizione italiana.
Superman n. 1: l’albo dedicato all’Azzurrone raccoglie le due testate storiche del personaggio, Action Comics e Superman, mentre il terzo slot è occupato da Supergirl.

Alle redini di AC troviamo il vulcanico Grant Morrison, che si occupa dei testi, e Rags Morales, che cura la parte grafica.
La storia è ambientata nel passato e vede la comparsa di un Superman in jeans, scarponi da contadino e mantellina corta sulle spalle (probabilmente rubata al cane Krypto), non ancora capace di volare ma di compiere lunghi salti.
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Il suo è un atteggiamento da giovane e impetuoso idealista, dedito a proteggere la povera gente dai soprusi dei potenti di Metropolis, e per questo braccato dalla polizia e dal generale Lane, che si avvale della consulenza di un certo Lex Luthor.
La narrazione, per ambientazione e toni, sembra voler riportare il lettore agli albori del personaggio, e anche a un certo modo di fare fumetti, dove il gusto del fantastico e dei sentimenti puri la facevano da padroni. Morrison imbastisce una storia abbastanza scorrevole, non molto originale ma dove non mancano alcune trovate che rappresentano uno dei suoi marchi di fabbrica (una per tutte il treno trasformato in proiettile).
Alle matite Morales non se la cava male, anche se il suo tratto appare un po’ troppo legnoso in alcuni momenti e poco definito in altri.
Superman è invece curata dal veterano George Pérez (testi e schizzi) e da Jesús Merino (Matite e chine). La storia è ambientata alcuni anni dopo rispetto alla precedente, e vede un Superman già “affermato” alla prese con la demolizione del vecchio edificio del Daily Planet e con una creatura infuocata che emerge dall’Astrodome di Metropolis.
Sullo sfondo vediamo agire i classici personaggi del microcosmo di Supes: Lois Lane, Perry White e Jimmy Olsen, tutti coinvolti nell’acquisizione del Planet da parte di una multinazionale dell’informazione. La storia risulta veramente indigesta, poco lineare ed eccessivamente appesantita dalle numerose didascalie, un esordio veramente mediocre per il duo Perèz/Merino.
Supergirl: ovvero come riempire una ventina di tavole con il nulla. Una ragazza vestita come Superman precipita in Russia a bordo di una navicella. Convinta di stare sognando viene attaccata da una serie di robot, che lei malmena con relativa facilità credendo di essere ancora in uno stato onirico, fino a che non arriva il cugino. Michael Green e Mike Johnson ai testi (i pochi che ci sono), Mahnud Asrar alle matite (tratto promettente ma poco adatto al genere).
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Batman n. 1: la testata dedicata al Crociato Incappucciato contiene le due storiche serie Batman e Detective Comics, con l’aggiunta di Nightwing. Sulla prima storia vediamo in azione Scott Snyder ai testi e Greg Capullo ai disegni, e bisogna dire che i due portano a casa un buon risultato. La storia da loro confezionata, pur non brillando per innovazione, scorre bene, con il giusto mix di azione, tecnologia, mistero e ironia. Uno di quei numeri che non ti fa veder l’ora di leggere il successivo. I disegni sono molto intriganti e dinamici, era ora che a Capullo venisse data l’opportunità di disegnare il pipistrello.
Detective Comics: Tony S. Daniel si sobbarca la fatica sia dei testi che dei disegni e, visti i risultati, vien da dire che poteva anche risparmiarsela. La storia è una triste scopiazzatura tardomilleriana, con momenti alquanto ridicoli (un Batman che dice al commissario Gordon «Io sono Gotham» è qualcosa di imbarazzante) e situazioni stanche e scontate: Batman è sulle tracce del Joker, che sembra un po’ più pazzo del solito.
Il colpo di scena finale è forse l’unica cosa che si salva. I disegni sono alquanto legnosi e statici, a conferma di come questo autore si sia involuto rispetto agli esordi (chi si ricorda la sua X-Force?).
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La testata dedicata a Nightwing, il primo Robin, è a cura di Kyle Higgins (testi) e di Eddy Barrows (disegni) e si può dire che i due si guadagnano la pagnotta, pur senza far scintille. La storia è sempliciotta ma scorrevole: vediamo un Dick Grayson che riprende i panni di Nightwing, tra momenti di autoanalisi e una visita al vecchio circo dove si esibiva insieme ai genitori, da poco tornato in città. L’arrivo di un misterioso supercriminale aggiunge un po’ di pepe nel finale.
I disegni sono efficaci anche se non privi di difetti (nella splashpage iniziale il tronco del nostro eroe sembra provvisto di colonna vertebrale allungabile).
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Lanterna Verde n. 1: lo spillato del Poliziotto di Smeraldo ospita le seguenti serie americane: Green Lantern, Green Lantern Corps, Green Lantern New Guardians.
La testata madre rimane saldamente in mano all’inossidabile Geoff Johns, con i disegni di Doug Mahnke.
La storia, che a differenza di quella degli altri personaggi non risente del reboot ma si ricollega direttamente agli eventi di War of the Green Lanterns, narra il ritorno di Sinestro nei ranghi del Corpo e le vicissitudini di un Hal Jordan che deve riabituarsi a vivere senza anello.
Che dire? Storia carina ma niente di più: emerge l’impressione, e si spera di non venire accusati di lesa maestà, che Johns abbia detto tutto ciò che aveva da dire sul personaggio. Il suo lavoro in tutti questi anni (da Rebirth in poi) è stato importantissimo e ha permesso di rinnovare il personaggio e di creargli intorno una vera e propria mitologia, però iniziano a vedersi i sintomi di una certa stanchezza: il nuovo status di Sinestro costituisce senz’altro una trovata interessante ma non basta a fugare quest’impressione di affanno. I
disegni di Mahnke, sempre efficaci, si mantengo sullo stesso livello prereboot.
Il secondo titolo, dedicato al Corpo nella sua coralità, viene curato da Peter J. Tomasi (testi) e Fernando Pasarin (disegni) e vede tra i protagonisti principali l’irruente Guy Gardner e il riflessivo John Stewart, entrambi alla prese con il difficile compito di conciliare la vita borghese con quella di lanterna verde. I due devono vedersela con i misteriosi omicidi di alcuni colleghi del Corpo.
Testi e disegni risultano di buona qualità, anche se pure in questo caso si insinua quell’aria di stantio che già si osservava in precedenza..
Il terzo slot vede la serie in solitaria di Kyle Rayner, quarta Lanterna terrestre, ex Unica Lanterna e ex Ion. La storia, scritta da Tony Bedard e disegnata da Tyler Kirkham, appare la più debole delle tre: il protagonista viene pescato del solito Guardiano che gli dona l’anello, ma a un certo punto compaiono anche tutti gli altri anelli dello spettro emozionale che vogliono farsi indossare dal protagonista, peccato che i più agguerriti esponenti dei relativi corpi non siano d’accordo. Disegni bruttini, troppo cartooneschi.

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Justice League n. 1: il supergruppo più importante dell’universo DC conquista una propria testata autonoma, che ospita oltre a Justice League, anche Justice League International e The Savage Hawkman.
La prima serie vede ai comandi la magnifica coppia Geoff Johns/Jim Lee, che si impegnano a narrare la genesi del gruppo, con i supereroi ancora sconosciuti tra loro che iniziano a superare le iniziali diffidenze per poi allearsi insieme contro un misterioso (neanche più di tanto) nemico.
Nella specifico in questo primo numero assistiamo ai primi difficili contatti tra Batman, Lanterna Verde e Superman.

Questo titolo è stato negli USA uno dei più attesi del reboot, anche e soprattutto per i nomi coinvolti, e ha rappresentato una delle principali vetrine del nuovo corso in casa DC: alla prova dei fatti esso ha un po’ deluso, la storia è nient’altro che un preambolo, un breve accenno a quello che verrà, mentre i disegni di Lee sono quelli che ti aspetti, molto belli anche se a vederli sembra sempre di essere nel 1992; il suo tratto, in queste due decadi, non si è evoluto quasi per niente.
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Justice League International: ovvero una ventina di pagine di pubblicità avrebbero quasi fatto più piacere. La storia è banale e scontata (Dan Jurgens), sembra un residuo di serie B dei tardi anni Ottanta, e disegni piatti che raggiungono appena la sufficienza (Aaron Lopresti).
Le Nazioni Unite decidono di dotarsi di una squadra di metaumani per affrontare situazioni eccezionali (sai che novità) e hanno la brillante idea di affidare le redini del gruppo al quell’esempio di affidabilità che è Booster Gold.
Gli altri membri sono un’accozzaglia di personaggi minori (anche se non privi di potenzialità se gestiti da mani capaci), tra cui Plastic Man e Vixen, che iniziano subito a litigare tra loro. Come se non bastasse interviene l’onnipresente Batman che, non fidandosi del nuovo team, decide di controllarlo da vicino. Come il cacio sui maccheroni ecco scoppiare una crisi in Perù e la nuova formazione è pronta a salire su un velivolo dal design a dir poco imbarazzane e dirigersi verso la sua prima missione (imbarazzante anch’essa a giudicare dall’antagonista che appare in ultima pagina).
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Il falco dell’universo DC, Hawkman, chiude lo spillato e lo fa con una storia senza infamia e senza lode, dai toni esistenzial-horror, che ci mostra il protagonista stanco del suo retaggio, deciso ad abbandonarlo ma costretto dal suo ineluttabile destino ad abbracciarlo nuovamente, nel momento in cui una minaccia aliena gli si para davanti nel laboratorio dove lavora come crittologo.
I testi di Tony S. Daniel e i disegni di Phil Tan non fanno battere i cuori.

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Wonder Woman/Freccia Verde n. 1: l’Amazzone e l’Arciere dividono gli spazi di questa testata con Firestorm, l’uomo nucleare. Le vicende di Diana ci vengono narrate da Brian Azzarello e Cliff Chiang: i due confezionano una storia carina ma niente di più, dove le macchinazioni di varie divinità coinvolgono la principessa delle amazzoni. Si intravedono delle potenzialità ma la carne al fuoco è ancora troppo poca, mentre disegni peccano forse di eccessiva essenzialità. Il nuovo esordio della principale eroina di questo universo avrebbe forse meritato di meglio.
Freccia Verde: ovvero non ci siamo proprio signori miei! J.T. Krul scrive una storia assolutamente insulsa e scontata, dove vediamo in azione il solito riccone che si divide tra il ruolo di amministratore delegato di una potente corporation e quello di giustiziere mascherato alle prese con una gang di metaumani biricchini. Per quanto riguarda i disegni qualcuno dovrebbe dire a Dan Jurgens che gli anni Novanta sono finiti, e non da poco.
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Chiude le danze Firestorm (titolo originale The Fury of Firestorm The Nuclear Men) e purtroppo non si può certo dire che sia un finale in crescendo: Ethan Van Sciver, Gail Simone (testi) e Yildiray Cinar (disegni) regalano al lettore una storia abbastanza banalotta e dai disegni abbastanza anonimi, dove osserviamo due teenager che si trasformano in due supereroi, iniziano a darsele di santa ragione e alla fine si fondono insieme dando vita a un losco superfiguro.

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Flash n. 1: il Velocista Scarlatto ospita nel proprio albo Aquaman, il re degli oceani, e Capitan Atom, personaggio minore del cosmo DC.

Al giovane Francis Manapul (coadiuvato da Brian Buccellato ai testi) viene consegnato il pesante fardello del rilancio di Flash (scelta azzardata che ha fatto storcere il naso a molti) e bisogna riconoscere che il ragazzo non ne esce male, anzi: il suo punto di forza sono senza dubbio i disegni, molto interessanti e innovativi, impreziositi da sperimentazioni grafiche, anche metatestuali mentre la storia appare un po’ più deboluccia.
La vicenda si apre con lo stanco cliché del protagonista che visita insieme all’amica una mostra, all’interno della quale irrompe una squadra di criminali hi-tech. Il nostro eroe ha quindi l’occasione di entrare in azione e gettarsi all’inseguimento dei cattivi. Uno dei nemici rimasti a terra risulta essere un vecchio amico di Barry Allen e questa rivelazione getta il nostro in un’avventura dalle interessanti potenzialità.
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L’eroe acquatico per eccellenza viene affidato alla coppia stellare Geoff Johns/Ivan Reis, già artefici di una splendida run sulle pagine di Lanterna Verde. Purtroppo in questo caso i due non fanno faville, soprattutto a causa del primo perché Reis il suo dovere lo fa, anche se non ai suoi massimi livelli: in questo caso il “colpo alla Johns” (rilanciare un personaggio, riplasmandolo e creando attorno ad esso tutta una mitologia, dosando sapientemente innovazione e tradizione supereroistica) sembra non riuscire.
Naturalmente è troppo presto per formulare un giudizio definitivo, però sin dal primo numero la storia non ingrana.


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Il lettore è alle prese con Arthur Curry sul depresso andante, che torna sulla terra per recuperare la propria umanità, tra una rapina sventata e un tentato pranzo al ristorante (episodio che ricorda troppo da vicino la tristemente famosa Grounded di J. Michael Straczynski). Neanche l’avvento di terribili creature dalle profondità dell’oceano risolleva le sorti di un esordio troppo piatto.
La sensazione di piattume si acuisce nel leggere il terzo slot, quello dedicato a Captain Atom. I testi di J. T. Trull e i disegni di Freddie Williams II, banali gli uni come gli altri, raccontano la storia di questo eroe capace di manipolare l’energia atomica, storia che arranca faticosamente tra un po’ di pippe mentali e un immancabile incidente ad una centrale nucleare. Si ha davvero l’impressione, leggendo prodotti di tal fattura, che in casa DC si doveva per forza far numero per arrivare a cinquantadue testate.

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Giovani Titani n. 1: la testata dedicata ai giovani del cosmo DC ospita Teen Titans, Superboy e Legion Lost.
Teen Titans: a chi ha conosciuto i New Teen Titans di Marv Wolfman e George Pérez degli inizi degli anni Ottanta e non ha ancora letto questa ennesima riscrittura, ad opera di Scott Lodbell (testi) e Breet Booth (disegni) ci sentiamo di dire una cosa  sola: «Non fatelo, ricordateli così!!!».
Uno degli esordi più brutti, se non il più brutto in assoluto: storia assolutamente inesistente, che si trascina tra un Kid Flash che fa il coglione, un Red Robin che gioca a fare il piccolo Batman e una Wonder Girl che ruba auto di lusso.

Disegni molto brutti, non vengono in mente altri aggettivi: Booth dovrebbe tornare a fare l’allievo di qualche corso di disegno ed esercitarsi soprattutto sui volti dei personaggi. A peggiorare il tutto concorre anche l’orribile restyling dei costumi: assolutamente privo di qualsiasi senso, per tacere del gusto; se li avessero vestiti tutti da marinaretti avrebbero ottenuto un effetto senza dubbio migliore...
La serie dedicata a Superboy risolleva leggermente le tristi sorti dello spillato. Scott Lodbell (ai testi, qui probabilmente sobrio e cosciente) e A. B. Silva (disegni) propongono una versione del personaggio come frutto di un esperimento da laboratorio, un mix tra DNA umano e kryptoniano.
Il protagonista, ritenuto un fallimento e in procinto di essere eliminato, si ribella ai suoi carcerieri e, grazie alle amorevoli cure di una dottoressa dai capelli rossi, inizia a vivere una nuova vita, seppur virtuale, ma qualcuno in seno all’organizzazione segreta (artefice dell’esperimento) ha in serbo altri programmi.
Come si evince non siamo a livelli alti e neppure originali, ma rispetto alla serie d’apertura sembra quasi di leggere Watchmen.
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Chiude la fila la “squadra affari sporchi” della Legione dei Super-Eroi, e qui qualcuno dovrebbe chiedere alla Lion perché non inserire la serie principale dei Legionari invece di questo spin-off, avrebbe avuto più senso e probabilmente maggior appeal per i potenziali lettori.
I testi del veterano Fabian Nicieza e i disegni di Peter Woods ci fanno conoscere questo gruppo del futuro che, grazie a una sfera temporale, torna nel presente per sventare una terribile minaccia, costituita da un agente patogeno. Naturalmente le cose vanno storte e i nostri eroi rimangono intrappolati nel nostro tempo.
Storia assolutamente priva di qualsiasi originalità ma pur tuttavia abbastanza leggibile. I disegni meritano la sufficienza.

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Giudizio generale: a giudizio dello scrivente il livello generale di questo reboot è assolutamente mediocre. Tra tutte le serie contenute nei sette spillati (che comunque sono solo una parte dei New 52) forse le uniche veramente convincenti sembrano essere Batman di Snyder e Capullo e Action Comics di Morrison e Morales (con qualche riserva su quest’ultima), mentre tutte le altre si aggirano tra il buono (Flash), il sufficiente (ad esempio Justice League e Nighwing), l’insufficiente (come Justice League International e Captain Atom) e il non classificabile  (Teen Titans su tutti).
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L’impressione generale è quella di un’operazione mal pianificata e peggio eseguita, caratterizzata da idee vecchie e raffazzonate e realizzazioni spesso al di sotto di un’accettabile soglia di qualità. A questo punto è però necessaria una doverosa considerazione: questi sono i giudizi di un lettore adulto con alle spalle vent’anni di letture di fumetti supereroistici, che sconta un inevitabile calo di entusiasmo e a cui molte cose sanno di già visto.
Se il reboot riuscirà ad attirare la nuova generazione di nativi digitali e a riportarli almeno in parte sulle vecchie e care sponde cartacee allora il senso dell’iniziativa assumerà valore positivo, anche se un oggettivo deficit di qualità, al netto del fattore anagrafico, non crediamo si possa negare.
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Edizione italiana: per la RW Lion, nuova licenziataria DC in Italia dopo il lustro della Planeta DeAgostini, i New 52 rappresentano senza dubbio un’occasione da non perdere per far conoscere le proprie pubblicazioni.
Da quel che si è visto fino ad ora bisogna riconoscere che essa si sta giocando abbastanza bene le proprie carte, come dimostra l’iniziativa dei Pack.
Non tutto è perfetto, naturalmente, e in questa sede ci si limita a sottolineare alcune criticità:
-         i colori in alcuni casi sono sbiaditi e la resa di stampa poco definita; inoltre alcune didascalie risultano illeggibili (tutto ciò soprattutto in Batman)
-         i redazionali, seppur non privi di pregi, dovrebbero avere un taglio più storico, dedicandosi maggiormente alla vicenda editoriale dei personaggi e della casa editrice
-         alcuni abbinamenti all’interno delle varie testate appaiono insensati (ad esempio Legion Lost nei Giovani Titani).
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In ogni caso non disperare caro lettore: presto giungerà a dar man forte un certo Rob Liefeld

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17 commenti:

  1. Abbastanza impietoso.

    Innanzitutto farei un paio di osservazioni. La prima, credo condivisa anche da Luca, è che un rilancio così massiccio non può non presentare tanti punti deboli. 52 serie da rilanciare tutte insieme costituiscono un'impresa a dir poco titanica. Si trovano 52 team creativi di assoluto valore? Perche è questo il punto. Si trovano? Naaaa!

    La seconda, e forse Luca è qui che è stato impietoso, è che comunque ci troviamo di fronte a dei numeri 1 che spesso sono solo introduttivi, quello che verrà, valido o meno, non è ancora dato a sapersi.

    Action Comics: una delle serie più interessanti, Morrison riporta il personaggio alle origini, quelle del 1938, buona anche la concezione apertamente proletaria dell'eroe, un po retorica forse ma di questi tempi ne abbiamo davvero bisogno. Buono il lavoro di Morales, non una superstar, semplicemente un buon disegnatore.

    Superman: in effetti la vicenda è appesantita da troppe didascalie e le rifiniture di Merino sul lavoro di Perez non sono impeccabili. Inoltre il look del personaggio non mi piace, preferisco il Superman classico con i mutandoni. Mi sembra che però qui l'attenzione sia posta più sui comprimari e su Clark che non sulla figura dell'eroe, almeno questo aspetto mi sembra da salvare. Nel complesso in questo rilancio mi è sembrato di aver visto di peggio, ad esempio...

    Supergirl: d'accordo su tutto quel che dice Luca, non succede nulla in queste 20 pagine (le ho contate perché mi sembrava impossibile fossero una ventina). Stan Lee avrebbe raccontato le stesse cose in 4 vignette. Spero non rimanga su questi livelli la serie altrimenti stiamo freschi.

    Ora non ho più tempo ma tornerò a commentare tutto il resto.

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    1. "...un rilancio così massiccio non può non presentare tanti punti deboli. 52 serie da rilanciare tutte insieme costituiscono un'impresa a dir poco titanica. Si trovano 52 team creativi di assoluto valore? Perche è questo il punto. Si trovano? Naaaa!"

      Sì, appunto: non è che te l'ha ordinato il dottore che DEVI fare un reboot e rilanciare CINQUANTADUE nuove serie, eh.
      Il Dottore dei Buoni Fumeti casomai ti ordina (ti ordinerebbe...) di produrre belle storie con bei disegni.
      Quindi, Dario, è proprio il progetto in sé che è un "punto debole", se proprio vogliamo.

      Dopodiché di questi n. 1, io - da non-più-lettore DC (se non di ristampe d'annata)- ne ho apprezzate diverse.
      Racconterò le mie impressioni sempre qui, non appena avrò un po' di tempo da dedicare.
      Saluti!

      Orlando Furioso

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  2. Grazie per i commenti.
    Dario: probabilmente hai ragione, sono stato un po' impietoso. Pero' il buongiorno si vede dal mattino, e qui la mattinata è molto nuvolosa. Appunto perché si tratta di numeri 1 mi sarei aspettato una partenza con il botto, ma di botti ne ho visti davvero pochi. Prendiamo per esempio I Giovani Titani (la mia bestia nera lo ammetto): come puoi rilanciare una delle testate storiche del tuo universo in modo così orrendo? Considerando anche solo i costumi, che in un fumetto di supereroi sono un elemento importante: Robin con tutte quelle piume sembra uscito dal Carnevale di Rio, Superboy con il codice a barre tatuato sulla spalla farebbe impallidire un tamarro di Nichelino, Flash con quella maschera in testa sembra un preservativo rotto. Comunque spero che la qualità generale migliori con il passare dei numeri, e in quel caso sarò il primo a riconoscerlo.
    Orlando: aspetto di leggere i tuoi commenti.
    Ciao!

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  3. @ Orlando: dicendo che un reboot basato su 52 nuovi rilanci non poteva garantire qualità alta su tutte le serie non volevo assolutamente assolvere la Dc. Infatti concordo in pieno con il tuo punto di vista. Se non puoi garantire una buona qualità sulle testate che rilanci perché rilanciarle? Studiane un'altra. Infatti dopo il picco di vendite dei numeri 1 (ed ecco il perché del reboot, mi viene da pensare) le stesse hanno iniziato a calare vertiginosamente.

    Sarebbe stato meglio lasciare l'universo DC così com'era nel complesso e con calma rilanciare qualche testata alla volta curandola in maniera maggiore. Ovvio che così non ci sarebbe stato il botto ma magari un po' di qualità in più si.

    Comunque qualcosa di buono c'è...

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  4. Albo per albo, le mie impressioni.
    JUSTICE LEAGUE n. 1.
    Ok, lo confesso: a me Jim Lee non ha ancora stufato. Sono sempre il primo a criticarlo ("Eh, sempre tutte le facce uguali" "Ma disegna ancora come 15 anni fa!"), ma poi quando vedo i fumetti che disegna, è più forte di me, mi piace :)
    La prima storia di questa "nuova" JL mi piace. Un po' forzati i dialoghi - ma quando leggi fumetti da millemila anni diventa sempre più difficile trovare dialoghi "spontanei" (?!?) - ma mi piace il primo incontro tra la Lanterna e il Pipistrello, che invece è proprio sempre lui (e per ciò lo amiamo!). Mi piace molto lo sguardo bastardo di Supes nell'ultima splash, mi fa schifo il suo "nuovo" costume. Mi piacerà andare a vedere come continua la storia, almeno il prossimo numero lo prendo di sicuro.
    (E sì: anch'io sono tra quelli che si chiedono: "Sì, ma cinque anni prima di COSA?!?!?????" ^___^)

    Con la JLI son cazzi, perché per me che son vecchio come il figlio di Matusalemme, "LA" JLI è quella di Giffen - DeMatteis - Maguire.
    Questa "nuova" per ora non mi dice niente e i disegni di CHIUNQUE sono "inespressivi" al confronto di quelli di Giffen - Maguire.
    Godiva non la sopporto. La storia è quel che deve essere: come accidenti vuoi che nasca una JL "I"?
    Però a me non è piaciuta.

    Il Selvaggio Hawkman: Hawky è un personaggio che istintivamente adoro, anche se lo conosco poco, specie nelle sue incarnazioni più contemporanee. (Non seguo la DC regolarmente da qualche annetto).
    Questa prima storia mi piace un sacco: cupa e un po' horror. Adoro la splash finale, me la sono guardata per mezzora (la guardo anche i questo momento!) e mi sono piaciuti tantissimo i disegni di questo per me sconosciuto Phil Tan.
    Uno dei motivi per cui seguo poco i supereroi contemporanei è la colorazione. Fatemi causa. I colori moderni non riesco proprio a farmeli piacere, e infatti ci ho rinunciato.
    Beh: questo Sunny Gho, colorista, mi ha - per ora - riappacificato con la colorazione moderna! Bellissima l'unione del tratto nervoso, ma anatomicamente corretto, dinamico e cupo di Tan, con la colorazione, eccessiva e "nervosa" anch'essa, di Gho.
    Certo però che la cosa che patisco di più sono quelle così poche paginette. Fossi Americano comprerei le edizioni italiane, dei supereroi, che sono più corpose e raggruppano più storie :)
    E via col primo!
    Orlando Furioso

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  5. FLASH n. 1
    A un certo punto della storia mi sembrava di leggere uno di quei manga in cui non ci si capisce un cazzo. Nei quali IO non ci capisco un cazzo. [Amo e Adoro i manga, sia chiaro. Ne riparleremo presto!]. Lui è il solito Barry Allen, e chi non ama Barry e blablabla. Ma è di nuovo daccapo: identità supersegreta, il costume nell'anello, la fidanzata ecc. Mi sa che mi rileggo la run di Waid pubblicata dalla Play Press qualche annetto fa, che grazie al cielo ho ancora tutta in ottime condizioni.
    Disegni carini.

    Aquaman: ecco una storia che mi è piaciuta davvero tanto! O meglio: ecco un inizio di storia (perché dài! Con 22 pagine che ci fai?!?) che mi è piaciutissimo! Tenuto conto che tutti sanno - lo sanno anche alla DC - che Aquaman non vale un'aletta di Subby, ecco finalmente un autore (Johns, mica cazzi!) che sfrutta proprio questo assioma per rendere Aquy interessantissimo e pieno di fascino-da-perdente (averne!). Lui è bellissimo, proprio stupendo, triste & fiero e fa subito capire che di farsi prendere per il culo non ce n'è mezza.
    La storia ti tiene inchiodato alle (poche, l'ho già detto?...) pagine, grazie anche ai bellissimi dialoghi, intelligenti e ironici al punto giusto ["Aquaman qui?! Che diavolo ci fa qui? Questo è un ristorante di pesce!"] ma anche molto umani. Tutti i personaggi della storia sono vivi e palpabili.
    E vogliamo parlare dei disegni di Ivan Reis?
    (http://fumettidicartarchivio.blogspot.it/2011/03/ivan-reis-intervista-esclusiva.html)
    Io l'ho trovato in stato di grazia! Potente e drammatico, mai ridicolo. Stupendo! (Persino i colori mi son piaciuti, pure qui!) :)

    Capitan Atom.
    Di questa storia non m'è piaciuto niente, a cominciare dal semi-mohicano focherelloso del Capitano. Ovvio, lo so da me: sto inconsciamente (...) facendo i paragoni col magnifico Capitan Atom della JLI di Giffen - DeMatteis - Maguire.
    Fatemi causa 2.
    Non trovo proprio niente di sensato da dire su questa storia, non me la ricordo neanche. Non Classificata.

    Orlando Furioso

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  6. SUPERMAN n. 1
    Ovvero: la prova provata che i pregiudizi sono stronzate e che prima di giudicare bisogna provare. (Beh, non tutto: la cacca non ho bisogno di mangiarla per sapere che fa schifo) (Questa segnatevela).
    Come tutti, avevo visto le anteprime di Supes coi jeans, gli scarponi e il mantellino stupido. NON avevo bisogno di un ennesimo "nuovo inizio" per IL supereroe per antonomasia. Come tutti (i vecchietti) sono legato al MIO Superman che è L'UNICO VERO, quello GIUSTO, il Superman dei Supermen!
    Cazzate.
    Esistono le storie passate che, come saggiamente dice il mio amico Francesco Vanagolli, nessuno può impedirmi di rileggere tutte le volte che voglio e che nessun autore né casa editrice potrà mai cancellare dalla mia libreria e dalla mia testa (e dal mio cuore).
    Questo nuovo Superman è fighissimo! Sarà che lo scrive Grant Morrison, che anche se non è bravo come Alan Moore, delle belle cose riesce a scriverle anche lui ^___^, sarà che Morrison, proprio perché è bravetto, riesce a giocare sulle cose che tutti abbiamo detto almeno una volta nella vita, tipo: "No, Superman non mi piace perché è TROPPO potente!" e a trasformarle in qualcosa di cui possiamo godere e che può farci divertire.
    Questo nuovo Supes non ha niente di "forzato", è anzi appassionante, forse come lo era quand'è nato tantissimi anni fa! Non sarà il MIO Superman, ma merita eccome di essere letto e goduto. Questa prima storia è talmente bella sotto tutti i punti di vista (plot, trama, personaggi, dialoghi...) che non ha importanza se non l'ha scritta Siegel o Schwartz o Byrne o... è bella e basta; è una delle possibili (belle) interpretazioni di Superman; a questo punto per me non ha neppure importanza se è l'ennesima "nuova origine" e se questo Supes è tanto diverso - sicuri?... - dal Supes che ognuno conosce e ama di più.
    Certo: Morrison gioca "sul sicuro", tocca corde che sa bene funzioneranno, sfrutta (bene) cliché e stereotipi, ma lo fa benissimo. Non so voi, io il n. 2 lo prendo!
    Lo so: non ho detto niente di "concreto", ma sono anche le 22.30! :)
    A domani!
    Orlando Furioso

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  8. Stranamente, per quel che ci conosciamo e non è dannatamente abbastanza, sono molto vicino alle visioni di Orlando espresse in questi commenti. Solitamente mi sembra noi si abbia pareri divergenti, ora invece... vediamo.

    Justice League: mi sembra un buon inizio. La storia ingrana in maniera lenta ma incuriosisce, i personaggi sono delle icone intoccabili e vederli agire nelle stesse pagine è sempre un piacere. Lee, critiche o meno, mi è sempre piaciuto, le sue tavole sono semplicemente spettacolari. Non parlo di qualità intrinseca ma queste fanno l'effetto di un blockbuster ben riuscito, non so se rendo l'idea. A Johns non si può che dar fiducia e quindi... promossa.

    JLI: Mah? L'impressione è quella di aver letto questa storia 300 volte. Con altri volti, altre firme, altri universi. Alcuni personaggi non so neanche chi siano, disegni appena passabili e un Bats che sembra piazzato lì solo per attirare pubblico... bocciata.

    The Savage Hawkman: Qui concordo con Luca per quel che riguarda la storia e con Orlando per la parte grafica. La trama è tutta da sviluppare, non ci ho visto ancora tantissimo ma potrebbe ingranare. Tan l'ho trovato decisamente migliorato (ha lavorato sugli X-Men in passato) ma penso che il grosso del merito sia effettivamente da attribuire all'uso originale del colore. Contando il fascino del personaggio (anche io lo conosco veramente poco ma mi piace talmente tanto da possederne una piccola miniatura in casa) una seconda possibilità è d'obbligo.

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  9. Flash: tipica storia introduttiva, pone le basi di un mistero e lascia il lettore nel dubbio: la seguo o non la seguo? Niente di trascendentale ma neanche da buttare, carini in effetti i disegni di Manapul. Avendo davvero letto poco dell'Universo Dc nella mia vita di comics addicted una seconda possibilità al Flash sono tentato di darla.

    Aquaman: la migliore del trittico e una tra le più interessanti dell'intero pacchetto. Anche qui sono quasi all'asciutto. Non ho letto praticamente nulla del personaggi ma solo la sua figura, a mio avviso sia ben chiaro, fa scomparire sul fondo dei mari il vecchio e antipatico Sub-Mariner. Sarà perché quando ero piccolo Aquaman c'era nella formazione dei Superamici, va a sapere...

    Comunque, disegni strepitosi di Reis e storia davvero intrigante. Ottima la scena al ristorante e l'intervista con il blogger, minacciosi gli avversari in arrivo. Decisamente soddisfacente.

    Captain Atom: qui concordo in pieno con Luca. Si doveva arrivare a 52 (perché poi?) e quindi...

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  10. (tre commenti sopra mi riferivo ad ACTION COMICS n. 1, scritto da Morrison)

    Superman 1. Qui abbiamo un superman più classico, nonostante alcuni cambiamenti di scena rispetto al passato (Clark Kent lavora per un giornale rivale del Planet in cui sta Lois, per es.). Anche qui abbiamo un Supes "inizio di carriera". La storia si lascia leggere nonostante George Perez - disegnatore che amo da sempre - risulti a mio avviso verbosissimo: parole parole parole parole, didascalie come piovesse, il tutto devo dire abbastanza stancante. Numero tutto action con tante esplosioni e Supes che vola senza problemi. Disegni che se li faceva Perez forse era meglio, non che Merino sia scarso, ma non è tra i miei preferiti.

    Supergirl n. 1.
    I disegni di Mahmud Asrar a me son piaciuti. La storia: sbadabammm, boooom, sghedeng, bottdaorb.
    Io son di quella scuola di pensiero che non concorda con "dal primo numero non si può giudicare un fumetto", discorso che mi è sempre sembrato simile a "siamo schiavi felici, frustateci di più!" o "abbiamo soldi che ci escono dal sedere, compriamo tutto!". Se non mi convinci dal primo numero, non avrai i miei soldi per il secondo. Poi, se a te piace soffrire e spendere aspettando di capire se qualcosa ti piace o meno, affari tuoi.
    O.F.

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  11. Sono un potenziale "nuovo lettore". E' vero: ho mollato la DC (ristampe a parte) da almeno tre anni. Non so NULLA - se non riassunti veloci letti su wiki in pausette rubate al lavoro - di Notti Profonde e Giorni Splendenti. Son rimasto praticamente a "Rinascita", e non parlo dell'ex settimanale comunista che ha smesso di uscire che voi eravate piccoli, sempre che foste già nati.

    Ripartiamo da zero o quasi, quindi.
    LANTERNA VERDE n. 1: vedere Sinestro che fa il giuramento delle Lanterne Verdi vale il prezzo del biglietto! :) Oh, io ero rimasto che era uno dei supercattivissimi, ma mi va bene anche così. Sapere che Hal Jordan non ha più l'anello è una premessa interessante. Geoff Johns, l'abbiam già detto, sa come interessarti e divertirti. E i disegni di Mahnke non mi dispiacciono per niente, anche se disegnare Jordan in borghese non è esattamente la sua specialità. Comunque: devo dire al fumettaio di tenermi anche il n. 2, magari anche il 3.

    IL CORPO DELLE LANTERNE VERDI n. 1 - Guy Gardner lo detesto e mi fa specie sapere che non è così per l'intera popolazione mondiale (che legge i fumetti DC). Poi magari in questi anni è stato protagonista di memorabili avventure, ma per me, a tutt'oggi, è il tamarro pel di carota più odioso del settore spaziale 2814. Poi c'è l'altra lanterna, quella "di colore" (ehi, ma "nero" non si può più dire?!?...), John Stewart, che su di me ha sempre avuto il fascino di un supereroe di quint'ordine. Epperò questa storia di Tomasi coi disegni di Pasarin dire che mi sia dispiaciuta, mentirei. Insomma, parte con una strage very splatter di Lanterne Verdi che sembrano uscite da "Cabal", come si può ignorare un simile inizio? Insomma, vedremo.

    LANTERNA VERDE NUOVI GUARDIANI n. 1 - Sì, qualcosa di Kyle Rayner me la ricordo, ho tutta la collezione di Green lantern/Green Arrow della Play Press. Ion non so chi sia, vedrò su wiki. Rayner ha sempre avuto su di me ancor meno fascino di Gardner... Eppoi, una Lanterna Verde disegnatore di fumetti?!? Andiamo! E ha ragione il bambino: il costume pare un bavaglione verde. E di tutti quegli anelli non ne so niente, quindi... Diciamo che come nuovo lettore non sono stato particolarmente colpito da questa storia, ma tanto mi beccherò il seguito sui prossimi numeri, perché Lanterna Verde come dicevo proseguirò ad acquistarlo, almeno per un po'.

    O.F.

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  12. WONDER WOMAN / FRECCIA VERDE n. 1

    Wonder Woman n. 1.
    Fenomenale!!! Spettacolare!!! Amo già alla follia questa serie! Inizio col botto: la sceneggiatura di Azzarello è iperveloce, dinamica, volutamente "confusa", azioni frenetiche e sanguinose che si susseguono e promettono di dipanarsi in succosissime sottotrame... Per chi, modestamente come il sottoscritto, mastica di mitologia greca, anzi la ama perdutamente, questo primo numero di WW è una bomba.
    E sì che non mi aspettavo molto... sono, ero?, troppo legato alla WW di Perez, al meraviglioso ciclo di Jimenez... Poi non l'avevo più seguita e ne avevo completamente perso le tracce.
    Beh: questo primo numero, complici anche i bellissimi, bellissimi disegni di un Cliff Chiang in stato di grazia, me l'ha fatta ritrovare. Diana, mi eri mancata :)

    Freccia Verde n. 1:
    Per un certo periodo Freccia Verde è stato il mio DC character preferito.
    Era molto tempo fa.
    E se succederà ancora, temo che sarà tra molto tempo.
    Però, finalmente, posso dire di aver letto la più brutta storia di FV che abbia mai letto, di aver visto il più brutto costume di FV che abbia mai visto, di aver letto i più noiosi e fintamente moralisti dialoghi che abbia mai letto. Beh, non è poco per un primo numero! :-D
    Un inizio di storia che dire di averlo letto almeno già un centinaio di volte nella vita non rende minimamente la noia che mi ha provocato.
    E il "cliffhanger" finale! Uh, che sopresona! Davvero mai visto prima! Madò!
    Spero che le cose migliorino in futuro o se così non fosse che "scòrporino" il mio "decisamente-ex" DC character preferito dall'albo di Wonder Woman.
    Scrive un certo Krul (addio Krul!), disegna, mai così male, Dan Jurgens, china evidentemente facendo quel che può, George Perez.
    ...vi prego, ridatemi Oliver Queen... :-(
    (Non ho neanche letto la storia fino alla fine. Non mi capita spesso)

    FIRESTORM (abbreviamo, via) n. 1.
    Dopo FV avrei accolto con gioia quasi qualsiasi cosa... :-)))
    In effetti questa prima storia di/dei Firestorm mi è piaciuta. Anche qui ci sono dialoghi un pèo' "moralisti", se vogliamo (cose sulla "razza" e sul "non avere amici neri"), ma quanto meglio scritti e che stati d'animo meglio descritti rispetto a FV!
    Anche qui, come in WW, abbiamo un inizio iperviolento con dei supercattivissimi coi quali c'è ben poco da fare gli spiritosi. Si vede che non c'è più il Comics Code, eh! :)
    Le premesse comunque sono interessanti, anche se non propriamente originali. I due Firestorm, un nero e un bianco che oltre al colore della pelle, di diverso hanno anche il QI (quoziente intellettivo), sono ben caratterizzati, cioè non sembrano solo di carta, è facile identificarsi con uno di loro e anche comprendere l'altro (a voi la scelta tra i due).
    Van Sciver e Gail Simone al soggetto e ai testi.
    Pur trovando qui particolarmente detestabile il tipo di colorazione, i disegni di Cinar non sono male, anche se la scansione delle sequenze è un po' confusa, talvolta. La curiosità di vedere "come va a finire" c'è, le premesse non son male. Anche qui: vedremo!
    O.F.

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  13. Teen Titans: insomma, di per se io non amo molto i sidekick, una squadra composta solo da loro figuriamoci. Certo che se fosse ben scritta... a Lobdell rendo il merito di aver amalgamato per bene le vicende dei Titani e quelle di Superboy (entrambe scritte dall'autore), interessante la nemesi che si delinea all'orizzonte e anche i disegni di Booth non sono i peggiori del lotto (forse sono solo un inguaribile nostalgico, chi si ricorda Backlash?).

    Superboy: caruccio, più dei Titani, anche il tratto di Silva non mi dispiace. L'avrei preferito su Supes al posto di Supergirl. Vista però l'attinenza con la storia dei Titani la scelta della Lion ci sta tutta.

    Legion Lost: trita e ritrita, soluzioni narrative abusate e in effetti non si capisce perché non sia stata scelta la Legion per riempire uno slot della testata ma questa serie meno importante (almeno teoricamente).

    Nonostante non trovi che tutto sia negativo una delle papabili al taglio del prossimo mese.

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  14. Wonder Woman: nonostante divida il titolo dell'albo con Freccia Verde a livello qualitativo fa la parte del leone. Anche se la storia non è eccezionale intriga il connubio con la mitologia classica, buoni i disegni di Chiang ma non in tutte le tavole (molto legnoso l'avvio, buona invece l'interpretazione di Diana). Una lettura la meriterebbe se non fosse per...

    Freccia Verde: personaggio che istintivamente mi sta simpatico, lo vorrei al posto di Cyborg nella League. La sua serie purtroppo si aggiudica, a mio avviso, il premio di peggior esordio di questo Reebot. Krul non si può leggere e Jurgens non si può guardare.

    Firestorm: discreto, i disegni di Cinar non mi piacciono se non in qualche vignetta, la storia ha spunti interessanti e clichè abusati, interessante l'idea del doppio eroe, un po' meno la dicotomia bianco/nero. Un po' svilente la trovata finale.

    L'ideale sarebbe potersi creare gli albi un po come pare a noi, prendere una serie da l', spostarla la e acquistare gli albi con i nostri personali masterpieces.

    Penso che anche qui il rischio di finire sotto la scure dei tagli sia elevato.

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  15. GIOVANI TITANI n. 1
    Teen Titans 1: Condivido con Luca il non-apprezzamento (diciamo così...) per i disegni, i nuovi costumi, i volti dei personaggi. Robin/Falcon non si può guardare!
    Dò invece una chance alla storia, che non ho trovato pessima, anche se l'originalità sta di casa da tutt'altra parte.

    Superboy n. 1 - Qualcuno alla DC potrebbe fare dei corsi accelerati di "disegno dei piedi"?...
    Sui piedi del clone di pag. 1 qui in casa abbiamo riso delle ore! :) (E anche su altri piedi sparsi in altre storie di questo Pack)
    A parte che in questa storia tutti/e (tutti/e!!!) sono in abbondante sovrappeso, e qui niente da dire: finalmente anche la nostra categoria viene introdotta nei comics supereroistici!, i disegni di Silva non sono male: "realismo", con un pizzico di "cartoonesco" che non guasta affatto.
    La storia, di Loeb, mi è piaciuta e sono già un po' affezionato alla dottoressa "Quella Con I Capelli Rossi", bel personaggino, nerd triste e appassionata.

    Legion Lost n. 1 - Boh... Ho dovuto andare a rivedermi le pagine in questione, perché la lettura non mi ha lasciato granché. Ma questo, e lo dico senza ironia, potrebbe anche essere ascritto al fatto di aver letto tutti questi n. 1 insieme, nello stesso pomeriggio.
    Comunque, a una seconda occhiata le mie impressioni sono le seguenti: belli i disegni di Woods, molto dinamici, così come molto dinamica (al limite della "confusione", ma senza ancora arrivarci) la costruzione delle tavole. Sì, belli davvero.
    La storia è un po' un'incognita per me in quanto non ci ho capito granché. Ma questo avviene normalmente quando non si conoscono i personaggi, o quando si conoscono poco, oppure quando una storia inizia in media res. Devo dire che rileggendola stamattina l'ho trovata migliore della prima lettura. Insomma, però... resto comunque un po' freddo...
    O.F.

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  16. Last but not least: BATMAN!

    Mai stato un fan di Bats. Neanche un detrattore, ci mancherebbe! Ma molto lontano dall'essere un fan. Diciamo che "ho i fondamentali" e poco d'altro. Mi interessano di più gli autori che lo interpretano, che non il personaggio in sé. Diciamo però anche che spesso sono stato stupito da quanto gli autori possano rendere magnificamente un character per il quale non vado pazzo.

    Batman n. 1 - Storia di Snyder, disegni di Capullo. Disegni belli belli di Capullo. Il suo style spigoloso e i suoi menti un po' esagerati sono perfetti per l'azione (e drammatizzano ulteriormente i momenti scabrosi). La storia di questo primo numero, pur cominciando come cento altre storie, risulta intrigante e, appunto, scabrosa quanto basta. Bats, cazzotti e karate a parte, dovrà usare le sue abilità di detective, perché il serial-killer che si troverà ad affrontare potrebbe riservargli più d'una sorpresa... (Ok, detta così non dice granché, ma sapete che io sono contrarissimo agli spoiler).
    Prenderò anche il n. 2.

    Detective Comics n. 1 - Testi e disegni di Tony Salvador Daniel. Non conosco l'autore, o comunque non ricordo di aver letto nulla di suo. Ma la partenza a mio parere è ottima! Storia dai toni ultranoir con abbondanza di splatterume vario, un Joker (sempre che sia lui) veramente, veramente fuori dalla grazia di dio. In compenso un Batman proprio legnoso e poco accattivante, più mito che personaggio; ma chissenefrega, leggiamo per sapere del Joker, giusto? :)
    Il colpo di scena finale, impressionante ed "eccessivo", promette grandi cose per il futuro.
    Avessi bambini NON lascerei loro leggere questo numero.

    Nightwing n. 1 - Allora ditelo che per contratto il povero Dick Grayson DEVE avere pettinature orride! Ce ne faremo una ragione; sarà dura, ma ce la faremo.
    Nightwing, e Dick di conseguenza, mi è sempre rimasto istintivamente simpatico, e questo conta molto nella lettura di un fumetto. Avere un pregiudizio positivo sul personaggio ti bendispone. Capigliature a parte, s'intende.
    Ciò detto ammetto di non essere mai stato un lettore delle sue avventure... della precedente gestione italiana del personaggio ho acquistato giusto il n. 1 dello spillato [ http://fumettidicartarchivio.blogspot.it/2009/08/recensioni-brevi-sangue-caldo-ago-2007.html ]
    Ad ogni modo: questa storia, di Higgins, mi piace, specialmente le pagine dei due superzamarroni neri :-))) Dick è oltre che un personaggio, anche una persona. Inoltre adoro il suo costume! I disegni di Barrows (colorazione a parte) mi piacciono molto, sono come devono essere: urbani e "cool", bravo davvero!
    Sì, come dice Luca Grigoli, niente per cui gridare al miracolo, ma questo Nightwing si legge volentieri, spero diventi un bel fumetto! Via quei capelli, però.
    baci!
    O. Furioso

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