lunedì 28 maggio 2012

Campana

CAMPANA - di Simone Lucciola e Rocco Lombardi - 64 pag, b/n, formato 17 x 24 cm; 12 euro - GIUDA edizioni



Quando un'opera, in questo caso a fumetti, stimola chi la legge/guarda ad andare oltre l'opera stessa, oltrepassando il concetto di mero "intrattenimento" [1] , questa si eleva verso uno stato che, pur non potendo trascendere il dato economico (siamo pur sempre in regime neo-capitalista), esce, seppur per un solo istante - lungo o breve si vedrà - dal concetto di "merce", diventando altro da essa.

Ciò nulla c'entra coll'affrontare "tematiche politiche" o "sociali"; non in questo caso, almeno.

Forse, invece, c'entra (un po' di) più col concetto di "arte" e con l'indispensabilità ora più che mai di schierarsi. Termine, quest'ultimo, che per decreto è andato sempre più svuotandosi della/dalla sua carica positiva e vitale, fino ad assumere i vari e televisivi non-significati datigli dagli Alfieri del Nulla un tanto al chilo, gli alfieri della morte insomma.


Chi ha realizzato questo volume si è schierato. Per cosa o contro chi, lo si legga per saperlo: sapete che qui non si fanno spoiler.
Càpita, non frequentemente di questi tempi, che nonostante gli editti degli Alfieri della Morte si riesca a percepire un barlume di verità, niente più che attimi di illuminazione, satori momentanei, subodorazioni di qualcosaltro.
Spesso è la poesia la strada, brevissima e subito interrotta dalla pubblicità, che conduce a queste intuizioni stordenti e spaventose.
La parte più umana (o forse meno umana?) dell'umanità lo sente da migliaia di anni.
Ma per carità, non partiamo da così lontano, non prendiamola così alla larga! Parliamo di un volumetto da 12 euro, perdiana!
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Allora, dicevamo, come sono i disegni?
Molto intensi. Degli schiaffi che danno piacere. E sono di due tipi: quelli di Simone Lucciola (che già conosciamo, vedi qui e qui e qui) e quelli di Rocco Lombardi, che abbiamo appena cominciato a conoscere.
Diversi tra loro: Lucciola e Lombardi hanno stili e approcci differenti, ognuno dei quali porge alla mente una visione della realtà, meglio: un pezzetto di essa. Più "grafici", nel senso di "lineari" e "puliti" quelli di Lucciola; "incisivi" quelli di Lombardi, nel senso che ricordano incisioni su legno, un lavoro quindi - verrebbe da pensare - "per sottrazione". Mentre lavoro di "addizione" potrebbe essere quello di Lucciola.
Disegni/incisioni e testo, poesia, urla e strepiti, grida e follia. A ognuno/a la sua interpretazione, così come i versi di Dino Campana, poeta italiano del quale appena s'accennava alle scuole superiori, quando la letteratura italiana, o anche solo una vaga attrazione per essa, non era ancora motivo di vergogna. Nessuna nostalgia: è per gli idioti!
La poesia è troppo diversa e "altra" dalla nostalgia: Lucciola e Lombardi (e l'editore, suppongo) son quanto di più lontano possa esserci da giovinotti-d'altri-tempi.

Se può venire in mente qualcosa di più distante dal fumetto e dalla sua retorica da facebook, questi è Dino Campana, poeta pazzo. Chi lo conosce alzi la mano e come sempre vediamo pochissime mani alzate e quelle poche non sono qui a cazzeggiare su questa webzine del cazzo (ops!).
Ma gli stimoli non possono derivare da qualsiasi cosa esterna a noi?
Ma ciertamende! Infatti oggi quel signore grasso sdraiato sul divano postlavorativo, dopo aver letto l'ultimo numero di "Uanz!" s'è sentito come trasportare sopra alti voli pindarici e ha acceso subito la tivvù, chissà che un cartone giapponese non lo riportasse un po' su Questa Terra...


C'è tutto in questo volume, che non mi pare sia "la storia a fumetti di Dino Campana"; meglio: non è assolutamente solo questo. Si sa, una fascetta scritta da Stephen King non la si nega a nessuno (S. King non era disponibile, comunque). Quindi lasciamo perdere le presentazioni.
Dunque si diceva: qui dentro c'è davvero di tutto: fumetto, illustrazione, disegno, testo, poesia, pure la figa se può interessare. Ci sono vignette una-in-fila-all'altra a gruppi di tre come in Watchmen; disegni grandi una pagina intera che sembrano incisioni (già detto!) dentro i quali perderci del tempo che sarà tutto tranne che perso; uomini con lampadine in testa e senza superpoteri; la figa (già detta!); i ritratti di Lucciola che ti si appiccicano addosso; molto, molto testo; poesie; poesia.

E' per caso, esso, un volume "tipo-underground"?, si chiederanno i nostri piccoli lettori e le nostre piccole lettrici. Ma proprio per niente. Trattasi di un lussuoso volume stampato bene su carta buona, curato sin nei minimi dettagli, con la copertina zigrinata che fa piacere al tatto e all'interno non vi è alcun insetto che fa sesso con donne umane! No "underground" come lo intendete voialtri. (O come ci immaginiamo lo intendiate voialtri)
E' per caso, esso, un volume di non immediata comprensione? Tratta di un poeta PAZZO, riuscite a pensare a qualcosa di più immediata comprensione di questo?!? Sempre che abbiate in voi un po' di pazzia, s'intende.
Dino Campana c'entra davvero o è, esso [sempre il volume in questione - ndr] mera scusa per seghe mentali degli autori? Dino Campana c'entra davvero. Grazie a questo volume qualcuno, come ad esempio il signore grasso sul divano rosso di cui sopra, ha SCOPERTO Dino Campana e questa scoperta può, in parte, avergli persino un po' cambiato la vita.
E' esso bello da vedere? "Campana" è un volume bellissimo! Le immaginine qui riprodotte non sono che pezzettini di una bellezza tutta privata impossibile da raccontare in questa webzine del cazzo. (...)
C'è un introibo di Paolo Pianigiani e poi si comincia: parla Campana, proprio lui, che era pazzo, e parla come può farlo un poeta pazzo illustrato da due disegnatori da stili così diversi (eppure stanno così bene assieme: non fosse banale dirlo, si potrebbe affermare che si completano), quindi o ci si perde dentro quelle parole e quei disegni oppure è tutto inutile, lasciate perdere, non c'è nulla di obbligatorio qui dentro. Parlando anche gli amici e i nemici di Dino Campana, e tutti i lavori che ha fatto (non dev'essere stato facile per lui). Pure se le pagine non sono tantissime, dentro c'è tantissimo.
Pare esagerato dire "ti stordisce!", ma lo fa.
Infine, l'appendice e le note.
Son contento sia in ristampa: tanti ce l'hanno e chi non ce l'ha e lo volesse, può nuovamente averlo, questo volume.
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Orlando Furioso
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"Intrattenimento" come "perdita di/del tempo", cioè di energia. "Valore" imposto oggi come unico positivo e massimamente desiderabile, assoluto. L'intrattenimento è un problema quando ad esso non vi sono più alternative praticabili; intrattenimento come svuotamento, passività.
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