martedì 7 febbraio 2012

Lion: I Numeri Zero


Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Lanterna Verde, JLA - albi spillati, col., 48 pag., euro 2,95 cad. (JLA omaggio con “Anteprima”) - RW Edizioni - Lion

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Qualche giorno fa sono andato in fumetteria – la migliore – e il proprietario mi ha detto di pazientare: a disposizione aveva solo il n. 0 di Batman; gli altri numeri Zero della Lion – per quei tre che ancora non lo sanno: si tratta della Casa editrice neo-licenziataria del materiale DC Comics in Italia - li aveva ancora chiusi negli scatoloni, freschi di arrivo.
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Esclusi i “fondamentali”, sui quali non ci piove, io non posso proprio definirmi un lettore di Batman. Quindi ho preso il numero zero di Batman della Lion solo per la pubblicità della quarta di copertina (“Batman illustrato da Gene Colan, vol. uno”), che raffigura uno spettacolare disegno del “Decano”, Batman che fronteggia uno spaventoso vampiro. Quindi sì: ho comprato il n. 0 di Batman solo per la pubblicità in quarta di copertina. (Della mia passione per Colan riparlerò prossimamente).


Nel frattempo ho continuato la chiacchierata col proprietario della fumetteria, il quale mi ha elencato gli altri numeri Zero, ancora chiusi negli scatoloni: Superman, che non credo comprerò (pensavo), Supes non è tra i miei preferiti e non lo seguo da tempo; Wonder Woman, anche lei non la seguo da parecchio, figuriamoci: son rimasto alla run di Jimenez! Sì, l’ho vista spezzare il collo a Maxwell Lord da qualche parte, ma insomma, non posso più definirmene un appassionato… Flash: sono in arretrato di qualche lustro sul Velocista Scarlatto… è di nuovo Barry Allen, vero? Ho amato il ciclo di Mark Waid, ma più o meno lì fermo sono restato.
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Il sospetto che la politica editoriale della precedente licenziataria italiana della DC Comics non abbia, come dire, contribuito a far di me un fedele lettore del materiale DC, esiste; ma non voglio scaricare colpe a la izquierda e alla derecha. Diciamo semplicemente che da qualche tempo non sono più un aficionado di Superman & Co.

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II proprietario della fumetteria continua l’elenco dei numeri zero ed arriva a Lanterna Verde: ecco, la Lanterna mi è sempre piaciuta, anche lì sono un po’ in arretrato (sono a poco prima dei Sinestro Corps; ebbene sì, leggo con molta calma e lentezza) ma il numero Zero di LV lo prenderò senz’altro, quello sì (penso)..
Qualche giorno dopo sono tornato dal mio fumettaio di fiducia ed eccoli lì, finalmente tutti esposti in prima fila i numeri Zero della Lion, belli e scintillanti.
Ovviamente li ho comprati tutti, compreso il num. Zero della JLA allegato ad Anteprima.
Insomma, i numeri Zero di una nuova Casa editrice, foss’anche solo per mero impulso collezionistico, li dovevo avere.
Poi li ho letti ed ecco, una ad una, le sorprese che vi ho trovato.

Batman: comincia con una storia scritta da Ron Marz e illustrata – non è un “fumetto”, è proprio una “storia illustrata” – da Bernie Wrightson che è uno dei miei disegnatori preferiti  e ogni suo disegno è una gioia per i miei occhi. Disegni a tutta pagina, splash-page a doppia pagina: sempre cupi e con quell’elemento horror sempre presente, me li sono proprio goduti fino in fondo, amo davvero quel tratto sempre un po' macabro, come scavasse nella carne dei personaggi sino ad arrivare alle scarne ossa.
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La secondo storia dell’albo è di Dennis O’Neil ai testi e un certo Frank Miller , coadiuvato da Steve Mitchell, ai disegni. Pubblicata per la prima volta nel 1979, è una godibilissima storia natalizia - il tema natalizio ricorre in quasi tutte le storie di cui stiamo parlando - che ci mostra un Miller ancora lontano dalla fama planetaria che raggiungerà col Ritorno del Cavaliero Oscuro (e con le sue opere successive), ma già estremamente interessante.
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All’interno dell’albo, di questo e degli altri numeri Zero, oltre all’articolo di presentazione di prammatica del direttore editoriale Lorenzo Corti, troviamo scritti sugli autori e i personaggi a cura di Gianni Tabaldi, Francesco Vanagolli e Stefano Priarone.
E meno male che Batman n. 0 proprio non lo volevo comprare…

Superman: la copertina dell’albo è di… Bernie Wrightson! E la prima storia è di Jim Steranko . Neanche a dirlo: Steranko è anch’egli uno dei miei disegnatori preferiti e la storia presente su questo n. 0, anche in questo caso si tratta di un racconto illustrato, niente nuvolette, è tutta a base di suggestive e iconiche splash-page dall’impatto molto potente. Non mancano all’interno i noti e amati spunti “psichedelici” dell’autore americano, che qui si cimenta in una storia ambientata in un futuro remotissimo, una storia che parla di fine, disperazione, speranza e nuovo inizio.
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Dopo due pin-up di Superman rispettivamente di Brian Bolland e Will Eisner, troviamo una storia di Paul Chadwick, creatore dello splendido Concrete. Nel numero 0 che “non avrei comprato perché Superman non mi piace poi così tanto ecc. ecc.” ho letto questa storia per la quale ammetto di aver trattenuto a stento le lacrime. O forse non le ho proprio trattenute, ma non è importante.
Chadwick tratteggia, con la delicatezza che gli è propria, una storia nella quale emerge tutta l’umanità dell’Azzurrone, in un senso tutt’altro che retorico o fintamente “buonista" L'invulnerabile per eccellenza affronta la malattia mortale di un'estraneo in un modo talmente delicato, privato e rispettoso da lasciare, appunto, commossi.
Una sorpresa che proprio non mi aspettavo.

Segue la sceneggiatura di Action Comics n. 900 dal titolo “Solo umano”, di Richard Donner  e Derek Hoffman, storyboard di Matt Camp. Non l’ho ancora letta, non so dire. Poi pin-ups di Moebius, Jack Kirby, Bill Sienkiewicz e i redazionali.

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Wonder Woman: la prima storia dell’albo, del 1982, è scritta da Roy Thomas e disegnata da Gene Colan. La stampa della storia non è ottimale, forse non erano disponibili gli originali e sono state fatte scansioni da un albo, o forse gli impianti non erano in buone condizioni. La storia dovrebbe essere un punto di passaggio importante per il futuro del personaggio – che ricordiamo è parte di una sorta di “trimurti” della DC Comics insieme a Bats e Supes – una sorta di nuovo inizio per l’Amazzone. Purtroppo la storia non si conclude e presenta aspetti di non chiara interpretazione per chi si approccia per la prima volta al personaggio, o anche solo per chi non ne è un ferreo conoscitore.

L’albo prosegue con una storia scritta e disegnata dal bravo Eric Shanower, autore di quel capolavoro che è la versione a fumetti dell’Iliade. Si tratta di un breve racconto molto intimista e umano, in cui tramite un argomento diciamo così “religioso”, ossia la differenza tra il politeismo greco di Wonder Woman, che gli dèi li ha "visti, adorati e combattuti”, e il cristianesimo di Sharon, una matura pastora evangelica che si trova in un difficile momento della vita, sviluppa discorsi altri e universali. Toccante e ben disegnato.

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Flash: “Ombre sotto il sole” è un delizioso racconto di John Byrne del 1998, protagonisti Jay Garrick, il primo velocista dell’universo DC, e Barry Allen, il Flash che ci è sempre rimasto nel cuore. Storia divertente e dal gusto retrò che non presuppone una conoscenza approfondita dei personaggi per essere fruita con piacere.
Cui segue la splendida “La Sfida del Mondo in Espansione”, storia del 1964 di Bob Haney e del grandissimo disegnatore Alex Thot.
Protagonisti sono Flash (Barry Allen) e Atom (Ray Palmer), l’eroe in grado di miniaturizzarsi fino alle dimensioni di un atomo. Storia ultra-fantascientifica (deliziosa; l’ho già detto?...) piena di dinamismo, azione, suspense e colte citazioni, con le tavole di Alex Thot ipercinetiche e modernissime e un generale sense of wonder che prende felicemente l’anima e fa tornare indietro nel tempo. Ecco un altro n. 0 che in teoria non avevo intenzione di comprare…

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Lanterna Verde: comincia con una storia del 1983 di Noel Naive (pseudonimo di chi?...) e, di nuovo, l’immenso Alex Thot alle matite, chinato da Terry Austin. Si tratta di una “tipica” storia di Lanterna Verde (Hal Jordan), cioè ambientata nello spazio profondo, su un pianeta talmente lontano da… con tecnologie aliene, alienissime, ma contemporaneamente pregna di umanità, solitudine ed eroismo, nel senso meno bieco del termine. Davvero bella.

Con “Un natale con Hector Hammond”, di Keith Champagne ai testi e John Byrne ai disegni (del 2007), torniamo sulla terra nel giorno di Natale, nell’orrenda galera in cui sbava l’orrendo, mostruoso Hammond, supercriminale che “si nutre” rubando emozioni altrui. Sia l’orrore che una dolce umanità sono i protagonisti di questa storia, che ci mostra un pezzetto importante del passato di Hal Jordan, un pezzetto importante e commovente.

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JLA: nella JLA milita quello che per anni è stato il mio personaggio preferito: Martian Manhunter. Non so chi ricopra oggi quel ruolo (l’ho detto che sono un po’ in arretrato con le letture…), ma in questo albo – JLA n. 0 – è sempre il vecchio, magnifico e verdissimo J’onn J’onzz il Manhunter in servizio! L’unica storia dell’albo è del 1989 e gli autori sono due emblemi del fumetto: Grant Morrison (storia) del fumetto attuale e Curt Swan (disegni) del fumetto della Silver e Bronze Age. Due leggende, una delle quali non più tra noi.
Se da Swan possiamo e dobbiamo aspettarci disegni classici e riconoscibili come "i personaggi della DC Comics" (il Superman più conosciuto iconograficamente è stato per lustri proprio quello disegnato da Swan), da Morrison dobbiamo attenderci un racconto non banale e con più di un piano di lettura. Entrambe le speranze vengono attese nel migliore dei modi, tenendo presente che parliamo di una storia breve ed autoconclusiva, quindi di tutt’altro che facile gestione per gli autori. Bella la storia col suo finale toccante e malinconico.
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Tutti e sei i “numeri zero”, lungi dall’essere dei meri strumenti pubblicitari, contengono invece, ognuno di essi, gradite “sorprese” degne di essere gustate dall’appassionato, dal collezionista e dal lettore occasionale.

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Orlando Furioso
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1 commento:

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