sabato 21 gennaio 2012

Pugaciòff Magie & Dintorni – Il fantasma Aiace

Pugaciòff magie & dintorni, 1966/1968, di Giorgio Rebuffi – a cura di Luca “Laca” Montagliani – brossura, 176 pag. b/n – 10,00 € – Annexia
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Il fantasma Aiace e altre storie
, di Giorgio Rebuffi – a cura di Luca ‘Laca’ Montagliani – brossura, 352 pp. b/n – 10,00 € – Annexia
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Su Fumetti di Carta si è parlato diverse volte di Giorgio Rebuffi e delle sue creazioni, di Pugaciòff in particolare.
Continuiamo e continueremo a parlarne perché Rebuffi è  un autore del fumetto italiano che merita incondizionata ammirazione e maggior diffusione tra i “non adepti”.
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Non è, attenzione, un “eroe in sordina”, non stiamo parlando di un anima per pochi eletti, rifugiata e sicura in una sacra nicchia venerata della Critica Ufficiale, proprio no: parliamo di un autore, un vero e proprio Maestro – Giorgio: non si arrabbi per favore, quando ci vuole, ci vuole! – che ha fatto scuola e che soprattutto ha fatto ridere e sognare centinaia di migliaia di bambini, ragazzi e adulti in un arco di tempo lunghissimo, che arriva fino ad oggi.
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Il co-creatore di Tiramolla, ahinoi,  non è conosciutissimo dalle giovani generazioni di lettori di fumetti, si intende dai “lettori comuni” ché chi appena appena si interessa ai fumetti con un briciolo di profondità in più Rebuffi lo conosce di sicuro indipendentemente dalla sua propria giovane età. Ciò depone in parte a sfavore della conoscenza limitata e un po’ inquadrata delle giovani generazioni di lettori, i quali però non sono certo aiutati da riviste, siti, blog e webzine generalmente troppo occupati a correre dietro all’ultima sensazione.
E depone decisamente a sfavore di una certa, conclamata miopia dell’editoria mainstream, ça va sans dire. Perché, diciamolo, in altre nazioni le storie di Rebuffi godrebbero di periodiche ristampe in lussuose edizioni cartonate.
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Fortunatamente qui da noi c’è Annexia di Luca “Laca” Montagliani [di cui s’è parlato anche recentemente qui], che con “ostinata cocciutaggine” ed encomiabile convinzione continua a proporre volumi e cofanetti rebuffiani – anche se per ora non cartonati e non in tirature ciclopiche – per la gioia e la delizia dei fortunati acquirenti. E dei loro eventuali figli naturali o adottivi che siano (e/o nipotini/e, cuginette/i, va bene anche fino al sesto grado, ma arriviamo anche fino al settimo, via!).
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Perché non è che le storie e i disegni di Rebuffi siano godibili solo da vecchi babbioni – come l’estensore di queste righe – con la fregola del fumetto umoristico un po’ agée, per carità! I bambini, quei pochi che leggono ancora i fumetti, sono in grado di fruire al meglio (= divertirsi assai con) Pugaciòff & Compagni. Provare per credere.
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I cofanetti e i volumi  rebuffiani della Annexia sono straordinariamente ben curati, probabilmente – azzardo l’ipotesi -  perché godono di quell’elemento in più che risponde al nome di “passione”.
Qui su Fumetti di Carta, non se ne fa mica mistero, si cerca di convincere gli ignari alle gioie del Luposki e degli altri personaggi rebuffiani, con un’opera di fiancheggiamento che speriamo sinceramente sia utile a qualcuno per trovare o ritrovare qualche ora di sano e gustoso intrattenimento.
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Stavolta i volumi che presentiamo sono due, doppia fortuna quindi!
Cominciamo con quello che presenta i personaggi più conosciuti: Pugaciòff magie & dintorni 1966 – 1968.
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Avete presente le avventure “medioevali” di paperi e topi?
Beh: non sono proprio la stessa cosa. Senza nulla togliere ai più famosi americani, qui volano botte da orbi, botte “vere”, insulti politicamente mica tanto corretti, anzi spesso scorrettissimi; si spara a povere bestiole e si scampano decapitazioni per un pelo… ma non si tema, i bambini e le bambine non solo non se ne turberanno, ma si faranno anzi belle e grasse risate, perché certi temi, certi topoi oserei dire per darmi un qualche tono (o certi paperinoi, potrei dire per sfogare il mio umorismo atroce ^__^), non hanno data di scadenza e restano sempre validi ed efficaci dagli zero ai novantanove anni e se si è fortunati anche oltre.
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L’ambientazione che fa da sfondo alle storie medievali di Pugaciòff  è quella del feudo, con relativo castello, del barone Bombardone de la Bombardière (Bombarda, ovviamente) signorotto del luogo perseguitato dalla sfortuna, dal nostro Lupo preferito e dai “servigi” di un mago completamente incapace, Merlone (Beppe in medieval version). A risolvere qualcuna delle situazioni più disperate ci pensa, o almeno ci prova, Merlino (Cucciolo middle-age), altro mago leggermente meno incapace e con quel briciolo di “saggezza” in più.
A incasinare ulteriormente il già notevolissimo casino in cui Pugaciòff ha gettato il feudo, ci pensa Giona il Nero, cugino di Merlino-Cucciolo e terrificante portatore di una sfiga (nera, appunto) da cui non c’è scampo alcuno!
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Le situazioni delle dieci storie presenti nel volume sono puro slapstick, velocissime e zeppe di movimento, tantissime botte (= tante risate) per un medioevo che di oscuro ha soltanto la paura di Bombardone de la Bombardière di far da pietanza a Pugaciòff.
L’escamotage della magia permette all’autore di scatenarsi in mille trasformazioni e metamorfosi e permette al suo segno una particolare vivacità che rende queste storie una più godibile dell’altra anche da un punto di vista squisitamente grafico.
Rebuffi in queste storie gioca con qualsiasi cosa abbia a disposizione: linguaggio, segno, battute, la situazione contingente dell’epoca nella quale queste storie vennero concepite, i luoghi comuni; gioca con una fantasia scatenata e geniale divertendo (e, sospetto, divertendosi) ai massimi livelli! La sensazione forte, si perdonino la romanticheria e l’eventuale ingenuità, è quella di leggere storie che non sono state create (solo) per portare a casa uno stipendio – intento lodevolissimo, intendiamoci! – ma (anche) per puro diletto dell’autore. E’ questa una delle doti che distingue un grande maestro da chi non lo è.
Volume consigliatissimo per grandi e piccini e medii.
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E veniamo a Il fantasma Aiace e altre storie, volume che è una vera sorpresa per chi, ad esempio per questioni anagrafiche, non ha potuto godere in diretta dell’immensa produzione di fumetti umoristici editi dell’editore Bianconi o dalle Edizioni Alpe.
Volumotto corposissimo che contiene parecchie storie  di Rebuffi che vanno dalla seconda metà degli Anni 50 (del secolo scorso) ai primissi Anni 60 (idem).
Si tratta di storie più scanzonate rispetto a quelle del Luposki, protagonisti delle quali sono tanti personaggi, umani, animaleschi o… defunti, come l’Aiace del titolo.
A qualcuno parrà esagerata la definizione sottostante… ma questo volumotto foriero di svariate mezzore di purissimo svago, ha le caratteristiche per essere considerato anche una specie di… manuale del fumetto umoristico.
Tanti e tali sono gli stili e i tipi di segno che Rebuffi usa per illustrare le brevi storielle di Aiace e degli altri presonaggi, che talvolta parrebbero disegnate da mani diverse. Rebuffi che gioca col metafumetto l’abbiamo già incontrato nei precedenti volumi e cofanetti del Luposki editi da Annexia (vedi link lì sotto a sinistra): ebbene con il Giotto il bassotto, non solo voce narrante ma anche… disegnante di alcune storie, le citazioni metafumettistiche si fanno arditissime. Così come i crossover con personaggi di altre storie non rebuffiane (mitica Nonna Abelarda, che le suonerebbe pure a Ben Grimm!) che spuntano improvvisamente per ricordare all’autore che sta finendo le pagine a sua disposizione!
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Non c’è dubbio che all’epoca, e a fronte di tirature che oggi paiono mitologiche, i tempi delle consegne fossero stretti, e forse anche questo fattore può aver giocato – è solo un’ipotesi, s’intende – a favore di questa divertente e curiosa aria di “improvvisazione” che si respira in molte parti del volumotto. Ciò vale soprattutto per il citato Giotto il Bassotto o per Tom Porcello, personaggi che si muovono tra rutilanti gag e puri nonsense. E, nel caso di Tom Porcello, ci si muove tra una enorme quantità di botte & percosse varie.
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Il fantasma Aiace, defunto protagonista di storie di più ampio respiro e con una struttura di base più delineata, gode invece di una sorta di continuity interna con storie che cominciano all’esatto punto in cui finivano le precedenti. Aiace gode anche di un maggior “spessore” come character, dimostrando di essere adatto sia alle classiche (buffe) storie di spettri che ad ambientazioni bucoliche e solari; un personaggio cui ci si affeziona volentieri e in breve tempo, insomma.
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All’interno del volume, anzi dei due volumi qui sommariamente presentati, come sempre articoli e scritti di persone sia degne che un po’ men degne (come il sottoscritto, per dire).
In conclusione, ossia in attesa delle prossime pubblicazioni rebuffiane dell’Annexia, e di eventuali soprese di Giorgio Rebuffi in persona (eh già… curiosi eh? ^__^), consigliamo questi volumi a chiunque sia disposto a viaggiare con la fantasia in un mondo alquanto diverso da quello dei fumetti dell’oggidì e forse proprio per questo particolarmente affascinate, curioso, divertente, magico, buffo. Certo, anche “strano”, perché no!
Eppoi, provate a far leggere queste storie ai più piccoli: c’è la concreta possibilità che facciate loro una inaspettata ma quasi certamente gradita sorpresa.
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“… Giorgio Rebuffi, fumettista di immensa originalità, che alla fine del decennio Cinquanta, nel tascabile più popolare dopo “Topolino”
[“Cucciolo”, ndr], adotta una linea grafica modernissima riempiendo inoltre le tavole di esilaranti gag surreali.”
[Luca Boschi, dal volume dedicato a Luciano Bottaro “I Magnifici”, edito da Comma 22]
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- Ottag.it
- Annexia

- Pugaciòff & dintorni 1959 – 1963
- Pugaciòff & dintorni 1963 – 1965
- Pugaciòff Almanacchi & Strenne
- Blog di Laca
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3 commenti:

  1. (Riporto qui i commenti originariamente presenti sul blog di comic-soon)
    Dario Lopez scrive:
    "Quasi, quasi. Una buona lettura da fare con Lauretta? Mi hai convinto, se lo trovo!"

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  2. LACA scrive:
    gennaio 20, 2012 alle 5:04 pm

    Questi volumi, ahimè, non sono ancora in distribuzione.
    Devi sapere che non avendo molte uscite annuali, i distributori tendono a dimenticarsi dell’esistenza di piccole realtà editoriali (come questa), seppur appassionate e di sicuro valore.

    Troverai però i volumi, se sei interessato, sul sito ufficiale di Giorgio Rebuffi.

    http://www.ottag.it

    … e un immenso grazie al caro Orlando.

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  3. Io (Orlando) scrivo:
    però non lasciatevi scoraggiare dal fatto che questi volumi non si trovano nella fumetteria sotto casa, perché basta ordinarli alla Annexia (al Laca qui sopra... ciao Laca! ^_^) e veloci come il vento vi arrivano a casa!
    Un bacio!
    Orlando

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