martedì 31 gennaio 2012

La Guerra Eterna

 La Guerra Eterna (La Guerre éternelle), di Marvano, Joe Haldeman - traduzione: Pier Luigi Gaspa – vol. 17x24, B, 160 pp, col. - 001 Edizioni - € 18
 
 
La parola fortuna porta male in guerra.
Per questo tra commilitoni e ufficiali ci si saluta mandandosi reciprocamente a quel paese, per sfidare con l’irriverenza una sorte che pare essere già decisa. Una guerra interminabile, fuori dal tempo, combattuta in uno spazio che non è mai sembrato tanto vasto e spietato.

La scienza terrestre fa un balzo in avanti nel 2045, quando la teoria della relatività di Albert Einstein è rimessa in discussione e l’uomo riesce infine a raggiungere la velocità della luce. Questo abbattimento dei limiti fisici dà inizio alla conquista terrestre dello spazio finora inesplorato, ma un confuso incidente dalle parti di Aldebaran causa lo scoppio di un conflitto con la sconosciuta razza dei Taurani. Una guerra feroce che durerà secoli, mietendo milioni di vittime tra due popoli tecnologicamente evoluti, ma che ignorano tutto l’uno dell’altro, né sono in grado di scambiare la minima comunicazione. Sulla terra, le informazioni che giungono dal fronte sono filtrate da una rigida propaganda. Il tempo stesso cambia significato, alla luce delle moderne tecniche di viaggio spaziale. Mesi per le truppe al fronte, decenni per la terra, che nel frattempo muta costumi e norme, rendendo alieni i suoi stessi figli, impegnati in un lontanissimo, insensato combattimento senza fine...
 
Joe Haldeman pubblica il suo romanzo La Guerra Eterna (The Forever War) nel 1974, vincendo due anni dopo i prestigiosi premi Hugo e Nebula per la letteratura di fantascienza. Haldeman affida al racconto avveniristico le sue memorie di reduce del Vietnam, in una saga che non concede niente all’epica o alla retorica, ma sceglie una chiave intimista e struggente, trasfigurando in una serie di quadri potenti il ricordo di una guerra immotivata e interminabile. L’adattamento a fumetti de La Guerra Eterna, che si giova delle illustrazioni asciutte e nello stesso tempo spettacolari di Marvano, si affida molto alle parole della sua fonte letteraria (pubblicata in Italia nella collana Urania di Mondadori) e dimostra quanto il confine tra narrativa e fumetto possa farsi sottile quando i temi sono fondamentali e il narratore di talento. Monologo interiore e dialoghi sono scelti in modo equilibrato, e La Guerra Eterna, il fumetto, si rivela un’opera autonoma di forte impatto emotivo.


«Sono contro la guerra,» afferma Haldeman, «non contro i soldati.» Soldati le cui vite spezzate, l’autore racconta in modo partecipe, senza mai scadere nel romanticismo o nel racconto bellico di maniera. Se ne La Fanteria dello Spazio, di Robert Heinlein, altro romanzo di fantascienza cui il libro di Haldeman è spesso accostato, emergeva soprattutto il clima di propaganda e di generale esaltazione militare, in La Guerra Eterna prevale il progressivo senso di alienazione dei soldati terrestri. I rapporti affettivi, riassunti con pochi essenziali tratti, appaiono tanto più disperati e convulsi quanto gli stessi protagonisti, poco più che anonimi, risultano icone universali di una parabola antimilitarista che non fa sconti. Marionette in un gioco crudele che annienta le loro vite senza alcuna ragionevole motivazione, in un conflitto secolare le cui cause non sono mai state veramente comprese.


Ma il vero protagonista de La Guerra Eterna, al di là dei suoi attori, è la guerra stessa. Un conflitto mostrato non solo nelle sue folli esplosioni di violenza, ma nelle sue conseguenze devastanti per coloro che riescono a sopravvivere. Viaggi interstellari che per il tempo terrestre durano secoli. Uomini e donne strappati alle loro culture e lanciati in un estenuante prova di forza, mentre il loro pianeta di origine cambia, si evolve, dimentica. Il punto di vista dei reduci, drammaticamente rappresentato da questo scollamento dalla realtà che li attende a casa, è uno dei temi di maggiore interesse del fumetto basato sull’opera di Haldeman, il più disturbante. Una lettura seducente che fa star male, e rammenta con toni mai convenzionali che il prezzo della guerra è l’umanità stessa.
Filippo Messina




Nessun commento:

Posta un commento