“I mostri pongono una sfida.”
[Alessandro Baggi]
.
.
La maggior parte delle volte che penso alla questione “Arte/Fumetti” mi viene da considerarla una colossale sciocchezza. Il fatto di voler trasformare tutto quanto in “Arte”, quando da sempre si discute su che cosa sia l’Arte, e nemmeno su questo ci si trova daccordo, mi ricorda quelle storie di compravendita di titoli nobiliari, anche oggi che la nobiltà è sacrosantemente proibita per Costituzione. L’importante è il titolo, l’abito, la presentazione, la collocazione sugli scaffali giusti delle librerie, in modo da non doversi più vergognare di leggere/fare fumetti e, magari, da risollevare un po’ il mercato.
.
Pensieri ingenui dettati probabilmente da vetuste ideologie e supportati da una troppo piccina cultura in materia, me ne rendo conto. Ciò non toglie che, a tutt’oggi, continuo ostinatamente a pensare che la peggiore storia del peggiore dei supereroi e la migliore “graphic novel” (… termine che personalmente detesto, così come “radical-chic” o “nouvelle cuisine”) del più raffinato degli Autori, sempre fumetti siano. Non necessariamente Arte. Anzi secondo me quasi mai è Arte. Dico “quasi”. D’altronde lo status di “Arte” non renderebbe migliore un medium, penso, sempre chiuso nella mia ignoranza.