sabato 19 novembre 2011

bAd BaBy

bAd BaBy, di Johnny Grieco – vol. brossura, 152 pp., b/n – 15 € – GRRRzetic

Per me è un atto intenso scrivere un commento su un artista che ha permeato una parte considerevole del mio personale immaginario, non da ieri ma dai miei oramai lontanissimi 17 anni.
Non sono moltissimi gli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella mia immaginazione; sono moltissimi gli artisti che amo, ma pochi di loro hanno a tutt’oggi realmente inciso – modificato in modo duraturo, direi – (nel)la mia visione delle cose.
Mi rendo conto di quanto questo sia vero se penso a quanto poco negli ultimi venticinque-trent’anni io abbia frequentato l’opera di Johnny Grieco.
La mia ignoranza su di lui e la mia distanza “fisica” dalle riviste e fanzines oramai perdute tra mille traslochi sulle quali leggevo e vedevo i suoi disegni (formandomi un mio gusto grafico), non hanno minimamente intaccato la sua influenza su di me.


Sino a ieri nemmeno sapevo, stolto che sono, che il suo altro se stesso – Gianfranco Grieco – è l’autore di piccole, splendide statue che ho sempre guardato e sognato con golosità e ammirazione, pensando tra l’altro che forse un giorno me ne permetterò una. Fatevene un’idea visitando il link lì sotto.
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Johnny/Gianfranco Grieco è un artista poliedrico, capace di segnare con la musica (Dirty Action di Genova, un mito del punk ’77), l’arte, il disegno, la scultura, la grafica, un pezzo considerevole dell’immaginario non solo mio, ma di moltissime menti di un’intera generazione. Un po’ come Matteo Guarnaccia per un paio di generazioni precedenti.
Johnny Grieco travalica e sorpassa senza sensi di colpa i labili confini tra underground e mainstream, senza nulla perdere della carica minacciosa e inquietante delle sue opere. Senza dimenticare l’ironia, che è eufemistico definire feroce.
Nella mia vita di adolescente ci fu una e una sola pubblicazione che, beccata clandestina da mio padre – pio-eppur-tollerante –  lo fece realmente incazzare, letteralmente andare fuori dai gangheri: Le Silure d’Europe, fanzine, indovinate realizzata da chi? – della quale ero orgoglioso e un po’ spaventato possessore/lettore. Prima e più di Frigidaire.
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In questi ultimi trent’anni non c’è stato uno solo dei disegni/collage di Le Silure d’Europe dei quali mi sia dimenticato. Ogni disegno/collage di Grieco è impresso a fuoco nel mio cervello e se devo dirla tutta non sono così convinto che ciò sia stato “innocuo” per il sottoscritto…
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Questo bAd BaBy, indispensabile volume edito da GRRRzetic, raccoglie il meglio della JohnnyGriecoproduzione dal 1976 al 1983 (anche se la maggior parte delle sue vignette potrebbe essere stata fatta ieri l’altro che tutti ci si crederebbe senza banfare) e offre l’occasione di vedere un po’ di cose extra-Silure, extra-Rockerilla, extra-Nuovo Sound (ma lo leggeva qualcun altro/a oltre a me, Nuovo Sound?…), oltre a un bel po’ di inediti succulenti. Lavori di Grieco pubblicati su giornali e riviste che non ho mai letto per motivi geografici e/o d’interesse (Il Lavoro, Guerin Sportivo…) che se da un lato mostrano il lato più mainstream dell’artista, non mancano comunque di graffiare e tagliuzzare quanto basta.
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Eppoi eppoi una deliziosa e ricchissima parata di Catzilli, moltissimi dei quali inediti! (Più di trent’anni fa, per continuare con questa noiosa commistione di commento sul volume di Grieco e mio autobiografismo, mi auto produssi una spilletta – un badge, come si diceva allora – con uno dei suoi Catzilli)
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Il suo tratto preciso – niente o poco “al tratto”, bensì bianchi e neri decisi e potenti; padrone di una tecnica che gli permette di disegnare quello che gli pare e di padroneggiare più stili (raffinate caricature, flyers per concerti, omaggi a punk-star, storie fantascientifico-splatter…); i suoi raffinatissimi “ritratti” monocoli a tutta pagina che con poche, precise linee descrivono sensazioni, ideologie, stati d’animo, musica; le sue vignette terrificanti e crudeli, espresse graficamente con una freddezza e una pulizia espressiva quasi “chirurgiche” (e no, non è un volume per bimbi buoni e anime candide); la sintesi grafica di canzoni/inni come Stygmata Martyr dei Bauhaus o Police on my Back dei Clash, Gaznevada e Killing Joke (non quello di Alan Moore) fino agli indispensabili e ormai defunti Ramones; insomma, signore e signori: Johnny Grieco!
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Commentano il volume brevi e talvolta ficcanti saggi di: Ferruccio Giromini, Simone Lucciola (ehi!); Federico Guglielmi, Luca Boschi (massimo rispetto); :mario :benvenuto, Vittore Baroni (standing ovation) e Riccardo Rogie Rogazione.


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Quotes:

“Delimitare stilisticamente uno come Johnny Grieco è impossibile” (Riccardo Rogie Rogazione)
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“Molte ristampe sono semplici scuse per dar aria ai cassetti, ma questa succulenta retrospettiva davvero ci voleva. Bene, bravi.” (Vittore Baroni)
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“…dovreste accendergli un cero tra i vostri Lari, erigergli un busto marmoreo in Piazza De Ferrari, ripulirlo quotidianamente dalle cacche dei piccioni, innalzargli sacrifici umani” (Simone Lucciola)
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Collegamenti:
- GRRRzetic

- Fatevi un’idea…
- Fatevi un’altra bella idea…
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[OUTRO]
Un giorno o l’altro bisognerà che parliamo seriamente della GRRRzetic, casa editrice genovese. In un momento in cui si glorifica qualunque cosa esca “per Lucca” – un momento storico tutt’altro che breve – si rischia di trascurare cose che hanno valore, che hanno valore assoluto, valore-in-se-stesse.
Uscire da questo pantano di autopromozione feisbuchevolmente folle in cui qualsiasi cosa, ma veramente qualsiasi cosa!, è glorificata e giustificata dal “gusto individuale” o dal “rispetto per l’autore” sta diventando un dovere morale, uno spartiacque che può financo selezionare le proprie “amicizie” (di feisbuc, s’intende).
Resto comunque convinto che la GRRRzetic di Silvana Ghersetti è un cuneo che s’infila tra unghie laccate (artigli?…) del Dorato Mondo del Fumetto Italiano. Questa è la mia sensazione/percezione. Se ne riparlerà approfonditamente, magari con la diretta interessata? [/OUTRO]

o.f.

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