martedì 30 agosto 2011

Captain America The First Avenger

Captain America The First Avenger – regia di Joe Johnston, 124 minuti (3D), Usa, 2011
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Come si scrive una recensione di un film?
Ho girovacchiato un pò per la rete prima di lanciarmi nell’impresa, ed insomma ho realizzato che scrivere di un film non è poi tanto diverso che scrivere per un fumetto, poi se l’oggetto è un film sui supereroi, in sostanza non cambia nulla, quello che si giudica alla fine è sempre l’appetibilità e la godibilità.
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Non ho intenzione di perdermi in dissertazioni sul 3D, sulle dissolvenze, i controcampi, le panoramiche o peggio ancora sulla “fotografia” di un film, pensate che da piccolo pensavo che il direttore della fotografia si occupasse della locandina, giuro su Dio, questi erano i picchi di rimbambitaggine che toccavo da piccolo, insomma non voglio dilungarmi sul tecnico, anche perchè non capendoci molto, da sprovveduto non vorrei rifilarvi qualche castroneria, tra l’altro, tentare di rifilare una castroneria a voi, maledetti, sarebbe come buttarsi un una vasca pieni di squali tigre a dieta vegetariana da qualche settimana, mi spolpereste senza troppi complimenti.

.Quindi bando ai tecnicismi, e cominciamo a parlare dell’ attesissimo adattamento cinematografico di Testa Alata, come lo chiamavano i suoi compagni d’armi Vendicatori, nei vecchi albi Corno: Captain America: Il primo Vendicatore.
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Proprio così, “Captain”, nella prima apparizione al fronte in Europa, chissà per quale arcano motivo, “Captain” , non viene tradotto, resta Chéptein, invece di Capitano, e Dum Dum Dugan (o era Bucky?) presenta alle truppe il nuovo eroe americano chiamandolo così:
“Lui, signori, è cheptein america!”
Un vero e proprio stupro all’ orecchio. Valli a capire i doppiatori.
Ho visto qualche giorno fa quest’ultima “fatica” di Chris Evans e devo dire, nonostante tutto, che mi è piaciuto.
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Visto che siamo su Fumetti di Carta, e non su Coming-Soon Television, dei trucchi usati da Johnston e co. per confezionare il film ci frega poco (almeno a me) nonostante alcuni sbalordiscano. Per esempio, lo Steve Rogers ratichito pre-siero, fa ampiamente il suo dovere, credo che quel che più importa ai puristi del fumetto, sia il lavoro sulla sceneggiatura, credo che la cosa fondamentale sia quanto del fumetto originale, nell’adattamento in celluloide sia andato perso e quanto invece è rimasto.
Quel che vuole leggere chi bazzica la nostra webzine probabilmente non è certo un’ attenta analisi della fotografia (che poi manco saprei farvela), quanto piuttosto vuol sentir pontificare sull’ennesimo cameo di Stan Lee o, fondamentale, sulle varie citazioni fumettistiche disseminate lungo tutti i minuti di pellicola.
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Ebbene questo film, forse più degli altri  ( o forse al pari di Mighty Thor) è pieno di riferimenti. Ed il bello, come nelle prededenti visioni, è cercarli guardando il film. Se non lo avete ancora visto evitate di leggere quello che adesso scriverò in corsivo:
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Stan Lee, ormai è un’ istituzione, quindi non stupisce più che sia presente in tutti i film ispirati dalle sue creazioni, il trucco è cercarlo spasmodicamente nelle inquadrature, come un premio nascosto, che non vuoi assolutamente perderti. Però il film cattura perchè c’è ben altro, alla mostra delle scoperte scentifiche, dove Steve alla fine riuscirà ad arruolarsi per il fronte, non si può non notare la prima Torcia Umana, con tanto di campana di vetro, uscita direttamente dal “Marvels” di Alex Ross e Kurt Busiek; somigliante il Dum Dum Dugan; tutto il progetto Rinascita, locations e candidati al siero compresi, sono presi da “Captain America Sentinel of Liberty” miniserie che rivisitava le origini del super-soldato, apparsa in Italia per la prima volta su Star Magazine (ed. Star Comics).
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Hodge, infatti , il candidato sbruffone più idoneo ad essere sottoposto alla somministrazione del siero, è preso proprio dalle bellissime pagine illustrate dal bravo Maguire. Ma da lì provengono anche il negozio antiquario che nasconde il laboratorio di Erksine, vecchietta col mitra inclusa.
Divertente notare la quantità di gadget con l’effige dell’Hydra che sfoggia il Teschio Rosso, dalla fibia della cinta alla spilletta sul giaccone, per finire al simbolo sulla testa del cofano della sua auto.
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Insomma di riferimenti da cogliere ce ne sono a palate, alcuni nascosti nei fotogrammi, altri ben visibili sotto gli occhi di tutti: il costume con cui Capitan America promuove la vendita dei buoni del tesoro, viene direttamente dal fumetto, e dal pessimo adattamento del 1990 dell’ inglese Albert Pyun; eccellente l’interpretazione di Tommy Lee Jones nei panni di Phillips, persino il buon Stanley Tucci, attore non protagonista che ha recitato in molte commedie, due particolarmente gradevoli a fianco di Meryl Streep (Il diavolo veste Prada e Julie & Julia) riesce a dare una umanità assolutamente deliziosa al professor Erksine. Estremamente azzeccata la scelta di Toby Jones (The Mist e Frost-Nixon) per interpretare lo scenziato E. Zola, non si fa infatti molta fatica ad immaginare quella testa, digitalizzata in un monitor capoccione. Ossia quel che diventerà il dott. Zola in futuro.
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Il caro vecchio Agente Smith di Matrix ci regala un Teschio Rosso il cui unico handicap, è il tempo che passa davanti alla telecamera. Troppo poco.
Chris Ewans (che io, strafottendomene di un vostro eventuale ed ingiustificato attacco d’ omofobia non mi vergogno assolutamente di dire che adoro), forse, paradossalmente, è tra i membri del cast quello più in difficoltà, d’altronde Steve Rogers, il suo personaggio, non è certo cosa facile, un moderno Atlante che regge sulle super spalle tutta l’ iconografia del sogno americano, forse è un pò troppo, per il giovane attore abituato a personaggi decisamente più ironici: sublime per esempio il suo Johnny Storm in Fantastic 4, anzi direi che il suo Johnny è stata l’unica cosa gradevole del pessimo adattamento cinematografico del quartetto di Lee & Kirby.
Come godibile è anche la sua interpretazione dell’hacker della squadra di The Losers, Jensen, altro personaggio ispirato ai fumetti della Vertigo o ancora il suo cameo in Scott Pilgrim vc the World.
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A mio parere direi che può ritenersi soddisfatto del suo lavoro anche in Captain America, d’altronde visti i tempi ristretti di un film, vera nemesi per questi adattamenti cinematografici, il Capitano risulta segato di molto della sua psicologia e del suo patriottismo già in fase di sceneggiatura, (se non fosse per i pochi minuti in cui è ancora uno smunto ed emaciato patriota) quindi sarebbe un pò ingiusto dar tutta la colpa a questo genuino Big Jim, se alla fine il personaggio di “Cap”, ne esce un pò appiattito.
Insomma in 103 minuti ci dobbiamo accontentare che gli autori ci forniscano una spolveratina di tutto, comprimendo gli eventi per dare una trama lineare anche a chi è digiuno del fumetto.
E direi che il lavoro è stato fatto bene. Da purista ottuso, penso che alla fine Capitan America è un bel film perché è un film sul fumetto di Capitan America, non è come X-Men First Class, prologo dell’epopea degli X-Men completamente stuprato per quel che concerne la cronologia degli eventi fumettistici. Dal quale emerge che Xavier e la Bestia hanno la stessa età! Lasciamo stare, son cose da Nerd.
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Per quel che concerne la pellicola, direi che il film risulta un pò lento e dilatato proprio nella fase finale dei combattimenti, peccato, però se non storcete troppo il naso sul fatto che Cap, cammina nel buio in una base Hydra, con tanto di Scudo a stelle e strisce blu bianche e rosse dietro la schiena evidente come un bersaglio gigante, senza che nessuno lo noti, o che nel finale,  quando impara a pilotare un jet dell’Hydra appena dopo averci poggiato le chiappe sul sedile, manco fosse imprinting, vi godrete ogni minuto di questo film.
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Insieme ad Iron Man 2, Thor ed il reboot di Hulk (con l’immenso Edward Fight Club Norton), l’ultimo Cap, (specie il finale) apparecchia le carte per il prossimo lavoro dei Marvel Studios: The Avengers.
Vista la presenza di Samuel L. Jackson nei panni del Fury dell’universo Ultimate si è portati a pensare che il film sui vendicatori sarà ispirato al bellissimo lavoro di Mark Millar sugli Ultimates: chissà che non li vedremo impegnati in una lotta intestina contro Hulk, come la bellissima prima stagione di “The Ultimates”, ipotesi probabile visto che le scene finali di Thor portavano a credere che il nemico comune sia nuovamente Loki, e così il cerchio delle citazioni si chiuderebbe perfettamente, visto che la prima storia dei Vendicatori datata 1963, autori Lee-Kirby, racconta di come un gruppo di avventurieri si uniscano in un super-gruppo per fronteggiare la minaccia del Dio dell’inganno Loki, che attacca il fratellastro Thor possedendo il povero Hulk.
Ma questa è una mia pippa mentale che sarà probabilmente smentita dagli eventi futuri.
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Che altro dire? A me è piaciutoe vi consiglio de vederlo, magari allo spettacolo pomeridiano con biglietto ridotto per non correre rischi, però, importante in 2D, per il semplice fatto che il film è stato girato in 2D, le scene che vi rifilano per 3D con un prezzo maggiorato sono state fatte in post-produzione, quindi sono farlocche e da mal di testa.
Ho detto tutto? Mi sa di sì.
Baci ai pupi, e buone Vacanze per chi va, e tranquille giornate per chi resta.

Collegamenti Esterni:
- Captain America the First Avenger trailer


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